Il grande giorno di Grado è arrivato: stasera in Piazza San Pietro luci accese sul mega Presepe donato dall’Isola al Papa e che ricostruisce la Laguna

(g.l.) E alla fine il grande giorno è arrivato. Oggi, vigilia dell’Immacolata, a Grado, ma non solo, c’è infatti molta attesa per la solenne inaugurazione del mega Presepe allestito in Piazza San Pietro da una foltissima schiera di volontari isolani, capitanati dal giornalista Antonio Boemo, ideatore della bellissima iniziativa, e dal parroco Paolo Nutarelli. Dopo l’udienza concessa stamane da Papa Francesco a tutti i protagonisti della straordinaria impresa – che abbina alla ricostruzione di un suggestivo angolo di Laguna il gigantesco albero di Natale fatto arrivare in Vaticano dalla trentina Ledro -, nel pomeriggio alle 17, al calare della sera, ci sarà la cerimonia di inaugurazione e di illuminazione su uno spettacolo che si annuncia davvero emozionante. La cerimonia, come ha informato Vatican News, sarà presieduta dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
Uno spettacolo, dunque, sicuramente di grande impatto visivo che sarà sotto gli occhi del mondo intero, considerato pure che la Notte di Natale il Pontefice aprirà la Porta Santa dando il via alle celebrazioni del Giubileo che si snoderanno durante tutto il 2025. Ricordavamo nei giorni scorsi che il grande Presepe donato da Grado al Papa è ambientato nella bellissima Laguna ricca di oltre un centinaio di mote, cioè di piccoli isolotti, con la Natività che trova spazio all’interno di un casóne, la caratteristica costruzione di canne abitata un tempo dai pescatori. L’ambientazione che è stata scelta è quella dei primi anni del secolo scorso quando in Laguna abitavano ancora diverse centinaia di gradesi. Nel Presepe è stato, dunque, riprodotto l’ambiente attraverso la collocazione di una mota con il casóne, realizzato con elementi di legno, rivestito con canne palustri e protetto da lunghi argini, questi ultimi modellati a mano, pezzo per pezzo. Il Presepe è stato realizzato interamente da una quarantina di volontari, tutti professionisti, con capofila i Portatori della Madonna di Barbana. Hanno lavorato per lunghi mesi nell’Isola per preparare tutto l’occorrente e a metà della scorsa settimana sono scesi a Roma per la complessa operazione del montaggio sotto l’obelisco più famoso del pianeta. E ora sono stati raggiunti da una folta delegazione di gradesi guidati dallo stesso monsignor Nutarelli. Ma con loro c’è anche l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli, la cui presenza dà il giusto rilievo a questa importantissima iniziativa per Grado, ma anche per l’intero Friuli Venezia Giulia, che segue quella di due anni fa proposta dagli artigiani mobilieri di Sutrio, che ora fanno tifo per gli amici di Grado.
Sarà un grande spettacolo, dunque, la Natività ambientata in un “casòn” della laguna che si ispira a quello che da tanti anni viene allestito nel porto mandracchio con il suo ruolo di leader dei tantissimi presepi, pubblici e privati, che vengono allestiti nell’Isola d’oro e che hanno reso celebre Grado. In questi giorni sono circolate sui social delle “anticipazioni” ovvero delle immagini dei lavori top secret, davanti alla più importante Basilica della Cristianità, colte attraverso i droni. Ma è meglio aspettare di vedere l’allestimento in tutto il suo splendore nelle luci del tardo pomeriggio. Un vero e proprio fattore sorpresa atteso da tutti con trepidazione.

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In copertina, il presepe del porto mandracchio al quale si ispira quello realizzato dai gradesi in Vaticano.

Avvento eccezionale per Grado: nel grande Presepe donato al Papa uno storico “Cason” della Laguna che sarà ammirato in Mondovisione all’apertura della Porta Santa la Notte di Natale

di Giuseppe Longo

Prima domenica di Avvento, che sarà un Avvento davvero speciale, quest’anno, a Grado. L’Isola ha infatti il grande onore di allestire il maxi-presepe che ogni anno moltitudini di fedeli e visitatori ammirano in piazza San Pietro, il “fulcro” della Cristianità, dove Gesù, come a suo tempo riferito, verrà al mondo in un “casone” della Laguna. Avvenimento speciale, dunque, non solo per il luogo – sicuramente il massimo cui ogni presepista possa aspirare -, ma anche perché la Natività “graisana” potrà essere ammirata in Mondovisione quando la Notte di Natale il Pontefice aprirà solennemente la Porta Santa dando il via alle celebrazioni del Giubileo che Roma ospita ogni quarto di secolo. Bellissima e indimenticabile, infatti, l’esperienza degli artigiani mobilieri di Sutrio di due anni fa, ma questa di Grado ha proprio la caratteristica dell’eccezionalità.
Un evento, pertanto, che l’Isola d’Oro si prepara a vivere nel migliore dei modi, tanto che una folta squadra di volontari è già partita in questi giorni alla volta della Capitale per cominciare i lavori di allestimento sotto l’obelisco più famoso del pianeta, montando i pezzi preparati durante mesi e mesi di certosino e competente impegno – e ispirati dal Presepe galleggiante riproposto ogni anno nel Porto mandracchio – affinché fosse tutto pronto per sabato prossimo, vigilia dell’Immacolata Concezione, quando alle 17 l’opera sarà inaugurata assieme al gigantesco abete inviato dalle foreste del Trentino. «È una grande emozione sapere – ha scritto monsignor Paolo Nutarelli, il quale stamane accenderà nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia la prima delle quattro candele dell’Avvento – che, nella Notte di Natale, quando Papa Francesco aprirà la Porta Santa, tutto il mondo potrà ammirare, in Piazza San Pietro, un presepe in cui Gesù nasce “in Cason”. Il presepe ricrea fedelmente l’ambiente lagunare, costruito a mano dai volontari con grande amore e dedizione».

