Imprese straniere, sono quasi 13 mila quelle che operano in Fvg (Udine leader)

In Friuli Venezia Giulia sono quasi 13 mila (esattamente 12.777) le imprese straniere: 5.430 nel territorio di Udine, 3.175 in quello di Pordenone, 2.854 nella provincia di Trieste e 1.318 in quella di Gorizia (dati al 30 settembre 2021). Le imprese straniere sono il 12,7% del totale e collocano la regione al quinto posto in una ideale “classifica” nazionale, dove l’incidenza media è del 10,5% e dove troviamo, con maggior percentuale di straniere sul totale delle imprese registrate, la Toscana (14,5%), la Liguria (14,4%), la Lombardia (13,1%) e l’Emilia Romagna (12,8%). Sono i dati rilevati dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che ha analizzato le imprese definite «straniere», ossia quelle in cui la partecipazione di persone fisiche non nate in Italia risulta complessivamente superiore al 50%, mediando dunque le composizioni di quote di partecipazione e di cariche amministrative detenute da persone straniere. «L’imprenditoria straniera è un fenomeno interessante da monitorare, perché ci insegna a “leggere” con più dettaglio la nostra comunità e l’economia locale – commenta il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo –: si presenta davvero molto vivace e in crescita, con alcune peculiarità per quanto riguarda la nostra regione e i singoli territori».

Cariche nell’impresa. Per «comunità straniera» si intende l’insieme delle persone nate all’estero che detengono almeno una qualifica (socio, socio amministratore…) o sono titolari di almeno una carica (presidente, consigliere delegato…) in un’impresa italiana o straniera. In Friuli Venezia Giulia ci sono 19.541 persone straniere registrate (pari al 12% del totale di quelle straniere registrate in Italia, la media italiana è del 10%), di queste il 29% sono di provenienza Ue e il 71% extra Ue. Ricoprono per il 48% la carica di titolare, per il 39% quella di amministratore e per il 9% quella di socio. Per quanto riguarda la classe d’età, il 46% delle persone straniere registrate ha da 50 a 69 anni e il 44% da 30 a 49 anni.

Le nazionalità imprenditoriali. Considerando le nazionalità prevalenti all’interno delle imprese, curiosamente e a differenza dell’Italia, dove la maggioranza di persone in aziende straniere è rumena, in Friuli Venezia Giulia risultano al primo posto le aziende svizzere, nazionalità prevalente su cui influisce senza dubbio la cosiddetta “immigrazione di ritorno”. La Svizzera registra nell’imprenditoria regionale 1.903 persone, pari al 9,5% del totale delle persone straniere registrate nelle imprese, seguita da Serbia e Montenegro (1.410, 7,0%), Romania (1.337, 6,6%), Cina (1.294, 6,4%) e Albania (1.278, 6,4%). In classifica seguono poi Francia, Germania, Marocco, Kosovo e Serbia, tutte al di sotto del 5% come incidenza percentuale.

I settori. Costruzioni, commercio all’ingrosso e al dettaglio, servizi, alloggio e ristorazione sono i settori prevalenti fra gli imprenditori stranieri in Fvg. Le persone di nazionalità svizzera con quote o cariche d’impresa sono prevalenti sia a Udine sia a Pordenone, con maggiore operatività nel comparto della ristorazione a Udine e nelle costruzioni a Pordenone. In entrambe le province, la seconda nazionalità imprenditoriale è quella albanese e il settore prevalente è quello delle costruzioni. A Gorizia e Trieste a prevalere sono invece imprese di Serbia e Montenegro, mentre la seconda nazionalità prevalente tra le imprese straniere risulta il Bangladesh per Gorizia e la Cina per Trieste.

Specificazioni settoriali. Entrando più nel dettaglio tra i sottosettori, le imprese straniere operano principalmente in lavori di completamento e finitura di edifici (1.681 imprese, 13,2% del totale delle imprese straniere), ristoranti e attività di ristorazione (846 imprese, 6,6%), costruzione di edifici residenziali e non (749, 5,9%), bar ed esercizi simili senza cucina (575, 4,5%), commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa e abbigliamento (456, 3,6%). Seguono i servizi di parrucchieri e altri trattamenti estetici, attività di tinteggiatura e posa in opera di vetri, rivestimento di pavimenti e muri, commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti non classificati e trasporto di merci su strada.

Effetto Covid. Le iscrizioni di imprese straniere hanno continuato a mantenere un saldo positivo anche nel 2019 e addirittura una crescita nel biennio Covid. Tra iscrizioni e cessazioni, la variazione nel 2019 totalizzava +162, mentre nel 2020 ben +243 e nel 2021 addirittura +512. Le imprese italiane hanno registrato invece andamento diverso. Pur se nel 2021 il saldo iscrizioni-cessazioni è tornato positivo (di +130), il 2020 segnava un -637 e il 2019 un -518.

Ue-Extra Ue. L’incidenza di imprese extra Ue sul totale delle straniere è superiore nei territori di Trieste (81%) e Gorizia (79%), è più bassa invece a Pordenone (75%) e a Udine (73%). Il Friuli Venezia Giulia è al decimo posto con un’incidenza di imprese Extra Ue sul totale di quelle straniere registrate pari al 76%, un dato leggermente inferiore a quello medio italiano. A livello provinciale, la provincia di Prato è prima per incidenza di imprese Extra UE sul totale di quelle straniere registrate (95%), dove si concentra una forte presenza cinese.

