Anche Manzano e Torreano nell’Aclif che ora conta 147 Comuni. Il presidente Sergon: li coinvolgeremo sul friulano

Salgono a 147 i Comuni aderenti all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, sorta nel 2015 e unica realtà istituzionale che unisce le comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. I nuovi ingressi sono del Comune di Manzano, centro noto a livello internazionale per la sua industria del legno e dell’arredo, e di quello di Torreano, realtà famosa per le sue cave da cui si estrae la pregiata pietra piasentina, nonché per le produzioni vinicole d’eccellenza (come anche Manzano). Adesioni avvenute qualche settimana fa ma che, per il rispetto del periodo elettorale, l’Assemblea annuncia solo ora.
“Diamo il benvenuto a Manzano e Torreano nella nostra grande “famee”- sottolinea il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, da poco rieletto sindaco di Capriva del Friuli -, a cui le amministrazioni comunali hanno scelto di aderire. Come non ci stancheremo mai di ricordare che, far parte dell’Aclif è una libera scelta dei Comuni, una decisione che nasce e cresce dal basso. Coinvolgeremo, come fatto già in passato con gli altri nuovi Comuni aderenti, anche Manzano e Torreano nei nostri progetti: convegni e corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, iniziative per aiutare i Comuni a diffondere l’uso della lingua friulana e la conoscenza della cultura, sostegno a programmi radiotelevisivi”.

I Comuni aderenti all’Aclif sono: Aiello del Friuli, Amaro, Aquileia, Arba, Arta Terme, Artegna, Aviano, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buja, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino Casarsa della Delizia, Cassacco, Castelnovo del Friuli, Castions di Strada, Cavasso Nuovo, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Cinto Caomaggiore, Claut, Clauzetto, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Cordovado, Cormòns, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Dolegna del Collio, Fagagna, Fanna, Farra d’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Frisanco, Gemona del Friuli, Gonars, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Lauco, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Majano, Maniago, Manzano, Mariano del Friuli, Martignacco, Medea, Meduno, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Monfalcone, Montenars, Moraro, Morsano al Tagliamento, Mortegliano, Moruzzo, Mossa, Muzzana del Turgnano, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pocenia, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Ragogna, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano Teor, Romans d’Isonzo, Ronchis, Ruda, Sagrado, San Daniele del Friuli, San Giorgio della Richinvelda, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Martino al Tagliamento, San Michele al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sauris, Sedegliano, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teglio Veneto, Terzo di Aquileia, Tolmezzo, Torreano, Torviscosa, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Trasaghis, Travesio, Treppo Ligosullo, Treppo Grande, Tricesimo, Udine, Valvasone Arzene, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villesse, Visco, Vito d’Asio, Zoppola, Zuglio.

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In copertina, il presidente di Aclif Daniele Sergon, riconfermato sindaco di Capriva.

La biodiversità nelle cave di Piasentina domani in un convegno che ricorda Mario Laurino scomparso dieci anni fa

Per anni sono state guardate con sospetto per l’impatto ambientale causato dall’attività estrattiva. Oggi le cave di pietra Piasentina si prendono la loro rivincita. Un progetto Interreg Italia-Austria ha, infatti, dimostrato come all’interno delle cave non solo la biodiversità sia conservata ma anzi, in diversi casi, sia addirittura superiore rispetto alle zone immediatamente esterne alle aree dove si pratica l’attività estrattiva. I risultati dello studio saranno presentati durante il convegno “La biodiversità nelle cave di pietra Piasentina” in programma per domani, 19 febbraio, alle 15 nella sala consiliare di San Pietro la Natisone. Organizzatore dell’evento, patrocinato dal Comune valligiano, da Confartigianato-Imprese Udine e dall’Ordine degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori della provincia di Udine, è il Consorzio produttori pietra Piasentina, realtà che riunisce le sei aziende attive nell’estrazione e lavorazione della rinomata pietra friulana tra Faedis, Torreano, San Pietro al Natisone e San Leonardo. L’evento è dedicato alla memoria del “padre“ della pietra Piasentina, l’imprenditore Mario Laurino, scomparso esattamente 10 anni fa. Un pioniere della biodiversità e della tutela dell’ambiente all’interno delle cave.


Gli interventi si concentreranno sugli approfondimenti relativi agli studi che hanno interessato le cave di pietra Piasentina e la biodiversità dei boschi attorno ad esse, con riguardo all’impatto ambientale delle stesse e le buone prassi messe in atto per ridurlo al minimo. I risultati sono di tutto interesse: lo studio, frutto di diverse rilevazioni in cava effettuate in diversi periodi, ha certificato tra l’altro la presenza della mantide religiosa all’interno delle aree estrattive, specie invece non presente fuori, quella di diversi rettili e ancora di pipistrelli all’interno delle cavità formatesi a seguito dell’estrazione della pietra. Lo studio si è occupato anche del riciclo circolare dei residui, valutandone la valorizzazione economica quali materie prime secondarie, un’opportunità di grande interesse sia per i progettisti che per i designer attenti alla ecosostenibilità e all’uso di materiali naturali.
L’auspicio del Consorzio è che al convegno partecipino non solo addetti ai lavori, ma anche autorità locali, regionali e nazionali, affinché possano assumere una maggiore consapevolezza dei vantaggi in termini di economia circolare e protezione ambientale derivanti dall’attuazione di buone prassi. Il convegno prenderà il via alle 15 con i saluti del presidente del Consorzio stesso, per poi proseguire con la presentazione del progetto e dell’indice di biodiversità a lungo termine (LBI) a cura di Tobias Köstl (E.C.O. Institute of Ecology di Klagenfurt), con I risultati del monitoraggio Lbi nelle 4 cave studiate tra Italia e Austria a cura di Daniel Wuttej (E.C.O. Institute of Ecology di Klagenfurt). Si proseguirà con l’illustrazione dei risultati del monitoraggio faunistico a cura del dottore naturalista, Matteo De Luca, per finire con quella, a cura del professor Peter Harsanyi (Carinthian University of Applied Sciences), delle potenzialità delle eccedenze di marmo e materiali di scarto per la produzione di calcestruzzo ad alte prestazioni.

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In copertina, una cava di pietra Piasentina ai piedi del monte Matajur; all’interno, Mario Laurino scomparso dieci anni fa.