Competere sui mercati globali con l’Intelligenza artificiale: giovedì e venerdì due appuntamenti formativi per le aziende a Udine e Pordenone

L’intelligenza artificiale generativa sta trasformando anche il modo in cui le imprese affrontano i mercati internazionali. Sempre più operatori dell’export evidenziano come questi strumenti permettano di velocizzare l’analisi dei Paesi target, migliorare la comunicazione multilingua e ottimizzare tempi e costi delle attività promozionali all’estero. In questo scenario si inserisce il percorso formativo promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, partner di Enterprise Europe Network, iniziativa, gratuita e rivolta alle imprese del territorio, che si terrà in due date alternative: giovedì 26 febbraio nella sede camerale di Udine (via Morpurgo 4, dalle 9 alle 17) e venerdì 27 febbraio nella sede di Pordenone (corso Vittorio Emanuele II 56, stesso orario).
Obiettivo del corso è offrire strumenti concreti e immediatamente applicabili per integrare l’Ia generativa nelle strategie di marketing e sviluppo sui mercati esteri. Piattaforme come ChatGPT, Perplexity AI e Claude saranno utilizzate in esercitazioni pratiche per simulare analisi di mercato, creazione di contenuti commerciali in più lingue e pianificazione di campagne digitali internazionali. Guidati da Andrea Boscaro, fondatore di The Vortex ed esperto di marketing digitale, i partecipanti affronteranno una parte introduttiva sui fondamenti dell’intelligenza artificiale e un laboratorio operativo basato su casi reali di digital export. Sarà, inoltre, dedicato spazio all’uso consapevole degli strumenti, alla qualità degli output, alla gestione dei dati e alla definizione di prompt efficaci.
Le prime imprese iscritte che ne faranno richiesta potranno accedere a una consulenza personalizzata gratuita per approfondire l’applicazione dell’IA generativa nel proprio contesto aziendale. Le iscrizioni sono aperte sul sito www.pnud.camcom.it. Per informazioni è possibile contattare in Cciaa Pn-Ud gli uffici di Promos Italia al numero 0432.273534 o 0432.273531, mail udine@promositalia.camcom.it, oppure Tef internazionalizzazione a Pordenone al numero 0434.381250, mail internazionalizzazione.pn@pnud.camcom.it

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In copertina, un precedente incontro alla Camera di Commercio Pordenone-Udine.

“Interferenze”, le nevrosi dell’era digitale in un cabaret surreale venerdì a Pordenone con I Teatri dell’Anima

Un cabaret surreale che mette a nudo le nevrosi dell’era digitale arriva a Pordenone grazie al Festival “I Teatri dell’Anima”. Appuntamento il 27 febbraio, alle ore 20.30, nella Sala Oratorio Beata Vergine delle Grazie, con lo spettacolo “Interferenze”, l’ultima fatica della Compagnia della Testa. Archiviato il successo della tappa di gennaio della rassegna dedicata ai teatri in miniatura Lambe Lambe — affascinanti scatole per uno spettatore alla volta che hanno incantato il pubblico con la loro intimità — la dodicesima edizione de “I Teatri dell’Anima” cambia scala e registro. Si torna alla coralità del palco tradizionale con un’altra anteprima imperdibile: venerdì prossimo, alle ore 20.30, la sala di via delle Grazie 17 ospiterà appunto “Interferenze”, l’inossidabile spettacolo della Compagnia della Testa. L’evento è organizzato da EtaBeta Teatro in collaborazione con l’Associazione San Gregorio e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone.
«Il successo dei primi appuntamenti conferma quanto il pubblico ami questa formula di teatro diffuso – ha commentato Andrea Chiappori, direttore artistico della rassegna –. Dopo questi due appuntamenti invernali a Pordenone, la rassegna proseguirà il suo percorso nei territori coinvolti, guardando già ad una primavera ed estate ricca di novità e sorprese. I Teatri dell’Anima non si ferma: continueremo a muoverci tra otto Comuni e tre Province per offrire un’esperienza culturale che sia, prima di tutto, un momento di condivisione e confronto inclusivo».
Definita dagli autori una “Commedia 2.0”, la pièce è un viaggio ironico tra le distrazioni e i rumori di fondo della nostra esistenza. In una scenografia popolata da tablet, smartphone e vecchie tv, l’attore Francesco Cevaro (anche regista) trascina il pubblico in un “delirio” verbale fatto di giochi di parole e freddure surreali (in pieno stile bergonzoniano), come l’enigmatico dilemma: “Se uno schermidore vuole fare un proposito durante la Quaresima deve per forza fare un fioretto?”. A dare ritmo a questo caos creativo interviene la musica dal vivo di Marco Andreoni. Il chitarrista e cantante interpreta brani ironici del repertorio cantautorale italiano, creando una continua “interferenza” tra note e parole che trasforma i problemi quotidiani — amore, solitudine, lavoro — in momenti di puro divertimento.
I Teatri dell’Anima XII è una rassegna di teatro diffuso in diversi territori del Friuli Venezia Giulia. I luoghi naturali nella bella stagione, i teatri in quella più fresca, ospiteranno un percorso di eventi mirati alla creazione di una comunità di spettatori aperta ad una condivisione e ad un confronto inclusivo per superare le frontiere fisiche, culturali, linguistiche e generazionali. Un’articolazione in tre province e otto comuni per sensibilizzare e coinvolgere il pubblico con un’offerta culturale teatrale innovativa ma di facile fruibilità e libera dai vincoli convenzionali dello spettacolo, aperta ad artisti e spettatori di ogni età senza dimenticare le fasce deboli e le giovani generazioni.

