A Udine domani nello studio Celiberti innovativo evento dedicato a Pasolini

Il prestigioso studio udinese del maestro Giorgio Celiberti, gloria dell’arte regionale – e non solo – contemporanea, diventa palcoscenico di un appassionante e innovativo evento su Pier Paolo Pasolini, “PPP: doppia prospettiva”: l’appuntamento è per domani 31 ottobre, alle 18, con ingresso libero (ma previa prenotazione a federicasansevero@gmail.com: 70 i posti disponibili). Lo spettacolo chiude il progetto “Dos Doi Due in Uno”, proposto nell’ambito della rassegna udinese “Estate in città” e finanziato dal Comune di Udine; “PPP: doppia prospettiva” sarà poi replicato a Pasian di Prato il 4 novembre (alle ore 21, in auditorium), con il finanziamento del Comune, e a Remanzacco il 6 novembre (alle 21, nell’auditorium De Cesare), nel caso nell’ambito del progetto “Avamposto – We are standing on the edge”, finanziato dal bando regionale per le iniziative culturali dei giovani 2025 e finalizzato a reinventare il modo di raccontare la storia del Friuli Venezia Giulia nel secondo dopoguerra, trasformando eventi complessi come l’eccidio di Porzûs e la strage di Peteano in un’esperienza teatrale immersiva e interattiva. Allo scopo è stato reclutato un gruppo di ragazzi che seguiranno una formazione storica e teatrale su argomenti che collocano il Friuli al centro della storia nazionale e internazionale.

LO SPETTACOLO. C’è la questione irrisolta della morte di uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento al centro dello spettacolo-conferenza con musica dal vivo firmato da Federica Sansevero (sul palco insieme alla musicista Cristina Spadotto) e Valentina del Toso, che mettono a confronto due ipotesi nettamente diverse ma complementari: quella espressa dal pittore Giuseppe Zigaina nel saggio “Pasolini e la morte” (dove si sostiene che il letterato avrebbe pianificato la propria fine, “costruendola” come il suo ultimo capolavoro e lasciando, nelle proprie opere, indizi al riguardo, da interpretare) e quella, invece, di un omicidio legato a questioni politiche. La prima – tesi quasi esoterica, significativa anche perché immerge nel mondo sperimentale e simbolico di Pier Paolo Pasolini, documentando nel contempo come soffrisse per molteplici traumi subiti – sarà appoggiata e sviluppata da Sansevero, la seconda da Valentina del Toso.

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In copertina e all’interno due immagini dello spettacolo in programma domani.

Cent’anni di bici da corsa, una mostra nell’Oratorio di Passons. E domani la presentazione della “Gravel per Haiti”

Nel 1925 la bicicletta da corsa era già simbolo di libertà e conquista. Un mezzo straordinario, che in cent’anni ha vissuto un’evoluzione che lo ha portato dai pesanti telai in acciaio ai materiali ultraleggeri, dalle prime trasmissioni rudimentali ai moderni cambi elettronici. Per celebrare questo percorso è stata allestita, nell’ambito della 111ma Fieste in Pais di Passons, la mostra “1925-2025: l’evoluzione della bicicletta da corsa”, grazie alla collaborazione del CiclisMuseo di Mortegliano e dall’associazione All’Ombra del Campanile Aps Passons.
Ospitata nell’Oratorio della Parrocchia San Martino, la mostra è un’iniziativa che mette in dialogo la tradizione con il presente. Ed è proprio nella dimensione più attuale del ciclismo che si colloca la disciplina del gravel, capace di unire la passione per la strada con l’avventura dello sterrato e con il piacere di pedalare senza cronometro, immersi nella natura. Da questa stessa visione nasce la “Gravel per Haiti”, manifestazione organizzata dall’Asd Chiarcosso Help Haiti, realtà che da anni unisce sport e solidarietà sostenendo progetti umanitari rivolti in particolare alle bambine di strada di Haiti, restituendo loro protezione, istruzione e nuove possibilità di vita.
La quarta edizione della Gravel per Haiti Cormor Road 2.0 – che si disputerà sabato 13 settembre 2025 a Pasian di Prato – verrà presentata proprio nella sala dell’oratorio di Passons domani 5 settembre alle 20.30. Con il patron di Help Haiti, Sante Chiarcosso, saranno presenti l’ideatore del CiclisMuseo di Mortegliano, Renato Bulfon, ed il suo collaboratore Alessandro Gallici, che illustreranno agli intervenuti i contenuti della mostra, che sarà comunque visitabile fino a domenica 14 settembre, nelle giornate e negli orari della Fieste in Pais.

“La casa della nonna”, oggi a Udine il nuovo libro di Enzo Cattaruzzi: le sue poesie in dialogo con l’arte di Celiberti

