Quaresima, da Grado e da tutto il Decanato a Gemona nel Santuario Antoniano più antico del mondo rinato dopo il terremoto di 50 anni fa

(g.l.) Quando si parla di Sant’Antonio, il pensiero corre immediatamente a Padova e alla sua celeberrima Basilica dove riposano le spoglie del grande “Taumaturgo” e che è pure uno scrigno prezioso di arte e di storia. Non tutti sanno, invece, che il Friuli vanta il primo Santuario Antoniano del mondo: è quello di Gemona, completamente distrutto dal terremoto di mezzo secolo fa e prontamente ricostruito anche se con un’altra fisionomia che conserva, però, importanti memorie dell’antico luogo sacro. Per quanto riguarda le origini del Santuario friulano, in una nota si ricorda che è «storicamente accertata la presenza dei Frati Minori in Friuli fin dall’inizio dell’Ordine. Un documento ufficiale del patriarca di Aquileia, Bertoldo, probabilmente del 1219, fa menzione esplicita dei Frati Minori, ai quali, insieme con i Frati Predicatori (domenicani), viene riconosciuta la facoltà della predicazione in difesa della fede cattolica dagli attacchi delle eresie dell’epoca».

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Il Credo ai ragazzi

Oggi, 1 marzo, durante la Messa domenicale delle ore 11.30 nella Chiesa di San Crisogono, a Città Giardino, i ragazzi del terzo anno di catechesi (prima media) riceveranno il Credo. «È un gesto semplice, ma molto grande: non è soltanto un foglio o una formula da imparare, è la Chiesa che affida loro le parole della propria Fede, perché lentamente diventino anche le loro», afferma monsignor Nutarelli. «In un tempo in cui non è facile annunciare il Vangelo, tra distrazioni, ritmi veloci e domande nuove, sappiamo però – aggiunge don Paolo – che la Fede non nasce solo dalla nostra bravura educativa o dalle attività pastorali. Noi possiamo preparare, spiegare, accompagnare… è lo Spirito Santo che tocca il cuore».

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E sabato prossimo, 7 marzo, da Grado partirà un pellegrinaggio decanale quaresimale diretto proprio nella “capitale del terremoto” e che si appresta a diventare anche il punto di riferimento regionale delle celebrazioni ufficiali del cinquantesimo anniversario di quella immane catastrofe che soltanto a Gemona causò la morte di quattrocento persone. «Qui Sant’Antonio – scrive monsignor Paolo Nutarelli su “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia in distribuzione oggi – si fermò per alcuni mesi: predicò, incontrò la gente e compì segni che lasciarono nella popolazione una profonda convinzione della sua santità. È una bella occasione per mettere insieme “fede”, “cultura” , “spiritualità” ma, soprattutto, un’occasione per rimettersi in cammino nel tempo di Quaresima».
Sarà possibile raggiungere Gemona con mezzi propri oppure in corriera. Per fruire del mezzo pubblico è necessario iscriversi all’Ufficio Parrocchiale nei giorni di apertura, fino ad esaurimento posti. Come detto, il pellegrinaggio quaresimale è stato organizzato dal Decanato Aquileia-Cervignano-Visco (Arcidiocesi di Gorizia) che comprende anche le Parrocchie di Grado e Fossalon, per cui è facile prevedere una folta partecipazione a questa giornata di riflessione spirituale nel nome di Sant’Antonio di Padova nella cittadina pedemontana che fu frequentata dal “Santo dei Miracoli” e che gli ha, appunto, dedicato la Chiesa più antica del mondo, più ancora di quella patavina che, come tutti sanno, è ben più famosa. Ma sarà anche una bella occasione per compiere una importante visita in una località fra le più significative della nostra regione, depositaria di una storia antica testimoniata da tante e preziose memorie, come il Duomo di Santa Maria Assunta e il Castello medioevale, beni storici completamente rinati dopo il sisma che li aveva ridotti in macerie o poco più.

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In copertina, la statua di Sant’Antonio tra i resti della Chiesa distrutta dal terremoto di 50 anni fa; all’interno, due immagini del nuovo Santuario di Gemona del Friuli.

