Savio, multinazionale tessile a fianco delle coop sociali di Casarsa e San Vito

Da un lato una multinazionale che distribuisce le sue macchine tessili in tutto il mondo, dall’altro le cooperative sociali del Pordenonese, che danno lavoro alle persone fragili: due mondi all’apparenza lontani ma che da 30 anni nella Destra Tagliamento sanno invece dialogare con reciproca intesa, creando sviluppo economico e promozione sociale. Protagonisti di questa bella storia la Savio Macchine Tessili, storica azienda manifatturiera di Pordenone, e le cooperative sociali Futura di San Vito al Tagliamento e Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Infatti, il gruppo multinazionale, con sensibilità sociale, da un trentennio affida parte delle commesse di assemblaggio alle due cooperative sociali che si occupano di inserire nel mondo del lavoro persone con disabilità o con svantaggio sociale, le quali altrimenti sarebbero tagliate fuori sia da occasioni remunerative sia da momenti di integrazione sociale. Si tratta di numeri importanti: gli occupati in entrambe le realtà cooperative, per le sole commesse Savio, sono oltre una trentina, di cui il 40% con svantaggio sociale. Un esempio di come si possa creare occupazione, favorendo il protagonismo di lavoratori con fragilità. Proprio per fare il punto sulla collaborazione, anche a fronte dei cambiamenti dettati nell’ultimo anno dalla pandemia da Covid-19 e dalla ripresa che si prevede lungo il corso del 2021, c’è stato recentemente un incontro tra i vertici delle tre realtà.

“Dal punto di vista della qualità e del servizio non cambia nulla tra lavorare con una coop sociale e un altro fornitore – fanno sapere Mirco Zin, responsabile delle risorse umane, e Mauro Morellato, responsabile dell’ufficio acquisti per Savio -: la differenza la fanno la presenza nel territorio e una sensibilità verso la fragilità delle persone da sempre presente all’interno dell’azienda”. “Non possiamo non ringraziare Savio che – hanno commentato Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe, e Gianluca Pavan, presidente di Futura – grazie alla continuità delle commesse che ci ha garantito lungo questi trent’anni, ci ha permesso di far crescere sul territorio una forte vocazione inclusiva, in particolare verso la disabilità e lo svantaggio. Abbiamo infatti potuto contare sulla fiducia di un soggetto di riferimento come Savio che ci ha permesso di portare avanti progetti, servizi e iniziative a favore di un numero sempre maggiore di persone fragili”.
Una collaborazione che, grazie alla ripresa economica dei primi mesi dell’anno, prosegue nel 2021 con ancora più slancio, tanto che in alcuni casi è aumentato il numero degli occupati, alcuni inseriti con contratto a chiamata. “Nel passato – spiega Mirco Zin – l’attività di assemblaggio delle macchine era più parcellizzata sia all’esterno che all’interno dell’azienda e ciò rendeva più semplice sia riuscire ad affidare questi compiti alle coop sociali sia accogliere internamente un numero maggiore di persone con disabilità. Con l’evoluzione del prodotto siamo stati costretti a modificare questo genere di approccio. Per quel che è stato possibile, però, abbiamo cercato di conservare questo rapporto con le cooperative che riteniamo ci valorizzi e favorisca il territorio. E finché ce ne sarà la possibilità, speriamo di poter continuare su questa strada”.
A spiegare come funziona la catena di fornitura è Mauro Morellato, responsabile degli acquisti: “Per noi, come per altre grosse realtà manifatturiere del pordenonese, la supply chain è fondamentale: per la qualità dei componenti e dei gruppi assemblati, per la competitività economica che essi devono avere e per la puntualità delle consegne. La scelta dei fornitori è quindi di grande importanza e non vi è differenza fra quanto richiesto a un’azienda profit e a una cooperativa sociale. Realtà come voi, con risorse e specificità dedicate all’assemblaggio di gruppi funzionali costituiscono per noi un valore aggiunto”.
Un vero e proprio complimento per Il Piccolo Principe e Futura che vedono realizzato il proprio obiettivo: offrire la stessa competitività del profit, ma con un modello economico e lavorativo che include le persone più deboli. “Per noi sono fondamentali qualità e livello di servizio, – continua Morellato – in quanto ci troviamo ad operare in un mercato più difficile di quanto non fosse solo qualche anno addietro e questo significa una maggiore pressione su tutta la filiera di produzione e distribuzione, a partire dalla supply chain. Per una miglior analisi del suo funzionamento abbiamo anche un sistema di valutazione dei fornitori molto rigoroso. Detto questo, apprezziamo certe caratteristiche che hanno sia Il Piccolo Principe che Futura: le risorse e le competenze dedicate al montaggio dei sottoassiemi, la possibilità di dialogare in modo immediato e la flessibilità”. A questo si aggiunge una particolare sensibilità per le famiglie con persone con disabilità e per i lavoratori fragili nell’ottica della responsabilità sociale d’impresa che ha un’origine lontana: correva l’anno 1981, quando in Savio fu costituita l’Associazione persone portatrici di handicap-Comitato familiari Savio con il patrocinio del direttore del personale di allora, Claudio Del Fabro. Nel corso di tutti questi anni questa sensibilità si è affinata e ormai costituisce il dna di questa azienda.