Forme giuridiche. La maggior parte delle imprese straniere in Fvg è fatta da imprese individuali (73,6%, contro un valore del 52,4% per quelle italiane), seguono le società di capitale (18%, 24,4% le italiane), le società di persone (7,9% contro 21,1%) e altre forme giuridiche (0,5% contro 2,1%).

Femminili, giovanili, artigiane. Tra i territori del Friuli Venezia Giulia l’incidenza delle imprese straniere artigiane, giovanili e femminili è piuttosto omogenea, ma con alcune peculiarità. Quanto alle straniere femminili, vanno da un minimo di 24% del totale delle straniere a Trieste a un massimo di 26,6% in quello di Udine (media Fvg 25,7%). Le imprese straniere giovanili sono più diffuse nel territorio di Trieste (17,4%) e meno diffuse in quello di Udine (11,7%) – media Fvg 13,7%. Trieste raccoglie anche la maggior incidenza di straniere artigiane (46,5%) mentre Gorizia la minore (33,2%), media Fvg 43%. Le imprese straniere risultano dunque di gran lunga più numerose tra quelle giovani e quelle artigiane, rispetto alle italiane: nelle imprese di nazionalità italiana le femminili sono più o meno analoghe, cioè il 22,6%, ma le giovanili sono solo il 6% e le artigiane solo il 25,9%.

Popolazione straniera residente (Italia e Fvg). La popolazione residente in Italia al 1° gennaio 2021 è 59.236.213 di abitanti. Gli stranieri residenti sono 5.013.215, pari all’8,46% della popolazione totale. La Romania con 1.137.728 residenti in Italia (pari al 22,7% del totale degli stranieri) è la principale nazione, seguono l’Albania con 410.087 (l’8,2%), il Marocco con 408.179 (l’8,1%), la Cina con 288.679 (5,8%) e l’Ucraina con 227.587 (4,5%). Scendendo si trovano poi Filippine, India, Bangladesh, Egitto e Pakistan.
La popolazione residente in Friuli Venezia Giulia a inizio 2021 era di 1.201.510 abitanti. Gli stranieri residenti sono 106.851, l’8,89% del totale. Come per l’Italia, le nazionalità più presenti in Fvg sono quella rumena con 24.966 abitanti (il 23,4% del totale degli stranieri) e albanese con 9.241 (l’8,6%). Seguono la Serbia con 5.621 residenti (5,3%), l’Ucraina con 5.347 (5,0%), il Bangladesh con 5.136 (4,8%) e nell’ordine Marocco, Cina, Croazia, Kosovo e Pakistan.

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In copertina, Giovanni Da Pozzo presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine.

 

I Martedì, a Pordenone don Padovese oggi parlerà delle fragilità nella coppia

Prosegue a Pordenone la 30ma edizione dei Martedì a Dibattito di Presenza e Cultura, storica rassegna di incontri e dialoghi sui temi della vita, quest’anno dedicati a “L’amore nella famiglia” e ai grandi orientamenti nel merito di Papa Francesco. «Parliamo della famiglia – spiega Luciano Padovese – per ripassare, in positivo, i fondamenti e le componenti essenziali sulle quali dovrebbe fondarsi un nucleo affettivo, a cominciare naturalmente dall’amore di coppia, una piena intimità senza la quale il sodalizio fra due persone difficilmente potrà essere durevole, e che può attraversare anche momenti di piccole o grandi debolezze».
E proprio al tema delle “fragilità nella coppia” è dedicato il quarto incontro in programma oggi, 11 gennaio, ancora una volta in streaming dalle 20.45, per le ragioni purtroppo ancora imposte dalla pandemia. Potrà essere seguito previa prenotazione alla mail pec@centroculturapordenone.it dalla quale arriverà il link utile per il collegamento. Si parlerà delle situazioni complesse che conseguono alle fragilità di coppia nella realtà di tutta la famiglia. Aprirà il dibattito don Padovese con una relazione incentrata sulle novità del protocollo pastorale nei casi di nozze tra persone di religione diversa ed esaminerà la realtà dei coniugi divorziati e risposati civilmente, soprattutto rispetto alla partecipazione alla vita della Chiesa e alla condivisione dei sacramenti. Non mancheranno considerazioni sul crescente fenomeno delle convivenze fuori da qualsiasi vincolo sia religioso che civile, e la realtà preoccupante dell’“inverno demografico” di cui si parlerà più propriamente l’8 febbraio col tema “Famiglia e fecondità”.

I “Martedì a dibattito” sono aperti alla partecipazione di tutti: è richiesta la Tessera Iniziative Pec di € 20,00, valida anche per le Domeniche bibliche. La Tessera include l’abbonamento al periodico di informazione e cultura il Momento, a cura di Presenza e Cultura. Info e prenotazione per assistere agli incontri presso la segreteria PEC e-mail pec@centroculturapordenone.it, tel 0434 365387. La partecipazione agli incontri PEC, in streaming, sarà possibile solo su prenotazione.

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In copertina, don Luciano Padovese che parlerà dei problemi di coppia.

