Casarsa riflette sull’inclusione: questa sera un incontro con Carlo Lepri per costruire una comunità più consapevole

Casarsa della Delizia conferma la sua vocazione all’impegno sociale e alla costruzione di legami di comunità. Oggi, 23 ottobre, alle ore 20.30, nella Sala Polifunzionale de Laluna (in via Runcis 59), si terrà l’incontro pubblico “Comunità inclusiva: come il territorio supporta e riconosce l’adultità nella disabilità”. L’evento si inserisce nel quadro delle azioni previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) – Missione 5, Componente 2, Investimento 1.2 “Percorsi di autonomia per persone con disabilità” dell’Ambito dei Servizi Sociali dei Comuni Sile Meduna di cui Laluna Impresa Sociale è l’ente Gestore.

Rachele Francescutti


Al centro della serata ci sarà Carlo Lepri, psicologo, docente e punto di riferimento a livello nazionale sul tema dell’autonomia e dell’integrazione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva. Con oltre trent’anni di esperienza e numerose pubblicazioni all’attivo, Lepri porterà la sua visione innovativa e pragmatica sull’importanza di riconoscere pienamente l’adultità nella disabilità, superando logiche assistenzialistiche e promuovendo percorsi di autodeterminazione e cittadinanza attiva.
“Siamo orgogliosi di ospitare nuovamente Carlo Lepri – ha afferma Rachele Francescutti, presidente di Laluna –. Questo incontro è molto più di una conferenza: è un momento di confronto strategico per costruire, insieme, il futuro adulto delle persone con disabilità. Invitiamo cittadini, istituzioni, operatori e associazioni a partecipare attivamente. L’autonomia si costruisce solo con un impegno collettivo”. L’incontro rappresenta è un evento collaterale alla formazione dei professionisti ed è stato promosso da Laluna allo scopo di aprire alla comunità un momento di confronto e divulgazione di alto livello. L’ingresso è gratuito, fino a esaurimento posti. Per garantire la partecipazione, è consigliata l’iscrizione sul sito www.lalunaimpresasociale.it

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In copertina, il caseggiato rurale che ospita l’impresa sociale Laluna a Casarsa.

A Lignano Sabbiadoro una rete elettrica all’avanguardia. Il sindaco: grati a E-Distribuzione per aver affrontato il problema sovraccarichi migliorando il servizio a residenti e turisti

«Da oggi la rete elettrica di Lignano Sabbiadoro è all’avanguardia e tecnicamente pronta ad assicurare un elevato standard di servizio». E-Distribuzione comunica, infatti, di aver completato l’ampio ed articolato programma di interventi di ammodernamento ed adeguamento tecnologico previsti nel Piano Nazionale ripresa e Resilienza, che abilitano ad una più ampia gestione da remoto della rete e ad un più elevato livello di resilienza in caso di guasto.