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In copertina, un reparto produttivo; all’interno, Ilaria Miniutti (responsabile commerciale di Futura),  Sara Cristante (produzione e servizi alle imprese del Piccolo Principe); Mirco Zin (risorse umane) e Mauro Morellato (ufficio acquisti) della Savio di Pordenone.

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Tra urbanistica e design il filo diretto dal Baltico con Martina Del Ben di Tiezzo

Urbanistica e design dall’alto valore sociale protagonisti nell’ultimo incontro di aprile del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero.
Appuntamento pertanto domani 26 aprile, alle 18, sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube, in collegamento con Kiel, città anseatica del nord della Germania, dove vive Martina Del Ben, classe 1990 e originaria di Tiezzo di Azzano Decimo. Dopo il diploma all’Istituto d’Arte di Cordenons in Architettura e Arredamento, tramite un corso dello Ial sull’Interior Design ha svolto un tirocinio in uno studio di architettura dai molti contatti con l’area tedesca, iniziando così a conoscerla e apprezzarla. Ecco che quindi nel 2011 ha vissuto un anno di servizio di volontariato europeo a Potsdam per un progetto in un asilo, dove il focus è stato quello dello sport e integrazione culturale per i rifugiati.
Terminato l’anno di volontariato, Martina Del Ben ha deciso di non ritornare in Italia, trasferendosi a Berlino, studiando la lingua e svolgendo piccoli lavori per mantenersi. Superato l’esame di lingua tedesca per l’accesso all’istruzione universitaria, nel 2014 si è iscritta al Bachelor di Industrial and Product Design all’Università di Potsdam. Si è laureata nel 2019 e nell’autunno dello stesso anno si è trasferita proprio a Kiel, sul Mar Baltico vicino al confine con la Danimarca, per frequentare il Master in Spatial strategies presso la Muthesius Kunsthochschule. Proprio in questi giorni sta scrivendo la tesi.
Martina Del Ben dialogherà in diretta, con Michele Morassut della segreteria Efasce e il presidente Gino Gregoris,riguardo ai suoi attuali progetti professionali, che prevedono piani strategici di collaborazione tra enti pubblici e professionisti del ramo urbanistico, i quali hanno l’obiettivo di coinvolgere in prima persona il cittadino nella riqualificazione di spazi inutilizzati e quartieri, puntando al maggior benessere della comunità residente e alla sensibilizzazione su importanti tematiche sociali.

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In copertina, Martina Del Ben è originaria di Tiezzo di Azzano Decimo.