Monsignor Nutarelli accende l’Avvento.


«Il presepe di Grado – informa Vatican News – è ambientato nella grande laguna vivente, ricca di oltre un centinaio di mote, cioè di piccoli isolotti, che si estende accanto all’isola, con la Natività che trova spazio all’interno di un casóne, la caratteristica costruzione di canne abitata dai pescatori. L’ambientazione che è stata scelta è quella dei primi anni del secolo scorso quando in laguna abitavano ancora diverse centinaia di gradesi. L’ambiente proposto sarà ricco di tanti dettagli, anche con la vegetazione autoctona e l’avifauna locale». E ancora: «Nel presepe viene riprodotto artificialmente l’ambiente attraverso la collocazione di una mota con il casóne, realizzato con elementi di legno, rivestito con cannucce palustri e protetto da lunghi argini lagunari, questi ultimi modellati a mano, pezzo per pezzo, dagli stessi volontari. È il presepe della Comunità di Grado, poiché è realizzato interamente da una quarantina di volontari, tutti professionisti, artigiani come costruttori di casóni, fabbricanti di pontili, maestri d’ascia per la creazione delle batele, tipiche barchette a fondo piatto, pescatori per la realizzazione di reti da pesca e naturalmente artisti per la realizzazione delle statue, in buona parte appartenenti a diverse associazioni locali con capofila i Portatori della Madonna di Barbana».
«Una importante iniziativa – si legge ancora nel prestigioso sito informativo della Chiesa Cattolica – che in un certo senso corona l’esperienza maturata da circa 25 anni con l’organizzazione nell’isola di Grado, fra le calli del centro storico, accanto alle patriarcali Basiliche e al porto, di una delle più importanti rassegne presepiali del Friuli Venezia Giulia dove spiccano esposti i grandi presepi realizzati dalle associazioni locali. Tutto è partito come sempre da un sogno di una persona, il cavaliere ufficiale Antonio Boemo, che ha intrapreso la strada ancora diversi anni fa e coordina tutta l’iniziativa, al quale si sono immediatamente affiancati l’architetto Andrea de Waderstein e i due artisti autori delle numerose statue, padre e figlia, Lorenzo e Francesca Boemo. Poi le associazioni con, prima di tutto, i Portatori della Madonna di Barbana guidati dal ragionier Adelchi Quargnali, e poi le altre associazioni: Protezione Civile, Graisani de Palù, Donatori di Sangue, Grado Voga, Grado Noi, Lega Navale e Marinai dell’Anmi, fino a completare uno squadrone che ha operato per tanto tempo anche all’aperto sotto il sole cocente. Naturalmente per portare a compimento l’iniziativa, che comporta non indifferenti costi per il reperimento dei materiali, la stessa è stata immediatamente sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Grado. Ovviamente oltre al Patrocinio della Diocesi di Gorizia e alla fattiva collaborazione della Parrocchia arcipretale di Grado. Da evidenziare, infine, che all’interno dell’ambientazione sono ubicate anche alcune briccole che segnalano i canali navigabili e indicano la direzione per raggiungere località vicine alla città di Grado come Aquileia, Trieste e Venezia o per visitare il Santuario Mariano della Incoronata Vergine di Barbana risalente all’anno 582, ubicato su un isolotto nel mezzo della stessa laguna gradese».

Il Calendario liturgico gradese.


Un Avvento, dunque, che rimarrà nella storia di Grado. E che è stato anticipato domenica scorsa, festa di Cristo Re dell’Universo, dalla presentazione del Calendario liturgico pastorale 2024/25 della Parrocchia arcipretale di Santa Eufemia, supplemento speciale di “Insieme”, il foglio informativo settimanale della Chiesa gradese. «Organizzare la vita pastorale di una parrocchia sull’Anno Liturgico – ha scritto monsignor Nutarelli – non è solo un’esigenza estetica, ma un ripercorrere insieme, in modo sempre più approfondito, i Misteri che caratterizzano la vita dei fedeli. Vivere l’Anno Liturgico con spirito rinnovato evita di cadere nell’abitudine che rende sterile la preghiera e lo stupore. È lasciarsi interpellare da Dio che irrompe nella storia umana. L’Anno Pastorale che sta per iniziare sarà caratterizzato dal Giubileo del 2025 indetto dal Papa. Sarà un’occasione di grazia per sperimentare la gioia di tornare a Dio, appartenere alla Chiesa e sperare in un mondo nuovo, più giusto e fraterno. Una speranza che trascende la storia, più forte della morte. Papa Francesco invita a servire la speranza dove la vita accade, scegliendo un cammino spirituale capace di plasmare interiormente come profeti di speranza, per diventare generatori di speranza e riconciliati con sé stessi, gli altri e Dio. All’inizio del Giubileo, la Comunità sarà al centro del cuore di tutti i cristiani del mondo: alla vigilia dell’Immacolata, la città di Grado donerà il presepe al Papa». Proprio un eccezionale avvenimento per inaugurare, dopo appunto la odierna prima domenica d’Avvento, l’Anno liturgico di Grado, fatto di tante celebrazioni importanti, come quelle classiche del Cattolicesimo, tra le quali emerge in tutta la sua grandezza il “Perdon de Barbana” della prima domenica di luglio, una ricorrenza della tradizione molto amata dai gradesi ma anche da tantissimi turisti che scelgono l’Isola del Sole per le loro vacanze.