Nei giorni scorsi sono stati messi in servizio quattro nuovi collegamenti in cavo interrato tra 7 impianti secondari che alimentano la città: si tratta di vere e proprie linee “di emergenza” che verranno utilizzate, in caso di guasto in una zona della città, per rialimentare i clienti attingendo energia elettrica da altre direttrici, consentendo così di ridurre la possibilità di disservizi permanenti e di lunga durata. Le quattro nuove linee completano gli interventi Pnrr previsti su Lignano Sabbiadoro, grazie all’adeguamento tecnologico di ulteriori 7 impianti secondari ora dotati di tecnologie di ultima generazione e completamente monitorati e gestiti direttamente dal Centro Operativo di Udine: anche in questo caso la possibilità di una gestione da remoto riduce drasticamente la necessità di un intervento sul posto dei tecnici di E-Distribuzione per lo svolgimento di tutte le attività, compresi i guasti accidentali. L’Azienda del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione ha altresì ampliato la rete con quasi 2 chilometri di nuove linee interrate e realizzato la controalimentabilità di un totale di 7 dorsali principali.
«E-Distribuzione – sottolinea Stefano Leviti, responsabile Unità territoriale di Udine e Gorizia – è una delle Aziende protagoniste del Pnrr grazie ad un piano di interventi da oltre 40 milioni di euro dedicati alle Smart Grid e alla resilienza della rete elettrica agli eventi climatici nella regione Friuli Venezia Giulia. Anche a Lignano Sabbiadoro siamo intervenuti per migliorare la qualità del servizio attraverso tecnologie ed impianti evoluti in grado di reagire rapidamente ed efficacemente ad eventuali guasti: una rete elettrica all’altezza di una delle principali mete turistiche del Friuli Venezia Giulia».
«Come Amministrazione comunale – aggiunge Laura Giorgi, sindaco di Lignano Sabbiadoro – non possiamo che ringraziare E-Distribuzione per l’attenzione prestata alle esigenze della città, tenendo conto e affrontando, con soluzioni applicabili da subito, il fenomeno dei sovraccarichi che inevitabilmente si registrano nei mesi estivi, come conseguenza alla maggiore richiesta di energia dettata dall’aumento delle presenze. Gli interventi realizzati sulla rete cittadina da E-Distribuzione – conclude il primo cittadino – sono la conferma di come le tecnologie di ultima generazione possono prontamente diventare strumenti per migliorare e supportare il servizio reso a residenti e turisti».

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In copertina e all’interno tecnici di E-Distribuzione durante i loro interventi.

Certificazione di parità, un percorso trasformativo per l’imprenditoria femminile: primo incontro il 30 giugno

La certificazione della parità di genere, introdotta nel quadro del Pnrr, rappresenta oggi non solo un riconoscimento formale dell’impegno aziendale verso l’uguaglianza, ma anche un fattore premiante: le imprese che ne sono in possesso possono infatti accedere a incentivi fiscali e punteggi premianti nei bandi pubblici, e rafforzare nel contempo la propria reputazione e attrattività sul mercato del lavoro. A oggi in Italia (fonte accredia.it), sono oltre 34mila le imprese certificate a livello nazionale per la parità di genere, di cui circa 659 in Fvg (318 quelle che l’hanno ottenuta fra gennaio 2024 e gennaio 2025). Per questo la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con il suo Comitato per l’Imprenditoria Femminile presieduto da Renata Lirussi, ha promosso un incontro pubblico per sensibilizzare le imprese sulla questione e presentare un percorso formativo studiato appositamente per promuove fra le aziende l’avvio di processi di certificazione, sempre più strategici per il loro sviluppo sostenibile e competitivo.
L’appuntamento, in Sala Gianni Bravo, è stato aperto dalla vicedirettrice di Tef, consortile della Cciaa, Barbara Nicoletti, che portando il saluto del presidente dell’ente camerale ha evidenziato come «la proposta del Comitato imprenditoria femminile di lavorare su questo tema per le imprese del territorio è stato subito sostenuto dalla Camera di Commercio». E proprio la presidente del Comitato, Lirussi, ha poi spiegato ciò che ha spinto l’organismo camerale, che riunisce una ventina di imprenditrici di tutti i settori economici dei territori di Pordenone e Udine, a mettere i ferri in acqua «per sensibilizzare le imprese sull’importanza della certificazione di genere – ha detto –, che ha un approccio realmente trasformativo dell’ambiente di lavoro, in grado di portare vantaggi da tutti i punti di vista». La presidente, ribadendo il forte impegno del Comitato nel promuovere la cultura imprenditoriale e del lavoro delle donne, come fattori basilari di autonomia, realizzazione ed empowerment femminile, indicativi dello sviluppo di una società più equa e inclusiva, positivamente competitiva e sana, ha ricordato i due appuntamenti di giugno e luglio della formazione ideata.