 

E ora Efasce “vola” a Stoccolma dove c’è Giulio Zanetti architetto di Porcia

Tappa a Stoccolma, capitale del design in stile nordeuropeo, nel secondo incontro di aprile del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero.
Appuntamento, pertanto, lunedì 19 aprile, alle 18, sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube, dove la puntata sarà dedicata a Giulio Zanetti, architetto di originario di Palse di Porcia. Classe 1983, dopo gli studi al Grigoletti di Pordenone e allo Iuav di Venezia tra laurea triennale e magistrale, ha prima vissuto un’esperienza di lavoro a Berlino salvo poi rientrare in Italia.
Quattro anni fa, però, ecco il richiamo del Nord Europa e della Svezia in particolare, Paese che lo ha da sempre affascinato. Nella capitale scandinava, oltre al lavoro in un grande studio (con oltre 40 architetti), ha trovato anche l’amore sposandosi con una ragazza svedese nel 2019. I due hanno ora un bimbo. Professionalmente si occupa in principal modo della progettazione degli ambienti e della distribuzione interna degli spazi.
Zanetti dialogherà in diretta con Michele Morassut della segreteria Efasce e il presidente Gino Gregoris, raccontando di come l’architettura sia un concetto che in Svezia si lega indissolubilmente con la qualità della vita. Il design, infatti, non è solo estetica ma anche comfort e attenzione all’ambiente. Il freddo gli piace molto, come anche il cibo svedese. Sarà anche l’occasione per parlare della situazione Covid-19 in una Svezia che si è differenziata dal resto del mondo per la gestione dei lockdown (ma le vaccinazioni sono iniziate anche lassù) e di come ci sia attenzione e sostegno economico per le famiglie che devono crescere i propri figli.

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In copertina, l’architetto Giulio Zanetti è originario di Palse di Porcia.

 

Efasce domani in linea con Pechino: c’è Gregorio Soravito, architetto sanvitese

Si vola virtualmente fino a Pechino, tra l’apprezzamento per l’architettura europea in Cina e la lotta contro il Covid-19, nel primo incontro di aprile del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero.
Appuntamento, dunque, domani 12 aprile alle 16 sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube, dove la puntata sarà dedicata a Gregorio Soravito, architetto originario di San Vito al Tagliamento. Classe 1979, dopo la laurea in architettura all’Università di Trieste nel 2007 ed esperienze professionali a Londra e in Italia, dal 2016 vive e lavora nella dinamica capitale cinese, in seguito a un’opportunità nata grazie a degli amici già trasferitisi in Cina. Dopo un inizio su progettazioni legate a strutture scolastiche, ovvero degli asili di ispirazione montessoriana (in Cina c’è molta attenzione per questa tipologia di metodo educativo), ora si occupa di piani urbanistici e grandi concept, come per esempio quello di un villaggio in stile toscano, visto che l’architettura europea trova molti estimatori.
Soravito dialogherà in diretta con Michele Morassut della segreteria Efasce e la vicepresidente dell’Ente Luisa Forte, raccontando anche della sua vita extralavorativa, tra rapporti personali molto più facili rispetto alla sua precedente esperienza londinese, una migliore qualità della vita e un’autentica passione per la ricca cucina cinese, a partire dai ravioli. Ovviamente, si farà accenno alla situazione sanitaria, con l’epidemia ora sotto controllo e la libertà di muoversi, mentre nelle fasi più acute si era blindati nei propri quartieri. Parlerà anche della sua famiglia, fatta tutta di emigranti a partire dai nonni e con la mamma nata a Parigi prima di rientrare in Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, Gregorio Soravito, architetto di San Vito al Tagliamento che vive a Pechino.

