Con Efasce Pordenonesi nel mondo omaggio a Parigi a Pier Paolo Pasolini a cinquant’anni dalla scomparsa

È stata Efasce Pordenonesi nel Mondo a chiudere, praticamente, le manifestazioni del 50° anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini. E lo ha fatto a Parigi dove la Librairie Italienne Tour de Babel ha ospitato la mostra “Non possiamo che andare avanti – Nous ne pouvons qu’aller de l’avant” basata sulla graphic novel di Silvia Rocchi, liberamente ispirata al romanzo pasoliniano “Il sogno di una cosa”, in cui si narra anche l’emigrazione dal Friuli Venezia Giulia nel secondo dopoguerra. L’iniziativa è stata promossa, appunto, da Efasce assieme al Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. Si tratta della prima tappa del progetto pluriennale “Storie, Segni e Suoni – Omaggio a Pier Paolo Pasolini” finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli e ideato per promuovere all’estero l’identità e la cultura friulana attraverso l’arte contemporanea. L’opera è stata realizzata in collaborazione con il Palazzo del Fumetto di Pordenone, mentre l’evento è stato promosso dal Segretariato di Parigi Efasce e ha fornito l’occasione proprio per ricordare i 50 anni dalla morte del poeta e letterato.

Presenti il presidente Efasce, Angioletto Tubaro, accompagnato dalla professoressa Elena Marzotto del consiglio direttivo, la curatrice del progetto Sara Pavan e l’artista Silvia Rocchi. È intervenuto anche il Console generale italiano a Parigi Jacopo Albergoni. Dopo l’introduzione del presidente del Segretariato Efasce di Parigi, Luca Pascotto, e della sua stretta collaboratrice Maddalena Maniago ha preso la parola il presidente Tubaro. «La figura di Pier Paolo Pasolini – ha osservato – ha una valenza internazionale. Con questo progetto che omaggia la figura e l’arte dell’intellettuale e poeta casarsese puntiamo a raggiungere anche un altro duplice scopo: rafforzare l’identità italiana e friulana dei nostri emigranti e rappresentare un efficace spaccato dell’emigrazione friulana del secondo Dopoguerra. Un aspetto, questo, più volte rimarcato anche nel convegno propedeutico alla tappa parigina, tenutosi a Casarsa lo scorso 26 settembre nella sala consiliare assieme a Centro studi Pasolini e Comune».
Successivamente è intervenuto il console generale Jacopo Albergoni che ha evidenziato l’importanza dell’emigrazione italiana in Francia. Ad oggi, infatti, gli italiani emigrati o loro discendenti rappresentano il 10% della popolazione francese ed hanno contribuito allo sviluppo della nazione in tutti i settori. Ha inoltre lodato l’iniziativa del Segretariato Efasce di Parigi per la valenza del tema trattato e l’importanza che questa iniziativa ha nella diffusione della cultura italiana in Francia. Sono quindi intervenute Sara Pavan e Silvia Rocchi che hanno spiegato le motivazioni per cui “Il sogno di una cosa” è stato trasformato in fumetto, al fine di agevolare la conoscenza e la diffusione dell’opera. Già la versione italiana ha avuto un grande successo a cui si aggiunge ora la versione tradotta in lingua francese. Il folto pubblico ha applaudito calorosamente ed apprezzato gli interventi e la mostra, portando via con sé al termine il catalogo intitolato anch’esso “Non possiamo che andare avanti”.
Il giorno successivo all’inaugurazione c’è stato anche un incontro con l’artista, con Silvia Rocchi che ha dialogato con i lettori. Infine a chiudere il programma presentazione del libro “In difesa dell’umano”, saggio su Pasolini di Paolo Desogus, docente alla Sorbonne Université, con intervento di Davide Luglio, direttore del Dipartimento di Studi Italiani.

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In copertina, il grande poeta casarsese Pier Paolo Pasolini e all’interno due immagini della cerimonia con Efasce a Parigi.

