Gennaio si aprirà a Pordenone con i “teatri in miniatura” del Sudamerica

Arrivano per la prima volta a Pordenone i teatrini Lambe Lambe, una forma di teatro in miniatura ancora poco conosciuta in Italia ma molto diffusa in Sudamerica. Piccole scatole da osservare attraverso uno spioncino — per uno o al massimo due spettatori alla volta — che racchiudono mondi in miniatura e storie intime. Saranno i protagonisti di Nautilus – Coro di teatri in miniatura, nuovo appuntamento del cartellone natalizio pordenonese. L’esordio cittadino di questi mini-teatri è in programma sabato 3 gennaio, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30, all’Ex Convento di San Francesco, in Piazza della Motta. L’iniziativa è inserita nella dodicesima rassegna I Teatri dell’Anima, organizzata da Eta Beta Teatro, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, in collaborazione con il collettivo Lambe Lambe. La manifestazione ha preso ufficialmente il via in agosto con l’anteprima “Concerto per spiritelli in Natura” dell’Orchestra Con Fuoco e prosegue ora con questo speciale appuntamento natalizio, per poi continuare nei mesi primaverili con un calendario diffuso su tre province e otto comuni del Friuli Venezia Giulia.

Nautilus – Coro di teatri in miniatura si propone a uno o due spettatori per volta e si svolge all’interno di piccole scatole che funzionano come vere e proprie scene in miniatura. Guardando attraverso uno spioncino, lo spettatore assiste a brevi azioni teatrali costruite con marionette, oggetti, ombre e semplici animazioni, accompagnate da musiche o racconti ascoltati in cuffia. «È una forma teatrale intima – spiega Andrea Chiappori, direttore artistico de I Teatri dell’Anima – che concentra l’attenzione su storie brevi e su un rapporto diretto e ravvicinato con lo spettatore. Un teatro pensato per tutti, dai bambini agli adulti: ciascuno può decidere se assistere a un solo spettacolo o esplorare più teatrini, costruendo liberamente il proprio percorso di visione».
Ogni spettacolo ha una durata di circa cinque minuti e permette al pubblico di muoversi liberamente, senza vincoli di ordine o di numero. Non è richiesta la prenotazione. Per l’occasione, saranno allestiti cinque teatrini Lambe Lambe, differenti per stile, poetica e tecnica. In programma Starboy della compagnia Manintasca, Voglio la luna della compagnia Nasinsu, Riparo sogni infranti di Nano Teatro, Dance Box di Carla Taglietti e Le piccole cose di Marzia Alati. Brevi narrazioni che attraversano immaginari ed emozioni diverse, mantenendo una dimensione raccolta e di immediato contatto con lo spettatore.
I Teatri dell’Anima XII è una rassegna di teatro diffuso in diversi territori del Friuli Venezia Giulia. I luoghi naturali nella bella stagione, i teatri in quella più fresca, ospiteranno un percorso di eventi mirati alla creazione di una comunità di spettatori aperta ad una condivisione e ad un confronto inclusivo per superare le frontiere fisiche, culturali, linguistiche e generazionali. Un’articolazione in tre province e otto comuni per sensibilizzare e coinvolgere il pubblico con un’offerta culturale teatrale innovativa ma di facile fruibilità e libera dai vincoli convenzionali dello spettacolo, aperta ad artisti e spettatori di ogni età senza dimenticare le fasce deboli e le giovani generazioni.

Per informazioni:cell 333 6785485 oppure email: info@iteatridellanima.it oppure il sito www.iteatridellanima.it

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In copertina e all’interno tre degli spettacoli che saranno presentati a Pordenone.

Pordenone, ora il “Punto Bianco” affianca con un nuovo servizio educativo le famiglie durante le vacanze di Natale

Quando le scuole chiudono, il bisogno di servizi educativi di qualità non va in vacanza. Per questo motivo, a Pordenone, Fai ha deciso di dare continuità al percorso iniziato quest’estate. All’interno del progetto “punto Verde Urbano”, sostenuto da Fondazione Friuli, dopo l’appuntamento estivo si è scelto di attivare un secondo step invernale: è nato così il Punto Bianco, nome in linea con la stagione, servizio educativo-ricreativo pensato per supportare le famiglie proprio durante lo stop scolastico natalizio. Dal 22 al 31 dicembre (tranne nelle giornate: 25 e 26 dicembre), all’HUB381 di Viale Dante, il Punto Bianco è attivo con apertura sull’intera giornata, dalle 9 alle 17 nelle giornate 29, 30 dicembre e dalle 9 alle 13 il 31 dicembre, offrendo un ambiente sicuro, inclusivo e stimolante.