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Turismo Fvg, oggi webinar

Quali sono le abitudini dei turisti che scelgono il Friuli Venezia Giulia? Quali le motivazioni delle presenze sul territorio e quali prospettive offrono, soprattutto per lo sviluppo del turismo culturale legato ai siti Unesco (Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane, Palù di Livenza)? A queste domande risponderà il già annunciato webinar gratuito promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine con la Camera della Venezia Giulia, in programma oggi 10 giugno, alle 15. L’incontro si svolgerà online e offrirà strumenti di lettura fondamentali per gli operatori del settore turistico (e non solo). È realizzato nell’ambito del progetto “Sostegno al turismo” finanziato con il Fondo di Perequazione 2023-2024 di Unioncamere. Dopo l’apertura dei lavori affidata a Maria Lucia Pilutti, segretario generale della Cciaa Pordenone-Udine, interverrà Paolo Bulleri, dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche (Isnart), per analizzare l’andamento del turismo in Italia con uno sguardo alle tendenze emergenti e un focus sui prodotti turistici sostenibili, sempre più richiesti anche in Friuli Venezia Giulia. Seguirà l’intervento di Elisa Qualizza, responsabile del Centro Studi Cciaa Pn-Ud, che illustrerà i dati dell’osservazione economica regionale, risultati di un questionario diretto ai visitatori del Fvg realizzato in primavera, da cui emergono elementi utili a delineare il profilo del vacanziere tipo. Sarà poi la volta di Iacopo Mestroni, direttore generale di PromoTurismoFVG, a offrire un aggiornamento sulle presenze turistiche in regione, mettendo in evidenza gli andamenti più recenti e le potenzialità di sviluppo per il comparto. A coordinare i lavori sarà Barbara Nicoletti, vicedirettore dell’Area Promozione-Formazione della sede udinese di Tef., la consortile camerale. La partecipazione è gratuita, ma è necessario iscriversi compilando il modulo disponibile sul sito camerale www.pnud.camcom.it, nella sezione dedicata al webinar e in evidenza in home page. Per informazioni, è possibile contattare le sedi camerali di Udine (0432-273537-508), Pordenone (0434.381633) o Trieste (040.6701404-336).

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«Il primo incontro – ha detto Renata Lirussi – sarà lunedì 30 giugno alle 14 e si parlerà diffusamente di vantaggi e benefici della certificazione e degli obiettivi di sviluppo. Da questo primo incontro, le imprese partecipanti usciranno con un’approfondita “autodiagnosi” guidata, che le aiuterà a pianificare correttamente i successivi step». Il secondo incontro della formazione organizzata dalla Cciaa sarà il 14 luglio, sempre alla stessa ora e sempre nella sede camerale udinese. «Nel secondo appuntamento – ha poi spiegato Jacopo Pezzetta di Eupragma, esperto che condurrà le lezioni – andremo a costruire l’azione in modo operativo: con un piano strategico, un manuale di gestione, con la condivisione delle strategie e la definizione della road map di ciascuna impresa».
All’incontro è intervenuta anche l’avvocato giuslavorista Claudia Ogriseg. Due imprese già certificate, come Venica&Venica (presente Ornella Venica) e Idealservice (presente la responsabile marketing Camilla Sardos Albertini), esempio concreto di buone pratiche, hanno portato infine la loro testimonianza, aiutando gli imprenditori presenti a farsi un’idea concreta del percorso e dei suoi vantaggi, su cui il Comitato imprenditoria femminile opererà anche in futuro nel prosieguo dell’anno.
Con 21.791 imprese femminili, ossia un valore pari al 22,5% del totale delle 97.001 imprese registrate, il Fvg si colloca leggermente al di sopra della media italiana (22,2%) per numero di imprese femminili. I valori di Veneto (20,6%) e Trentino Alto Adige (18,4%) sono invece inferiori a quelli medi italiani. A livello di ruoli esecutivi detenuti nelle società di capitali, come evidenzia l’analisi del Centro Studi Cciaa Pn-Ud, le donne al 31 dicembre 2024 ne possiedono 32.676, di cui il 52,3% come socio o socio di capitale, il 37,8% come amministratore e il 9,9% in altre cariche. I ruoli esecutivi posseduti da donne sono in lievissima crescita (+0,5% rispetto al 2023).

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In copertina e all’interno immagini dell’incontro all’ente camerale di Udine.

