Sanità e strutture private accreditate: Assosalute Fvg con il presidente Riccobon replica alla Lega sulle criticità

Botta e risposta sulla sanità in Friuli Venezia Giulia. Assosalute Fvg ritiene, infatti, che le considerazioni sulle strutture sanitarie private accreditate contenute in un documento della Lega «non colgano pienamente la complessità del settore e della realtà operativa». Per questo, l’associazione risponde punto per punto alle criticità sollevate attraverso la voce del presidente Claudio Riccobon. Ecco, pertanto, la sua posizione esposta nel comunicato che si riporta integralmente:

Claudio Riccobon

«Capacità di governo e controllo – Non c’è alcun indebolimento della capacità di controllo e di programmazione della Regione sull’operato dei privati accreditati: al contrario, essa risulta rafforzata. L’ultimo rinnovo dell’accordo triennale per il triennio 2026–2028 prevede infatti l’incremento del vincolo di individuazione delle attività erogabili dal privato accreditato, che passa dal 70% all’80%. In termini chiari, sul 100% del budget dedicato alle prestazioni erogabili: il 50% viene determinato dalla Regione; il 30% viene definito dalle Aziende sanitarie in base alle esigenze specifiche dei territori per un totale dell’80%. Solo il restante 20% è gestito dalla struttura, e comunque esclusivamente a completamento delle prestazioni erogate nell’ambito delle specialità accreditate».

«Monitoraggio esiti clinici – Le strutture sanitarie private convenzionate sono sottoposte dall’Azienda sanitaria a puntuali controlli semestrali sull’appropriatezza dei ricoveri e sugli esiti clinici degli stessi».

«Monitoraggio e contenimento dei costi – Da anni il privato accreditato chiede un confronto strutturato e l’apertura di un tavolo di lavoro sulla differenza dei costi sostenuti da pubblico e privato a parità di prestazioni. È facilmente verificabile come, sulle medesime prestazioni, i costi risultino in linea e frequentemente superiori nella sanità pubblica. Non solo: il nuovo nomenclatore nazionale sulle prestazioni ambulatoriali ha inopportunamente abbassato numerose tariffe, tanto da essere stato annullato a livello nazionale. Su questo tema, stiamo lavorando al tavolo con la Regione e, nel frattempo, stiamo lavorando sottocosto per numerose prestazioni per garantire alla comunità la certezza e la continuità del servizio».

«Liste d’attesa – L’apporto del privato accreditato alla riduzione dei tempi di attesa risulta chiaramente riscontrabile nelle prestazioni erogate ed è stato riconosciuto dalle Aziende sanitarie».

«Chirurgia oncologica – Realizziamo con rammarico che la Regione abbia deciso di non avere al proprio fianco un privato accreditato qualificato, come ad esempio in Veneto o in Emilia Romagna, che offra prestazioni di medio-alta complessità, che possa diventare utile confronto con gli erogatori pubblici e che contribuisca al miglioramento della qualità della chirurgia oncologica, contenendo anche i tempi d’attesa. È il caso, per esempio, del Policlinico Città di Udine, unica struttura in provincia di Udine ad aver raggiunto il valore soglia sul tumore alla mammella oltre all’Ospedale Santa Maria della Misericordia. Tuttavia, come privati accreditati, abbiamo ritenuto giusto facilitare la transizione della casistica verso il pubblico per applicare il piano oncologico. Se l’obiettivo è avere strutture valide, capaci e competenti, dobbiamo accettare di concentrare le casistiche in modo da garantire sicurezza e competenza al cittadino: tale risoluzione, però, va accolta anche dalle strutture pubbliche».