Il servizio è rivolto a ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo e secondo grado, già seguiti dalle educatrici e dagli educatori FAI nei servizi educativi scolastici ed extrascolastici erogati in ottemperanza alla Legge regionale 16/22. I ragazzi e le ragazze con disabilità entreranno a far parte del gruppo già consolidato di giovani che frequentano le attività dedicate del centro diurno HUB381, dando vita a un unico gruppo inclusivo, fondato sul rispetto, sulla relazione e sulla condivisione, in un contesto che valorizza le differenze come risorsa.
Grazie al progetto Punto Verde Urbano, sostenuto da Fondazione Friuli, il servizio è totalmente gratuito per le famiglie. «I posti disponibili sono limitati a 8 partecipanti – ha spiegato Veronica Miotto, responsabile dei servizi educativi territoriali Fai -, una scelta che consente di mantenere un adeguato rapporto numerico educatori–ragazzi, garantendo sicurezza, serenità e un affiancamento educativo attento e personalizzato. Inoltre — ha specificato – la peculiarità di questo servizio è rappresentata dalla scelta educativa di costruire un gruppo unico e inclusivo, in cui ragazzi e ragazze con disabilità partecipano alle attività insieme ai coetanei normotipici».
Durante il Punto Bianco, ragazze e ragazzi sono protagonisti di attività laboratoriali dedicate alle relazioni e alle emozioni, momenti ludico-ricreativi e spazi di confronto con i pari. Il programma prevede inoltre due uscite educative: dopo quella di Trieste, il 30 dicembre si andrà a Lignano, occasioni pensate per affrontare insieme le emozioni legate al viaggio, alla scoperta e alla socialità. «L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dalle famiglie – ha aggiunto Cristian Barel, responsabile Area Minori e del centro diurno HUB381 di Fai – e conferma quanto sia importante offrire, anche durante le pause scolastiche, servizi educativi inclusivi e continuativi, capaci di rispondere ai bisogni concreti delle famiglie e di accompagnare ogni ragazza e ragazzo nel proprio percorso di crescita».

“David Bowie Rock Symphony”, la star Milan Devinne questa sera al Teatro Verdi di Pordenone per il Concerto di Natale

Sarà una scintillante produzione internazionale a celebrare a Pordenone il “Concerto di Natale per la Città” che il Comune della prossima Capitale Italiana della Cultura offre al pubblico, in sinergia con l’Associazione Musicale San Marco – Orchestra da Camera di Pordenone, per un evento a ingresso gratuito (su prenotazione) realizzato con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli.
La data è quella di oggi, 22 dicembre, alle ore 20.30, quando al Teatro Verdi di Pordenone andrà in scena lo spettacolo “David Bowie Rock Symphony”, un magnifico tributo alla musica del “Duca Bianco” a 10 anni dalla sua scomparsa (l’anniversario cadrà nel 2026), con la rock band internazionale della star europea Milan Devinne e per la prima volta un arrangiamento sinfonico curato e diretto da Andrea Bonaldo per l’Orchestra da Camera di Pordenone.

Devinne, musicista ceco di origine tedesca, è considerato, negli ambienti musicali più accreditati, tra i migliori interpreti della musica di Bowie oggi sulla scena, senza indulgere nella semplice copia o imitazione delle sue canzoni più famose, ma mantenendone intatto lo spirito innovativo e la ricchezza compositiva e interpretativa, elementi che nel concerto di Pordenone saranno sottolineati anche da affascinanti inserti visivi multimediali.
Di tutto rispetto infatti il patrocinio di personaggi quali Bryan Singer, regista hollywoodiano e creatore di iconici video musicali di star del rock come i Queen, Thierry Amsallem, amico intimo di David Bowie e CEO del Montreux Jazz Festival, o Peter Freestone, assistente personale di Freddie Mercury e collaboratore di David Bowie: tutti hanno speso, in tempi recenti, parole di sincero apprezzamento per la tribute band di Devinne e per i nuovi contenuti video e live prodotti su alcuni dei titoli più amati dai fan, che nel concerto coprono il periodo dal 1998 al 2004, concluso dal suo ultimo “Reality Tour”.
Tra queste personalità del rock non dimentichiamo anche Mike Moran, pianista e tastierista britannico, compositore e arrangiatore di star come Freddie Mercury (che affiancò nella concezione e realizzazione del celebre Rock/Operatic crossover “Barcelona” con Montserrat Caballé), Joe Cocker, George Harrison, Paul McCartney, Rod Stewart, Kate Bush e molti altri, che salirà sul palco del Teatro Verdi come “special guest” per suonare alcuni brani di Bowie dal vivo.
Il concerto di Pordenone è ad ingresso libero, con prenotazione obbligatoria dai link attivi nel sito web e pagine social dell’Associazione Musicale San Marco, nel calendario eventi del Natale cittadino. In caso di sold-out, ci sarà comunque la possibilità di presentarsi in Teatro la sera stessa e accedere a una lista d’attesa per gli eventuali posti non occupati.

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In copertina e all’interno i protagonisti del concerto di questa sera al Teatro Verdi.

Intelligenza artificiale un’opportunità per il turismo Fvg, ma bisogna saperne di più: urgente la formazione per le imprese

