Tarcento, non sarà un anno semplice prevede il Vecchio Venerando dopo l’accensione del Pignarûl Grant una storica tradizione simbolica del Friuli

«Il Pignarûl Grant è una tradizione profondamente simbolica per il popolo friulano e per il Friuli Venezia Giulia: nel gesto ancestrale della lettura del fumo e del fuoco ritroviamo i buoni auspici per il nuovo anno e un messaggio forte di comunità, coesione e partecipazione», ha affermato l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, intervenendo ieri sera al fuoco epifanico di Tarcento. Sul colle di Coia, accanto al Cjstielat, si è acceso il più grande falò propiziatorio della regione, dal quale, secondo tradizione, hanno preso avvio anche i “pignarûi” delle frazioni e dei paesi vicini. Alla suggestiva manifestazione, oltre a un folto pubblico, sono intervenuti anche il sindaco Mauro Steccati e l’arciprete Luca Calligaro.

Nel richiamare le parole del Vecchio Venerando – ruolo nel quale ha esordito il concittadino Andrea Maroè dopo avere ricevuto il testimone da Giordano Marsiglio -, il quale ha tratto gli auspici dalla direzione del fumo sottolineando l’impegno richiesto a tutti in un anno che si preannuncia non semplice, Barbara Zilli ha evidenziato come «l’impegno nelle nostre comunità locali rappresenti l’essenza dei valori che ci contraddistinguono e che vanno oggi rinsaldati». L’esponente della Giunta Fedriga ha, quindi, ricordato come il 2026 sia un anno particolarmente significativo per l’identità friulana, segnato dal 50° anniversario del terremoto del Friuli, richiamando lo spirito di solidarietà, responsabilità e coesione che allora permise la rinascita dei territori.
Barbara Zilli ha infine ringraziato i volontari che hanno realizzato il falò alto 15 metri, gli Alpini di Coia, la Pro Loco, l’amministrazione comunale e le Forze dell’ordine, i “mascarârs di Tarcint” e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita del tradizionale evento, capace di richiamare migliaia di persone. «Lo spettacolo di luce – ha aggiunto l’assessore regionale – rappresentato il momento culminante della tre giorni di festa organizzata dalla Pro Loco assieme al Comune, una tradizione che si rinnova dal 1928 e che continua a essere un forte elemento di valori condivisi, partecipazione e identità per l’intera comunità del Friuli Venezia Giulia».

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini del grande falò di Tarcento dal quale il Vecchio Venerando ha tratto gli auspici per il nuovo anno: era presente anche l’assessore regionale Barbara Zilli.

(Foto Regione Fvg)

Epifania a Tarcento, dopo il Palio vinto da Collerumiz oggi grande attesa per il verdetto del “Pignarûl Grant” con il debutto di Andrea Maroè che ieri ha ricevuto le consegne dal Vecchio Venerando emerito Giordano Marsiglio

(g.l.) Grande festa dell’Epifania oggi a Tarcento che, dal punto di vista religioso, vivrà il suo momento culminante nella Messa solenne che monsignor Luca Calligaro celebrerà alle 11 nel Duomo di San Pietro Apostolo. Un rito anticipato ieri pomeriggio dal suggestivo Esorcismo e dalla benedizione dell’Acqua e del Sale secondo l’antica ritualità della Chiesa patriarcale di Aquileia. Al termine dei quali l’arciprete ha benedetto il “Palio dei Pignarulars”, prima della combattutissima gara dei carri infuocati che, per la cronaca, è stato vinto dal gruppo di Collerumiz.


