Grado, Festa di mezza estate oggi al via con la nuova “sardelada”: il ricavato aiuterà la barca del Perdòn de Barbana

(g.l.) A Grado si sta per aprire il sipario sulla “Festa di mezza estate” con il ritorno della tradizionale “sardelada” in campo Patriarca Elia, il sagrato della Basilica di Sant’Eufemia, che aveva accolto due settimane fa la bella sagra collegata alla ricorrenza dei Santi Ermacora e Fortunato, i Patroni dell’Isola.
La manifestazione che, dunque, comincia oggi e continuerà domani per poi concludersi domenica, è stata organizzata dall’Associazione portatori della Madonna di Barbana in collaborazione con l’Amministrazione civica e la Parrocchia arcipretale. Il ricavato della “sardelada” sarà investito – come hanno reso noto i promotori – per coprire i costi della nuova ammiraglia “Regina del Mare”, cioè l’imbarcazione sulla quale viene accolta la statua della Madonna degli Angeli durante la processione votiva in laguna della prima domenica di luglio, quando si rinnovano i riti dell’amatissimo “Perdòn de Barbana”.
Una lodevole finalità benefica, dunque, accanto alla volontà di creare un nuovo momento di festa nel centro storico, sempre molto apprezzato anche dai turisti che affollano la località balneare. E, allora, buona “sardelada” a tutti!

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In copertina e all’interno ecco due immagini della “sardelada” per i Patroni di Grado.

A Grado con la “Domenica del Mare” il sigillo sulla grande settimana della tradizione: Perdòn di Barbana e Patroni

di Giuseppe Longo

GRADO – Bella, calda e piena di sole, la “Domenica del Mare” che anche l’Isola di Grado oggi ha celebrato, registrando addirittura il sold out per la spiaggia “imperiale”. La ricorrenza è fissata proprio la seconda domenica di luglio e nell’occasione le comunità cattoliche, non solo italiane ma di tutto il mondo, pregano per coloro che lavorano nel settore marittimo e pure per quanti beneficiano della loro importante opera, vale a dire i turisti. Tant’è che la celebrazione della Messa “Granda” di stamane nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, celebrata da don Gianni Medeot assieme ad altri due sacerdoti (uno dei quali ortodosso), è stata conclusa dalla lettura, con il suggestivo sottofondo creato dall’organo, di una toccante preghiera composta per l’occasione. Prima che l’assemblea cristiana si sciogliesse tra le note tanto amate di “Madonnina del Mare”.

La processione di barche…

… l’arciprete e il sindaco di Grado.

(Foto Laura Marocco)

E la “Domenica del Mare” ha concluso una settimana memorabile per l’Isola d’Oro, strettamente legata alle sue tradizioni più sentite: il “Perdòn de Barbana” con la bellissima processione di barche in laguna per rinnovare il voto cittadino che risale al lontano 1237, quando Grado fu risparmiata da una terribile pestilenza che aveva già devastato l’entroterra, e la Festa dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato. Ricordare i martiri – che sono protettori anche della vicina Aquileia, di Udine e dell’intero Friuli Venezia Giulia – «significa riscoprire la bellezza dell’evangelizzazione e la forza della testimonianza», ha sottolineato monsignor Paolo Nutarelli, il quale ha poi aggiunto: «L’evangelizzazione è un “cercare”. Non è, difatti, un’operazione esclusivamente vocale, ossia fatta solo di parole; anzitutto, piuttosto, l’evangelizzazione è fatta di gesti: di ricerca, di misericordia e di tenerezza». Nell’occasione, l’arciprete ha salutato il nuovo sindaco di Grado, Giuseppe Corbatto, uscito dalle recenti elezioni che hanno concluso la gestione commissariale, rinnovando lo spirito di intesa tra Chiesa e Civica amministrazione.
La festa religiosa dei Santi Patroni è stata seguita dalla tradizionale sagra in campo Patriarca Elia dove ha preso vita la gustosa “sardelada” organizzata dall’Associazione Portatori della Madonna di Barbana, col sostegno di Comune e Parrocchia. Cosa che si è ripetuta con successo ieri e che si concluderà nella serata odierna, ponendo così il sigillo non solo sulla “Domenica del Mare” ma anche, come detto, su una settimana strettamente legata alle tradizioni di Grado e molto sentita dai “graisani” e pure dai turisti che scelgono l’Isola per le loro vacanze. Una grande domenica di metà luglio coronata, infine, dal suono delle Bande che dopo aver rallegrato diverse vie cittadine con le loro note festose, si sono riunite nei giardini di viale Dante dove hanno tenuto un applaudito concerto concludendolo poi tutte insieme. Protagoniste sono state le Bande di Cormons, Monfalcone, Doberdò del Lago e ovviamente Grado.