Per le imprese di Pordenone e Udine l’Intelligenza artificiale è un’opportunità che necessita urgentemente di competenze e supporto territoriale. È questa l’esigenza più immediata emersa dal primo sondaggio sulla percezione e l’uso dell’Ai condotto dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. I risultati, inediti, sono stati presentati in apertura del convegno “Ai e turismo, strategie slow e innovazione digitale per il turismo di domani”. L’approfondimento, come ha detto in avvio il consigliere camerale Alessandro Tollon, intervenuto in rappresentanza del presidente Giovanni Da Pozzo, «vuole essere ponte tra i bisogni rilevati e le soluzioni pratiche, perché in un mondo complesso come quello di oggi, in cui la competizione è mondiale e tutto cambia a velocità vertiginose, le nostre pmi devono avere strumenti operativi e immediatamente utilizzabili non solo per stare sul mercato, ma per sapersi sviluppare e crescere. Innovazioni come l’ai non sono affatto in contrasto con l’idea di un turismo esperienziale, culturale, enogastronomico e slow, vocazione naturale di un territorio come il nostro, ma sono anzi strumenti del mestiere con cui le imprese devono essere in grado di destreggiarsi proprio per valorizzare al meglio la loro proposta unica». Una proposta turistica su cui si è soffermato il direttore centrale Attività produttive e turismo della Regione Fvg, Massimo Giordano, che ha poi offerto un quadro sul valore del turismo slow regionale, analizzando risultati e strategie, dal sistema di piste ciclabili alla nautica.
Ad addentrarsi tra i dati emersi dal sondaggio è stata Elisa Qualizza, responsabile Centro Studi Cciaa Pn-Ud. «La partecipazione all’indagine è stata elevatissima e significativa, con 752 imprese rispondenti coinvolte nella metodologia Cawi tra il 4 e il 19 novembre scorsi – ha esordito –. Una partecipazione che ci dice già come l’argomento sia di grande interesse per le aziende». Il sondaggio è stato lanciato in anticipo proprio per sondare direttamente tra le imprese del territorio il loro “fabbisogno” di conoscenza sull’Ai, con un focus particolare sul settore turistico, preparando così i contenuti del convegno stesso.

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Ecco la cybersecurity

La crescente esposizione delle imprese ai rischi digitali rende urgente comprendere come cambia oggi la cybersecurity. La Camera di Commercio Pordenone-Udine propone per giovedì, 11 dicembre, dalle 14.30 alle 16.30, un webinar dedicato a norme, responsabilità e adempimenti che già coinvolgono la maggior parte delle aziende, anche le più piccole. L’incontro offrirà una panoramica chiara sui nuovi criteri che definiscono chi rientra nel perimetro regolamentato, sulla governance interna richiesta e sulla gestione concreta del rischio, fino agli aspetti di vigilanza e alle possibili sanzioni. Relatore sarà Claudio De Rossi, Chief Information Security Officer di InfoCamere, professionista con oltre 25 anni di esperienza nel settore e una profonda competenza che unisce sicurezza informatica, cyberpsicologia e analisi geopolitica. La partecipazione è gratuita. Adesioni sulla piattaforma Unioncamere raggiungibile da www.pnud.camcom.it. Per informazioni: pid@pnud.camcom.it

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Il sondaggio – Solo l’11% degli intervistati ritiene l’Ai “una moda del momento”, ma il 20% la vede ancora come una tecnologia riservata alle grandi realtà. La stragrande maggioranza delle aziende rispondenti, però, cioè ben il 69%, guarda all’Intelligenza artificiale come a un’opportunità concreta per migliorare il lavoro. L’ottimismo si scontra con una realtà di adozione ancora relativamente bassa: la maggior parte delle imprese rispondenti (60,2%) non ha ancora introdotto strumenti di Ai in azienda. Solo il 7,2% li ha implementati in modo strutturato, mentre il 32,6% sta procedendo in via sperimentale. Il principale ostacolo percepito non sono i costi, ma la mancanza di conoscenze e di tempo per approfondire (58,5%), seguita dalla difficoltà nel capire da dove iniziare (26,6%). «L’interesse, però, è chiaro – ha aggiunto Elisa Qualizza –: le applicazioni che attraggono di più gli imprenditori sono quelle legate al marketing e ai contatti con la clientela (55,1%) e i processi amministrativi e gestionali (49,1%). Riguardo agli investimenti futuri, il 16,1% investirà sicuramente nei prossimi due anni, ma un cruciale 38,2% si muoverebbe solo a fronte di incentivi o progetti locali. A fronte di questo fabbisogno di conoscenza, il supporto preferito dalle aziende è rappresentato da corsi o incontri pratici con esempi concreti (42,8%)».
Le opportunità – Focus Turismo: tra potenziale digitale e gestione manuale. Entrando nello specifico del settore turismo, ospitalità e ristorazione (che rappresenta il 4,9% dei rispondenti al sondaggio), emerge una situazione di digitalizzazione ridotta. Quasi la metà delle imprese turistiche (48,4%) afferma di utilizzare strumenti digitali solo in modo parziale (es. Crm, social, recensioni, prenotazioni), ma un significativo 41,8% lavora ancora interamente in modo manuale. Le imprese del turismo vedono nell’Ai un potenziale enorme soprattutto nel Marketing e promozione digitale (38,0%). La sfida è la comprensione: sebbene il 26,4% creda che l’Ia possa personalizzare e migliorare l’esperienza degli ospiti, la posizione maggioritaria (48%) è che si accoglierebbe volentieri l’Ai, ma “serve capire come applicarla concretamente”. La necessità di supporto emerge anche nella volontà di partecipare a progetti territoriali: il 16,4% aderirebbe con entusiasmo, ma il 36,6% lo farebbe solo se il progetto fosse supportato o cofinanziato. Il tema della carenza di personale, lamentata da più della metà delle imprese (delle quali il 30,1% in modo significativo), trova anch’esso un potenziale sollievo nell’Ai. Sebbene per il 54% l’Ai non possa sostituire le persone, essa può fornire un supporto digitale o intelligente utile per la comunicazione e il marketing (58,1%) e per la gestione amministrativa (53,5%).
La formazione pratica – Dall’analisi dei dati, i riflettori del convegno si sono spostati poi sulle strategie concrete. L’intervento voluto per fornire alle imprese strumenti e modalità operative pratiche è stato quello di Andrea Boscaro, partner di The Vortex. Il relatore ha approfondito come l’Intelligenza artificiale stia di fatto rivoluzionando la promozione turistica. La sua relazione si è concentrata sulle sfide che gli operatori devono affrontare, dalla produttività all’innovazione, ma anche sulle nuove problematiche legate alla reputazione e alla visibilità in un mercato in trasformazione. Boscaro ha proposto anche un’analisi degli impatti dei motori di risposta (come ChatGPT) sui siti web aziendali, gli agenti Ai per la prenotazione online e l’uso degli influencer virtuali.