 

A Pordenone la moda etica sostenibile in aiuto alle donne vittime di violenze

La cooperativa sociale a maggioranza femminile, l’artigiana della moda e l’artigiana dell’arredo tessile: donne che uniscono le energie a Pordenone per il progetto di moda etica a sostegno dell’Associazione Voce Donna, che offre aiuto alle vittime di violenza. Questo è “LaNina il filo che unisce” progetto che vede la collaborazione tra la cooperativa sociale Karpós con il suo Ridoprin Lab – laboratorio di riuso tessile con sede a Torre di Pordenone -, la Sartoria Creativa Lacibi di Cinzia Cibin di Pordenone e Laboratoriotappeti di Elena Pin pure della città del Noncello. Donne che cooperano in rete producendo capi d’abbigliamento con lana cotta artigianalmente realizzata da filati di qualità, in lana rigenerata certificata, e a zero spreco di materiali, per questo progetto che ha preso il via proprio in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, lanciando un messaggio di solidarietà tutto al femminile.

Ecco il Ridoprin Lab.

«Si tratta di un progetto di moda sostenibile, etica, generativa che unisce realtà diverse: noi come cooperativa sociale ci occupiamo degli inserimenti lavorativi di donne fragili all’interno del nostro laboratorio tessile Ridoprin Lab – ha spiegato Paola Marano, presidente della cooperativa Karpós -, Elena Pin produce la lanacotta utilizzando anche lana rigenerata certificata che verrà usata nei capi che sono disegnati e studiati da Cinzia Cibin e che poi verranno prodotti nei nostri laboratori». Una collezione dedicata alle bambine e ai bambini che verrà venduta sia nella sartoria Lacibi in via Vallona 61 a Pordenone, sia al Ridoprin Lab a Torre di Pordenone. Parte del ricavato verrà devoluto ai progetti dell’associazione Voce Donna di Pordenone.
«Un progetto generativo portato avanti e voluto da tre donne che vogliono fare rete e professionalizzare altre donne che sono in attesa di collocazione lavorativa, offrendo loro nuove competenze e sostenendo l’associazione Voce Donne – hanno aggiunto Cibin e Pin insieme a Marano -. Siamo molto entusiaste di questa collaborazione e stiamo già sviluppando il brand “LaNina il filo che unisce” con l’obiettivo di produrre capi d’abbigliamento di pregio che siano anche sostenibili, etici e capaci di associare il valore della lavorazione artigianale tradizionale della lana al valore sociale dell’inserimento lavorativo femminile». Tra le proposte che sarà possibile acquistare ci sono le t-shirt per donna e bambina con l’immagine iconica di LaNina, le prime mantelline in lanacotta con fibra rigenerata per bambini e seguiranno, passo passo la formazione delle sarte, anche tutine, scamiciati e altri accessori, tutti sostenibili e artigianali, progettati e realizzati da donne.

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In copertina e qui sopra una mantellina di lanacotta prodotta a Pordenone.

Qualità della vita in Fvg, l’orgoglio della Regione e dell’ente camerale Pn-Ud

(g.l.) «L’en plein del Friuli Venezia Giulia – con Trieste prima, Pordenone settima, Udine nona e Gorizia che, rispetto al 2020, ha scalato ben tre posizioni – riempie di orgoglio e testimonia congiuntamente la bontà dell’operato delle amministrazioni locali che, anche in periodo di crisi, sono riuscite nell’intento di erogare servizi di indubbio livello, il prezioso lavoro delle imprese che, a dispetto delle difficoltà dovute dalla pandemia, hanno continuato a investire e crescere, e la resilienza dei cittadini, che hanno risposto con coraggio e determinazione a questi due anni di Covid». Lo ha dichiarato il governatore Massimiliano Fedriga, a commento della classifica 2021 de “Il Sole 24 Ore” sulla qualità della vita nelle province italiane.
«Si tratta peraltro di un bel biglietto da visita – sottolinea ancora il presidente della Giunta Fvg – per una comunità regionale che, tra poco più di due mesi, sbarcherà all’Expo di Dubai: l’opportunità di mettere in vetrina le eccellenze del nostro sistema produttivo, scientifico, logistico, ricettivo ed enogastronomico assume quindi, alla luce della graduatoria del “Sole”, ulteriore peso nella prospettiva di promuovere un territorio ricco, composito e dotato di enormi potenzialità».

Massimiliano Fedriga


«Ci fa molto piacere che tutta la nostra regione sia ai vertici della classifica sulla qualità della vita 2021 del “Sole 24 Ore” e complimenti a Trieste che ci “riassume”, capitale mitteleuropea in cui ci riconosciamo. Qualità della vita – gli fa eco Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine – significa anche economia vitale, in questo momento così complesso e particolare in cui le nostre pmi hanno dimostrato di saper resistere e di riprendere a crescere, anche sui mercati internazionali. Ma è anche il segno di una dimensione sostenibile in cui ci troviamo, come imprenditori e più in generale come cittadini, una vera vocazione che un territorio così speciale come il nostro esprime e deve saper valorizzare sempre più».

Giovanni Da Pozzo

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In copertina, piazza Unità d’Italia a Trieste città classificata prima.

