Gli adolescenti e il gioco d’azzardo oggi in un incontro organizzato a Trieste dai giovani del Piccolo Principe di Casarsa

Capire cosa succede nel cervello degli adolescenti e contrastare le dipendenze, come quelle da gioco d’azzardo, sarà il tema della serata organizzata per oggi a Trieste dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, in co-organizzazione con il Comune di Trieste, assessorato Politiche dell’Educazione e della Famiglia. L’incontro, che avrà luogo alle ore 20.30 in Sala Bazlen in via Gioacchino Rossini 4, fa parte del progetto “Ci puoi scommettere – il gioco d’azzardo oggi, fra nuove norme, spazi on -line e rischi in adolescenza” realizzato dalla cooperativa casarsese (da anni impegnata in progetti a contrasto del gioco d’azzardo), in co-progettazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e con i Dipartimenti delle Dipendenze e della salute mentale delle tre aziende sanitarie Asfo, Asufc e Asugi.

Il Servizio giovani del Piccolo Principe.


«Per la seconda volta, dopo quello realizzato fra il 2021 e il 2022 – spiega Elisa Paiero, responsabile del Servizio per i Giovani della cooperativa sociale Il Piccolo Principe-, il nostro Servizio si è impegnato nel realizzare in tutto il territorio regionale iniziative di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo. La cooperativa dal 2014 gestisce progetti di sensibilizzazione rispetto alle problematiche collegate ai comportamenti conseguenti al gioco d’azzardo, sia nelle scuole superiori con percorsi validati rivolti ai ragazzi e agli insegnanti, che nel territorio, con azioni di sensibilizzazione per gli adulti e per i ragazzi appartenenti ad associazioni o gruppi o frequentanti centri di aggregazione giovanile».
L’intento del progetto a valenza regionale (gli incontri si sono svolti a Pordenone, Spilimbergo, Palmanova, Udine, Trieste e termineranno a Gorizia) è sensibilizzare rispetto al tema del gioco d’azzardo, per imparare a distinguerlo dal gioco “sano” e prevenire e contrastare i comportamenti a rischio, specialmente quelli tra adolescenti. Si stima, infatti, che siano quasi 2 milioni in Italia gli adolescenti che soffrono di una dipendenza comportamentale (cibo, videogiochi, social network e paura dei rapporti sociali) e che il 52% dei minorenni (nella fascia 14-17 anni) riferisce di aver giocato almeno una volta nella vita d’azzardo. Molti di questi giovanissimi, gioca d’azzardo online. Anche in Friuli Venezia Giulia. Al riguardo, fra le diverse azioni del progetto, la cooperativa ha anche attivato a Pordenone, Udine e Monfalcone un laboratorio esperienziale, denominato “L’altra faccia del gioco” e rivolto in contesti extrascolastici a ragazzi dai 15 ai 20 anni, con l’obiettivo di far sperimentare le dinamiche del gioco sia fisico che online, per distinguerlo dall’azzardo e far riconoscere ai ragazzi quei meccanismi, in particolare nel mondo del gaming, che ammiccano a logiche vicine all’azzardo.
Come detto, il tema dell’incontro in programma stasera, a Trieste, è: “Il cervello adolescente e le dipendenze. Capire i comportamenti d’abuso grazie alle neuroscienze”. Relatore della serata, Francesco Zanuttin, biologo e infermiere.
«Questa a Trieste – ha specificato Paiero – è la quinta serata che toccherà un tema centrale come quello del funzionamento del cervello degli adolescenti. Negli incontri precedenti, condotti da prestigiosi esperti in materia di comportamento da gioco d’azzardo, abbiamo approfondito la tematica da diverse prospettive, per metterne in luce i fattori che possono portare ad una dipendenza, le conseguenze sociali, le nuove norme di contrasto e i servizi pubblici territoriali che si occupano di dipendenza da gioco d’azzardo. L’ultimo appuntamento, il 9 aprile a Gorizia, sarà dedicato alle buone prassi di contrasto e di prevenzione al disturbo da gioco d’azzardo, sperimentate anche nel nostro territorio. Invitiamo la cittadinanza, gli amministratori pubblici, i genitori, le figure educative e gli addetti ai lavori a partecipare».

Per informazioni, scrivere a
formazionedga@ilpiccoloprincipe.pn.it
telefono 340.3421265

“La Città Diffusa”, a Pordenone al via la mostra Efasce dei concittadini nel mondo e degli studenti del Liceo di Cordenons

Inaugurata ufficialmente a Pordenone la mostra “La Città Diffusa” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che fino al 4 aprile, al Museo Civico d’Arte, vedrà in esposizione le opere di sette artisti “Pordenonesi nel mondo” che hanno lasciato la regione per vivere e lavorare all’Estero, ma che ora vi tornano con le proprie creazioni. A essi si affiancano le opere degli studenti del Liceo Artistico “Galvani” di Cordenons con la loro personale lettura artistica della città.
Nel vernissage sono intervenuti Gino Gregoris, presidentedi Efasce, Enrico Quattrin, dirigente del “Galvani”, e Alberto Parigi, vicesindaco e assessore alla Cultura Comune di Pordenone. Come momento di avvio della mostra, hanno firmato per primi il pannello dedicato ai pensieri dei visitatori. Attraverso l’arte Pordenone si collega al Mondo e il Mondo arriva a Pordenone, coinvolgendo anche i giovani: questo il messaggio che tutti gli interventi hanno sottolineato.