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In copertina e all’interno tre immagini dell’incontro a Udine sull’intelligenza artificiale a favore del settore turistico.

Oltre mille persone a Pordenone per la Tombola dell’8 settembre tradizione che si rinnova da un secolo e mezzo

È stata una grande festa popolare quella della “Tombola” dell’8 settembre a Pordenone, una tradizione che si rinnova da oltre 150 anni (precisamente dal 1873) grazie alla Storica Società Operaia di Mutuo Soccorso e Istruzione, in sinergia con l’Amministrazione comunale, nella giornata di Festa cittadina della Madonna delle Grazie.

Gremitissima e allegra la platea di oltre un migliaio di persone che ha letteralmente riempito – in strada, nei locali e sotto i portici – la Contrada Maggiore, il “salotto buono” della città, tutti concentrati sul palco sotto l’antica Loggia del Municipio, dove l’applauditissimo show è stato orchestrato dal brillante umorismo del duo I Papu, ovvero i “bravi presentatori” Andrea Appi e Ramiro Besa, insieme al sound travolgente del “Blues Brother Tribute Show” proposto dagli undici musicisti della band “Blak”.
Perfetta la collaborazione delle tre piccole aiutanti Bianca, Aurora e Sophie, otto anni ciascuna, che hanno estratto con ritmo spavaldo i numeri segnati sulle cinquemila cartelle vendute, che hanno fatto vincere la quaterna a Giannino Barbin di Pordenone, la cinquina alla giovanissima pordenonese Sara Bertiato, suddivisa con Pasquale Rigione Pisone di Aviano, quindi la tombola a Liana Aleotti di Pordenone e il tombolino anche qui in tandem tra il pordenonese Maurizio e Nica Degan di San Quirino.

Grande soddisfazione del Presidente dell’Operaia Sandro Moretti e del Sindaco di Pordenone Alessandro Basso, al primo palco della Tombola nei rispettivi ruoli. Il loro saluto al pubblico, naturalmente e simpaticamente stuzzicato dall’arguzia dei Papu, non ha mancato di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, dai molti volontari impegnati a seguire l’organizzazione agli enti sostenitori e partner Pordenone Fiere, Pro Loco Pordenone, ditta Beass Sicurezze e Cooperativa Claps.

Info e news sul sito web e sui canali social della Storica Società Operaia di Pordenone: www.somsipn.it

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In copertina, la vincitrice della tombola sul palco con I Papu; all’interno, altre immagini della grande festa popolare di Pordenone alla quale ha partecipato anche il sindaco Alessandro Basso.

Pordenone, una famiglia in musica questa sera al Parco di San Valentino conclude il cartellone dell’estate

La rassegna musicale al Parco di San Valentino a Pordenone conclude il suo fortunato cartellone 2025, che ha segnato l’Estate a Pordenone con il successo dei frequentatissimi concerti che hanno fatto applaudire riconosciuti maestri e giovani artisti in ascesa, tra musica classica, folk, popolare, lirica e contemporanea. Una programmazione firmata da Federico Lovato per l’Associazione musicale Orchestra e Coro San Marco che oggi, 31 agosto, alle 19 presenta l’ultimo evento in calendario, il concerto dal titolo “C’era una volta un nonno con i suoi nipoti”, che porterà alla ribalta il maestro Ezio Mabilia al pianoforte con il nipote pianista Leonardo e la nipote Marta al trombone, due giovani dal brillante curriculum, che proprio grazie al nonno hanno potuto accostarsi fin da piccoli al meraviglioso mondo delle sette note, proseguendo poi i loro studi e raccogliendo già importanti riscontri.
Sarà dunque un appuntamento molto particolare, che unirà nella musica generazioni diverse, accomunate da passione, studio e talento. Un evento realizzato come sempre in sinergia con il Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli. Il trio si alternerà in varie combinazioni su un repertorio di notevole energia e vivacità, che privilegerà la grande musica europea, nelle sue contaminazioni anche popolari: dalle danze slave di Dvořák alle danze ungheresi di Brahms, da pagine di Schubert agli Studi di Chopin alla Rapsodia ungherese di Liszt fino a brani dei compositori francesi Alexandre Guilmant e Jules Demersseman per il duo trombone e pianoforte.