R-evolution Festival al via a Pordenone: oggi in cattedra l’economista Raj Patel

Al via oggi, 19 novembre, a Pordenone, R-evolution Festival, il format di lezioni di storia contemporanea promosso dal Teatro Verdi in sinergia con Crédit Agricole FriulAdria, con la collaborazione di Fondazione Pordenonelegge e Cgn Esplorato Culturali, sul tema “Green challenge”. A inaugurare il cartellone sarà l’accademico inglese Raj Patel, economista e docente all’Università di Austin (Texas), attivista ambientale fra i più noti sul pianeta, autore di un saggio cult sul tema della sostenibilità alimentare, “I padroni del cibo”.


Nella Sala Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone, alle 16, si proietta “The ants & the grasshopper”, il film che Raj Patel ha scritto e diretto assieme al regista Zak Piper per sensibilizzare sui temi del cambiamento climatico, una produzione Bungalow Town Productions – Kartemquin Films, 2021 (74’). A conclusione della proiezione l’autore dialogherà con il pubblico di R-evolution e dalle 18, nella Sala grande del Teatro, sarà fra i protagonisti del panel “Clima, l’eredità di Glasgow”, un confronto che coinvolgerà anche il giornalista Antonio Cianciullo, responsabile canale Ambiente Terra Huffpost, lo scienziato Filippo Giorgi, climatologo Ictp e Premio Nobel per la Pace 2007 nel team di Al Gore, il divulgatore scientifico Luca Mercalli, meteorologo. Conduce il dialogo la giornalista Cristina Nadotti, redazione La Repubblica Green&Blue. «L’idea del film – racconta Raj Patel – è nata grazie alla osservazione della natura: una singola formica da sola non è in grado di compiere grandi cose, ma insieme tante formiche possono spostare le montagne. La sensibilizzazione intorno al cambiamento climatico è ancora lenta, e la Cop26 si è chiusa con un accordo generale inadeguato».

Subito dopo R-evolution, a cura di Daniela Volpe e Paola Sain per l’Associazione Europa Cultura, ospiterà uno dei volti più noti delle news nazionali, il corrispondente Rai da New York Claudio Pagliara, protagonista in scena di “Glasgow calling: la rovente guerra fredda del pianeta”, un confronto condotto dalla giornalista Marinella Chirico, Tgr Rai Fvg. L’occasione per un’analisi sui nuovi scenari internazionali e sul rischio di una guerra fredda planetaria, nella quale ogni sforzo di contrasto al cambiamento climatico sembra “ibernarsi”, in attesa di azioni concrete e condivise. In videocollegamento interverrà l’ex commissario Ue Ferdinando Nelli Feroci, ambasciatore e presidente Istituto Affari Internazionali, e si alterneranno i commenti di corrispondenti autorevoli come Barbara Serra Al Jazeera English Londra e Barbara Gruden, corrispondente Rai Berlino, oltre a Giacomo Grassi, Joint Research Centre Commissione Europea Ispra. In serata, annullate per una indisposizione  le Eco_divagazioni di Paolo Rossi, da Rabelais alla dieta mediterranea.

Andro Merkù

Photo 3 Hektor Leka

L’ingresso a tutti gli eventi di R-evolution è aperto gratuitamente ai possessori di green pass. Prenotazioni sul sito web del Teatro Verdi Pordenone: https://teatroverdipordenone.it/r-evolution/ In arrivo, fino a domenica 21 novembre, tanti altri protagonisti: come Veronica Pivetti, Lucia Goracci, Andrea Segrè, Massimo Cirri, Sabrina Giannini, Chiara Pavan, Gian Mario Villalta, Giorgio Zanchini, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, i Sottosegretari Vannia Gava e Benedetto della Vedova, il Segretario generale InCE Roberto Antonione. Filo rosso della tre giorni sarà la conduzione di un volto noto al pubblico, lo speaker di Radio Mronte Carlo Andro Merkù, imitatore, presentatore, giornalista, autore e conduttore radiotelevisivo, per 10 anni redattore e terza voce de “La Zanzara” su Radio24.

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In copertina, l’economista inglese Raj Patel atteso oggi a Pordenone.

 

Ad Aquileia e in tutto il Fvg il ricordo del viaggio centenario del Milite Ignoto

Sentita e partecipata cerimonia ad Aquileia, e idealmente in tutto il Friuli Venezia Giulia, per ricordare il centenario della partenza del feretro che conteneva la salma del Milite Ignoto. Infatti il 29 ottobre del 1921, lasciò la stazione ferroviaria della città romana (ormai demolita da molti anni) il convoglio che trasportava l’affusto di cannone con sopra deposta la bara del Soldato Ignoto, ricoperta dalla Bandiera Tricolore. Lo stesso viaggio è stato riproposto a 100 anni di distanza, con le carrozze ferroviarie d’epoca, il locomotore a vapore del 1921 e il vagone che fece il trasporto della salma indicata da Maria Bergamas. Il treno è partito dalla stazione di Cervignano con destinazione Gorizia e Udine, e poi ancora le tante altre città d’Italia che un secolo fa si strinsero commosse al suo passaggio. La cerimonia vera e propria, che ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, di tanti sindaci del Friuli Venezia Giulia, di rappresentanti di numerose Associazioni combattentistiche e d’arma (fra le quali anche la Federazione Italiana Volontari della Libertà con il proprio medagliere e l’Associazione Partigiani Osoppo Friuli), si è tenuta nella piazzale della Basilica di Aquileia.

La cerimonia ad Aquileia.