Git di Grado, più personale per la nuova stagione turistica. Rosolen: sessanta addetti con attenzione a giovani e over 55

«Il Recruiting promosso dalla Git di Grado evidenzia due elementi centrali. In primo luogo, la rilevanza della programmazione, che si conferma determinante per una gestione efficace delle risorse umane e per la definizione di percorsi di formazione integrativa capaci di garantire la qualità della selezione. Questo approccio ha consentito alla Git di esprimere una capacità di assunzione superiore rispetto ad altre esperienze analoghe. Un secondo aspetto riguarda la gestione della stagionalità, affrontata attraverso strumenti idonei a rispondere ai picchi produttivi e, infine, assume particolare importanza l’attenzione ai bisogni complementari all’occupazione, come bonus e soluzioni di foresteria, che favoriscono l’inserimento lavorativo e rappresentano al contempo un segnale concreto di responsabilità sociale». Lo ha detto a Trieste l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen nel corso della presentazione del Recruiting day finalizzato alla ricerca di 60 addetti per la Grado impianti turistici.
Come ha spiegato la rappresentante della Giunta Fedriga, allargando il discorso all’analisi alla situazione del mercato del lavoro in ambito turistico in Friuli Venezia Giulia, «i dati per il 2025 confermano un percorso di crescita rispetto al 2024, con un saldo occupazionale positivo tra assunzioni e cessazioni. Tra gennaio e ottobre si registra una netta ripresa delle assunzioni, che sfiorano le 30 mila unità, in aumento del 2 per cento rispetto al 2024 e del 27 per cento rispetto all’epoca pre-Covid (2019)». «Emergono inoltre – ha aggiunto l’assessore – due ulteriori caratteristiche significative: il 54 per cento delle assunzioni riguarda giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni, mentre si registra una ripresa dell’occupazione nella fascia degli over 55».

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A Gorizia il Presepe del Papa

Dopo il successo ottenuto un anno fa nella Città del Vaticano, ai piedi dell’obelisco di Piazza San Pietro (oltre un milione i visitatori), il bellissimo Presepe di Grado sarà riproposto ai Giardini pubblici di Gorizia. Questo pomeriggio, 20 dicembre, a pochi giorni dal Natale, alle ore 17 verrà inaugurato il “Presepe lagunare di San Pietro” a coronamento delle iniziative per Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura 2025. Per l’occasione, la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia ha organizzato un pullman con partenza alle ore 15.30 da piazzale Carpaccio. Il Presepe del Papa, ammirato tramite gli schermi televisivi e la rete di Internet da tutto il mondo, è il frutto di un grande lavoro del volontariato isolano. Ricordiamo, inoltre, che nelle celebrazioni eucaristiche di domani (ore 8.30 e 10 in Basilica e ore 11.30 a San Crisogono) – ed ovviamente nella Messa prefestiva di oggi – le famiglie che costruiscono il Presepe sono invitate a portare la piccola “statuina” del Gesù Bambino per la benedizione.

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Secondo Alessia Rosolen, un ulteriore elemento che emerge riguarda l’utilizzo di contratti a tempo determinato di durata superiore alla media, compresa tra i sei e gli otto mesi, in cui si inserisce l’apprendistato, in grado di estendere e qualificare l’esperienza lavorativa dei lavoratori stagionali. Questa impostazione ha già trovato riscontro nel nuovo regolamento delle politiche attive del lavoro, che introduce un cambio di paradigma rispetto al passato. «In tale quadro, a partire dal 2026 la Regione – ha detto l’assessore – accompagnerà i percorsi di apprendistato con specifici incentivi alle imprese, con l’obiettivo di offrire ai giovani maggiori garanzie di un ingresso strutturato e puntuale nel mondo del lavoro».
Nel dettaglio, il Recruiting della Git si terrà giovedì 22 gennaio, a Grado, nella sede di viale Dante 72. L’iniziativa rientra nel programma regionale “Lavoro FVG” ed è finalizzata a presentare le opportunità occupazionali per la stagione estiva 2026. L’evento prevede complessivamente 60 posti di lavoro e riguarda diversi ambiti professionali. Nell’area spiaggia si ricercano bagnini di salvataggio con brevetto, addetti ai bagni di reparto, personale per l’accoglienza, pulizie e accessi. Per l’area ristorazione sono previste posizioni per responsabili di bar, baristi, camerieri, chef, cuochi e lavapiatti. L’area benessere e uffici comprende figure quali estetisti, impiegati amministrativi, addetti agli acquisti e al marketing. La partecipazione al Recruiting Info-Day richiede l’iscrizione entro domenica 18 gennaio 2026. Le iscrizioni saranno accolte fino a esaurimento dei posti disponibili. Durante l’evento i partecipanti riceveranno informazioni dettagliate sulle offerte di lavoro stagionale e sui contenuti dei bandi di selezione. Per candidarsi effettivamente alle posizioni aperte sarà necessario partecipare ai bandi di selezione che verranno emanati dalla Git e presentati nel corso della giornata informativa.

