Giubileo delle Cooperative pordenonesi: una grande festa sabato ai Vivai Rauscedo

Un cammino simbolico, l’incontro con il vescovo e un gesto di speranza consegnato nelle mani di ogni partecipante. Sarà questo il cuore del Giubileo delle Cooperative, in programma sabato 18 ottobre a Rauscedo, promosso da Confcooperative Pordenone in collaborazione con la Diocesi di Concordia-Pordenone. L’iniziativa si inserisce nell’anno del Giubileo “Pellegrini di Speranza”, voluto da Papa Francesco e dell’International Year of Cooperatives, promosso a livello globale per celebrare il ruolo delle cooperative nello sviluppo economico e sociale. Un’occasione per riscoprire il senso profondo dello stare insieme, nel segno della solidarietà, dell’impegno comune e del radicamento nel territorio. Partecipazione libera, con invito esteso ai soci e dipendenti della cooperative e loro familiari.
“Il Giubileo delle Cooperative è un’occasione importante per stare insieme – dice Fabio Dubolino, presidente di Confcooperative Pordenone – e per ricordare i valori su cui si basa la cooperazione contenuti nella Dottrina Sociale della Chiesa, a cui Confcooperative fa riferimento nello statuto per recuperarli e metterli in pratica. Anche i gesti previsti, come il cammino e la barbatella che porteremo a casa, ci ricordano da dove veniamo e ci invitano a guardare al futuro con più speranza. Sarà anche l’occasione per dialogare con la Diocesi e le Parrocchie per il rilancio del modello cooperativo. Grazie a Luigi Piccoli, già presidente di Confcooperative Pordenone ed attuale referente del Settore Lavoro del Servizio diocesano, al nostro assistente spirituale don Flavio Martin e alla nostra consigliera Laura Bertolin per il grande lavoro di preparazione e avvicinamento a questa tappa. Ringraziamo anche Vivai Cooperativi Rauscedo, FruttaFriuli e il Comune di San Giorgio della Richinvelda per l’ospitalità durante questa importante giornata”.
Il ritrovo è fissato per le ore 10.30 nel piazzale antistante la sede secondaria di Frutta Friuli (ex Friulkiwi) in via Rio Lino a Rauscedo. Da lì, alle ore 10.45, prenderà il via un cammino giubilare che condurrà i partecipanti fino al Vcr Research Center dei Vivai Cooperativi Rauscedo. Alle 11 si terrà l’incontro con monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone, durante il quale non mancheranno testimonianze di cooperatori e riflessioni sul significato spirituale e civile del Giubileo, in un tempo segnato da grandi sfide ma anche da nuove opportunità per il mondo cooperativo. A tutti sarà donata una barbatella, giovane vite da piantare, come segno di speranza e fiducia nel domani, simbolo dello spirito cooperativo che mette radici nel territorio. A chiudere la mattinata, alle ore 12, un brindisi conviviale.

Alla festa dei Santi Patroni il grazie dell’Isola di Grado a don Anton Gavasker che presto ritornerà nel suo Sri Lanka

(g.l.) In questi anni, una preziosa presenza estiva per la Parrocchia di Grado è stata quella di don Anton Gavasker, sacerdote che entro l’anno tornerà nel suo Sri Lanka (l’ex Ceylon), nel continente asiatico, ma il suo ricordo resterà sempre vivo e colmo di gratitudine nell’Isola del Sole. «Qui – gli è stato detto durante la Messa solenne per i Santi Ermagora e Fortunato che lui stesso ha presieduto nella Basilica di Sant’Eufemia – sarai sempre di casa», tanto è l’affetto che l’ha circondato durante la sua apprezzata pastorale quale prezioso aiuto all’arciprete Paolo Nutarelli. E, a ricordo di Grado, gli sono stati fatti dei doni che ha molto gradito. Nel contempo, il grazie a don Anton ha voluto esprimere riconoscenza anche per aver “custodito” in piazza San Pietro, nella Città del Vaticano, il grande Presepe lagunare che Grado ha donato al compianto Papa Francesco in occasione dell’Anno Santo. Il rito è stato reso ancora più solenne e partecipato dai canti eseguiti dalla Corale orchestra “Santa Cecilia” diretta da Anello Boemo.

Ma, dicevamo, domenica scorsa la comunità isolana festeggiava anche i Patroni, per cui al termine della Messa i busti dei due Santi – Ermagora, primo vescovo di Aquileia, e Fortunato, suo diacono – sono stati esposti sul sagrato e alla presenza del sindaco Giuseppe Corbatto e di un foltissimo numero di fedeli monsignor Nutarelli ha impartito la tradizionale benedizione alla Città. Si è trattato, infatti, della seconda grande festa estiva dopo il “Perdon de Barbana” rinnovato, nella sua solennità e suggestione, pochi giorni prima. E, ora, altro importante appuntamento sarà a Ferragosto la Festa del Villeggiante, celebrata in occasione della solennità di Santa Maria Assunta.

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In copertina, la consegna dei doni a don Anton; all’interno, la benedizione sul sagrato alla Città dei Santi Patroni impartita dall’arciprete Paolo Nutarelli presente il sindaco Giuseppe Corbatto.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Mentre Grado era invasa dai primi turisti Barbana ha festeggiato l’apertura della “porta santa” ricordando quella tremenda notte dei pescatori un secolo fa

di Giuseppe Longo

GRADO – Mentre Grado era impegnata nelle iniziali “prove” d’estate – veramente un pienone per il Primo Maggio che, come sempre, dà avvio alla nuova stagione turistica! -, a Barbana si è vissuta ieri mattina una giornata speciale con un triplo evento: l’apertura della “porta santa” nel Santuario mariano in occasione dell’anno giubilare e della ricorrenza di San Giuseppe Lavoratore, il rinnovo del voto dei pescatori a un secolo da quella tempesta in mare che li risparmiò, il ricordo del giovane Egidio Bullesi. Nel contempo, non potevano mancare un omaggio alla memoria di Papa Francesco e una preghiera per l’elezione del suo successore. Una mattinata che ha anticipato di un paio di mesi il tradizionale “Perdon” della prima domenica di luglio, ma che ha offerto una simile emozione per la bella opportunità, in una magnifica giornata di sole, di raggiungere l’isoletta in mezzo alla Laguna tanto cara ai gradesi e a tutto il Friuli. Come pure ai turisti, anche stranieri, soprattutto di lingue tedesca, presenti ieri in gran numero.