Ma oggi l’attenzione è tutta puntata sul “Pignarûl Grant” allestito dinanzi ai ruderi del Castello di Coia dove debutterà il nuovo Vecchio Venerando – ma neanche tanto, vista la sua età anagrafica – per trarre gli auspici per l’anno appena cominciato dalle volute di fumo che si alzeranno dal magico falò, il più atteso del Friuli. Sarà infatti Andrea Maroè, il noto esperto tarcentino di arboricoltura, a vestire i panni del saggio, ruolo ricoperto per tanti anni da Giordano Marsiglio che, proprio per la sua anzianità, ha deciso di passare la mano. E lo scambio di consegne è avvenuto proprio ieri sera dopo la benedizione del Palio e della consegna del fuoco epifanico che servirà appunto oggi per l’accensione della grande pira di Coia. Con il presidente della Pro Tarcento, Nazareno Orsini, a festeggiare e ringraziare Giordano Marsiglio – che d’ora in poi potremmo chiamare “Vecchio Venerando emerito” – il sindaco Mauro Steccati e il parroco Luca Calligaro che per l’occasione hanno indossato i panni dell’ufficialità, con fascia tricolore il primo e abiti prelatizi il secondo, proprio per sottolineare l’importanza del momento nella vita delle antiche tradizioni epifaniche tarcentine. L’accensione del “Pignarûl Grant” sarà preceduta come sempre dalla suggestiva rievocazione storica.


Giungono, dunque, al culmine le celebrazioni post-natalizie di Tarcento che si erano aperte domenica con la consegna dei prestigiosi Premi Epifania e in vista delle quali è stata data alle stampe la bellissima rivista annuale “Il Pignarûl” – settantesima edizione – diretta dal professor Luigi Di Lenardo. Un vero e proprio volume di storia, cultura, tradizioni e vita tarcentina da conservare gelosamente. Ma su questa pubblicazione dedicheremo una illustrazione adeguata proprio al termine di queste sentite manifestazioni epifaniche, il cui fascino senza tempo continua a coinvolgere e appassionare i friulani.

—^—

In copertina, il sindaco Mauro Steccati e l’arciprete Luca Calligaro festeggiano Giordano Marsiglio “Vecchio Venerando emerito”; all’interno, il gruppo di Collerumiz che ha vinto il palio, lo scambio di consegne tra Marsiglio e Andrea Maroè presente il presidente della Pro Tarcento Nazareno Orsini e la corsa dei carri infuocati.

(Le bellissime foto sono tratte da Sei di Tarcento se… su Facebook e sono opera di Lisa Covalero che 2017-26.friulivg.it ringrazia sentitamente)

Grande festa per San Pietro a Tarcento che però pensa già all’Epifania: stasera la consegna del fuoco ai “pignarulars”

(g.l.) Fa molto caldo in questa solennità dei Santi Pietro e Paolo, quest’anno finalmente di domenica. E Tarcento celebra la sua storica festa patronale che oggi giunge al culmine. Ma nella Perla del Friuli, anche se potrebbe sembrare strano, si pensa già all’Epifania.

Infatti, alla Messa solenne che sarà celebrata questa sera, alle 19, nel Duomo intitolato proprio a San Pietro Apostolo, saranno presenti tutti i “pignarulars” che punteggiano di fuochi propiziatori la conca tarcentina, tra i quali emerge in tutto il suo splendore il “Pignarûl Grant” di Coia. Ai bravissimi volontari di capoluogo e frazioni (le “ville”) l’arciprete dopo la benedizione consegnerà, infatti, simbolicamente il fuoco che il prossimo 6 gennaio servirà proprio per l’accensione dei falò e dei carri con cui dare vita al combattuto Palio. Il rito vespertino sarà allargato a tutta la Collaborazione pastorale che, nell’ambito della Forania della Pedemontana, comprende i Comuni di Tarcento, Magnano in Riviera e Lusevera. Ma monsignor Luca Calligaro celebrerà anche la Messa solenne di stamane, alle 11, dedicata proprio al Santo Patrono raffigurato con le chiavi “decussate” nella statua conservata nella Chiesa arcipretale.
Nella giornata odierna si concluderanno anche le manifestazioni della “Festa di San Pietro e della ciliegia duracina” – un tempo considerata uno dei vanti indiscussi di Tarcento! – che era cominciata la scorsa settimana. Tra i vari richiami della domenica, emerge la tradizionale Fiera mercato che riempie di colorate bancarelle tutto il centro cittadino.

—^—

In copertina, la statua di San Pietro Apostolo; all’interno il “Pignarûl Grant” di Coia con il Vecchio Venerando e il “Palio dei pignarulars”; infine, la Chiesa arcipretale di Tarcento.

