È online il “SuperDizionari de lenghe furlane”: al via con l’Arlef la più potente piattaforma sulla lingua friulana

Ecco a voi il “SuperDizionari de lenghe furlane”, la nuova piattaforma digitale realizzata dall’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, che riunisce sul sito www.arlef.it i principali dizionari della lingua friulana. Uno strumento gratuito, moderno e accessibile a tutti, pensato per valorizzare e diffondere l’uso del friulano in ogni ambito. Un progetto realizzato in attuazione del Piano generale di politica linguistica per il friulano della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Il nuovo strumento linguistico e la relativa campagna di informazione sono stati presentati il 16 ottobre, nel corso di una conferenza stampa ospitata dalla sede udinese della Regione Fvg, alla quale sono intervenuti l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti; il presidente dell’Agenzia, Eros Cisilino e il direttore dell’Arlef, William Cisilino. Presente anche Giulio Pecorella di Ensoul, l’agenzia di web development che ha sviluppato il progetto.
Grazie a un’unica e semplice interfaccia, il SuperDizionari rende accessibili i contenuti e i risultati di tre preziose risorse digitali dedicate al friulano: il Grant Dizionari Bilengâl Talian-Furlan; il Dizionari de Lenghe Furlane (Monolingue); e il Dizionari dai Cognons. Quest’ultimo, in particolare, è una vera e propria enciclopedia dei cognomi del Friuli contenente nomi, riferimenti storici, spiegazioni etimologiche, studi geografici e altre informazioni e curiosità.


«Il Piano generale di politica linguistica vede fra i suoi punti cardine i giovani, i media e le nuove tecnologie. Il nuovo progetto dell’Arlef è capace di mettere insieme tutto questo in un unico strumento studiato, in più, per essere costantemente aggiornato. L’attenzione all’evoluzione tecnologica e alla rapidità con cui avviene sono infatti imprescindibili anche nella difesa delle lingue minoritarie. Il SuperDizionari rappresenta pertanto un importante nodo nella rete di azioni messe in campo per tutelare il friulano, un dispositivo tecnologico alla portata di tutti i cittadini che senz’altro riuscirà a coinvolgere le nuove generazioni, anche grazie a una campagna informativa dal linguaggio semplice ma accattivante e, soprattutto, disponibile nei “luoghi digitali” che abitualmente frequentano», ha affermato Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie locali con delega alle lingue minoritarie.
«”Il potenziamento delle tecnologie rappresenta una tappa fondamentale anche per la lingua friulana come per altre lingue di minoranza d’Europa”. Così si sono espressi i componenti della commissione del Consiglio d’Europa che hanno fatto visita qualche mese fa ai diversi gruppi linguistici della Regione. Il SuperDizionari è pertanto un prodotto atteso, frutto di un lavoro affascinante e complesso, che saprà connettere l’utente con un ambiente sconfinato. Le parole sono come foglie di un antico albero: con le loro declinazioni, la loro etimologia, la loro antichissima genesi, offrono al Friuli una folta chioma linguistica che trae linfa dalle culture mediterranee, slave e germaniche», ha ricordato Eros Cisilino, presidente dell’Arlef.
«Con il SuperDizionari, la nostra comunità compie un passo decisivo verso il futuro. Studenti, insegnanti, ricercatori, traduttori, ma anche comuni cittadini e appassionati della lingua, potranno finalmente trovare in un unico portale le principali risorse lessicografiche sul friulano. In particolare, con l’importante gruppo di lavoro che per anni si è dedicato al progetto, ci siamo impegnati a rendere la navigazione intuitiva e immediata, nonostante la mole di dati che la piattaforma riesce a gestire. Parliamo infatti di 70.000 voci italiane e più di 68.000 friulane nel Dizionario Bilingue; 7.000 lemmi, 37.000 accezioni e 51.000 frasi in quello Monolingue; oltre 8.000 cognomi con spiegazioni etimologiche e storiche nel Dizionario dei Cognomi. E stiamo già lavorando all’integrazione di nuovi dizionari e di ulteriori funzionalità», ha aggiunto il direttore dell’Agenzia, William Cisilino.
«Portare la lingua friulana nel futuro significa rinnovare, completare e consolidare la presenza degli strumenti linguistici disponibili. Il SuperDizionari de lenghe furlane nasce dalle esigenze di crescita e rinnovamento: è “Super” perché fa da cappello a tre importanti strumenti lessicografici. Ma anche perché ottimizzato, razionalizzato e portato a dei linguaggi che ne permetteranno non solo una mantenibilità costante ma una integrazione con nuove tecnologie. E infine è “Super” perché è stato pensato con criteri di utilizzo su computer e smartphone e che ne semplifichino lettura, consultazione e uso. Uno strumento moderno, efficace e di facile consultazione può solo che contribuire alla crescita e alla diffusione di una lingua forte ed ambiziosa, di capitale importanza per la storia e il futuro del nostro territorio», ha precisato infine Giulio Pecorella di Ensoul.
Per far conoscere al pubblico il SuperDizionari, l’Arlef ha previsto anche un’articolata campagna di informazione affinché tutti possano imparare a conoscerlo per utilizzarlo in ogni occasione e contesto. “Se no ti ven sù la peraule juste… cirile tal puest just!” è il titolo della campagna che si struttura attorno a un divertente video con protagonista SuperD, un supereroe con poteri straordinari che interviene per suggerire la parola friulana corretta a quanti sono in difficoltà nel ricordarla. A tutti, regala proprio ciò che stavano cercando. Lo vedremo “soccorrere” tre studenti impegnati in un’aula studio di Abaud Accademia di Belle Arti di Udine, una signora intenta a fare la spesa in un negozio di ortofrutta e un nonno al parco con i nipoti. Il video sarà veicolato sui canali social come TikTok, Facebook, ma anche Instagram e, in modalità Shorts, sul canale Youtube, senza dimenticare WhatsApp. Si potrà “incontrare” SuperD pure sul web: sulle principali testate online del territorio friulanofono saranno presenti banner animati, dal design accattivante che faranno un uso strategico della call-to-action. Infine, ma non in ultimo, sarà diffuso anche uno spot radiofonico che invita a consultare il SuperDizionari ogni qual volta… “ci manca la parola!”, ma anche a interrogare il Dizionari dai Cognons per scoprire significato, origine e curiosità sul proprio cognome.

