Terzo settore, fiscalità e contributi: oggi incontro con le Pro Loco Fvg a Turriaco. Domani sera a Manzano e infine a Porcia

Terzo incontro sulla fiscalità del Terzo settore e sulle provvidenze regionali previste a tale riguardo, nell’ambito del ciclo informativo organizzato dalle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. Dopo gli incontri di Codroipo e Tolmezzo, oggi, 19 gennaio, l’appuntamento è a Turriaco, in provincia di Gorizia, nella sala consiliare (ore 18.45), mentre domani sarà a Manzano nell’Antico Foledor Boschetti-della Torre, alle 19.15. L’ultimo incontro programmato si terrà lunedì 26 gennaio a Porcia, nel Centro Socio assistenziale  – sala Diemoz, alle 18.45. Ricordiamo che la partecipazione è aperta non solo ai rappresentanti delle Pro Loco, ma anche ai rispettivi commercialisti/consulenti fiscali e ad altre associazioni interessate alle tematiche trattate.
«Un ciclo di incontri – commenta il presidente delle Pro Loco Fvg Pietro De Marchi – organizzato dopo l’entrata finalmente in vigore della parte fiscale della riforma del Terzo settore e della pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate della bozza di circolare sulla disciplina fiscale degli enti. Argomenti questi di cruciale interesse non solo per le nostre aderenti storiche ma anche per le nuove arrivate, visto che stiamo raggiungendo quota 250 Pro Loco iscritte al Comitato regionale. Per loro come per altri esponenti del mondo del Terzo settore abbiamo pensato assieme al presidente Bordin questi momenti riguardanti tutte le ultime novità fiscali e di contributi. Anche questa attività è prestata nell’ambito dei servizi gratuiti erogati dallo Sportello Sos Eventi Fvg che grazie a fondi regionali gestiamo a Villa Manin per tutto il Terzo settore del Friuli Venezia Giulia».

Per ulteriori chiarimenti info@prolocoregionefvg.it o attraverso il portale istituzionale dell’Unione regionale delle Pro Loco Fvg.

Il Giglio, la cooperativa sociale risponde al caro energia con un nuovo fotovoltaico

Il caro energia aveva “colpito” pesantemente i conti, con bollette lievitate di oltre il 70%: da qui la svolta green e sostenibile della cooperativa sociale Il Giglio di Porcia (aderente a Confcooperative Pordenone), che ha installato, grazie al sostegno di Fondazione Friuli, un nuovo impianto fotovoltaico con batteria di accumulo che ha permesso di far riequilibrare i conti. Il progetto, denominato #EcoGiglio, corona al meglio i 37 anni di attività della cooperativa la quale opera a favore delle persone con disabilità. “Siamo ai primi giorni di attività del nuovo impianto – spiega il direttore generale della cooperativa Mattia Galli – e già sta portando ad una notevole diminuzione del costo delle utenze relative all’energia elettrica della comunità alloggio “Casa Giglio” che ospita attualmente 11 persone con disabilità, alle quali spesso se ne aggiungono altre per periodi programmati”.
Il nuovo impianto fotovoltaico ha una potenza nominale di 15,84 kWp comprensivo di inverter ibrido di nuova generazione e sistema di accumulo dell’energia da 15 kWh. “I costi per l’installazione hanno visto il prezioso sostegno di Fondazione Friuli – prosegue Galli – senza la quale non avremmo potuto realizzare questo progetto con il quale rispondiamo anche agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’Onu, utilizzando energia pulita. Già ora, oltre alle ore diurne, stiamo utilizzando anche per una parte della sera il resto dell’energia elettrica accumulata durante il giorno. Grazie a questo autoconsumo abbiamo calcolato che indicativamente risparmieremo tra i 4 e i 6 mila euro l’anno”.
“Un’iniziativa – commenta Fabio Dubolino, presidente di Confcooperative Pordenone – che unisce attenzione agli impatti sociale ed ambientale: la cooperativa Il Giglio si conferma attenta e buon esempio per il territorio e la comunità nella quale è inserita dimostrandosi capace di guardare al futuro con azioni concrete. Era già successo ai tempi delle prime ondate di Covid-19, quando erano riusciti a garantire la continuità delle attività agli utenti attraverso la creazione della piattaforma on demand “G|Share” studiata ad hoc per persone con disabilità con tutorial video oltre a collegamenti online. Ci uniamo, inoltre, al ringraziamento alla Fondazione Friuli, fondamentale in questa ed in altre innumerevoli sfide che possiamo portare avanti insieme come soggetti territoriali di valore: la cooperativa Il Giglio, Fondazione Friuli e Confcooperative Pordenone. Anche questa è cooperazione”.