Sanità, al Policlinico Città di Udine il “bollino rosa” per il bienno 2026-2027. L’impegno per la salute della donna

Il Policlinico Città di Udine ha ottenuto per la prima volta il Bollino Rosa della Fondazione Onda Ets per il biennio 2026-2027: viene assegnato alle strutture sanitarie che offrono servizi di prevenzione, diagnosi e cura, non solo delle specifiche problematiche di salute femminile, ma anche di quelle patologie trasversali a uomini e donne, per cui vengono realizzati percorsi ospedalieri “in ottica di genere”. I 370 ospedali premiati con il Bollino acquisiscono un valore distintivo e differenziante nel panorama sanitario nazionale: Policlinico Città di Udine entra così in una rete virtuosa, istituzionalmente riconosciuta, contraddistinta per l’impegno e l’attenzione alle esigenze di salute femminile e il supporto offerto alle donne nell’identificazione consapevole del luogo di cura più appropriato.

Una mamma in attesa.

Per offrire un percorso completo di prevenzione, diagnosi e cura dedicato alle specifiche esigenze di salute della donna in ogni fase della vita, il Policlinico ha recentemente aperto il Centro Menopausa. Si tratta di un ambulatorio multidisciplinare che affronta questo delicato momento della vita femminile con un approccio strutturato e completo che comprende ginecologi specializzati, medici esperti nel metabolismo dell’osso ed endocrinologi e prende in carico la salute della paziente a 360 gradi. Si parte da un’approfondita visita ginecologica in base alla quale lo specialista stabilisce le ulteriori eventuali indagini da fare (ecografia, isteroscopia, mammografia, esami del sangue, densitometria ossea) che possono coinvolgere, a seconda dei casi, una serie di altre specialità: oltre all’endocrinologia, anche reumatologia, cardiologia e radiologia per una valutazione complessiva della salute, diversa per ogni donna.
Completamente nuovi anche gli ambulatori dedicati alla Senologia: sono stati spostati allo stesso piano della diagnostica per immagini e quindi accanto alle stanze dedicate alla mammografia con una nuova sala d’attesa dedicata. In questo modo le pazienti possono eseguire con comodità mammografia, ecografia al seno e ricevere il referto finale senza spostarsi all’interno della struttura.
Policlinico dedica particolare attenzione anche alle patologie del pavimento pelvico, alla prevenzione, diagnosi e cura dell’osteoporosi e alle patologie che riguardano donne in età fertile come endometriosi o lesioni (miomi, fibromi, polipi, ecc.) che vengono trattate con procedure endoscopiche avanzate sia con un approccio chirurgico ambulatoriale mininvasivo sia con un approccio laparoscopico. Tale approccio chirurgico ha un ulteriore fondamentale obiettivo: preservare la fertilità della donna in modo da garantirle la possibilità di portare avanti una gravidanza nell’immediato o nel futuro. Il reparto di ginecologia, infatti, lavora in stretta sinergia con quello di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) del Policlinico. Da segnalare, infine, che la struttura di viale Venezia è l’unico centro in Friuli Venezia Giulia ad offrire alle coppie la diagnosi preimpianto sull’embrione, un test genetico effettuato sulle blastocisti prima di trasferirle in utero.

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In copertina e qui sopra due immagini del Policlinico Città di Udine.

L’anemia dell’anziano patologia spesso sottovalutata domani in un convegno al Policlinico Città di Udine

L’anemia nelle persone anziane è una patologia diffusa, ma spesso sottovalutata, foriera di molte problematiche cliniche, dal generale peggioramento della qualità della vita, all’aumento delle complicanze cardio vascolari fino ad un aumento della mortalità. Se ne parla domani, 15 ottobre, alle 20, al Policlinico Città di Udine (sala formazione della Direzione) nel convegno “Le anemie: diagnosi differenziale e terapia, con particolare focus sull’anemia dell’anziano” organizzato dal dottor Federico Silvestri, specialista in ematologia e direttore della Medicina interna del Policlinico,
L’evento è dedicato ai medici di medicina generale, ma è aperto a tutti gli specialisti interessati. Dopo un inquadramento generale sulla diagnosi differenziale delle anemie e sul metabolismo del ferro, un particolare approfondimento sarà dedicato all’anemia in età avanzata, una patologia molto diffusa, ma spesso mal diagnosticata, con un grande impatto sulla vita dei pazienti e sul lavoro dei professionisti: ne verranno quindi evidenziati i problemi diagnostici e le terapie utilizzabili. Infine, il dottor Giorgio Faganello, responsabile del servizio di cardiologia del Policlinico, illustrerà le problematiche legate alla carenza di ferro nello scompenso cardiaco e il protocollo, condiviso con la Medicina, di diagnosi e terapia di tale condizione.

