“Grado si sta progressivamente svuotando”: monsignor Nutarelli fa una preoccupata analisi all’inizio del nuovo anno commentando il calo dei residenti. “L’Isola non sia solo una meta turistica ma una Comunità abitata e abitabile”

di Giuseppe Longo

Centododici funerali, ripartiti esattamente a metà fra uomini e donne, contro 34 Battesimi (16 maschietti e 18 femminucce): è l’immagine che “fotografa” con nitidezza la situazione demografica di Grado. nell’ambito della Parrocchia di Sant’Eufemia, ma con proporzioni che di certo non dovrebbero discostarsi di molto se raffrontate con i dati anagrafici dell’intera comunità civile, comprese anche le realtà agricole rivierasche. Una situazione che viene affrontata e commentata con preoccupazione, all’inizio del nuovo anno, sul numero odierno di “Insieme”, il bollettino settimanale della Chiesa isolana.
«I dati demografici – scrive monisgnor Paolo Nutarelli – confermano una realtà ormai evidente: Grado si sta progressivamente svuotando. Il calo costante della popolazione non è episodico ma strutturale e, porta con sé, conseguenze sociali, lavorative ed ecclesiali sempre più marcate». Infatti, negli ultimi quattro anni i residenti sono passati dai 7861 del 2021 agli attuali 7389, di cui 6752 a Grado e 637 a Fossalon.

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Il ricordo di Arianna a Barbana

Nello scorso novembre si spegneva, a 88 anni, Arianna Cutti Nutarelli. Era la madre di don Paolo che, nella ricorrenza del suo compleanno, sarà ricordata oggi, alle 14.30, nel Santuario mariano di Barbana, dove sarà celebrata una Messa di suffragio. Parenti e amici si ritroveranno alle 13.45 all’imbarcadero di fronte all’Isola della Schiusa. Al termine del rito, alle 15.30, ci sarà il ritorno a Grado.

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«Tra le cause principali – analizza l’arciprete – vi è il costo elevato delle abitazioni e la quasi totale assenza di affitti annuali accessibili. Questo rende difficile, se non impossibile, per molte giovani coppie e famiglie costruire un progetto di vita stabile sull’Isola. A ciò si aggiunge la progressiva riduzione dei servizi basilari, che spinge molte famiglie a trasferirsi in centri vicini, più organizzati e vivibili tutto l’anno. Il rischio concreto è che Grado diventi sempre più e solo una città stagionale, vissuta come luogo di vacanza estiva più che come Comunità stabile». E poi il parroco aggiunge: «Un ulteriore elemento di riflessione riguarda il diffondersi delle convivenze. Sempre più coppie scelgono di non sposarsi, né religiosamente né civilmente, spesso non per mancanza di valori ma per ragioni economiche: oggi vivere il matrimonio comporta costi maggiori rispetto alla semplice convivenza. Su questo tema la società è chiamata ad una riflessione seria e non ideologica».
In qualità di responsabile della vita religiosa sull’Isola, monsignor Nutarelli trae poi delle conclusioni che riguardano direttamente la Chiesa. «Questa situazione – osserva, – ha ricadute dirette sulla vita pastorale. La Comunità cristiana, infatti, è chiamata a non limitarsi alla constatazione dei numeri, ma a rispondere con una pastorale di prossimità: accompagnando le giovani coppie, sostenendo le famiglie, dialogando con le nuove forme di vita affettiva e custodendo il senso di appartenenza. In un contesto fragile, la Chiesa è chiamata ad essere presenza viva e generatrice di speranza, perché Grado – conclude don Paolo – resti non solo una meta turistica, ma una Comunità abitata ed abitabile».
Concludendo l’analisi dei dati parrocchiali, “Insieme” ricorda che nell’anno passato ci sono state 17 Prime Comunioni e 24 Cresime (rispettivamente 30 e 28 nel 2024). E appena nove matrimoni, che nell’anno precedente erano stati quindici. Tornando invece ai funerali e ai Battesimi, nel 2024 gli addii cristiani erano stati 93 (per cui nel 2025 sono aumentati di ben diciannove unità), mentre 30 volte era stato amministrato il primo sacramento. Questo dimostra che nell’anno appena concluso, e salutato con il tradizionale Te Deum, c’è stato un piccolo incremento, l’unico dato positivo del panorama demografico della Parrocchia di Sant’Eufemia. Ma, evidentemente, troppo poco per poter arrestate quel costante spopolamento dell’Isola sottolineato da monsignor Nutarelli.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante la benedizione epifanica dei bambini nella Basilica di Sant’Eufemia.