Lasciato il porto mandracchio, alcuni pescherecci – presente anche l’arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli -, hanno raggiunto in località Pampagnola la briccola con la statua della Madonnina del Mare che volle innalzare l’indimenticato monsignor Silvano Fain. E dopo il “saluto” alla Beata Vergine, hanno attraversato il ponte girevole, la cui breve chiusura aveva tuttavia creato lunghe file di autovetture in entrata e in uscita dall’Isola del sole, tanto era il movimento turistico di ieri mattina e poi per tutta la giornata. Tanto che la stessa cosa si è ripetuta al rientro del corteo di barche, prima del nuovo omaggio alla Vergine in Pampagnola.
I pellegrini con una folta rappresentanza dei pescatori di Grado e dell’Associazione marinai d’Italia, presente anche il sindaco Giuseppe Corbatto, sono quindi arrivati a Barbana dove, con una processione guidata dallo stesso presule, presenti l’arciprete di Grado Paolo Nutarelli, intervenuto con monsignor Mauro Belletti, che si occupa soprattutto della comunità di Fossalon, altri sacerdoti della zona, tra cui il parroco di Cervignano Sinuhe Marotta, e i benedettini brasiliani che da qualche anno si occupano del complesso monastico con il loro priore, Ângelo Alves de Oliveira. Dinanzi al portale del Santuario, proclamato Chiesa giubilare, è avvenuta, appunto, la suggestiva cerimonia di apertura della “porta santa” da parte dell’arcivescovo Redaelli. Poi, all’interno, è seguito il rinnovo della devozione dei pescatori gradesi per lo scampato pericolo di cent’anni fa. È stato Leonardo Tognon, con la consueta efficacia, a rievocare quella drammatica notte in mare raccontata dal grande quadro che venne realizzato dal pittore secessionista Joseph Maria Auchentaller: dopo aver invocato la Madonna di Barbana, ebbero salva la vita tutte le 315 persone che facevano parte della flotta di 56 barche da pesca. Un altro quadro dedicato al centenario è stato donato al Santuario dalla Cooperativa pescatori di Grado. Quindi, la celebrazione della Messa solenne, non solo per ricordare quella tremenda esperienza rinnovando il grazie a Maria, ma appunto per celebrare l’inizio dell’Anno Santo isolano che durerà, con la concessione delle indulgenze, fino a settembre, quindi tutti i mesi estivi che registrano il maggior afflusso di pellegrini e turisti.
Al termine del rito – accompagnato dalla Corale Santa Cecilia che, con la direzione di Anello Boemo, oltre a cantare la sempre bella Messa gregoriana, ha eseguito vari inni tra cui il Regina Coeli post-pasquale e il tanto amato Madonnina del Mare – sul sagrato è seguita, come detto, una breve ma significativa cerimonia per commemorare il venerabile Egidio Bullesi, il giovane marinaio di Pola, dell’Ordine francescano secolare, morto ad appena 23 anni nel 1929 a causa di una grave malattia.

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In copertina, l’arcivescovo Carlo Redaelli e monsignor Paolo Nutarelli al rito sul sagrato presente il sindaco Giuseppe Corbatto; all’interno,  la processione a Barbana, l’apertura della “porta santa”, l’arciprete di Grado, Leonardo Tognon durante la rievocazione, il rappresentante della Cooperativa pescatori e l’omaggio all’altare della Vergine Maria; infine, la Madonnina del Mare in Pampagnola.

Stasera a Ciconicco la Passione di Cristo che da 47 anni si rinnova sulle colline. E ora sarà nel ricordo di Papa Francesco

(g.l.) Dopo il rinvio del Venerdì Santo a causa del maltempo, la Sacra rappresentazione della Passione di Ciconicco è confermata per oggi 26 aprile, quando peraltro ci sarebbe stata la replica della ormai storica manifestazione pasquale organizzata dall’associazione culturale “Un grup di amis”. Le previsioni meteo dell’Osmer Fvg, infatti, lasciano ben sperare per la serata.
La 47ª edizione andrà in scena, dunque, stasera alle ore 21, come sempre nello scenario suggestivo delle colline della frazione di Fagagna. L’evento – che, a causa del rinvio, avviene nel ricordo di Papa Francesco del quale proprio stamane si celebrano i funerali – vedrà la partecipazione di oltre 200 tra attori, figuranti e volontari del paese. Prima dello spettacolo, che avrà una durata di circa un’ora, sarà osservato un breve momento di silenzio in ricordo di Papa Francesco, e poi la Via Crucis vivente avrà regolare svolgimento, come assicurano i suoi promotori. Non è prevista prenotazione dei posti, per cui sono disponibili circa 400 sedie libere, ma si consiglia di arrivare con un po’ di anticipo. È possibile assistere anche in piedi o portare con sé una coperta o un telo su cui sedersi sul prato, che a causa anche della pioggia di oggi sarà sicuramente umido. Il tutto, comunque, avrà luogo compatibilmente con le condizioni meteo.
La Sacra rappresentazione quest’anno ha per titolo “Umbra et Lux”, cioè Ombra e Luce, e si rifà alle suggestive atmosfere della grande arte pittorica di Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Ricordiamo che testo, sceneggiatura e regìa sono di Luca Ferri; consulenza costumi di Luca Ferri ed Emmanuela Cossar; scenografie, idea e progettazione ancora di Luca Ferri; realizzazione di Luigina Tusini, artista/scenografa; aiuto di Elisabetta Ferrandino. L’immagine, invece, è di Erica Candotti.
«La Passione di Cristo a Ciconicco: una tradizione viva e in continua evoluzione. Ogni anno, quando il sipario ideale si alza sulle affascinanti colline della Sacra Rappresentazione di Ciconicco – scrive nell’opuscolo informativo il presidente Andrea Schiffo, che coordina la complessa macchina organizzativa assieme a Flavio Sialino, storico ideatore e promotore della Via Crucis vivente -, sappiamo di non portare in scena solo un evento, ma un pezzo della storia e dell’identità della nostra comunità. Giunta alla sua 47ma edizione, questa tradizione non è solo una rievocazione, ma un patrimonio ed un’esperienza collettivi che, con impegno e passione, continuiamo a tramandare. Il nostro sforzo è rivolto a mantenere viva la Passione, non solo custodendone il significato profondo, ma anche rinnovandone la forma e i contenuti». La Sacra rappresentazione di Ciconicco beneficia anche del sostegno e dell’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

www.ciconicco.it

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In copertina, la Flagellazione di Cristo interpretata dal grande Caravaggio.