Concept zone, a Gorizia ora si punta alla rigenerazione urbana partendo da Borgo Castello crocevia di popoli e di culture

Promuovere e valorizzare il territorio goriziano e regionale nella sua funzione di crocevia transfrontaliero, tra iniziative culturali, artistiche e turistiche con attività di formazione, di coinvolgimento dei cittadini online e offline, nel segno dell’inclusione sociale e dell’innovazione, sono le prerogative dell’attività dell’associazione QuiAltrove Ets. Grazie alla partecipazione al programma pilota finanziato dal Pnrr “Mille anni di storia al centro dell’Europa: Borgo Castello crocevia di popoli e di culture”, la realtà culturale goriziana ha dato vita, all’interno del Cluster 1, al progetto The Circle_Concept Zone, un percorso di rigenerazione urbana e rivitalizzazione del tessuto socio-economico di Borgo Castello.

Una riunione di lavoro.


Nella Concept Zone – attraverso mostre, incontri culturali, workshop e percorsi di co-progettazione con le categorie produttive e i cittadini – si vuole valorizzare il ruolo della cultura e dell’arte contemporanea per lo sviluppo di Borgo Castello e di Gorizia e la sua riqualificazione urbana. La co-progettazione è un valore centrale del progetto perché una città partecipata e co-progettata è una città che sa ascoltare, apprendere e crescere con le persone che la vivono, trasformando ogni sfida in un’opportunità condivisa.
QuiAltrove sta trasformando uno storico locale di via Rastello – al civico 91 sotto i portici dove trovava storicamente spazio la Drogheria Frantz – in uno spazio ibrido di natura culturale, artistica e produttiva per porre le basi, insieme ai partner e agli attori territoriali, di un ecosistema transfrontaliero della cultura e dell’arte contemporanea e inaugurare un dialogo autentico tra l’Associazione, la città e il suo Borgo.
Il ricco calendario di iniziative ideate per condividere visioni e prospettive ha preso avvio sabato con il primo dei workshop intergenerazionali che affiancano partecipanti di tutte le età, con attenzione prioritaria ai giovani e agli anziani. Si tratta di incontri basati sulla metodologia innovativa Lego® Serious Play®. Un evento che accoglie nello stesso luogo generazioni diverse con un obiettivo comune: definire il futuro potenziale di Gorizia. Durante l’evento, i partecipanti danno vita ad un dialogo significativo attraverso lo scambio di prospettive tra cittadini di diverse età, utilizzando i conosciutissimi mattoncini di un gioco intercambiabile come il Lego, che consente facilmente a tutti di raccontare la loro personale visione sulla città. Aperte le iscrizioni per il secondo appuntamento fissato per oggi 23 aprile (durata dalle 14 alle 20): ci si può iscrivere tramite la piattaforma eventbrite.it (info sui canali social dell’associazione) oppure inviando una mail a info@quialtrove.it


Le iniziative di co-progettazione di QuiAltrove proseguiranno nel mese di maggio (il 3 e il 6) con incontri dedicati alle categorie produttive che coinvolgeranno attivamente operatori del turismo, ristoratori, artigiani e commercianti locali per sviluppare soluzioni innovative che valorizzino l’identità culturale e economica del Borgo Castello. Anche a questi incontri, su prenotazione, è possibile iscriversi tramite Eventbrite: bit.ly/workshop-professioni

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In copertina, una storica cartolina di via Rastello con la Drogheria Frantz.

Ater Pordenone, canoni di affitto invariati per poter aiutare le famiglie in difficoltà