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In copertina, una pagina del SuperDizionari; all’interno, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti con gli animatori dell’importante iniziativa linguistica friulana.

Torlano domani commemorerà l’eccidio di ottantun anni fa: anche da Portogruaro per ricordare la tragedia dei De Bortoli

di Giuseppe Longo

Sarà il nuovo sindaco di Nimis, ingegner Fabrizio Mattiuzza, a presiedere domani mattina la solenne commemorazione dell’Eccidio di Torlano nel suo 81° anniversario. La civica amministrazione ha, infatti, indetto l’annuale cerimonia che comincerà alle 11 con la Messa, nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, in suffragio delle trentatré vittime innocenti della strage nazifascista; quindi, in corteo sarà raggiunto il vicino Cimitero dove sarà reso omaggio al sacello che custodisce i loro resti: nell’occasione, si terranno i saluti delle autorità, a cominciare da quelli dei rappresentanti di Nimis e di Portogruaro. Alla cerimonia, infatti, non manca mai una delegazione della città veneta per rendere omaggio al sacrificio di mamma De Bortoli e dei suoi bambini, martirio che è perennemente ricordato da un monumento nella frazione di Summaga. L’anno scorso era presente, con la delegazione portogruarese, anche Gina De Bortoli, ultranovantenne ma ancora in ottima salute, ultima superstite di quella efferata strage del 25 agosto 1944.
In quell’estate di 81 anni fa la popolazione del Comune di Nimis visse le pagine più cupe della propria esistenza, che però ebbero un sinistro presagio già il 12 dicembre precedente, quando a Nongruella sopra Cergneu ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio, nel quale caddero otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della seconda guerra mondiale.

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I 102 anni di Paola Del Din

(g.l.) «Oggi celebriamo Paola Del Din, figura eminente della storia del nostro Paese e testimone autentica dei valori più alti della Resistenza e della libertà. Come staffetta della Divisione Osoppo, ha messo a rischio la propria vita per servire la Patria, portando avanti con coraggio e determinazione ideali che ancora oggi costituiscono le fondamenta della nostra democrazia. La sua vicenda personale, segnata anche dal sacrificio del fratello Renato, è un esempio di dedizione e di amore per l’Italia che le è valsa la Medaglia d’Oro al Valor Militare e che non deve mai essere dimenticata». Con questo augurio, l’assessore Pierpaolo Roberti ha portato i saluti dell’Amministrazione regionale a Paola Del Din, nel giorno del suo 102° compleanno, festeggiato in ottima salute a Sappada assieme a parenti ed amici. Paola Del Din è stata staffetta partigiana durante la Resistenza, distinguendosi per coraggio e dedizione in missioni rischiose che prevedevano il trasporto di messaggi e documenti attraverso territori occupati dai nazifascisti e fu anche la prima donna paracadutista italiana e compiere un lancio di guerra. Dopo il conflitto si è dedicata all’insegnamento e alla promozione della memoria storica, diventando una testimone autorevole dei valori di libertà e democrazia. Ancora oggi, nonostante l’età molto avanzata, non manca alle principali cerimonie commemorative. E anche alla commemorazione di Torlano è stata presente molte volte. «Con profonda gratitudine e sincera ammirazione, a nome della Regione Friuli Venezia Giulia, le rivolgo i più sinceri auguri di buon compleanno – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – nella certezza che la sua testimonianza continuerà a essere fonte di ispirazione per le generazioni presenti e future».

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Torlano rievocherà così la più tragica pagina di storia della sua comunità. Era il 25 agosto 1944 quando, all’alba, si scatenò la feroce rappresaglia nazifascista quale reazione all’uccisione di un ufficiale tedesco: in quelle settimane era infatti intensa l’attività partigiana nel paese e nel territorio circostante, specialmente montano, del Comune di Nimis. L’azione fu decisa dal Comando superiore delle SS di Trieste ed è ricordata come una delle vicende più orribili dell’ultimo conflitto, il cui fascicolo, come quello di altre stragi compiute sul suolo nazionale, finì nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. Trentatré, come detto, le vittime innocenti: 24 di Torlano e 9 di Ramandolo. Una famiglia molto numerosa originaria della citata Portogruaro fu quasi del tutto sterminata da quello che è passato alla storia come il “boia di Colonia”.
Secondo gli ordini impartiti dalle autorità naziste, quella mattina di agosto doveva scorrere il sangue di quaranta persone, scelte a caso senza badare se fossero uomini, mamme o bimbi. Sette riuscirono a mettersi in salvo per cui le vittime, come detto, furono trentatré, tra cui appunto intere famiglie. E la più duramente colpita fu proprio quella dei De Bortoli, mezzadri sfrattati dalla loro terra portogruarese e giunti sotto i monti Plajul e Zucon in cerca di un po’ di fortuna: in nove furono barbaramente uccisi. Ma uno dei figli, Paolo, che aveva sette anni (è scomparso ottantunenne pochi anni fa), riuscì a salvarsi, protetto dal corpo della madre, e a farsi una vita, nonostante il tremendo trauma psicologico subito, come pure la ricordata sorella Gina, tredicenne, che riuscì a fuggire, sebbene avesse riportato gravissime ustioni causate dai vestiti avvolti dal fuoco. Nove martiri, insomma, soltanto in casa De Bortoli, mentre le altre persone trucidate appartenevano alle famiglie Comelli, Dri e Vizzutti, cognomi fra i più diffusi nella frazione di Nimis e a Ramandolo.
Il sacello-monumento dinanzi al quale domani si terrà la commemorazione ufficiale custodisce i resti di quelle povere vittime che tre anni dopo l’Eccidio furono raccolti in cinque bare, solennemente tumulate nel cimitero del paese, lasciando la fossa comune di Torlano Inferiore perché proprio là fu consumata la strage del 25 agosto 1944. Sinistra premessa di quanto sarebbe accaduto poco più di un mese più tardi a Nimis capoluogo che il 29 settembre fu interamente dato alle fiamme.