Anna Grazia Giannuzzi, viceprefetto vicario, ha invece portato il saluto del prefetto Domenico Natalino Manno. Gregoris ha anche letto il messaggio inviato da Pierpaolo Roberti assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione. Presenti anche Michela Zin, direttore Fondazione Pordenonelegge, Loris Zancai Mucignat, assessore cultura del Comune di Cordenons, Ester Filipuzzi, assessore alla cultura del Comune di Spilimbergo, Alberto Gottardo assessore sport e associazionismo del Comune di Sacile, Giovanni Mauro Dalla Torre, delegato vescovile per la Cultura della Diocesi di Concordia Pordenone. Ringraziati per la vicinanza al progetto i consiglieri regionali Lucia Buna, Andrea Cabibbo e Markus Maurmair. Presenti anche i membri del consiglio direttivo Efasce e degli uffici.
Il progetto di Efasce è stato realizzato con il finanziamento di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Comune di Pordenone, Camera di Commercio di Pordenone-Udine e con la collaborazione del Liceo Artistico Galvani di Cordenons, Fondazione Pordenonelegge e lo stesso Comune di Pordenone (che ha messo a disposizione la prestigiosa sede del Museo Civico).

Espongono per i Pordenonesi nel Mondo: Eugenio Belgrado (Vienna, Artista visivo); Elisabetta Calabritto (Londra, Graphic designer e illustratrice); Alessandro Cipolat (Londra, Graphic motion designer); Martina Del Ben (Berlino, Urban & social designer); Antonio Massarutto (Cortona, Scultore e designer); Marco Monti (New York, Post-production artist and professor); Luca Pascotto (Parigi, Esperto di mobilità e fotografo).
Espongono per il Liceo Galvani studenti Classi delle classi 3E e 5E: Andrea Busacca, Sara Contardi, Davide Giroldo, Stella Kasa, Kevin Marongiu, Agata Mascarin, Alessia Mattei, Valeria Miotto, Vittoria Nimis, Elisa Raccanelli, Giulia Simola, Filip Stamenkovski, Enrico Stolfo, Elena Tarabocchia, Clara Bano, Ingrid Basili, Mary Beduz, Claudia Bertoldo, Caterina Boz, Martina Celeprin, Anna Cisilino, Matthias De Piero, Salima Filipetto, Adrian Daniel Garbea, Arianna Latino, Meri Llanaj, Martina Celeprin, Denise Marcolin, Michelle Mariuzzo, Alexander Marra Dalles, Asia Mozzon, Celeste Petozzi, Matilde Piccinato, Nicole Piga, Nicole Rodella, Aurora Tranquilli, Iris Truccolo, Cristian Pezzutti. La grafica di Denise Marcolin è quella ufficiale della mostra.
Progetto artistico della mostra a cura di Arianna Grosso (Abu Dhabi, Cultural manager). Curatela della mostra a opera della professoresse Moira Piemonte, Sara Marzari e Edi Zanet assieme alla segreteria Efasce con Michele Morassut.

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In copertina, l’intervento del presidente Gregoris ieri durante la cerimonia a Pordenone; all’interno, il gruppo degli artisti e altre immagini dell’inaugurazione.

(Foto Elisa Caldana)

La storia di Arianna che a vent’anni a Pordenone apre un’azienda oggi leader per pubblicità e stampa digitale

Giovane e donna, ha aperto la propria azienda in un mondo prevalentemente maschile come quello della distribuzione di volantini pubblicitari: arriva da Pordenone una storia di imprenditoria femminile di successo. Si tratta di Arianna Pignoloni: titolare di Full Service, azienda pordenonese che opera nel settore della pubblicità. Lei, classe 1978, da semplice addetta alla distribuzione di volantini, nel 1998 fonda un’azienda che oggi può contare su 35 dipendenti, in maggioranza uomini, e oltre 25 anni di esperienza.
«Ero molto giovane in un mondo di maschi adulti che mi guardavano dall’alto al basso – ha raccontato Arianna Pignoloni -, eppure io ci ho creduto, non mi sono mai scoraggiata e sono partita con un primo incarico di distribuzione di materiale informativo per un Comune del territorio e poi sono arrivate le prime importanti commesse dalla grande distribuzione. Ho iniziato ad acquistare i primi furgoni e ad assumere personale. Da lì è stato un crescendo». Nel giro di qualche anno, la Full Service di via Roveredo a Pordenone è diventata un punto di riferimento nel mondo della distribuzione di materiale pubblicitario ed ora anche della stampa digitale, delle affissioni e installazioni.

IMPRENDITORIA FEMMINILE – Avvicinandosi l’8 marzo, Giornata Internazionale della donna, quella di Arianna Pignoloni è una storia ispirazionale per altre donne che sognano un futuro imprenditoriale. «Vorrei che la mia storia – ha affermato Arianna – fosse d’ispirazione per altre donne che sognano di creare la propria impresa a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà, a credere nelle proprie potenzialità».