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In copertina, il Presepe galleggiante allestito ogni anno nel Porto mandracchio di Grado e che ha ispirato anche la Natività realizzata per il Vaticano.

A Grado oggi Madonna del Rosario e Giornata del Ringraziamento con la Benedizione del mare. Festa anche per il Presepe che l’Isola donerà al Papa

di Giuseppe Longo

Grande festa oggi a Grado per la ricorrenza della Madonna del Rosario che coincide con la Giornata del Ringraziamento. Dopo la Messa solenne di stamane nella Basilica di Sant’Eufemia, nel pomeriggio, dopo la tradizionale supplica alla Beata Vergine di Pompei, alle 16.30 prenderà il via la processione con l’antica statua della Madonna degli Angeli che, grazie alle finalmente favorevoli previsioni meteo, attraverserà Via Gradenigo, Piazza Duca d’Aosta, Via Conte di Grado e Piazza XXVI Maggio. Giunta al Porto Mandracchio, imboccherà Viale Europa Unita per arrivare in Largo San Crisogono, raggiungere la Salita alla Diga e il Lungomare Nazario Sauro, dove avverrà una sosta con la Benedizione del mare. Al termine del rito propiziatorio, discesa in Largo San Crisogono e, quindi, attraverso Via Gradenigo rientro nella Chiesa patriarcale.

Monsignor Paolo Nutarelli


«Non è stata una stagione estiva semplice ma, giunti al termine, desideriamo dire grazie al Signore!», scrive su Insieme monsignor Paolo Nutarelli, il quale in questi giorni ha anche inviato un messaggio agli operatori del turismo isolano, ricordando che quella di oggi è «la festa che porta a compimento il tempo dell’estate che per la nostra Comunità è il momento in cui vivere l’accoglienza in tutti gli ambiti della vita». L’arciprete, poi, aggiunge: «Papa Francesco ci ricorda che il mondo, spesso, si divide in due: “chi non ringrazia e chi ringrazia; chi prende tutto come se gli fosse dovuto, e chi accoglie tutto come dono, come grazia”. La preghiera di ringraziamento comincia sempre da qui: dal riconoscersi preceduti dalla grazia. Siamo stati pensati prima che imparassimo a pensare; siamo stati amati prima che imparassimo ad amare; siamo stati desiderati prima che nel nostro cuore spuntasse un desiderio. Se guardiamo la vita così, allora il “grazie” diventa il motivo conduttore delle nostre giornate. Imparando dalla Madonna che meditava sul proprio vissuto anche noi oggi vogliamo, nonostante le oggettive difficoltà, ringraziare il Signore per il tempo della vita».
E in questa grande ricorrenza da “Perdon” dedicata alla Madre di Cristo come non ricordare, e festeggiare, anche la bellissima notizia che proprio Insieme aveva divulgato qualche giorno fa, riferendo che «ufficialmente la Sala Stampa del Vaticano ha annunciato che sarà la Comunità di Grado a regalare al Papa il Presepe di San Pietro del Natale 2024. Che gioia, che emozione sapere – sottolineava monsignor Nutarelli – che nella Notte di Natale, quando Papa Francesco aprirà la Porta Santa, tutto il mondo potrà ammirare in Piazza San Pietro un presepe particolare, dove Gesù nasce “in Cason”. L’inaugurazione del Presepe a Roma, in diretta web e sui canali televisivi del Vaticano, verrà vissuta sabato 7 dicembre». Per l’importante cerimonia, la Parrocchia ha organizzato un viaggio a Roma con la partenza da Grado il 6 dicembre: le iscrizioni sono già aperte.
Una notizia davvero straordinaria per l’Isola se si pensa che appena due anni fa era stato ancora il Friuli a regalare il Presepe al Papa. In quell’occasione, gli artigiani mobilieri di Sutrio avevano realizzato
una magnifica Natività allestita sotto l’obelisco di Piazza San Pietro. E ora, dopo i Monti della Carnia, saranno proprio i casoni della Laguna di Grado a creare un’ineguagliabile ambientazione per far nascere il Salvatore. Veramente un grande riconoscimento per l’Isola d’Oro non solo morale, ma che avrà anche benefici effetti sulla sua immagine di amato centro per le vacanze estive, marine e termali. Un altro motivo, insomma, per “ringraziare” in questa giornata speciale.

L’Isola di Grado tra mare e laguna.

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In copertina, l’antica statua della Madonna degli Angeli che oggi andrà in processione.