Per informazioni: cell 333 6785485 oppure email: info@iteatridellanima.it oppure il sito www.iteatridellanima.it

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In copertina, i due protagonisti dello spettacolo di venerdì sera a Pordenone.

“Testimoni”, la collana editoriale Efasce presenta a Pordenone il primo libro 2026 dedicato a Vittorio Infanti e alla sua vita avventurosa nelle due Americhe

Pordenonesi nel Mondo dà il via al ciclo 2026 delle presentazioni letterarie della sua collana editoriale Testimoni. La linea – che raccoglie memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento – gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli. Il primo appuntamento del nuovo anno, in collaborazione con il Polo Tecnologico Alto Adriatico Andrea Galvani, sarà venerdì 27 febbraio alle 18 nella sede dello stesso istituto in via Roveredo 20b a Pordenone (preferibile prenotare il proprio posto scrivendo a info@efasce.it).

Angioletto Tubaro


Al centro della serata le memorie di Vittorio Infanti, nato nel 1930 a Vissignano di Bagnarola di Sesto al Reghena che, dopo i drammatici eventi legati al secondo conflitto mondiale, nel Dopoguerra visse una vita avventurosa e non priva di controversie tra Sud e Nord America, culminata con il successo imprenditoriale nel campo mobiliero (alla guida della Infanti chair manufacturing di Staten Island) e nel matrimonio con l’americana Betty. Infanti è scomparso il 1 gennaio 2025 a New York. La sua vita è stata raccolta dal professor Angelo Bertolo. Poi la professoressa Luisa Forte, vicepresidente di Efasce ha scelto questo racconto per la collana Testimoni e la professoressa Elena Marzotto, componente del Consiglio Direttivo dell’Ente, ha curato il libro che porta il titolo “Vittorio Infanti: un uomo, cento storie” (progetto grafico Giovanna Lunazzi, stampa tipografia Menini). Durante la presentazione Marzotto racconterà la storia dell’imprenditore dialogando con il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro e con l’ingegner Franco Scolari direttore del Polo tecnologico Alto Adriatico.
«Si tratta di vita vera, di esperienze reali vissute dal protagonista – spiega il presidente Angioletto Tubaro -: un testo pieno di colpi di scena, avvincente, non necessariamente con un lieto fine. Vittorio Infanti è stato indubbiamente figlio del suo tempo in molti ragionamenti e comportamenti e, dalla lettura delle sue considerazioni su vari argomenti, emerge uno spaccato fedele della società del Secondo Dopoguerra. Con questa testimonianza Efasce dimostra ancora una volta di saper cogliere gli aspetti più intimi e profondi dell’ emigrazione del secolo scorso, con protagonisti veri, messi a nudo non solo nei pregi ma anche nei difetti. Un’opera del genere non nasce per caso, ma da un lavoro di preparazione accurato e certosino che ha visto come protagoniste la professoressa Luisa Forte, vicepresidente di Efasce, e la professoressa Elena Marzotto, componente del consiglio direttivo, che ringrazio di cuore. Un ringraziamento particolare al professor Angelo Bertolo, che ha raccolto la testimonianza di Vittorio Infanti». L’incontro al Polo Tecnologico vedrà anche la partecipazione del Duo musicale AccorDòs e la lettura scenica di Michela Passatempo che reciterà alcuni brani scelti del libro. Seguirà brindisi.

