A Savorgnano c’è “Art in Tor” una nuova proposta dopo la Quarte d’Avost coronata a Povoletto dagli spettacolari fuochi

(g.l.) Non si è ancora spenta l’eco della “Quarte d’Avost” di Povoletto, i cui festeggiamenti sono stati conclusi martedì sera da un grandioso e applauditissimo spettacolo pirotecnico, che nella frazione di Savorgnano si è appena alzato il sipario su una nuova e importante iniziativa. Si tratta del Festival “Art in Tor 2024” organizzato dai Guardiani del Torre in collaborazione con le associazioni locali e con il Club per l’Unesco di Udine.

La manifestazione ha preso il via nel tardo pomeriggio di ieri con la cerimonia inaugurale, seguita al calare della notte dai Racconti attorno al fuoco con Paolo Paron e Teresa Pitton con gli intermezzi d’arpa di Luigina Feruglio e le danze spontanee di Elisabetta Spagnol. Numerose le iniziative per le giornate di oggi, domani e domenica, quando la manifestazione giungerà al termine. Tutte avranno luogo nel Parco “Tra le Tôr e lis Culinis” dove ogni giorno viene allestito anche un mercatino dell’artigianato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.
Intanto, come si diceva, è calato il sipario sulla tradizionale sagra di Povoletto capoluogo, incentrata sulla ricorrenza della Madonna della Cintura. Festeggiamenti che hanno visto collaborare la Pro Loco di Luca Beltrame con i Beni Marsure presieduti da Paolo Dallagnese. Molto apprezzata una mostra di pittura promossa nell’ambito delle numerose iniziative ideate per ricordare adeguatamente i 350 anni di vita dell’ente benefico. Il tutto coronato, appunto, dagli spettacolari fuochi artificiali che hanno cominciato a scoppiare nel cielo di Povoletto alla mezzanotte di martedì.

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In copertina e qui sopra due immagini dello spettacolo pirotecnico di Povoletto.

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A Pradielis va in scena Artintor 2023 ovvero quando l’arte si allea con i “guardiani” per la difesa del Torre

(g.l.) “Artintor 2023” è il titolo della bella e importante manifestazione che I guardiani del Torre in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine hanno organizzato da oggi a domenica a Lusevera, capoluogo dell’Alta Val Torre. Sottotitolo della sicuramente originale proposta, e che ne svela anche gli obiettivi, è “Saper vedere per custodire il fiume”, come dire un impegno, che si auspica il più corale possibile, per salvaguardare l’ambiente in cui nasce, si forma e si sviluppa questo splendido corso d’acqua che sgorga dalle pendici dei monti Musi, nell’omonima borgata, e termina il suo percorso nell’Isonzo, dopo aver dato vita alle suggestive cascate di Crosis, aver attraversato Tarcento e quindi raccolto dapprima le acque del Cornappo, che scende da Taipana a Nimis, e poi quelle del Natisone che, nato sempre nel Taipanese nei pressi di Platischis, attraversa la valle di Caporetto, in Slovenia, appunto le Valli del Natisone, bagnando San Pietro e poi Cividale, Premariacco e San Giovanni, vi si inserisce tra Medeuzza e Trivignano Udinese.

La manifestazione si terrà nell’area festeggiamenti di Pradielis dove ci saranno installazioni di Land Art, musica, danze popolari, racconti folcloristici, oltre a laboratori per bambini e adulti aventi per filo conduttore la consapevolezza del territorio, quello appunto bagnato dalle limpide acque del torrente. L’apertura del Festival avverrà alle 18 con la cerimonia inaugurale che prevede anche la presentazione del Contratto di Fiume proposto proprio dall’associazione I guardiani del Torre. Quindi seguirà la presentazione degli artisti. Al termine, con inizio alle 20.30, racconti intorno al fuoco con Paolo Paron, esperto di folclore locale: intermezzo strumentale con l’arpa di Luigina Feruglio (è consigliato di portare un tappetino o cuscino). Numerose, poi, le proposte che seguiranno domani, sabato e domenica, per cui l’iniziativa è candidata ad avere un significativo riscontro di pubblico, grazie anche alle ottime condizioni del tempo che si annunciano per il fine settimana. All’insegna della “salute” dell’amato torrente Torre.

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In copertina, le sorgenti del Torre a Musi; all’interno, il torrente quando dà vita alle cascate di Crosis, attraversa Tarcento e poi il territorio tra Nimis e Zompitta.

 

Il Cta “sbarca” al Far East Film Festival con Serena Di Blasio e Paolo Paron

di Mariarosa Rigotti

Il Cta “sbarca” al Far East Film Festival. L’appuntamento, scandito in due tappe distinte, al Visionario e al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, con frammezzo un tour in bici, è per martedì 25 aprile. Infatti, come annunciano dal Centro teatro animazione e figure di Gorizia, di cui è direttore artistico Roberto Piaggio, fra gli eventi collaterali della 25ma edizione di questa kermesse dedicata al cinema dell’Estremo Oriente, che si sta animando nel capoluogo friulano fino al 29 aprile prossimo, ci sarà anche uno spettacolo del sodalizio isontino con protagonisti Serena Di Blasio e Paolo Paron.