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Marta Mabilia, nata nel 2005, e Leonardo Mabilia, classe 2010, hanno iniziato i loro studi musicali all’età di cinque anni sotto la guida del nonno Ezio, noto pianista e didatta. Marta ha proseguito poi nello studio del trombone, iscrivendosi al Liceo Musicale “Giorgione” di Castelfranco Veneto, dove si è diplomata lo scorso anno. Attualmente è allieva del Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia nella classe del Maestro Athos Castellan. Già durante il percorso liceale si è distinta per le sue doti musicali e per la qualità di suono, suonando in diversi contesti, tra i quali l’Orchestra dei Licei Musicali del Veneto diretta dal Simone Genuini. Tra i concerti più recenti con questa formazione, quello a Cagliari nel 2024, alla presenza del Presidente della Repubblica, per l’inaugurazione dell’anno scolastico, trasmesso in diretta dalla Rai.

Leonardo Mabilia ha proseguito invece negli studi pianistici e dal 2016 è allievo del Maestro Giorgio Lovato presso la scuola di musica “Clara Schumann” di Treviso. Fin dall’età di dieci anni è vincitore di primi premi e primi premi assoluti in diversi concorsi musicali regionali, nazionali e internazionali. A 13 anni ha eseguito il suo primo concerto per pianoforte e orchestra e dall’età di 14 anni si esibisce come solista in recital pianistici a livello nazionale.

Ezio Mabilia è pianista, direttore d’orchestra, didatta. Ha svolto attività pianistica solistica e collaborando in varie formazioni con altri prestigiosi interpreti tra i quali emerge quella in Duo col violista Giovanni Guglielmo. È stato cofondatore della “Piccola Orchestra Didattica” di Vicenza, divenuta poi, “Orchestra Arrigo Pedrollo” della quale per un decennio è stato direttore stabile, incarico poi continuato con l’Orchestra “L’Estro Armonico” di Mirano-Venezia. All’attività didattica, svolta come insegnante di pianoforte principale presso i Conservatori “C. Pollini” di Padova e “B. Marcello” di Venezia, ha affiancato una ricca e coinvolgente attività divulgativa.

Il concerto è a ingresso libero (annullato in caso di maltempo).
Tutte le info su sito web e pagine social dell’Associazione:
https://www.orchestrapordenone.it

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In copertina, i musicisti della famiglia Mabilia: Marta (trombone) e Leonardo (pianoforte) con il nonno pianista Ezio.

Nuove armonie popolari, a Pordenone ritmi e sonorità del Balfolk europeo

Una domenica nel verde che propone un viaggio tra i ritmi e le sonorità del Balfolk europeo: è questo l’appuntamento che attende il pubblico dell’Estate musicale al Parco di San Valentino a Pordenone domani, 3 agosto, alle 19 con il concerto “Nuove armonie popolari. Tra le radici e il volo” dell’ensemble Boccadoro, in collaborazione con il festival Nei Suoni dei Luoghi. Prosegue nel segno delle danze per incontrarsi la programmazione dell’Associazione musicale Orchestra e Coro San Marco nell’area verde più aperta e inclusiva della città, in sinergia con il Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, per la direzione artistica di Federico Lovato.

Dinamico e musicalmente curioso il quartetto che sarà protagonista dell’evento, formato da Anna Gioria, voce e violino, Gabriele Putzulu, chitarra acustica e stompbox, Viola Innocenti, voce e viola, Yarince Vicenzo, clarinetto e bodhran. Il progetto Boccadoro nasce infatti dal desiderio di quattro giovani musicisti italiani di unire la formazione classica all’energia vitale della musica popolare e del Balfolk, senza separare i vari stili musicali, ma al contrario unendo il loro background – ovvero precisione di esecuzione, attitudine alla polifonia e a costruzioni armoniche complesse – con la propensione al ritmo, alla danza e all’espressività. Boccadoro accompagna dunque la platea alla scoperta delle danze d’Europa – dalla Francia alla Svezia, dall’Irlanda alla Sicilia – e delle proprie composizioni originali, pagine dove la tradizione incontra la libertà del gioco e dell’ispirazione. Dal ritmo incalzante del “Reel” irlandese alle atmosfere sognanti di “Drops of Waltz”, il concerto è un percorso tra sonorità che parlano di memoria, incontro, leggerezza e profondità. Ogni brano è un invito al movimento, una soglia che apre alla possibilità di danzare insieme, o semplicemente ascoltare. La danza non è qui solo un passo: è una forma d’arte che unisce. E i musicisti dell’ensemble Boccadoro, con radici classiche e sguardo rivolto al mondo, la rendono esperienza viva.

I concerti al Parco di San Valentino sono a ingresso libero (annullati in caso di maltempo).
Tutte le info su sito web e pagine social dell’Associazione:
https://www.orchestrapordenone.it

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In copertina e all’interno due immagini dell’ensemble Boccadoro.