ECOSOSTENIBILITÀ – E siccome non bisogna smettere di credere nell’innovazione, la Full Service ha scelto di puntare sulla sostenibilità ambientale. In gennaio è stata acquistata una nuova stampante digitale industriale (HP Latex R2000 Plus) che utilizza inchiostri a base acqua. Si tratta della prima stampante di questo genere in Friuli Venezia Giulia. Un macchinario di ultima generazione che garantisce una qualità di stampa ancora più alta, su qualsiasi tipologia di supporto rigido o flessibile, eliminando quindi l’esposizione ad agenti chimici nocivi per gli addetti alla stampa e per il cliente finale. Tutti gli inchiostri utilizzati sono certificati Ecologo e Greenguard Gold. «Non solo – ha spiegato Filippo Buttolo, responsabile della gestione commerciale di Full Service -, pochi sanno che le esalazioni tossiche date dalle vernici tradizionali continuano anche una volta che i materiali sono stati stampati, in questo modo noi andiamo ad eliminare questa tossicità e rendiamo più facile lo smaltimento nei rifiuti di tutti i nostri stampati. Si tratta di un macchinario eccezionale, a bassissimo impatto ambientale capace di offrire un prodotto sostenibile e di qualità». A breve, l’azienda installerà anche un impianto fotovoltaico con l’intento di ridurre il fabbisogno di energia da fonti fossili. Un ulteriore traguardo che va a migliorare la sostenibilità aziendale.

ETICA DEL LAVORO – All’attenzione per l’ambiente si aggiungono anche i valori dell’etica del lavoro e dell’attenzione alle persone. «Anche io sono partita dal basso – ha concluso Arianna Pignoloni -, ho iniziato giovanissima distribuendo i volantini delle pubblicità e quindi conosco la fatica, le difficoltà, la precarietà… Per questo cerco sempre di mettere al centro le persone che lavorano con me. Negli anni ho anche offerto corsi di lingua italiana ai miei dipendenti, gran parte stranieri, perché possano integrarsi al meglio».

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In copertina, l’imprenditrice pordenonese Arianna Pignoloni e all’interno la modernissima stampante.

Un vero sold out per Civitas a Pordenone: oggi si chiude il primo modulo con gli obiettivi “sostenibili” di Agenda Onu 2030

A Pordenone è stata inaugurata giovedì con un vero sold out di iscrizioni l’esperienza di Civitas – Scuola, Scuola di formazione all’impegno pubblico, ideata e promossa dall’Associazione Civitas, presieduta da Sergio Bolzonello: un’“Accademia” che si propone di fornire gli strumenti utili a sviluppare e affinare le competenze destinate all’impegno pubblico, utilizzando strumenti di lettura e di intervento modulati sui cambiamenti globali della vita collettiva.


Civitas Scuola ha sede negli spazi di Casa Zanussi e dedica il suo primo anno di attività al progetto di formazione “Costruire Comunità nella transizione”. Con 25 posti a disposizione come numero massimo di corsisti, le richieste di partecipazione sono state di gran lunga superiori, tanto che il Consiglio Civitas ha deciso di “aprire parzialmente” il corso anche da remoto, con l’esclusione dei laboratori, per coloro che non hanno avuto la possibilità di essere ammessi in presenza.
La prima giornata del primo modulo, “Il contesto italiano”, si è focalizzata sulle dinamiche demografiche, il mercato del lavoro e le implicazioni per il sistema pensionistico, offrendo una panoramica completa delle tendenze attuali e delle previsioni future. La seconda giornata, ieri, ha esplorato gli obiettivi e le regole di sviluppo di una comunità, mettendo in luce il ruolo della Costituzione italiana e dei diritti e doveri sanciti a livello costituzionale. Coordinato da Sergio Bolzonello, il modulo impegna come docenti l’accademico e demografo dell’Università di Padova Gianpiero Dalla Zuanna, nella XVII legislatura Senatore della Repubblica, l’avvocato costituzionalista e docente universitario Mario Bertolissi. E oggi, 17 febbraio, è in programma il laboratorio conclusivo dedicato alla progettazione di iniziative comunitarie basate sugli Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030 con il direttore Local Area Network, Padova. Luca Romano, impegnato nella consulenza strategica per enti pubblici, parti sociali e imprese, che guiderà i partecipanti nell’approfondimento delle sfaccettature più rilevanti dei temi, per navigare efficacemente attraverso i complessi scenari che le comunità devono affrontare.


Il secondo modulo, dedicato a “Libertà, istruzione e cultura”, è in programma da giovedì 14 a sabato 16 marzo. Da giovedì 18 a sabato 20 aprile, il terzo modulo della Scuola sul tema “Salute”. Il quarto modulo, dal 16 al 18 maggio, sarà “Le dinamiche del cambiamento sociale”. Il programma di Civitas ripartirà quindi in autunno, dal 24 al 26 ottobre, con il quinto modulo dedicato al “Futuro del lavoro” e dal 21 al 23 novembre il sesto e ultimo modulo su “La sostenibilità e le sfide per l’azienda”.

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In copertina e all’interno tre immagini del primo incontro da tutto esaurito.