Cergneu in festa con l’arcivescovo Lamba che privilegia le periferie. L’ex sindaco Picogna: don Marco per noi è prezioso, ma gli sono stati aggiunti troppi impegni

di Giuseppe Longo

NIMIS – Nell’ambito della Forania della Pedemontana, nella quale è confluita anche quella storica di Nimis, la Parrocchia di Cergneu – che riunisce anche i fedeli di Monteprato e Vallemontana – è stata la prima stamane ad avere ricevuto la visita del nuovo arcivescovo di Udine, all’insegna di una Chiesa “in uscita”, per dirla con una espressione tanto cara a Papa Francesco, quella delle periferie. «Lo facevo anche quando ero ausiliare a Roma e il più delle volte non mi facevo annunciare», mi ha raccontato monsignor Riccardo Lamba all’uscita dalla parrocchiale di San Giacomo Apostolo, al termine della celebrazione della Messa.

Arrivato in sordina al volante della sua utilitaria e con grande semplicità, senza abiti prelatizi, il presule – che dal 5 maggio scorso è subentrato ad Andrea Bruno Mazzocato, ritiratosi per raggiunti limiti d’età – è stato salutato dalle grate parole di monsignor Marco Visintini che proprio un anno fa aveva ricevuto dall’arcivescovo emerito la “consegna” delle tre frazioni orientali. «Siamo veramente emozionati – ha detto don Marco, durante il rito reso ancora più bello e partecipato dai canti del coro parrocchiale – che lei abbia scelto un piccolo paese per avviare il suo apostolato in questa zona del Friuli». Renato Picogna gli ha rivolto, invece, un caloroso benvenuto da parte della comunità, soffermandosi sui problemi che questi paesi di montagna sono costretti a vivere: spopolamento, invecchiamento dei residenti, difficoltà economiche e sociali, la frequenza ai riti religiosi sempre più rarefatta, tanto che la Chiesa, ricostruita pur in forme più piccole rispetto a quella distrutta dal terremoto di 48 anni fa, oggi risulta troppo grande. «Siamo grati e orgogliosi di avere con noi don Marco – ha proseguito l’ex sindaco di Nimis -, la sua presenza è preziosa. Ma troppi sono gli impegni cui deve provvedere, essendosi aggiunte anche le comunità dell’Alta Val Cornappo dove da anni opera un bravo diacono, per cui giocoforza il tempo che ci può dedicare si è notevolmente ridotto».
Problemi sui quali l’arcivescovo si è soffermato con più d’uno anche durante il magnifico rinfresco offerto nel sottostante centro sociale, mentre l’omelia l’aveva incentrata tutta sui temi della celebrazione, attingendo dalle significative parole del Vangelo di Giovanni. Al termine, si è congedato da Cergneu ripartendo per Udine con la propria auto. Lasciando nella piccola comunità la consapevolezza di aver vissuto una giornata davvero speciale, anzi storica. Cergneu è pertanto profondamente grata a monsignor Lamba per essere stata scelta per la sua prima vista nella Pedemontana. All’insegna di “beati gli ultimi che saranno i primi”.

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In copertina e all’interno alcune immagini della celebrazione di stamane a Cergneu con il nuovo arcivescovo di Udine.

Giornata storica per la regione la visita del Papa a Trieste al quale Fedriga dona una preziosa copia della Bibbia di Gutenberg stampata a San Daniele

(g.l.) «La visita del Santo Padre a Trieste riempie d’orgoglio l’intera comunità del Friuli Venezia Giulia. In ricordo di questo importante evento abbiamo voluto omaggiare il Pontefice con un’opera che simboleggia perfettamente lo spirito della nostra regione: una copia della Bibbia di Gutenberg, realizzata dallo Scriptorium Foroiuliense, stampata su carta fatta a mano. Un oggetto che rappresenta perfettamente la continua ricerca dell’innovazione e allo stesso tempo ci ricorda i valori cristiani alla base della nostra società». È quanto ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine della Messa celebrata ieri mattina da Papa Francesco in piazza dell’Unità d’Italia in chiusura degli eventi della cinquantesima edizione delle Settimane sociali dei cattolici italiani. Per la Giunta regionale erano presenti anche il vicegovernatore Mario Anzil e gli assessori Sebastiano Callari, Pierpaolo Roberti e Fabio Scoccimarro. Il Pontefice ha concelebrato il rito assieme al vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, al presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Matteo Maria Zuppi, e ad altri prelati e sacerdoti in rappresentanza delle quattro Diocesi della regione.

«Oggi è una giornata storica per la nostra regione, grazie alla presenza, per la prima volta da quando è assurto al Soglio Pontificio, del Santo Padre a Trieste – ha detto il presidente della Giunta regionale -. Un evento che conclude due settimane durante le quali il Friuli Venezia Giulia è stato al centro dell’attenzione mondiale, con il G7 Istruzione e la presenza del Presidente della Repubblica Mattarella e la Settimana sociale dei cattolici».
A margine dell’intervento del Pontefice – che ha molto apprezzato il dono della preziosa Bibbia stampata a San Daniele del Friuli – il governatore ha sottolineato che «dobbiamo tutti interrogarci, anche come istituzioni, sui concetti di democrazia e partecipazione, perché la scarsa partecipazione al voto è un segnale di indebolimento della democrazia. Dobbiamo quindi cogliere l’appello del Santo Padre a lavorare insieme, nel rispetto di posizioni differenti, per favorire il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica. Se da una parte la scelta dei propri rappresentanti è fondamentale per la democrazia, dall’altra l’obbligo di rappresentanza comporta serietà e lealtà verso il mandato ricevuto».