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In copertina, una bellissima veduta dell’Isola di Grado dall’alto: la città balneare con la Git si prepara alla nuova stagione turistica.

Grado, perché così pochi bambini o ragazzi nei Cimiteri? Ecco la riflessione di monsignor Nutarelli il giorno dei Santi. “Vanno alle feste di Halloween, ma non sanno guardare in faccia la morte”

di Giuseppe Longo

«Da tempo mi colpisce il fatto che nei Cimiteri si vedano sempre meno bambini o ragazzi. Non è colpa loro — sia chiaro — è colpa di noi adulti, che per una strana idea pensiamo di proteggerli nascondendo la morte, o peggio ancora trasformandola in un gioco. Ieri era il 31 ottobre: ho visto bambini vestiti da scheletri, da zombie… e poi, quando nella vita vera arriva il dolore, non sanno più cosa farsene, di quella paura mascherata da gioco». Sono le parole con cui monsignor Paolo Nutarelli ha introdotto le sue riflessioni il giorno dei Santi – nella vigilia della commemorazione dei Defunti – durante il tradizionale rito nel Cimitero di Grado, che ha visto anche la suggestiva cerimonia dell’arrivo della Fiaccola alpina della Fraternità, presenti il sindaco Giuseppe Corbatto, pubblici amministratori, Forze dell’Ordine e rappresentanti delle associazioni cittadine. «Anche quest’anno – ha aggiunto l’arciprete, che aveva accanto don Gianni Medeot, il cappellano militare che torna sempre per le festività nella sua Grado – ho accompagnato famiglie nel lutto, e mi ha colpito vedere talvolta nipoti assenti ai funerali dei nonni, ma presenti alle feste di Halloween. Il mio sia chiaro non è una critica o un giudizio negativo a priori, ma mi chiedo: che cosa stiamo insegnando loro? La morte esiste, è parte della vita. Se non accompagniamo i piccoli a guardarla in faccia con verità, quando cresceranno rischieranno di crollare come alberelli senza radici. È un tema educativo, profondo, che ci interpella come genitori, come nonni, come Comunità».


Don Paolo aveva esordito sottolineando che «in questa giornata dei Santi, in questo luogo santo, siamo raccolti tra le tombe dei nostri cari. Ma se ci pensiamo bene, non siamo “tra i morti”, siamo tra i viventi: loro vivono in Dio, e noi camminiamo ancora nel tempo. È un incontro, quello di oggi, tra la terra e il cielo». E poi era entrato subito nel vivo delle sue riflessioni legate alla particolare giornata, tanto che ha detto «vorrei condividere con voi tre pensieri che nascono dal cuore, dal Vangelo e dall’esperienza di questi giorni». E il primo è stato proprio quello che «la morte non va nascosta ai bambini». Il parroco ha quindi osservato che il «Cimitero è un luogo di Comunità», aggiungendo che «qui ognuno dei nostri cari è parte della vita di molti altri» e che «la morte non è mai un fatto privato. Ecco perché è importante vivere questo luogo non come una stanza del cuore chiusa, ma come una piazza di memoria condivisa. Talvolta rischiamo di privatizzare la morte, di chiuderla dentro le mura di casa, mentre la morte — come la vita — appartiene a una comunità di relazioni. Il Cimitero, invece, ci ricorda che non siamo soli nel nostro dolore: il pianto, la preghiera, il ricordo diventano un gesto collettivo, che ci unisce». Infine, una considerazione alla luce della fede, perché – ha sottolineato monsignor Nutarelli – «siamo viventi tra viventi. Noi preghiamo per loro, e loro — credetemi — pregano per noi. Lo dice il Vangelo di oggi, quando Gesù proclama le Beatitudini. È la parola di chi non spegne la vita con la morte, ma la trasforma in eternità».


E ieri, come detto, anche Grado ha reso omaggio ai suoi morti, a cominciare da quanti hanno lasciato la comunità isolana nell’ultimo anno (1° ottobre 2024 – 30 settembre 2025). Lungo e triste l’elenco – un centinaio di defunti – pubblicato sull’ultimo numero di Insieme, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia. E a proposito della giovanissima Martire venerata a Grado, domenica prossima verrà celebrata la festa della Dedicazione della Basilica patriarcale. Il massimo Tempio isolano venne consacrato il 3 novembre del 579, quindi l’anniversario ricorre proprio oggi. Ma la celebrazione avviene tradizionalmente la domenica successiva che quest’anno cade il 9 novembre. Ma ne riparleremo.

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In copertina e all’interno, la cerimonia nel Cimitero di Grado presieduta da monsignor Nutarelli e che ha visto anche l’arrivo della Fiaccola alpina della Fraternità.