La commemorazione è iniziata con l’intervento del sindaco Emanuele Zorino, che ha portato il saluto della comunità: «Cento anni fa – ha detto – Aquileia diventò madre, simbolo di tutte le città italiane che vissero i lutti della Grande Guerra. Un secolo fa ogni famiglia piangeva un proprio caro, ma un secolo fa con il viaggio del Milite Ignoto si creò l’unità della nazione».
Ha preso poi la parola il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che ha sottolineato il parallelismo fra due epoche: «Cento anni fa si è visto lo spirito di unità del Paese e la riconoscenza verso le persone che si erano sacrificate. Oggi non volgiamo lo sguardo solo per ricordare e onorare la memoria, ma dobbiamo recuperare da quel passato il significato di essere uniti. Una unità necessaria per affrontare le sfide che stiamo vivendo». E’ stato quindi il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a chiudere i discorsi ufficiali, rivolgendo un saluto e ringraziando, oltre alle varie autorità, i sindaci presenti: «So quanto importante è il vostro lavoro quotidiano». Si è rivolto poi alle scolaresche, numerose nella antica piazza Capitolo: «Siete il futuro del Paese. Queste celebrazioni sono per voi. Il viaggio del Milite Ignoto è stato un momento fondamentale della storia italiana, un viaggio di unificazione del Paese, dopo la tragedia della Prima Guerra Mondiale. Quel viaggio ha formato l’identità del Paese, un viaggio che fu compiuto fra due ali di folla, con una partecipazione popolare rilevantissima e lanci di fiori ad ogni passaggio». Il governatore Fvg ha infine concluso: «Il mio è un invito al silenzio, senza retorica, per una celebrazione che unisca ancora una volta l’Italia e possa dargli forza per il futuro».
Le autorità hanno poi inaugurato il restaurato Cimitero degli Eroi, dove sono sepolti i 10 soldati sconosciuti che non furono scelti per rappresentare il Milite Ignoto e anche la stessa Maria Bergamas, la mamma di un soldato disperso che nella Basilica di Aquileia indicò il feretro portato all’Altare della Patria, mentre in cielo le Frecce Tricolori hanno dispiegato per due volte il verde, bianco e rosso della Bandiera nazionale. Nel frattempo, è sfilata la teca contenente la Bandiera che avvolse l’urna del Milite Ignoto e che è stata portata a Cervignano per essere collocata sul treno storico alla volta di Roma, rifacendo così il viaggio di un secolo fa. E’ poi seguita la cerimonia di inaugurazione del cantiere per la ricostruzione della piccola stazione ferroviaria di Aquileia, ormai demolita da molti decenni: da lì infatti partì il treno che portò il Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma.
Alla conclusione della commemorazione vi è stato un breve incontro con il ministro Guerini: il presidente della Associazione Partigiani Osoppo Friuli, Roberto Volpetti, ed il presidente Massimiliano Fedriga hanno rivolto al titolare della Difesa l’invito a presenziare alla cerimonia commemorativa dell’Eccidio alle Malghe di Porzus che avrà luogo nel prossimo mese di Febbraio. Il ministro ha assicurato la propria presenza.
Guerini e le altre autorità – all’incontro erano presenti anche l’onorevole Debora Serracchiani e Ivano Strizzolo – si sono quindi trasferiti presso la stazione ferroviaria di Cervignano dove hanno preso posto sul treno storico che è partito alla volta di Gorizia, ripercorrendo il tragitto di un secolo fa. Alla stazione di Udine ad attendere il convoglio erano presenti sulle banchine centinaia di persone. Fra queste il sindaco Pietro Fontanini e decine di associazioni con bandiere e labari. Presenti anche l’assessore regionale Stefano Zannier e la medaglia d’oro Paola Del Din, presidente emerita della Federazione Italiana Volontari della Libertà, che è stata la prima e l’ultima persona, molto anziana, ringraziata dal ministro Guerini. Il treno è poi proseguito in direzione Venezia, fermandosi nelle altre stazioni friulane: Casarsa della Delizia, Pordenone, Fontanafredda e Sacile. Ad ogni tappa vi è stata una entusiastica partecipazione di autorità e popolazione.

La cerimonia a Udine.

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In copertina, la storica locomotiva del 1921 che ha trainato il convoglio rievocativo; qui sopra, immagini del suo arrivo alla stazione di Udine. (Foto Regione Fvg)

 

Restare o partire? Si raccontano i pordenonesi di successo all’estero

Dall’ingegnere di architettura software che dopo aver lavorato in California, alla Apple, ha deciso di rientrare a Pordenone per insegnare sul territorio l’innovazione digitale al corregionale capo meccanico Ferrari ai tempi dei mondiali vinti da Schumacher che ora è direttore pista del Motorsport di Abu Dhabi, portando un pezzo di passione per il lavoro tipica del Friuli Venezia Giulia negli Emirati Arabi Uniti: sono solo due delle storie al centro del convegno organizzato da Efasce intitolato “Restare o Partire?”, che domani 28 ottobre, alle 15.30, concluderà Punto d’Incontro, evento sul futuro didattico e professionale per i giovani a Pordenone Fiere (accesso con Green Pass, ingresso libero fino a esaurimento posti). Con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Pordenone Fiere.
“Un momento – spiega il presidente di Efasce, Gino Gregoris – pensato per aiutare studenti e partecipanti a trovare e tracciare il proprio futuro grazie all’esperienza di alcune eccellenze pordenonesi nel mondo. Inoltre, proporremo tre laboratori con alcuni dei nostri corregionali per approfondire le tematiche del lavoro per i giovani, sempre nella due giorni della fiera il 27 e 28 ottobre”.