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In copertina, Papa Francesco accolto dal governatore Massimiliano Fedriga al suo arrivo in elicottero a Trieste; all’interno, la Messa in piazza Unità d’Italia, il dono della copia della Bibbia di Gutenberg e altri momenti della visita del Pontefice.

Intelligenza artificiale, quanto interesse a Grado per le parole di padre Benanti che ci hanno aiutato a capire meglio il futuro

di Giuseppe Longo

GRADO – Non poteva cominciare meglio la “Festa di Avvenire” che per la terza volta anima la vita cristiana e culturale di Grado nel primo scorcio dell’estate. Grazie anche alle ottime condizioni meteo, un folto pubblico ha infatti partecipato ieri sera in Campo Patriarca Elia – il sagrato della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia – all’incontro d’apertura dedicato al tema del giorno: l’intelligenza artificiale, tra opportunità e rischi. A parlarne, con grande efficacia e calamitando l’interesse dell’uditorio, un vero e proprio “luminare” in materia, il padre francescano Paolo Benanti, presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale per l’informazione del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e Stefano Fabbris, del Dipartimento Scienze Fisiche Tecnologiche della materia del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche.


A coordinare la serata – organizzata, come l’intero festival, con la regia del parroco Paolo Nutarelli – Andrea Lavazza, giornalista del quotidiano cattolico al centro della manifestazione che si concluderà il 2 luglio. «La presenza di Avvenire a Grado per il terzo anno consecutivo conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori locali coinvolgendo i fedeli, ma soprattutto i giovani in un dibattito utile e costruttivo su temi di rilevante attualità», ha sottolineato al riguardo il giornale edito dalla Conferenza episcopale italiana.
Martedì prossimo si terrà, infatti, l’annunciata esibizione di Giovanni Caccamo. Intitolato “Le parole che ci cambiano”, l’incontro vedrà un dialogo tra l’artista e Angela Calvini, pure giornalista di Avvenire. Il cantautore, come è noto, è ideatore e promotore del progetto culturale “Parola ai giovani” che ha presentato lo scorso 5 aprile anche al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a New York, nella sede dell’Economic and Social Council, dove ha proposto nella sua declinazione internazionale Il Manifesto for change – Youth and future. Un concorso di idee, rivolto ai ragazzi di tutto il mondo, di ogni religione, identità di genere ed estrazione sociale, per creare insieme un manifesto culturale di cambiamento in occasione del forum internazionale dei giovani “Change the World Model United Nations” in collaborazione con Diplomatic Ong.
Dopo l’incontro con padre Benanti – che dunque ha aiutato le tante persone intervenute a capire meglio che cosa ci aspetta, tra luci e ombre (illuminanti al riguardo le parole di messa in guardia di Papa Francesco al recente G7 in Puglia), con la diffusione dell’intelligenza artificiale – l’attenzione ora è tutta richiamata dalla serata di martedì, quella che vedrà appunto protagonista il cantautore applaudito recentemente anche in Vaticano. Se pure in quella occasione il tempo sarà buono – dopo la sfuriata annunciata, purtroppo, per lunedì – sarà un altro successo. Per cui anche la terza edizione della “Festa di Avvenire” avrà colto nel segno.

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In copertina, l’intervento di padre Benanti e all’interno due immagini del folto pubblico intervenuto alla “Festa di Avvenire”.

La Festa di Avvenire farà il tris a Grado: alla piccola “agorà” rivolta ai giovani parlerà il cantautore Giovanni Caccamo protagonista all’Onu e in Vaticano

di Giuseppe Longo

Grado si prepara ad accogliere, per la terza volta, la “Festa di Avvenire”, il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica edito dalla Conferenza episcopale italiana e diffuso in tutte le regioni. La manifestazione, rivolta soprattutto ai giovani, si articolerà in due serate, il 28 giugno e il 2 luglio prossimi, ospiti speciali padre Paolo Benanti e il cantautore Giovanni Caccamo, protagonista anche nella recente festa di Azione Cattolica tenutasi in Vaticano, alla presenza di Papa Francesco. «Ritorna, anche quest’anno – informa “Insieme” diffuso proprio oggi -, la “Festa di Avvenire”, una piccola agorà voluta dalla Parrocchia, dal Comune e dal Consorzio in collaborazione con Promoturismo Fvg». Si tratta, infatti, di un appuntamento al quale tiene molto monsignor Paolo Nutarelli, in quanto, come nelle due precedenti edizioni, potranno uscire importanti messaggi da lanciare alle nuove generazioni.