La “sardelada” e le Bande musicali.

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In copertina, la spiaggia “imperiale” di Grado in questo bellissimo pomeriggio.

Cento ragazzi di Grado al campo estivo di Fusine prima del ritorno a scuola in un’Isola che è rimasta senza l’autonomia

di Giuseppe Longo

Mentre Grado è in festa per la tradizionale celebrazione del “Perdòn de Barbana”, un centinaio di ragazzi dell’Isola si appresta a iniziare l’importante esperienza dei campi estivi in montagna. Proprio da oggi, infatti, sarà attivo il “Campo Uno” a Fusine con alunni di prima e seconda media di Grado e Cormons. «La nostra comunità, grazie alla disponibilità di adulti e giovani, animatori, capi scout e catechisti – ha scritto al riguardo, su Insieme, monsignor Paolo Nutarelli – riesce a proporre le esperienze educative a quasi 100 ragazzi gradesi: un grande grazie, quindi, a quanti rendono possibili queste attività». La folta comitiva isolana, come detto, trascorrerà la vacanza montana nel Tarvisiano assieme a un gruppo di coetanei di Cormons, la comunità del Collio che ha avuto per una quindicina d’anni la guida spirituale proprio di don Paolo, prima che il sacerdote fosse stato richiamato dall’arcivescovo di Gorizia nella sua cittadina d’origine per assumere l’importante investitura di arciprete di Grado. E questo dimostra che fra la comunità marina e quella collinare rimane un ottimo e promettente rapporto di amicizia e collaborazione.

Monsignor Paolo Nutarelli


Vacanze in montagna, dunque, per i ragazzi gradesi, per i quali il ritorno a scuola in settembre, al termine dei mesi estivi, sarà contrassegnato da una ripresa delle lezioni senza l’autonomia che fino allo scorso anno scolastico era assicurata: il plesso isolano sarà infatti accorpato a quello di San Canzian d’Isonzo. Un provvedimento contro il quale monsignor Nutarelli – che nella scuola media è anche insegnante – ha espresso sempre contrarietà fin dal primo momento per il fatto che Grado, isola lagunare, non ha nulla in comune con l’entità dell’entroterra e che è distante parecchi chilometri. E proprio nell’ultimo giorno di scuola aveva affidato ai social la sua amarezza per la decisione ormai presa. «C’è allegria e gioia. Ma anche tanta tristezza, perché “oggi” chiude la Secondaria di Grado (le “medie”). Infatti, “muore” l’Istituto Comprensivo Marco Polo di Grado e nascerà uno nuovo dove le nostre scuole saranno accorpate con un’altra scuola. Si poteva, si doveva fare di più. La scuola non è solo “interrogazioni o lezioni”, sono i progetti, le attività, il territorio (che è unico). Che brividi ascoltare le riflessioni dei ragazzi di terza che forse, più di tutti, hanno capito che cosa significherà tutto questo. Ciao “Marco Polo”». E poi il sacerdote-professore aveva aggiunto: «Ogni scelta nasce dai criteri che ci diamo, accorpare per fare economia ed accorpare con una progettualità e lungimiranza evidentemente sono criteri diversi».
Un problema, dunque, nato prima che venisse eletta la nuova amministrazione civica, guidata dal sindaco Giuseppe Corbatto, in carica da neanche un mese. La quale sicuramente cercherà di capire se ci sono ancora margini per una marcia indietro da parte della Regione Fvg. Quella che l’Isola tutta – per primo monsignor Nutarelli – auspica perché solo questo provvedimento rispetterebbe le sue peculiarità di territorio che non ha proprio nulla a che fare con quello di San Canzian e della vicina Turriaco. Ovviamente, senza nulla togliere ai due Comuni isontini.