Anche le fotografie di Laura Marocco testimoni della vita a Grado (con i testi di Biagio Marin) nel volume d’arte di Cristophe Solioz che oggi verrà presentato (dopo Parigi) a Nova Gorica

di Giuseppe Longo

Indubbiamente una gran bella soddisfazione per Laura Marocco vedere il suo nome sulla magnifica copertina del libro “Trieste, la litterature pour territoire”, dello scrittore e politologo svizzero Christophe Solioz, fresco di stampa a cura di Georg Editeur. Nel volume, 144 pagine di grande formato, compare infatti anche il frutto dell’estro professionale e artistico della gradese doc. La “signora del clic” è molto conosciuta e stimata nell’Isola del sole, ma non solo, per i suoi puntuali e ricchi servizi fotografici che documentano con taglio “giornalistico” e fedele i momenti della vita cittadina che nel libro d’arte affiora anche attraverso le intramontabili parole di Biagio Marin, il grande “Biaseto”, la “vose” della sua amata Grado. Laura Marocco è, infatti, discendente di una famiglia di fotografi che con il loro lavoro hanno messo a punto un archivio “monumentale” dedicato proprio alla luminosa storia isolana. E oggi lei è continuatrice di questa brillante tradizione, raccontando e testimoniando quanto di importante accade nella sua Grado. Con un lavoro apprezzato da tutti, anche da coloro che seguono questo blog che spesso si giova, con riconoscenza, delle immagini di Laura Marocco.

Laura Marocco e l’amata Basilica.


«Sono davvero onorata – afferma con soddisfazione e orgoglio la professionista “graisana” – per la presenza delle mie fotografie in questa pubblicazione». Il libro, che ha appena debuttato a Parigi, verrà presentato proprio oggi a Nova Gorica, la città confinaria che con Gorizia condivide la brillante e straordinaria esperienza di Capitale europea della cultura 2025. L’appuntamento è alle 19 nelle sale X Center. «Tutti siete invitati, spero possiate intervenire numerosi», aggiunge Laura. Inoltre, sempre da oggi, il volume sarà disponibile all’Antico Caffè San Marco di Trieste.
Come anticipa una breve nota illustrativa, il libro d’arte «propone un’esplorazione del campo letterario triestino inteso come arte del fare territorio, svelando una città che non compare su nessuna carta e la complessità triestina come spazio al tempo stesso “singolare plurale”, libero e aperto al futuro. Trieste è la sua letteratura. Per inoltrarsi in questa poetica dello spazio, un reticolo di testi invita in primo luogo a scoprire nel territorio triestino un tessuto costituito dagli scritti di Bobi Bazlen, Carolus L. Cergoly, Fery Fölkel, Anita Pittoni, Umberto Saba e Italo Svevo. Nella seconda parte, la cartografia dello spazio assume la forma di una costellazione di fotografie e saggi, i quali offrono uno sguardo inedito sulle pratiche letterarie del territorio intraprese da Boris Pahor, Biagio Marin, Scipio Slataper, Giani Stuparich e Paolo Rumiz. Tramite un accostamento testi e fotografie – progetti artistici realizzati da Marion Wulz, Mario Magajna, Laura Marocco, Anja Čop e Wanda Wulz danno inoltre corpo a un territorio che ognuno può fare suo».
Appuntamento, dunque, questa sera a Nova Gorica per brindare con Laura Marocco a questa sua bellissima affermazione. Complimenti e tanti auguri affinché con i suoi magici scatti ci regalino ancora tantissime immagini della sua e della “n0stra” amata Grado. Quella raccontata proprio da Biagio Marin!

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In copertina, ecco come si presenta il libro dello scrittore svizzero Christophe Solioz.

Olimpiadi, la grande impresa a Parigi di Mara Navarria e Giulia Rizzi riempie la regione Fvg di emozione e orgoglio

