Go!2025, il Giro d’Italia è in arrivo nell’Isontino: stasera Manzano vivrà il clima d’attesa con Dino Persello

(g.l.) Il Giro d’Italia, finalmente, sta per arrivare in Friuli Venezia Giulia con la mitica tappa che sabato 24 maggio si concluderà a Nova Gorica e Gorizia, quale omaggio degli sportivi del pedale alla Capitale europea della Cultura, la prima a carattere transfrontaliero contraddistinta dal logo Go!2025. Un clima d’attesa non da poco, davvero elettrizzante, e che sarà bello poterlo vivere questa sera con Dino Persello, il quale a Manzano – località, appunto, di passaggio dei “girini” – propone la sua terza puntata di “Aspettando il Giro…”, dopo le riuscitissime serate di Clauiano e Talmassons. L’appuntamento, con ingresso libero, è alle 20.30 all’antico Foledor Boschetti della Torre di via Natisone ed è sostenuto dal Comune di Manzano. «La catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi», afferma Dino Persello che, come è noto, propone anche lo spettacolo odierno nell’ambito dell’ormai collaudato programma “Ciclismo è poesia”. L’ultima serata sarà sabato a Sacile a commento dell’arrivo della carovano rosa nell’Isontino italo-sloveno, ma anche in vista della tappa che il giorno successivo, domenica 25 maggio, andrà da Fiume Veneto ad Asiago, quindi dal Pordenonese al Vicentino.

# Oggi 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

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In copertina, l’attore e regista sandanielese Dino Persello atteso stasera a Manzano.

Savio, multinazionale tessile a fianco delle coop sociali di Casarsa e San Vito

Da un lato una multinazionale che distribuisce le sue macchine tessili in tutto il mondo, dall’altro le cooperative sociali del Pordenonese, che danno lavoro alle persone fragili: due mondi all’apparenza lontani ma che da 30 anni nella Destra Tagliamento sanno invece dialogare con reciproca intesa, creando sviluppo economico e promozione sociale. Protagonisti di questa bella storia la Savio Macchine Tessili, storica azienda manifatturiera di Pordenone, e le cooperative sociali Futura di San Vito al Tagliamento e Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Infatti, il gruppo multinazionale, con sensibilità sociale, da un trentennio affida parte delle commesse di assemblaggio alle due cooperative sociali che si occupano di inserire nel mondo del lavoro persone con disabilità o con svantaggio sociale, le quali altrimenti sarebbero tagliate fuori sia da occasioni remunerative sia da momenti di integrazione sociale. Si tratta di numeri importanti: gli occupati in entrambe le realtà cooperative, per le sole commesse Savio, sono oltre una trentina, di cui il 40% con svantaggio sociale. Un esempio di come si possa creare occupazione, favorendo il protagonismo di lavoratori con fragilità. Proprio per fare il punto sulla collaborazione, anche a fronte dei cambiamenti dettati nell’ultimo anno dalla pandemia da Covid-19 e dalla ripresa che si prevede lungo il corso del 2021, c’è stato recentemente un incontro tra i vertici delle tre realtà.