“Pordenonesi nel Mondo”, l’Efasce con Tubaro dal prefetto Lastella: la nostra terra sempre nel cuore degli emigranti

Pordenone nel mondo ha degli “ambasciatori” speciali: sono i corregionali e loro discendenti che si sono trasferiti all’estero, ma che non hanno dimenticato la loro terra di origine – tra città e territorio della Destra Tagliamento – che rimane per loro un punto di riferimento. Questo il messaggio portato dal presidente di Efasce Pordenonesi nel Mondo, Angioletto Tubaro, al prefetto Michele Lastella in un incontro cordiale avvenuto alla Prefettura di Pordenone, presente anche il capo di gabinetto Michael Mastrolia. Tubaro ha donato al rappresentante del Governo il libro sulla storia di Efasce (ente fondato nel 1907) e le recenti pubblicazioni della collana Testimoni, dedicata ai diari degli emigranti.
«Con l’occasione – ha raccontato il presidente di Efasce – ho potuto illustrare al prefetto origini e finalità dell’azione di sostegno del nostro ente a favore degli emigranti: un ruolo che è rimasto lo stesso di oltre un secolo fa pur evolvendosi per rispondere alle esigenze della modernità. Al prefetto ho anche portato il saluto dei nostri corregionali sparsi nel mondo e per i quali Pordenone e la sua provincia hanno un posto speciale nel cuore, come dichiarato a luglio dai partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici”, e dai rappresentati della nostra Consulta dei Segretariati che ci hanno fatto visita».
Iniziative apprezzate dal prefetto Lastella, il quale ha sottolineato che «questo attaccamento degli emigranti per la loro terra di origine crea dei legami speciali che l’Efasce mantiene vivi attraverso questi interessanti progetti».

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In copertina, il prefetto Michele Lastella con il presidente Angioletto Tubaro.

Pordenone avrà una “panchina verde”: aiuterà a capire le esigenze dei giovani

Un segno visibile per accendere i riflettori sul benessere psicologico degli adolescenti: è quello che muoverà i suoi primi passi a Pordenone domani, 24 luglio, alle ore 16.30. L’HUB381 di viale Dante sarà il cuore di un doppio importante evento: l’inaugurazione della panchina verde della campagna nazionale “Non sono emergenza” e l’apertura ufficiale di TaGaDà Rides – HUB 381, il primo degli otto presidi territoriali pensati per accogliere, ascoltare e accompagnare i più giovani a Pordenone e aree limitrofe. Questa iniziativa rientra nel progetto più ampio TaGaDà – Theater, Gamification e Dynamic, una nuova proposta “made in Pordenone” finanziata da Con i Bambini Impresa sociale (vedi nota in fondo al comunicato) nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Per l’occasione verrà anche presentato il logo distintivo del progetto. Nel giorno dell’inaugurazione, interverranno i rappresentanti del Comune di Pordenone, dell’ASFO, delle politiche giovanili e delle famiglie coinvolte, assieme ai referenti delle organizzazioni partner: FAI (capofila), Fondazione Opera Sacra Famiglia (FOSF), cooperativa ACLI, Nuovi Vicini, Ortoteatro, e Spk Teatro. L’evento è aperto al pubblico, con un invito esteso a tutte le realtà del territorio impegnate nel promuovere il benessere degli adolescenti.

La panchina verde – Dopo un momento introduttivo all’HUB381, l’attenzione si sposterà nel vicino Parco Galvani. Qui sarà svelata la panchina verde, realizzata e dipinta nei giorni precedenti dai ragazzi che partecipano alle attività estive del centro. Verde con una striscia arancione, come previsto dalla campagna, sarà un segno tangibile per ricordare che il disagio psicologico degli adolescenti esiste e va riconosciuto, ascoltato e accolto, non archiviato come un’emergenza isolata. Questa panchina non è solo un simbolo: è un vero e proprio luogo di incontro e dialogo, di ascolto, dove i ragazzi potranno sedersi, raccontare le loro emozioni e il loro punto di vista su temi che riguardano il benessere dei loro coetanei, condividendo video e foto sui social media con l’hashtag #nonsonoemergenza.

TaGaDà – Il progetto TaGaDà, selezionato tra ben 389 proposte a livello nazionale e finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, è molto più di un contenitore di attività. È un processo culturale, relazionale ed educativo che nei prossimi quattro anni coinvolgerà oltre 650 ragazze e ragazzi, 60 insegnanti, 20 operatori formati, 10 peer educator e 10 mentor. L’obiettivo è valorizzare il potenziale dei più giovani in una fase cruciale della crescita, fornendo strumenti concreti e occasioni di relazione autentica. Verranno proposti 280 laboratori che spazieranno dal teatro allo sport, dai videogiochi alla narrazione, utilizzando approcci moderni e più attrattivi per le nuove generazioni, senza dimenticare la validità di strumenti più classici. Anche il logo di TaGaDà rispecchia la filosofia del progetto: è un mix vibrante di viola scuro (che evoca creatività e immaginazione) e verde acqua/smeraldo (freschezza ed energia). La sua font, disegnata a mano, è giocosa e irregolare, pensata per comunicare informalità e allegria, lasciando spazio all’immaginazione degli adolescenti, veri protagonisti del progetto. I simboli grafici richiamano attività ludiche e non convenzionali. Questo design non è casuale: è frutto di un processo partecipato, nato da un confronto iniziale con i partner, che sottolinea l’importanza del coinvolgimento in tutta la strategia comunicativa di TaGaDà.