In Fvg 331 imprese in più nel 2023. Continua il traino dei servizi e l’edilizia figura tra le attività più dinamiche

Più imprese di costruzioni, più imprese dei servizi, in particolare attività professionali, scientifiche e tecniche, immobiliari e finanziarie-assicurative. In calo le imprese nell’agricoltura, nella manifattura e nel commercio. In Friuli Venezia Giulia le imprese crescono dello 0,34% nel 2023 (331 imprese in più) e i dati indicano in crescita, o comunque stabili, tutti i territori: Trieste +1,59% (+249 imprese nell’anno), Gorizia +0,54% (+52), Pordenone +0,09% (+22), Udine +0,02% (+8). Nel Nord Est le imprese hanno registrato un +0,47% rispetto al 2022 (con Trentino Alto Adige +1,02% e Veneto +0,49%), in Italia in media crescono dello 0,70%.
«In uno scenario economico caratterizzato da inflazione, crescenti tensioni geopolitiche su più fronti e rapidissimi cambiamenti tecnologici, il saldo 2023 per le imprese del Fvg resta quindi positivo», commenta il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, che evidenzia comunque come questo andamento non sia evidente però in tutti gli ambiti di attività: infatti, la maggior parte delle 331 imprese registrate in più negli ultimi dodici mesi opera in soli due macro-settori, ossia le costruzioni e, tra i servizi, le attività professionali, scientifiche e tecniche.
Queste alcune delle evidenze che emergono dai dati InfoCamere sull’andamento della demografia delle imprese nel 2023, il focus per il Friuli Venezia Giulia è stato elaborato dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.
In Friuli Venezia Giulia il più dinamico, in termini di crescita imprenditoriale, è il comparto delle costruzioni che, nonostante l’incertezza sulle prospettive dei bonus legati al mondo dell’edilizia che ha caratterizzato il 2023, alla fine degli scorsi dodici mesi ha contato 268 imprese in più rispetto al 2022 al netto delle cancellazioni d’ufficio (+1,80%). «Che i servizi siano trainanti negli ultimi anni è un dato che viene confermato anche in questa ricerca», aggiunge il presidente Da Pozzo, citando i numeri positivi registrati dalle imprese nel campo delle attività professionali, scientifiche e tecniche che a fine 2023 presentano un aumento significativo di 133 imprese (+3,15%), trainate da un “boom” nelle divisioni di pubblicità e ricerche di mercato e della consulenza aziendale e amministrativo-gestionale. Alla crescita hanno contribuito anche le attività immobiliari, che a fine 2023 contano 83 imprese in più dell’anno precedente (+1,53%) e quelle finanziarie e assicurative (+55 imprese, +2,45%).
A fronte di questi risultati positivi, i settori più tradizionali continuano a segnalare un restringimento della platea delle imprese. Per il commercio, il 2023 si è chiuso con una riduzione complessiva di 280 attività (-1,36% su base annua). Nell’agricoltura, il bilancio di fine anno evidenzia una riduzione complessiva di 164 imprese (-1,28%) mentre la manifattura presenta una perdita complessiva di 64 imprese (-0,63%). Una performance per quest’ultimo settore che tocca tutti comparti con l’eccezione della crescita delle imprese di riparazione, manutenzione e installazione di macchine ed apparecchiature.
La lettura dei dati dal punto di vista delle forme organizzative delle imprese conferma il rafforzamento strutturale del sistema imprenditoriale, in atto ormai da anni. L’intero saldo positivo del 2023 è spiegato dalla crescita delle società di capitale: 572 in più in termini assoluti, pari al +2,25%. Le imprese individuali, che rappresentano più della metà dello stock di imprese esistenti, sono stabili e fanno registrare in termini relativi un +0,05%, in calo invece le società di persone (-257 imprese nel periodo, -1,39%) e le altre forme giuridiche.

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo.

Nel nuovo logo di Efasce le radici e il futuro: alla festa degli auguri debutta la “Officina delle idee”

Tempo di auguri natalizi per l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti: si è rinnovato, infatti, il tradizionale appuntamento per i soci e corregionali rientrati dall’estero per il periodo delle feste di fine anno nello Spazio 47 a Pordenone. Con l’occasione è stato presentato il concorso “Officina di Idee” con il quale vedrà la luce nei primi mesi del 2024 il nuovo logo dell’Ente. A portare i saluti dell’Efasce e del presidente Gino Gregoris è stato il consigliere Angioletto Tubaro, che ha anche ringraziato Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone per il sostegno alle attività e progetti dell’ente. In sala anche altri membri del consiglio, presente pure l’assessore pordenonese Morena Cristofori, che nel suo saluto ha rimarcato l’importanza delle eccellenze locali nel mondo e il ruolo fondamentale di Efasce. In platea corregionali da Regno Unito, Francia, Spagna e Germania nonché da altre parti d’Italia.
L’iniziativa del bando per il logo mira a definire un emblema nuovo e distintivo, che dovrà rappresentare, comunicare e identificare i “Pordenonesi nel mondo” e i valori di Efasce, realtà storica fondata nel 1907: il nuovo logo dovrà sia raccontare le radici sia, allo stesso tempo, lo sguardo verso il futuro. Il progetto vede la collaborazione del Liceo Artistico Statale Galvani di Cordenons e della web agency Alea. Il bando sarà aperto il 15 gennaio a mezzogiorno e durerà fino al mezzogiorno del 15 marzo. Info su www.efasce.it

Info su www.efasce.it

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In copertina e all’interno due immagini dell’incontro tenutosi a Pordenone.