L’Isola rivendica l’autonomia scolastica.

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In copertina, ragazzi gradesi a un precedente campo estivo in montagna.

Grado rivive la tradizione del “Perdòn de Barbana” ricordando il voto del 1237: oggi il Sabo Grando e domani nella laguna ci sarà la bellissima processione di barche

di Giuseppe Longo

Correva l’anno 1237, piena età medioevale, quando Grado rischiò di essere colpita da una terribile pestilenza che aveva già devastato l’Aquileiese e l’entroterra della Bassa friulana. E quando l’isola riuscì a salvarsi, continuando tranquillamente la sua vita di piccolo borgo di pescatori, volle intravvedere nella sfuggita epidemia – una difficile esperienza che ci ricorda la nostra recente con il Covid – la Mano miracolosa della Vergine Maria alla quale si era rivolto, tanto che da allora ogni anno, la prima domenica di luglio, si rinnova un sentitissimo pellegrinaggio votivo a Barbana quale segno di gratitudine per lo scampato pericolo.


E così avverrà anche domani, quando la tradizionale processione di barche raggiungerà il famoso Santuario della Madonna in mezzo alla Laguna, dove sarà celebrata la solenne Messa di ringraziamento. Un altro rito si terrà alle 8 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia prima di dare il via al corteo aperto dalle festose note della Banda cittadina che accompagnerà la statua della Madonna degli Angeli, da domenica scorsa esposta in presbiterio, fino al porto mandracchio dove sarà accolta sulla Stella del Mare, la barca ammiraglia addobbata con le tradizionali ortensie e bandierine multicolori che aprirà la pittoresca processione nelle acque. Una curiosità: su questa imbarcazione, secondo un’antica tradizione, non possono salire donne perché il genere femminile deve essere rappresentato soltanto dalla Madonna. Ci sarà ovviamente l’arciprete in forma solenne rivestito dagli abiti prelatizi,  assieme ad altri sacerdoti, chierichetti e portatori della Madonna: il parroco di solito, prima di salire sulla barca, accoglie l’arcivescovo metropolita di Gorizia – Grado ricade, infatti, sotto la sua guida diocesana -, ponendogli sulle spalle la sua stola. Ma quest’anno monsignor Carlo Redaelli a quell’ora sarà a Trieste per concelebrare la Messa con Papa Francesco. Al ritorno da Barbana, verso le 13, la lunga cerimonia si chiuderà in Basilica con il Te Deum, l’antico salmo di ringraziamento che si canta la sera dell’ultimo giorno dell’anno. Per cui Grado, particolarità abbastanza rara, lo canta sempre due volte durante l’anno liturgico.
«È un giorno importante per la città di Grado che vive, in questa prima domenica di luglio, la processione votiva a Barbana! È un giorno di Festa – ha scritto su Insieme monsignor Paolo Nutarelli – dove emerge forte la devozione popolare dell’animo gradese e di tanti ospiti che, in questo giorno, si sentono di casa! ll nostro Papa Francesco ha detto: “Se volete sapere chi è Maria chiedetelo al teologo, ma se volete sapere come amare Maria chiedete alla gente. Il popolo vi dirà come amare, come amare la madre”. La Vergine Maria è prima di tutto la madre dei gradesi, è sempre presente, ognuno di noi è suo figlio, suo fratello e sorella. Dio è consapevole della carica emotiva di una madre, madre in terra ed in cielo. È la matrice della pietà popolare».
Una grande festa, dunque, quella del “Perdòn de Barbana”, con radici molto lontane. E che oggi, giorno della vigilia, sarà preceduta dal tradizionale Sabo Grando: oltre ai riti religiosi, ci sarà un genuino momento di festa soprattutto tra calli e campielli del centro storico, il “castrum gradense”: una festa popolare con musica e canti molto sentita dagli abitanti dell’Isola, ma anche da tanti turisti che sono attratti dalle belle tradizioni della località balneare. La quale, fra pochi giorni, vivrà un altro importante momento di festa, il 12 luglio, in occasione della memoria dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato. Nell’occasione, verrà riproposta anche la gustosissima “sardelada” in campo Patriarca Elia che pochi giorni fa ha ospitato con successo la terza edizione della Festa di Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale italiana. Ma per oggi fermiamoci al “Perdòn”. E diciamo in coro, assieme al capobarca: “In nome di Dio, avanti!”.