Canone d’affitto invariato nell’edilizia residenziale pubblica: a comunicarlo l’Ater Pordenone che nei prossimi giorni farà consegnare i bollettini ai 3.553 nuclei familiari del territorio. Una scelta adottata per venire incontro agli utenti considerata la contingenza economica non favorevole del periodo. Eventuali variazioni si avranno solo per gli utenti che hanno avuto modifiche nei propri redditi o lavori di miglioramento dei fabbricati in cui risiedono, come previsto dalla normativa. La decisione del consiglio di amministrazione di Ater Pordenone nasce dagli esiti del censimento dell’Isee: infatti, il 54% delle famiglie residenti sono collocate nella “Fascia A”, con Isee da zero a 10 mila euro.
«Da qui la scelta del consiglio – spiega il direttore di Ater, ingegner Lorenzo Puzzi – di lasciare invariati i criteri di calcolo del canone, per venire incontro alle famiglie. Criteri che tengono conto sia dell’Isee sia delle performance dell’alloggio, come ad esempio la classe energetica, la presenza o meno di ascensore e la zona climatica». A parità di condizione, quindi, si pagherà come lo scorso anno, mentre il canone di locazione potrà essere cambiato solo per quegli utenti a cui è variato nel corso dell’ultimo anno l’indice l’Isee o per quelli che alloggiano in un fabbricato che è stato oggetto di riqualificazione energetica, per esempio, con i benefici del Superbonus 110% o con i fondi del Pnrr.
Da ricordare, inoltre, che nei bollettini dell’affitto, oltre al canone di locazione, vengono richieste anche le quote che Ater ha anticipato per il rimborso dei servizi comuni e dei costi degli impianti centralizzati come riscaldamento, ascensore e altro.
«Oltre ai bollettini – conclude il direttore – gli utenti riceveranno un opuscolo informativo con alcune raccomandazioni e buone consuetudini da adottare per il contenimento dei consumi e per la corretta gestione, energetica e non solo, dell’alloggio». Nella brochure una serie di risposte a domande pratiche come il funzionamento dei termostati, la corretta areazione delle stanze nelle stagioni, le cose da evitare (come inserire chiodi o viti nelle pareti esterne isolate) e quelle invece consigliate (come per esempio tenere più o meno la stessa temperatura tra le varie stanze senza grossi sbalzi).

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In copertina, la sede dell’Ater Pordenone che sovrintende al territorio provinciale.

Imprese femminili e divario di genere: sono al via iniziative di Cooperazione Fvg

Le imprese femminili in Friuli Venezia Giulia sono il 22,4 per cento, ma la percentuale sale al 28,8 per cento per le cooperative aderenti a Confcooperative Alpe Adria. I numeri sono stati illustrati in occasione del Consiglio di presidenza dell’Associazione, riunitosi a Udine, che ha dedicato i suoi lavori al tema della parità di genere. Approfondendo l’analisi del peso della dimensione aziendale, poi, si può vedere come la media nazionale concentri il 96,7 per cento delle imprese femminili nella classe delle microimprese (0-9 dipendenti) e il 3,1 per cento tra le piccole (10-49 dipendenti). Dati che nella cooperazione vedono uno “slittamento” verso dimensioni maggiori, con il 57,8 per cento delle imprese femminili che si colloca nella classe delle medie imprese e il 4,8 per cento tra quelle medie e grandi.

Paola Benini


«Le donne cooperatrici si stanno progressivamente approcciando verso organizzazioni aziendali più strutturate e “dimensionalmente” importanti rispetto agli altri modelli societari», commenta Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria, che associa 275 imprese cooperative di tutti i comparti.
Il settore maggiormente rappresentato dalle cooperative femminili è quello dei servizi alla persona che comprende il 54,9 per cento delle imprese considerate. E, a caratterizzare le cooperative femminili, è anche la longevità: il 57,3 per cento ha almeno vent’anni.
«Anche se tra le cooperative i dati sono superiori a quelli delle altre imprese, il divario di genere è ancora elevato e le donne presidenti di cooperative sono ancora solamente il 25 per cento – sottolinea però Mirella Berdini, coordinatrice della Commissione regionale Dirigenti cooperatrici – ancora troppo poco, anche se facciamo meglio dell’insieme delle imprese». Proprio con l’obiettivo di far crescere una cultura imprenditoriale attenta alla parità di genere, Confcooperative Alpe Adria ha deciso di introdurre un servizio di consulenza per la certificazione di genere nelle cooperative aderenti: assai importante pure per partecipare alle tante progettualità previste dal Pnrr.

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In copertina, Mirella Berdini coordinatrice della Commissione regionale Dirigenti cooperatrici.