TaGaDà Rides HUB 381 – Realizzato in Viale Dante è il primo di otto presidi dedicati ai giovani che il progetto TaGaDà andrà a istituire in città e provincia di Pordenone. Questo spazio accoglierà attività laboratoriali di gruppo e individuali legate a teatro e sport, e offrirà un servizio di supporto psicologico per ragazzi (11-18 anni, con focus 14-18) e famiglie, anche grazie alla collaborazione di giovani peer formati. L’HUB381 si propone come un luogo aperto e senza pregiudizi, accessibile gratuitamente anche la sera e nel weekend per confrontarsi con educatori, educatrici e psicologi. Le attività di TaGaDà, pur avendo l’HUB381 come cuore pulsante, si estenderanno anche in provincia, coinvolgendo i Comuni di Chions, Montereale Valcellina, Prata di Pordenone, Pravisdomini e numerosi istituti scolastici del territorio. Si creerà così una vera e propria rete educativa che unirà scuole, famiglie, servizi sociosanitari e il mondo del terzo settore.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org

“Pordenonesi nel mondo”, conclusa la Consulta dei Segretariati Efasce. Visite fino a domani da Spilimbergo a Grado, poi il ritorno dei delegati ai loro Paesi

Conclusa a Pordenone la prima edizione della Consulta dei Segretariati dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo. I rappresentanti di Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Romania, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Usa, Uruguay e Sudafrica hanno discusso assieme al direttivo Efasce lungo tutto il weekend del 12-13 luglio su quali azioni intraprendere per il futuro nel coinvolgimento e supporto ai corregionali all’Estero. Sostegno all’iniziativa da parte di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone, senza dimenticare il supporto della Diocesi di Concordia Pordenone.
Il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro, ha consegnato i diplomi di partecipazione a “La Consulta a convegno – Proposte per il futuro” (questo il titolo del progetto) ad Andrea Rambaldini (Spagna), Luca Pascotto (Francia), Roberto Ortolan (Regno Unito), Claudia Girardo (Uruguay, presente con il marito), Roberto Gregoris (Canada, presente con la moglie), Cynthia Paveglio (Usa), Alejandro Vivian (Argentina), Attilio Dalpiaz (Sudafrica), Giulio Armanaschi (Romania), Antonello Colussi (Russia), Argel Rigo (Brasile, presente con la moglie). Durante i lavoro si sono video collegati inoltre Ilario Bagnariol (Svizzera) e Ingrid Culos (Australia).


La giornata finale di domenica scorsa, ha visto la Messa nella Chiesa del Beato Odorico celebrata dal parroco (e delegato del vescovo Giuseppe Pellegrini per Efasce) don Alessandro Tracanelli, che nella sua omelia ha parlato del religioso presente nello stemma Efasce proprio perché, con il suo essere missionario, è stato aperto al mondo e all’accoglienza dell’altro. Poi la conclusione dei lavori della Consulta nelle sale della Parrocchia con la presenza anche dell’assessore comunale di Pordenone Walter De Bortoli che ha ricordato come condivida con i corregionali un vissuto da emigrante rientrato dalla Libia e ha pure rinnovato l’invito del sindaco Alessandro Basso a rivisitare Pordenone anche in occasione della Capitale della cultura 2027. Presenti pure i consiglieri del direttivo Efasce Pordenone con la vicepresidente Luisa Forte, il past president Gino Gregoris e il segretario Claudia Viol. Infine pranzo comunitario.
«Sono stati lavori proficui – commenta il presidente Tubaro – in cui siamo partiti dalla situazione presente in ogni singolo Stato per poi elaborare delle strategie per il futuro partendo dall’esempio delle realtà dove alcune iniziative hanno funzionato meglio. In tal senso, i prossimi mesi saranno improntati su una più ampia collaborazione con le altre associazioni che si occupano dei corregionali all’estero, dall’Ente Friuli nel Mondo ai Giuliani del Mondo e altre sigle, e a un sempre maggiore coinvolgimento dei giovani partendo dai corsi di lingua italiana e cultura friulana che proponiamo online. Risulta, infatti, evidente la necessità di questo passaggio tra generazioni dell’orgoglio di avere radici italiane e friulane, evitando che si disperda con il passare del tempo. I progetti di ogni singola realtà poi andranno calati nelle specifiche esigenze del proprio territorio, visto che differenti sono le esigenze nei Paesi dove ci sono i discendenti dell’emigrazione friulana storica e quelli dove ci sono invece gli expat più recenti. Detto questo, sono però emerse tre vie progettuali comuni: eventi legati alla cultura, all’enogastronomia e all’economia del Friuli Venezia Giulia da proporre sia in loco che in modalità online. Infine, abbiamo analizzato come sviluppare il rapporto con chi partecipa ai soggiorni estivi sul territorio regionale, come quelli in corso in questi giorni per famiglie e giovani, in modo da far proseguire l’esperienza e il dialogo anche una volta che le persone sono rientrate nei rispettivi Paesi. Tanti spunti che corrispondono ad altrettante sfide che siamo pronti ad affrontare, sempre con il sostegno di Regione, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone, come anche della Diocesi di Concordia Pordenone sempre al nostro fianco».
Precedentemente, sabato, i rappresentanti erano stati invece accolti dalle autorità. L’assessore comunale di Pordenone Walter De Bortoli, portando i saluti del sindaco Alessandro Basso, ha ringraziato i corregionali per essere voce e volto di Pordenone e del territorio provinciale nel mondo, mentre don Roberto Tondato vicario della Diocesi di Concordia Pordenone portando il saluto del vescovo Pellegrini ha ricordato come Efasce sia un ente benemerito nel sostegno agli emigrati, sia nel 1907, quando fu fondato su spinta anche di diversi sacerdoti, che ora. Michael Mastrolia, capo di gabinetto del Prefetto di Pordenone, portando i saluti del Prefetto di Pordenone Michele Lastella ha evidenziato l’importanza dell’azione di prospettiva di Efasce su un tema sempre d’attualità come quello della migrazione. Il consigliere regionale Markus Maurmair ha sottolineato, infine, come grazie ai corregionali esiste un Friuli al di fuori dei confini regionali e di come questo legame importante sia stato fondamentale anche nella ricostruzione dopo il terremoto del 1976.
Con l’occasione è stato ricordato don Vitaliano Papais, recentemente scomparso, per anni assistente spirituale Efasce in Canada e di supporto a molti emigranti. Presenti anche i consiglieri del direttivo Efasce Pordenone con la vicepresidente Forte, il past president Gregoris e la segretaria Viol. Poi i delegati si sono spostati nella sala giunta del Municipio di Pordenone per l’avvio dei lavori della Consulta dei Segretariati. Qui l’assessore De Bortoli ha donato al presidente Tubaro e a tutti gli ospiti una pubblicazione sulla città.