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In copertina, un’immagine della sede centrale del Policlinico Città di Udine.

Al Policlinico di Udine primo intervento Fvg di miolisi in laparoscopia, procedura che preserva la fertilità della donna

Al Policlinico Città di Udine è stato eseguito, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, un intervento di miolisi in laparoscopia su un fibroma uterino (tumore benigno). La miolisi è una procedura che “brucia” il fibroma disidratandolo e mandandone in necrosi il tessuto attraverso microonde oppure radiofrequenza: le microonde si utilizzano su fibromi di grosse dimensioni (superiore ai 5 cm o più piccolo, ma in rapida crescita), la radiofrequenza su formazioni più piccole. La sonda viene introdotta dal chirurgo in laparoscopia con un piccolo foro all’altezza dell’ombelico in anestesia totale ed è questa la procedura che è stata realizzata dal dottor Francesco Paolo Mangino, responsabile della ginecologia del Policlinico, assieme alla sua equipe (dottoresse Valentina Soini e Lisa Vascotto).

Claudio Riccobon


«Tale approccio chirurgico – spiega il dottor Mangino – ha un duplice valore: protegge la salute della paziente eliminando la formazione fibrosa e, allo stesso tempo, ne preserva la fertilità garantendo la possibilità di portare avanti una gravidanza anche nell’immediato futuro. Eseguendo la miolisi che non prevede tagli o suture dell’utero, infatti, la paziente può intraprendere il percorso gravidanza anche dopo un solo mese. È un risparmio di tempo importante nel caso di donne che abbiano superato i 40 anni o di pazienti più giovani che presentano un depauperamento precoce della riserva ovarica (si rileva con ecografia e dosaggi ormonali). Si tratta di un intervento di cui esiste già ampia letteratura, ma che fino ad ora non era mai stato eseguito in Fvg». La procedura classica, infatti, prevede l’estrazione del fibroma dall’utero che va quindi tagliato e poi suturato, impedendo alla donna di avere una gravidanza per un anno affinché l’utero ritorni alla normalità.
«Siamo davvero orgogliosi di questo primato per il nostro territorio – commenta il presidente e amministratore delegato, Claudio Riccobon –, poter contare sull’esperienza del dottor Mangino che ha all’attivo oltre 5mila interventi in laparoscopia ci permette di garantire alti livelli di cura alle pazienti e un reale supporto alla fertilità delle donne, con un lavoro di stretta sinergia tra la ginecologia e il nostro reparto di procreazione medicalmente assistita».
La miolisi è indicata anche per pazienti in pre-perimenopausa che hanno frequenti emorragie perché permette di combattere i sintomi senza dover asportare l’utero. In caso di fibromi di piccole dimensioni, la procedura chirurgica può essere eseguita in ambulatorio con una leggera sedazione, in regime di day hospital e senza degenza.

 

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In copertina, la equipe ginecologica del dottor Francesco Paolo Mangino attiva al Policlinico Città di Udine.

Il Policlinico Città di Udine chiede di essere inserito nel Piano oncologico della Regione Fvg: “Abbiamo i requisiti”

Il Policlinico Città di Udine chiede di essere inserito nel Piano della Rete Oncologica Regionale per il triennio 2025-2027, sottolineando – in una nota – che «il requisito di volume (135 interventi l’anno) previsto dallo stesso Piano regionale e quindi ha titolo per essere integrato nella Rete Senologica all’interno di un Dipartimento interaziendale con Asufc, in qualità di centro cosiddetto “spoke”».