Alpe Adria Musica Institute, a Pordenone il concerto finale della prima masterclass con la Fvg Orchestra e sette pianisti

Si chiama Alpe Adria Musica Institute (Aami) ed è il primo e unico progetto in Friuli Venezia Giulia dedicato all’alta formazione dei giovani musicisti che propone a compositori, a pianisti e a futuri direttori d’orchestra un percorso di perfezionamento con grandi didatti, lavorando a stretto contatto con un’orchestra sinfonica professionale. Ciò è possibile grazie alla partnership di Aami con la Fvg Orchestra. La Sinfonica regionale, appena tornata da una brillante trasferta a Lubiana, stasera, alle 20.45, inaugurerà la nuova stagione del Teatro comunale di Monfalcone.
Il progetto è stato presentato ieri a Pordenone in presenza del presidente di Aami Cristian Carrara, del direttore artistico di Fvg Orchestra, Claudio Mansutti, e dell’assessore all’ambiente di Pordenone, Mattia Tirelli. Per gli allievi, selezionati tra i più promettenti giovani pianisti italiani e stranieri, si tratta di un’opportunità eccezionale perché, a differenza di quanto accade in altri Paesi europei o negli Stati Uniti, in Italia è un’esperienza rarissima, per strumentisti e compositori, potersi perfezionare in presenza con un’orchestra sinfonica, sperimentando le particolarissime dinamiche che si instaurano tra compositori, direttori, solisti e l’orchestra stessa, e quindi imparare a valorizzare i propri talenti artistici nelle performance camerali e orchestrali.
Il progetto prevede di ospitare musicisti di eccellenza provenienti da tutta Italia e dall’estero, rendendo Pordenone un punto di riferimento nazionale per l’alta formazione musicale. Per questa ragione Aami gode del sostegno del Comune di Pordenone e della Fondazione Friuli e, assieme alla Fondazione Bon che è partner dell’iniziativa, entra nel novero di alcune associazioni culturali regionali che promuovono la formazione sostenute dalla Regione Fvg.
«Credo che anche nell’ambito dell’alta formazione musicale vi siano spazi per provare a creare qualcosa di nuovo e utile per i giovani musicisti – sottolinea il compositore pordenonese Cristian Carrara, presidente di Aami -. Al di là dei docenti di valore, punto di partenza fondamentale per ogni masterclass, abbiamo pensato che l’esperienza più feconda, utile e professionalizzante fosse quella di lavorare a stretto contatto con l’orchestra. Per un giovane pianista, un direttore o un compositore, il fatto di confrontarsi con un grande maestro e poi di potersi mettere alla prova con un’orchestra di professionisti è un’esperienza impagabile».
Aami nasce nel corso del 2023 a Pordenone, città molto viva dal punto di vista culturale e luogo adatto ad ospitare questa attività dal valore internazionale, su progetto di Cristian Carrara, in collaborazione con l’associazione Piano City Pordenone Ets, con la Fvg Orchestra e con la Casa Musicale Sonzogno di Milano.
«Fvg Orchestra è onorata di far parte di questo progetto perché è concretamente finalizzato al mondo del lavoro nella musica: dobbiamo rassicurare i giovani che si può lavorare e vivere di arte – commenta Claudio Mansutti –. Finora in Italia, c’è di fatto uno spazio vuoto tra la fine degli studi accademici e l’inizio del lavoro da professionisti nella musica, manca quello che potremmo definire l’equivalente di un master post-laurea che esiste per le altre facoltà. Aami cerca di colmare questa mancanza. In ogni concorso, una delle prove richieste ai candidati è suonare con l’orchestra, ma di fatto manca la formazione di questo tipo: attraverso le masterclass di Aami vogliamo formare giovani musicisti e renderli pronti ad affrontare il mondo del lavoro».
Aami ha esordito attivando la prima masterclass dedicata all’esecuzione per pianoforte solista e orchestra. Per tre sessioni di studio intensivo i sette allievi selezionati, provenienti da diverse regioni italiane, hanno curato ogni minimo aspetto della loro pratica solistica sotto la guida di due maestri d’eccezione, Pasquale Iannone maestro in residenza e co-curatore artistico dei Alpe Adria Music Institute e Andrea Lucchesini maestro ospite per il 2023, nel perfezionamento dello studio della partitura e poi dell’esecuzione con orchestra, affrontando due Concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven.
«Aami riaccende i riflettori sulla grande scena artistica e musicale di questa città – ha sottolineato l’assessore Tirelli -, ma con un importante elemento in più, quello del collegamento con il mondo del lavoro, della formazione e dell’economia che il settore culturale è in grado di generare. Trovo bellissimo come le esperienze culturali nate in città abbiano possibilità e slancio di sviluppare nuovi progetti, come sta facendo Piano City Pordenone con Aami, puntando sui giovani e sul loro futuro».
La prima masterclass, denominata Aami Piano Concerto Performing Masterclass 2023, si concluderà con il concerto gratuito aperto alla città inserito nel calendario del Natale a Pordenone in programma il 13 dicembre, alle 20.45, nell’auditorium Concordia (via Interna a Pordenone). Durante il concerto gli allievi suoneranno il primo e il terzo Concerto per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven accompagnati dalla Fvg Orchestra sotto la direzione del maestro Paolo Paroni. Saranno aperte al pubblico anche le prove di lunedì 11 e di martedì 12 dicembre.
Oltre che al concertismo pianistico, Aami si indirizza al perfezionamento nella composizione e nella direzione d’orchestra. La direzione artistica è affidata a Cristian Carrara per la composizione, a Bruno Cesselli per la composizione jazz, a Pasquale Iannone per il concertismo pianistico e a Claudio Mansutti per la direzione d’orchestra, quattro grandi maestri riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Oltre a seguire le lezioni individuali e collegiali del maestro residente, anche gli allievi dei prossimi corsi si avvarranno dell’ulteriore apporto di un maestro ospite di grande esperienza, come è stato per Andrea Lucchesini al pianoforte.
I prossimi corsi in programma sono la Aami Composition Masterclass 2024 e la Aami Conducting Masterclass 2024 che si terranno tra la primavera e l’autunno del prossimo anno e saranno sono dedicati alla composizione e alla scrittura per orchestra e all’arte della direzione d’orchestra.