 

Nip di Maniago: basta consumo di suolo per il nuovo centro logistico e doganale

Riutilizzare strutture industriali dismesse per ridurre il consumo di suolo e tramite esse favorire la condivisione della logistica da parte delle aziende, contrastando le emissioni di C02: innovativo progetto da parte del Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone con sede a Maniago – che sta progettando un nuovo centro logistico e doganale da insediarsi in uno dei capannoni dismessi della zona industriale maniaghese. Un progetto che ha ricevuto un finanziamento di 500 mila euro da parte dell’assessorato alle infrastrutture e territorio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in quanto riconducibile alle missioni previste nel Pnrr.
«In questo nuova piattaforma – spiega il presidente del Nip, Renato Piazza – le aziende insediate che vorranno entrare nel progetto potranno condividere spazi e gestione dei traffici, realizzando delle economie di scala logistiche che, oltre a far risparmiare, potranno far bene anche all’ambiente. Un vantaggio per tutto il tessuto socio-economico servito dal Consorzio, visto che al posto di un capannone dismesso avremmo un centro innovativo senza per questo cementificare una nuova parte di territorio e potendo anche utilizzare la viabilità già esistente».
Attualmente il Nip si sta concentrando sulle attività preliminari alla progettazione, tra rilievi e indagini, e raccogliendo le prime manifestazioni di interesse delle aziende. Si sta lavorando su un’ipotesi d’estensione di circa 30 mila metri quadri capaci di ospitare non meno di 7 mila posti per i pallet.
«Percepisco – conclude Piazza – un grande interesse per questo progetto che potrà fornire molte soluzioni a realtà insediate nella nostra area produttiva le quali hanno interesse a condividere le operazioni logistiche. Il tutto senza dimenticare che aprendo un ufficio doganale in loco con operatore offriremmo un ulteriore servizio all’avanguardia. Con questi progetto il Nip si pone ancora una volta al fianco delle aziende in questo periodo di grandi sfide tra pandemia e tensioni internazionali. In tal senso, il Pnrr rappresenta una grande opportunità assolutamente da cogliere: ci stiamo attivando anche con altri progetti strategici a beneficio delle nostre realtà produttive».

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In copertina, il presidente del Nip Renato Piazza; qui sopra, ecco come sarà il nuovo centro logistico e doganale a Maniago.

In Fvg mancano oltre 100 medici, ma con un decreto 2.500 borse di formazione

Carenza di medici di medicina generale in Friuli Venezia Giulia, dove ne mancano oltre 100 per coprire le esigenze della popolazione: arriva però una buona notizia da Roma. La Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), maggiore sindacato del settore, accoglie positivamente il decreto del ministro della Salute, Roberto Speranza, che istituisce 2 mila 500 borse di formazione aggiuntive per i futuri medici di medicina generale grazie al Pnrr.

Fernando Agrusti


«In virtù di un recente accordo – ha commentato il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg che in Fvg conta più di 300 iscritti – firmato da parte della Commissione salute delle Regioni a cui abbiamo dato il nostro contributo, ogni giovane medico che sarà ammesso alla formazione potrà infatti prendere in carico sin da subito, con un medico tutor, fino a mille pazienti o incarichi orari di assistenza primaria, alleggerendo così il problema della carenza dei medici nei vari territori. In Friuli Venezia Giulia già adesso mancano oltre 100 medici di base e con pensionamenti all’orizzonte la situazione peggiorerà a breve. Basti pensare che per ovviare a questa carenza in alcuni casi i medici del territorio devono prendere in carico in deroga 1800 pazienti a fronte dei 1570 massimi previsti. Da ricordare come nella nostra regione già adesso grazie all’autonomia le borse per la formazione sono state raddoppiate da 20 a 40 l’anno e grazie a quanto previsto dal Pnrr diventeranno 56 dal prossimo anno. Ma ora dopo il decreto ministeriale attendiamo il nuovo bando regionale, oltre a quello nazionale per il concorso unico, per avviare queste borse aggiuntive e coprire le carenze nelle zone disagiate».