“Fratelli Tutti”, un tributo musicale per onorare la memoria di Papa Francesco con appuntamenti a Caorle e a Sacile

L’associazione L’Arte della Musica di Zoppola rende omaggio alla figura di Papa Francesco con due concerti-evento ispirati all’enciclica “Fratelli Tutti”. Il documento del Pontefice argentino, con il suo linguaggio universale di pace, inclusione e fratellanza, fa da filo conduttore a quest’opera corale che celebra l’eredità spirituale di Bergoglio. Gli appuntamenti in programma sono per domani, 26 aprile, alle ore 20.45, nel Duomo di Santo Stefano a Caorle e il 17 maggio, sempre alle 20.45, al Teatro Zancanaro di Sacile. L’ingresso è libero.

Il primo spettacolo è sostenuto dalla Città di Caorle, mentre il secondo, patrocinato anch’esso dal Comune, è inserito nel programma della Settimana della Cultura di Sacile oltre che all’interno della rassegna “Note Sconfinate”, giunta alla terza edizione. Concepita come un’opera corale e scenica, “Fratelli Tutti” coinvolge 65 artisti tra musicisti e coristi che daranno vita a 15 brani originali, rileggendo in chiave musicale i temi centrali dell’enciclica: inclusione, pace, giustizia, spiritualità condivisa.
Alla guida del progetto, il direttore artistico Nicola Milan, che descrive l’opera come «una cantata scenica capace di tradurre in musica il messaggio di Papa Francesco. Rileggiamo la sua enciclica alla luce dell’attualità, laicizzandola, per proporla come opera universale: un invito alla riflessione sull’esistenza e sulla fratellanza. Oggi, con la sua scomparsa, queste parole assumono un significato ancora più profondo e toccante».

L’opera si nutre delle suggestioni della contemporary Christian music e del gospel, con arrangiamenti che spaziano tra generi e sensibilità. Sul palco, artisti di altissimo livello: Giuseppe Vitale al basso, Nicola Mansutti al violino, Andrea Musto al violoncello, Jacopo Zanette alla batteria, Enrico Casarotto alla chitarra. Saranno presenti, inoltre, le splendide voci dei cori gospel Revelation Gospel Project, diretti da Francesca Ziroldo, e Seventh Note Gospel Lab, diretti da Manuel Ziroldo, e il coro di voci giovanili VocinVolo, diretto da Lucia Follador. A intrecciare parola e musica, la voce narrante dell’attore Paolo Mutti, che interpreterà alcuni passaggi dell’enciclica creando un potente dialogo tra riflessione e arte.
«Questa cantata è molto più di un concerto – conclude Milan – è un momento di raccoglimento collettivo, una riflessione musicale sulla nostra umanità. Un omaggio a Papa Francesco e al suo straordinario messaggio, che oggi risuona con ancora maggiore urgenza e potenza».

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In copertina e all’interno immagini dello spettacolo che i suoi protagonisti avevano proposto l’anno scorso a San Vito al Tagliamento.

A Grado dopo i riti epifanici sipario sui tanti presepi. E oggi ultimo giorno anche per la “Natività” di Piazza San Pietro

(g.l.) Con la odierna festa del Battesimo di Gesù, si concludono le celebrazioni del lungo ciclo natalizio che è culminato anche a Grado con i riti dell’Epifania, tra i quali ha avuto particolare rilevanza, per il suo significato, la benedizione dei bambini che si è rinnovata domenica scorsa, vigilia epifanica, nella Basilica di Sant’Eufemia, con la partecipazione dell’arciprete Paolo Nutarelli e di monsignor Mauro Belletti.

La benedizione di bambini e ragazzi.

E con il finire delle feste cala il sipario anche sui tanti presepi che hanno raccontato la nascita di Nostro Signore – il Verbo che si fece carne – qualificando Grado a livello regionale. Proprio oggi, si conclude anche l’esposizione del Presepe monumentale che l’Isola ha allestito in piazza San Pietro, dinanzi alla Basilica vaticana: la diretta per l’Angelus ne ha appena rilanciato stupende riprese. Un’opera bellissima che ha riproposto un angolo di laguna, con il tipico “casòn”, di un secolo fa, le cui immagini hanno fatto il giro del pianeta attraverso i collegamenti in mondovisione in occasione della benedizione Urbi et Orbi e della solenne inaugurazione del Giubileo 2025 con l’apertura della Porta Santa la Notte di Natale, e dinanzi alla quale è sostato in preghiera e contemplazione anche Papa Francesco. Si conclude, dunque, una straordinaria esperienza per la comunità di Grado che ha avuto l’onore di rappresentare il Friuli Venezia Giulia – appena dopo due anni dopo quella di Sutrio – con la rappresentazione della Natività nella piazza più famosa del mondo. Chi non ha avuto l’opportunità vedere di persona il Presepe di Roma, ha potuto ammirarne la riproduzione in scala ridotta esposta al Palacongressi di Città Giardino.

Il Papa dinanzi al Presepe di Grado.