Per maggiori informazioni sui corsi e sul concerto www.aami.it – info@aami.it

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In copertina, Claudio Mansutti, Cristian Carrara e Mattia Tirelli durante la presentazione di Aami ieri a Pordenone.

Casarsa è orgogliosa dei suoi arcieri: oltre 130 atleti in gara al torneo indoor

Grazie alla società degli Arcieri della Fenice Asd, Casarsa è sempre più un centro di riferimento per l’arco e le frecce. Il sodalizio ha infatti organizzato al PalaRosa la quarta edizione del Torneo indoor Città di Casarsa della Delizia, al quale hanno partecipato non solo arcieri del Friuli Venezia Giulia ma anche provenienti da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. In totale hanno tirato oltre 130 atleti, con le gare che sono valse anche come qualificazione ai campionati italiani Fitarco che a febbraio si svolgeranno a Pordenone.

Gli arcieri con l’assessore Mastracco.


“Siamo orgogliosi dei nostri arcieri – ha commentato l’assessore comunale allo sport, Samuele Mastracco, presente alla gara – che sono in continua crescita di praticanti, tanto da avere oggi 134 iscritti che pongono la Fenice tra le maggiori realtà d’Italia come numero di tesserati. Complimenti al presidente Bruno Vetere, al direttivo e a tutti i volontari che fanno divertire e praticare un’attività sana ai nostri ragazze e ragazzi. Insieme al sindaco Claudio Colussi siamo convinti del valore educativo e formativo dello sport, finalità positive di cui il tiro con l’arco è un valido esempio”.
Nella gara al palazzetto casarsese i partecipanti si sono sfidati in tutte le tipologie di archi (arco nudo, olimpico e compound) sulla distanza di 18 metri dal bersaglio. Per i padroni di casa nell’olimpico Allieve medaglia d’argento per Valeria Feletto, nelle Giovanissime oro per Endya Odorico. Nel compound bronzo per Bernard Lee junior Marshall nel Senior maschile, per Giulia Vetere nel Senior femminile, per Daniele De Nadai nel Master maschile. Nell’arco nudo bronzo per Amadio Patrick nella categoria Senior maschile, argento nel Master maschile per Alberto Versolato e bronzo per Taddeo Lazzarotto. Ori per Fiorella Salatin (Master), Sebastiano Trevisan (Junior), Gaia Calaone (Junior), Gabriele Pizzutto (Allievi), Juan Jose Vedovato (Ragazzi) e nelle Ragazze oro per Monica Pizzutto e argento per Giada Desiderà. Infine le gare a squadre: argento nel Compound Master maschile (Daniele De Nadai, Umberto Raffin e Scott Matthew Bingham) e oro nel Nudo Master Maschile (Alberto Versolato, Taddeo Lazzarotto, Ennio Versolato).

Con l’arrivo di Camino, Visco e Travesio salgono a 141 i Comuni dell’Aclif impegnati a valorizzare l’identità friulana

Salgono a 141 i Comuni aderenti all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (Aclif), sorta nel 2015 e unica realtà istituzionale che unisce le Comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. Dopo la recente adesione in estate di Camino al Tagliamento, sono ora arrivate a fine settembre quelle di Visco e Travesio. In soli otto anni quindi il numero è quasi triplicato, visto che al momento della costituzione i Comuni membri erano una cinquantina. Da ricordare come i Comuni stessi siano distribuiti sui territori delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Udine, più due nel vicino Veneto dove si parla storicamente il friulano: San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto.