(Foto da ChiesaGrado – Insieme)

Lo storico campanile di Grado non ha problemi strutturali, ma richiede un immediato restauro. Nuovo appello di monsignor Nutarelli per superare le lentezze burocratiche: “Da tempo sono a disposizione 2 milioni di euro”

di Giuseppe Longo

Lo storico campanile di Grado, quello del famoso “Anzolo”, fortunatamente non ha problemi strutturali, sebbene da molti anni, come è noto, per prudenza non risuonino più i sacri bronzi. Tuttavia, richiede una immediata opera di restauro dei materiali di superficie che possa sanare ogni eventuale fonte di pericolo per la pubblica sicurezza. «Le operazioni di battitura in quota – rende noto, infatti, la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia – hanno evidenziato un degrado visivo basso sulla facciata nord-est, localizzato in prossimità delle aperture della cella campanaria, l’assenza di criticità sulla facciata nord-ovest e un degrado visivo medio-alto sulle facciate sud-est e sud-ovest, localizzato sempre principalmente in prossimità delle aperture della cella campanaria. La perizia ha, quindi, evidenziato che le criticità riguardano lo stato superficiale dei materiali costitutivi e non aspetti strutturali. Proprio per questo motivo, gli interventi di restauro e consolidamento restano urgenti e non più rinviabili, così da preservare e valorizzare un patrimonio di altissimo valore storico ed artistico».

Monsignor Paolo Nutarelli

«In queste ore – aggiunge la nota di monsignor Paolo Nutarelli -, a seguito della perizia tecnica richiesta dopo le segnalazioni relative al campanile della Basilica di Sant’Eufemia, è stato possibile ridurre sensibilmente l’area interdetta attorno al monumento e dare continuità tra Calle del Palazzo e Calle Lunga, rendendo di nuovo accessibile il portale principale della Basilica. Grazie alla nuova organizzazione degli spazi, nei prossimi giorni verrà predisposto un tunnel pedonale protetto che consentirà di collegare nuovamente “le due piazze”. La collaborazione tra gli Uffici comunali e i professionisti della Parrocchia ha permesso di realizzare le nuove perimetrazioni, grazie anche alla pronta disponibilità della ditta Edilgrado, che ha predisposto gli apprestamenti necessari».
Ancora l’arciprete di Grado: «La perizia é stata fatta dall’ingegnere Alfredo della Coletta della società Insitu di Trieste specializzata nella diagnostica strutturale e nella verifica dei materiali nel settore dei controlli non distruttivi e minimamente invasivi applicati all’ingegneria. Dispiace constatare – sottolinea però monsignor Nutarelli – che, pur essendo già da tempo disponibili i contributi stanziati dalla Soprintendenza (pari a circa 2 milioni di euro), si sia dovuti ricorrere ad una nuova perizia per avviare l’iter dei lavori, con un costo di quasi 8.000 euro *interamente a carico della Parrocchia* oltre le spese per la delimitazione degli spazi (sempre a carico della Parrocchia)». Per cui il parroco aggiunge: «La Comunità auspica che questo ulteriore passaggio possa ora accelerare le procedure e che i lavori possano iniziare quanto prima, restituendo alla Basilica e all’intera città di Grado un campanile in piena sicurezza e bellezza».
«Il nostro campanile -osserva infine monsignor Nutarelli – non è solo un’opera d’arte o un punto di riferimento architettonico: è il cuore pulsante della nostra comunità, un segno che veglia sulla vita di Grado e accoglie chi arriva sull’Isola. Le difficoltà burocratiche e i costi imprevisti che abbiamo dovuto affrontare non devono spegnere la speranza: anzi, ci spronano a guardare avanti con fiducia. Il fatto che le criticità non riguardino la struttura ma solo lo stato superficiale dei materiali era ed é un fatto conclamato: fanno fede le tante segnalazioni che abbiamo fatto alle autorità competenti. Quanto successo in queste settimane è un invito a non rimandare più gli interventi. Ora attendiamo con pazienza e determinazione che le pratiche si sblocchino e i lavori possano finalmente iniziare».
«La cosa che più rammarica – afferma infatti monsignor Nutarelli – è questa lentezza burocratica (visto che il finanziamento c’è) e che ciò sta gravando sull’economia della Parrocchia… Facendo una battuta: il campanile è di tutti, ma chi paga è solo la Parrocchia. A parte le battute, speriamo che questa brutta storia possa accelerare il percorso di consolidamento. Io devo ringraziare le tante persone, insieme all’amministrazione comunale, che con la loro professionalità e passione ci stanno dando una grande mano a gestire questa emergenza». E l’arciprete conclude: «Lunedì 29 settembre celebreremo la festa liturgica dell’Arcangelo Michele, il nostro “Anzolo”: affidiamo a lui la protezione della nostra Comunità e la custodia di questo nostro luogo santo. Risuonino nel nostro cuore le parole della canzone “Per questo sora ‘l campanil per senpre restarè». Un auspicio, quello di monsignor Nutarelli, sicuramente fatto proprio da tutti i gradesi, e non solo. Perché anche i turisti o comunque frequentatori abituali di Grado amano la Basilica e il suo possente campanile. Tanto che tutti attendono con fiducia che i tempi del definitivo restauro si accorcino. Che bello sarebbe poter anche riascoltare la “voce” vera, gioiosa e solenne, delle campane di Sant’Eufemia, la giovane martire protettrice di Grado di cui si è appena celebrata la memoria.