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In copertina, la statua della Madonna degli Angeli che domani verrà portata a Barbana con la tradizionale processione di barche.

A Grado oggi comincia la settimana del Perdòn de Barbana: si espongono i drappi mariani della tradizione che Giovanna confeziona e dona da 30 anni

(g.l.) Conto alla rovescia, a Grado, per la importante e sentitissima tradizione del “Perdòn de Barbana” della prima domenica di luglio. Oggi, infatti, comincia la settimana di preparazione al grande evento, tanto amato anche dai turisti, e vedrà la traslazione della statua della Madonna degli Angeli – quella che verrà portata nell’isoletta in mezzo alla laguna con la suggestiva processione di barche – dalla sua nicchia che si apre nella parete nord della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia al presbiterio, accanto all’altare maggiore, proprio per sottolineare il rilievo della ricorrenza mariana.

La Madonna degli Angeli.


E in vista della grande processione votiva – con la quale l’Isola vuole rinnovare la sua riconoscenza per la fine della grave pestilenza che l’aveva colpita nel 1237 – molte famiglie esporranno sulle finestre e sui balconi delle case i caratteristici drappi della Madonna, alcuni dei quali sono delle vere e proprie opere artistiche. I drappi in gran parte sostituiscono le lenzuola bianche e le trine che si mettevano lungo il percorso dove si snoda la breve processione con la venerata effigie, cioè dalla basilica all’imbarco, e sulle case che si affacciano sul porto. Un tempo era così, ma oggi invece i drappi vengono esposti – ed è cosa bella da sottolineare – in tante abitazioni dell’isola non solo in centro e nella zona del mandracchio, ma anche all’isola della Schiusa, in Città Giardino e in Valle Goppion, a dimostrazione di quanto la ricorrenza sia sentita.
Per la gran parte, questi bellissimi drappi sono realizzati dall’artista e restauratrice Giovanna Marchetot che li confeziona gratuitamente di anno in anno da trent’anni a questa parte. «Gli ultimi ad essere “creati” – riferisce con gratitudine monsignor Paolo Nutarelli – sono i drappi della Madonna per il Ricreatorio Spes che in queste settimane ha riaperto parte degli spazi esterni: Maria è aiuto dei giovani, con chiaro riferimento a Maria Ausiliatrice, venerata da Don Bosco. Un grazie alla signora Giovanna – conclude l’arciprete – per quanto fatto in questi anni e per questo ulteriore dono!».
Al via, dunque, la settimana del Perdòn che culminerà con i riti del Sabo Grando – caratterizzato anche da un momento di genuina festa popolare soprattutto tra calli e campielli del centro storico, il “castrum gradense” – e, appunto, con la processione votiva aperta dalla Stella Maris con la statua della Vergine diretta a Barbana dopo che sarà stato pronunciato il tradizionale incitamento “In nome di Dio, avanti!”.

 

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In copertina, Giovanna Marchetot con don Paolo mostra il drappo donato al Ricreatorio Spes e dedicato a Maria protettrice dei giovani gradesi.