(Foto Laura Marocco)

“La storia di Mosè” questa sera a Grado con gli attori dell’Oratorio di Cormons: una invitante proposta teatrale tra musica, recitazione e spiritualità

(g.l.) Appuntamento a teatro questa sera, 15 novembre, a Grado. Ma non sarà il teatro che tutti siamo soliti conoscere, bensì quello che “nasce in Oratorio”. L’appuntamento è alle 20 nella sala dell’auditorium “Biagio Marin” di via Marchesini. Sulla scena “La storia di Mosè – Il musical”, brillante e significativo lavoro proposto dal gruppo teatrale “I Rompini” del Ric Cormons che ritorna nell’Isola per presentare questo nuovo allestimento liberamente ispirato al celebre film d’animazione “Il Principe d’Egitto”.
«Il musical – anticipa la Parrocchia di Sant’Eufemia – è uno spettacolo che unisce musica, recitazione e spiritualità, raccontando una delle più grandi storie di libertà e di Fede di tutti i tempi. Dietro le quinte, però, si cela qualcosa di ancora più importante: un cammino condiviso, nato e cresciuto in Oratorio. Ragazzi, animatori, genitori, volontari ed amici hanno unito le proprie energie, ciascuno con i propri talenti, per costruire insieme non solo una rappresentazione ma una vera esperienza di vita comunitaria. Il teatro in Oratorio è, in fondo, una scuola di vita e di Fede: insegna a mettersi in gioco, a fidarsi degli altri, a superare la timidezza ed a trasformare la paura in coraggio. E, quando le luci si accendono sul palco, ciò che emerge non è solo una storia antica ma la bellezza di un gruppo che ha imparato a camminare insieme, come un piccolo popolo in cammino verso la libertà».
Una bellissima proposta, insomma, da cogliere al volo, anche per sostenere e apprezzare il lavoro dei giovani attori che con tanto entusiasmo si dedicano all’attività teatrale nell’ambito delle iniziative oratoriane della cittadina collinare: una proposta che viene presentata anche in collaborazione con lo Spes, il Ricreatorio gradese sempre protagonista di una ricca programmazione a favore dei ragazzi isolani.. Ricordiamo, infine, che è possibile prenotare gratuitamente il proprio biglietto inviando una e-mail a rompiscena@gmail.com

Grado, transennato lo storico campanile di Sant’Eufemia per motivi di sicurezza

(g.l.) Avrà una sorpresa, non proprio piacevole, chi stamane si recherà a Messa nella Basilica di Grado o semplicemente si troverà a passare per Campo dei Patriarchi e Campo Patriarca Elia, il sagrato del massimo Tempio cittadino. Vedrà, infatti, transennato per motivi di sicurezza lo storico campanile dell’Anzolo segnavento, in seguito a un immediato intervento, nella giornata di ieri, dei Vigili del Fuoco. A darne notizia è stata la stessa Parrocchia di Sant’Eufemia, attraverso un comunicato appena diramato agli organi di informazione dall’arciprete Paolo Nutarelli.


«Nella serata di sabato 30 agosto – si legge infatti nella nota – i Vigili del Fuoco sono intervenuti a seguito del ricevimento di una Pec, il cui mittente non ci è stato reso noto, con la quale veniva segnalata la possibilità di caduta di mattoni e altro materiale costitutivo delle pareti del campanile». I pompieri hanno quindi «provveduto ad un primo esame visivo non rilevando presenza di materiale; ma, in via cautelativa, hanno dovuto provvedere a transennare l’area per sicurezza fino alle prossime azioni di verifica da parte di una ditta specializzata».
«La Parrocchia – prosegue monsignor Nutarelli – si è subito confrontata con il sindaco e con gli Uffici Arte Sacra dell’Arcidiocesi di Gorizia e nei prossimi giorni si valuteranno le azioni da fare. Tutte le celebrazioni in Basilica sono confermate e si svolgeranno regolarmente: l’accesso è garantito dalla porta laterale piccola e dalla sacrestia. Nelle prossime ore si procederà a definire, in collaborazione con la Polizia municipale, le modalità per garantire l’accesso alla Scuola dell’Infanzia e al Nido parrocchiali». La nota conclude ricordano che «sia la Parrocchia sia il Comune, già nei mesi scorsi, avevano provveduto a segnalare alla competente Soprintendenza la situazione del campanile, pur nella certezza che non vi fossero pericoli di imminente caduta», per cui conclude assicurando che la «comunità sarà tempestivamente aggiornata sugli sviluppi». Ricordiamo pure, al riguardo, che da molti anni ormai, sempre per motivi di sicurezza, non suonano più le campane, ma l’annuncio delle celebrazioni avviene attraverso registrazioni diffuse con altoparlanti collocati proprio all’altezza della cella dei sacri bronzi.