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In copertina, i tecnici “arrampicati” sul campanile di Sant’Eufemia per le verifiche strutturali; qui sopra, un’immagine del sagrato della Basilica come appare oggi dopo la riduzione delle limitazioni.

Grado, i suggestivi Canti Patriarchini dell’Isola invitano in Sant’Eufemia: musica antica protagonista in Basilica

(g.l.) «Vivremo una settimana speciale in Basilica, dove la musica diventa linguaggio dell’anima e finestra sull’infinito». Lo annuncia oggi “Insieme”, il prezioso foglio informativo settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia, a Grado. «Quasi ogni sera – prosegue il foglio – la Basilica diventerà cornice per la musica. I concerti proposti non sono solo eventi culturali, ma occasioni per lasciarsi elevare, per entrare nel Mistero, per respirare bellezza».

L’interno di Sant’Eufemia.


E tra le proposte musicali della settimana entrante merita d’essere segnalata quella riguardante i “Canti Patriarchini Gradesi”, il Concerto di antiche melodie liturgiche in uso per secoli nell’Isola che – venerdì 8 agosto, alle 21 – consentirà un vero e proprio «viaggio musicale nella spiritualità di Grado». A eseguire queste bellissime musiche saranno tre sacerdoti originari di Grado – Giorgio Longo, Michele Tomadin e Gilberto Dudine – ai quali si uniranno l’Ensemble Vocale Gradensis e il maestro Luca Sartore, che sarà alla consolle dell’organo della Basilica. «Il concerto, accompagnato da immagini, sarà un evento unico, tra Fede, storia e musica, per riscoprire l’identità spirituale della nostra terra», sottolinea al riguardo “Insieme”.
Ma non solo musica, ovviamente. Anche silenzio, preghiera e riflessione. «La nostra Basilica ci accoglie come una casa silenziosa e viva. Fra le sue pietre millenarie – ha scritto l’arciprete Paolo Nutarelli -, il cuore può rallentare, gli occhi possono salire oltre il visibile e la bellezza si fa invito a ritrovare se stessi e Dio. Qui, dove Fede ed arte si intrecciano, lo stupore diventa preghiera e la luce, che filtra tra mosaici e colonne, parla di un Altro che ci attende, che ci accompagna anche nel tempo leggero delle vacanze». Infatti, in «questo tempo sospeso tra riposo e scoperta, anche l’anima cerca una sosta, un porto, un orizzonte più profondo».

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In copertina, la “Croce Patriarcale” sul sagrato della Basilica di Grado.

Gran finale questa sera per la Festa di “Avvenire”: a Grado c’è Peppe Vessicchio che per 30 anni ha ipnotizzato Sanremo