«Questa della spada femminile a squadre resterà una delle imprese olimpiche più belle della scherma italiana e il fatto che due su quattro delle componenti della squadra siano del Friuli Venezia Giulia ci riempie tutti d’orgoglio». Lo ha detto ieri il vicegovernatore, Mario Anzil, all’arrivo allo scalo di Trieste Airport di Giulia Rizzi e Mara Navarria, le due atlete azzurre regionali vincitrici dell’oro a Parigi nella spada femminile a squadre. Come ha detto l’esponente della Giunta Fedriga, dopo aver accolto e salutato le due medaglie d’oro, le grandi imprese sportive creano sempre tensione ed emozione e per questo la vittoria all’ultimo punto della squadra italiana sulla Francia ha suscitato una grande gioia.
«Questo successo, meritato e indimenticabile, di due schermitrici regionali si somma alla soddisfazione di avere a queste Olimpiadi una delle delegazioni di atleti più numerose che rappresentano il lavoro di 2800 associazioni sportive operanti in Friuli Venezia Giulia, grazie anche al supporto dell’Amministrazione regionale che, tra le prime in Italia per consistenza di fondi, mette in campo delle risorse economiche importanti. Nello sport – ha concluso l’assessore regionale – non è necessario sempre vincere, ma quando questo avviene fa molto piacere ed è giusto festeggiare come oggi».
«Una vittoria emozionante e quindi bellissima che rende tutto il Friuli Venezia Giulia orgoglioso di due atlete che con il loro successo olimpionico hanno regalato all’Italia una splendida medaglia d’oro nella spada a squadre», lo aveva anticipato il giorno precedente il governatore Massimiliano Fedriga a commento della conquista del primo gradino del podio da parte delle azzurre di spada a squadre femminile, tra cui appunto le corregionali Giulia Rizzi e Mara Navarria. Come ha spiegato il massimo esponente della Giunta regionale, «dietro a risultati come quello conseguito da Giulia e Mara, oltre al talento, c’è tanto lavoro e tanto sacrificio, oltre a un impegno che spesso coinvolge anche i familiari più stretti. Per questi motivi l’oro di oggi è anche una lezione per i giovani che si approcciano allo sport e alle sfide della vita».

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In copertina e qui sopra il vicegovernatore Anzil con Giulia Rizzi e Mara Navarria.

Efasce di Pordenone in trasferta a Parigi: i corregionali assicurano collaborazione

Trasferta a Parigi per il presidente di Efasce – Pordenonesi nel mondo, Gino Gregoris, e la vicepresidente Luisa Forte: nella capitale transalpina hanno incontrato i giovani corregionali che dal Friuli occidentale sono partiti nel corso degli ultimi anni per cogliere opportunità di vita e professionali nella Ville Lumière e nel resto della Francia. Tra chi già conosceva l’Ente e chi lo ha “scoperto” in questa occasione, i partecipanti all’incontro hanno assicurato la disponibilità a prossime collaborazioni, nonché a fare da punto di riferimento per coloro che prossimamente vogliano partire dal Friuli Venezia Giulia per fare esperienza di studio o lavoro in Francia.


“Abbiamo trovato – sottolineano Gregoris e Forte – un gruppo di giovani entusiasti, contenti di avere avuto la possibilità di conoscersi ed entrati subito in sintonia tra di loro. Sono molto interessati a tenere vivi i rapporti con la propria terra d’origine anche attraverso il mantenimento della lingua italiana, parlata ai figli anche nei casi in cui il compagno di vita non è italiano. Un incontro semplice, in ambiente familiare visto che siamo stati ospitati nel calore della casa di Luca Pascotto che ha generosamente offerto la location. C’è stato un bel dialogo e un intenso scambio di esperienze e di idee per possibili sviluppi dell’attività Efasce in Francia”. Non è mancato un momento conviviale in un locale parigino.
Davvero varie le storie dei corregionali di Francia, a partire dal padrone di casa, il pordenonese Luca Pascotto, appunto, responsabile della sicurezza stradale alla Federazione Internazionale dell’Automobile, che vive a Parigi con le moglie Sylvie, anche lei pordenonese, e il figlio Thibault. Risiede invece a Nizza, dopo oltre 13 anni ai Royal Botanic Gardens di Londra, la botanica Elisa Biondi, originaria di Azzano Decimo. Proprio Pascotto e la Biondi sono stati individuati dal gruppo come referenti per tenere i contatti con Efasce.
Presenti alla riunione anche Marco Bomben, fisico e professore associato all’Université de Paris originario di Pordenone, assieme alla compagna Simonetta; Valeria Anzolin, originaria di Roveredo in Piano, esperta in fotografia ed effetti speciali video; Maddalena Maniago, originaria di Valvasone Arzene, che lavora come assistente per un teatro della capitale, tutti residenti a Parigi. Vive invece a Poitiers Catherine Maniago, con famiglia originaria di Arzene, già cancelliera di tribunale nella Ville Lumière. In collegamento video Arianna Cantarutti, sempre parigina, originaria di Spilimbergo, che lavora nel settore informatico.
Assenti per impegni personali e professionali alcuni altri corregionali già in contatto con l’Ente: i “parigini” Luca Nardo e Federica Coran, originari di Prata di Pordenone, rispettivamente Project Manager nel settore Pet food ed esperta di comunicazione web nel settore car pooling; Elena Sist, originaria di Cordenons che lavora a Parigi nel settore alberghiero; Patrizia Felici Bisson presidente dell’Associazione France-Friûl insegnante in pensione originaria di Meduno e Nerina Mogentale in Profizi, presidente del Segretariato Efasce della regione Provenza Alpi Costa Azzurra, originaria di Barco di Pravisdomini.