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In copertina, le bare nelle quali furono raccolti i resti delle 33 vittime dell’Eccidio.

Nimis, nuovo finanziamento regionale per il ponte della Motta che collega con Povoletto: la ricostruzione è più vicina

di Giuseppe Longo

NIMIS – La progettazione per il nuovo ponte della Motta era stata avviata durante l’amministrazione del sindaco Giorgio Bertolla e ora con il finanziamento appena accordato al suo successore, Fabrizio Mattiuzza, potranno accorciarsi i tempi per la ricostruzione della struttura di fine anni Cinquanta che, attraversando il Cornappo, mette in collegamento i Comuni di Nimis e Povoletto a nord di Savorgnano del Torre. Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, il primo cittadino ha infatti comunicato che la Regione Fvg, a fronte dei costi lievitati, ha stanziato un ulteriore finanziamento di un milione e duecento mila euro che si somma a quello di oltre due milioni che aveva ottenuto già la Giunta presieduta da Gloria Bressani. Nel dare alla civica assemblea questa importante comunicazione, l’ingegner Mattiuzza ha rivolto un ringraziamento all’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti e ai consiglieri Morandini, Budai e Miani per aver condiviso l’importanza e l’urgenza della realizzazione.

L’assessore Pierpaolo Roberti

Il sindaco Fabrizio Mattiuzza


La nuova opera andrà, dunque, a sostituire quella attuale che deve essere chiusa al traffico ogni volta che, in seguito a precipitazioni abbondanti, s’ingrossa il torrente sottostante. Una criticità quella del ponte della Motta che collega la borgata di Molmentet appunto alla citata frazione di Povoletto, che si sta dunque avviando alla tanto auspicata soluzione. Lo storico manufatto – ha quasi settant’anni – dimostra infatti sempre più la sua precarietà, tanto che aveva costretto proprio la Giunta Bressani a fissare drastiche limitazioni al traffico dei mezzi pesanti e ad avviare le pratiche per una nuova struttura.
Il ponte fu costruito negli anni Cinquanta del secolo scorso proprio per collegare i territori dei due Comuni nella suggestiva zona dove, sebbene sia territorio di Povoletto, i terreni agricoli sono per la maggior parte condotti da agricoltori di Nimis, come lo è pure la famiglia Tomada che gestisce lo storico Fogolâr della Motta. A quell’epoca, il traffico era molto limitato: pochissimi ancora i trattori, per cui i trasporti agricoli avvenivano quasi interamente a trazione animale. Dopo diversi decenni, però, la situazione è profondamente cambiata, il traffico è aumentato e anche i mezzi pesanti sono numerosi. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le piene del torrente che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. La più grave, come molti ricorderanno, era stata quella del 1991, quando le acque impetuose travolsero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado che viene chiuso a ogni grossa precipitazione). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte della Motta. Pertanto, il Comune di Nimis, in qualità di capofila, qualche anno fa aveva «inoltrato – come riferito a suo tempo dall’ex sindaco Gloria Bressani, oggi vice di Fabrizio Mattiuzza – domanda di contributo per il finanziamento della demolizione e ricostruzione dell’opera. Per la sua realizzazione la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023». Per cui ora sarà la civica amministrazione uscita dalle elezioni di aprile, dopo un anno di gestione commissariale, a concludere la progettazione, e quindi la realizzazione, di un ponte adatto ai nostri tempi, risolvendo così prima possibile un problema molto sentito.

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In copertina, il ponte della Motta come appariva stamane; all’interno, durante una piena del Cornappo.

Scritta trilingue rimossa (e rimessa) alla Stazione di Cividale. Comuni friulanofoni e minoranza slovena grati alla Regione

La vicenda della Stazione ferroviaria di Cividale del Friuli, dove il pronto intervento della Regione Fvg ha permesso il ripristino della segnaletica trilingue friulano-sloveno-italiano, deve far riflettere su come le iniziative a tutela del multilinguismo debbano essere portate avanti in maniera unitaria dai soggetti che rappresentano le minoranze. Per questo l’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana che conta 150 Comuni friulanofoni aderenti – fin da subito nella vicenda si è mossa insieme con la Skgz, l’Unione culturale economica slovena.
“E se ce ne fosse stato bisogno – spiega il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – avremmo coinvolto anche la minoranza tedesca, perché eventuali problematiche come quella della stazione cividalese, dove era stato sostituito il cartello trilingue che in precedenza indicava Cividale del Friuli, Cividât e Čedad, devono coinvolgere tutte le minoranze. Un diritto di una è un diritto di tutte, come anche l’attacco a un diritto fatto a una delle minoranze è un attacco a tutte e tre quelle presenti sul territorio regionale. In tal senso, ringraziamo di cuore l’Amministrazione regionale che è prontamente intervenuta per risolvere la questione”.
Sergon, assieme alla presidente del Skgz Ksenija Dobrila, aveva scritto una lettera alla Rete Ferroviaria Italiana – Direzione Operativa Infrastrutture Territoriali di Trieste e per conoscenza a Pierpaolo Roberti assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione e a Marco Jarc, presidente Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena in Italia. Nella missiva si sottolineava come la scritta trilingue presente a Cividale non solo ottemperava agli obblighi dell’articolo 10 della Legge di tutela della minoranza slovena n.38/01, ma anche rispondeva a finalità più ampie. “Riteniamo infatti – conclude Sergon – che, oltre alla base giuridica, è necessario aggiungere che il multilinguismo, come già sottolineato da altri attori istituzionali, è utile anche a promuovere il territorio del Friuli Venezia Giulia in chiave turistica e, in ultima analisi, a giustificare lo statuto speciale della Regione”. Da ultimo Aclif e Skgz hanno chiesto un’audizione del dirigente responsabile Rfi presso il Comitato Paritetico Per i problemi della minoranza slovena in Italia.

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In copertina, i presidenti Ksenija Dobrila (Skgz) e Daniele Sergon (Aclif).