(g.l.) Gran finale oggi a Grado per la Festa di “Avvenire”, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana. La manifestazione, organizzata dalla Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia, proporrà alle 21, in Campo Patriarca Elia, il già annunciato incontro con un ospite speciale: il maestro Peppe Vessicchio, notissimo volto del Festival di Sanremo. “Più papaveri che papere” il titolo del dialogo che il musicista avrà con il giornalista di “Avvenire” Massimiliano Castellani.
Presenza costante sul podio come direttore dell’Orchestra chiamata ad accompagnare le canzoni in concorso per oltre trent’anni, bacchetta alla mano, Peppe Vessicchio ha ipnotizzato la platea dell’Ariston, portando al trionfo la Piccola Orchestra Avion Travel (con Sentimento, 2000), Alexia (Per dire di no, 2003), Valerio Scanu (Per tutte le volte, 2010) e Roberto Vecchioni Chiamami ancora amore (2012). Un filosofo della musica, napoletano, classe 1956, inizi nel cabaret con i “Tre tre”, per lui «esperienza breve, ma che ha permesso a uno “stoccafisso” quale ero agli esordi di apprendere i trucchi del palco e il valore del sorriso che nella vita non deve mancare mai», passando per la musica pop e nel mezzo della sua vasta attività artistica e concertistica le colonne sonore, la composizione classica e perfino la musica da camera, come la Tarantina, che di recente è stata eseguita dai Solisti del Teatro alla Scala di Milano. Sarà un momento di spettacolo e storia appassionata, dove non mancheranno racconti inediti.
Calerà così il sipario su questo quarto anno consecutivo della Festa del giornale cattolico che ha nuovamente registrato un grande successo. Gremito, infatti, il sagrato della storica Basilica, quando nella prima serata era stato ospite don Alberto Ravagnani, il “prete influencer-youtuber”, con quasi 250 mila follower su Instagram, che ha letteralmente calamitato l’attenzione del folto uditorio. Per cui, visto il tutto esaurito che è facile prevedere anche per stasera, è proprio il caso di concludere dicendo: “Arrivederci alla quinta edizione!”.

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In copertina, il musicista direttore d’orchestra Giuseppe (Peppe) Vessicchio atteso questa sera a Grado.

Nasce Noi Spes Grado associazione che rilancerà la gestione del Ricreatorio sogno di monsignor Nutarelli diventato realtà con il generoso aiuto dell’Isola

(g.l.) «Nel nostro Ricreatorio, grazie alla presenza di gruppi e volontari (pensiamo in particolare alla presenza quarantennale dello scoutismo, all’impegno dei catechisti, alle varie esperienze educative e pastorali, alla presenze di animatori, al servizio di Aiutocompiti eccetera), stiamo perseguendo obiettivi pastorali, educativi, sociali, caritativi e sportivi/ludici. La scelta di aprire una nuova Associazione nasce dal desiderio di aiutare la Parrocchia nella gestione del Ricreatorio, permettendo allo Spes di essere messo in relazione con altre realtà similari, sia a livello diocesano che nazionale». È quanto afferma monsignor Paolo Nutarelli, arciprete di Grado, che in questi giorni è stato eletto alla guida del neo-ricostituito circolo “Noi Associazione” con la finalità di dare un’anima strutturata allo “Spes” – il Ricreatorio, appunto – entrando così, nel Terzo Settore, con l’obiettivo di offrire «garanzie ulteriori – aggiunge don Paolo – che tutelino le nostre attività, di accrescere il senso di appartenenza ad un Sogno diventando soci e, soprattutto, di sentirsi corresponsabili di un progetto comune: “Noi Spes Grado-Aps”».

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Oggi le Rose di Santa Rita

Oggi ricorre la memoria di Santa Rita da Cascia, la patrona dei “casi impossibili” e alla quale molte persone sono devote, e non solo quante portano il suo nome per cui festeggiano l’onomastico. In questa particolare festa del calendario liturgico a Grado si rinnova la bella tradizione della Benedizione delle Rose, il fiore simbolo della Santa. Oltre a quello celebrato stamane, il rito sarà ripetuto anche questo pomeriggio, nella Basilica di Sant’Eufemia, al termine della Messa delle 18, quando saranno dunque benedette le rose portate dai fedeli.

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Con il presidente monsignor Nutarelli, alle prime cariche associative sono stati dunque designati: la vicepresidente Eloisa Tognon, il segretario Elia Longo e i consiglieri Domenico Castro, Valentina Castellani, Ilaria Angela Dovier, Claudio Gaddi, Emanuel ed Erika Olivotto. «Nei prossimi mesi, gradualmente – conclude monsignor Nutarelli -, si potrà associarsi allo Spes per aiutare il Ricreatorio ad avere un “peso” nella Comunità e crescere, così, nel senso di appartenenza ad un Sogno».
Il Ricreatorio Spes è infatti il Sogno lungamente inseguito dal parroco di Grado al fine di dare nuova veste e funzionalità alla struttura che a Città Giardino, accanto alla Chiesa di San Crisogono, volle edificare il suo indimenticato predecessore monsignor Silvano Fain al fine di creare un importante punto di riferimento per la gioventù isolana. Lavori che, almeno nella loro parte più significativa, hanno creato notevole interesse all’interno della comunità gradese, tanto che la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia ha beneficiato di offerte molto generose. Ma siccome le spese affrontate sono elevate, la sottoscrizione popolare – come abbiamo più volte riferito – rimane ancora aperta. «Ogni goccia – ha infatti ripetutamente sottolineato don Paolo – è preziosa per poter dare senso compiuto a questo nostro grande Sogno».