 

Dall’Università di Udine alla Danimarca l’esperto di intelligenza artificiale

Viaggio nel mondo accademico danese per l’ultimo incontro del mese di marzo del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero.
Appuntamento, dunque, domani 22 marzo, alle 18, sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube, dove la puntata sarà dedicata a Giovanni Bacci, classe 1983 e originario di Roveredo in Piano. Dopo la laurea e dottorato in Scienze Informatiche all’Università di Udine, ora è professore associato all’Università di Aalborg in Danimarca. Sempre nel Paese scandinavo, dove è arrivato insieme al fratello gemello Giorgio, accademico pure lui, ha messo su famiglia e con la sua compagna ha una bimba.
Bacci dialogherà in diretta con Michele Morassut, della segreteria Efasce, e il presidente Gino Gregoris. L’intervista permetterà di conoscere il suo affascinante lavoro, in cui si occupa di modelli matematici in grado di studiare probabilità e sicurezza nel trasferimento di dati ed informazioni, ottimizzando le reti tra computer e le applicazioni dell’intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni.
Sarà inoltre il modo per dare uno sguardo a una realtà come quella danese caratterizzata da uno stile di vita improntato sulla fiducia reciproca e che come il resto del mondo al momento è alla prova con un lockdown, più o meno intenso, avviato prima di Natale a causa dell’epidemia di Coronavirus. Ma il professor Bacci tiene i rapporti stretti con i genitori e con il suo Friuli Venezia Giulia, del quale gli mancano soprattutto le montagne, essendo la Danimarca priva di rilievi significativi.

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In copertina, il professor  Giovanni Bacci originario di Roveredo in Piano.

 

L’orientamento al lavoro per gli studenti: sold out i webinar della Cciaa Pn-Ud

Anche 300 studenti collegati contemporaneamente, tantissime prenotazioni da tutte le scuole dei territori di Udine e Pordenone per le prossime date. Sono davvero attesi e seguiti i webinar del ciclo che la Camera di Commercio di Pn-Ud, con i suoi uffici specializzati di I.Ter Formazione e Concentro, sta proponendo con l’obiettivo di aiutare i ragazzi nella complessa attività di avvicinamento al mondo dell’impresa e del lavoro. Le tematiche proposte sono varie. Il 3 marzo ha avuto moltissima risposta l’incontro dal titolo “I numeri sepolti sotto la nostra spazzatura”, puntata dedicata al risparmio energetico, all’uso efficiente delle risorse, all’economia di recupero e al riciclo, così come quello del 9 marzo, specifico su scuola e lavoro e su come passare dalla formazione alla professione, tra mercato del lavoro e competenze digitali.
«I seminari raccolgono una media di 40 classi iscritte ciascuno – spiegano dall’ente camerale – e, dopo la diretta su piattaforme Zoom o Meet, mettiamo i video a disposizione di tutti sul nostro canale YouTube, UP!Economia, in modo che chiunque possa recuperarli in qualsiasi momento. Cerchiamo di concentrarci su tematiche che supportino gli studenti a vedere più da vicino il mondo del lavoro e dell’impresa, capiscano come avvicinarvisi e come prepararsi in modo molto realistico, pratico e concreto a ciò che possono trovare una volta fatto “il salto”. Con la consapevolezza che la formazione non finisce certamente quando si comincia a lavorare».

Prossimo appuntamento, in scaletta il 17 marzo, ha il titolo “Le donne, la matematica e gli stereotipi” e affronta proprio il tema degli stereotipi sul lavoro e come superarli. A testimoniarlo, una serie di imprenditrici e professioniste come Oriana Mansutti (Inaf – Istituto Nazionale di Astrofisica, segue la gestione del segmento di terra scientifico di una missione dell’Agenzia Spaziale Europea), Samantha Candoni (Gestisce un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali non pericolosi a Tolmezzo), Romina Romano (diplomata in meccanica meccatronica ed energia all’istituto Malignani di Udine e studia Ingegneria a Modena), Filomena Avolio (titolare di una impresa che si occupa di consulenza in ambito web e social e socia di una start-up innovativa che si occupa di intelligenza artificiale). Quindi il 24 marzo, dalle 9 alle 10, si parlerà di “Innovazione e tradizione: le idee che fanno l’impresa”. Interverranno Filippo Causero di Foxwin Srl, Daniele Delle Case di Addi.Fit srl, Ambra Tilatti di Adelaide 1931 e Angelo Shyrbi di Shyrbi Studio.