Nel segno dell’Aquila, il Friuli ricorda il Patriarca Bertrando a 675 anni dalla morte: eventi al via a Udine, Martignacco e San Giorgio della Richinvelda

A 675 anni dalla sua tragica morte, avvenuta il 6 giugno 1350 a San Giorgio della Richinvelda per mano di una congiura orchestrata da alcuni nobili friulani, si rinnova la memoria di uno dei più illustri e amati protagonisti del Patriarcato di Aquileia: Bertrando di Saint Geniès. Per celebrare la figura del riformatore ecclesiastico, diplomatico e uomo di cultura, tanto caro al popolo friulano, da oggi a domenica, tra Martignacco, San Giorgio della Richinvelda e Udine, sono in programma una serie di eventi commemorativi realizzati dal Comune di Martignacco, dal Comune di San Giorgio della Richinvelda e dal Fogolâr Civic di Udin, con la collaborazione dell’Agenzia regionale per la lingua friulana. Il cartellone congiunto “In memoria di Bertrando” è stato presentato nella sede udinese della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, alla presenza del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino; del sindaco del Comune di Martignacco, Mauro Delendi; e del sindaco del Comune di San Giorgio della Richinvelda, Michele Leon. A intervenire, con un video messaggio, anche l’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti.

Cisilino tra i sindaci Delendi e Leon.


«Il Patriarca Bertrando è forse il più amato e il più riconosciuto dai friulani – ha ricordato il presidente Cisilino -. Della sua figura colpiscono la tenacia, l’energia (nonostante l’età), la laboriosità e la capacità di saper dialogare tra le diverse classi sociali. Sotto la sua guida, il Patriarcato di Aquileia raggiunse livelli al tempo molto alti sia di rappresentanza sociale, tramite riforme istituzionali innovative, che di autorevolezza internazionale, grazie alle sue spiccate doti diplomatiche e militari. Una delle caratteristiche salienti di Bertrando fu la carità verso i meno fortunati, che permeò tutto il suo mandato anche nei periodi meno facili. Promotore delle arti, è grazie a lui che ora identifichiamo l’aquila dorata nel cielo azzurro come nostra bandiera. Desidero ringraziare i Comuni di Martignacco e di San Giorgio della Richinvelda, oltre a tante altre realtà come il Fogolâr Civic di Udin, Glesie Furlane, il Circolo Culturale Beato Bertrando, il Comitato Unesco di Udine, e tanti altri, per il grande lavoro di valorizzazione che oggi segna un ulteriore punto di partenza, anche sotto l’egida di Go!2025».
Alla conferenza stampa è intervenuto anche l’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti che, impossibilitato a essere presente per impegni istituzionali improrogabili, ha voluto portare i suoi saluti con un video messaggio nel quale si è congratulato per questa nuova iniziativa, ricordando come il movimento a tutela e valorizzazione del friulano sia sempre più presente e più importante sul territorio. «La serie di eventi programmata dal 6 all’8 giugno, che vedono al centro la figura di Bertrando, sono ancora più significativi, non solamente perché è un patriarca simbolo e una figura fortemente riconosciuta, che contribuisce allo spirito identitario del popolo friulano», ma perché in programma in un anno particolarmente significativo per il friulano. Proprio il 9 giugno è in programma la IV Conferenza regionale sul friulano.
«Le celebrazioni in programma affondano le radici in una intuizione del consigliere Stefano Buongiorno che già lo scorso anno si era impegnato ad attivarla. Un’iniziativa che l’Amministrazione comunale ha voluto sostenere e valorizzare fin da subito – ha rimarcato il sindaco del Comune di Martignacco, Mauro Delendi -, riconoscendone il profondo valore storico e culturale che ha per Martignacco e non solo. Proprio nel parco comunale di Nogaredo di Prato sorge da secoli una croce che la tradizione locale (leggenda fusa con la storia) indica come luogo in cui il Patriarca Bertrando spirò dopo essere stato ferito a San Giorgio della Richinvelda: un segno tangibile e silenzioso di un legame antico e significativo tra il nostro territorio e questa figura di grande rilevanza per il Friuli tutto e non solo. Consolidare questa memoria contribuisce a mantenere viva una storia che già in passato ha rischiato di perdersi. Un valore riconosciuto anche da studiosi come il professor Travain, che da tempo segue e sostiene con attenzione questi percorsi di riscoperta culturale».
«Ricordare la memoria di Bertrando significa onorare le nostre radici e rinnovare la nostra identità – ha sottolineato il sindaco Leon -. Nell’occasione di queste celebrazioni per i 675 anni dalla morte del Beato, noi cittadini di San Giorgio della Richinvelda possiamo definirci come custodi della sua memoria e testimoni della sua eredità. Così, oltre agli eventi in programma, non lontano dal luogo in cui sventola la bandiera del Friuli, installeremo stabilmente un cartello trilingue nel quale si ricorda quanto è accaduto ma, in particolare, che in queste terre Bertrando ha mosso gli ultimi passi di una vita che viene ancora ricordata, a significare quanto sia stato uomo di coraggio. Una guida per la gente di quel tempo, ma anche un riferimento per il Friuli, dove ha lasciato un’impronta indelebile, pur non essendo friulano».