Daniele Sergon


«Diamo il benvenuto a questi Comuni che hanno aderito di recente. Questa crescita – sottolinea il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – è avvenuta perché 141 consigli comunali hanno deliberato in maniera volontaria l’adesione all’Assemblea. Far parte dell’Aclif è quindi una libera scelta, una decisione che nasce e cresce dal basso. Penso che questo sia un elemento molto importante da ricordare, visto che aiuta a comprendere immediatamente come la nostra attività parta da un vivo interesse da parte delle singole realtà friulane».
Attività che attraverso vari progetti (convegni e corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, iniziative per aiutare i Comuni a diffondere l’uso della lingua friulana e la conoscenza della cultura, sostegno a programmi radiotelevisivi) puntano all’obiettivo dell’unità identitaria. «Unità che è alla base del mandato iniziato con la mia presidenza a giugno – aggiunge Sergon -, ma che non è da intendersi in maniera monolitica, anzi tutt’altro. Amo sempre ricordare, nelle mie visite ai Comuni aderenti, come il Friuli sia un unico grande mosaico formato da tante tessere quante sono le diverse sfumature della lingua friulana e il modo di vivere questa cultura da parte dei friulani stessi. Sfumature che vanno valorizzate e accolte, senza “barriere” all’entrata, dal Livenza al Timavo».
Altro elemento significativo nell’azione dell’Aclif quello della salvaguardia della specialità regionale. «La quale – conclude il presidente – passa proprio attraverso la tutela e valorizzazione delle quattro lingue ufficiali del Friuli Venezia Giulia, riconosciute anche dall’Unione europea: italiano, sloveno, tedesco e friulano. Con le nostre iniziative vogliamo rendere sempre più consapevole la società del fatto che la presenza e tutela di queste lingue non è solo una ricchezza culturale ma anche un modo di mantenere lo status di Regione autonoma, senza il quale il futuro della nostra terra sarebbe sicuramente più povero in tutti i sensi. Dobbiamo far entrare nel Dna della nostra Comunità regionale a tuti i livelli la consapevolezza che siamo unici e speciali nel mondo per la nostra multiculturalità».

Camino al Tagliamento

Visco

I Comuni aderenti all’Aclif sono Aiello del Friuli, Amaro, Aquileia, Arba, Arta Terme, Artegna, Aviano, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino Casarsa della Delizia, Cassacco, Castelnovo del Friuli, Castions di Strada, Cavasso Nuovo, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Claut, Clauzetto, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Cordovado, Cormòns, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Dolegna del Collio, Fagagna, Fanna, Farra d’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Frisanco, Gemona del Friuli, Gonars, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Lauco, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Majano, Maniago, Mariano del Friuli, Martignacco, Medea, Meduno, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Monfalcone, Montenars, Moraro, Morsano al Tagliamento, Mortegliano, Moruzzo, Mossa, Muzzana del Turgnano, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Ragogna, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano Teor, Romans d’Isonzo, Ronchis, Ruda, Sagrado, San Daniele del Friuli, San Giorgio della Richinvelda, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Martino al Tagliamento, San Michele al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sauris, Sedegliano, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teglio Veneto, Terzo di Aquileia, Tolmezzo, Torviscosa, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Trasaghis, Travesio, Treppo Ligosullo, Treppo Grande, Tricesimo, Udine, Valvasone Arzene, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villesse, Visco, Vito d’Asi, Zoppola, Zuglio.

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E ora la traduzione dello stesso testo in lingua friulana.

A cressin a 141 i Comuns aderents a l’Assemblee di Comunitât Linguistiche Furlane (Aclif), nassude intal 2015 e uniche realtât istituzionâl che met adun lis Comunitâts dulà che e je fevelade e ricognossude la marilenghe. Dopo l’adesion che nol è tant in Istât di Cjamin, a son rivadis difat su la fin di Setembar ancje chê di Visc e di Travês. In dome 8 agns il numar al è duncje cuasi triplicât, parcè che al moment da la costituzion i Comuns a jerin un 50. Di ricuardâ che i Comuns aderents a son sparniçâts sui teritoris da lis vecjis provinciis di Gurize, Pordenon e Udin, e doi ancje intal vicin Venit dulà che si fevele storicamentri il furlan, tant che San Michêl dal Tiliment e Tei.
«O din il benvignût a checj Comuns jenrtâts ch’al è pôc. Cheste incressite – al met in evidence il president da l’Assemblee Daniele Sergon, sindic di Caprive – e je stade parcè che 141 conseis comunâi a àn deliberât in maniere volontarie l’adesion a l’Assemblee. Fâ part da l’Aclif e je duncje une libare sielte, une decision ch’e nas e ch’e cres dal bas. O pensi che chest al sedi un element une vore impuartant di tignî a ments, parcè che al jude a capî daurman che la nestre ativitât e partìs di un vivarôs interès di bande di ogni ugnule realtât furlane».
Ativitâts che traviers diviers progjets (cunvignis e cors di formazion pai ents locâi, scambi di esperiencis cun chês altris minorancis linguistichis di Italie, iniziativis par judâ i Comuns a pandi l’ûs da la lenghe furlane e la cognossince da la culture, poie a programs radiotelevisîfs) a smirin al obietîf da l’unitât identitarie. «Unitât ch’e je la fonde dal mandât scomençât cu la mê presidence in Jugn – al zonte Sergon – ma che no si à di intindi in maniere monolitiche, anzit, par contrari. Mi plâs simpri ricuardâ, cuant ch’o voi intai Comuns aderents, che il Friûl al è un unic grant mosaic formât di tantis tessaris tropis ch’a son lis diviersis sfumaduris da la lenghe furlane e la maniere di vivi cheste culture di bande dai friulans stes. Sfumaduris ch’a van valorizadis e acetadis, cence “stangjis” a la jentrade, da la Livence al Timau».
Altri element significatîf inta l’azion da l’Aclif al è chel da la tutele da la specialitât regjonâl. «Che – al finìs il president – e passe juste traviers la tutele e valorizazion da lis cuatri lenghis uficiâls dal Friûl Vignesie Julie, ricognossudis ancje da l’Union europeane: talian, sloven, todesc e furlan. Cu lis nestris iniziativis o volìn rindi simpri plui cussiente la societât dal fat che la presince e tutele di chestis lenghis no je dome une ricjece culturâl, ma ancje une maniere di mantignî il status di Regjon autonome, che cence di chel l’avignî da la nestre tiere al sarès dal sigûr plui puaret in ducj i sens. O vin di fâ jentrâ dentri tal Dna da la nestre Comunitât regjonâl a ducj i nivei la cussience che o sin unics e speciâl intal mont, par la nestre multiculturalitât».
I Comuni aderents a l’Aclif a son: Dael, Damâr, Aquilee, Darbe, Darte, Dartigne, Davian, Basilian, Bertiûl, Bicinins, Buri, Cjamin, Cjampfuarmit, Cjamplunc Tapoian, Caprive, Cjarlins, Cjasarse, Cjassà, Cjastelgnûf, Cjasteons di Strade, Cjavàs, Cjavaç, Çurçuvint, Çarvignan, Cjopris e Viscon, Scluse, Claut, Clausêt, Codroip, Colorêt di Montalban, Comelians, Cordovât, Cormons, Cuar di Rosacis, Cosean, Dignan, Dogne, Dolegne dal Cuei, Feagne, Fane, Fare, Flumisel Vile Visentine, Flaiban, Forgjarie, For Davôtri, For Disot, Frisanc, Glemone, Gonars, Gurize, Gardiscje, Lauc, Listize, Lignan, Maian, Manià, Marian, Martignà, Migjee, Midun, Merêt di Tombe, Mueç, Muimans, Monfalcon, Montenârs, Morâr, Morsan da lis Ocjis, Mortean, Murùs, Mosse, Muçane, Osôf, Davâr, Pagnà, Palaçûl, Palme, Paluce, Pasian di Prât, Paulâr, Pavie, Pontêbe, Porpêt, Paulêt, Puçui, Prissinins, Premariâs, Prepot, Ruvigne, Raviei, Reane dal Roiâl, Remanzâs, Resiute, Rigulât, Rivis Darcjan, Rivignan Teôr, Romans dal Lusinç, Roncjis, Rude, Segrât, San Danêl, San Zorç da la Richinvelde, San Zorç di Noiâr, San Zuan dal Nadison, San Lurinç dal Lusinç, San Martin dal Tiliment, San Michêl dal Tiliment, San Quarin, San Vît dal Tiliment, San Vît de Tor, San Vît di Feagne, Sauris, Sedean, Secuals, Siest, Spilimberc, Talmassons, Tarcint, Tarvis, Tavagnà, Tei, Tierç di Aquilee, Tumieç, Tor di Zuin, Tramonç Disore, Tramonç Disot, Trasaghis, Travês, Trep Liussûl, Trep Grant, Tresesin, Udin, Voleson Darzin, Vildivar, Vençon, Verzegnis, Vile di Cjargne, Vilès, Visc, Vît, Çopule, Zui.