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In copertina e qui sopra due belle immagini del Gresp che si terrà in agosto con punto di riferimento il Ricreatorio; all’interno, monsignor Paolo Nutarelli (al  centro) con i suoi collaboratori alla costituzione dell’associazione Noi Spes Grado.

Grado avrà presto il Museo civico del Tesoro che racconterà la storia religiosa dell’Isola: Comune e Parrocchia firmano un’intesa per le preziose opere d’arte

(g.l.) Grado avrà presto il Museo civico del Tesoro. Prosegue, infatti, speditamente l’iter per la prossima apertura della importante struttura che, assieme al Museo della Pesca e della Civiltà lagunare, inaugurato nel dicembre 2023, e al Museo Nazionale di Archeologia Subacquea, «andrà finalmente a comporre la triade museale dell’Isola del Sole», come sottolinea il Comune. A tale riguardo, è stato appena firmato in Municipio il contratto di comodato delle opere d’arte tra la Parrocchia di Sant’Eufemia e il Comune di Grado, enti rappresentati dall’arciprete Paolo Nutarelli e dal sindaco Corbatto. Il riferimento è, in particolare, per i reperti che costituiscono il Tesoro della Basilica, ovvero i preziosi reliquari che rappresentano una testimonianza tangibile della profonda e incrollabile fede della comunità gradese, nonché della ricchezza del millenario Patriarcato caposaldo per l’area bizantino-adriatica.


Il Museo, che avrà sede nell’ex canonica di piazza Biagio Marin – edificio non più usato dopo la scomparsa di monsignor Silvano Fain e sottoposto a un generale restauro -, sarà arricchito anche da reperti risalenti all’epoca paleocristiana/alto medievale di proprietà della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, che racconteranno molto della vita dei gradesi del tempo.
«Dopo lunghi anni di lavori, stiamo procedendo con gli atti propedeutici all’apertura del Museo del Tesoro di Grado – afferma soddisfatto il sindaco Corbatto – che avverrà proprio nell’anno di Go!2025 Gorizia-Nova Gorica Capitale Europea della Cultura e del Giubileo. Sarà un avvenimento importante per la nostra cittadina, che finalmente avrà uno spazio dedicato alla scoperta del nostro straordinario patrimonio, un ponte tra passato e presente. Un’opportunità per poter finalmente valorizzare e condividere con tutti i nostri ospiti, cittadini e studiosi le meraviglie storiche e artistiche che Grado custodisce da secoli».

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In copertina e all’interno la firma dell’atto in Municipio con il sindaco Corbatto, monsignor Nutarelli e il responsabile dell’area economico-finanziaria del Comune dottor Liaci; qui sopra, la storica Basilica.

Grado, domani c’è il “Barbana Day” per preservare la bellezza di un’amata isola di spiritualità in mezzo alla Laguna

(g.l.) Una domenica tutta dedicata alla bellissima Barbana, amato faro di spiritualità e riflessione, in mezzo al suggestivo ambiente lagunare di Grado. Domani, 30 marzo, l’Isola si trasformerà, infatti, in un cantiere di solidarietà grazie al “Barbana Day”. Si tratterà di «un’intera giornata dedicata alla pulizia dell’arenile e delle aree circostanti il Santuario, con l’obiettivo – ha informato la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia – di preservare la bellezza di questo luogo simbolo della Laguna di Grado. L’evento, organizzato con la collaborazione dei motoscafisti gradesi, vedrà la partecipazione di numerosi volontari, pronti a raccogliere i rifiuti e a prendersi cura del territorio». La partenza è fissata per le 9.30 con trasporto gratuito verso l’Isola. Alle 12, un momento di convivialità con una invitante pastasciutta per tutti i partecipanti.
Ma il “Barbana Day” non si limiterà alla pulizia del luogo, tanto che i volontari si cimenteranno anche nella creazione di un orto botanico. «Un invito e tutti i cittadini – aggiunge la Chiesa gradese – a partecipare a questa giornata di impegno civico, un’occasione per fare qualcosa di concreto per l’ambiente e per la comunità». Per prendere parte alla importante giornata, è indispensabile portare guanti da lavoro. Per informazioni, è possibile rivolgersi all’indirizzo mail barbanaday@gmail.com
Come è noto, l’Isola di Barbana, con il suo celebre Santuario mariano e l’ambiente lagunare circostante, è oggetto di periodiche iniziative che vedono spesso il coinvolgimento di volontari. Queste attività sono fondamentali per preservare la bellezza e la salubrità dell’isola, che attira numerosi visitatori e pellegrini, soprattutto durante la stagione turistica. E l’apice è raggiunto la seconda domenica di luglio quando il Santuario mariano è raggiunto dal pellegrinaggio votivo che parte con un suggestivo corteo di barche dal Porto di Grado: è lo storico e sempre partecipatissimo “Perdòn de Barbana”.

barbanaday@gmail.com

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In copertina, una suggestiva immagine dell’Isola di Barbana in mezzo alla Laguna; sullo sfondo, la città di Grado.