Tarcento, i bagliori del “Pignarûl Grant” e il 2025 prudente del Vecchio Venerando coronano un’Epifania tutta da ricordare

(g.l.) Alla fine la pioggia, pure abbondante, è arrivata, ma fortunatamente quando le fiamme del “Pignarûl Grant” si erano pressoché esaurite. Così, ieri sera, sulla collina di Coia davanti ai ruderi del “Cjstielat”, il maniero dei Frangipane, Tarcento ha potuto rinnovare la tradizione del falò epifanico più atteso del Friuli, proprio perché a questo è attribuita una sorta di responso “ufficiale” su come sarà l’annata cominciata da appena una settimana. E il Vecchio Venerando – sempre interpretato con zelo e passione da Giordano Marsiglio – ha “letto” dalla direzione del fumo che si è levato dalla maxi-pira ardente le previsioni per il 2025: la colonna biancastra si è subito indirizzata verso sud, segno che non dobbiamo aspettarci grandi cose dal nuovo anno, che peraltro ne lascia alle spalle uno bisestile: d’altra parte, le difficoltà, in generale, di questo momento storico sono sotto gli occhi di tutti e il saggio della tradizione non ha fatto altro che confermarle. Tuttavia, sarebbe stato molto peggio se il fumo si fosse diretto a ponente. “Se el fum al va a soreli a mont, cjape su el sac e va pal mont” (se il fumo va a ponente, prendi il sacco e va a cercare fortuna nel mondo, in altre parole: emigra!). Fortunatamente, non è andata così. Ma il fumo non è andato neppure a “soreli jevat”, per cui “cjape su el sac e va a marcjat” (fumo a oriente: vai al mercato, annata tutta ok). Come dire, dunque, 365 giorni in salita che vanno affrontati con intelligenza e oculatezza, come ha messo in guarda lo stesso “Vecjo Venerant”.

«L’aspetto straordinario di questa tradizione è che esiste un legame labile con il mondo contadino, a cui tutti apparteniamo, con la terra, con il ritmo delle stagioni, con le fasi lunari: non dobbiamo rescindere questo legame, ma conservare questa tradizione», ha commentato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil – accompagnato dal consigliere Edy Morandini – a margine dell’accensione del “Pignarûl Grant di Cuje”, tributando «complimenti a tutti quelli che hanno permesso la realizzazione di una meravigliosa serata nella Perla del Friuli, che ha superato anche previsioni meteo non favorevoli». «Le suggestive parole del Venerando ci invitano – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – a conservare e valorizzare quello che già abbiamo: è un concetto in linea con la bellezza delle nostre tradizioni. Che sia un insegnamento per tutti: dobbiamo guardare al passato, da dove veniamo, e con questa consapevolezza guardare al futuro e impegnarci ogni giorno ad aiutare gli altri. Siamo oltremodo grati per questo messaggio di saggezza al Venerando».
Il falò di Coia ha, quindi, concluso tre giorni magnifici – anche perché assistiti dal bel tempo – che Tarcento ha vissuto nel segno della tradizione più sentita e genuina. E che erano cominciati sabato con la cerimonia della consegna del 70° Premio Epifania, accompagnata dalla nuova edizione della bellissima rivista “Il Pignarûl”, curata pressoché da sempre dal professor Luigi Di Lenardo, sindaco emerito di Tarcento; erano, poi, proseguiti domenica con il combattuto e sempre spettacolare “Palio dei pignarulârs”, la corsa dei carri infuocati in viale Marinelli, vinto per la terza volta dalla frazione di Sedilis. Ed erano culminati ieri mattina con la Messa solenne dell’Epifania, celebrata per la prima volta in Duomo dal nuovo arciprete, monsignor Luca Calligaro. Per cui ora, sceso il sipario su questa 97ma edizione della festa post-natalizia, tutta da ricordare per la Pro Loco di Nazareno Orsini, l’arrivederci è ovviamente al prossimo anno, a una nuova Epifania da vivere con l’intensità che i tarcentini, e non solo, dimostrano sempre.