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In copertina e all’interno due immagini dello storico campanile di Sant’Eufemia e dell’area transennata a Grado.

Grado, Vento d’Estate questa sera con Max Gazzè al Parco delle Rose. E domani nel centro storico una nuova “Sardelada”

Una delle voci più originali del panorama musicale italiano arriva a Grado, oggi 25 luglio, per un concerto imperdibile. Max Gazzè, infatti, sarà protagonista di Musicae Loci 2025 in una serata di grande musica sotto le stelle, nella suggestiva cornice del Parco delle Rose (inizio previsto alle ore 21). L’apprezzato cantautore romano, accompagnato dall’Orchestra Popolare del Saltarello, proporrà le sue composizioni più poetiche e alcune delle hit più conosciute. Una di queste, “Vento d’Estate”, scritta nel 1998, contiene una domanda che pare indirizzata a tutti noi: “Vento d’estate, io vado al mare, voi che fate?” e prosegue: “Non mi aspettate, forse mi perdo”. Quasi un invito a perdersi, nell’Isola del Sole, al termine del concerto, tra mare e spiaggia; natura e storia; gastronomia e sport; cultura e divertimento, in un fine settimana ricco di proposte.

Domani – La Git di Grado organizza un altro spettacolo musicale, alle ore 21.30, nell Parco Aquatico (via del Sole 8). Un evento con data unica, a ingresso gratuito, che ripropone le atmosfere de La Manna, la storica discoteca gradese, un piacevole ricordo di molti ospiti della località balneare. Dress code bianco, animazioni e musica a bordo piscina con i Dj Dante Noselli, Lele Tessarollo e Simon Adams.
L’Associazione dei Portatori della Madonna di Barbana, in collaborazione con il Comune di Grado e la Parrocchia di Sant’Eufemia, organizza la tradizionale “Sardelada”, in Campo Patriarca Elia, sul sagrato della Basilica. Apertura chioschi dalle ore 18 alle 22.30. Replica anche domenica 27 luglio.
Visita serale guidata “Alla scoperta di Grado”, camminando tra calli, campi e campielli del centro storico, tra scorci suggestivi e atmosfere senza tempo. Durante l’itinerario, la guida accompagna i partecipanti attraverso i luoghi simbolo dell’isola, raccontando storie di patriarchi, poeti, artisti e pescatori che hanno segnato l’identità locale. Partenza alle ore 21. Per prenotarsi: https://www.turismofvg.it/it/scopri-e-prenota-le-esperienze/alla-scoperta-di-grado-tra-mare-e-meraviglia.

Domenica – All’auditorium Biagio Marin (via Marchesini 31), a partire dalle ore 21, Invasioni Creative propone Audiowalk Grado: un itinerario sonoro costruito attraverso la voce degli abitanti. Un evento multimediale di comunità (gratuito) dove ogni partecipante, indossando un paio di cuffie wi-fi, può ascoltare una storia collettiva e camminare insieme. Il format desidera dare ascolto e voce alle storie che abbiamo accanto e che spesso rimangono invisibili a molti. Organizzata dalle associazioni Grado Voga Asd e Canottieri Ausonia, alle ore 17 prenderà avvio la regata velica “Uniti per lo Sport”, davanti allo specchio acqueo di Grado. Una manifestazione classica, a staffetta, tra canoe e mascarete che terminerà alle ore 19.
Senza dimenticare che, pure la domenica, c’è l’apertura gratuita (ore 20.00-23.00) del Museo della Pesca e della Civiltà Lagunare (via Orseolo 22); quella della Mostra “Mascherini e Biagio Marin. Un sodalizio tra artisti del Novecento”, ospitata alla Casa della Musica (ore 20-23), a ingresso libero e la Mostra “Grande Patriarcato. Il Patriarcato di Grado tra Aquileia e Venezia”. Organizzata dal Gruppo Archeologico Aquileiese e dal Comune di Grado, è ospitata all’interno della Basilica di Sant’Eufemia ed è visitabile dalle ore 8 alle 19 (eccetto durante le celebrazioni).