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Ecco la sua grande spada

Si intitola “Medioevo scoperto/Medioevo pellegrino” la diciannovesima edizione del ciclo di “Incontri di musica arte e storia”, promossi dalla Parrocchia di Santa Maria Annunziata e dal Museo del Duomo di Udine. Il calendario, che gode del patrocinio del Comune di Udine, è ricco di eventi e momenti di approfondimento, inseriti nel programma di Udine Estate. Nel corso dei mesi di giugno e luglio saranno proposte conferenze, concerti, esposizioni, visite guidate in preparazione alla festività dei Santi patroni Ermagora e Fortunato, al fine di dedicare attenzione alle realtà storiche e artistiche conservate nella Cattedrale, nelle chiese della Parrocchia e nel museo del Duomo, imprescindibili fonti per la conoscenza degli stessi Patroni e della storia della chiesa friulana. “Incontri di musica arte e storia” si protrarrà poi con ulteriori iniziative fino al prossimo ottobre.
E sarà la giornata di oggi, 6 giugno, ad aprire il calendario delle iniziative di spicco della manifestazione, data in cui ricorre la morte del Beato Bertrando, Patriarca di Aquileia a cui il Museo del Duomo è dedicato. L’evento d’eccezione è senza dubbio la visita guidata alla spada del Patriarca Bertrando (secolo XIV) che verrà esposta in esclusiva fuori dalla sua vetrina. Durante la visita al Museo del Duomo, alle ore 16, saranno illustrate le caratteristiche di questo esemplare unico al mondo e di eccezionale manifattura, permettendo al pubblico di osservarla da vicino prima del restauro a cui sarà sottoposto nei prossimi mesi. La visita è a numero chiuso e la prenotazione è obbligatoria scrivendo a: museo@cattedraleudine.it; la visita sarà proposta anche domani, negli orari 10.30, 16.30 e 17.30, sempre con prenotazione obbligatoria. Gli appuntamenti odierni prevedono, alle ore 11, al Museo del Duomo, la presentazione di Cammini inclusivi: dal Museo del Duomo alla Cappella della Purità, gli itinerari inclusivi realizzati dagli allievi dell’indirizzo Turismo dell’IT “A. Zanon”, in collaborazione con la direzione del Museo del Duomo e Willeasy srl. Fruibili tramite QRcode, sono stati realizzati nell’ambito del progetto didattico ArteWeb in Tour – “Turismo Accessibile e Inclusivo: Creare Esperienze Culturali per Tutti” e arricchiscono l’offerta del portale percorsiinclusivi.it. Grazie ad una comunicazione “easy to read”, vengono veicolati con semplicità ed efficacia le informazioni necessarie per pianificare una visita ed immergersi nella storia e nell’arte di uno dei luoghi più interessanti della città di Udine. Interverranno la dirigente dell’IT “A. Zanon”, Elena Venturini, e la coordinatrice del progetto Laura Chinellato.
Alle ore 17.30, nella Chiesa della Beata Vergine della Purità seguirà invece l’importante conferenza “Sulla spada del Beato Bertrando”. Dopo l’introduzione a cura di monsignor Luciano Nobile e Maria Beatrice Bertone, Tommaso Vidal, docente di storia medioevale all’Università di Bergamo, interverrà sul tema “Per far la spada, ci vuole il ferro. La produzione siderurgica nel Friuli medievale”. Seguiranno poi gli interventi di Giovanni Sartori, ricercatore nei settori dell’archeologia sperimentale, dell’archeometallurgia e delle armi antiche, e di Florian Messner, dell’Università di Innsbruck, sul tema “La spada del patriarca Bertrando: indagini e studio”.

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Ecco, dunque, il programma delle celebrazioni che si terranno da oggi a domenica a Martignacco,  San Giorgio della Richinvelda e Udine:

MARTIGNACCO – Oggi, alle ore 18.30, nella suggestiva cornice della Chiesa di Faugnacco, lo storico e scrittore Angelo Floramo condurrà il pubblico in un “Viaggio nel Medioevo”, attraverso la narrazione della storia dei Patriarchi d’Aquileia. A seguire, Daniele Bertossio presenterà “La natura che ci circonda”, un approfondimento dedicato alla biodiversità del Parco del Beato Bertrando. L’intervento illustrerà il monitoraggio della fauna locale e le iniziative di tutela ambientale che si stanno portando avanti sul suo territorio. L’ingresso è libero.
Domani 7 giugno: a Nogaredo di Prato, a partire dalle 16.00, è in programma una passeggiata naturalistica nel Parco del Beato Bertrando guidata da Daniele Bertossio (ritrovo presso l’ingresso del Parco). Alle 17.30, alla Croce del Beato Bertrando, il professor Alberto Travain proporrà una riflessione su “Vita e mito del Beato Bertrando”, seguita alle 18.30 dalla celebrazione della Santa Messa, nello stesso luogo. Gli eventi saranno accessibili senza necessità di prenotazione.

SAN GIORGIO DELLA RICHINVELDA – Domani 7 giugno: alle ore 20.30, nella Chiesetta di San Nicolò si terrà la presentazione del libro “Fantasticant” di Pre Antoni Beline. All’evento interverrà pre Romano Michelotti, presidente di Glesie Furlane, che patrocina l’evento, con letture a cura delle poetesse Luigina Lorenzini e Alida Pevere. Anche questo appuntamento sarà a ingresso libero.
Domenica 8 giugno: sarà celebrata la Messa nei Prati del Bertrando, alle ore 9 in italiano e alle 10.30 in friulano, quest’ultima con successiva processione al cippo commemorativo. In caso di maltempo, le Messe saranno celebrate nella chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, in piazza Beato Bertrando.

UDINE – Oggi: alle ore 19, nel Duomo di Udine, sarà celebrata la Messa cantata dal coro dell’Associazione musicale Bertrando di Aquileia di San Giorgio della Richinvelda, in collaborazione con il Comune di San Giorgio della Richinvelda.
Domani 7 giugno: alle ore 11, nel Museo del Duomo si terrà la visita guidata “Alla scoperta delle opere d’arte del Beato Bertrando”. L’iniziativa è organizzata dal Circolo Culturale Beato Bertrando di Martignacco in collaborazione con il Comune di San Giorgio della Richinvelda. Info e prenotazioni al nr. 338 4051342.
Domenica 8 giugno: alle ore 18, ai piedi della storica Loggia del Lionello, ci sarà il Palio delle rose o del Beato Bertrando, a cura del Fogolâr Civic di Udin. Si tratta di un palio di tiro al bersaglio con arco e balestra, che riporterà in vita lo spirito medioevale e comunitario del tempo del Patriarca.
Una serie importante di iniziative, dunque, nel capoluogo friulano ma anche a Martignacco e a San Giorgio della Richinvelda, che rappresentano un’occasione preziosa per riscoprire le radici e per rendere omaggio a una figura che ha segnato in modo profondo la storia del Friuli.

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In copertina, il ritratto del Patriarca Bertrando; all’interno, le sue spoglie nella Cattedrale di Udine e la bandiera del Friuli.