La prima parte dei lavori aveva visto ogni rappresentante illustrare la situazione del suo Paese. Andrea Rambaldini dalla Spagna ha delineato un quadro vivace della presenza regionale nel Paese iberico, con diversi arrivi recenti provenienti dal Regno Unito in seguito alla Brexit e con una netta prevalenza di giovani con diversi eventi organizzati dal Segretariato. Stessa vivacità in Francia dove Luca Pascotto ha detto come il Segretariato sia molto attivo con proposte culturali e con supporto ad adempimenti burocratici per i nuovi arrivati. Roberto Ortolan ha concordato con questo quadro positivo per Londra, ma ha evidenziato come invece fuori dalla capitale (lui si è trasferito a Coventry) sia più complicato coinvolgere italiani e corregionali.
Nei Paesi dell’emigrazione storica di fine Ottocento-Novecento la sfida è invece quella di interessare alle proprie origini italiane e friulane i più giovani, insegnando anche a loro la lingua. In Uruguay, come ha spiegato Claudia Girardo, sono moltissime le persone di origine friulana, ma molti di loro con il passare dei decenni hanno dimenticato queste radici. Un’altra sfida, ha aggiunto Roberto Gregoris dal Canada, è tenere aperti i vari club, sedi in cui gli emigranti si riunivano per momenti insieme tra compaesani, come a Toronto che è la città più friulana del mondo con oltre 500 mila persone di origine regionale. Situazione simile negli Stati Uniti d’America, dove Cynthia Paveglio ha portato l’esempio del Segretariato di Philadelphia che organizza serate gastronomiche dedicate al Friuli. In Argentina si riesce a tenere aperta la Casa della Provincia di Pordenone a Buenos Aires, punto di riferimento per la comunità friulana locale, come raccontato da Alejandro Vivian. In Sudafrica si sta perdendo il lascito dei tanti friulani rimasti laggiù dopo essere stati prigionieri durante la Seconda guerra mondiale: i nipoti non parlano più italiano, ha dichiarato Attilio Dalpiaz.
La Romania dal canto suo, come raccontato da Giulio Armanaschi, ha una condizione particolare: è terra sia di un’emigrazione storica che di una più recente, i cui esponenti si vogliono ora coinvolgere. Stessa situazione, anche se con numeri più ridotti, in Russia, dove da marzo di quest’anno è attivo il Segretariato Efasce più giovane, guidato da Antonello Colussi, che è intervenuto anche lui alla Consulta. Diverso il caso del Brasile: nell’area dello Stato del Rio Grande do Sul la storia dell’emigrazione è insegnata a livello curriculare a scuola e il dialetto derivato da veneto e friulano, chiamato “Talian”, è tutelato come lingua insieme al portoghese. Ci sono anche radio che trasmettono in Talian e tanti giovani coinvolti, come raccontato da Argel Rigo che ha anche ringraziato Efasce per il sostegno dopo l’alluvione che ha colpito lo scorso anno lo Stato e per l’interessamento sulla questione della cittadinanza recentemente discussa in Italia.
In videocollegamento Ilario Bagnariol, storico rappresentante dell’emigrazione friulana in Svizzera e tra i pochi superstiti della tragedia di Mattmark di cui tra pochi giorni ricorreranno i 60 anni e Ingrid Culos dall’Australia, che a Sydney sta dando supporto ai tanti giovani che scelgono di arrivare dall’Italia. Il presidente Tubaro, la vicepresidente Forte, il past presidente Gregoris e la segretaria Viol hanno ascoltato e condiviso le riflessione.
Salutati i rappresentanti della Consulta dei Segretariati, proseguono fino a domani le visite dei partecipanti ai citati progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” che, curati da Efasce e sostenuti dalla Regione Fvg, stanno visitando con la guida Simonetta De Paoli e il direttivo e segreteria Efasce il territorio regionale e i borghi da cui sono partiti i propri avi. Prossime tappe Spilimbergo, Maniago, San Vito, Valvasone, Aquileia e Grado, prima del commiato finale con consegna dei diplomi e le partenze del 18 luglio.

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In copertina, il gruppo di ospiti davanti alla Chiesa del Beato Odorico da Pordenone; all’interno immagini del lavoro della Consulta, presente per un saluto l’assessore comunale Walter De Bortoli.