—^—

In copertina, l’assessore regionale Mario Anzil con il Vecchio Venerando (Giordano Marsiglio); all’interno, altre immagini colte dinanzi al “Pignarûl Grant” di Coia.

(Foto Regione Fvg – R. Dussi e Pro Tarcento)

La sera dell’Epifania di cinque anni fa si spegneva monsignor Francesco Frezza pievano che Tarcento non dimenticherà

di Giuseppe Longo

Era la sera dell’Epifania di cinque anni fa. E, mentre nel cielo sopra Coia si levavano i bagliori del “Pignarûl Grant”, a Udine si spegneva monsignor Francesco Frezza, che per Tarcento rimarrà un pastore indimenticabile. Nimis, infatti, l’aveva nel cuore, perché vi era nato, e lì c’erano i suoi affetti familiari. Ma è nella comunità in riva al Torre che aveva trascorso larga parte della propria vita – 36 anni come arciprete e prima altri dieci come parroco di Segnacco – e qui aveva voluto tornare al termine del suo lungo cammino terreno, nonostante fosse a Udine già dal 2002 quando dovette arrendersi all’avanzare dell’età e ritirarsi in un impegno meno gravoso.
A Tarcento, infatti, aveva desiderato riposare per l’eternità ed era stata proprio la bella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, che con grande tenacia e determinazione volle salvare dopo i terremoti del 1976, ad aprirgli le porte per l’ultimo saluto. Così, pochi giorni dopo la dipartita, “pre Chechin” tornava nella “sua” Tarcento, terra che ha tanto amato e per la quale ha gioito ma anche sofferto. E qui riposa nella chiesetta che sorge in mezzo al cimitero, accanto a quel Camillo Di Gaspero, cui è dedicata la scuola media che rappresenta una delle opere post-sisma più luminose del parroco scomparso alla Fraternità sacerdotale udinese a 95 anni, e a Duilo Corgnali che ne aveva raccolta l’eredità spirituale, e materiale, quando appunto si era ritirato nella Chiesa di San Giacomo. Un incarico ricevuto dall’allora arcivescovo Pietro Brollo e accettato con vero entusiasmo, tanto che l’opera in città dell’anziano sacerdote era molto apprezzata e seguita.
Un apostolato, quello di monsignor Frezza, alimentato da una fede viva, ardente, da uno slancio instancabile sostenuto da forza e saggezza non comuni, come aveva sottolineato l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, che aveva celebrato i solenni funerali in un Duomo gremito. Il presule – ritiratosi la scorsa primavera per raggiunti limiti di età lasciando il posto a monsignor Riccardo Lamba – aveva accanto l’allora pievano Duilio Corgnali, che diciotto anni prima aveva ne raccolto la feconda eredità. Erano presenti numerosi sacerdoti e tra questi l’arciprete di Nimis, Rizieri De Tina. E a rappresentare il Comune d’origine c’era anche l’allora sindaco Gloria Bressani con i nipoti del sacerdote. Mentre il primo cittadino di Tarcento, Mauro Steccati, aveva espresso il cordoglio e la riconoscenza della comunità, che non aveva dimenticato la guida illuminata di “pre Chechin”.
Francesco Frezza era nato nel 1924, era il giorno di Santo Stefano, in una storica famiglia di Nimis ed era cresciuto nella fede alla “scuola” di quel monsignor Beniamino Alessio che nel 1912 era arrivato da Buja, il paese di origine dell’attuale arciprete Luca Calligaro, che stamane celebrerà la Messa solenne dell’Epifania. Il suo lungo e zelante impegno sacerdotale era stato premiato con la investitura a canonico onorario della Cattedrale di Udine, titolo che si era aggiunto alla dignità prelatizia ricevuta con la nomina a pievano di Tarcento. La cittadina che aveva voluto riabbracciare alla fine della sua vita, tornandovi a riposare anche se ormai assente da molti anni. Aveva, infatti, voluto tornare nella terra che aveva amato e che l’aveva visto illuminato pastore per quasi mezzo secolo. Dopotutto, la sua Nimis era comunque a due passi.