Ricreatorio Spes, è in vista la soluzione per sbloccare i fondi del Comune di Grado. Soddisfatto monsignor Nutarelli: molto importanti per ultimare i lavori

di Giuseppe Longo

A Grado si sta finalmente avviando verso una soluzione positiva la questione dei 250 mila euro che la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia aspetta dal Comune isolano a fronte delle spese sostenute, con fondi propri, per la ristrutturazione della Basilica di Santa Maria delle Grazie. Monsignor Paolo Nutarelli ha, infatti, reso noto che in queste settimane è stato «avviato un confronto fra le parti (Amministrazione e Parrocchia) per dare continuità alla gestione del Ricreatorio con reciproca soddisfazione e con risvolti finanziari da formalizzare per delineare l’accordo».

Quei soldi, promessi alla Chiesa gradese nel 2021 ma non erogati, offrirebbero infatti una importante boccata di ossigeno nel percorso ancora da compiere per completare i lavori di ammodernamento delle strutture dello Spes, il Ricreatorio che volle edificare a Città Giardino l’indimenticabile arciprete Silvano Fain. Come si ricorderà, nei mesi scorsi c’era stata una bella festa per inaugurare quanto finora realizzato, ed è tanto. Ma non tutto, evidentemente. Infatti, «continua l’opera di ristrutturazione dello Spes che, per adesso, è sostenuta unicamente – ha scritto don Paolo sui social – dalle offerte dei privati. Un ringraziamento alla Bcc Venezia Giulia per il contributo di 7000 euro. A oggi la spesa sostenuta dalla Parrocchia per i vari lavori è di 676.572,68 euro». Per cui il parroco ricorda gli interventi realizzati nei primi tre lotti: campo fotovoltaico: pannelli e lavori edili; aree esterne: campo di calcio a 7, campo di basket, spogliatoi, giochi bimbi, area verde; edificio del Ricreatorio: climatizzazione, opere elettriche e aumento fornitura, controsoffitti.
Lavori che hanno comportato la spesa di cui si è detto, che rasenta i 680 mila euro, coperta «dalle offerte (euro 532.833,90) e dal fido bancario aperto per l’operazione Spes». Ma ora cosa resta da fare? «Nei prossimi mesi – anticipa monsignor Nutarelli – verrà completato il lotto 3 con la sistemazione dei serramenti e la pitturazione dell’immobile; i lavori del lotto 4 (sala polifunzionale “Monsignor Fain”) sono previsti (come da cronoprogramma) per il 2026».
Come emerge dai dati diffusi dalla Parrocchia di Sant’Eufemia, l’aiuto che la gente dì Grado ha dato all’arciprete per la ristrutturazione del Ricreatorio è stato molto generoso – appunto, oltre mezzo milione di euro! -, tuttavia don Paolo fa ancora affidamento su sensibilità e buon cuore dei suoi “graisani”, per cui chi volesse aderire alla raccolta fondi è ovviamente il benvenuto: «Ogni goccia serve», ha sottolineato ancora una volta il parroco. Le nuove offerte, unite ai fondi che in tempi brevi potrebbe dunque sbloccare la giunta guidata da Giuseppe Corbatto, nata dopo le elezioni amministrative dello scorso giugno, consentirebbero infatti di guardare con una certa dose di tranquillità al bilancio dell’intera operazione Spes. E, come dicevamo all’inizio, la «reciproca soddisfazione» raggiunta nel confronto avviato fra Civica amministrazione e Parrocchia ora lascia bene sperare.

Le offerte pro Spes possono essere portate nell’Ufficio Parrocchiale,
in Via Gradenigo 14, negli orari di apertura, oppure inviate
attraverso bonifico bancario intestato a SOGNO SPES
IBAN: IT09L0887764590000000705335
indicando nella causale: SPES

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In copertina, l’arcivescovo Carlo Redaelli con il sindaco Giuseppe Corbatto e il parroco Paolo Nutarelli alla festa inaugurale del Ricreatorio; all’interno, bambini e ragazzi impegnati nei giochi nelle strutture esterne dello Spes.