Infine, ancora due appuntamenti già in scaletta per il 31 marzo e il 30 aprile: il primo con l’imprenditore innovativo Gianpiero Riva, che entrerà nel tema #TheSocialDilemma, titolo del noto docufilm sul mondo social che racconta (e mette in guardia) sul funzionamento e sull’uso di questi strumenti. Riva parlerà agli studenti soprattutto di come sviluppare e coltivare i propri talenti in quest’epoca digitale, su come utilizzare i social in modo efficace senza diventarne dipendenti e su come comunicare le proprie passioni e fare rete online. L’appuntamento di aprile si concentrerà invece su Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e vedrà l’intervento di rappresentanti di Asvis, Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Quest’ultimo appuntamento sarà in diretta streaming sempre sul canale YouTube della Camera di Commercio, cioè UP!Economia.

Per le scuole che intendessero avere informazioni ulteriori e iscriversi è sufficiente mandare una mail ad alternanza.ud@pnud.camcom.it

 

Genitorialità consapevole, dopo 50 anni l’Aied rilancia la sua sensibilizzazione

Oggi, 10 marzo, l’Italia festeggia un anniversario storico: mezzo secolo dalla decisione della Corte Costituzionale che, dopo 18 anni di impegno, lotte giuridiche e iniziative di disobbedienza civile dell’Aied – l’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica con sezioni anche a Udine e a Pordenone -, aboliva l’articolo 553 del Codice Rocco (divieto di propaganda e utilizzo dei mezzi atti a impedire la procreazione), determinando in Italia la legalità dell’uso dei sistemi anticoncezionali.


Cinquant’anni, quindi, del diritto alla libertà di scelta, per le donne e le famiglie: libertà di autodeterminazione della genitorialità e della sessualità. Oggi però la rivoluzione contraccettiva in Italia – sottolinea l’Aied – è lontana dal potersi considerare compiuta: la pratica della contraccezione ormonale in Italia – che include pillola, cerotto contraccettivo, anelli, spirali medicate – secondo l’Atlas europeo 2020 (che ha misurato l’accesso alla contraccezione in 45 Stati dell’Europa geografica) colloca l’Italia in 26ma posizione, molto distante da Gran Bretagna, Francia e Spagna, e molto più vicino a Paesi come la Turchia e l’Ucraina. L’89% dei ragazzi e l’84% delle ragazze ricerca online le informazioni di cui abbisogna intorno alla salute sessuale e riproduttiva. Se in Europa l’educazione sessuale è materia scolastica dal 1955 in Svezia, dal 1970 in Austria, dal 1995 in Germania, dal 2001 in Francia, dal 2017 nel Regno Unito, in Italia si registra ancora totale assenza di informazione sulla sfera della sessualità nei programmi scolastici. Come noi, in Europa, solo Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Cipro e Lituania. Inoltre, il 68% dei ragazzi e il 76% delle ragazze non si si è mai rivolto a un Consultorio. Per questo, nella Giornata internazionale della donna Aied, l’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica fondata nel 1953, rilancia la sua campagna di sensibilizzazione per la genitorialità consapevole e l’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane. «La cultura contraccettiva ha dimostrato di favorire il deperimento del ricorso delle donne all’aborto e una maggiore consapevolezza nella pianificazione delle scelte di genitorialità – spiega il presidente Aied, Mario Puiatti –. Per questo nelle date sensibili dell’8 e del 10 marzo 2021 Aied rilancia affinché l’Italia finalmente decida di adeguarsi agli standard europei e alle linee guida Oms in materia di modalità “formali” per l’educazione sessuale, affettiva ed emotiva dei giovani nelle scuole».