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In copertina, la Basilica patriarcale durante la bellissima cerimonia della benedizione epifanica dei bambini.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

A Grado una preoccupata riflessione sui giovani di monsignor Nutarelli la Notte di Natale, ma con il pensiero rivolto a Roma in Piazza San Pietro dove quel “casone” fa riecheggiare la storia millenaria dell’Isola

di Giuseppe Longo

L’ha enunciato soltanto come una «parentesi», ma è senza dubbio uno degli elementi centrali, e forse anche il più pressante, della riflessione natalizia di monsignor Paolo Nutarelli per le importanti problematiche che sottende. Nella giornata in cui si celebra Santo Stefano Protomartire – il primo, cioè, ad aver pagato con la vita la sua fedeltà a Cristo -, ricordiamo infatti quanto l’arciprete di Grado ha affermato la Notte di Natale nella Basilica di Sant’Eufemia: «Non mi spaventa che i ragazzi, i giovani non vengano in Chiesa, mi spaventa la difficoltà di interiorizzazione che spesso hanno, mi spaventa una società che li educa al successo, ad essere belli e vincenti, e non li aiuta a far emergere le domande esistenziali che ogni uomo porta in sé, domande che nessuna Intelligenza Artificiale o gioco online può cancellare. E quando queste domande escono – vedi ad esempio la malattia, la morte di una persona cara, lo stesso insuccesso scolastico – loro si sciolgono perché sono terribilmente fragili».

La Natività raccontata a Roma…

… e a Grado.


Ma don Paolo non poteva cominciare la sua profonda e meditata omelia senza fare riferimento a quel meraviglioso Presepe – senza dubbio uno dei più belli e significativi finora realizzati! – che Grado ha donato alla Chiesa universale. «Siamo qui, ma il nostro cuore è a Roma in Piazza San Pietro, dove la nostra millenaria storia riecheggia dentro un Casone nel quale Gesù nasce. In queste settimane, nei molteplici incontri che abbiamo vissuto con le associazioni, abbiamo sottolineato la bellezza di quanto è stato fatto ma soprattutto, l’importanza del metterci insieme, del come è stato realizzato questo grande sogno. Ancora una volta, da questo luogo, il mio grazie a tutti e dico tutti per la grande realizzazione del Presepe di San Pietro. Questa sera, però, vorrei, andare sì in San Pietro ma con Papa Francesco soffermarmi sulla Porta Santa che ha aperto facendo iniziare così il Giubileo del 2025». E proprio dal gesto iniziale di questo grande evento della cristianità, che si ripete puntuale ogni venticinque anni, l’arciprete ha osservato che «la Porta è un simbolo meraviglioso: porta aperta, porta chiusa, sbattere una porta in faccia, prendere una porta in faccia, aprire la porta, oltrepassare la porta, essere noi porte aperte, essere noi porte chiuse. E legati alle porte i verbi “entrare”, “uscire”». E a tale proposito, monsignor Nutarelli ragionando «a voce alta», ha proposto ai fedeli raccolti in Sant’Eufemia – il massimo tempio di Grado, carico di storia legata all’età patriarcale – tre efficaci “immagini” per indurre alla riflessione, che riportiamo integralmente per la profondità del loro contenuto.

«Prima Immagine: la Porta t’invita ad entrare, la porta è scegliere di lasciare qualcosa per varcare ciò che spesso non si conosce. La novità ci fa paura: in ogni ambito ciò che non si conosce rischia di bloccarti e quindi ti impedisce di crescere, di maturare. La porta t’invita a varcare l’uscio. E la Vita spesso ti dà una spinta. Sono le variabili della vita che ti obbligano a rimetterti in gioco, che ti chiedono di metterti in discussione. Qualche volta mettono in soqquadro l’esistenza e improvvisamente acquisti una maggiore consapevolezza di ciò che tu sei e quali sono i criteri cui tu stai vivendo. Domandiamoci: quali sono questi nostri criteri? I soldi? Il guadagno senza regole? L’apparire? Il successo? A scapito di cosa? Delle relazioni familiari, della propria salute? Cambiare, la Porta è simbolo di cambiamento».
«Seconda Immagine: la Porta è il luogo degli incontri. Quando uno ti bussa alla porta e tu apri, c’è un incontro. Quindi la porta è la soglia in cui tu incontri l’altro. È bello allora attraversare la porta o lasciare che l’altro l’attraversi per entrare nella nostra casa, nel nostro mondo, nella nostra vita. Quante persone incontriamo nelle nostra vita, quante persone hanno lasciato una traccia di bello nella nostra vita, abbiamo bisogno di incontrarci, abbiamo bisogno di metterci insieme. Mi domando se siamo persone di relazione o invece persone che chiudono, rompono i rapporti. Talvolta non è facile, ma non permettiamo che le porte sbattute in faccia ci rendano persone cattive, ostili, menefreghiste degli altri. Il mondo cambia quando collaboriamo, quando viviamo la solidarietà, quando ti spendi per l’altro».
«Terza Immagine: la Porta è Cristo, Gesù significa “Dio Salva”. Mi piace pensare a voce alta che in definitiva Gesù è la porta che ci permette di rinascere. Che sia un Natale in questo senso: far nascere Dio nella nostra esistenza per poter trovare noi stessi, vivere la relazione con Cristo è arricchente. Come Comunità Cristiana dobbiamo annunciare la bellezza della Fede in Lui, mai imporre la Fede ma proporre lo stile di Cristo per dare slancio alla vita. E mi chiedo: quale porta pensiamo di dover ancora aprir per ritrovare speranza, capacità di dialogo, comprensione reciproca, pazienza nel vivere le difficoltà della vita, coraggio di perdonare, scoperta della bellezza del tempo dedicato alla contemplazione?».
E proprio a questo punto il parroco di Grado ha aperto la parentesi dedicata ai giovani, di cui si è detto all’inizio, affermando poi: «Concludo con un’altra porta, la porta della Basilica di Betlemme: è molto piccola, bassa e per entrare bisogna non solo abbassare la testa, ma curvarsi. Mi piace pensare che questo farsi piccoli è, in fondo, metafora della vita. Ti chiede di liberarti da ciò che è in più. Da una parte mi dice che per trovare Dio devi farti piccolo e non avere paura di abbassarti (gli orgogliosi difficilmente incontrano Dio); dall’altra, per entrare per una porta piccola devi liberarti di zaini e fardelli pesanti. Il mio augurio di Natale, può sembrare banale: auguriamoci di non essere “complicati”, di essere semplici, capaci di semplificare le cose. Abbiamo bisogno di persone così! E quando riusciremo a semplificarci la vita, o meglio quando riusciremo a capire le vere cose fondamentali dell’esistenza,ci accorgeremo di Dio e sperimenteremo la vera gioia. Quella dei pastori, quella degli angeli, quella di chi ha trovato il senso della vita. Buon Natale!».