“Dal punto di vista della qualità e del servizio non cambia nulla tra lavorare con una coop sociale e un altro fornitore – fanno sapere Mirco Zin, responsabile delle risorse umane, e Mauro Morellato, responsabile dell’ufficio acquisti per Savio -: la differenza la fanno la presenza nel territorio e una sensibilità verso la fragilità delle persone da sempre presente all’interno dell’azienda”. “Non possiamo non ringraziare Savio che – hanno commentato Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe, e Gianluca Pavan, presidente di Futura – grazie alla continuità delle commesse che ci ha garantito lungo questi trent’anni, ci ha permesso di far crescere sul territorio una forte vocazione inclusiva, in particolare verso la disabilità e lo svantaggio. Abbiamo infatti potuto contare sulla fiducia di un soggetto di riferimento come Savio che ci ha permesso di portare avanti progetti, servizi e iniziative a favore di un numero sempre maggiore di persone fragili”.
Una collaborazione che, grazie alla ripresa economica dei primi mesi dell’anno, prosegue nel 2021 con ancora più slancio, tanto che in alcuni casi è aumentato il numero degli occupati, alcuni inseriti con contratto a chiamata. “Nel passato – spiega Mirco Zin – l’attività di assemblaggio delle macchine era più parcellizzata sia all’esterno che all’interno dell’azienda e ciò rendeva più semplice sia riuscire ad affidare questi compiti alle coop sociali sia accogliere internamente un numero maggiore di persone con disabilità. Con l’evoluzione del prodotto siamo stati costretti a modificare questo genere di approccio. Per quel che è stato possibile, però, abbiamo cercato di conservare questo rapporto con le cooperative che riteniamo ci valorizzi e favorisca il territorio. E finché ce ne sarà la possibilità, speriamo di poter continuare su questa strada”.
A spiegare come funziona la catena di fornitura è Mauro Morellato, responsabile degli acquisti: “Per noi, come per altre grosse realtà manifatturiere del pordenonese, la supply chain è fondamentale: per la qualità dei componenti e dei gruppi assemblati, per la competitività economica che essi devono avere e per la puntualità delle consegne. La scelta dei fornitori è quindi di grande importanza e non vi è differenza fra quanto richiesto a un’azienda profit e a una cooperativa sociale. Realtà come voi, con risorse e specificità dedicate all’assemblaggio di gruppi funzionali costituiscono per noi un valore aggiunto”.
Un vero e proprio complimento per Il Piccolo Principe e Futura che vedono realizzato il proprio obiettivo: offrire la stessa competitività del profit, ma con un modello economico e lavorativo che include le persone più deboli. “Per noi sono fondamentali qualità e livello di servizio, – continua Morellato – in quanto ci troviamo ad operare in un mercato più difficile di quanto non fosse solo qualche anno addietro e questo significa una maggiore pressione su tutta la filiera di produzione e distribuzione, a partire dalla supply chain. Per una miglior analisi del suo funzionamento abbiamo anche un sistema di valutazione dei fornitori molto rigoroso. Detto questo, apprezziamo certe caratteristiche che hanno sia Il Piccolo Principe che Futura: le risorse e le competenze dedicate al montaggio dei sottoassiemi, la possibilità di dialogare in modo immediato e la flessibilità”. A questo si aggiunge una particolare sensibilità per le famiglie con persone con disabilità e per i lavoratori fragili nell’ottica della responsabilità sociale d’impresa che ha un’origine lontana: correva l’anno 1981, quando in Savio fu costituita l’Associazione persone portatrici di handicap-Comitato familiari Savio con il patrocinio del direttore del personale di allora, Claudio Del Fabro. Nel corso di tutti questi anni questa sensibilità si è affinata e ormai costituisce il dna di questa azienda.

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In copertina, un reparto produttivo; all’interno, Ilaria Miniutti (responsabile commerciale di Futura),  Sara Cristante (produzione e servizi alle imprese del Piccolo Principe); Mirco Zin (risorse umane) e Mauro Morellato (ufficio acquisti) della Savio di Pordenone.

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Femminicidi, Degano (Giornalisti Fvg) richiama al rispetto deontologico

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano, ha diffuso una nota in cui sottolinea i criteri deontologici ai quali devono attenersi gli organi di informazione in occasione di gravi fatti di cronaca, come quello che ha insanguinato il Pordenonese pochi giorni fa. Eccone pertanto il testo:

«Un nuovo femminicidio è avvenuto purtroppo la scorsa settimana nella nostra regione, a Roveredo in Piano, proprio all’indomani della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.
“La stampa e i media – ha scritto nell’occasione la presidente della Commissione Regionale per le Pari Opportunità, Dusy Marcolin – hanno il dovere di informare, ma in presenza di fatti così tragici va osservato il massimo scrupolo a tutela del diritto di riservatezza della vittima, della sua famiglia, dei minori e anche dei familiari di chi si è macchiato di tale orrendo crimine. Informare in maniera attenta, in questi casi, è anche uno strumento idoneo a costruire quella cultura necessaria per prevenire il femminicidio”.
Come Ordine dei giornalisti del Fvg raccogliamo il suo appello ricordando che proprio nei giorni scorsi il Cnog ha approvato tre nuovi articoli del Testo Unico dei Doveri del giornalista, il più significativo dei quali riguarda appunto il “Rispetto delle differenze di genere”. L’articolo prevede testualmente che nei casi di femminicidio, violenza, molestie, discriminazioni e fatti di cronaca, che coinvolgono aspetti legati all’orientamento e all’identità sessuale, il giornalista:
a) presta attenzione a evitare stereotipi di genere, espressioni e immagini lesive della dignità della persona;
b) si attiene a un linguaggio rispettoso, corretto e consapevole. Si attiene all’essenzialità della notizia e alla continenza. Presta attenzione a non alimentare la spettacolarizzazione della violenza. Non usa espressioni, termini e immagini che sminuiscano la gravità del fatto commesso;
c) assicura, valutato l’interesse pubblico alla notizia, una narrazione rispettosa anche dei familiari delle persone coinvolte.
La nuova norma deontologica, predisposta dalla Commissione Pari Opportunità dell’Ordine Nazionale dei giornalisti, entrerà in vigore dal 1° gennaio. Il nostro auspicio – conclude il presidente Degano – è che tutti i colleghi la facciano comunque propria già a partire da questo tragico caso di femminicidio».

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In copertina, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg, Cristiano Degano.