E proprio oggi l’Aied ripartirà con la sua campagna di sensibilizzazione in tutta Italia sui temi della maternità consapevole, una conquista che è patrimonio comune di civiltà. Alle 12 caricherà sulla sua pagina facebook il cartoon celebrativo #lapillola50, realizzato da due giovani artiste, Nadia De Velo e Silvia Ferrari, socie Aied: un racconto d’animazione che si rivolge alle giovani e ai giovani di oggi, per ripercorrere la conquista di 50 anni fa. E l’intero mese di marzo sarà targato Aied: uno sforzo supplementare di informazione e sensibilizzazione. Tappa di riferimento, martedì 30 marzo alle 18, sarà l’evento digitale Blister 21, rivolto a donne e uomini, ragazze e ragazzi di ogni latitudine, per un confronto aperto sui temi dell’educazione sessuale, affettiva ed emotiva rivolta all’adolescenza.

Con una sentenza della Corte costituzionale il 10 marzo 1971 veniva abrogato l’articolo 553 che vietava e puniva «la propaganda dei mezzi atti a impedire la procreazione», prevedendo un anno di reclusione per chi si fosse reso responsabile del reato di “propaganda”, ma anche dell’utilizzo dei contraccettivi. La parte rimanente di quel Titolo X del Codice Rocco (Reati contro l’integrità e la sanità della stirpe) sarebbe stata abrogata solo nel 1978, con l’approvazione della legge 194 sull’aborto. Nel 1975 fu promulgata la legge istitutiva dei consultori pubblici e, nello stesso anno, la riforma del Diritto di famiglia siglava il passaggio dalla patria potestà alla potestà genitoriale, equiparato in doveri e dignità le figure del padre e della madre. In assenza di un impegno pubblico, l’Aied varò il primo fotoromanzo italiano «di servizio». Luigi De Marchi, segretario Aied, fu ideatore e regista dell’iniziativa, nel 1973. Il ruolo protagonista del primo «fotoracconto lampo», “Il segreto”, fu affidato all’attrice Paola Pitagora, la Giulia dei “Pugni in tasca” di Marco Bellocchio. Nella prima scena al marito che, seduto su un letto in disordine, esclamava contrariato: «Così non si può andare avanti! Quando ti abbraccio sei sempre fredda, svogliata», Paola Pitagora rispondeva: «Come potrei essere diversa? Sempre con l’angoscia di restare inguaiata … E poi tu t’interrompi sempre sul più bello». In un fotogramma successivo i due sono nuovamente a letto, sorridenti, appagati. Finalmente, esclama lei, ho potuto «abbandonarmi a te senza timore e gustare per la prima volta il piacere supremo». Orgasmo è un termine ancora quasi proibito in bocca a una donna, tanto è vero che lo sceneggiatore lo ha addolcito con una perifrasi enfatica. L’Aied apriva nel 1956 il primo consultorio a Roma, e via via in altre città d’Italia: sono oggi 20 i consultori Aied diffusi ad ogni latitudine del Paese, da Bolzano a Messina, per offrire consulenza alle donne sui metodi anticoncezionali. Ecco le sezioni Aied in Italia: Albenga, Ascoli Piceno, Bari, Bergamo, Bolzano, Brescia, Genova, L’Aquila, La Spezia, Messina, Mestre, Milano, Napoli, Novara, Pisa, Pordenone, Roma, Sassari, Udine, Verona.

Info www.aied.it

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In copertina, manifestazione femminile di mezzo secolo fa in una foto di Tano D’Amico.