Silvestro Scotti

«Ringraziamo il ministro Roberto Speranza – ha sottolineato Silvestro Scotti, segretario generale nazionale Fimmg – per un decreto chiave che imprime una spinta determinante nell’ottica di un aumento delle borse di studio per l’accesso alla formazione dei medici di medicina generale. Un decreto che consente di definire i bandi regionali e il conseguente bando nazionale con la data del concorso unico». Scotti ha plaudito al traguardo raggiunto al termine di settimane di silenzioso e impegnativo lavoro svolte assieme allo staff del Ministero della Salute ed in particolare del Capo della Segreteria Tecnica Antonio Gaudioso, con il prezioso supporto e l’appoggio del ministro Speranza, nell’ottica di disporre il decreto che permette oggi di sfruttare a pieno le borse rese disponibili da provvedimenti finanziari diversi, ovvero dal Fondo Sanitario Nazionale (FSN) e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Risorse differenti che il decreto rende utilizzabili in un bando unico fino al 2025.

Un lavoro, quello portato avanti dal Ministero della Salute e seguito quotidianamente dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale, che ha visto un determinante apporto nei passaggi necessari con il Ministero dell’Economia e la Programmazione sanitaria rispetto all’impiego delle risorse del Pnrr, che sono legate a procedure diverse dal comune utilizzo dei fondi del Fsn. Di qui l’appello di Scotti alle Regioni affinché «adesso, non si perda neanche un minuto nella pubblicazione dei bandi e si arrivi in tempi strettissimi alla definizione di una data di inizio per il bando nazionale». Il leader della Fimmg ammonisce: «Nessuno si potrà lamentare della carenza di medici se non si sarà capaci di sfruttare subito queste 2.500 borse. Alla luce delle leggi vigenti e dell’ultimo Accordo siglato – ricorda Scotti – ogni giovane medico che sarà ammesso alla formazione potrà infatti prendere in carico sin da subito, con un medico tutor, fino a 1.000 pazienti o incarichi orari di assistenza primaria, alleggerendo così il problema della carenza dei medici nei vari territori. A cominciare da quelli più disagiati».
Infine, un appello ai sindaci. «Ci supportino – ha concluso Scotti – in quest’azione di comune interesse. Adesso qualcuno deve una risposta ai cittadini, ai giovani medici e ad una medicina generale che possa continuare ad esistere per poter evolvere verso modelli assistenziali potenziati, ma di vera prossimità. Modelli che si fanno con gli uomini non con i mattoni».

 

Ater Pordenone, 164 alloggi più efficienti per affrontare meglio il caro-bollette

Ater Pordenone pronta a investire oltre 11 milioni di euro derivanti dal Pnrr per rendere più moderni ed efficienti dal punto di vista energetico e ambientale a Pordenone, Aviano e Cordenons 164 alloggi che hanno oltre 30 anni di vita. L’Azienda ha programmato l’approvazione dei progetti entro fine settembre e non intende farsi rallentare nel cronoprogramma nemmeno dall’aumento dei costi delle materie prime, che tanti problemi sta creando al comparto edilizio. Per questo motivo gli uffici Ater Pordenone insieme ai progettisti incaricati hanno già calcolato in ulteriori 2 milioni 300 mila euro i fondi necessari per compiere a regola d’arte i lavori. Costi extra che verranno sottoposti all’attenzione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in modo da ricevere copertura e non perdere la grande occasione fornita dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Infatti, i lavori avranno anche un effetto benefico sulla spesa energetica delle famiglie locatarie, le quali grazie ad alloggi più efficienti potranno contare su consumi minori e conseguenti bollette più leggere.