Claudio Riccobon


«Avevamo segnalato già a metà del 2024 che la nostra attività chirurgica sul tumore alla mammella era in continuo aumento e che avrebbe raggiunto la soglia: – sottolinea Claudio Riccobon, presidente e amministratore delegato del Policlinico Città di Udine – ne abbiamo eseguiti 135, di cui otto bilaterali, un volume che non è raggiunto da altri ospedali pubblichi sul territorio. Essere esclusi dal Piano, invece, significa interrompere un’attività chirurgica importante, apprezzata ed erogata con tempestività e disperdere competenze professionali qualificate».
«Chiediamo alla Regione – continua pertanto Riccobon – che il nostro ruolo venga riconosciuto e che, come da parametri soddisfatti, veniamo inseriti nel Piano. Realizziamo con rammarico, invece, che la Regione non vuole realmente al proprio fianco un privato accreditato qualificato, come ad esempio in Veneto o in Emilia Romagna, che offra prestazioni di medio-alta complessità, che possa diventare utile confronto con gli erogatori pubblici e che contribuisca al miglioramento della qualità dei servizi, contenendo anche i tempi d’attesa. Anzi, il privato accreditato non viene inserito in una strategica e ben delineata programmazione di percorsi di salute. Basti pensare al tetto del 6% delle prestazioni dedicato al privato accreditato: se quella percentuale fosse alzata, la partita dei tempi di attesa di tante prestazioni, anche complesse, potrebbe essere chiusa molto facilmente e con costi certi».
«Se l’attività di chirurgia oncologica del Policlinico si interrompesse, verrebbe penalizzato il diritto alla salute delle pazienti, portatrici del diritto di scegliere il luogo nel quale sottoporsi alle cure, considerati anche i tempi di attesa del Policlinico che risultano più contenuti rispetto alle strutture pubbliche. Per tutti questi motivi – conclude Riccobon – chiediamo alla Regione un confronto per poter rivedere tale decisione».

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In copertina e all’interno due immagini esterne del Policlinico “Città di Udine”.

Regalo di Natale del Policlinico di Udine ai 270 dipendenti: bonus di seicento euro per i sessant’anni della struttura. Nuovi primari di Cardiologia e Ginecologia

Che bel regalo di Natale al Policlinico Città di Udine. L’importante struttura sanitaria di viale Venezia chiude, infatti, il 2024, anno del sessantesimo anniversario dalla sua fondazione, con un regalo ai propri dipendenti, stanziando un contributo di 600 euro a testa. Si tratta di un benefit erogato entro la fine dell’anno che può coprire diverse tipologie di spesa delle famiglie, come le bollette per le utenze domestiche (luce, gas, acqua), i canoni di affitto per la prima casa oppure gli interessi sul mutuo sempre relativo alla prima casa. L’ammontare del contributo per l’azienda è di circa 160 mila euro e interessa 270 dipendenti: si tratta di diverse figure professionali come personale amministrativo, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio e biologi, fisioterapisti, manutentori, addette alle pulizie, portinai, magazzinieri e autisti, personale infermieristico, ostetriche e operatori sociosanitari.
«Il modo migliore per celebrare un anno così significativo per la storia del Policlinico è quello di premiare il lavoro delle persone che lavorano ogni giorno con impegno e dedizione – commenta il presidente e amministratore delegato Claudio Riccobon –. Per questo abbiamo stanziato un contributo che aiuta i dipendenti a sostenere le spese e l’aumento generalizzato dei costi che ogni famiglia deve affrontare quotidianamente. Si tratta di un aiuto concreto attraverso cui l’azienda intende dire grazie ai lavoratori che ci permettono di essere da 60 anni un punto di riferimento per la salute sul territorio e un modello per la qualità della cura e l’attenzione al paziente».