Padre Paolo Benanti

Entrambe le serate cominceranno alle 21 e si terranno in Campo Patriarca Elia, cioè il sagrato della Basilica di Sant’Eufemia. In caso di maltempo, invece, gli incontri si terranno all’interno della stessa Chiesa patriarcale. Il primo incontro, intitolato “Intelligenza artificiale: minaccia oppure opportunità da cogliere?” vedrà la partecipazione, appunto, di padre Paolo Benanti, presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale per l’informazione del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e di Stefano Fabbris, del Dipartimento Scienze Fisiche Tecnologie della materia del Cnr. Modererà l’incontro Andrea Lavazza, giornalista di Avvenire. «Sono un francescano del Terzo Ordine Regolare – si presenta padre Benanti -; sono nato il 20 luglio del 1973 e mi occupo di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. In particolare, i miei studi si focalizzano sulla gestione dell’innovazione: Internet e l’impatto del Digital Age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie. Cerco di mettere a fuoco il significato etico e antropologico della tecnologia per l’Homo sapiens: siamo una specie che da 70 mila anni abita il mondo trasformandolo, la condizione umana è una condizione tecno-umana».
Il secondo incontro, intitolato “Le parole che ci cambiano”, vedrà invece un dialogo tra il ricordato Giovanni Caccamo e Angela Calvini, pure giornalista del quotidiano cattolico. Il raffinato cantautore è ideatore e promotore del progetto culturale “Parola ai giovani”, presentato lo scorso 5 aprile al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite nella sede dell’Economic and Social Council, nella sua declinazione internazionale Il Manifesto for change – Youth and future. Un concorso di idee, rivolto ai ragazzi di tutto il mondo, di ogni religione, identità di genere ed estrazione sociale, per creare insieme un manifesto culturale di cambiamento in occasione del forum internazionale dei giovani “Change the World Model United Nations” in collaborazione con Diplomatic Ong.
«Presentare questo progetto nato in Italia all’Onu di fronte a 5 mila giovani provenienti da 142 Paesi è stato incredibile», ha raccontato ad “Avvenire” Giovanni Caccamo. «Troppo spesso – ha aggiunto – ci arrendiamo di fronte alle nostre fragilità, sopraffatti da un mondo virtuale che mette in onda vite perfette facendoci sentire inadeguati e mai all’altezza, ho detto nel mio discorso. Bach scrisse la sua “Toccata e Fuga in Re minore” a 20 anni. Michelangelo scolpì la Pietà a 23 anni e iniziò a dipingere la volta della Cappella Sistina a 33. È nostro dovere rimboccarci le maniche e chiederci quali possano essere i cambiamenti più urgenti e necessari nel nostro presente. Ogni sera – ha quindi proposto -, prima di addormentarci, sforziamoci di trovare almeno una decina di piccole, grandi cose che hanno reso la nostra giornata speciale e per cui imparare a dire “grazie”. Credere nella pace, ad esempio, significa imparare a sciogliere i conflitti della nostra vita; sforzarci di perdonare e chiedere scusa mettendo in circolo nuove dosi d’amore e gentilezza».
«La presenza di Avvenire a Grado per il terzo anno consecutivo – si sottolinea, infine, in una nota del giornale edito dai vescovi italiani – conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori locali coinvolgendo i fedeli, ma soprattutto i giovani in un dibattito utile e costruttivo su temi di rilevante attualità».

Il Campo Patriarca Elia e la Basilica.

“Avvenire” è il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica diffuso in tutto il territorio italiano. Con grande attenzione all’evoluzione della società, alla cronaca e all’attualità economica e internazionale, si distingue per gli ampi spazi di approfondimento grazie ai numerosi editoriali, alle ricche sezioni del quotidiano e agli inserti periodici. “Avvenire” è oggi al centro di un vero e proprio sistema editoriale che comprende oltre al quotidiano, con i suoi inserti dedicati a tematiche specifiche, un sito web con un servizio di lettura vocale degli articoli, accessibilità di lettura per persone con disabilità e siti verticali dedicati, newsletter settimanali tematiche, social con elevato tasso di engagement (Facebook, X, Instagram, Linkedin, YouTube), un canale podcast con mini serie dedicate, un canale WhatsApp per ricevere aggiornamenti in tempo reale, una App dove consultare il quotidiano digitale e tutte le sue edizioni locali (diocesane), il mensile Luoghi dell’Infinito, che racconta di arte, cultura e itinerari, una produzione libraria, che annovera anche una collana in collaborazione con Vita e Pensiero, il giornale di attualità per bambini Popotus, unico nel panorama editoriale, con un’ampia diffusione presso le scuole primarie italiane. «Le 100.470 copie diffuse ogni giorno (dato progressivo a dicembre 2023, in fase di certificazione Ads), la percentuale di abbonati più elevata tra tutti i quotidiani italiani e il trend di crescita della diffusione, costante e ininterrotto dal 2002, dimostrano che i lettori riconoscono ad “Avvenire” un livello di qualità molto alto, forte di un rapporto di fiducia che pochi altri quotidiani possono vantare», si osserva infine in una nota del giornale cattolico.

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In copertina, il cantautore Giovanni Caccamo in Vaticano assieme ai giovani del progetto “Manifesto per il cambiamento”. (Foto di Marco Anelli da”Avvenire”)

Campane a festa in Friuli per il nuovo arcivescovo. Riccardo Lamba nato in Venezuela: vado in una terra di emigranti che ha sofferto ed è ricca di umanità

di Giuseppe Longo

Campane a festa ieri, in Friuli, per dare il benvenuto al nuovo arcivescovo metropolita di Udine. Papa Francesco ha, infatti, deciso che il titolare della Chiesa dei Santi Ermacora e Fortunato sia Riccardo Lamba, 67 anni, il quale – fatto più unico che raro – arriva da Roma, dove da due anni è vescovo ausiliare, ed è nato nel lontano Venezuela, a Caracas, in una famiglia di emigranti italiani. Succederà a monsignor Andrea Bruno Mazzocato il quale, per raggiunti limiti di età, in autunno aveva rimesso il mandato nelle mani del Pontefice: il presule, originario della trevigiana Preganziol, era in Friuli da quindici anni. «Vado in una terra che non conosco – ha detto monsignor Lamba -, ma dove ho carissimi amici. Mi immagino questa terra, che ha molto sofferto e ha avuto grandi fenomeni di migrazioni, ricca di umanità, dove la fede si è incarnata in tanti Santi e resa visibile attraverso l’arte».