Grado, dalla tradizione di San Giovanni al “Perdon de Barbana”: conto alla rovescia nell’Isola per la festa più amata dell’anno

di Giuseppe Longo

GRADO – L’Isola di Grado è molto legata alla ricchezza della sua storia e delle sue tradizioni che vivranno il loro momento più alto fra una decina di giorni quando si rinnoverà il voto cittadino del “Perdòn de Barbana”. Un rito antico e molto sentito, non solo fra la popolazione residente, ma anche fra tantissimi turisti e ospiti fissi che hanno fatto di Grado una loro seconda casa, entrando così in sintonia con la vita e i ritmi della comunità isolana.
Il voto di Barbana è stato appena preceduto da un’altra bella celebrazione, ovviamente più contenuta come partecipazione ma non per questo priva di significato: la festa della Natività di San Giovanni Battista. Per l’occasione, le Messe sono state celebrate nello storico Battistero che sorge sul lato nord della Basilica di Sant’Eufemia, alle cui spalle si trova l’interessantissimo Lapidarium. Il rito del mattino è stato celebrato da monsignor Mauro Belletti il quale, ricordando la figura del “precursor Domini” – cioè anticipatore della venuta di Cristo che poi battezzò nelle acque del Giordano -, ha spiegato anche il significato della caratteristica ghirlanda di lauro con mele, pesche e albicocche posta sopra il battistero ottagonale: «Vuol sottolineare che tutti noi dobbiamo impegnarci affinché la nostra vita sia portatrice proprio di buoni frutti. I nastri rossi esprimono, invece, il sangue che il Battista ha versato con il suo sacrificio».


San Giovanni – aveva ricordato su “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli, che ha officiato invece nel tardo pomeriggio – è «l’unico Santo per il quale la Chiesa celebra sia la nascita, il 24 giugno, che la morte, il 29 agosto, privilegio riservato soltanto alla Madonna ed a Gesù Cristo». Nell’occasione, l’arciprete ha osservato che «il Battistero costituiva, e costituisce ancora per la Chiesa cattolica, il primo “gradino” dell’iniziazione cristiana, in quanto in esso veniva somministrato ai catecumeni, che avevano concluso un percorso di fede e di catechesi, il santo Battesimo, anticamente celebrato con il rito dell’immersione attraverso il passaggio all’interno della vasca con l’acqua benedetta che occupava il centro dell’edificio sacro. Un tempo questo sacramento veniva impartito dal vescovo e riguardava generalmente gli adulti convertiti al Cristianesimo» .
«La pianta dell’edificio – ha poi spiegato don Paolo – prevede una forma ottagonale con una vasca esagonale, secondo il modello della simbologia cristiana aquileiese, come la maggior parte delle strutture battesimali paleocristiane e medievali, e una piccola abside orientale. Esso si trova su un piano inferiore di oltre un metro rispetto al pavimento di Sant’Eufemia, pur essendo contemporaneo alla Basilica: artefici potrebbero esserne stati in parte sia il patriarca Elia sia il suo predecessore, Probino, il cui monogramma è inciso nella lastra frontale dell’altare ricostruito, al centro di una croce tra due colombe e due pavoni, simboli ricorrenti dell’anima e dell’eternità».
Passata quindi la ricorrenza del Battista, ora comincia il conto alla rovescia proprio per il “Perdòn de Barbana” della prima domenica di luglio, con la suggestiva processione di barche, che sarà preceduto da una settimana di particolare devozione mariana che comincerà già domenica prossima, 30 giugno, con la traslazione nel presbiterio, a fianco dell’altare maggiore, della statua della Madonna degli Angeli che durante tutto l’anno è venerata nella nicchia scavata sulla parete sinistra della Chiesa patriarcale. E questo avverrà al termine della Messa solenne delle 10.30. Quindi la settimana terminerà con i tradizionali riti vespertini del Sabo Grando che, a mezzogiorno, saranno invece preceduti dall’Angelus dinanzi alla Madonnina del Mare in mezzo alla laguna, in quella zona nota come Pampagnola. Dell’attaccamento alla Madonna dei “graisani” ha parlato in Basilica lunedì sera, appunto giorno di San Giovanni, il professor Matteo Marchesan, il quale si è soffermato sulla religiosità popolare che culmina proprio nella settimana del “Perdòn de Barbana”, quando Grado rinnova la sua riconoscenza alla Vergine Maria per la fine della grave pestilenza che l’aveva colpita nel 1237.

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In copertina, la ghirlanda di San Giovanni; all’interno, don Mauro durante la predica, due immagini del Battistero e la Madonna degli Angeli che sarà portata a Barbana.