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In copertina, il bellissimo libro di Efasce dedicato alla vita di Vittorio Infanti.

Cooperativa Esibirsi, Pordenone è la prima città in Italia (rispetto ai residenti) con il lavoro in cultura e spettacolo. Presto la sede operativa sarà a Morsano

Pordenone è la prima città in Italia per numero di contratti di lavoro nel comparto cultura e spettacolo rapportato ai residenti: un dato ancora più significativo alla luce del ruolo di Capitale Italiana della Cultura che assumerà nel 2027. Merito di questo primato va alla cooperativa Esibirsi (aderente a Confcooperative Pordenone), che ha sede legale in città e che con i suoi 12.800 soci artisti (ognuno, appunto, con un contratto di lavoro nel comparto) è la più grande di tutta Italia nel settore cultura e spettacolo. Tra essi anche nomi noti come Olly, il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo. Il 2025 si è chiuso con 29,3 milioni di euro di fatturato e la gestione delle pratiche di 120 mila eventi realizzati dai suoi soci nel corso dell’anno.
La cooperativa è stata fondata 24 anni fa da Giuliano Biasin e Lucio Bot, che assieme a Luigi Buggio compongono l’attuale consiglio di amministrazione. Nel corso del 2025 ha rafforzato anche la propria struttura interna, arrivando a 9 dipendenti in organico (Cda compreso), con un team attualmente in fase di ampliamento per far fronte alla costante crescita dei servizi.
«Tra i progetti più significativi dell’anno appena passato – riferiscono i membri del Cda – spicca l’inaugurazione del CoWorkShow, coworking dedicato al mondo dello spettacolo e della creatività, nato per creare un network di professionisti in grado di gestire eventi “chiavi in mano”. L’operazione ha rappresentato anche un importante intervento di rigenerazione urbana, con il recupero di due locali storici del centro di Morsano al Tagliamento – un’ex macelleria e un ex studio fotografico – rimasti sfitti per molti anni. A dicembre, inoltre, Esibirsi ha acquisito l’edificio che ospitava la Banca Intesa Sanpaolo in piazza Daniele Moro sempre a Morsano, destinato a diventare la nuova sede operativa della cooperativa: un investimento strategico che riaccenderà un’altra insegna spenta da oltre un anno nel cuore del paese. La nuova struttura sarà in asse con gli attuali uffici e con il CoWorkShow, andando a disegnare una vera e propria “via della creatività”. Nel 2027, anno di Pordenone Capitale Italiana della Cultura, Esibirsi compirà 25 anni: una coincidenza che vorremmo trasformare in un’iniziativa aperta alla città, da costruire ovviamente in collaborazione con l’Amministrazione comunale, alla quale la proporremo prossimamente».
«La storia di Esibirsi – commenta il presidente di Confcooperative Pordenone, Fabio Dubolino – dimostra che anche partendo dal cuore del Nordest si possano offrire, grazie a impegno e passione, servizi di qualità per tutta Italia. I tanti artisti che hanno deciso di associarsi alla cooperativa sono testimonianza di come abbiano fiducia in questa realtà che ne cura gli aspetti burocratici permettendo loro di concentrare la maggior parte delle energie nel generare musica, spettacolo, cultura. Quasi 13 mila soci ai quali si aggiungono tutti quelli delle altre cooperative del settore che sono nostre aderenti. Una storia di successo da un territorio che, tra poco meno di un anno, sarà la Capitale Italiana della Cultura».
La quotidiana attività operativa della cooperativa genera inoltre una raccolta continua di dati su lavoro artistico, eventi e contrattualistica che costituisce, di fatto, un osservatorio statistico permanente sul settore, offrendo una fotografia reale e aggiornata dell’economia dello spettacolo dal vivo in Italia. «Questi risultati dimostrano come un modello cooperativo radicato nel territorio possa generare valore economico, occupazione qualificata e sviluppo culturale diffuso – concludono Biasin, Bot e Buggio -. Esibirsi continua a crescere restando fedele alla propria missione: mettere al centro gli artisti e costruire, insieme a loro, un ecosistema sostenibile per lo spettacolo dal vivo in Italia».