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In copertina e all’interno alcune immagini delle celebrazioni in Basilica presiedute dall’arciprete Paolo Nutarelli.

Notte di Natale, Grado in Mondovisione con il suo Presepe mentre il Papa aprirà la Porta Santa. E domani nell’Isola la Messa solenne sarà celebrata in latino

(g.l.) Grado con il suo Presepe in Mondovisione! Questa sera il Papa darà il via al Giubileo 2025 con la solenne apertura della Porta Santa nella Basilica vaticana, rinnovando un gesto simbolico che si ripete puntualmente ogni venticinque anni. E su questo importantissimo evento della Notte di Natale saranno puntati gli obiettivi delle Tv di tutto il pianeta per rilanciare il messaggio della Luce che torna a risplendere. E non mancheranno di fare degli “zoom” anche su Piazza San Pietro e sul meraviglioso Presepe allestito quest’anno proprio da Grado sotto l’obelisco più famoso del mondo. Una grande soddisfazione, dunque, per l’Isola d’oro che ripaga del lungo e impegnativo lavoro fatto da una quarantina di volontari per ricreare nella Capitale del Cattolicesimo l’ambiente lagunare di un secolo fa con al centro il “casòn” all’interno del quale questa sera verrà deposto il Bambino Gesù.
Nell’Isola, invece, entrano nel vivo le celebrazioni natalizie che sono state precedute dalla tradizionale Novena. I riti principali si terranno, ovviamente, nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia dove questa sera, alle 22, ci sarà la Messa della Notte Santa, mentre domani alle 10 sarà celebrata, in lingua latina, quella solenne del Giorno: entrambe le celebrazioni saranno accompagnate dalla Corale orchestrale “Santa Cecilia” che eseguirà la bellissima “Messa Pastorale” di Luigi Ricci.

Monsignor Paolo Nutarelli


«Martedì 24 dicembre, alle ore 19, Papa Francesco aprirà la Porta Santa di San Pietro in Roma: inizierà, così, il Giubileo del 2025 che si concluderà nell’Epifania del 2026. Il Papa, quindi, oltrepasserà per primo la soglia della Porta ed inviterà a seguire il suo esempio a quanti giungeranno a Roma nel corso dell’Anno, per esprimere la gioia dell’incontro con Cristo Gesù, nostra speranza. Il Giubileo sarà, quindi, un momento di rinnovamento spirituale, di conversione e di riconciliazione; si potrà ottenere l’indulgenza plenaria», ha scritto su “Insieme” – il notiziario settimanale della Parrocchia arcipretale – monsignor Paolo Nutarelli, che ha aggiunto: «L’indulgenza plenaria è una grazia speciale, concessa dalla Chiesa cattolica, che permette ai fedeli di ottenere la remissione totale delle pene temporali dovute ai peccati. In altre parole, l’indulgenza plenaria cancella completamente le conseguenze terrene dei peccati, offrendo una sorta di “reset” spirituale. È importante sottolineare che l’indulgenza non è un perdono dei peccati in sé, ma piuttosto un atto di misericordia che libera dalle pene associate ai peccati». Don Paolo ha ricordato, infine, che per l’apertura del Giubileo in Diocesi, l’arcivescovo Carlo ha invitato tutte le Comunità a ritrovarsi a Gorizia (domenica 29 dicembre), alle ore 15.30, nella Chiesa dei Cappuccini. Seguirà la processione in Cattedrale, con la sosta all’esterno del carcere.
Ma questo avverrà nel capoluogo isontino – dove appunto anche i “graisani” sono invitati – a fine settimana. Oggi, invece, l’attenzione dei credenti sarà tutta focalizzata sui riti del Natale e, attraverso gli schermi televisivi, su quanto accadrà a Roma, a due passi da quel meraviglioso Presepe che Grado ha donato al Papa, ma anche al mondo cristiano intero. Presepe che, in scala ridotta, può essere ammirato anche al Palacongressi di Città Giardino e che quest’anno, logicamente, è anche quello che suscita il maggior interesse fra quelli, numerosissimi, che l’Isola allestisce ogni anno facendone un importante motivo di attrazione durante le festività.

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In copertina, il “casòn” del Presepe allestito da Grado in Piazza San Pietro che aspetta l’arrivo del Bambinello.

Migliaia di Presepi assieme alle Pro Loco con l’orgoglio che quello di Grado in Vaticano rappresenta tutta la regione Fvg