—^—

In copertina, i pannelli solari sistemati sul tetto della cooperativa di Porcia.

Ater Pordenone, da oggi bandi per alloggi di edilizia sovvenzionata a Fontanafredda e a Porcia. Ma anche in altri nove Comuni

Nuovi bandi di concorso per l’assegnazione di alloggi di edilizia sovvenzionata Ater Pordenone a partire da oggi, 17 aprile. Si tratta dei bandi per la formazione delle graduatorie degli aspiranti locatari nei Comuni di Fontanafredda e Porcia. Inoltre, sono aperti anche tre bandi di concorso comprensoriale: Aviano e Budoia; Azzano Decimo e Fiume Veneto; Andreis, Barcis, Cimolais, Claut, Erto e Casso.

Giovanni Tassan Zanin

La necessità di aprire bandi per le località citate è nata dal fatto che le precedenti graduatorie erano andate a scorrimento man mano che si liberavano alloggi, fino all’esigenza attuale di definire nuovi elenchi di locatari. «Attraverso questi nuovi bandi – ha commentato il presidente di Ater Pordenone, ingegnere Giovanni Tassan Zanin – avremo delle graduatorie definite a livello territoriale, attraverso le quali individuare rapidamente i locatari di alloggi ogni volta in cui questi si rendono di nuovo disponibili nelle diverse località. In tale modo rispondiamo al nostro scopo istituzionale, ancora più importante in questi periodi di crisi abitativa: dare una casa a chi ne ha bisogno e necessità».
Le domande dovranno pervenire entro venerdì 19 luglio alla sede dell’Ater – via Candiani, 32 – 33170 Pordenone. Vanno redatte su apposito modulo fornito dall’Ater stessa, da ritirarsi anche nelle sedi dei suddetti Comuni, o scaricandolo dal sito web www.pordenone.aterfvg.it. L’ufficio Assegnazioni dell’Ater Pordenone consiglia di non attendere gli ultimi giorni per la consegna dei moduli e della relativa documentazione. Per questo è preferibile prendere appuntamento utilizzando il servizio elimina code CODAQ disponibile nella home page del sito dell’Ater o telefonando allo 0434.223354. L’ufficio Assegnazioni è aperto al pubblico dalle 10 alle 12.45 nei giorni feriali (escluso il sabato) ed il lunedì anche dalle 16 alle 17.45. Per partecipare ai bandi, gli aspiranti dovranno dichiarare anche il proprio Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) che non deve essere superiore ai 20 mila euro.

—^—

In copertina, la sede di Ater Pordenone dove vanno presentate le domande.

Maltempo, 47 gli edifici danneggiati di proprietà dell’Ater Pordenone

Sono 47 gli edifici di proprietà dell’Ater Pordenone, situati in 18 Comuni della Destra Tagliamento, che sono stati danneggiati nell’ondata di maltempo della sera di lunedì e della mattina di ieri. I danni principali agli alloggi di edilizia popolare riguardano tetti, lucernari, tapparelle, cappotti esterni e alberi caduti nei pressi degli immobili.