I cori di Monfalcone e Staranzano questa sera nell’antica Basilica di Grado dove ci sarà un’estate con tanta bella musica

(g.l.) Dopo l’applauditissima serata con i medici-musicisti tedeschi, questa sera, alle 21, nuovo invitante appuntamento musicale nella Basilica di Sant’Eufemia, a Grado. Ci saranno la Corale Monfalconese Sant’Ambrogio, diretta da Franca Zanolla, e il Coro Edi Forza di Staranzano, con all’organo Dimitri Candoni.  Verranno proposti brani dal repertorio sacro e spiritual a cori separati; infine, a cori uniti, avrà luogo la prima esecuzione integrale assoluta della Messa di Mafaldo De Biasi.


Poi, in giugno, seguiranno altri concerti nell’antica Chiesa patriarcale, a cominciare da martedì prossimo, quando ci sarà il coro Artefiato di Gorizia, per poi proseguire il 13 giugno – ricorrenza di Sant’Antonio da Padova, in vista della quale la Parrocchia ripropone in questi giorni la tradizionale Tredicina -, il 18, il 20 e il 25. Ma numerose altre serate con tanta bella musica in Basilica sono previste anche nei mesi di luglio, agosto e settembre, come annuncia il programma che monsignor Paolo Nutarelli ha inviato in questi giorni agli operatori turistici dell’Isola nel quale, accanto ai vari riti settimanalmente presenti nella ex Cattedrale – ricordiamo, al riguardo, che il Papa nomina ancora i nuovi vescovi con l’antico titolo di Grado -, sono riportati anche tutti gli appuntamenti culturali, come quelli della Cattedra di Elia e l’ormai prossima Festa di Avvenire, oltre agli eventi tradizionali, tra i quali emergono il Perdon de Barbana del 7 luglio e la quasi immediatamente successiva (il 12) festa dei Santi Patroni Ermagora e Fortunato, quando ci sarà anche la gettonatissima Sardelada proposta dai Portatori della Madonna.
Ma spicca per la sua unicità anche la Messa che il 21 giugno, giorno del Solstizio d’Estate, verrà celebrata alle prime luci dell’alba (alle 5!) sul Lungomare Nazario Sauro. E proprio in questa incantevole e suggestiva cornice, seguirà dopo il sacro rito il Concerto inaugurale di Musica a 4 Stelle 2024 che, con la direzione del maestro Giorgio Tortora, accompagnerà per tutta la stagione turistica. Un programma bellissimo, reso pubblico appena in questi giorni e che merita una presentazione speciale.

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In copertina e all’interno due immagini della Corale monfalconese durante un concerto nella stessa Basilica di Sant’Eufemia (foto di Laura Marocco); qui sopra il coro di Staranzano.

Il grazie della Parrocchia di Grado al commissario Augusto Viola: l’amicizia continui dopo la bella collaborazione

(g.l.) Fra pochi giorni anche Grado andrà al voto per eleggere il nuovo sindaco che avrà il compito di guidare l’Isola nei prossimi cinque anni assieme alla civica amministrazione che sarà espressa dalle elezioni abbinate alle consultazioni per il Parlamento europeo. Con l’insediamento della nuova Giunta – ricordiamo che sono scesi in campo tre candidati primi cittadini (Giovanni Bredeon, Giuseppe Corbatto e Roberto Marin) a capo dei rispettivi schieramenti – terminerà quindi la gestione commissariale assicurata, dalla fine dello scorso settembre, dal dottor Augusto Viola. Al quale è andato un segno di gratitudine da parte della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia.