Il presidente Claudio Riccobon

Intanto, Cardiologia e Ginecologia hanno visto l’arrivo di due nuovi responsabili. Si tratta del dottor Giorgio Faganello e del dottor Francesco Paolo Mangino che diventano responsabili dei due reparti al Polo 1 di viale Venezia. «Siamo orgogliosi di concludere il 2024, un anno speciale in cui abbiamo festeggiato il sessantesimo del Policlinico, dando il benvenuto a due professionisti di grande esperienza che vanno a dirigere due importanti reparti per la struttura – spiega Riccobon -. Cardiologia e Ginecologia, infatti, sono due servizi fondamentali per i nostri pazienti, accessibili sia in privato sia in convenzione con il servizio sanitario. Con l’arrivo di due nuovi professionisti di elevata competenza, garantiremo qualità ancora maggiore e specializzazione nella diagnostica precoce e nella cura».
Giorgio Faganello è specializzato in cardiologia con un particolare interesse per la diagnostica strumentale non invasiva ovvero l’ecocardiografia e la risonanza magnetica cardiaca. Ha maturato, infatti, un’ampia esperienza nell’ecocardiografia transtoracica e transesofagea 2D/3D e 4D, nell’ecocardiografia da stress, sia fisico che farmacologico, e nell’ecocontrastografia. Ha lavorato anche in Gran Bretagna, per il Servizio Sanitario Inglese (NHS), presso la Adult Congenital Heart Disease Unit del Bristol Royal Infirmary (Bristol). Si è accreditato come ecocardiografista alla British Society of Echocardiography, all’European Society of Echocardiography ed infine alla Società Italiana di Ecocardiografia e Cardio Vascular Imaging (SIECVI) dove, peraltro, è stato eletto nel board nazionale.

Giorgio Faganello

Francesco Paolo Mangino

Francesco Paolo Mangino è specializzato in ginecologia e ostetricia con un’attività trentennale presso l’ospedale Burlo Garofolo di Trieste dove è stato vicedirettore e coordinatore delle attività medico chirurgiche dal 2012 al 2017 e, successivamente, responsabile della struttura di patologia ginecologica. Da sempre si è interessato alla chirurgia endoscopica mini-invasiva sia isteroscopica che laparoscopica (con all’attivo circa 5.000 interventi), confrontandosi con patologie per preservare la fertilità (endometriosi, miomatosi), con patologie del pavimento pelvico e oncologiche. È stato tutor in numerosi master universitari sia di isteroscopia che laparoscopia, rivestendo il ruolo di Cultore della materia di endoscopia ginecologica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Trieste. È socio fondatore della Scuola italiana di chirurgia min-iinvasiva ginecologica (S.I.C.M.I.G) nata nel 2010 e Segretario regionale del Friuli Venezia Giulia della SEGI dal 2012 al 2017 (Società Italiana di Endoscopia Ginecologica).

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In copertina e qui sopra due immagini del Policlinico Città di Udine che ha 60 anni.

Dal Policlinico Città di Udine donati 124 innesti ossei alla Banca Tessuti Veneto

Sono 124 le teste di femore donate alla Banca Tessuti del Veneto dal Policlinico Città di Udine nel 2023. Si tratta di un numero davvero eccezionale, risultato della prima collaborazione in Friuli Venezia Giulia tra la Banca, il Centro Regionale Trapianti (Crt) e una struttura sanitaria privata accreditata, appunto la Casa di cura di viale Venezia. È davvero un grande traguardo se si pensa che il secondo migliore risultato è dell’ospedale di San Daniele con 30 teste di femore donate, in un momento in cui le richieste di tessuto osseo sono particolarmente numerose in tutta la regione. Un risultato notevole, sottolineato anche da Roberto Peressutti, coordinatore del Centro regionale trapianti.


Risale a febbraio 2023, infatti, il programma di donazione di teste di femore nato dalla collaborazione con il Policlinico, in particolare con il reparto di anestesia (dottoressa Marcella Brazzoni e dottor Antonio Baroselli) e quello di ortopedia diretto dal dottor Fabrizio Bassini.  «Siamo davvero orgogliosi di questo risultato e ci tengo a ringraziare il grande lavoro di squadra tra i reparti e l’impegno dei nostri medici e dei nostri operatori che l’hanno reso possibile – sottolinea il presidente e amministratore delegato del Policlinico, Claudio Riccobon -; la donazione di quella parte ossea, infatti, richiede in primis la disponibilità̀ del personale in sala operatoria e poi tutto il successivo coordinamento per il trasferimento». «Questo ottimo risultato è stato possibile grazie al lavoro dell’intero team – commenta il dottor Antonio Baroselli -. Tutti si sono impegnati a rendere possibile questo traguardo, dal personale della sala operatoria, infermieri e Oss, ai medici che quotidianamente collaborano con il reparto chirurgico e anestesiologico».
La donazione ossea non ha alcuna differenza di procedura o conseguenza per il paziente che, infatti, nella maggior parte dei casi, dà il proprio consenso alla donazione al momento dell’anamnesi pre-operatoria con il medico anestesista. Dopo l’estrazione, la testa di femore viene inviata alla Banca dei Tessuti di Treviso che fa da centro di raccolta per Friuli Venezia Giulia, Veneto, province autonome di Trento e per le Marche, eseguendo le analisi e i test previsti per l’idoneità alla donazione.
La testa del femore asportata, solitamente di un soggetto sano sotto i 70 anni, è preziosa e fondamentale per realizzare innesti di osso in chirurgia ortopedica, vertebrale, odontoiatrica e maxillofacciale. Gli innesti ossei realizzati sono stati in alcune occasioni preziosi anche per ricostruzioni in pazienti pediatrici. L’impiego del tessuto muscolo-scheletrico proveniente da donazione è inoltre indispensabile nella chirurgia dei tumori ossei, in quanto può evitare l’amputazione di arti grazie alla ricostruzione funzionale, garantendo ai pazienti un migliore recupero e una migliore qualità della vita.

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In copertina, un’immagine del Policlinico Città di Udine e all’interno il team dei sanitari del settore osseo.

Udine, Policlinico punto di riferimento in regione per la chirurgia della mano

Punto di riferimento per la chirurgia ortopedica, con un nuovo ambulatorio dedicato esclusivamente alla chirurgia della mano: il reparto di ortopedia del Policlinico Città di Udine continua a crescere e a specializzarsi grazie ad un’équipe di cinque chirurghi, coordinati dal dottor Fabrizio Bassini e con il nuovo ingresso della dottoressa Cristina Croppo.

Cristina Croppo


È proprio la dottoressa Croppo a gestire le visite dell’ambulatorio dedicato alla chirurgia della mano, creato per rispondere alle numerose richieste dei pazienti per traumi e patologie legate alla mano. Con ventennale esperienza all’Azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia, a Udine, la dottoressa Croppo è specializzata nella chirurgia della mano, con interventi di chirurgia di piccola, media ed elevata complessità.
L’assunzione della dottoressa Croppo e l’apertura dell’ambulatorio rappresentano un nuovo ulteriore passo verso l’alta specializzazione dell’équipe di ortopedia del Policlinico, in particolare per quanto riguarda la chirurgia di mano, piede, spalla, anca e ginocchio. Basti ricordare che il Policlinico è stato il primo centro in regione ad investire nel robot chirurgico Mako per gli interventi di protesi a ginocchio e anca.
Inoltre, grazie al protocollo riabilitativo post-chirurgico sviluppato insieme al centro ambulatoriale di riabilitazione ed oggi esteso anche alla chirurgia della mano, i pazienti chirurgici possono eseguire la riabilitazione direttamente con i servizi di fisiatria del Policlinico attraverso una presa in carico precoce del paziente, evitando lunghi tempi d’attesa dopo l’intervento. Il Policlinico, infatti, continua ad investire in tecnologia, risorse umane e processi per contribuire al contenimento dei tempi d’attesa sia per l’esecuzione delle visite ambulatoriali sia per quella degli interventi chirurgici.