Giovanni Tassan Zanin


Dall’Azienda fanno sapere che si sta già predisponendo un piano d’intervento. “Non appena le condizioni – ha anticipato il presidente di Ater Pordenone, ingegner Giovanni Tassan Zanin -, con la fine dell’allerta maltempo, permetteranno di accedere alle parti danneggiate le metteremo in sicurezza. Va detto che in alcuni fabbricati stiamo già intervenendo. A quel punto potremmo pensare anche all’esecuzione dei lavori per la rimessa in pristino definitiva, consci che ci vorrà pazienza considerato che le ditte sono chiamate in queste ore su più fronti, vista la larga parte di territorio che è stata colpita. In ogni caso, noi stiamo operando con la direzione e i nostri uffici per intervenire nel modo più rapido possibile, raccogliendo anche le segnalazioni dei residenti”.
Questo il quadro degli edifici colpiti: Sequals 1 edificio, Aviano 2, Valvasone Arzene 1, Cordenons 1, Fontanafredda 1, Sacile 3, Pordenone 5, Porcia 1, Casarsa 2, Fiume Veneto 5, Brugnera 3, San Vito al Tagliamento 11, Prata 2, Azzano Decimo 3, Chions 1, Sesto al Reghena 2, Morsano 1, Cordovado 2.

—^—

In copertina, ecco la sede dell’Ater (edilizia popolare) della provincia di Pordenone.

Si chiude un anno tutto da ricordare per Laluna a San Giovanni di Casarsa

Una grande squadra di volontari (sono oltre 60), dodici persone con disabilità coinvolte in progetti di vita indipendente tra Casarsa, Porcia e Sacile, una trentina di soci e altrettanti dipendenti. Questi sono solo alcuni dei numeri dell’associazione Laluna impresa sociale per questo 2022 che sta per concludersi. L’associazione si è recentemente fatta in tre: infatti, al sodalizio è stata affiancata un’organizzazione di volontariato “Oltre Laluna – Odv” che si dedica allo sviluppo e supporto delle attività di volontariato e un’associazione sportiva dilettantistica “Attivamente” che concentra le sue attività in ambito sportivo con particolare attenzione all’integrazione delle persone con disabilità. In totale, sono stati realizzati oltre una trentina tra progetti e attività. Con la fine dell’anno, il sodalizio ha voluto ringraziare coloro che collaborano con essa e la sostengono, dai tanti volontari alla Fondazione Friuli, Friulovest Banca e anche molti privati del territorio per i finanziamenti e le donazioni.
«Siamo una grande squadra con tanti progetti in mente – ha spiegato Francesco Osquino, presidente de Laluna – da sempre attenti al tema dell’autonomia, della dignità e inclusione delle persone con disabilità. Il 2022 è stato l’anno della ripresa delle attività sociali, dopo gli anni difficili della pandemia. Infatti, ad ottobre abbiamo tenuto una due giorni di studio ed incontro sui temi di cittadinanza attiva e disabilità in una società in trasformazione aperti al pubblico che è stata l’occasione per un confronto tra operatori, volontari e cittadini sui temi legati al cambiamento sociale e alla disabilità, con anche tante riflessioni sul territorio e la cittadinanza attiva, con anche il tema dell’anzianità che ci sta particolarmente a cuore».

Il presidente Francesco Osquino.

Ad oggi, Laluna gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita una decina di persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna con quattro persone e diversi progetti di “abitare sociale” tra cui i percorsi di propedeutica all’autonomia abitativa “Via Colombo” a Sacile con tre persone e “Casa Facca” a Fiume Veneto con tre persone, ideati per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva, e i progetti di vita indipendente. Nel corso del 2022 questi progetti di vita indipendente sono aumentati: ad oggi, sono 12 le persone che hanno intrapreso questo percorso tra Casarsa, Porcia e Sacile con 9 appartamenti abitati. Nella sede di San Giovanni è stato, inoltre, avviato il progetto di cohousing “Lalunanuova” in cui sono state introdotte due mediatrici di comunità. Oltre a questo l’associazione sangiovannese si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi. Vi è poi il progetto di Ortoattivo Pet che ha offerto attività nel corso dell’anno alle scuole del territorio, grazie anche al contributo dell’Otto per Mille alla Chiesa Valdese. Un successo è stata la proposta di gift card Ortoattivo Pet per regalare un’ora di attività con gli asini Dalia, Iris e Marcello ai bambini. Sono stati, inoltre, proposti degli interventi alla scuola superiore Le Filanderie di San Vito al Tagliamento e al Progetto Giovani del Comune di Casarsa della Delizia. «Ringraziamo gli oltre 60 volontari – ha aggiunto Osquino – che dedicano con passione il loro tempo e le loro risorse a sostenerci. In particolare gli scout di San Giovanni che vengono per delle ore di volontariato e alcune classi di catechismo di San Giovanni. Inoltre, ringraziamo Fondazione Friuli, Friulovest Banca e anche molti privati del territorio per i finanziamenti e le donazioni a nostro favore che ci permettono di realizzare tanti sogni».