Quanti presepi delle Pro Loco in Friuli Venezia Giulia! A Udine, nella sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è stata presentata, infatti, l’edizione 2024 di “Presepi Fvg – La tradizione che prende forma”, contenitore degli eventi natalizi del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia. Al centro del programma il messaggio di speranza scelto da Papa Francesco per il Giubileo 2025 che sarà inaugurato contestualmente all’apertura della Porta Santa nella Basilica vaticana il 24 dicembre, la Notte di Natale. Poco distante, in Piazza San Pietro, c’è quest’anno un grande Presepe proveniente proprio dal Friuli Venezia Giulia e realizzato dagli artisti di Grado (tra cui Lorenzo Boemo, del quale un presepe è stato mostrato in conferenza stampa assieme a un altro realizzato dal presepista Sessolo di Udine e a uno di Reana del Rojale, fatto con gli “scus”). L’Isola d’Oro ripete, dunque, la presenza della nostra regione in Vaticano a poca distanza dal grande Presepe in legno di Sutrio, che era stato allestito appena due anni fa, con una bellissima opera che propone la nascita del Salvatore in un “casòn” della Laguna nel contesto ambientale degli anni Venti del secolo scorso.
«Anche quest’anno – ha sottolineato il presidente del Comitato regionale, Pietro De Marchi, ringraziando tutti i partner dell’iniziativa e ricordando il grande lavoro di organizzazione della segreteria del Comitato – siamo pronti per questo periodo di festività con tante proposte pensate per valorizzare le Natività realizzate sul territorio del Friuli Venezia Giulia. Ogni personaggio del presepe, simbolo di fede e tradizione, ha una storia da raccontarci: la raccoglieremo e diffonderemo anche in questo Natale 2024, con un messaggio di speranza». «Molti dei presepi che potremo ammirare quest’anno sono opere d’arte – gli ha fatto eco il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin – e il fatto che per due volte in pochi anni siamo stati scelti dal Vaticano significa una sola cosa: qui in Friuli Venezia Giulia le cose le facciamo bene, con passione e impegno, con attenzione e anche con pignoleria quando serve». L’indomani della presentazione, il presidente De Marchi è volato a Roma con il grande orgoglio di rappresentare il Friuli Venezia Giulia e di vedere la nostra regione ancora protagonista.
Hanno espresso vicinanza al progetto presepiale, che sostengono come partner da diversi anni, Luciano Nonis, direttore della Fondazione Friuli, che ha sottolineato anche il valore di coesione sociale dell’operato delle Pro Loco e Feliciano Medeot, direttore della Società Filologica Friulana, il quale ha rimarcato il plauso per le attività con le scuole. Presente anche il consigliere del Comitato regionale Pro Loco Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa, mentre il segretario del Comitato ha illustrato la mappa georeferenziata del Giro Presepi e altri dettagli sul progetto. Presente per la segreteria del Comitato anche Sabrina Peressini. All’incontro hanno presenziato anche numerosi rappresentanti dei presepisti. Presepi Fvg coinvolge, infatti, diverse realtà del territorio, dalle Pro Loco alle altre associazioni locali e Parrocchie, dalle Scuole alle Istituzioni del Friuli Venezia Giulia. Fondamentale anche l’aspetto turistico, con numerosi visitatori che vengono ad ammirare i presepi anche da fuori regione e dei confini nazionali. Ampio riconoscimento alla valenza turistica del progetto “La Magia del Natale in Fvg” curato da PromoTurismo Fvg, attraverso la promozione e divulgazione di itinerari presepiali tra i più suggestivi della regione, un percorso per tutti che si snoda tra rassegne adatte ad accogliere anche gruppi e comitive ed esperienze a misura di famiglia, con tante attività dedicate ai più piccoli.

Gli intervenuti alla presentazione a Udine.

GIRO PRESEPI FVG – “Giro Presepi FVG”, giunto quest’anno alla 21ma edizione, è una mappa georeferenziata con oltre 160 siti censiti in Friuli Venezia Giulia. Sono 95 i centri coinvolti tra capoluoghi comunali, frazioni e località. I siti sono abbinati a utili indicazioni di quali siano fruibili liberamente nelle pubbliche piazze o chiese, mostre o esposizioni varie e quali siano adatti ai gruppi organizzati o alle famiglie. Questi ultimi sono al centro dei progetti di turismo presepiale curati da PromoTurismoFVG “La Magia del Natale in Friuli Venezia Giulia”.
In totale si tratta di oltre 2500 Natività da ammirare durante le feste in Friuli Venezia Giulia, suddivise in 12 itinerari territoriali proposti: Carnia (9 siti / 10 iniziative di cui 2 nuove); Cividale e Valli del Natisone e del Torre (11 / 21); San Daniele e Friuli Collinare (6 / 7 di cui 2 nuove); Gemonese (1 / 6 di cui 1 nuova); Gorizia, Collio e Monfalcone (5 / 9 di cui 3 nuove); Grado, Aquileia e Palmanova (9 / 12 di cui 4 nuove); Lignano Sabbiadoro (9 / 17 di cui 3 nuove); Montagna pordenonese (9 / 11 di cui 2 nuove); Pordenone e dintorni (14 / 29); Tarvisiano e Canin (4 / 6); Trieste e Carso (2 / 3), Udine e dintorni (16 / 31 di cui 2 nuove). Da aggiungere a questo novero pure gli oltre 1000 presepi accolti all’interno del Museo del Presepio di Trieste.
Sono ben 19 le novità di questo Natale 2024 nella mappa: Buja – Urbignacco “Padre e Figlio in Presepe”, Campolongo Tapogliano – Tapogliano “Rassegna Presepi”, Campolongo Tapogliano – Cavenzano “Presepe di stoffa”, Cervignano – Strassoldo “Presepi nel Borgo a Strassoldo”, Comeglians “Presepe di Comeglians”, Cormòns “Presepe del Monte Quarin”, Gemona “Rassegna 100 Presepi dal mondo”, Latisana – Bevazzana “Il Presepe di Bevazzana”, Lignano Pineta “Il Presepe di Lignano Pineta”, Monfalcone “Rassegna Presepi in Municipio”, Monfalcone – Largo Isonzo “Mostra Presepi a San Giuseppe”, Mortegliano “Il Presepe per la Comunità”, Paularo – Salino “Il Presepe di Salino”, Pinzano al Tagliamento “Presepe in Valigia”, Santa Maria la Longa – Tissano “La Via dei Presepi a Tissano”, San Vito di Fagagna “Rassegna Natale a San Vito di Fagagna”, Sedegliano – Coderno “Mostra Presepi Buon Natale Samuele”, Terzo di Aquileia “Rassegna Presepi a Terzo di Aquileia”, Tramonti di Sopra – Chievolis “Presepi a Chievolis”.
Da segnalare poi che quattro iniziative ritornano dopo qualche anno di assenza: Lestizza – Galleriano “Natale a Galleriano”, Pocenia – Torsa “Presepe monumentale di Torsa”, Sesto al Reghena “Rappresentazione Presepe vivente”, Sappada “Sappada il Paese dei Presepi”.