(g.l.) Cornice prestigiosa oggi, a Udine, per la presentazione del nuovo libro di poesie dello scrittore friulano Enzo Cattaruzzi. Sarà, infatti, lo Studio Celiberti di via Fabio di Maniago a ospitare, alle 18, l’incontro durante il quale verrà presentata al pubblico “La casa della nonna” (Olmis), la nuova fatica letteraria del giornalista di Pasian di Prato. Un racconto intimo e profondo che ci riporta alle radici, ai legami familiari e ai ricordi più autentici dell’autore. Un’occasione per incontrarlo e ascoltare la sua voce, lasciandosi trasportare dalle emozioni della memoria. Il libro sarà presentato da Maurizio Della Negra che dialogherà con l’autore, mentre le letture in lingua friulana saranno a cura di Andrea Benedetti; musiche di Andrea Valent.
Poesie, dunque, nel nuovo libro di Enzo Cattaruzzi, noto volto di Telefriuli, emittente dove conduce una ormai storica e seguita trasmissione, “Il Punto”, nella quale prende in esame soprattutto la politica e l’economia del Friuli Venezia Giulia. Ma oltre che in video e alla radio, è sempre stato attivo anche con la carta stampata. La sua penna ha collaborato, infatti, per numerose testate giornalistiche regionali e nazionali. Notissimi, poi, i suoi saggi politici, oltre che storici e sociali, che ha dedicato in particolare alle figure di due grandi esponenti di quella che fu la Democrazia cristiana, il partito cattolico nel quale Cattaruzzi si è sempre riconosciuto: Aldo Moro e Tina Anselmi, che hanno scritto grandi e indimenticabili pagine della politica italiana. Ma il giornalista friulano è anche appassionato di enogastronomia, con particolare attenzione a quanto di meglio offre la nostra regione. Per questo ha fondato e tuttora presiede il Club della minestra che raccoglie numerosi appassionati della buona tavola.
Alla presentazione odierna del libro di Enzo Cattaruzzi – le cui poesie daranno vita anche a un suggestivo “dialogo” con l’arte di Giorgio Celiberti – ingresso libero fino a esaurimento posti, ma con prenotazione obbligatoria (telefono 351.6281706).

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In copertina, lo scrittore e giornalista friulano Enzo Cattaruzzi.

Risparmio e transizione energetica, ecco tre iniziative firmate dalla Cciaa Pn-Ud con la scadenza fissata tra oggi e domani

Risparmio e transizione energetica: tre iniziative della Camera di Commercio Pordenone-Udine con due termini in scadenza ravvicinatissimi. Innanzitutto entro oggi, 30 maggio, ci si può iscrivere al corso sull’efficientamento, che fornirà a tutti gli interessati una comprensione completa di strategie e pratiche per migliorare l’efficienza energetica negli edifici, con focus sulle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e sugli strumenti di sostenibilità. Sarà suddiviso in tre moduli: nel primo modulo, giovedì 6 giugno, si illustreranno i principi cardine sull’efficientamento energetico di edifici e processi in ambito terziario, industriale e civile, con focus su involucro, impianti e normative. Il secondo e il terzo modulo sono in programma per l’11 luglio e il 19 settembre e si approfondiranno il funzionamento delle Cer e i meccanismi di incentivazione, una panoramica sullo sviluppo sostenibile e delle logiche Esg e gli strumenti a disposizione delle imprese per intraprendere un percorso di sostenibilità. Il costo è di 290 euro. Referente è Daniela Morgante (per info allo 0432.273218 o alla mail daniela.morgante@pnud.camcom.it). Per aderire basta compilare il modulo sul sito www.pnud.camcom.it nella sezione “corsi di formazione”.
Domani, 31 maggio, è invece il termine finale per aderire ad altre due iniziative. Da un lato c’è un bando per le Pmi di Udine e Pordenone con fondi del bilancio camerale. Il plafond complessivo è di 250mila euro, erogati mediante tre “livelli” di voucher, a copertura da un lato delle spese per consulenze o certificazioni per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico e dall’altro per l’acquisto di impianti, beni e attrezzature strettamente funzionali allo scopo. Dall’altro, c’è la raccolta di adesioni da parte delle imprese che desiderano partecipare alla Comunità energetica rinnovabile proposta dall’ente camerale friulano.
Per quanto riguarda il bando, si tratta di voucher da 3, 5 e 10 mila euro, in base a soglie minime di spese sostenute e ritenute ammissibili. Si tratta di contributi a fondo perduto, in conto capitale nella percentuale massima del 70%. L’elenco delle tipologie di spese ritenute ammissibili è dettagliato all’articolo 6 del bando, consultabile, con la modulistica e ai contatti degli uffici per eventuali informazioni, su www.pnud.camcom.it nella sezione Contributi camerali. Le imprese interessate presentano domanda in bollo esclusivamente da Pec all’indirizzo Pec della Cciaa, ossia, per le imprese con sede nel territorio di Udine a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it oppure, per le imprese del pordenonese, a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it.
Per quanto riguarda, invece, l’adesione alla Cer proposta dalla Cciaa friulana, si tratta di una manifestazione di interessa a partecipare, non vincolante. Possono dare adesione soggetti economici, in forma attiva, quali ditte individuali o società, imprese, cooperative, artigiani, commercianti. I Comuni, fermo restando il vincolo della cabina primaria AC001E01008 consultabile sul sito del Gse (www.gse.it), sono Udine, Martignacco, Pasian di Prato, Pozzuolo, Campoformido e Basiliano. Si può aderire con un diverso ruolo: consumatore, prosumer, produttore, finanziatore o partner tecnologico (per questi due ultimi ruoli non sussiste il vincolo della cabina primaria, sono ruoli aperti a tutti). Per partecipare, basta compilare entro domani la manifestazione di interesse sul sito www.pnud.camcom.it e inviarla via Pec, con copia digitale del documento di identità del dichiarante, a cciaa@pec.pnud.camcom.it o ancora via email, con copia digitale del documento di identità, a pid@pnud.camcom.it

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In copertina, pale eoliche e pannelli solari sono ormai simbolo della transizione energetica nel nostro Paese.

Asfalti, costruzioni e aggregati riciclati: meno impatto ambientale, ma più costi

Asfalti e aggregati da costruzione e demolizione riciclati, che riducono l’impatto sul clima, generano meno emissioni di CO2 e sono più salubri per l’uomo e per l’ambiente: un mondo delle costruzioni sempre più “green” è possibile, ma a costi spesso superiori rispetto all’utilizzo di materiali vergini, frutto di una economia tradizionale, ma con un impatto sull’ecosistema di gran lunga maggiore. È il risultato di una ricerca esclusiva commissionata da Cea – Cooperativa Edile Appennino, con sede legale a Pasian di Prato, ai Dipartimenti di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (professore Cesare Sangiorgi) e di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (professore Daniele Torreggiani) dell’Università di Bologna e consegnata da Sangiorgi al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto all’incontro “La Transizione Ambientale: opportunità di lavoro e sviluppo”, organizzato da Confcooperative Lavoro e Servizi e Confcooperative Consumo e Utenza al Palazzo della Cooperazione di Bologna.

Sangiorgi e Pichetto Fratin.


Lo studio, promosso da Cea che, da tempo, è impegnata sul fronte dell’ecosostenibilità nel settore delle costruzioni, nonché titolare di diversi brevetti per gli asfalti riciclati, analizza il Life Cycle Assessment (LCA, la misura dell’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita del prodotto) e il Life Cycle Costing (LCC, i costi dei prodotti dalla produzione alla fase di smaltimento) di asfalti e materiali da costruzione, confrontando i prodotti riciclati sviluppati da Cea e quelli naturali vergini, oltre a valutarne le prestazioni in fase di utilizzo.
I risultati della ricerca tracciano un quadro molto chiaro: se sul fronte delle prestazioni “in campo” asfalti e aggregati riciclati possono essere considerati paragonabili (quando non addirittura più performanti) ai corrispondenti “vergini”, analizzando il fronte dell’impatto ambientale le cose cambiano in modo radicale. «Il prodotto ottenuto da materiali di scarto riciclati mostra una riduzione significativa su tutti i fronti di valutazione – commenta Fabrizio Salomoni, direttore generale di Cea -. Se ci concentriamo sull’asfalto, ad esempio, vediamo che per quello riciclato gli effetti negativi sulle persone presentano una riduzione pari al 90%, quelli all’ecosistema scendono dell’89% e gli effetti sulle risorse non rinnovabili si riducono del 70%. Per quanto riguarda il cambiamento climatico e l’effetto sul riscaldamento globale, infine, il prodotto recuperato dagli scarti dei cantieri riduce il suo impatto dell’86% in termini di CO2 emessa rispetto all’utilizzo di prodotti “vergine” che sono prodotti da cava. Trend analoghi, anche se con percentuali talvolta leggermente inferiori, si registrano per i materiali di costruzione realizzati secondo il nostro approccio a scarto zero».
I ruoli si invertono, invece, quando si analizzano i costi per l’azienda: «Nel caso migliore, quello dell’asfalto, i prezzi del prodotto riciclato e di quello vergine sono paragonabili e si attestano intorno ai 100 €/t – prosegue Salomoni -. Ma quando analizziamo i materiali di costruzione, come aggregati e miscele legate di aggregati, il costo di un prodotto riciclato è fino al 35% più alto di quello di un prodotto vergine equivalente. Fare edilizia ecosostenibile è possibile fin dalla scelta dei materiali, ma ha un costo elevato».
Di qui la scelta di presentare la ricerca al ministro Pichetto Fratin: «Oggi nell’opinione pubblica e in molti ambienti del settore si pensa che un prodotto riciclato costi meno di un prodotto vergine e, di conseguenza, negli appalti pubblici scegliere di utilizzare un prodotto che impatta meno sulla salute delle persone e del pianeta si trasforma in un boomerang: l’azienda che spende di più per i materiali, ma viene retribuita di meno. Abbiamo scelto di mettere in campo l’autorevolezza di una istituzione di ricerca come l’Università di Bologna per affermare un principio chiaro. Essere green, nel nostro settore si può e si deve fare. Ma ha un prezzo che deve essere riconosciuto alle aziende, partendo dagli appalti pubblici. Abbiamo consegnato il report al ministro affinché possa valutare quali provvedimenti adottare per favorire lo sviluppo di una nuova consapevolezza per tutto il settore edile e delle costruzioni, sostenendo e incentivando chi sceglie materiali amici dell’ambiente. Cea ha da tempo scelto, con convinzione, di procedere lungo la via dell’ecosostenibilità, come dimostra anche la nostra recente decisione di trasformarci in Società Benefit – conclude Salomoni -: confidiamo che lo Stato, anche in vista degli obiettivi dell’Agenda 2030, si impegni ad accompagnare il comparto edile in una transizione “green” non più procrastinabile ma, a oggi, economicamente insostenibile».

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In copertina, ecco una fase dell’operazione di riciclo dell’asfalto sulle strade.

Capuozzo a Pasian di Prato, le maschere a Cividale e i quadri di Andrea Cignolini

Tre invitanti appuntamenti culturali, tra domani e sabato, a Pasian di Prato, Cividale e Reana del Rojale. Ecco pertanto, in dettaglio, di che cosa si tratta.

PASIAN DI PRATO – Toni Capuozzo sarà protagonista dell’Incontro con l’autore in programma domani, 5 maggio, alle 18, nella sede della Pro Loco di Pasian di Prato, in via Missio 6. Il famoso giornalista presenterà il libro “Guerra senza fine” – il riferimento è ovviamente al conflitto che continua a insanguinare l’Ucraina aggredita dalla Russia – e dialogherà con il collega Enzo Cattaruzzi. L’incontro è organizzato da Auser Insieme Università dell’Età Libera. Ingresso libero.

CIVIDALE – Valorizzare e divulgare la tradizione della maschera italiana portando in Friuli Venezia Giulia una manifestazione fatta di esposizioni, simposi e laboratori sul tema. Questo l’obiettivo del progetto MISMÀS-cherati realizzato dall’associazione Maschera Scenica. Da maggio ad agosto, quattro località del Friuli Venezia Giulia (Cividale, Tolmezzo, Pordenone e Gorizia) saranno protagoniste della rassegna che punta ad ampliare la conoscenza sulla maschera italiana (e non solo) e a narrare come oggi viene concepita. La rassegna espositiva (a ingresso gratuito) partirà proprio da Cividale – ospitata dal Centro Internazionale Vittorio Podrecca-Teatro delle meraviglie di Maria Signorelli – da domani 5 maggio fino al 29. Si sposterà poi da giugno a Tolmezzo, alla Biblioteca Civica di Pordenone, nell’ambito dell’Arlecchino Errante Festival, e a Grado, in occasione del Alpe Adria Puppet Festival.

REANA DEL ROJALE – “Sentieri fra materia e colore” s’intitola la mostra che Andrea Cignolini propone in queste settimane e fino al 16 giugno prossimo nella Vetrina del Rojale, a Remugnano (di fronte al palazzo municipale). La personale sarà inaugurata ufficialmente sabato 6 maggio, alle 17.30. L’artista di Zompitta incontrerà gli intervenuti brindando con loro al successo della propria attività pittorica. La mostra può essere visitata il martedì dalle 10 alle 12, il venerdì dalle 15 alle 18 e per appuntamento telefonando al numero 349.4244611. La rassegna è stata allestita dalla Pro Loco del Rojale.

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In copertina, particolare di un’opera di Andrea Cignolini artista di Zampitta.

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Help Haiti, a Pasian di Prato grande giornata di sport e solidarietà per ridare il sorriso alla piccola Mia

Anche se sono già passati alcuni giorni, a Pasian di Prato la giornata di Pasquetta è ricordata come una bellissima festa a tutto tondo. Una giornata nel segno dello Sport e della Solidarietà, allestita al parco Azzurro di Passons dalla Asd Chiarcosso Help Haiti e dalla Pane Condiviso Odv, che ha visto la partecipazione di circa 150 atleti, a comprendere i ciclisti, i quali hanno partecipato alla sesta edizione della Coppa San Martino, e i calciatori che si sono impegnati nel quarto Memorial “Massimiliano Chiarcosso”. Assieme alla Comunità di Passons e ai volontari che hanno nobilitato la giornata con il loro impegno, con il favore del meteo e del clima pasquale, la festa, con musica e il chiosco super-operativo, è stata davvero completa.

Mia


L’entusiasmo e la voglia di divertirsi delle tre squadre in campo hanno dato vita a un frizzante Memorial. Sul terreno del parco Azzurro, alla termine dell’intensa e combattuta giornata di gare, l’ha spuntata la formazione composta da giocatori rappresentanti dell’Orlanda e della Pasianese. Al secondo posto il gruppo degli Amici di Max e, sul terzo gradino del podio, gli Amatori di Colloredo. La novità di questa edizione del Memorial è stata rappresentata dall’assegnazione dei premi individuali. Un riconoscimento è andato all’autore del gol più bello, realizzato da Andrea Golles. Il miglior portiere è stato Andrea Del Forno, il miglior realizzatore e re dei bomber è stato Marco Meden, capace di mettere a segno ben sette gol in tre partite. Infine, il miglior giocatore del torneo, l’MVP del Memorial Max Chiarcosso, è stato applaudito Luca Spangaro, le cui prodezze hanno dato spettacolo.
La sesta edizione della Coppa San Martino, terza prova del circuito Leon d’oro di mediofondo ed inserita nel calendario della Acsi Ciclismo Udine, è stata caratterizzata da un’andatura molto spedita da parte di tutti i circa 120 partenti. Dal rettilineo di via Dante Alighieri, nei pressi della sede di Pane Condiviso e della Chiesa di Passons, i ciclisti hanno poi preso la strada per Pasian di Prato, raggiungendo Colloredo, San Marco e Plasencis, prima di risalire verso Nogaredo e piombare di nuovo al punto di partenza: 25 chilometri a giro, da ripetere diverse volte, in base alla categoria. I ciclisti di prima fascia hanno percorso quattro tornate del circuito: le categorie interessate sono state quelle degli junior, vinta da Francesco Nardin (team Spinacè), i senior A, vinta da Davide Bonato (team Iperlando), vincitore assoluto di giornata con il tempo di 2 ore, 23 minuti e 9 secondi. Poi, i senior B, regolati in volata da Andrea Chiminello (Spezzotto bike team); i veterani A hanno visto il successo di Sauro Bembo (team Professional Bike), mentre Giuseppe Amato (Fausto Coppi Polyglass Mapei) ha vinto la classifica dei veterani B.
Per quanto riguarda la fascia B, c’è la prestigiosa firma del campione del Mondo degli Amatori Gianmarco Agostini (M9 Racing Team) sul primo gradino del podio della categoria Gentlemen A, mentre Mauro Pasqual (Rainbow High Road) ha conquistato il primato nella categoria Gentlemen B. Infine, tra gli atleti di terza fascia, sono stati premiati Alessio Giancristofaro, che ha vinto nella categoria dei Debuttanti, Andrej Zavbi (M9 Racing) vittorioso tra i Supergentlemen A, Riccardo Tarlao (Gs De Luca) ha prevalso tra i Supergentlemen B, e Noemi Pilat (Miane Bike Team) e Federica Giacometti (New Molini Dolo) hanno vinto rispettivamente tra le Donne A e le Donne B. La classifica a squadre è stata dominata dai padroni di casa della Asd Chiarcosso Help Haiti, che ha conquistato 156 punti in tutto, davanti a M9 Racing Team e Gruppo Sportivo De Luca.
Il lunedì di Pasquetta griffato Help Haiti e Pane Condiviso Odv è stato anche un’occasione perfetta per accendere una volta di più i riflettori sull’impegno che le due Associazioni stanno portando avanti da decenni in favore dell’Isola di Haiti e delle popolazioni più martoriate del territorio caraibico. “Tutto il nostro impegno – ha spiegato Ivana Mary Agosto Chiarcosso, presidente di Pane Condiviso Odv – è volto a raccogliere le risorse necessarie a dare un aiuto concreto alla popolazione più povera dell’isola caraibica. Pane Condiviso è operativa da quattro decenni, Help Haiti da trenta: abbiamo un contatto diretto con il personale umanitario che opera sul campo, cerchiamo di procurare cibo e medicine, di dare supporto, aiuti concreti e non sempre è facile, anzi. Negli ultimi tempi, ci siamo concentrati sulla situazione della piccola Mia, da un paio d’anni ospite della struttura che abbiamo realizzato nell’isola: quando ci siamo accorti che aveva una malformazione al cuore che necessitava di un’operazione per permetterle di continuare a vivere, siamo riusciti a portarla in Italia. Sarà operata nei prossimi giorni al Sant’Orsola di Bologna, grazie anche al supporto dell’Associazione Piccoli Grandi Cuori di Modena: quando non riusciamo ad essere operativi al 100 per cento ad Haiti, è importante avere in ogni caso l’opportunità di dare un aiuto concreto a chi ne ha bisogno. Quello di Mia è un piccolo miracolo. E con l’aiuto e il supporto di tutti, contiamo di proseguire”.

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In copertina e qui sopra due immagini delle premiazioni a Pasian di Prato.

 

 

In Fvg artigiana un’impresa femminile su quattro: Comune leader è Pasian di Prato

Al 31 dicembre 2022 erano 20.174 le imprese a gestione femminile in Friuli Venezia Giulia, il 23,1% deltotale, una quota che scende al 19,3% per le imprese artigiane e cresce invece al 24,9% per le non artigiane. Le prime contano a livello regionale su 5.261 aziende, di cui 2.518 (il 48%) attive in provincia di Udine. L’incidenza di imprese artigiane sul totale delle imprese femminili in regione è pari al 26%, la stessa percentuale si riscontra anche in provincia di Udine.
A dirlo è il report elaborato dall’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese alla vigilia dell’8 marzo che fotografa lo stato di salute delle imprese artigiane femminili, particolarmente florido in provincia di Udine e soprattutto in alcuni dei suoi Comuni. L’ufficio studi ha infatti stilato una classifica regionale dei comuni (con almeno 10 imprese femminili), 191 in tutti, partendo dalla presenza di realtà artigiane tra le imprese gestite da donne. A guidare la top ten è il comune di Pasian di Prato dove quasi un’impresa femminile su due (il 44,55%) è artigiana, seguono Torviscosa (43,48%) e Villesse (42,86%). Tra i Comuni capoluogo, la posizione migliore in classifica è invece di Udine (29,10% le imprese artigiane tra le femminili), che si piazza al 54° posto.
A commentare i dati è la presidente del Movimento donne impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio, ricordando che quest’anno “l’anima femminile” dell’associazione taglia i 25 anni di attività, un anniversario che si prepara a celebrare con diversi eventi. Tra questi, la proiezione del docufilm “Libere di Vivere”, il 12 aprile al Visionario di Udine, un progetto della Global Thinking Foundation per diffondere la conoscenza della violenza economica di genere e le sue conseguenze devastanti, attraverso testimonianze reali di donne vittime di questi abusi, e il Convegno dedicato alle storie delle imprese femminili, con testimonianze delle dirette protagoniste negli ambiti di welfare, innovazione, sostenibilità e valore artigiano, che sarà ospitato il 19 maggio nel salone del Parlamento in Castello a Udine.
«Quella dell’8 marzo – commenta la presidente Avolio – è una ricorrenza importante, che ci ricorda sia le conquiste sociali, economiche e politiche sia le discriminazioni di cui le donne sono state e sono ancora vittime. Il Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine ha in programma per il 2023 una serie di eventi e iniziative, in occasione del 25° anniversario dalla sua fondazione, volti alla valorizzazione delle imprese a conduzione femminile, capaci di generare innovazione, occupazione e crescita». Obiettivo degli eventi in programma è quello di «approfondire i temi specifici del Movimento: empowerment femminile, sviluppo dell’imprenditorialità, conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, oltre a riportare l’attenzione sull’equilibrio di genere nel processo decisionale e politico» continua Avolio. «Vogliamo puntare i riflettori sulla capacità imprenditoriale delle donne – conclude la presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine – per valorizzare e far conoscere le eccellenze aziendali del territorio».

GRADUATORIA REGIONALE

1 PASIAN DI PRATO 44,55%
2 TORVISCOSA 43,48%
3 VILLESSE 42,86%
4 FORNI DI SOPRA 42,11%
5 MUZZANA DEL TURGNANO 38,71%
6 SAN LORENZO ISONTINO 38,46%
7 SAN PIETRO AL NATISONE 38,24%
8 CAMPOLONGO TAPOGLIANO 37,50%
9 BUJA 37,39%
10 CORDENONS 37,35%

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In copertina, la presidente del Movimento donne impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio.

“Capovolgere all’Infinito” all’ultimo step: oggi a Mortegliano si parla di Inclusione

Oltre tremila persone – dai bambini agli anziani – coinvolte attivamente su sei territori della regione Friuli Venezia Giulia (Fagagna, Lignano Sabbiadoro, Mortegliano, Pasian di Prato, Pozzuolo, Romans d’Isonzo), per dieci mesi, con un calendario di 60 iniziative, le più varie, realizzate per le comunità, ma soprattutto con le comunità, comprese oltre venti scuole. In occasione della conferenza stampa, ospitata dalla sede udinese della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Mara Fabro, presidente di Damatrà Società Cooperativa Sociale Onlus, Claudia Cantarin, curatrice del percorso formativo, e Francesco Rossi, project manager, alla presenza di Alessia Rosolen, assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, hanno tracciato il bilancio di “Capovolgere all’Infinito”, ma anche presentato il ciclo di sei conferenze in programma da oggi, 21 ottobre, e nelle prossime settimane.

L’incontro in Regione a Udine.

Foto Alice Durigatto

NUMERI – È stato necessario partire dai numeri per rendere l’idea della complessità e delle molte sfumature di questo progetto che è nato dopo il Covid come percorso di scoperta e valorizzazione dei luoghi e delle persone che li vivono. «Il progetto Capovolgere all’Infinito – ha sottolineato Rossi – ha visto un network interrogarsi su come, in fase post-Covid, l’educazione possa uscire dagli ambiti più formali e coinvolgere la comunità con le modalità più diverse». Si tratta infatti di un progetto ambizioso e importante che è stato finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia (presidenza del Consiglio dei Ministri) nell’ambito del bando “Educare insieme”, e ha ricevuto anche il sostegno di Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini e il patrocinio del Comune di Fagagna e che vede Damatrà come capofila di una lunga cordata di partner e collaboratori. Insieme hanno lavorato unendo energie, idee e competenze per attivare numerosi laboratori, esperienze educative, formative e relazionali: mappe di comunità, laboratori di peer education (educazione tra pari) nelle scuole; di murales nei quartieri; di autocostruzione; di lettura; di narrazione; esplorazioni nella natura ma anche multimediali; percorsi di co-progettazione con i territori; feste di comunità; e un ciclo di conferenze che si svolgerà fra fine ottobre e i primi di novembre e andrà idealmente a chiudere un ciclo che è durato quasi un anno.

BILANCIO – A fare il punto su quanto fatto fin’ora, è stata Mara Fabro, la quale ha spiegato: «Abbiamo cominciato da Cjase di Catine (sede gestita proprio da Damatrà, a Villalta di Fagagna) che è stato un incubatore attraverso il quale capire come riattivare le comunità. Quanto realizzato lì, in parte è stato replicato sugli altri territori, che non abbiamo scelto a caso, ma in cui sappiamo esserci realtà che culturalmente, li presidiano». È emerso qualcosa di interessante. A prescindere dalle attività proposte, e dall’età delle persone coinvolte «la cosa migliore da fare è dare i contenuti e lasciarli maneggiare a chi in quel territorio vive, perché possa adattarli, come un vestito fatto su misura». I risultati sono stati positivi e il riscontro entusiasta: «Credo che il progetto abbia centrato l’obiettivo di rimettere in moto la comunità intorno a loro stesse e per questo bisogna sottolineare il grande intervento da parte delle associazioni, davvero attente ai territori in cui abitano».
«Nel corso di questi anni mi sono resa conto, ed è probabilmente anche uno dei punti di partenza da cui è nato questo progetto, che fino ad ora abbiamo pensato all’educazione come a qualcosa che avviene solo all’interno del sistema scolastico. Ma mai come durante il Covid e come sta avvenendo in questo periodo – ha sottolineato l’assessore Rosolen – ci stiamo rendendo conto che, in realtà, tutto il sistema educativo e formativo non esiste se non esistono i territori e le comunità. Comunità è una di quelle parole che fino a qualche anno fa sembrava una cosa limitativa, ma in realtà è la capacità di valorizzare e integrare, il che significa far avere a tutti le stesse possibilità e conoscenze, gli stessi punti di partenza. Vi ringrazio perché avete portato una visione diversa di educazione. Ritengo infatti che per educare un bambino sia importante il contesto nel quale cresce e le opportunità che gli vengono date a fare la differenza. Per questo grazie per quanto fatto e farete».

EDUCAZIONE – «Sono stati mesi impegnativi e coinvolgenti – ha proseguito Cantarin -, in cui abbiamo cercato di dare risposta a molte domande come: Cosa vuol dire essere una comunità educante? Cosa vuol dire lavorare per il benessere e la crescita di ragazze e ragazzi attraverso metodologie diverse da quelle formali? Perché è fondamentale creare delle reti territoriali forti? Capovolgere all’infinito ha provato a rispondere in sei modi diversi. Ora con gli incontri in programma, che affronteranno il tema della comunità educante attraverso l’inclusione, la creatività, il territorio, l’esplorazione, la danza e il gioco, cercheremo ulteriori spunti di riflessione».
«La Fondazione Pietro Pittini – ha spiegato poi Linda Carello – è felice di sostenere questo progetto che rientra nelle sue finalità istituzionali. “Capovolgere l’infinito” infatti si muove in continuità con il nostro programma “didattica 4.0” che ha lo scopo di rafforzare le conoscenze e competenze degli insegnanti e della comunità educante nel suo complesso per garantire ai bambini un apprendimento innovativo, efficace e al passo con le più nuove evidenze pedagogiche. “Capovolgere l’Infinito” si muove in questa direzione proponendo occasioni di stimolo e apprendimento su tematiche che sono oggi più che mai centrali per i ragazzi. Damatrà si conferma un’importante realtà del nostro territorio per il mondo dell’infanzia e adolescenza, con proposte (ludiche, di intrattenimento e formative) sempre nuove e coinvolgenti per bambini e ragazzi».
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il vicesindaco di Fagagna, Sandro Bello, che portando i saluti dell’Amministrazione ha sottolineato quanto sia importante, oggi, avere la possibilità di fermarsi, rivolgere lo sguardo anche a ciò che è stato, e andare a fondo di un concetto tanto importante come quello dell’educazione, coinvolgendo soprattutto i più giovani.

DOMANI – «Quest’esperienza che ci ha mostrato quanto sia necessario e importante che continui a esserci, sul territorio, un presidio in cui i tanti soggetti che operano nell’ambito formativo, continuino a domandarsi come si può innovare, che cosa questo voglia dire. Cosa significhi fare formazione, educazione, comunità. Per cui – ha chiuso Rossi – con questo ciclo di conferenze vorremmo anche aprire una strada che rappresenti un’ideale prosecuzione del progetto e che anche in futuro possa continuare a offrire questo spazio di riflessione che riteniamo fondamentale per il territorio».

INCONTRI – Si comincerà dunque oggi, a Mortegliano (aula magna delle scuole medie, alle 18) con “Comunità educante è INCLUSIONE”, incontro con Franco Santamaria, già docente di area pedagogica all’Università di Trieste. Esperto di politiche giovanili. Il secondo appuntamento si terrà sabato 29 ottobre a Lignano Sabbiadoro (Terrazza a Mare, alle 15). Il workshop “Comunità educante è CREATIVITÀ” sarà condotto da Le Gang Creatif, del progetto di Intercultura. Venerdì 4 novembre a Romans d’Isonzo, (sala Candussi Pasiani, dalle 18) sarà la volta di “Comunità educante è TERRITORIO”, un incontro con Carlo Tamanini e Giorgio Camuffo, coordinatore dell’area educazione-mediazione del Mart (Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto) il primo; grafico e art director, professore ordinario di comunicazione visiva all’Università di Bolzano, il secondo. Al CAG di Pasian di Prato (dalle 15) sabato 12 novembre si svolgerà il workshop con Gruppo Immagine “Comunità educante è ESPLORAZIONE”. Gruppo Immagine è un’associazione di Trieste accreditata al MIUR per la formazione in ambito artistico, che dal 1987 propone laboratori secondo la metodologia “giocare con l’arte”. Sabato 19 novembre ci si sposterà a Pozzuolo del Friuli, al palazzetto dello Sport (dalle 15) per “Comunità educante è DANZA”, workshop di Monica Francia con il metodo CorpoGiochi®, un esperimento strutturato di trasmissione della danza che parte da una concezione politica del corpo e del suo potere di trasformazione e cambiamento. L’ultimo appuntamento di conferenze targate Capovolgere all’Infinito si terrà invece a Fagagna, a Cjase di Catine (dalle 18) venerdì 25 novembre, dove si parlerà di “Comunità educante è GIOCO”, un incontro con Roberto Papetti, uno dei più famosi mastri giocattolai italiani.

PROGETTO – Capovolgere all’infinito è stato dunque un percorso di scoperta e valorizzazione di ogni luogo e delle persone che lo vivono. Ma anche una scoperta per le persone stesse che abitano questi territori, a volte considerati periferici, ma che possono essere portatori di nuove centralità, rovesciando punti di vista consolidati per aprirsi in maniera creativa al cambiamento. Lasciarsi capovolgere all’infinito. Un progetto promosso da Damatrà e realizzato con il contributo del Dipartimento per le politiche della famiglia nell’ambito del bando “Educare insieme” (Presidenza del Consiglio dei Ministri), il sostegno di Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini, e con il patrocinio del Comune di Fagagna, in collaborazione con: Murice Società Cooperativa Sociale, APS Minoranza Creativa, O.I.Ko.S onlus, Istituto Statale d’Istruzione secondaria superiore “E. Mattei”, Istituto comprensivo di Pozzuolo del Friuli, Wild Routes APS, Puntozero Società Cooperativa e Associazione Menti Libere.

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In copertina, un’immagine di Mortegliano dove oggi si terrà il primo degli incontri.

 

La Cea ora anche a Pasian di Prato dimostrando l’attrattività del Fvg

Innovare, crescere, guardare al futuro. È nel solco di questi obiettivi che Cea – Cooperativa Edile Appennino, realtà di primo piano nel settore edile, della manutenzione delle reti pubbliche, della gestione e manutenzione di dighe e bacini con quartier generale a Bologna, ha tagliato ieri mattina il nastro della propria nuova sede a Pasian di Prato, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, del mondo dell’economia e di Confcooperative Fvg. I 70 dipendenti già operativi sul territorio potranno contare, fin d’ora, su un moderno punto di riferimento nel cuore produttivo della regione che sarà perno delle strategie di sviluppo nazionale e internazionale di Cea.

Il tradizionale taglio del nastro.

«Il rinnovamento è nel Dna di Cea – ha commentato il presidente Marco Marchi -: la nostra sede storica si trova a Monghidoro, nell’Appennino bolognese, dove sono ben piantate le nostre radici e da cui provengono tanti nostri dipendenti, ma per rispondere alle esigenze di una realtà in costante espansione come Cea avevamo bisogno di allargare i nostri orizzonti. Abbiamo scelto di puntare su un territorio dinamico, con grande voglia di crescere guardando all’Europa. Non a caso il Friuli Venezia Giulia è la prima regione in Italia per utilizzo dei fondi europei: qui lavoro, spirito di iniziativa e qualità sono sinonimi. Operiamo in questa regione già da 10 anni e abbiamo avuto modo di apprezzare lo spirito di questa terra e la disponibilità delle istituzioni, del mondo di Confcooperative e del tessuto economico a confrontarsi e crescere insieme. Da qui si muoveranno i passi per il nostro futuro, continuando a presidiare con il quartier generale il nostro territorio d’origine quale è Bologna e l’Emilia-Romagna e al contempo intercettando nuove opportunità di sviluppo nel Nord Est del Paese».
«Se una azienda che è nata nella terra della cooperazione qual è l’Emilia Romagna decide di trasferire la sua sede legale in Friuli Venezia Giulia vuol dire che la nostra regione sta diventando sempre più attrattiva per nuove imprese. Questo segnale ci dice che ci stiamo muovendo nella giusta direzione, creando quel substrato in grado di far attecchire nuove realtà e che porta con se più occupazione e più benessere», gli ha fatto eco l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini in occasione della cerimonia di inaugurazione della sede legale della Cea, Cooperativa edile Appennino. «Compito delle istituzioni – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – deve essere quello di supportare il mondo economico, affinché sia in grado di creare nuovi posti di lavoro e quindi ricchezza. In questi anni, soprattutto in quelli più difficili della pandemia, abbiamo cercato di aprire sempre più le porte ai nuovi investitori che hanno deciso di scommettere sul Friuli Venezia Giulia per avviare la propria attività imprenditoriale, e allo stesso modo abbiamo cercato di sostenere quanti hanno voluto spostare la loro sede in questa Regione. La Cea è l’esempio emblematico dei risultati che questo cambio di passo sta portando. Se quindi un’importante azienda come quella bolognese si insedia qui da noi – ha concluso l’assessore regionale – ciò vuol dire che ci stiamo muovendo nella giusta direzione, grazie anche all’attività portata avanti in questo periodo dall’Agenzia regionale Lavoro & Sviluppoimpresa».

L’assessore regionale Bini.

«La cooperazione sta dimostrando, ancora una volta, la propria capacità di condurre investimenti significativi anche in un momento economico di incertezza. È un importante segnale di vitalità del movimento cooperativo del Friuli Venezia Giulia, a cui Cea si aggiunge apportando il valore di un’impresa solida e di riconosciuta professionalità”, sono poi le parole di Daniele Castagnaviz, presidente regionale di Confcooperative.
«L’insediamento di CEA nel nostro territorio costituisce un motivo di soddisfazione ma soprattutto di speranza di ulteriore sviluppo – ha aggiunto il sindaco Andrea Pozzo -: ogni attività economica che si stanzia sul territorio genera a sua volta altra economia. Cooperativa Edile Appennino è un’impresa forte e strutturata, ad alto contenuto tecnologico e molto orientata verso la transizione ecologica, e quindi il valore aggiunto è ancora maggiore. Insieme alla Idealservice e unitamente alle altre aziende produttive già in attività, con la Cea Pasian di Prato diventa ancora di più un territorio ad alto indice di occupazione, di cooperazione di strategie industriali, di orientamento al futuro, con particolare attenzione a quello green».

Per la cooperativa edile il legame con il Friuli Venezia Giulia si è radicato nel tempo: «Con la nuova sede consolidiamo una presenza di lungo corso in regione – spiega il direttore generale di Cea, Fabrizio Salomoni -: negli ultimi dieci anni Cea ha infatti collaborato, fra le altre, con Irisacqua per la realizzazione di nuove reti fognarie a Gorizia, con il Cafc per il primo lotto dell’ampliamento del depuratore di Lignano Sabbiadoro, con Acegas e con Poste Italiane per la manutenzione a livello regionale. A oggi, 70 dei nostri 450 dipendenti sono impegnati stabilmente in Friuli-Venezia Giulia ma stiamo pianificando un’ulteriore espansione delle nostre attività sia sul fronte del mercato regionale che a livello nazionale ed europeo. Inoltre è allo studio un progetto per gli istituti scolastici: vorremmo incontrare gli studenti riallacciare quel rapporto fra istruzione e mondo del lavoro che, nel tempo, si è perduto».
Alla cerimonia sono intervenuti anche il presidente del Consiglio regionale, Pier Mauro Zanin, e il sindaco di Monghidoro Barbara Panzacchi.

Player di primo piano nel settore edile, della manutenzione delle reti pubbliche, della gestione e manutenzione di dighe e bacini, dove esercita la sua attività anche a livello internazionale, CEA – Cooperativa Edile Appennino nasce nel 1982 a Monghidoro (BO) nel cuore dell’Appennino emiliano e attualmente opera in Italia e nel mondo dalle sedi di Pasian di Prato, Trieste, Bologna, Roma e dalle filiali in Romania, Libia e Libano. Oggi la cooperativa può contare su 450 dipendenti altamente specializzati e qualificati, un’attività ad elevata flessibilità organizzativa e una costante attenzione all’innovazione e alla sostenibilità ambientale. Un’azienda che ha scelto di puntare sui giovani (che già oggi rappresentano il cuore della cooperativa e ne portano l’età media sotto i 40 anni), investendo nella formazione (come mostra anche la scuola di saldatura, una delle pochissime in Italia), premendo l’acceleratore sul fronte dell’innovazione che ha permesso a CEA di integrare tecnologie digitali all’avanguardia nei propri cantieri. Ma anche un’azienda con un cuore “green” che, negli anni, ha fortemente investito nell’economia circolare sviluppando un rivoluzionario sistema per il riciclo degli asfalti.

Per informazioni
Ufficio stampa CEA – Cooperativa Edile Appennino
Alessandro Pantani – Orma Comunicazione
Telefono 328.4183424
a.pantani@ormacomunicazione.it

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In copertina, il presidente della Cea Marco Marchi ieri durante il suo saluto.