Il giardino nella sede Laluna.

Ma Laluna è anche aggregazione. Infatti, con Attivamente Asd, affiliata a Libertas e a Uisp, sono stati organizzati corsi di yoga, micromovimenti e stretching, ginnastica antalgica, tai chi e calcio camminato. Nel corso del 2022 è nato anche un nuovo progetto in seno a Laluna: Scur di Luna, progetto di pasticceria artigianale etica e sociale all’insegna dell’inclusione sociale nato dalla collaborazione con l’Oste Scur ovvero con due professionisti nel campo dei prodotti da forno da sempre attenti al tema dell’autonomia, della dignità e inclusione delle persone con disabilità. «Scur di Luna è un progetto che parla di dignità, inclusione e umanità – ha concluso Osquino -, Tutti i prodotti Scur di Luna sono realizzati da persone con disabilità inserite nei progetti della nostra associazione. Grazie a questo progetto, alcune persone con disabilità hanno potuto sperimentare la propria autonomia ed imparare nuove competenze». I primi biscotti sono stati venduti durante la Sagra del Vino di Casarsa, ad aprile e durante i mercatini di Natale dell’8 dicembre a San Giovanni.

—^—

In copertina e qui sopra ragazzi impegnati nella preparazione dei biscotti.

Porcia, alla cooperativa sociale Il Giglio nuovo automezzo per le persone disabili

Un nuovo automezzo per rispondere alle esigenze degli utenti della cooperativa sociale Il Giglio di Porcia (aderente a Confcooperative Pordenone), che si occupa principalmente di persone con disabilità: la solidarietà del territorio ha reso realtà il progetto #GiglioOnTheRoad, con l’acquisto di un Toyota Proace City allestito per trasporto di persone in carrozzina. I fondi sono stati stanziati dalla Fondazione Friuli nell’ambito del Bando Welfare e dall’Organizzazione di volontariato Dipendenti e Pensionati Unicredit Fvg per la Solidarietà.
L’esigenza dell’automobile era divenuta pressante. «Negli ultimi anni – spiega il direttore generale della cooperativa Mattia Galli – il numero di utenti residenti nella nostra “Casa Giglio” (centro residenziale per persone con disabilità, ndr) è aumentato notevolmente. A loro si aggiungono spesso ulteriori utenti per periodi temporanei programmati. La conformazione del servizio che è attivo 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, richiede un’ampia flessibilità per garantire all’utenza tutta l’assistenza e la cura necessarie; ciò è possibile solamente avendo sempre a disposizione mezzi ed attrezzature propri, tanto più ora che, con il passare degli anni, sta aumentando sempre più il numero di utenti che, invecchiando, necessita dell’ausilio della carrozzina per gli spostamenti e di sempre più accompagnamenti a visite mediche e altre uscite».
Non solo: per quattro pomeriggi a settimana la cooperativa fornisce servizi a persone con disabilità esterne al proprio centro. A questo si aggiunge che dalla seconda metà del 2021 Il Giglio ha iniziato anche ad erogare quotidianamente servizi di educativa domiciliare a famiglie e minori in stato di necessità: pure per loro è fondamentale avere a disposizione sufficienti veicoli per poter erogare il servizio.
Il nuovo mezzo non avrà quindi solo un’utilità pratica, ma anche di mission cooperativa favorendo l’inclusione ed incrementando il numero e la qualità dei servizi di utilità sociale che la Cooperativa Il Giglio eroga da ormai 35 anni. «Grazie al sostegno prezioso della Fondazione Friuli e dell’Organizzazione di volontariato Dipendenti e Pensionati Unicredit Fvg per la Solidarietà – sottolinea Galli – potremo incrementare le attività volte a promuovere l’autodeterminazione e l’inclusione sociale delle persone con disabilità (e non solo) uscendo il più possibile dalle nostre strutture. In questo modo, potranno avvenire un’integrazione ed uno scambio reciproco con il territorio e con la comunità». «Ed è proprio questo dialogo con territorio e comunità – gli fa eco Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – che rende ancora più viva l’azione di una cooperativa sociale. Auguriamo tanti viaggi alla scoperta del mondo agli utenti de Il Giglio, visto che anche quello della mobilità è un diritto che va tutelato e promosso».