«Prima d’iniziare la liturgia eucaristica che ci porterà a contemplare ancora una volta la presenza di Gesù in mezzo a noi nel Pane della Vita, in questo giorno del Corpus Domini – ha detto infatti domenica mattina, in Basilica, monsignor Paolo Nutarelli – era bello, nella nostra comunità cristiana, ringraziare il commissario straordinario del Comune di Grado che nei prossimi giorni terminerà il suo mandato in mezzo a noi. Nel rispetto dei ruoli e delle competenze abbiamo potuto collaborare per il bene della più ampia Comunità gradese, nel rispetto delle istituzioni. Gli facciamo dono di un’incisione che riprende l’Immagine della nostra Madonna degli Angeli volto a noi molto caro… I ruoli passano, le relazioni di amicizia possano nel tempo continuare». Si tratta, infatti, di una riproduzione della statua mariana che viene portata, attraverso la tradizionale processione di barche, al “Perdon de Barbana” che si rinnova ogni anno la prima domenica di luglio.
Un dono che il dottor Viola ha molto gradito e la sua consegna è stata sottolineata da un caloroso applauso, segno della riconoscenza di Grado per quanto il funzionario regionale ha fatto al fine di assicurare un corretto funzionamento della macchina municipale in attesa, appunto, delle nuove elezioni amministrative.

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In copertina e all’interno monsignor Paolo Nutarelli consegna il dono della Chiesa di Grado al commissario Augusto Viola.

Dopo le riflessioni di monsignor Nutarelli per il Corpus Domini l’Ostensorio attraversa benedicente le strade di Grado

(g.l.) Quella del Corpus Domini è una delle feste più belle e sentite dell’anno liturgico. E anche la comunità cristiana di Grado ieri mattina, beneficiando delle buone condizioni meteorologiche, l’ha vissuta con particolare intensità, rinnovando l’importante rito eucaristico istituito nel tredicesimo secolo.

«Oggi celebriamo – ha affermato monsignor Paolo Nutarelli, proponendo alcune riflessioni durante l’omelia pronunciata alla Messa solenne nella Basilica di Sant’Eufemia – il Mistero della presenza reale, concreta, attuale, salvifica di Cristo nell’Eucarestia: il Rabbì si rende accessibile, incontrabile, si fa pane del cammino, diventa cibo per l’uomo stremato. Se crediamo che il Maestro è presente, al di là della povertà del luogo e delle persone, tutto cambia». E l’arciprete ha aggiunto: «È vero: c’è gente che fa il bene senza bisogno di andare a Messa. Ma per me, cristiano, il Bene deriva dall’incontro con Cristo. È vero: la preghiera può essere personale. Ma l’incontro della comunità ci fa sentire ed essere Chiesa. È vero: non tutte le omelie brillano per attualità e concretezza. Ma è la Parola al centro, non la sua spiegazione». E ancora: «È vero: la domenica è il giorno del riposo. Ma il riposo è affare di cuore, non di sonno. Il Signore ci chiede di metterci in gioco. Il Dio che si fa pane ci chiede di diventare cibo per i fratelli. Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? È qui, Signore, vieni pure».
Al termine del rito – reso ancora più solenne e partecipato dalla Corale diretta dal maestro Annello Boemo -, si è snodata la processione con il benedicente Santissimo Sacramento, protetto dal tradizionale baldacchino, tra le note festose della Banda civica Città di Grado guidata dal maestro Nevio Lestuzzi. Musiche, preghiere e invocazioni si sono così levate nelle strade del centro attraversate dal sacro corteo: campo Patriarca Elia, via della Corte, via Marina, Via Orseolo, viale Europa Unita, largo San Crisogono e via Gradenigo, con il ritorno finale in Basilica per la benedizione con l’Ostensorio.
La prossima processione sarà quella della prima domenica di luglio, quando l’Isola di Grado celebrerà il tradizionale “Perdon de Barbana”: in quell’occasione, la statua della Madonna degli Angeli, dalla Basilica, sarà accompagnata in porto dove sarà imbarcata per raggiungere, appunto, l’isoletta in mezzo alla Laguna di Grado per la celebrazione della Messa al famoso Santuario mariano.

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In copertina, l’arciprete Paolo Nutarelli mentre incensa il Santissimo Sacramento sul sagrato della Basilica di Sant’Eufemia; all’interno, tre immagini della processione accompagnata dalla Banda di Grado.