L’annuncio di monsignor Mazzocato.


L’annuncio ufficiale, dopo che la notizia era già ampiamente circolata, è avvenuto in contemporanea venerdì a mezzogiorno, a Udine e a Roma. In Friuli è stato lo stesso monsignor Mazzocato – d’ora in poi soltanto amministratore apostolico per il periodo della sede vacante – a riferire quale sarà il suo successore. «Ho chiesto questa improvvisa convocazione – ha affermato il presule uscente – per un annuncio molto importante per la nostra Chiesa diocesana; notizia, peraltro, già circolata attraverso i social. Alcuni giorni fa, il nunzio apostolico mi ha comunicato che Papa Francesco ha accettato definitivamente le mie dimissioni da arcivescovo della nostra Arcidiocesi e ha nominato come mio successore sua eccellenza monsignor Riccardo Lamba, attualmente vescovo ausiliare di Roma». Il suo ingresso avverrà «presumibilmente nella seconda metà di aprile», quindi dopo le feste pasquali.  Nell’Urbe, invece, è stato il cardinale Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, a dare l’annuncio della nomina del Pontefice nella sede del Vicariato in Laterano. «Il sacerdote e il vescovo – ha detto il porporato – sono di per sé in cammino, pellegrini. La Chiesa di Roma continua a essere generosa, in questa fase è chiamata a donare. Ci dispiace perché il tempo insieme non è stato lungo – ha affermato riferendosi appunto alla generosa collaborazione del vescovo Lamba -, però contenti perché prenderai la responsabilità di una diocesi così grande e così bella». Va detto, infatti, che l’Arcidiocesi di Udine, che va dal mare di Latisana e Lignano e Marano alle montagne di Tarvisio e della Carnia, fino a Sappada in terra cadorina (ma da alcuni anni nella Regione Friuli Venezia Giulia), è una fra le più vaste d’Italia.
Dopo appena due anni come ausiliare per il settore est dell’Urbe, monsignor Lamba – che si era laureato in medicina prima di entrare in seminario – si appresta, dunque, a raggiungere il Friuli. Aveva ricevuto la consacrazione episcopale il 27 maggio 2022, quando gli erano stati affidati l’ambito della Chiesa ospitale e “in uscita” e il servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Per cui ora lo aspetta la guida della storica Arcidiocesi di Udine che, assieme a quella di Gorizia, raccolse l’eredità del glorioso Patriarcato dopo la sua soppressione. Proprio in ricordo dell’antica Chiesa di Aquileia – non a caso si chiama Patriarcato la piazza dove sorge la sede episcopale -, soltanto l’arcivescovo di Udine ha il privilegio di indossare l’abito corale, lo zucchetto, la fascia e la filettatura della talare di un colore simile alla porpora cardinalizia, detto “rosso patriarchino”. E lo stemma prevede il galero (cappello) verde. Al titolare dell’Arcidiocesi friulana spetta anche il titolo onorifico di abate di Rosazzo, lo storico monastero benedettino che domina le colline sopra Manzano.

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In copertina, monsignor Riccardo Lamba nuovo arcivescovo metropolita di Udine.

Sagre des Campanelis, un ottimo avvio a Nimis tra tradizione e sostenibilità: niente plastica, questa è una “ecofesta”

di Giuseppe Longo

NIMIS – La “Sagre des Campanelis” di Nimis è antichissima, oltre cinque secoli di storia, quindi legata al passato e alle sue tradizioni, ma è anche aperta al nuovo, come alle esigenze dettate dalla sostenibilità ambientale. La sagra ha ottenuto infatti la qualifica di “ecofesta”, come dire che gli organizzatori si sono impegnati, e lo stanno facendo lodevolmente, a introdurre quegli accorgimenti che sono utili, anzi indispensabili, per rispettare il pianeta Terra, come ci ricorda spesso anche Papa Francesco impegnato in queste settimane ad aggiornare la sua famosa Enciclica dedicata alla bellezza e alla salvaguardia del Creato. Per questo chi si avvicina alla fornitissima ed attrezzata cucina – davvero esemplare nel panorama dei festeggiamenti all’aperto del Friuli! – non troverà più piatti, forchette e coltelli di plastica, ma stoviglie in carta pressata e altro materiale biodegradabile.

L’intervento di Anzil all’inaugurazione.