 

Porcia, Dante ispira ai centri diurni la mostra delle cooperative sociali

Il lavoro delle persone con disabilità in una mostra ispirata dai versi immortali di Dante Alighieri: è quanto accade a Porcia dove il Casello di Guardia ospita fino al 9 ottobre l’esposizione “Donne ch’avete intelletto d’Amore”. Un progetto giunto alla sua seconda edizione e che permette di ammirare i manufatti artistici realizzati da persone con disabilità che frequentano i centri diurni delle cooperative sociali Il Giglio, Airone e la Bottega del Legno – Acli (aderenti a Confcooperative Pordenone). Il tutto con il patrocinio del Comune di Porcia.
«L’esposizione – spiegano le tre cooperative – prevede un percorso di scoperta sia della figura femminile che del sommo poeta. Vogliamo mostrare il nostro viaggio artistico nell’analizzare la figura della donna, dalla Dea Madre alle grandi donne della storia, compresa Gemma Donati, la quasi sconosciuta moglie di Dante». «Fondamentale la collaborazione tra le tre cooperative sociali del territorio – commenta il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – per un progetto che apre idealmente le porte dei centri diurni alle comunità, che possono così conoscere e apprezzare le attività che vi si svolgono dando valore all’impegno delle persone con disabilità».
La mostra è a ingresso libero nei seguenti orari: 7 ottobre 9-12; 8 e 9 ottobre 10-12 e 16-18.30.

La mostra di Porcia.

 

All’Airone di Porcia un ascensore contro le barriere architettoniche

Giornata importante a Porcia, nella sede della cooperativa sociale di solidarietà familiare, realtà aderente a Confcooperative Pordenone. È stato infatti inaugurato il montapersone che, abbattendo le barriere architettoniche, agevolerà gli spostamenti nel Centro Educativo Occupazionale Diurno Airone alle persone con disabilità che ne frequentano i servizi. Una piccola cerimonia ha coinvolto gli 14 ospiti del centro diurno che, dopo il taglio del nastro alla presenza del sindaco Marco Sartini, e dell’assessore alle Politiche sociali Fiorella Geretto, dell’assessore alla Opere pubbliche Michela Cancian, dell’assistente sociale Carlo Gardenal e del parroco don Lino di Sant’Agnese, hanno partecipato ad un momento privato conviviale nel giardino della sede della cooperativa insieme a tutto lo staff della cooperativa, consiglieri e soci.
«Ringraziamo l’amministrazione comunale – ha affermato Roberta Varuzza, la presidente della cooperativa – per il sostegno che sempre ci dimostra e per averci sostenuto nella costruzione di questo montapersone che aiuterà nell’autonomia e agevolerà gli spostamenti dei nostri utenti, in particolare di quelli con difficoltà motorie. Siamo felici di aver potuto festeggiare questa piccola conquista per la mobilità delle persone con disabilità – ha aggiunto – con un momento di festa, purtroppo ancora in forma privata a causa delle misure anti pandemiche che dobbiamo ancora rispettare per la tutela dei nostri utenti. Ma ci auguriamo che presto, tutta la comunità di Porcia che sempre ci è vicina e ci sostiene, possa festeggiare insieme a noi, in una ritrovata socialità».