IL CONVEGNO – A raccontare la propria avventura professionale da remoto due corregionali di successo. Gianluca Pilot, già capomeccanico Ferrari a stretto contatto con il 7 volte campione del mondo di Formula 1 Schumacher, è ora direttore della pista di Motorsport di Abu Dhabi. Recentemente è stato intervistato nello speciale documentario Netflix sulla vita del campione tedesco. Martina Del Ben, in collegamento dalla Germania, racconterà invece la sua esperienza di designer esperta in gestione degli spazi sociali. Presenti in sala saranno invece tre relatori.

Andrea Mucignat, ingegnere di architetture Software è inventore di 37 brevetti. Da poco è rientrato in Italia dopo una carriera in California tra Cupertino, Paolo Alto e San Francisco in colossi come Apple, Google e Nest. Svelerà ai presenti i trend e le prospettive lavorative del prossimo futuro.

Paolo Bergamasco è in arrivo dalla Svezia; cosa c’entrano una laurea in Scienze e biologia forestali, un’esperienza decennale come educatore ed una carriera nel mondo della ristorazione? Head chef nel Paese scandinavo e imprenditore nella ristorazione, aiuterà i partecipanti a costruire una visione del proprio futuro per trasformare le passioni in un vero lavoro e indirizzare i propri talenti lungo il tortuoso percorso chiamato vita.

Matteo Maria Giordano è invece esperto in Media education. Colloqui di lavoro su LinkedIn, controllo dei profili social, rispetto della privacy; tutto il processo di selezione del personale, interviste e application, oggi, passa per l’online. Riveste sempre più importanza pertanto la gestione della propria identità digitale e della web reputation e Giordano lo spiegherà ai giovani.

Con loro ci sarà in sala anche il violoncellista Riccardo Pes, che nel Regno Unito si esibisce con notevole successo.

I LABORATORI – L’Ente proporrà tre laboratori con altrettanti Pordenonesi nel mondo che metteranno a disposizione dei partecipanti le proprie esperienze lavorative e di vita all’Estero.

“30 anni di World-wide Web. Sarai tu a scrivere un pezzo di futuro?” sarà condotto da Andrea Mucignat. Guiderà i partecipanti al laboratorio (che si svolgerà oggi dalle 10.45 alle 11.30 e domani dalle 12 alle 12.45) attraverso una entusiasmante storia del www e di Internet per scoprire i trend e le prospettive lavorative del prossimo futuro.

“Nel mezzo del cammin di nostra vita: come trasformare le passioni in un vero lavoro” sarà condotto da Paolo Bergamasco. Laboratorio oggi dalle 12 alle 12.45 e domani dalle 14 alle 14.45.

“Social media & Web reputation: tutto quello che devi sapere per la gestione dei tuoi profili social, l’identità digitale e la privacy” sarà condotto da Matteo Maria Giordano. Giordano, esperto in Media education, aiuterà i partecipanti al laboratorio (oggi dalle 14 alle 14.45 e domani dalle 10.45 alle 11.30) a definire la propria presenza sui social anche dal punto di vista professionale nel delicato equilibrio tra vita privata e sfera pubblica.

Tutti i momenti si svolgeranno all’interno dell’area fieristica dedicata a Punto d’Incontro, a cui si accede con Green Pass. La frequenza dei laboratori è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

 

Sport, fra agonismo e inclusione: oggi a Pordenone il secondo incontro dell’Irse

È dedicato a “sport, fra agonismo e inclusione” il secondo incontro del cartellone “Cervelli in movimento”, promosso nell’ambito della 14ma edizione del ciclo Affascinanti dal Cervello organizzato dall’Istituto Regionale di Studi Europei di Pordenone. Il delicato equilibrio chimico del “cervello sportivo”, la funzione educatrice e formativa della pratica sportiva nell’infanzia e nell’adolescenza sono temi intorno ai quali si dibatterà oggi 30 settembre, dalle 17.30 nell’auditorium del Centro culturale Casa Zanussi di Pordenone, con protagonisti di primo piano della pratica sportiva nazionale: come Maurizio Mondoni, panathleta, Cavaliere della Repubblica, per vent’anni (dal 1981 al 2001) responsabile della formazione degli istruttori Minibasket e del Settore Giovani della Federazione italiana Pallacanestro, docente di Scienze Motorie e dello Sport all’Università Cattolica di Milano; e come Gabriele Boccolini, preparatore atletico della prima squadra dell’Atalanta Football Club in serie A, ma anche autore di un manuale di riferimento, “Neuroni specchio e allenamento. Teoria e pratica da campo” (Edizioni Correte, 2015) che focalizza sulla velocizzazione delle capacità cognitive per una rapida presa di decisione nelle diverse situazioni di gioco. Se l’agonismo, nei contesti educativi, sia più “diavolo” o “acqua santa” è il tema che sarà sviluppato da Maurizio Mondoni, che è anche coordinatore e tutor dei tirocini al Corso di laurea in Scienze motorie e dello Sport Ucsc Milano. Gabriele Boccolini, PhD in Scienza dello Sport e preparatore atletico professionista Figc, dalla stagione 2017-2018 lavora nello staff della prima squadra dell’Atalanta. A Pordenone approfondirà i presupposti di alcune delle 70 esercitazioni contenute nel suo libro, legate all’allenamento metabolico, di forza e rapidità, tutte realizzate con palla e alla portata di qualunque tecnico, per riprodurre quanto succede in partita.