FAMILY EXPERIENCE – Sono 19 i siti presepiali (4 in più rispetto allo scorso anno) che propongono nel corso delle loro iniziative un programma di attività collaterali pensate specificatamente per bambini e famiglie con bambini: Sutrio con la Rassegna “Natale a Sutrio. Borghi e Presepi” propone laboratori creativi e animazioni per bambini; Malborghetto Valbruna con “Advent Pur” propone letture natalizie e corse in slitta sulla neve; Moggio Udinese con la 27ma edizione del Concorso “Presepi a Moggio – A Moggio la stella. Rassegna Presepi presso la Torre Medievale e lungo la “Via dei Presepi” propone intrattenimenti e giochi per bambini; Frisanco – Poffabro con la 27ma edizione della rassegna “Poffabro presepe tra i presepi” propone animazione per bambini durante la Festa di San Nicolò; Polcenigo con la Rassegna “Magia di un Borgo antico” propone letture per bambini, percorsi in bicicletta per famiglie, spettacoli teatrali, visite guidate e intrattenimenti vari; Spilimbergo con il “Presepio di mosaico 2024” propone visite guidate per bambini; Martignacco – Torreano con la rassegna “100 Presepi Città Fiera” propone laboratori creativi, spettacoli teatrali e animazioni per bambini; Tricesimo con la rassegna “Tutti insieme sotto lo stesso cielo. Tricesimo Natale 2024” propone diverse giornate di animazioni per bambini; Udine con la rassegna “L’arte presepiale e la natività di Gesù – Presepe di là da l’aghe. L’arte presepiale nella Destra Tagliamento” propone laboratori presepiali per famiglie e bambini; Cividale con il “Presepe storico delle suore Orsoline di Cividale del Friuli” propone visite guidate per famiglie con laboratorio manuale dedicato ai bambini; Trieste con Il “Museo del presepio” propone visite guidate per bambini in zona museale dedicata e dimostrazioni di costruzione di un presepe; Pocenia – Torsa con “E venne ad abitare in mezzo a noi – Il presepe monumentale di Torsa” propone un laboratorio musicale per bambini; Carlino con “Natale in mostra 2024 – Rassegna presepi a Carlino” propone laboratori creativi e attività per famiglie; Cordovado con “I Presepi di Cordovado – Il Presepe bianco di Piazza Cecchini” propone uno spettacolo teatrale dedicato ai più piccini; Lignano Sabbiadoro con “Il Presepe di Lignano Pineta” propone letture per bambini e animazioni per famiglie in occasione dell’Immacolata; Latisana – Aprilia Marittima con “Natale ad Aprilia Marittima – Il Presepe galleggiante” propone spettacoli di intrattenimento e giochi per bimbi; Fiume Veneto con la rassegna presepi “Dove nasce il mio Gesù” propone un laboratorio creativo per la creazione di angioletti; San Vito di Fagagna con “Natale a San Vito di Fagagna” propone laboratori creativi a tema natalizio; Tarcento con “Presepe del Comune e laboratori presepistici” propone un laboratorio creativo per la realizzazione di un presepe.

PRESEPI FVG A TRIESTE – Prosegue la collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per l’iniziativa “Presepi Fvg a Trieste”, che vede l’esposizione di diverse opere presepiali, realizzate da artisti e appassionati, presso le sedi istituzionali del Consiglio Regionale e della Giunta Regionale a Trieste.

CONCORSO PRESEPI NELLE SCUOLE – Il Concorso Scuole dell’Infanzia e Primarie del Friuli Venezia Giulia quest’anno verte sui contenuti dell’Anno Santo 2025 dal titolo “Il Giubileo della Speranza” e coinvolge alunni, insegnanti, famiglie ed enti del territorio regionale in una ricca esperienza di lavoro, di dialogo e di condivisione, per contribuire a maturare nei bambini, i protagonisti principali di questo progetto, il senso del rispetto, della collaborazione, del piacere tattile ed emozionale legati alla costruzione del presepe, in uno spirito di festa e di attesa. Si tratta della 20ma edizione.
Saranno valorizzati quei casi in cui vi è inserimento del progetto presepiale nei programmi annuali interdisciplinari, con il coinvolgimento di più classi, con la collaborazione di famiglie, enti e associazioni del territorio, con l’uso di materiali naturali e/o riciclati. I premi assegnati dalla giuria, che saranno consegnati direttamente nelle sedi scolastiche e consistono in buoni acquisto di materiale didattico, andranno alle prime cinque scuole primarie e alle prime cinque dell’infanzia, oltre a pubblicazioni in lingua friulana.
Anche in questa edizione del Concorso nelle Scuole il Gruppo Editoriale Mediafriuli assegna un ulteriore premio speciale in base alle preferenze espresse dai propri lettori e telespettatori. Infatti, Grande novità di quest’anno: saranno utilizzate due piattaforme, sul settimanale “La Vôs dai Furlans” saranno a disposizione i coupon per il voto nelle uscite del 27 dicembre e 10 gennaio, mentre su tutte le smart tv, accedendo a Telefriuli (dal canale 11 del telecomando) si potrà scegliere il presepe preferito con un semplice click sul telecomando. Al termine del concorso, alla scuola che raccoglierà più voti verrà assegnato in premio un buono di acquisto di materiale didattico.

Il grande Presepe di Grado in Vaticano.

Tutti i progetti rientranti nell’iniziativa PRESEPI FVG sono realizzati a cura dell’UNPLI Friuli Venezia Giulia APS – Comitato Regionale Pro Loco, con il sostegno della Fondazione Friuli, il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Consiglio Regionale, la collaborazione dell’Agenzia regionale PromoTurismoFVG, della Società Filologica Friulana, di 100 Presepi Città Fiera e degli Operatori Volontari di Servizio Civile Universale, nonché con il contributo di Civibank Banca di Cividale Spa – Società Benefit. Media partner Il Gruppo Editoriale Media Friuli (Telefriuli, Il Friuli, La Vôs dai Furlans), Radio Punto Zero, Il Paîs e rivista Giro Fvg.

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In copertina, un’immagine del bellissimo Presepe del gradese Lorenzo Boemo.