E proprio con questo “spirito” si sono aperti ieri sera, sul prato delle Pianelle, i tradizionali festeggiamenti settembrini che hanno il loro fulcro nella ricorrenza della Natività dell’8 settembre, quando Nimis vivrà la sua festa patronale. Grazie anche alle ottime condizioni meteo, foltissimo il pubblico della prima serata, fatto soprattutto da giovani che hanno apprezzato la proposta musicale “ritagliata” sulla loro età, mentre appunto la cucina faceva uscire invitanti piatti da abbinare ai vini dei colli di Nimis proposti dalla ben fornita enoteca, tra i quali un posto di riguardo ha il pregiato Ramandolo, prima Docg del Friuli Venezia Giulia.
In questa cornice, che appunto incrocia il nuovo con la storia e la tradizione, i festeggiamenti settembrini sono stati inaugurati al calar della sera dal vicepresidente della Giunta regionale, Mario Anzil, anche nella sua qualità di assessore alla cultura e allo sport, presenti con i dirigenti della Pro Loco del Comune di Nimis il sindaco Giorgio Bertolla e diversi esponenti della civica amministrazione. Ospite d’onore, tra le altre autorità della zona, la senatrice Francesca Tubetti, legata per le sue origini al paese pedemontano.
«È molto bello partecipare ad un momento sereno della comunità come è quello di un’antica sagra: qui a Nimis la tradizione affonda nei secoli, da più di cinquecento anni la “Antighe sagre des Campanelis” è una pausa lieta in cui la comunità si riunisce: ci sono anche prove difficili da affrontare, e la Regione per quanto possibile vi è di sostegno, ma è importante poter contare anche su eventi lieti come questo che rafforzano l’identità e il senso di unione che sono fondamentali per risolvere i momenti avversi». ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga.

Affollato ieri sera il prato delle Pianelle.

La sagra propone all’ombra dello storico Santuario – al centro del tradizionale Ottavario che introduce alla grande festa di venerdì prossimo – cinque giorni di intrattenimento con fascino popolare immutato, come il combattutissimo palo della cuccagna, pesca di beneficenza, mostre, avvenimenti sportivi e vendita delle simpaticissime campanelle in terracotta, il simbolo antico della sagra di Nimis, oltre a tante altre proposte. «Ai giovani di questa comunità va l’importante compito di mantenere viva con orgoglio questa tradizione nel futuro», ha auspicato l’assessore Anzil, concludendo il suo apprezzato intervento.
Dopo la serata tutta giovane di ieri, con Radio Piterpan Impatto, che ha registrato il “tutto esaurito”, quella odierna annuncia dunque un intrattenimento con Franco Rosso e la sua fisarmonica, che sarà preceduto da un torneo di morra – una novità per “Madone di Setembar” – e dalla presentazione di un libro. Fra poco invece, alle 13.30, ci sarà la prima estrazione della tombola. Quindi, dopo una pausa di alcuni giorni, utile ai tanti volontari per ricaricare le batterie, la sagra riprenderà proprio la mattina dell’8 settembre, mentre la vigilia ci sarà il concerto del Gruppo fisarmonicisti Tarcento Ensemble Flocco Fiori, diretto dal concittadino Massimo Pividori, che già l’anno scorso era stato molto applaudito in Santuario. La “Sagre des Campanelis” continuerà poi anche sabato prossimo per concludersi il 10 settembre, con tante altre invitanti manifestazioni. La giornata di domenica prossima sarà coronata anche dall’annuale Festa del dono, organizzata dalla locale sezione Afds.

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In copertina le campanelle di terracotta di un venditore di tanti anni fa e qui sopra alcune di quelle che vengono proposte oggi.

I Martedì, a Pordenone don Padovese oggi parlerà delle fragilità nella coppia

Prosegue a Pordenone la 30ma edizione dei Martedì a Dibattito di Presenza e Cultura, storica rassegna di incontri e dialoghi sui temi della vita, quest’anno dedicati a “L’amore nella famiglia” e ai grandi orientamenti nel merito di Papa Francesco. «Parliamo della famiglia – spiega Luciano Padovese – per ripassare, in positivo, i fondamenti e le componenti essenziali sulle quali dovrebbe fondarsi un nucleo affettivo, a cominciare naturalmente dall’amore di coppia, una piena intimità senza la quale il sodalizio fra due persone difficilmente potrà essere durevole, e che può attraversare anche momenti di piccole o grandi debolezze».
E proprio al tema delle “fragilità nella coppia” è dedicato il quarto incontro in programma oggi, 11 gennaio, ancora una volta in streaming dalle 20.45, per le ragioni purtroppo ancora imposte dalla pandemia. Potrà essere seguito previa prenotazione alla mail pec@centroculturapordenone.it dalla quale arriverà il link utile per il collegamento. Si parlerà delle situazioni complesse che conseguono alle fragilità di coppia nella realtà di tutta la famiglia. Aprirà il dibattito don Padovese con una relazione incentrata sulle novità del protocollo pastorale nei casi di nozze tra persone di religione diversa ed esaminerà la realtà dei coniugi divorziati e risposati civilmente, soprattutto rispetto alla partecipazione alla vita della Chiesa e alla condivisione dei sacramenti. Non mancheranno considerazioni sul crescente fenomeno delle convivenze fuori da qualsiasi vincolo sia religioso che civile, e la realtà preoccupante dell’“inverno demografico” di cui si parlerà più propriamente l’8 febbraio col tema “Famiglia e fecondità”.

I “Martedì a dibattito” sono aperti alla partecipazione di tutti: è richiesta la Tessera Iniziative Pec di € 20,00, valida anche per le Domeniche bibliche. La Tessera include l’abbonamento al periodico di informazione e cultura il Momento, a cura di Presenza e Cultura. Info e prenotazione per assistere agli incontri presso la segreteria PEC e-mail pec@centroculturapordenone.it, tel 0434 365387. La partecipazione agli incontri PEC, in streaming, sarà possibile solo su prenotazione.

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In copertina, don Luciano Padovese che parlerà dei problemi di coppia.