«L’inaugurazione dell’ascensore di Airone – ha commentato il sindaco di Porcia, Marco Sartini – è un elemento di grande importanza per tutta questa realtà che offre con dedizione e passione un servizio a persone fragili e disabili. Da oggi potranno finalmente accedere ai servizi di tutti i piani con una libertà più ampia rispetto a prima. Per la nostra Amministrazione questo è il risultato e il frutto di un grande lavoro, prima di ricerca di contributi e poi nella parte realizzativa per un continuo miglioramento delle strutture esistenti, che vogliamo portare all’interno del nostro Comune».  «La realizzazione di questo ascensore – ha aggiunto l’assessore alle politiche sociali Fiorella Geretto – è un grande traguardo per tutta la nostra comunità e un importante obiettivo che siamo riusciti a realizzare come Amministrazione. Un servizio necessario per una struttura dedicata a persone con disabilità che da oggi hanno sicuramente un aiuto e un grande supporto per facilitare la loro vita».
«Una giornata – ha sottolineato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone che ha inviato le sue congratulazioni – che ci aiuta a guardare al futuro, dopo le sfide della pandemia che tanto hanno segnato l’attività delle cooperative sociali. All’interno di un progetto di rinnovamento, che coinvolge anche la sua immagine, il centro Airone della cooperativa Solidarietà familiare grazie a questo miglioramento rappresentato dal montapersone pone le basi per un’azione sempre più a vantaggio delle comunità e del territorio. Come dimostra la vicinanza dell’Amministrazione comunale, questo rapporto è già forte».

Dal 1983, la cooperativa è attiva sul territorio di Porcia con servizi socio-educativi e familiari per promuovere l’autonomia, l’integrazione ed il benessere di persone con disabilità e dare sollievo concreto e prospettive alle famiglie. Recentemente la Onlus ha scelto di rinnovarsi, cambiando la propria immagine (inserendovi un airone che spicca il volo) e rinnovando il sito internet. «Ci sono cose che cambiano ed altre che restano immutate nel tempo. Noi della Cooperativa Sociale di Solidarietà Familiare Onlus – cooperativa Airone – abbiamo deciso di cambiare – conclude Varuzza -: un marchio più semplice ed immediato e un sito moderno ed aggiornato, destinato a diventare il punto di contatto e relazione con il mondo che ci circonda».
La cooperativa sociale ha lanciato anche la sua campagna per il 5×1000 a sostegno dei suoi progetti a favore dell’integrazione di persone con disabilità e minori fragili. Per devolvere il cinque per mille alla cooperativa di Porcia è sufficiente firmare nell’apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale 00593910938.

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia inaugurale al Centro Airone.

A Pordenone il riuso dei tessuti entra in classe con la cooperativa Karpós e Gea

L’impegno nel riciclo e riuso creativo di filati e tessuti entra a scuola grazie alla cooperativa sociale Karpós di Porcia che, in collaborazione con Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa, ha realizzato durante l’anno scolastico alcuni percorsi di educazione ambientale. Sono stati coinvolti oltre 200 studenti delle primarie dell’area pordenonese, in due periodi, in autunno e in primavera, ciascuno diviso nei rispettivi gruppi classe delle diverse scuole che hanno aderito. Per qualche giorno, le classi si sono trasformate in piccoli laboratori sartoriali dove gli alunni hanno sperimentato l’utilizzo di ago e filo e, guidati da sarte esperte, hanno sperimentato il funzionamento anche delle macchine da cucire e del ferro da stiro.
«Grazie alla collaborazione con Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa che organizza i percorsi di educazione ambientale nelle scuole del Pordenonese – ha spiegato Paola Marano, presidente di Karpós – abbiamo potuto entrare in alcuni istituti scolastici e fare attività direttamente con gli alunni. Quest’anno abbiamo scelto di lavorare con vecchi tessuti e i bambini hanno realizzato con entusiasmo dei veri capolavori originali. Abbiamo così insegnato loro che differenziare può essere divertente e che il rispetto per l’ambiente è davvero importante, dal momento che le risorse della Terra non sono infinite». Gli alunni hanno realizzato presine, ma anche collane e braccialetti utilizzando oggetti e tessuti destinati ad essere buttati via.
Quella dei percorsi di educazione ambientale è un’iniziativa che la cooperativa sociale Karpós sta pensando di sviluppare anche all’interno del nuovo Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti con sede a Torre di Pordenone. «Vorremmo che il nostro Ridoprìn Lab – ha concluso Marano – diventasse sempre più un luogo di scambio e d’incontro, anche intergenerazionale. Pensiamo di organizzare dei laboratori didattici sul riciclo per insegnare la sostenibilità ambientale e ringraziamo Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa per averci coinvolti in questo progetto che ci permette di parlare alle nuove generazioni di rispetto per la terra ed economia circolare».