Il Presepe di Grado lodato anche dal Papa. E non poteva esserci regalo migliore per i bravissimi volontari

di Giuseppe Longo

«All’ombra del grande abete, poi, il Presepe riproduce un “casone” della Laguna gradese, una di quelle case di pescatori che venivano costruite con fango e canne e dove gli abitanti delle “mote”, le piccole isolette lagunari, condividevano, durante il duro lavoro della pesca, le gioie e i dolori della vita di ogni giorno. Anche questo simbolo ci parla del Natale, in cui Dio si fa uomo per aver parte fino in fondo alla nostra povertà, venendo a costruire il suo Regno sulla terra non con mezzi potenti, ma attraverso le deboli risorse della nostra umanità, purificate e fortificate dalla sua grazia». Sono le parole che Papa Francesco ha pronunciato sabato mattina nell’Aula Paolo VI, prima dell’inaugurazione pomeridiana, vigilia dell’Immacolata, del grande Presepe che Grado ha offerto alla Città del Vaticano allestendolo in Piazza San Pietro. E non poteva esserci regalo migliore per i bravissimi volontari, artigiani e artisti, ma anche per i loro coordinatori, Adelchi Felice Quargnali, dei Portatori della Madonna di Barbana, e Antonio Boemo, che è stato anche l’ideatore della riuscitissima iniziativa e che ha quindi visto realizzato quel sogno meraviglioso che inseguiva da anni: quello che fosse anche l’Isola d’oro fra le località scelte per dar vita, quando possibile, alla scena della nascita di Gesù sotto l’obelisco più famoso del mondo. Parole che hanno riempito di gioia e di orgoglio anche la folta delegazione arrivata a Roma dal Friuli Venezia Giulia – circa cinquecento persone! – e che era guidata dall’arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli, dall’arciprete e dal sindaco di Grado, Paolo Nutarelli e Giuseppe Corbatto. Ma, come già riferito, c’erano anche, per la Regione Fvg, il presidente del Consiglio Mauro Bordin, il vicegovernatore Mario Anzil e l’assessore Fabio Scoccimarro.

«Circa il Presepe – ha osservato ancora il Santo Padre -, c’è un altro segno che vorrei evidenziare: i “casoni” sono circondati dall’acqua e per andarci ci vuole la “batela”, la tipica imbarcazione a fondo piatto che permette di spostarsi sui fondali bassi. E anche per giungere a Gesù ci vuole una barca: la Chiesa è la barca. Non lo si raggiunge “in solitaria” – mai –, lo si raggiunge insieme, in comunità, su quel piccolo-grande battello che Pietro continua a guidare e a bordo del quale, stringendosi un po’, c’è sempre posto per tutti. Nella Chiesa sempre c’è posto per tutti. Qualcuno può dire: “Ma per i peccatori?”. Questi sono i primi, sono i privilegiati, perché Gesù è venuto per i peccatori, per tutti noi, non per i santi. Per tutti. Non dimenticatevi questo. Tutti, tutti, tutti dentro». E una bella riproduzione della “batela” è stata donata al Vescovo di Roma dagli stessi Boemo e Quargnali.
Le parole del Pontefice sono state, dunque, il suggello di questo grande impegno che ha visto lavorare per un paio d’anni – e soprattutto in queste ultime settimane – una quarantina di volontari con tanta disponibilità ed estro creativo non comune, dando vita a un’opera che in questi giorni – ma fin dal momento in cui sabato sera sono stati accesi i riflettori – ha ottenuto unanimi apprezzamenti sia fra coloro che l’hanno ammirata di persona, sia fra le migliaia di persone che l’hanno potuta vedere attraverso i mezzi di comunicazione che hanno dato grande risalto alle realizzazioni di Grado e di Ledro, la cittadina del Trentino che ha portato nella piazza più conosciuta della Cristianità un Albero di Natale davvero gigantesco. E tantissime saranno quelle che potranno ammirare queste opere fino al 12 gennaio prossimo, in particolare durante le imminenti festività che saranno avviate la Notte di Natale dalla solenne apertura della “Porta Santa” che inaugurerà il Giubileo 2025.

«Grande onore l’attenzione
di Papa Francesco per Fvg»

«Incontrare il Santo Padre e omaggiarlo con il volume dedicato al Monte Lussari, una delle meraviglie della nostra regione, è una fortissima emozione che si accompagna all’entusiasmo per l’ormai imminente scopertura del Presepe di Grado in Piazza San Pietro. Per la seconda volta nell’arco di pochi anni un Presepe realizzato in Friuli Venezia Giulia viene scelto per abbellire la più importante piazza della Cristianità in occasione delle festività natalizie: un grande onore che ripaga gli sforzi compiuti da tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del magnifico Presepe dell’Isola del sole, a partire dal curatore del progetto Antonio Boemo». È quanto ha affermato il vicegovernatore con delega alla Cultura, Mazio Anzil, al termine dell’udienza con Papa Francesco avvenuta nell’Aula Paolo VI del Vaticano, durante la quale l’esponente della Giunta Fedriga ha omaggiato il Pontefice con il volume “Il monte inondato di luce: Lussari” di Helmut Tributsch. Anzil ha rimarcato che «quest’anno il Santo Padre ha dimostrato un’attenzione particolare per il Friuli Venezia Giulia: a gennaio è stata annunciata ufficialmente la sua visita a Trieste di luglio, in occasione della cinquantesima Settimana sociale dei cattolici e ora il 2024 si chiuderà con il Presepe di Grado in Piazza San Pietro. Non possiamo quindi che esserne fieri e ringraziare il Pontefice a nome di tutti i cittadini della nostra regione». All’evento, che anticipava l’inaugurazione del Presepe prevista per il pomeriggio, hanno preso parte, tra gli altri, anche l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, sviluppo sostenibile ed energia, Fabio Scoccimarro,e il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, oltre a numerosi rappresentanti istituzionali del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, Antonio Boemo spiega a Papa Francesco come è fatto il Presepe realizzato da Grado prima di donargli una riproduzione della tipica “batela”. All’interno, il Pontefice dialoga con monsignor Nutarelli, il sindaco Corbatto e il presidente Bordin; infine, il Santo Padre durante il suo discorso e l’arciprete gradese con i generosi volontari isolani.

Qui sopra, il vicegovernatore Anzil dona il libro sul Monte Lussari al Santo Padre; l’assessore con il presidente Bordin e il collega Scoccimarro, e poi dinanzi al Presepe; la delegazione Fvg con il cardinale Alzaga, responsabile del Governatorato Vaticano.

Foto Ottica Marocco Grado
Enrico Cester
Regione Fvg