 

Da Casarsa a Berlino: ecco Daniela Gatto traduttrice medico-scientifica

Prosegue con un’esperienza di vita da Berlino, uno dei cuori pulsanti d’Europa, il ciclo d’incontri di febbraio per il progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Efasce (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero. Prossimo appuntamento domani 17 febbraio, alle 18, sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube.
Interverrà Daniela Gatto, originaria di Casarsa della Delizia, traduttrice medico-scientifica dall’inglese e dal tedesco all’italiano. Una laurea alla Ssmlt (Sezione di Studi in Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori) dell’Università di Trieste e un Master alla Università Ca’ Foscari di Venezia, oltre a numerose certificazioni in curriculum. Ora nel suo lavoro di traduzione, redazione e interpretariato, si concentra su medicina, farmaceutica e scienze della vita. Ha vissuto in Argentina, Norvegia, Stati Uniti e da 11 anni è residente nella capitale tedesca, dalla quale racconterà anche come i corregionali stiano vivendo il lockdown causa epidemica da Covid-19. In Germania Daniela Gatto da anni è parte attiva della rete di corregionali di recente emigrazione che fanno riferimento all’Efasce. Dialogherà in diretta con Michele Morassut, della segreteria Efasce, e con il presidente Gino Gregoris.

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In copertina e qui sopra la traduttrice casarsese Daniela Gatto.

 

La cooperativa Esibirsi con “Rainbow Free Day” online fino al 30 gennaio

Un grande appuntamento online per dare voce alla musica indipendente in questo momento difficile per il comparto a causa dell’emergenza Coronavirus: anche la società cooperativa “Esibirsi”, aderente a Confcooperative Pordenone, è tra i promotori dell’iniziativa “Rainbow Free Day”, in programma fino al 30 gennaio online e che vede tra i protagonisti coinvolti anche i friulani Doro Gjat e Michela Franceschina per la sezione artisti, tra i negozi di musica Biasin Musical Instruments e Musicatelli di Pordenone e per la sezione libri le edizioni Orto della Cultura.
Circa cinquecento le adesioni fra i principali operatori italiani dello spettacolo e dell’arte al progetto. Prima di tutti la Siae, che insieme a Rai Radio Live e alle piattaforme Optimagazine e Dice e Futura, hanno aderito entusiasticamente al progetto. Dice mette online tutti gli eventi live dell’appuntamento delle ore 21. Aveva inaugurato la manifestazione, il 15 gennaio, Tosca – madrina dell’iniziativa – che ha presentato direttamente da Officina Pasolini a Roma – Laboratorio creativo e Hub culturale della Regione Lazio – due giovani cantautori diplomati in questo centro di alta di formazione artistica: Buva e Foscari. Al termine, collegati all’Estragon Club di Bologna, c’è stata la presentazione da parte di Figurine Forever degli Skiantos con l’omaggio a Freak Antoni e Dandy Bestia.
Ogni giorno sulla piattaforma www.rainbowfreeday.com e sui social, collegati fino appunto al 30 gennaio, ancora tante occasioni di produzioni musicali, culturali, artistiche e di spettacolo a prezzi scontatissimi per l’occasione (tutti gli utili ovviamente andranno solo a produttori e artisti).

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In copertina, Biasin e Bot, e qui sopra Michela Franceschina e Doro Gjat.