—^—

In copertina e all’interno tre immagini dei laboratori organizzati nelle scuole.

Porcia, da Karpόs un appello ad aiutare le donne colpite dal Covid col Ridoprìn Lab

Le donne sono le principali vittime delle crisi scatenate nell’ultimo anno dalla pandemia da Covid-19. Un conto non solo sociale, ma anche economico. Per fornire un aiuto concreto alle donne sul territorio, la cooperativa sociale Karpόs di Porcia lancia un appello a sostenerla attraverso lo strumento del 5 per mille che andrà destinato al nuovo progetto “Ridoprìn Lab”, il laboratorio al femminile con sede a Torre di Pordenone di recupero tessuti e oggetti che mira al reinserimento occupazionale di donne fragili. Richiamando il verbo friulano “Tornìn a doprâ” cioè “riusiamo”, il laboratorio mira a dare occupazione alle donne più fragili contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo dell’economia circolare, amica dell’ambiente, in cui si dà nuova vita a oggetti vecchi invece di gettarli nei rifiuti. Per devolvere il 5 per mille alla cooperativa sociale Karpόs è sufficiente firmare nell’apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale 01500940935.

Paola Marano

«Ci rendiamo conto che le donne – informa Paola Marano, presidente di Karpόs – sono le principali vittime economiche e sociali della pandemia ed è riflettendo su questa situazione che noi di Karpόs, cooperativa al femminile visto che ben il 60% delle persone che ci lavorano è donna, abbiamo scelto di destinare il 5 per mille al progetto “Ridoprìn Lab” che è incentrato sulla sostenibilità ambientale e sulla creazione di nuove opportunità lavorative per il reinserimento occupazionale di donne in situazione di svantaggio o ricomprese nelle fasce deboli».
Il nuovo laboratorio sartoriale “Ridoprìn Lab”, che come detto ha sede a Torre di Pordenone, nasce a distanza di un secolo dalla fondazione della Cooperativa dell’Ago ad opera di don Giuseppe Lozer, una delle figure più importanti della cooperazione del Friuli occidentale, che tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento, fu artefice di molte cooperative in aiuto alla popolazione locale.
«Dopo aver lanciato un appello ad aziende, negozi e privati a donarci del materiale di merceria o qualsiasi tipo di materiale tessile, anche confezionato, che non utilizzano più – ha aggiunto Paola Marano – per far partire il nostro progetto, ora chiediamo nuovamente il supporto ai nostri soci, amici e simpatizzanti e agli abitanti di Torre dove sorgerà il laboratorio, di devolvere il 5 per mille a favore della nostra cooperativa per dare concretezza a questo bellissimo progetto dedicato alle donne».
La cooperativa Karpόs vanta un’ultradecennale esperienza nell’ambito dell’attività di riciclo e riutilizzo dei beni a “a fine vita”, specializzata nella gestione dei rifiuti, conta 39 tra soci e dipendenti di cui il 52% svantaggiati.

—^—

In copertina, la sede del laboratorio di  Karpόs a Torre di Pordenone.