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In copertina, Giuliano Biasin, Lucio Bot e Luigi Buggio sono i leader della cooperativa Esibirsi di Pordenone.

Enrico Mattei, giovedì a Pordenone ultimo incontro con l’Irse protagonista l’esperto geopolitico Alessandro Aresu

Con una analisi di ampio respiro sull’azione e la “legacy” di Enrico Mattei in rapporto alla politica estera italiana in tema di energia – fra ambizioni, occasioni perdute e attuali prospettive – giunge a conclusione giovedì 19 febbraio, alle 15.30 a Casa Zanussi, la rassegna “Enrico Mattei. Politica, energia e visione tra Mediterraneo e Medio Oriente”, promossa dall’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia, curata dallo storico Samuel Boscarello. Un ciclo di incontri che aiuta a comprendere la portata e l’eredità delle intuizioni portate avanti da Enrico Mattei, nel 2026 che segna i 120 anni dalla sua nascita e nelle stagioni che hanno segnato la nascita del Piano Mattei per l’Africa, progettato dal Governo italiano.

Alessandro Aresu


Giovedì prossimo, atteso protagonista della rassegna sarà il saggista ed esperto di geopolitica Alessandro Aresu, finalista del Premio Strega Saggistica 2025 e consigliere scientifico della rivista Limes. Il mito di Mattei ieri e oggi: ambizioni e occasioni perdute della politica estera e dell’energia in Italia sarà il tema della conversazione, condotta da Samuel Boscarello. Filo rosso dell’intervento sarà l’indagine sull’azione di Mattei in politica estera: la volontà di costruire un’Italia grande potenza industriale e il superamento del “complesso di inferiorità nazionale” attraverso l’investimento in formazione e ricerca, elementi nei quali si specchiano le ambizioni e le occasioni perdute dell’Italia. Proprio perché il mito di Mattei ha lasciato un’impronta indelebile, anche oggi assistiamo, seppure in un diverso scenario storico, alla ripresa delle sue idee di sviluppo, con formule come il “Piano Mattei” che ne riprendono in chiave attuale la visione strategica. Aresu è un fine conoscitore dei rapporti tra capitalismo, tecnologia e politica internazionale, ambiti incrociati dalla figura di Mattei. Con la sua guida, ripercorreremo le ambizioni e le occasioni perdute della politica estera e dell’energia in Italia, in una congiuntura politica nella quale Enrico Mattei è addirittura divenuto il simbolo del nuovo piano del governo italiano verso l’Africa. Alessandro Aresu scrive per Le Grand Continent e altre riviste, è stato consulente per la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Affari esteri, l’Agenzia Spaziale Italiana.

La partecipazione all’incontro è gratuita, prenotazioni: https://bit.ly/irse_enricomattei

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In copertina, Enrico Mattei: a Pordenone si conclude il ciclo a lui dedicato.

“Fieste de Patrie dal Friûl 2026”: ecco il bando dell’Arlef per sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali. Ci sono quasi 70 mila euro

In previsione della 49ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, che sarà ospitata domenica 12 aprile a Montenars e Artegna, onorando il cinquantesimo anniversario del terremoto, l’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, come previsto dalla legge regionale 6 del 2015, ha pubblicato il bando volto a sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali per celebrare la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano, il 3 aprile 1077. Per il 2026 l’Agenzia, secondo quanto deliberato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha messo a disposizione 67.500 euro.
Potranno accedere ai fondi gli enti locali aventi la propria sede legale nei territori delle ex province di Gorizia, Pordenone, Udine e i sette Comuni friulani della Regione Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto). Come stabilito dal bando – disponibile, unitamente alla modulistica per la presentazione della domanda, nella sezione Pubblicità Legale del sito istituzionale dell’Agenzia www.arlef.it – saranno finanziate le attività che intendono celebrare la “Fieste de Patrie dal Friûl 2026”.
In particolare: eventi di qualità volti a far conoscere e/o approfondire le lingue, la storia e la cultura del Friuli; ma anche la realizzazione di libri, pubblicazioni, audiovisivi o prodotti musicali che abbiano il medesimo obiettivo; infine, l’allestimento di spettacoli teatrali o musicali in lingua friulana. Saranno escluse le domande il cui contributo richiesto sia di importo inferiore a 500 euro, oltre a quelle la cui spesa ritenuta ammissibile sia di importo inferiore a 555,56 euro. Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni di enti locali. Le domande dovranno pervenire entro il termine perentorio del 24 febbraio 2026, esclusivamente mediante invio via Pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it

Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432 555812, o scrivere a: arlef@regione.fvg.it

Si è spenta Nerina Mogentale Profizi friulana di Tolone rimasta sempre legata alla sua terra pordenonese. Il cordoglio di Efasce con Angioletto Tubaro

L’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel Mondo piange la dottoressa Nerina Mogentale Profizi, scienziata di fama internazionale, scomparsa a Tolone, in Francia, dove era presidente del locale Segretariato Efasce. Era nata a Pravisdomini il 20 giugno 1938 da Giuseppe Mogentale e Marcella Pitton: ancora bambina aveva seguito i genitori emigrati a Marsiglia, senza mai tuttavia perdere il rapporto e l’amore per il Friuli e la terra pordenonese.
«Una carriera la sua – commenta il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro – di grande importanza nel campo delle ricerche sul Dna. Per questo come Ente assieme alla Provincia di Pordenone nel luglio 2012 le avevamo conferito il Premio Odorico da Pordenone nel corso del nostro Incontro con i corregionali all’Estero a Fiume Veneto. Era una presenza attiva nella vita di Efasce a Tolone e in Francia, fiera delle sue origini italiane e friulane in particolare. Ai suoi familiari, in particolare al fratello René Mogentale e al nipote Jean-Marie, il nostro più sentito cordoglio».
Nerina Mogentale Profizi si era laureata in farmacia e medicina diventando poi docente universitaria e assistente degli ospedali di Marsiglia. Quindi fu a capo del Servizio di Laboratorio di Biologia Medica del Centro Ospedaliero di Toulon-La Seyne e professore di Ematologia all’Università di Tolone. Ha istituito un laboratorio di biologia molecolare competente nello studio del Dna e grazie al suo contributo questi laboratori sono diventati centri di ricerca e di riferimento per tutti gli ospedali di Francia per lo studio dell’Hiv, delle epatiti C e B e di molti altri virus. É stata autrice di libri, di molte pubblicazioni scientifiche e di numerosi interventi in congressi internazionali. Ha realizzato, inoltre, una ricerca sul Dna della popolazione del Friuli Venezia Giulia e del Veneto che è stata pubblicata sulla stampa specialistica internazionale, diventando studio di riferimento per la genetica delle popolazioni. Ha ottenuto molti riconoscimenti ed onorificenze e tra queste “Cavaliere dell’Ordine nazionale delle Palme Accademiche” rilasciata dal Ministro dell’Educazione Nazionale Francese e “Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana” concessa dal Presidente della Repubblica Italiana.

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In copertina, la dottoressa Nerina Mogentale Profizi in occasione della sua premiazione a Fiume Veneto nel 2012.

Pordenone, clarinetto e pianoforte per Musicainsieme 2026 a Casa Zanussi con Nicola Bertolini e Irina Kravtchenko

Il repertorio per clarinetto e pianoforte è al centro della seconda tappa di Musicainsieme 2026, la rassegna focalizzata sulle giovani generazioni concertistiche, promossa dal Centro Iniziative Culturali Pordenone per la direzione artistica dei maestri Franco Calabretto e Eddi De Nadai. Domani febbraio, alle 11, a Casa Zanussi, Musicainsieme ospiterà il giovane e già premiatissimo clarinettista Nicola Bertolini, vincitore del Premio del Conservatorio di Milano 2025 nella categoria strumenti a Fiato e di molti altri prestigiosi riconoscimenti, impegnato in Duo con la pianista Irina Kravtchenko.