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In copertina e all’interno due immagini degli incontri di Gino Gregoris e Luisa Forte con i conterranei a Parigi.

 

“Fieste de Patrie”, un video dell’Arlef dedicato al senso d’identità dei friulani

«In ogni parte del mondo, la nostra aquila ci tiene sempre uniti». È questa la frase di chiusura scelta per il nuovo video con cui l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane ha deciso di celebrare la odierna ricorrenza del 3 aprile, la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Un filmato che, in meno di due minuti, accompagna gli spettatori in un vero e proprio giro del mondo: Udine, New York, Parigi, Los Angeles e poi di nuovo il Friuli, con le sue meravigliose montagne (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filhttps://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filo rosso che conduce da un luogo all’altro del globo è Lei, la bandiera del Friuli: uno dei simboli inconfondibili di questa terra, oltre che la settima più antica d’Europa.

Eros Cisilino, presidente di Arlef.


Il video, per la regia di Giorgio Milocco (Quasar), ci fa vedere scorci di vita quotidiana soprattutto dei giovani friulani che si trovano a vivere lontani dalla terra d’origine, alla quale restano però uniti da un legame potente e indissolubile. «Un video breve e intenso – ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – che riesce a narrare bene l’importanza delle radici, della storia e delle relazioni famigliari. Anche se lontani fisicamente, i suoi protagonisti sono vicini al Friuli, e questo legame è metaforicamente rappresentato proprio dalla bandiera della Patrie», la celebre aquila dorata su campo azzurro.
L’origine della bandiera risale ai tempi dello Stato patriarcale, che governò il Friuli dal 1077 al 1420 e istituì uno dei primi Parlamenti d’Europa (e la Fieste si riferisce proprio all’istituzione di quello Stato, il 3 aprile 1077). L’esemplare più celebre e antico del vessillo (XIV secolo) si può ammirare ancora oggi al Museo del Duomo di Udine. La bandiera friulana è stata ufficialmente riconosciuta con la legge regionale 27 del 2001.
La manifestazione principale della Fieste, inizialmente programmata per l’11 aprile nel capoluogo friulano, sarà invece rimandata. Una decisione sofferta ma inevitabile, quella presa di concerto fra l’Arlef e il Comune di Udine. L’appuntamento è per settembre, in occasione di Friuli Doc. «Anche quest’anno festeggeremo la Fieste de Patrie dal Friûl in modalità “virtuale” – ha concluso Eros Cisilino -. L’impennata nella curva dei contagi ci ha imposto, per il secondo anno consecutivo, di cambiare i nostri piani. Abbiamo però deciso di fare un regalo a tutti i friulani, con questo video. Inoltre, nelle scorse settimane, è stata effettuata la distribuzione della bandiera a tutti i Comuni friulani che ne hanno fatto richiesta. Le Amministrazioni potranno così spiegare le bandiere il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro e giallo i luoghi simbolo del Friûl. Un invito che naturalmente Arlef rivolge anche a tutti i friulani».

E ora in lingua friulana:

«In ogni bande dal mont, la nestre acuile nus ten simpri dongje». E je cheste la frase che e siere il gnûf video che la Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – ARLeF e à decidût di doprâ par celebrâ il 3 di Avrîl, Fieste de Patrie dal Friûl. Un filmât che, in mancul di doi minûts, al compagne i spetatôrs intun zîr dal mont fra Udin, New York, Parîs, Los Angeles e po dopo di gnûf in Friûl, cu lis sôs monts maraveosis (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il fîl ros che al mene di un puest a chel altri in chest viaç al è la bandiere dal Friûl: un dai simbui inconfondibii di cheste tiere, che e je ancje la setime plui antighe in Europe.
Il video, cu la regjie di Giorgio Milocco (Quasar), nus mostre tocs de vite di ogni dì soredut di zovins furlans che si cjatin a vivi lontan de lôr tiere di divignince, ma che dut câs a restin simpri leâts a jê in maniere fuarte e insolubile. «Un video curt e penç – al à marcât il president de ARLeF, Eros Cisilino – che al rive a contâ ben la impuartance des lidrîs, de storie e des relazions familiârs. Ancje se lontans cul cuarp, i protagoniscj a son dongje cul cûr al Friûl, e chest leam al è rapresentât in maniere metaforiche propit de bandiere de Patrie», la innomenade acuile di aur in cjamp celest.
Lis origjins de bandiere a rimontin ai timps dal Stât patriarcjâl, che al guviernà il Friûl dal 1077 al 1420 e che al istituì un dai prins parlaments in Europe (e la Fieste si riferìs propit ae istituzion di chel Stât, ai 3 di Avrîl dal 1077). L’esemplâr plui cognossût e antîc dal standart (secul XIV) si pues amirâ inmò vuê intal museu dal Domo di Udin. La bandiere furlane e je stade ricognossude in maniere uficiâl cu la leç regjonâl 27 dal 2001.
La manifestazion principâl de Fieste, programade intun prin moment ai 11 di Avrîl a Udin, e je rimandade. Une decision grivie ma che no si podeve evitâ, cjapade in cunvigne fra la ARLeF e il Comun di Udin. L’apontament al è par Setembar, in ocasion di Friuli Doc. «Ancje chest an o fasarìn la Fieste de Patrie dal Friûl in modalitât “virtuâl” – al à sierât Eros Cisilino -. La fuarte incressite de curve des infezions nus oblee, pal secont an di file, a cambiâ i nestris plans. O vin dut câs decidût di fâ un regâl a ducj i furlans, cun chest video. Cun di plui, intes setemanis passadis, o vin distribuît la bandiere a ducj i Comuns furlans che le vedin domandade. Lis aministrazions a podaran cussì meti fûr lis bandieris ai 3 di Avrîl cu ven, piturant di celest e zâl i lûcs simbul dal Friûl. Un invît che, clâr, la ARLeF e indrece ancje a ducj i furlans».

Il video è su: https//www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0

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In copertina, la bandiera del Friuli oggi sventola per la festa del 3 aprile.

Efasce, domani l’incontro web con una coppia di Prata che ha successo a Parigi

Avverrà in collegamento con Parigi il secondo incontro del mese di marzo nell’ambito del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero. Appuntamento quindi domani, 8 marzo, alle 18 sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube, dove la puntata sarà dedicata alla coppia Federica Coran e Luca Nardo originari di Prata di Pordenone, che nella capitale francese lavorano negli uffici di due grandi compagnie internazionali, lei nel settore del car sharing e lui in quello degli alimenti per animali da compagnia (pet food). La coppia dialogherà in diretta con Michele Morassut della segreteria Efasce e la vicepresidente Luisa Forte. Sarà presente al collegamento anche il sindaco di Prata, Dorino Favot.
Luca è laureato in Ingegneria gestionale a Pordenone (corso dell’Università di Udine) e dopo un primo impiego in Italia per la stessa compagnia di pet food si è trasferito a Parigi nel 2015. Nel suo gruppo di lavoro si occupa della definizione e del controllo degli standard di costruzione delle macchine di confezionamento utilizzate in azienda. Sempre in relazione con aziende, fornitori e manager, prima della pandemia, pur viaggiando moltissimo in tutta Europa, già aveva due giorni dedicati al telelavoro, modalità che ora è prevalente.
Federica è invece laureata in giurisprudenza all’Università di Ferrara e ha superato l’esame di Stato come avvocato. Dopo i primi anni di relazione a distanza, facendo la pendolare, ha deciso anche lei, tre anni fa, di trasferirsi in Francia. Dal 2019 lavora in un’azienda francese di car sharing dalla vocazione internazionale: si occupa di Customer Service Italia sia per la parte Car che Bus, curando anche i contenuti del sito web per la parte italiana.
Racconteranno la loro vita parigina, tra apprezzamento delle condizioni di lavoro garantite, visto il grande rispetto per i dipendenti, e il desiderio di una vita più in mezzo alla natura, come avveniva in Friuli Venezia Giulia, regione nella quale mantengono i contatti con la famiglia e gli amici.

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In copertina, Luca Nardo e Federica Coran originari di Prata.