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sul sito: www.grado.it

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In copertina, una suggestiva immagine notturna delle Basiliche di Grado; all’interno, il cantante Max Gazzè e la tradizionale Sardelada.

(Foto Massimo Crivellari e Alessandro Castiglioni)

Grado, dal “sogno” dell’illuminato monsignor Fain alla “pazzia” del parroco Nutarelli: dopo 30 anni il Ricreatorio Spes è una realtà sempre più bella

di Giuseppe Longo

Sebbene il sogno di costruire il Ricreatorio Spes, uno spazio a Città Giardino tutto per i giovani di Grado, fosse stato cullato da monsignor Silvano Fain, il merito della sua edificazione pietra su pietra va soprattutto a don Bruno Sandrin, allora cooperatore vicario dell’illuminato arciprete sceso in laguna dal Collio cormonese. Fu lui, infatti, che seguì passo dopo passo la realizzazione dell’opera, dal progetto all’innalzamento dei muri e alla loro copertura, fino a giungere alla sua inaugurazione che avvenne nell’ottobre 1994. E ora, il sacerdote – parroco di San Lorenzo Isontino – è ritornato nell’Isola della sua gioventù sacerdotale e per la festosa cerimonia organizzata dalla Parrocchia di Sant’Eufemia ha portato, inserito in una cornice, un pezzo del nastro inaugurale tagliato proprio trent’anni fa, alla presenza dell’allora arcivescovo Antonio Vitale Bommarco. Ieri c’era il suo successore, monsignor Carlo Redaelli, a benedire il Ricreatorio ristrutturato e ammodernato con i lavori voluti da don Paolo Nutarelli – “Donpi” per i suoi ragazzi – e che non sono ancora finiti, ma che con il buon cuore di gradesi e ospiti affezionati all’Isola d’Oro saranno portati a termine, traducendo in bellissima realtà il sogno di don Silvano ma anche quello del parroco attuale, Graisan fra i Graisani, formatosi proprio alla “scuola” dell’indimenticabile pastore.

Magnifica e molto partecipata la festa dello Spes in una mattinata piena di sole, alla quale erano presenti anche i vertici delle istituzioni cittadine con il sindaco Giuseppe Corbatto: «Una struttura – ha detto – che deve diventare il punto di aggregazione della comunità. Un sincero ringraziamento al vescovo, al parroco, alle associazioni e a tutti i volontari che hanno reso speciale questa giornata». Tutto è cominciato con la Messa celebrata nella Chiesa di San Crisogono: all’altare, il giovane don Matteo Marega – che aveva accanto l’arciprete Nutarelli e monsignor Mauro Belletti -, il quale prima di ricevere l’Ordine era stato per un anno pastorale apprezzatissimo collaboratore, soprattutto nell’attività dell’oratorio, proprio a Grado. Un giovane prete, consacrato appena nel maggio scorso, che è tornato con grande gioia fra i ragazzi e i giovani conosciuti nel 2021.
Al termine del rito, è seguita la cerimonia del trentennale – coordinata da Leonardo Tognon – proprio negli spazi, oggi resi ancora più accoglienti, del dirimpettaio Ricreatorio. Molto seguito e applaudito il discorso celebrativo di monsignor Nutarelli, il quale ha esordito dicendo che «Con grande gioia e un sentimento di gratitudine verso la Divina provvidenza oggi celebriamo i 30 anni del nostro Ricreatorio Spes. Il primo pensiero, permettetemi, va a monsignor Fain ed a don Bruno (oggi in mezzo a noi) perché, se siamo qui, è merito di chi ha sognato e, in senso molto concreto, di chi ha dissodato il terreno e seminato». E, richiamata la luminosa figura di San Giovanni Bosco ideatore proprio degli oratori, ha aggiunto: «Oggi celebriamo il trentennale dello Spes e della sua profonda e necessaria ristrutturazione. È il compimento del sogno di don Bruno e di tutti coloro che nel tempo hanno dato un’anima allo Spes. A tutte queste persone il nostro grazie perché hanno creduto in questa realtà oratoriana, fondandola prima e consolidandola poi, per permetterci oggi di attualizzare quei sogni e di farli maturare nel tempo. A noi il compito di portare avanti questo progetto! Con la costruzione di un oratorio la comunità cristiana trent’anni fa scommetteva sull’educazione! A distanza di trent’anni, siamo qui a confermare quella scommessa!».