A Grado una festa di colori per Sabo Grando e Perdon

di Lant Ator
Domenica 1° luglio 2018.
Campo dei Patriarchi, calli e campielli del centro storico, l’area che ricorda l’antico Castrum di Grado, vestiti a festa, pieni di colori con drappi e bandierine, per la ricorrenza del “Perdon de Barbana” che si è celebrata questa mattina con una grande partecipazione, favorita anche dalla bella giornata con temperature miti.
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cinque immagini del centro storico di Grado e della sua magica atmosfera
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foto – Lorena Turchetto

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foto – Lorena Turchetto
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foto – Lorena Turchetto
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foto – Lorena Turchetto
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foto – Lorena Turchetto
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La celebrazione si perpetua dal remotissimo 1237 quando l’isola fu risparmiata da una grave pestilenza:
da allora, ogni anno, i gradesi rinnovano la loro gratitudine alla Madonna con il voto che li porta in pellegrinaggio, con un suggestivo corteo di barche, nell’isoletta di Barbana ogni prima domenica di luglio.
Il copione è quello di sempre.
Dopo la messa di buon mattino nella basilica di Sant’Eufemia, la statua della Vergine Maria, già posta dalla vigilia dinanzi al presbiterio per essere venerata da tutti, viene fatta uscire dell’antica chiesa patriarcale dai Portatori della Madonna di Barbana.
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foto – Lorena Turchetto

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E dal sagrato, tra le festose note della Banda cittadina, parte il corteo aperto dall’arciprete, in abiti solenni, e dagli altri sacerdoti.
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la basilica di Sant’Eufemia

foto – Lorena Turchetto

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l’interno della basilica di Sant’Eufemia, da https://it.wikipedia.org/
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la piazzetta antistante il campanile e la basilica

foto – Lorena Turchetto
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Raggiunto il porto-mandracchio, dove ad attendere la processione c’è sempre l’arcivescovo di Gorizia, la statua della Madonna viene sistemata sull’imbarcazione ammiraglia e all’invocazione “In nome di Dio, avanti” il corteo di barche e pescherecci si muove alla volta della laguna, dove, reso omaggio alla statuina mariana posta tra le acque, e superato il ponte girevole appena rimesso a nuovo, si dirige verso l’isola di Barbana dove viene celebrata la messa solenne dal presule.

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una delle barche preparata per l’occasione con le bandiere di segnalazione
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foto – Lorena Turchetto
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foto – Lorena Turchetto
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la laguna di Grado durante il tragitto all’isola di Barbana

foto – Lorena Turchetto
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scorcio del santuario di Barbana
foto – Lorena Turchetto
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il rosone all’interno del santuario di Barbana
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foto – Lorena Turchetto
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Anche il sindaco porta sempre il saluto della civica amministrazione.
Al termine, il corteo di barche fa il tragitto inverso, tornando nel porticciolo di Grado dove ad attendere la Madonna che “torna a casa” c’è sempre una folla molto numerosa che, con fede ed emozione – non è difficile trovare chi ha gli occhi lucidi -, saluta con un lungo applauso la statua della Vergine che viene fatta scendere dalla barca pavesata di stendardi, bandiere e ortensie, il fiore tipico del “Perdon”.
La processione, quindi, raggiunge di nuovo la basilica per l’ultimo omaggio a Maria e all’Altissimo con il Te Deum, l’antichissimo inno di ringraziamento cantato in latino nella caratteristica melodia gradese.
Un grande momento di festa, molto sentito dagli isolani, ma anche dai turisti che già frequentano numerosi l’isola e le sue belle spiagge, E che ieri sera è stato preceduto, fino a tardi, da un altrettanto sentito e vissuto momento di allegria popolare, fatto di musica e canti tradizionali: il “Sabo Grando”.
Insomma, una tradizione cui la città di Grado è ancora molto legata, irrinunciabile.
E che, proprio per questo, dà già appuntamento al prossimo anno.
Sempre la prima domenica di luglio.
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il santuario di Barbana arrivando da Grado

foto Di F.giusto – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9659053

in copertina la statua della Vergine Maria, “Madonna di Barbana”.

<N.d.R. ringraziamo la fotografa – Lorena Turchetto per le foto che ci sono state gentilmente fornite per la pubblicazione di questo articolo >