“Steward” e videosorveglianza per le imprese: due bandi della Regione Fvg per 3 milioni. Le domande alla Camera di Commercio Pordenone-Udine

Un bando da 2 milioni e uno da 1 milione di euro per incrementare la sicurezza delle piccole imprese e pubblici esercizi: li stanzia la Regione Fvg e gestirà tutto il percorso la Camera di Commercio Pordenone-Udine per fornire alle imprese i contributi, da un lato per coprire le spese, anche già sostenute, relative all’impiego di addetti ai servizi di controllo (i cosiddetti “steward”); dall’altro, per l’acquisto di dispositivi di videosorveglianza a tutela dell’unità produttiva. I bandi sono presentati alla presenza dei direttori delle categorie economiche, dall’assessore regionale alla sicurezza Pierpaolo Roberti e dal presidente camerale Giovanni Da Pozzo, affiancati dal questore Domenico Farinacci e dal prefetto Domenico Lione.
Il primo bando, da 2 milioni, prevede la possibilità di coprire interamente la spesa sostenuta dal pubblico esercizio, in forma singola o associata, che si trovi nei Comuni di Pordenone e Udine. Il contributo concedibile minimo è di 2 mila euro e massimo di 30 mila a progetto. I termini del bando, aperti il 26 maggio, resteranno accessibili fino al 31 dicembre . Saranno considerate solo le domande trasmesse via Posta elettronica certificata (Pec) e inviate, per le imprese con sede nel Comune di Pordenone, a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it; per quelle nel Comune di Udine a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it. Il plafond è suddiviso in 500 mila euro per Pordenone e in 1,5 milioni per Udine.

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Parità di genere, oggi incontro

Come già annunciato, la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con il suo Comitato per l’Imprenditoria Femminile presieduto da Renata Lirussi, ha promosso un incontro pubblico per accompagnare le imprese del territorio nel percorso verso la certificazione della parità di genere, strumento sempre più strategico per lo sviluppo sostenibile e competitivo delle aziende. L’appuntamento è fissato per oggi, 3 giugno, alle ore 17, nella Sala Valduga della sede camerale di Udine (Piazza Venerio 8), e rappresenta il primo passo di un percorso di sensibilizzazione e formazione dedicato a tutte le realtà imprenditoriali interessate a valorizzare la cultura dell’equità e dell’inclusione nei contesti lavorativi.

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Secondo bando, quello per i dispositivi di videosorveglianza e già attivo: in questo caso, le imprese beneficiarie possono avere sede nei territori provinciali di Udine e Pordenone. In particolare, sono ammesse a contributo le spese sostenute, fatturate e pagate a partire dal 1° novembre 2024 e prima della presentazione della domanda, per l’acquisto, l’installazione, il potenziamento e l’attivazione di telecamere, sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, sistemi di video allarme antirapina in grado di interagire direttamente con le sale e le centrali operative e sistemi di allarme anti-intrusione. Anche in questo caso, l’intensità percentuale massima di contributo ammonta al 100% della spesa: il contributo minimo è di mille euro e massimo di 15 mila per progetto.
Se l’assessore Roberti ha sottolineato la consistenza dei fondi e l’opportunità da non perdere per Pmi ed esercenti, «in quanto i contributi – ha evidenziato – sono al 100%», il presidente Da Pozzo ha sottolineato l’importanza «della sicurezza come base per la legalità e per un’economia sana. Questi fondi sono immediatamente operanti e grazie a un dialogo costante fra tutte le istituzioni siamo riusciti a mettere in piedi degli strumenti agili – ha concluso – che possono rappresentare un valido aiuto per le nostre imprese». Sulla stessa linea anche questore e prefetto: il primo ha ricordato come gli strumenti di videosorveglianza siano particolarmente utili, oltre che come deterrente, anche ai fini della qualità della ricostruzione dei fatti, mentre il secondo si è soffermato sull’ottima collaborazione fra istituzioni pubbliche e private per tutelare tutti insieme un modello di sicurezza urbana diffusa e concreta. La modalità di presentazione delle domande è sempre la Pec agli indirizzi indicati, ma questo bando ha termini più ristretti: si chiuderà il 30 giugno. A metà maggio, erano già arrivate una novantina di domande, suddivise equamente fra i due territori.

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In copertina, la presentazione dei bandi mentre parla l’assessore regionale Roberti.

Sacile nell’abbraccio del Livenza ospiterà la “Fieste de Patrie dal Friûl” ricordando la Costituzione del Patriarca Marquardo

Nell’abbraccio delle calme e limpide acque del fiume Livenza e circondati dai suoi splendidi palazzi, sarà Sacile, il prossimo 6 aprile, a ospitare la 48ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. La cerimonia religiosa e quella civile, nel 2025, ricorderanno i 948 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077, come è stato sottolineato durante la presentazione del sempre ricco programma. L’iniziativa è organizzata quest’anno da Comune di Sacile, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”.
Alla presenza dell’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, del sindaco Carlo Spagnol, intervenuto con l’assessore alla cultura Ruggero Spagnol, e del presidente dell’Istitût Ladin Furlan, Geremia Gomboso, è stato ricordato come la scelta di Sacile per celebrare il Friuli sia particolarmente simbolica in quanto, l’8 novembre 1366, il Patriarca Marquardo von Randeck – lo stesso che si ricorda con la Messa dello Spadone e la successiva rievocazione storica nell’Epifania di Cividale – scelse proprio la città del Friuli Occidentale per promulgare la Constitutiones Patriae Fori Iulii, ovvero il “codice” del diritto friulano, rimasto in vigore fino al 1797.