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In copertina e qui sopra due immagini del Policlinico “Città di Udine” in viale Venezia.

Udine, nuova sezione di diagnostica per immagini (da 4 milioni) al Policlinico

È operativa la nuova sezione di diagnostica per immagini (radiologia) all’interno del Polo 1 del Policlinico Città di Udine in viale Venezia. Cinquecento metri quadri e un investimento complessivo di 4 milioni di euro per accogliere i pazienti in uno spazio ampio, confortevole e luminoso, ma soprattutto completamente rinnovato nelle dotazioni tecnologiche.
Le risonanze magnetiche, infatti, diventano due, invece di una, con tecnologia di ultima generazione da 1,5 tesla ed è nuova anche la macchina della Tac da 128 slice. «L’aumento del numero di macchinari, unito alla loro tecnologia sempre più aggiornata ci permette di essere più efficienti ed erogare molte più prestazioni – spiega Claudio Riccobon, presidente e amministratore delegato della Casa di cura –. Possiamo infatti garantire una media di 470 esami alla settimana, con un aumento del 60% in più rispetto al vecchio reparto: questo significa sia un migliore e più celere servizio al paziente sia una più accurata qualità degli esami diagnostici».
La sezione, posizionata sempre al livello -1 della struttura, è stata concepita per mettere più possibile a proprio agio i pazienti, dall’ampiezza degli spazi fino alla scelta dell’illuminazione. Le nuove risonanze presentano un tubo di entrata da 70 centimetri, il più confortevole anche per chi soffre di claustrofobia, mentre la struttura regge un peso fino a 250 chili. Il servizio di radiologia, diretta dal dottor Giorgio Pivetta, ha uno staff di 10 medici e 14 tecnici di radiologia.

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In copertina e all’interno due immagini della sezione per immagini al Policlinico udinese.

(Foto Federico D’Avella)

Accordo CiviBank-Policlinico per le prestazioni ai soci

Fornire servizi a condizioni agevolate per i propri soci rientra nello spirito mutualistico di una banca cooperativa: in tale contesto, ad arricchire il “pacchetto” di servizi già in essere, si inserisce la convenzione siglata tra il Policlinico “Città di Udine” e CiviBank che prevede la fruizione di prestazioni sanitarie (in regime privato) a prezzi calmierati ai 16 mila soci-azionisti e propri familiari della banca cividalese.
L’accordo prevede che i soci della banca possano accedere a prestazioni ambulatoriali e fisioterapiche scontate del 10 per cento e a visite specialistiche ed esami di laboratorio con lo sconto del 15 nella storica struttura del Policlinico a Udine, in viale Venezia, e anche nel nuovo Polo 2 di via Joppi.
Non solo. L’accordo prevede anche una serie di pacchetti prevenzione costruiti ad hoc e dedicati alla diagnosi precoce e al monitoraggio dei principali rischi per la salute: il check-up cardiovascolare, la prevenzione del tumore al seno e al polmone, i controlli oculistici e altro ancora.
I soci di CiviBank e loro familiari potranno ottenere tali prestazioni sanitarie attraverso una corsia preferenziale: l’ufficio convenzioni del Policlinico fornirà assistenza amministrativa e di segreteria al fine di agevolare le pratiche di prenotazione, accettazione e pagamento delle prestazioni in regime di convenzione privata. Tutto ciò potrà essere usufruito esibendo alla struttura sanitaria l’apposita card “BPC Club” che contraddistingue il socio di CiviBank.
Due significative istituzioni private del Friuli Venezia Giulia come il Policlinico “Città di Udine” e la Banca di Cividale hanno così messo a punto un accordo di reciproca utilità che rappresenta un’efficace modalità di collaborazione sicuramente estensibile ad altri settori socio-economici del territorio.

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In copertina e qui sopra le sedi centrali del Policlinico “Città di Udine” e di CiviBank a Cividale.