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Vette Musicali a Caneva

Il Distretto Culturale del Pianoforte Musicæ, diretto dal maestro Davide Fregona, propone per oggi, 7 febbraio, alle 18 uno speciale concerto organizzato grazie al contributo della Fondazione Friuli, nell’ambito della rassegna Vette Musicali: un’esperienza che unisce l’incanto della musica tradizionale ai sapori autentici del nostro territorio. Un concerto-degustazione in programma negli spazi del “Ristoro La Crosetta”, su Strada Cansiglio (Caneva) che vedrà esibirsi la formazione Âga, un quartetto che si dedica principalmente alla valorizzazione e reinterpretazione della tradizione musicale, con particolare riferimento all’area friulana e carnica. Il gruppo è composto da Emma Montanari, voce, Flavio Bortuzzo, chitarra e voce, Paolo Forte, fisarmonica, e Paolo Manfrin, contrabbasso e voce. Si tratta di un appuntamento conviviale che accompagna al concerto dai temi folcroristici una degustazione di prodotti tipici del territorio, dove assaporare la cucina del Cansiglio unita all’incanto della musica tradizionale. Il posto è garantito su prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: info@musicaefvg.it tel 0434.088775.

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Sarà un matinée di atmosfere musicali classiche e contemporanee: in apertura la Sonata in mi bemolle maggiore op. 120 n. 2 per clarinetto e pianoforte di Johannes Brahms, che ha toni nostalgici e misurati, alla ricerca del tempo perduto con intensità e profondità di pensiero, ricca di soluzioni originali, di ombreggiature liriche alternate a slanci emotivi. Si prosegue con Fantasie for solo clarinet di Jörg Widmann, un brano composto nel 1993, espressione di “fioriture virtuose ed esuberanza giovanile”: una partitura che alterna elementi di danza, klezmer e musica jazz ed è influenzato dalle atmosfere dalla commedia dell’arte. Un brano ispiratissimo di Eric Dolphy per clarinetto basso, God Bless the child, e uno ulteriore di Kevin Poelking per clarinetto basso e pianoforte, There and back, restituiranno musica vibrante e virtuosa, note che mettono in mostra la padronanza tecnica del solista e il suo modo di suonare espressivo e lirico.
A suggello, Sholem Aleichem Rov Feidman! (La pace sia con Te, Maestro Feidman!) per clarinetto e pianoforte di Béla Kovács ci riporterà alla tradizione popolare klezmer: alternando un avvio rapsodico, che mette in piena luce la capacità “parlante” del clarinetto, al crescendo “danzante”. Come sempre, l’ingresso ai concerti di Musicainsieme è gratuito per tutti, info e dettagli di programma sul sito musicapordenone.it, prenotazioni cicp@centroculturapordenone.it

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In copertina, Nicola Bertolini e Irina Kravtchenko protagonisti del concerto.

Cafc e Hydrogea insieme, una realtà che da Capodanno in Fvg gestisce il servizio idrico sul territorio di 154 Comuni

Dal primo gennaio la fusione per incorporazione tra Cafc Spa e Hydrogea Spa è realtà: approvata nell’ottobre scorso dalle rispettive assemblee dei soci, l’operazione ha dato vita al più grande gestore regionale del Servizio Idrico Integrato a controllo pubblico operante su due province, Udine e Pordenone. Un passaggio che rafforza la capacità di gestione, consente investimenti più efficaci e rende possibile una programmazione coordinata su scala regionale.