«Con Arlef, durante tutto l’anno, lavoriamo intensamente per la tutela e la promozione della lingua friulana – ha detto Roberti – obiettivo su cui la Regione investe con convinzione e continuità. Lo facciamo con progetti che spaziano dalla scuola al cinema, come dimostra anche il recente contributo alla realizzazione di un film in friulano. Ma ci sono momenti, come quello della Festa della Patria del Friuli, in cui ci si concentra anche sull’identità, non solo linguistica, bensì culturale e storica». L’assessore ha, infine, ribadito l’importanza di sostenere questo tipo di celebrazioni: «Il Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto – è una regione composita, per geografia e per cultura, ma capace di trovare valori comuni e condivisi. La Festa della Patria del Friuli celebra proprio questo: l’unità di un popolo che ha radici profonde. Il 6 aprile la bandiera del Friuli sventolerà su tutti gli edifici dell’Amministrazione regionale, da Trieste a Sacile, in un gesto simbolico ma potentemente identitario. La Regione continuerà a sostenere con convinzione questa ricorrenza, non per autocelebrazione, ma perché sono gli stessi Comuni e i cittadini a chiederci di farlo, con entusiasmo e partecipazione».
«Il fulcro delle celebrazioni per la Fieste si terrà a Sacile: città in cui il dualismo friulano e veneziano si sono scontrati, ma hanno anche collaborato, permettendo alla cittadina sul Livenza, di prosperare nel rispetto delle identità, ancora ben vive e radicate. Il programma è ricchissimo di eventi anche di notevole spessore e di questo ringrazio la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia per il costante supporto, le tante Amministrazioni comunali e le associazioni, ma soprattutto i tanti friulani, che pervicacemente valorizzano la nostra identità e la nostra lingua con idee e iniziative di impareggiabile valore che si estendono lungo tutto il corso dell’anno», ha ricordato il presidente Cisilino, ponendo l’accento sui moltissimi eventi collaterali in programma quest’anno: «È con viva soddisfazione che l’Agenzia regionale per la lingua friulana conta circa 200 eventi sul territorio regionale in occasione delle celebrazioni per la Patria del Friuli: si tratta di un dato che sottolinea il crescente interesse verso la nostra identità da parte delle Amministrazioni locali, delle associazioni e della cittadinanza».
«La città di Sacile è onorata di accogliere questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, evento che assume un particolare significato, un passaggio importante per la storia di tutti noi: era il 1366, precisamente l’8 novembre, quando proprio a Sacile furono promulgate le Constitutiones Patriae Foriiuli. Una iniziativa molto importante in quanto Sacile sarà, per un giorno, la capitale del Friuli, richiamando il popolo friulano per celebrare i 948 anni dalla nascita della Patria, offrendo l’occasione per coinvolgere tutti nella promozione di quei valori che la Fieste porta con sé: ricordare e valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano», ha sottolineato il sindaco Spagnol.
Entrando nel dettaglio del programma della giornata di celebrazioni, l’assessore Spagnol ha quindi ricordato che “Sacile ha messo, in questa “scommessa”, tutte le sue risorse, in primis quelle umane, in particolar modo il personale della Biblioteca civica, che ha trovato in Arlef un prezioso supporto”. L’assessore ha anche fatto sapere che per la giornata del 6 aprile tutti i presenti saranno omaggiati con dei piccoli gadget realizzati dall’associazione “I Petali Onlus”, una realtà storica della città che si occupa di disabilità.


IL PROGRAMMA – Le celebrazioni avranno inizio in Piazza Sant’Odorico, antistante la Chiesa di Sant’Ulderico, alle 9.30. Qui è previsto il ritrovo dei partecipanti e, alle 9.45, il tradizionale alzabandiera della bandiera del Friuli, con l’accompagnamento del Gruppo Alpini di Sacile e dell’Istituto Filarmonico Città di Sacile. Seguirà, alle 10, la Santa Messa celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli, con letture e preghiere in friulano, sloveno, tedesco e veneto. La funzione sarà accompagnata dal Gruppo Corale Spengenberg di Spilimbergo. Terminata la messa, alle 11, partirà il corteo con l’accompagnamento dell’Istituto Filarmonico Città di Sacile. Si dirigerà verso la Loggia del Municipio, in piazza del Popolo, dove, alle 11.15, è previsto il saluto di benvenuto agli ospiti e alla cittadinanza, con l’accompagnamento del Coro Livenza. Alle 11.45, al Teatro Ruffo (Piazzetta Antonio Pasqual 22), avranno inizio le celebrazioni civili: sarà eseguito l’Inno del Friuli, cantato dalla talentuosa mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza, e sarà data lettura della Bolla imperiale, a cura della Pro Castello di Caneva e con la partecipazione della Schola Tamburi storici di Conegliano. Dopo il tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco del Comune che ha ospitato la manifestazione l’anno precedente (Tarcento) e quello ospitante, seguiranno i saluti delle molte autorità presenti. Chi vorrà seguire l’evento da casa, potrà farlo grazie allo speciale “Fieste de Patrie” di Telefriuli (canale 11), che dalle 9.45 trasmetterà in diretta sia la liturgia che, a seguire, la cerimonia civile. Dopo il pranzo, proposto nei ristoranti del centro storico con menù a prezzo concordato, sarà possibile prendere parte alle visite guidate a cura dell’Associazione Guide Nord-Est. Dalle 15.00, con ritrovo alla Loggia del Municipio (in Piazza del Popolo), partiranno gli itinerari alla scoperta di Palazzo Ragazzoni, del Duomo di San Nicola, della Chiesetta della Pietà, dell’Antico Ospitale e della Ex Chiesa di San Gregorio. Sarà inoltre possibile visitare in autonomia l’importante mostra d’arte “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, ospitata a Palazzo Ragazzoni (aperta dalle 15 alle 19). Per maggiori informazioni sul programma della Fieste de Patrie è possibile contattare la Biblioteca Civica di Sacile, chiamando lo 0434.787235, o consultare il sito www.arlef.it

EVENTI SUL TERRITORIO – Come di consueto, nell’occasione della Fieste è previsto un fitto programma di eventi collaterali su tutto il territorio friulano. Spettacoli teatrali, eventi musicali, presentazione di libri, laboratori per i più piccoli e molto altro. Quest’anno sono tantissimi, ben il doppio rispetto alla passata edizione. Sono promossi da oltre 100 Comuni, anche grazie al bando per il sostegno delle manifestazioni che accompagnano la ricorrenza, promosso dall’ARLeF in attuazione alla Legge n. 6/2015. Il calendario degli eventi sul territorio è consultabile sul sito www.arlef.it