Maurizio Mondoni


All’incontro, condotto dal neuroscienziato e divulgatore scientifico Marcello Turconi, interverranno anche, con proprie testimonianze, Alessandro Zuttion responsabile Scuola calcio Progetto Wepn Pordenone Calcio, Roberto Belcari, responsabile della Associazione Equipe Athletic Team Pordenone e coordinatore Regionale Educazione Fisica e Sportiva Fvg, con Marinella Ambrosio responsabile area disabilità Panathlon Fvg, Alberto Andriola, presidente sezione territoriale BaskinFvg e presidente Associazione Zio Pino Baskin Udine. Particolarmente atteso l’intervento dell’atleta paralimpica di tennis tavolo Giada Rossi, reduce dalla medaglia di bronzo alle Paralimpiadi Tokyo2020 nel tennis da tavolo a squadre e già Medaglia di bronzo nel 2016 a Rio de Janeiro.
Le prenotazioni sono obbligatorie per assistere in presenza, gratuitamente, ai quattro incontri che saranno anche proposti in diretta streaming.
Come consuetudine degli incontri Irse, ampio spazio è dato al dibattito con interventi liberi. Durante gli incontri in presenza verranno rispettate le misure vigenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid.

Gabriele Boccolini

Info e dettagli:
Info IRSE: bit.ly/IRSE_SportCervelli2021

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In copertina, l’atleta paralimpica di tennistavolo Giada Rossi, medaglia di bronzo a Tokyo 2020.

 

Cciaa Pn-Ud, i premi all’economia lunedì per la prima volta a Pordenone

La Premiazione dell’economia friulana per la prima volta a Pordenone. Torna, infatti, dopo la sospensione del 2020 a causa del Covid, la importante, storica cerimonia della già Camera di Commercio di Udine, ora entrata nel patrimonio condiviso della Cciaa Pn-Ud. E torna, appunto, con una prima importante novità, legata proprio all’ormai avvenuta armonizzazione tra le due realtà camerali territoriali: lunedì 27 settembre sarà infatti la prima Premiazione dell’economia e dello sviluppo del territorio a tenersi a Pordenone, al Teatro Verdi, dove il sipario si alzerà alle 17. In sala, gli accessi saranno consentiti solo su invito, per rispettare tutte le norme di distanziamento e di sicurezza.
Sarà dunque una cerimonia speciale e simbolica, un bel modo di festeggiare 36 premiati, tra imprenditori e personalità che si sono particolarmente distinti, con il loro impegno quotidiano, dentro e fuori dai confini regionali. Oltre a loro, ci sarà il 37° riconoscimento, una targa speciale che sarà esposta successivamente nelle due sedi camerali, per commemorare le vittime di questa pandemia che ha sconvolto la nostra società ed economia.
«È davvero emozionante poter riproporre questa nostra Premiazione e ancor di più coinvolgendo il territorio pordenonese – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo –. È un segnale di speranza e di ottimismo: quello che finalmente cominciamo a rivedere anche tra le persone, tra gli imprenditori e i lavoratori, nella nostra economia. È stato un anno e mezzo durissimo, ma adesso dobbiamo guardare avanti e ripartire con una nuova consapevolezza».
Ospite d’onore di quest’anno sarà l’economista Carlo Cottarelli, «che ci aiuterà a riflettere sulla situazione economica e sicuramente ci offrirà qualificati punti di vista e suggerimenti per ripartire dopo una crisi di questa complessità e imprevedibilità», aggiunge il presidente.
A introdurre la serata, dopo il saluto del sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani, sarà proprio il presidente Da Pozzo e, prima dell’ospite d’onore, interverrà il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga.

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In copertina, il presidente camerale Giovanni Da Pozzo; qui sopra, l’economista Carlo Cottarelli.

Ad Aviano debutta il progetto Silver: quando gli anziani sono protagonisti

Una nuova visione della senilità in linea con i tempi, per rilanciare la persona anziana come parte attiva e valore aggiunto alla vita di comunità, grazie a una serie di case famiglia in cui gli anziani non sono semplici ospiti, ma veri protagonisti: presentato ad Aviano, nella nuova struttura Casa Alberina, il progetto Silver della cooperativa Foenis di Cordenons, associata a Confcooperative Pordenone. Un progetto sostenuto dal credito cooperativo attraverso Friulovest Banca, altra aderente all’associazione provinciale. Da alcuni anni Foenis lavora al recupero di case private non utilizzate, o altre strutture (nel caso di Aviano un ex residence) per trasformarle in case per anziani. Un intento di rigenerazione urbana che ridà vita agli spazi abitativi puntando nel contempo al benessere dei nonni. Attualmente Foenis gestisce quattro strutture: Casa Clelia (2015, Pordenone), Casa Lucia (2016 Roveredo in Piano), Casa Serena (2018, Belluno) e la citata Casa Alberina (2021, Aviano). Ora in queste strutture si svolgerà una serie di attività, nel rispetto delle norme sanitarie, che coinvolgeranno associazioni e volontari delle varie comunità in cui Foenis è attiva.