—^—

In copertina, monsignor Francesco Frezza nelle vesti di canonico onorario della Cattedrale di Udine.

I valori del Friuli s’incontrano per il Premio Epifania: festa a Tarcento per Jonathan Milan e Fabrizio Fontanot. E ora c’è attesa per la sfida dei “pignarulârs”

(g.l.) Importante vigilia epifanica a Tarcento che, ieri sera, ha aperto le celebrazioni del 2025 con la consegna del Premio Epifania al ciclista Jonathan Milan e al musicista Fabrizio Fontanot. Così, dopo la marcialonga di stamane “A tôr pai Pignarûi”, questo pomeriggio, alle 17, nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, ci sarà la benedizione dell’acqua, con esorcismo, secondo la tradizione aquileiese. Al termine del rito, seguirà l’atteso “Palio dei pignarulârs” con la corsa dei carri infuocati azionati dai rappresentanti delle “ville” tarcentine, cioè delle varie borgate. Domani, infine, alle 11, sempre in Duomo, sarà celebrata la Messa solenne dell’Epifania, seguita alle 14.30 dalla benedizione dei bambini. Quindi, alle 17.30 via alla rievocazione storica con la partenza del corteo. Al termine, si salirà alla collina di Coia per l’accensione del “Pignarûl Grant” da parte del Vecchio Venerando che “leggerà” le previsioni per il nuovo anno dalla direzione che assumerà il fumo levatosi dalla pira ardente. Una bella e importante tradizione che si ripete dal lontano 1928.

Ma torniamo alla cerimonia di ieri al Teatro Margherita. «Il Premio Epifania incarna perfettamente i valori della nostra terra e lo dimostra anche quest’anno, per la sua settantesima edizione, premiando due persone che hanno dato lustro al Friuli e all’intera regione nel mondo», ha detto dall’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, commentando la consegna dell’edizione 2025 del Premio Epifania – di cui lei stessa è membro della commissione assegnatrice – appunto al ciclista Jonathan Milan e al docente e compositore direttore d’orchestra Fabrizio Fontanot. L’esponente della Giunta Fedriga ha rimarcato che «oggi sono stati assegnati due importanti riconoscimenti a persone attive in settori, lo sport e la musica, che anche se possono sembrare distanti e diversi sono accomunati dalla grande dedizione e impegno necessarie per ottenere risultati di alto livello. Impegno e dedizione che si accompagnano a rinunce e sacrifici per il raggiungimento di un obiettivo, valori che hanno da sempre caratterizzato la storia della nostra terra e delle sue genti, le quali hanno saputo dimostrare il proprio valore superando anche immani calamità, come il terremoto del 1976». L’assessore ha quindi concluso rimarcando che «questo Premio grazie alla sua lunga storia si inserisce, inoltre, a pieno titolo nelle tradizioni legate all’Epifania, festività molto sentita in Friuli, assieme alla Messa del Tallero di Gemona e alla Messa dello Spadone di Cividale». Alla cerimonia, aperta dal saluto del sindaco Mauro Steccati, hanno partecipato anche il nuovo arciprete di Tarcento, monsignor Luca Calligaro, e il presidente dell’Ente Friuli nel mondo Franco Iacop. Il tutto è stato coordinato e presentato da Martina Delpiccolo. Il premio spettante al giovane ciclista bujese, impossibilitato a intervenire, è stato consegnato alla mamma Elena.
E ora c’è grande attesa, come si diceva, per i carri infuocati che daranno spettacolo questa sera in viale Marinelli, protagoniste le squadre che si sfideranno per la conquista dell’ambito “Palio dei pignarulârs”, tutto questo in attesa della importante giornata di domani che con l’ultimo appuntamento in programma, l’accensione del “Pignarûl Grant”, coronerà tutte le manifestazioni epifaniche del Friuli.

—^—

In copertina, il musicista Fabrizio Fontanot e la madre del ciclista Jonathan Milan insegniti del Premio Epifania 2025; all’interno, alcune immagini della cerimonia organizzata dalla Pro Tarcento guidata da Nazareno Orsini.

A Tarcento questa sera il Premio Epifania e lunedì l’accensione del Pignarûl Grant con le previsioni del Vecchio Venerando

(g.l.) Con la cerimonia per la consegna del Premio Epifania, Tarcento oggi dà il via alle manifestazioni che concluderanno il ciclo natalizio e che culmineranno lunedì, solennità epifanica, con l’accensione del “Pignarûl Grant”, sulla collina di Coia davanti ai ruderi del Castello Frangipane: c’è grande attesa, al riguardo, per le previsioni sul nuovo anno del Vecchio Venerando. La consegna dell’ambito riconoscimento si terrà questa sera, alle 20.45, nella sala del Teatro Margherita di viale Marinelli.

Jonathan Milan

Fabrizio Fontanot

Un campione di ciclismo e un raffinato compositore di musica, che rispondono ai nomi di Jonathan Milan e di Fabrizio Fontanot rispettivamente di Buja e di Campoformido, sono, come è noto, i titolari del prestigioso “cavalierato del Friuli”. «Arrivando alla sua settantesima edizione, il Premio Epifania conferma la sua vocazione di riconoscimento tributato a chi porta con orgoglio il Friuli nel mondo attraverso le proprie capacità nei campi più diversi dell’operare e del pensare umano. Un Premio storico assegnato per il 2025 al ciclista bujese Jonathan Milan e al docente e compositore direttore d’orchestra Fabrizio Fontanot, due alfieri della nostra terra che incarnano nella loro straordinaria quotidianità i valori del Friuli più vero e autentico», aveva sottolineato l’assessore regionale Barbara Zilli, nel corso della presentazione dell’Epifania friulana di Tarcento in occasione della quale erano stati, appunto, comunicati i nomi dei vincitori dell’edizione 2025 dell’ambito riconoscimento.
Conto alla rovescia, dunque, per le manifestazioni epifaniche, in vista delle quali è ritornato anche “Il Pignarûl ”, il periodico annuale della Pro Loco guidata dal presidente Nazareno Orsini che pure compie settant’anni e che da tempo immemorabile è diretto con tanta cura e passione dal professor Luigi Di Lenardo, storico sindaco della “Perla del Friuli”. Quasi 240 pagine in carta pregiata ed elegante copertina – con il progetto grafico di Sonia Paolone -, uscita in questi giorni di festa per i tipi delle Poligrafiche San Marco di Cormons, la bellissima rivista si apre proprio con il programma della 97ma Epifania friulana che a Tarcento si rinnova dal lontano 1928.
Venendo, infine, al programma, domani, al mattino via alla Marcialonga “A tôr pai Pignarûi”, mentre alle 17, in Duomo, ci sarà la benedizione dell’acqua, con esorcismo, secondo la tradizione aquileiese. Al termine del rito, “Palio dei pignarulârs” con la corsa con i carri infuocati, azionati dai rappresentanti delle “ville” tarcentine. Lunedì, infine, alle ore 11, nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo sarà celebrata la Messa solenne dell’Epifania, seguita alle 14.30 dalla benedizione dei bambini. Alle 17.30 il via alla rievocazione storica con la partenza del corteo. Al termine, l’accensione del “Pignarûl Grant”.

—^—

In copertina, il Vecchio Venerando che lunedì sera leggerà le previsioni per il nuovo anno dalla direzione del fumo del “Pignarûl Grant” di Coia.

A Tarcento è conto alla rovescia per l’Epifania festa della friulanità che si rispecchia nel “Pignarûl” la storica rivista natalizia che compie settant’anni