EVENTI COLLATERALI – A Sacile, nel percorso di avvicinamento al 6 aprile, sono previsti anche una serie di eventi collaterali. Giovedì 3 aprile, nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni, alle 18, ci sarà la conferenza “Gli antichi Statuti di Sacile”, con il prof. Ludovico Mazzarolli dell’Università degli Studi di Udine e i ricercatori Stefania Miotto e Alessandro Fadelli. Gli Statuta Comunis Sacili attestano l’ampia autonomia e l’elaborata struttura amministrativa che hanno favorito il rilevante sviluppo economico e culturale della città nel tardo Medioevo.
Venerdì 4 aprile, a Palazzo Ragazzoni, alle 18, sarà inaugurata la mostra “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, curata da Magalì Cappellaro e Alberto Vidissoni dell’Università degli Studi di Udine. Un “viaggio” che offre uno sguardo d’insieme sulla ricchezza e la diversità dell’arte friulana, attraverso le opere di 8 diversi artisti, ciascuno con il proprio peculiare linguaggio espressivo.
Quello stesso giorno, sempre nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni, alle 20.45, andrà in scena “Poesie di confine: tra Friuli e Veneto, tra ieri e oggi”, rime sparse di G. Battista Donato, letterato del Cinquecento, e Fabio Franzin, poeta di oggi, interpretate da Caterina Comingio e Serena Ervas, con improvvisazioni musicali alla fisarmonica di Romano Todesco, su ideazione del Piccolo Teatro Città di Sacile.
Sabato 5 aprile, sarà invece la piazza della chiesa di Sant’Ulderico, alle 15.30, a ospitare “Sacile e la Patria del Friuli”, laboratorio creativo per bambini con l’associazione Playground APS.
Per maggiori informazioni è possibile contattare la Biblioteca Civica di Sacile, chiamando lo 0434.787235.

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In copertina, una bella immagine di Sacile bagnata dal Livenza; all’interno, gli intervenuti alla presentazione: da sinistra, Geremia Gomboso, Ruggero Spagnol, Carlo Spagnol, Pierpaolo Roberti, Eros Cisilino e William Cisilino.

Governare il rischio per la sicurezza: stamattina c’è un convegno a Feletto

“Governare il rischio: analisi e strategie per garantire sicurezza alla comunità”. Questo il tema del convegno – organizzato da MD Systems, Master in Intelligence and Emerging Technologies e Comune di Tavagnacco  – che si terrà stamane, alle 10, nella sala consiliare di piazza Indipendenza, a Feletto Umberto. I lavori saranno aperti dai saluti introduttivi di Giovanni Cucci, sindaco di Tavagnacco, Walter Rizzetto, presidente Commissione Lavoro della Camera, e Pierpaolo Roberti, assessore regionale alla sicurezza.
Quindi, sono annunciati gli interventi di Giuseppe Corasaniti, giurista ed ex magistrato, Enrico Pirastru, capo security Fincantieri, Umberto Saccone, ex capo security Eni, Pierluigi Pelargonio, capo security Sky Italia, Gian Luca Foresti, direttore del Master in Intelligence and Emerging Technologies Uniud, e Marco Cavalli, analista ed esperto video sorveglianza. Parteciperanno al dibattito Manuel Cacitti, esperto di cybersicurezza, Diego Mansutti, esperto di tecnologia video termica, e Francesco Gigliotti, security manager Corpo Vigili Notturni.  I vari interventi saranno moderati da Christian Seu, giornalista del Messaggero Veneto.

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In copertina, la sede del Comune di Tavagnacco a Feletto Umberto.

Elezioni comunali a Monfalcone, Nimis, Pordenone e San Pier d’Isonzo: le direttive per il voto fissate dalla Regione

«I comizi elettorali per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali nei Comuni di Monfalcone, Nimis, Pordenone e San Pier d’Isonzo sono convocati nelle giornate di domenica 13 e lunedì 14 aprile 2025». Lo ha comunicato l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, il quale ha firmato ieri il decreto di convocazione dei comizi elettorali per le elezioni comunali che coinvolgeranno quattro Amministrazioni del Friuli Venezia Giulia.
Come ha specificato l’esponente della Giunta Fedriga, l’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci dei Comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti (Monfalcone e Pordenone) avrà luogo domenica 27 e lunedì 28 aprile.
Nel decreto viene dato mandato a vicesindaci e commissari di dare esecuzione al decreto stesso tramite appositi manifesti informativi, da affiggere nella giornata di giovedì 27 febbraio prossimo indicando i giorni e i luoghi di riunione. Viene inoltre stabilito il numero di consiglieri da eleggere in ciascuna Amministrazione: 40 per Pordenone, 24 per Monfalcone, 12 a testa per Nimis e San Pier d’Isonzo.
Per quanto concerne invece gli orari, l’assessore ha ribadito che i seggi saranno aperti, nel primo turno, nelle giornate di domenica e lunedì dalle ore 7 alle ore 22 e, nel secondo turno, dalle ore 7 alle ore 23 di domenica e dalle ore 7 alle ore 15 di lunedì.

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In copertina, l’assessore regionale alle Autonomie locali Fvg Pierpaolo Roberti.

Sono fissate per il 13 aprile le elezioni amministrative in quattro Comuni Fvg: Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo. Due all’eventuale ballollaggio

Le elezioni municipali 2025 – che in Friuli Venezia Giulia prevedono in rinnovo degli organi in quattro Comuni tutti oggetto di scioglimento anticipato (Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo) – sono state fissate per le giornate di domenica 13 aprile e lunedì 14. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci nei Comuni con popolazione superiore ai 15 mila residenti (Pordenone e Monfalcone) avrà luogo nelle giornate di domenica 27 e lunedì 28 aprile. Lo ha deciso oggi la Giunta Fedriga – su proposta dell’assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti – in applicazione di quanto disposto dalla legge regionale 19 del 2013, sulla base della quale l’Esecutivo stabilisce la data delle elezioni comunali non oltre il sessantesimo giorno antecedente la votazione.
«La data fissata – ha spiegato l’assessore – rientra nella finestra prevista per l’anno 2025 dall’articolo 9 dalla legge regionale 12 del 2024, la quale stabilisce che le elezioni si svolgano in una data compresa tra il 15 marzo e il 15 giugno 2025. Inoltre, sempre in applicazione allo stesso articolo di legge, la Giunta ha disposto che le operazioni di voto si tengano in due giornate».

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In copertina, l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti.