Cergneu in festa con l’arcivescovo Lamba che privilegia le periferie. L’ex sindaco Picogna: don Marco per noi è prezioso, ma gli sono stati aggiunti troppi impegni

di Giuseppe Longo

NIMIS – Nell’ambito della Forania della Pedemontana, nella quale è confluita anche quella storica di Nimis, la Parrocchia di Cergneu – che riunisce anche i fedeli di Monteprato e Vallemontana – è stata la prima stamane ad avere ricevuto la visita del nuovo arcivescovo di Udine, all’insegna di una Chiesa “in uscita”, per dirla con una espressione tanto cara a Papa Francesco, quella delle periferie. «Lo facevo anche quando ero ausiliare a Roma e il più delle volte non mi facevo annunciare», mi ha raccontato monsignor Riccardo Lamba all’uscita dalla parrocchiale di San Giacomo Apostolo, al termine della celebrazione della Messa.

Arrivato in sordina al volante della sua utilitaria e con grande semplicità, senza abiti prelatizi, il presule – che dal 5 maggio scorso è subentrato ad Andrea Bruno Mazzocato, ritiratosi per raggiunti limiti d’età – è stato salutato dalle grate parole di monsignor Marco Visintini che proprio un anno fa aveva ricevuto dall’arcivescovo emerito la “consegna” delle tre frazioni orientali. «Siamo veramente emozionati – ha detto don Marco, durante il rito reso ancora più bello e partecipato dai canti del coro parrocchiale – che lei abbia scelto un piccolo paese per avviare il suo apostolato in questa zona del Friuli». Renato Picogna gli ha rivolto, invece, un caloroso benvenuto da parte della comunità, soffermandosi sui problemi che questi paesi di montagna sono costretti a vivere: spopolamento, invecchiamento dei residenti, difficoltà economiche e sociali, la frequenza ai riti religiosi sempre più rarefatta, tanto che la Chiesa, ricostruita pur in forme più piccole rispetto a quella distrutta dal terremoto di 48 anni fa, oggi risulta troppo grande. «Siamo grati e orgogliosi di avere con noi don Marco – ha proseguito l’ex sindaco di Nimis -, la sua presenza è preziosa. Ma troppi sono gli impegni cui deve provvedere, essendosi aggiunte anche le comunità dell’Alta Val Cornappo dove da anni opera un bravo diacono, per cui giocoforza il tempo che ci può dedicare si è notevolmente ridotto».
Problemi sui quali l’arcivescovo si è soffermato con più d’uno anche durante il magnifico rinfresco offerto nel sottostante centro sociale, mentre l’omelia l’aveva incentrata tutta sui temi della celebrazione, attingendo dalle significative parole del Vangelo di Giovanni. Al termine, si è congedato da Cergneu ripartendo per Udine con la propria auto. Lasciando nella piccola comunità la consapevolezza di aver vissuto una giornata davvero speciale, anzi storica. Cergneu è pertanto profondamente grata a monsignor Lamba per essere stata scelta per la sua prima vista nella Pedemontana. All’insegna di “beati gli ultimi che saranno i primi”.

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In copertina e all’interno alcune immagini della celebrazione di stamane a Cergneu con il nuovo arcivescovo di Udine.

Ristoratori in lutto nel Comune di Nimis: domani a Cergneu l’addio a Dino Orlando

(g.l.) Lutto nel settore della ristorazione nel Comune di Nimis e nella zona pedemontana. Si è infatti spento improvvisamente Dino Orlando, titolare della rinomata trattoria “Al Torrente” di Cergneu Superiore. Aveva 82 anni e da tempo era malato. La frazione del Lagna, ma non solo perché il ristoratore era molto conosciuto e stimato, si raccoglierà domani pomeriggio, quando, alle ore 17, saranno celebrati i funerali nella parrocchiale di San Giacomo Apostolo, mentre oggi, alle 19, nella stessa Chiesa sarà recitato il Rosario in suo suffragio. Lo piangono la moglie, i quattro figli, i generi e il nipote.
Come detto, Orlando era apprezzato per aver dato vita a uno dei punti di ristorazione più noti del Comune di Nimis. Il suo locale di via 12 Dicembre si è specializzato infatti nella preparazione di apprezzati menu a base di trota, quella allevata nella peschiera che l’imprenditore aveva realizzato proprio di fronte alla trattoria beneficiando delle limpide acque del torrente Lagna. Da qui, appunto, la denominazione del locale, la cui gestione è curata dalla figlia Mara. Trota, dunque, ma anche piatti tipici friulani nella trattoria di Dino Orlando e in particolare quelli a base di funghi dei quali “Leon” – questo il suo simpatico soprannome – era un provetto raccoglitore.

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In copertina, Dino Orlando nella sua trattoria in una bella foto che Fabrizia Candoni ha pubblicato su Facebook.