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In copertina, il Castello di Toppo a Travesio in una foto di Claudio Romanzin.

Admo Fvg compie 30 anni e oggi festeggia in piazza a Pordenone

L’Admo – Associazione donatori di midollo osseo del Friuli Venezia Giulia compie 30 anni e per festeggiare, in occasione della campagna di sensibilizzazione “Match It Now”, invita tutti, oggi 14 ottobre, a Pordenone in piazza XX Settembre dalle 9 alle 21. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani tra i 18 e i 35 anni sull’importanza di questo gesto, tanto semplice quanto essenziale. Quella in programma sarà l’occasione per celebrare questo importante compleanno e ricevere tutte le informazioni necessarie per l’iscrizione al Registro Italiano donatori di midollo osseo e cellule staminali emopoietiche (Ibmdr), possibile con un semplice e indolore prelievo di sangue o la raccolta di un campione salivare.

I DATI DEL FVG – In Friuli Venezia Giulia, nel corso del 2022, sono stati ben 1179 nuovi donatori iscritti al registro Ibmdr. Un dato importante che inserisce il Fvg al terzo posto in termini di reclutamento tra le regioni italiane. «Nel corso del 2023 siamo abbiamo già circa 900 iscritti, in regione. Numeri che ci fanno ben sperare per il superamento degli iscritti registrati lo scorso anno. Questo soprattutto in vista dell’inizio dell’anno scolastico e, di conseguenza, del nostro ritorno nelle scuole per l’attività di sensibilizzazione» ha chiarito Paola Rugo, presidente dell’Associazione donatori di midollo osseo Fvg.

I GIOVANI DONATORI – Possono diventare donatori solo coloro che sono in buona salute, hanno un’età compresa fra i 18 e i 35 e un peso superiore ai 50 kg. In questo modo la permanenza nel registro è maggiore, visto che è possibile donare fino ai 55 anni. Inoltre studi hanno dimostrato «che quando i donatori sono più giovani il trapianto ha maggiori possibilità di dare esiti positivi», come ha ricordato ancora Rugo.

IL MIDOLLO – Da precisare poi che la donazione di midollo osseo e quella di midollo spinale sono due cose differenti, anche se spesso vengono confuse. Il midollo osseo (da cui hanno origine le componenti del sangue) viene raccolto attraverso due procedure mediche che consistono nel prelievo delle cellule staminali emopoietiche dalle creste iliache o da sangue periferico. Quanto raccolto dal donatore viene poi trasfuso alla persona malata.

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In copertina e all’interno ecco un gruppo di volontari dell’Admo di Pordenone.