Unitalsi, iscrizioni ancora aperte per andare a Lourdes

Sono ancora aperte le iscrizioni al pellegrinaggio a Lourdes organizzato dalla sezione udinese dell’Unitalsi, assieme alle diocesi di Trieste, Gorizia e Vittorio Veneto: due le opzioni per il viaggio, che potrà essere effettuato in pullman e in aereo, rispettivamente dal 19 al 25 giugno e dal 20 al 24 dello stesso mese. Durante il pellegrinaggio, che sarà presieduto dall’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, e dal vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, verranno ripercorsi i momenti più importanti della vita di Santa Bernadette, a cominciare dalle apparizioni della Vergine nella Grotta di Massabielle. Quest’anno, infatti, ricorrono i 175 anni dalla nascita e i 140 anni dalla morte della santa francese.
Il pellegrinaggio Unitalsi permette agli ammalati e ai disabili di raggiungere il santuario di Lourdes in piena sicurezza, con tutto il supporto assistenziale e sanitario di cui necessitano, grazie all’impegno di numerosi volontari e di personale medico e sanitario, appunto. L’esperienza, tuttavia, è aperta a chiunque desideri vivere un intenso momento di fede. Il pellegrinaggio è curato dai sacerdoti che accompagnano spiritualmente ogni tappa del viaggio e della permanenza a Lourdes: previsti dunque vari momenti di riflessione, sante messe e processioni, in un clima di profonda condivisione cristiana.
L’Unitalsi è un’associazione nazionale il cui principale obiettivo è l’organizzazione di pellegrinaggi ai santuari mariani, in primis a quello di Lourdes ma pure a Loreto, Fatima e in Terra Santa. Ogni diocesi d’Italia ha la sua sottosezione; quella di Udine, in particolare, è attiva da parecchi anni. Dall’esperienza dei pellegrinaggi nascono poi tutte le attività e le proposte che vengono svolte sul territorio, a cominciare dalla vicinanza e dall’assistenza di cui i malati e i disabili necessitano una volta rientrati a casa. Da ricordare, in particolare, la “Raccolta dei tappi delle bottiglie di plastica”, attività che negli anni ha permesso di sostenere economicamente numerosi progetti benefici, oltre che di aiutare gli ammalati e i disabili a partecipare ai pellegrinaggi a Lourdes. L’Unitalsi Diocesana è molto radicata sul territorio, con una presenza quasi in ogni parrocchia.

—^—

In copertina, l’Unitalsi Udine al Rosario nella Grotta di Massabielle.

A Grado una festa di colori per Sabo Grando e Perdon

di Lant Ator
Domenica 1° luglio 2018.
Campo dei Patriarchi, calli e campielli del centro storico, l’area che ricorda l’antico Castrum di Grado, vestiti a festa, pieni di colori con drappi e bandierine, per la ricorrenza del “Perdon de Barbana” che si è celebrata questa mattina con una grande partecipazione, favorita anche dalla bella giornata con temperature miti.
.
cinque immagini del centro storico di Grado e della sua magica atmosfera
.

foto – Lorena Turchetto

.
foto – Lorena Turchetto
.
foto – Lorena Turchetto
.
foto – Lorena Turchetto
.
foto – Lorena Turchetto
.
La celebrazione si perpetua dal remotissimo 1237 quando l’isola fu risparmiata da una grave pestilenza:
da allora, ogni anno, i gradesi rinnovano la loro gratitudine alla Madonna con il voto che li porta in pellegrinaggio, con un suggestivo corteo di barche, nell’isoletta di Barbana ogni prima domenica di luglio.
Il copione è quello di sempre.
Dopo la messa di buon mattino nella basilica di Sant’Eufemia, la statua della Vergine Maria, già posta dalla vigilia dinanzi al presbiterio per essere venerata da tutti, viene fatta uscire dell’antica chiesa patriarcale dai Portatori della Madonna di Barbana.
.

foto – Lorena Turchetto

.
E dal sagrato, tra le festose note della Banda cittadina, parte il corteo aperto dall’arciprete, in abiti solenni, e dagli altri sacerdoti.
.
la basilica di Sant’Eufemia

foto – Lorena Turchetto

.
l’interno della basilica di Sant’Eufemia, da https://it.wikipedia.org/
.
la piazzetta antistante il campanile e la basilica

foto – Lorena Turchetto
.
Raggiunto il porto-mandracchio, dove ad attendere la processione c’è sempre l’arcivescovo di Gorizia, la statua della Madonna viene sistemata sull’imbarcazione ammiraglia e all’invocazione “In nome di Dio, avanti” il corteo di barche e pescherecci si muove alla volta della laguna, dove, reso omaggio alla statuina mariana posta tra le acque, e superato il ponte girevole appena rimesso a nuovo, si dirige verso l’isola di Barbana dove viene celebrata la messa solenne dal presule.

.
una delle barche preparata per l’occasione con le bandiere di segnalazione
.
foto – Lorena Turchetto
.
foto – Lorena Turchetto
.

la laguna di Grado durante il tragitto all’isola di Barbana

foto – Lorena Turchetto
.
scorcio del santuario di Barbana
foto – Lorena Turchetto
.
il rosone all’interno del santuario di Barbana
.
foto – Lorena Turchetto
.
Anche il sindaco porta sempre il saluto della civica amministrazione.
Al termine, il corteo di barche fa il tragitto inverso, tornando nel porticciolo di Grado dove ad attendere la Madonna che “torna a casa” c’è sempre una folla molto numerosa che, con fede ed emozione – non è difficile trovare chi ha gli occhi lucidi -, saluta con un lungo applauso la statua della Vergine che viene fatta scendere dalla barca pavesata di stendardi, bandiere e ortensie, il fiore tipico del “Perdon”.
La processione, quindi, raggiunge di nuovo la basilica per l’ultimo omaggio a Maria e all’Altissimo con il Te Deum, l’antichissimo inno di ringraziamento cantato in latino nella caratteristica melodia gradese.
Un grande momento di festa, molto sentito dagli isolani, ma anche dai turisti che già frequentano numerosi l’isola e le sue belle spiagge, E che ieri sera è stato preceduto, fino a tardi, da un altrettanto sentito e vissuto momento di allegria popolare, fatto di musica e canti tradizionali: il “Sabo Grando”.
Insomma, una tradizione cui la città di Grado è ancora molto legata, irrinunciabile.
E che, proprio per questo, dà già appuntamento al prossimo anno.
Sempre la prima domenica di luglio.
.

il santuario di Barbana arrivando da Grado

foto Di F.giusto – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9659053

in copertina la statua della Vergine Maria, “Madonna di Barbana”.

<N.d.R. ringraziamo la fotografa – Lorena Turchetto per le foto che ci sono state gentilmente fornite per la pubblicazione di questo articolo >