Andrea Delle Vedove


Con l’avvio del nuovo anno, quindi, 154 Comuni su 215 totali del Friuli Venezia Giulia vedono il servizio idrico gestito da Cafc. L’operazione, durata quasi due anni, riguarda circa oltre 620 mila abitanti serviti e ha coinvolto numerosi attori del sistema regionale, a partire da Ausir, l’Autorità unica regionale per il servizio idrico integrato e per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, e poi gli amministratori locali, i sindaci, le istituzioni regionali e i tecnici sul territorio.
L’aggregazione rappresenta una prospettiva concreta e vantaggiosa per il futuro del settore, perché migliora efficienza operativa, stabilità finanziaria, innovazione e qualità del servizio per cittadini e imprese. Lo evidenzia il presidente di Ausir, Andrea Delle Vedove, commentando il positivo esito dell’operazione: «si tratta di un importante atto corale, condiviso dal territorio e dai suoi principali attori, che va nella direzione della semplificazione della gestione, dell’interconnessione tra strutture e di una maggiore efficacia progettuale e di investimento. In regione ci sono altri gestori in-house che potrebbero seguire il medesimo percorso virtuoso, con l’obiettivo di garantire qualità del servizio e controllo dei prezzi a beneficio della comunità».
Un gestore unico e strutturato del servizio, infatti, può gestire la risorsa idrica in modo più efficiente e sostenibile: rafforza la capacità di rispondere alle sfide ambientali e tecnologiche, possiede maggiore solidità finanziaria e maggiore resilienza nell’affrontare le eventuali criticità del mercato e i nuovi investimenti, potenzia l’interconnessione delle infrastrutture idriche, attiva economie di scala utili a contenere i costi, implementare l’efficienza e generare benefici tangibili sulla qualità del servizio e sulle tariffe per i cittadini.
«Il progetto industriale – afferma il Presidente di Cafc Spa, Salvatore Benigno – prevede tutele per il personale,investimenti costanti sui territori serviti per circa 60 milioni di Eur/anno, adeguata rappresentanza negli organi di governance societaria. È stato un passo importante, coerente con la nostra storia di crescita continua per linee esterne, coniugando efficienza gestionale e valore aggiunto per le Comunità territoriali. Ora ci aspetta la fase operativa con una completa integrazione organizzativa armonizzando complessi processi aziendali garantendo al contempo continuità nel servizio erogato, senza perdere di vista i nuovi obiettivi di crescita dimensionale che i soci ci daranno a cominciare con l’integrazione con il settore della gestione dei rifiuti urbani».

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In copertina e all’interno due immagini della sede del Cafc in viale Palmanova a Udine.

Pordenone, il progetto “Piccoli Lumière” anche quest’anno tra i migliori d’Italia: la Scuola dell’infanzia Melarancia è terza

Il Ministero dell’Istruzione ha diffuso la graduatoria dei progetti finanziati nell’ambito del bando “Il linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione e formazione”, parte del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola. Tra le proposte premiate figura anche quest’anno “Piccoli Lumière”, presentato dalla Scuola dell’Infanzia della cooperativa Melarancia di Pordenone, che si è distinta ottenendo il terzo posto a livello nazionale. «Congratulazioni a Melarancia – ha affermato Fabio Dubolino, presidente di Confcooperative Pordenone, di cui la cooperativa fa parte – per questo riconoscimento importante che segue quello dello scorso anno. Il Ministero ha riconosciuto come questo progetto sia capace di unire valori educativi a elementi di crescita culturale a partire dalla più giovane età. Anche questo è un modo di fare cooperazione con sensibilità e attenzione verso il territorio e le comunità.


L’iniziativa, alla sua seconda edizione, raggiungerà 19 classi dell’infanzia e primarie del territorio pordenonese. Il programma prevede matinée cinematografiche con cortometraggi d’animazione internazionali, laboratori creativi, materiali didattici dedicati e specifici percorsi formativi per gli insegnanti. Per la realizzazione del progetto, Melarancia ha coinvolto numerosi enti che operano nella promozione della cultura filmica e nell’educazione all’immagine: Cinemazero, l’Associazione Viva Comix, l’Associazione Mhouse Lab, la Cineteca del Friuli e l’Università di Padova (Dipartimento FSPPA). Una collaborazione ampia che porterà nelle scuole competenze professionali e materiali di alto livello.
Per Melarancia questa è un’altra occasione importante per creare una sinergia educativa con le insegnanti, nella quale i percorsi e gli obiettivi sono condivisi per ogni singola classe. Il cinema rappresenta un mezzo educativo privilegiato. «Dare voce ai bambini significa valorizzare creatività, pensiero critico e capacità di relazione», sottolineano gli educatori. «Attraverso le immagini in movimento – aggiungono – i più piccoli possono esplorare se stessi, comprendere gli altri e imparare a cooperare e le esperienze dirette e le attività laboratoriali valorizzano e amplificano l’apprendimento di ciascuno».
Con “Piccoli Lumière”, la Cooperativa Melarancia si conferma come agenzia educativa attenta all’innovazione didattica e alla diffusione della cultura audiovisiva sin dai primi anni di formazione, realmente impegnata a costruire reti solide con gli insegnanti, che condividono la stessa visione di bambino, rispettosa dei bisogni e dei tempi individuali.

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In copertina e all’interno tre immagini dedicate al progetto della scuola Melarancia.