Giovanni Tassan Zanin

«Questo finanziamento di oltre 11 milioni di euro – ha commentato il presidente di Ater Pordenone, ingegner Giovanni Tassan Zanin – permetterà la riqualificazione energetica di fabbricati con oltre trent’anni di vetustà e contribuirà a dare respiro finanziario alle famiglie per i conseguenti minori costi di gestione dovuti al risparmio energetico». Nello specifico i lavori interesseranno i complessi abitativi di via Latina a Pordenone (63 alloggi), via Sabaudia e Aprilia sempre a Pordenone (52 alloggi), via Mazzolari ad Aviano (24 alloggi) e via Isonzo a Cordenons (25 alloggi). Tra gli interventi previsti, isolamento termico degli immobili, realizzazione delle centrali termiche e dell’impianto centralizzato, sostituzione infissi, impianti solari termici e fotovoltaici. Si punta, dopo l’approvazione del progetto esecutivo, ad aggiudicare i lavori entro il primo trimestre 2023 e avviare i lavori entro la metà del prossimo anno.

«Per Ater Pordenone – ha aggiunto Tassan Zanin – il rispetto del cronoprogramma del finanziamento è una priorità, che stiamo perseguendo tramite un attento monitoraggio da parte degli uffici delle varie fasi, a partire dalla progettazione che dovrà essere completata entro il mese di settembre». Massima attenzione, come detto, sia ai costi extra che alla riduzione dei disagi per i locatari durante i lavori.
«Per quanto riguarda i maggiori oneri rispetto al finanziamento – ha concluso il presidente -, derivanti dall’elevato aumento dei prezzi degli ultimi mesi, il sistema regionale delle Ater ha aperto un confronto con la Regione Fvg per individuare una soluzione condivisa. Nella fase dell’esecuzione dei lavori chiederemo comprensione e collaborazione agli inquilini per gli inevitabili disagi, consapevoli che sapranno apprezzare i vantaggi energetici ed economici che ne deriveranno».

La sede di Ater Pordenone.

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In copertina, un’immagine degli alloggi popolari di via Latina a Pordenone.

 

Medicina generale, diagnostica negli ambulatori: in Fvg stanziati 5 milioni

Esami diagnostici di primo livello (elettrocardiogrammi, ecografie e spirometrie) negli studi di medicina generale: in arrivo per il Friuli Venezia Giulia 5 milioni di euro dopo che il ministro della salute, Roberto Speranza, ha firmato il decreto attuativo delle misure già previste dalla Manovra 2020. Soddisfazione da parte della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), maggiore sindacato nazionale del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti. Per il segretario regionale, dottor Fernando Agrusti, «si tratta di un passaggio importante che permetterà di essere ancora di più al fianco del paziente e che di fatto proietta il nostro ruolo verso il futuro, in cui sarà sempre più fondamentale poter realizzare questi esami presso gli studi dei medici di medicina generale, per una sanità di prossimità che saprà offrire risposte migliori alla domanda di salute dei cittadini. In tal senso, ora il passo ulteriore, oltre all’acquisto dei macchinari, è quello di dare vita a dei microteam, dove più medici condividono le strumentazioni per esami di primo livello, in modo da non lasciarli sottoutilizzati, supportati da personale infermieristico e amministrativo. Per quello amministrativo in Friuli Venezia Giulia è già stato firmato a marzo 2022 l’accordo che ha portato allo sblocco delle indennità per i collaboratori di studio. Ora confidiamo che un passo ulteriore si possa fare per il personale infermieristico».

Fernando Agrusti


«Una battaglia che Fimmg sostiene da anni – aggiunge il segretario nazionale, Silvestro Scotti – trovando anche grande sensibilità politica e impegno da parte del ministro Speranza”. Nel 2019, è bene ricordarlo, la Manovra di bilancio per il 2020 aveva stanziato per la diagnostica di primo livello negli studi dei medici di famiglia 235 milioni di euro. “Una prima versione del decreto era già stata firmata a gennaio 2020 dal ministro Speranza, che ringrazio – prosegue Scotti – e mostrava l’impegno suo e del Ministero con l’obiettivo di potenziare il territorio già in epoca pre Covid, senza poi trovare un ok in Conferenza Stato-Regioni. A maggio di quest’anno la ripresa dell’iter, interrotto dall’emergenza Covid, si è legata ad alcune modifiche minime e quindi ad una nuova versione del decreto che ora è arrivato al sì definitivo anche alla luce delle necessità derivate dal Pnrr e del rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale della medicina generale».