L’arciprete di Grado è, quindi, passato alle doverose espressioni di gratitudine. «Qui, un ringraziamento desidero farlo al vescovo Carlo che, approvando il progetto, di ristrutturazione ci ha incoraggiato nel perseguire il sogno Spes. In questi mesi di riapertura, il Ricreatorio è diventato centrale nella vita della stragrande maggioranza dei ragazzi e di molte famiglie. Perché un oratorio oggi? Perché abbiamo bisogno di spazi in cui incontrarci e costruire, così, legami significativi. La nostra Parrocchia e la nostra Isola ne hanno molto bisogno! C’è un tessuto comunitario e fraterno da continuare a costruire. L’oratorio – ha sottolineato “Donpi” – dovrà servire anche a questo. Senza dimenticare ciò da cui parte e a cui tende il nostro agire: la persona viva di Gesù, che il cristiano incontra nella Chiesa, nella Parola e nei sacramenti. Uso uno slogan: uno spazio aperto a tutti, ma con lo stile del Vangelo. Il Crocifisso all’ingresso ne è la chiave di lettura. Oggi sento il dovere morale di ringraziare chi concretamente mi è stato accanto in questa “pazzia”: un grazie va ai membri del Consiglio affari economici ed al Consiglio pastorale che hanno approvato il progetto, all’architetto Michela Maricchio ed a tutte le imprese che in questi mesi hanno messo mano allo Spes! E penso a chi, nel silenzio e nella gratuità, tiene pulito ed in ordine il Ricreatorio: c’è spazio per tutti. Non abbiate paura di chiedere! Non abbiate paura di dare una mano! I lavori fatti sono tanti… e nei prossimi mesi proseguiranno, ma oggi dovevamo fare festa. Grazie a chi ha creduto in questo sogno. Possibile grazie solo alla generosità di gradesi ed ospiti che qui a Grado hanno il cuore».
E don Paolo ha dimostrato la portata di questo slancio generoso dell’Isola con dati concreti: «In questi due anni ho toccato con mano la sensibilità di tante persone: dai bambini ai nonni… abbiamo raccolto quasi 200 mila euro: non era scontato, non era facile. La Parrocchia in questo momento è fortemente esposta economicamente, ma confidiamo nella Provvidenza che continui a toccare il cuore delle persone e, mi auguro, delle istituzioni. Oggi facciamo festa (ringrazio chi si è reso disponibile per concretizzare tutti gli eventi e chi ha preparato il pranzo), ma affinché questo notevole sforzo intrapreso dalla Comunità gradese sia costruttivo, dobbiamo completare l’opera: abbiamo realizzato i muri, in questi mesi li abbiamo ristrutturati, ora costruiamo le persone. È la sfida della Parrocchia. È una sfida per la nostra Grado. Grazie a tutti!». E ora per il Ricreatorio Spes si apre, dunque, un nuovo importante capitolo, il terzo: quello della conclusione dei lavori per portare a termine quella che don Paolo ha, appunto, definito “pazzia”. Per completare, cioè, il progetto finalizzato a dare una moderna e più funzionale definizione al sogno di monsignor Fain e di don Bruno Sandrin, che ieri ha riabbracciato tanti che nell’Isola si ricordano ancora di lui.

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In copertina, don Bruno Sandrin e monsignor Paolo Nutarelli con il nastro inaugurale di 30 anni fa; all’interno, la Messa celebrata da don Matteo Marega, gli interventi del parroco, del sindaco Giuseppe Corbatto e la benedizione dell’arcivescovo Carlo Redaelli; altre immagini della bellissima festa e del Ricreatorio Spes con i suoi campi da gioco.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)