di Giuseppe Longo

Conto alla rovescia, a Tarcento, per le manifestazioni epifaniche che culmineranno il 6 gennaio con i tradizionali riti e l’accensione del “Pignarûl Grant” di Coja, ma che avranno inizio già sabato prossimo con la cerimonia per la consegna del Premio Epifania giunto alla sua 70ma edizione. E puntuale è ritornato “Il Pignarûl – Tarcento 2025”, il periodico annuale della Pro Loco che pure compie settant’anni e che da tempo immemorabile è diretto con tanta cura e passione dal professor Luigi Di Lenardo, storico sindaco della “Perla del Friuli”.
Quasi 240 pagine in carta pregiata ed elegante copertina – con il progetto grafico di Sonia Paolone -, uscita in questi giorni di festa per i tipi delle Poligrafiche San Marco di Cormons, la bellissima rivista si apre proprio con il programma della 97ma Epifania friulana che a Tarcento si rinnova dal lontano 1928, ponendosi tra le principali manifestazioni che concludono il lungo ciclo natalizio accanto alla Messa dello Spadone di Cividale e a quella del Tallero di Gemona. Quindi il sommario, con tutti gli argomenti trattati dagli autori – fra i quali mi onoro nuovamente di aver fatto parte – e il testo del suggestivo “Cjant a Tarcint” di Arturo Zardini, il musicista pontebbano divenuto famoso soprattutto per il suo struggente “Stelutis alpinis”. E quindi il saluto del presidente della Pro Tarcento. «Tradizioni, quelle legate ai riti epifanici – scrive Nazareno Orsini -, ormai entrate di diritto nel patrimonio del Friuli e dei Friulani ovunque essi si trovino, non rimanendo confinate geograficamente nella nostra bellissima “Piccola Patria”. Tradizioni che si rinnovano di anno in anno e ci infondono ogni volta nuove speranze, coraggio e determinazione per affrontare le sfide future in scenari incerti, in tempi di grande ansia e di preoccupazioni, viste le crisi internazionali e le guerre in corso».
«Ma il “Pignarûl Grant” – prosegue Orsini – c’è e svetta sull’iconica collina di Coia. Tra luoghi che mutano con il passare del tempo e nonostante l’avvicendarsi di vari e numerosi protagonisti, continua a rimanere una costante presenza in questi quasi 100 anni di storia, consentendoci oggi di celebrare una tradizione in cui tutti i friulani si riconoscono. Una tradizione che rappresenta un centro della friulanità, che unisce il sacro al profano, i riti religiosi e quelli che richiamano all’agricoltura e al ritmico susseguirsi del tempo e delle stagioni». Il presidente della Pro Loco si complimenta, quindi, con i titolari del Premio Epifania 2025 – il ciclista Jonathan Milan e il musicista Fabrizio Fontanot – che sabato saranno insigniti del “Cavaliera del Friuli”, riconoscimento che «sottolinea ancor di più l’importanza di persone che, nel corso della loro vita, si sono distinte quali esempi di capacità, virtù e di attaccamento alla nostra terra». Nelle pagine centrali della rivista è riportato anche l’Albo d’oro degli insigniti, dal 1956 al 2024. I primi a essere premiati furono, con il grande tarcentino Chino Ermacora, Luigi Garzoni, Maria Candoni, Angelo Zanini, Ottavio Valerio e Piero Martin.
Ricordiamo, allora, tutti coloro che hanno dato il loro contributo per la pubblicazione della importante, e irrinunciabile, rivista natalizia: Giuseppe Bergamini, Alberto Candolini, Rita Zamarian e Vittoria Casamassima, Gianfranco Ellero, Laura Gritti, Luigi Di Lenardo, Sandri Secco dai Juris, Lucia Ciani, Igea Morgante, Enrico Madussi, Dionisia Biasizzo e Galliano Zof, oltre appunto al sottoscritto. Infine, è riportata una bellissima poesia, “Lusors di culines”, di Domenico Zannier, il sacerdote-letterato che ricordiamo come uno fra i più grandi cultori della storia e delle tradizioni del nostro Friuli, tanto  che venne candidato addirittura al Premio Nobel. Vari e di sicuro interesse tutti gli argomenti trattati, raccolti in appositi capitoli tematici: Tarcento nei secoli Arte, Dai silenzi delle Prealpi Giulie, Premio Epifania, Par no dismenteà, Imprenditori di ieri e di oggi, Eventi. E, allora, buona lettura e buon anno, nell’attesa di sapere come il Vecchio Venerando interpreterà il 2025 dalla direzione del fumo che si alzerà proprio dal “Pignarûl Grant di Cuje”.

—^—

In copertina, “Il Pignarûl – Tarcento 2025” uscito puntuale per le feste natalizie.