La presentazione di Silver.

“Queste Case famiglia per anziani autosufficienti – ha spiegato il presidente di Foenis, Piero Turchet – sono un servizio residenziale, organizzato come comunità a carattere familiare, destinato alla convivenza di un numero limitato di persone anziane autosufficienti che presentano problematiche omogenee o compatibili che non possono o non intendono vivere autonomamente o presso i propri familiari. Le nostre strutture sono situate in residenze private in cui, in seguito a lavori di ristrutturazione e di adeguamento alle norme vigenti, si è cercato di rendere l’ambiente più confortevole e più rispondente alle necessità degli ospiti, eliminando o riducendo al minimo le barriere architettoniche. Il progetto Silver nasce come sviluppo della gestione delle Case famiglia. Siamo partiti infatti da una riflessione che vede per l’anziano, anche in questa delicata fase di cambiamento relazionale, un ruolo sempre attivo per uno scambio intergenerazionale e interculturale. Il processo dell’invecchiamento deve necessariamente essere percepito come un processo di inclusione, e con questo progetto, Foenis in sinergia con i volontari delle associazioni coinvolte, intende diventare un punto di riferimento sul territorio per ricominciare a vivere in una nuova normalità, nel rispetto delle normative per contrastare la diffusione del Covid-19 pur garantendo una vita ricca di scambi e diversificata”.

Luigi Piccoli

Il progetto all’interno delle case prevede letture ad alta voce, arteterapia, clownterapia, collaborazione con i Bersaglieri di Azzano Decimo per attività congiunte, attività fisica adattata alla senilità, attività con gli animali, musicoterapia, ballo e coreografia, yoga, meditazione, ricamo, spettacoli con il duo comico I Papu, ortoterapia con l’azienda agricola Tina di Rauscedo, incontri con la Parrocchia di San Bartolomeo a Roveredo.
“Obiettivo principe – ha concluso Turchet – rimane sicuramente il miglioramento della qualità della vita degli anziani nel massimo rispetto delle caratteristiche individuali, mantenendo e stimolando nuovi o preesistenti interessi. L’aspetto innovativo del progetto Silver è il rendere quindi una residenza per anziani autosufficienti efficiente e strutturata, con una rosa di servizi diversificati e unici grazie alla competenza di uno staff davvero completo. Grazie ai nostri soci Samantha Turchet, Daniela Mendes, Martina Dell’Agnolo, Luana Sbardellotto e Massimo Carpené che hanno organizzato la serata di presentazione”.
“Un progetto innovativo – ha aggiunto il presidente di Confcooperative, Luigi Piccoli – che guarda al futuro dopo la fase più viva dell’emergenza sanitaria nel rispetto della parte anziana della popolazione. La dimensione sociale di Foenis ha incontrato il sostegno del credito cooperativo di Friulovest Banca e si avvale dei servizi della cooperativa sociale Acli: una vera visione unitaria tra cooperative nostre aderenti attive in diversi settori che rientra nel programma di mandato di Confcooperative Pordenone, per collaborazioni fondamentali nel promuovere i valori della cooperazione”.

Durante la presentazione sono intervenuti anche il sindaco di Aviano, Ilario De Marco Zompit, e l’assessore comunale alla promozione sociale Danilo Signore, mentre Friulovest Banca era rappresentata dal consigliere Ester Pilosio e dal presidente della mutua Credima Giorgio Siro Carniello. La serata inaugurale ha visto pure l’incontro con i simpatici Papu, un momento conviviale e il ballo per gli anziani residenti con il maestro Stelvio Martin, Stefano Sfreddo con il suo omaggio ad Adriano Celentano, il tutto con un tema in stile hawaiano.

Casa Alberina ad Aviano.

LA COOPERATIVA – La Società Cooperativa sociale Foenis nasce a Cordenons nel 2013 con la filosofia portante della cura e dell’assistenza alla persona. Alla sua nascita si occupava prevalentemente di assistenza domiciliare e organizzazione centri estivi per bambini e ragazzi. Nel 2015 c’è stata però l’intuizione di rispondere all’importante domanda del nostro territorio sull’assistenza agli anziani. Nasce così il progetto Casa Famiglia Anziani autosufficienti. La Cooperativa, da sempre giovane e dinamica e in continua espansione e miglioramento, sposta la sua mission focalizzandosi su questo nuovo progetto. “Crediamo nel forte potere della collaborazione – spiegano dai suoi vertici -, del dialogo e della condivisione. Comprendiamo quanto possa essere difficile quando una persona cara non può più prendersi cura di se stessa: insieme vogliamo migliorare la qualità di vita dei nostri ospiti, laddove ci è possibile, nel massimo rispetto delle caratteristiche individuali, mantenendo e stimolando nuovi o preesistenti interessi. Vogliamo offrire dei servizi sempre nuovi, professionali, dedicati alla qualità della vita”. La cooperativa Foenis haringraziato tutti gli sponsor della serata: Sc grandi impianti, Eb sicurezza, Tecno clean, Elvios fruit, Azienda agricola Vallavan, Ve-ris veneta ristorazione, Gottardi fiori, Marcolin e Resh Agency per il supporto e l’organizzazione dell’evento. Info: www.cooperativasocialefoenis.it