Istituto studi europei Fvg, a Laura Zuzzi la guida per un altro triennio

Stima, fiducia e gratitudine per Laura Zuzzi che è stata confermata alla guida dell’Irse per il prossimo triennio. L’assemblea dell’Istituto regionale studi europei del Friuli Venezia Giulia, con sede a Pordenone, ha infatti provveduto al rinnovo delle cariche. Sono stati eletti nuovi consiglieri l’economista Chiara Mio, che è anche leader di FriulAdria-Crédit Agricole, il giornalista e scrittore Roberto Reale, il commercialista Francesco Musolla. E sono stati riconfermati l’ingegner Giuseppe Carniello, Flora Garlato, già docente di materie economiche e giuridiche, Giovanni Lessio, presidente del Teatro Verdi Pordenone, Luciano Padovese, fondatore della Casa dello Studente Zanussi, Maria Francesca Vassallo, presidente del Centro Iniziative Culturali Pordenone, e appunto Laura Zuzzi, storica regista operativa dell’Istituto. È stato eletto anche il Collegio dei revisori che prevede da Statuto tre componenti effettivi: Francesca Ferraro (presidente), Luca Moro e Federico Rosso, e due componenti supplenti: Marco Martini e Stefania Savocco. Il consiglio ha in seguito riconfermato alla presidenza e alla vicepresidenza Laura Zuzzi e Giuseppe Carniello.
L’ultima assemblea in audioconferenza ha registrato la partecipazione di quasi tutta la trentina di componenti, soci effettivi, con interventi puntuali e una comune volonta di impegno di guardare avanti con fiducia. E’ stato sottolineato l’apprezzamento per il livello delle attività di formazione dell’Istituto, che continua ad essere dimostrato dai partecipanti alle diverse iniziative (in molti casi duplicati con le attività in streaming) e dai relatori invitati per corsi e convegni nei diversi settori. Salutato con particolare soddisfazione dell’assemblea il pool dei nuovi soci, accettati in un precedente consiglio: giovani professionisti under 40 con percorsi eccellenti, partiti appena laureati per esperienze qualificate all’estero, come la new entry tra i revisori Marco Martini; Elena Biason, ingegnere civile pordenonese, ora dello staff dello studio Cucinella Architects, Bologna; Matteo Troia, master in Informatica, data scientist in Capgemini, Marcello Turconi, master in Neuroscienze alla Sissa, giornalista scientifico; già preziosi collaboratori negli ultimi anni per specifiche iniziative e “usciti dal prezioso vivaio” – come e’ stato definito – del Concorso internazionale Irse “Europa&Giovani” .

“Sfide del nuovo ventennio, memoria del primo Novecento europeo” è il filo conduttore del nuovo progetto triennale di attività dell’Irse, presentato alla Regione Fvg in uno specifico Bando per le associazioni riconosciute di particolare valenza. Come Istituto di formazione si rinsalda la convinzione di aiutare a far conoscere ai giovani in particolare, a cittadini e operatori in diversi ambiti, le sfide attuali dell’Europa per un ripensamento complessivo, non più procrastinando scelte di sostenibilità ambientale, trasformazione digitale, coesione sociale. Nelle attività del 2021-2023 si intende divulgare in primis obiettivi e contenuti dell’importante piano Next Generation Eu, dando strumenti per interpretare e orientamenti per essere protagonisti. Per non puntare al ritorno alla “normalità” di prima, di cui conosciamo anche tutte le storture, le disuguaglianze sociali, economiche di genere e anche territoriali, ma provare a scrivere una pagina diversa di futuro pur in un momento difficile. Orientamenti e nel contempo memoria storica. Si intende anche far conoscere – con coinvolgimenti originali -, a giovani e non solo, un periodo per molti aspetti simile a quello attuale: i primi decenni del Novecento, fra le due guerre. Periodo di grandi cambiamenti, di elaborazioni sociali, di grande creatività, di grande espansione industriale, di avanguardie artistiche, ma anche di nascita di razzismo e di sistemi totalitari che preparavano la rovina dell’Europa.
L’Irse potra contare nel prossimo triennio anche sulla collaborazione e amicizia di vari consulenti nei diversi dipartimenti. Tra i molti conosciuti negli anni, per il dipartimento cultura economica-giuridica: Francesco Daveri (Università Bocconi), Baldini (Università Modena-Reggio); Valeria Fili e Francesco Marangon (Università Udine); per cultura storico-politica Gianfranco Pasquino (John Hopkins University, Bologna Marco Almagisti (Università Padova); per formazione scientifica Pietro Paolo Battaglini (Università Trieste), Giuseppe Zampini (Università di Trento Centro Mente e Cervello); per formazione linguistica: Richard Baudains, (British School Fvg) e diversi Teacher Trainers internazionali.

IRSE Tel. 0434.365326 irse@centroculturapordenone.it

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In copertina e all’interno Laura Zuzzi durante l’assemblea e con giovani studiose premiate dall’Irse.