Il mostro dei cespugli

Due amiche

“Un programma – evidenziano del Cta – ricco di asimmetrie e di molteplicità, testimoniate anche da questo appuntamento che unisce il cinema al teatro di figura”. E dunque, martedì alle 14.30, anche attraverso la bici: “L’antica arte teatrale giapponese del kamishibai – che prevede il susseguirsi di immagini “di carta” in una cornice creata da un teatrino di legno – permetterà al pubblico di compiere un vero e proprio viaggio non solo nella storia del Giappone, ma anche nella città di Udine, mettendo le ruote e trasformandosi in “kamishibike”. Fra un vicolo e una viuzza, fra narrazione e realtà, grandi e piccini arriveranno a meta a bordo delle loro biciclette, guidati dall’attrice Serena Di Blasio e dal fisarmonicista Paolo Paron”.
E stando alle anticipazioni: “Per l’occasione andranno in scena “Il mostro dei cespugli” di Emanuele Di Giacomo, con illustrazioni di Carlotta Castelnovi, una storia sul coraggio e sulla capacità di andare oltre le proprie paure; e “Due Amiche” racconto originale di Serena Di Blasio, con illustrazioni di Massimiliano Gosparini, che narra le vicende di una bambina di città costretta a trasferirsi in un paesino molto lontano da casa. Qui, vengono affrontati i temi delle migrazioni, dell’emarginazione dell’estraneo e del diverso, ma anche della solidarietà al femminile”.
Mentre, venendo alle informazioni “organizzative”: il ritrovo, in bicicletta o senza, è previsto al Cinema Visionario alle 14.30 per assistere al primo spettacolo; quindi, alle 15, partenza per il tour su due ruote e l’arrivo al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, dove, alle 15.45, andrà in scena la seconda pièce. Ma non è finita qui: a fine percorso, intorno alle 16.15, è prevista una merenda offerta dalla Cioccolateria Valentinis. Viene infine sottolineato che, in caso di maltempo, l’evento si svolgerà comunque al coperto (e senza biciclette).

Per chi fosse interessato, le prevendite sono attive sul sito eventbrite.it. Informazoni al 388.7576783.

A Capriva la nuova Bandiera del Friuli che ricorda quella storica del Patriarca Bertrando: la conserverà per un anno

È stata davvero una grande festa – con un’alta partecipazione di pubblico e autorità – quella andata in scena stamane, a Capriva del Friuli, in occasione “Fieste de Patrie dal Friûl”. Le celebrazioni della 46ma edizione hanno visto protagonista la nuova Bandiera del Friuli: l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” e l’Agenzia regionale per la lingua friulana hanno infatti incaricato l’artista marchigiano Francesco Pellegrini di realizzare una fedele riproduzione dello storico vessillo del Patriarca Bertrando. La copia è stata presentata ufficialmente durante la cerimonia civile. A partire da questa edizione, sarà questo il “testimone” che i sindaci ospitanti la Fieste si scambieranno di anno in anno.

La manifestazione – organizzata dal Comune del Friuli orientale con il sostegno della Regione Fvg e dell’Arlef, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” – ha preso avvio con l’esposizione della Bandiera del Friuli, accompagnata dalla banda “Città di Cormons”. La Santa Messa in friulano, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco, è stata accompagnata dai canti del “Polifonico Caprivese” e, all’uscita, dalle campane suonate a festa dagli “Scampanotadôrs del Goriziano”. Le celebrazioni si sono quindi spostate al Centro civico caprivese, per la cerimonia civile, che è stata preceduta dalle danze dei gruppi folcloristici “Michele Grion” e “Primavera” e dall’arrivo di una delegazione di cicloturisti della Fiab regionale, simbolicamente partita in mattinata da Aquileia. La cerimonia civile si è snodata secondo il tradizionale programma della Fieste: la lettura della bolla imperiale, quest’anno a cura del gruppo storico “Città di Palmanova”, lo scambio della bandiera tra Giuseppina Gerometta, consigliere del Comune di Vito d’Asio che aveva ospitato la Festa nel 2022, e il sindaco di Capriva Daniele Sergon, oltre che dai saluti delle autorità. La giornata è stata simbolicamente arricchita dall’intervento di Francesco Pellegrini che ha spiegato al pubblico lo studio e il lavoro che ne è seguito per realizzare la riproduzione del vessillo del Beato Bertrando, una tra le bandiere più antiche d’Europa, custodita al Museo del Duomo di Udine. Nel corso della cerimonia, inoltre, è stato consegnato un riconoscimento a Lucia Follador, direttrice del coro giovanile “VocinVolo – Ritmea” di Udine, interprete, assieme al pianista Alessio Domini, dell’Inno ufficiale del Friuli nel nuovo video diffuso sul web in occasione del 3 aprile scorso e girato a Villa Gallici Deciani.
Molti i sindaci e i rappresentanti dei Comuni friulanofoni che hanno partecipato alla giornata di festa. Insieme al padrone di casa, il sindaco Sergon, a portare il saluto nel corso della cerimonia civile sono stati Paolo Paron, presidente facente funzione dell’Arlef; Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan; Ornella Comuzzo, in rappresentanza dell’Aclif, Assemblea di comunità linguistica; Dorino Favot, presidente dell’Anci Fvg, Associazione Nazionale Comuni Italiani; Walter Bandelj, presidente di SSO Sveta slovenskih organizacij, e Alfredo Sandrini, presidente di KKV Kanaltaler Kulturverein. In particolare, la presenza dei rappresentanti delle altre minoranze linguistiche ha sottolineato come la Festa che celebra il Friuli e la sua lingua sia significativamente anche un momento importante per celebrare il valore e la ricchezza del plurilinguismo della nostra regione. Presenti anche Diego Bernardis, Antonio Calligaris, Elia Miani, Massimo Moretuzzo, Barbara Zilli. Fra gli intervenuti anche la senatrice Francesca Tubetti, che ha portato un saluto, e l’eurodeputata Elena Lizzi, che rivolgendo agli organizzatori della Fieste ha ricordato: «Il lavoro di costruzione dell’Europa è complesso. È necessario essere sempre presenti e partecipativi. Pertanto, vi propongo di venire a far conoscere in Europa quello che è lo spirito di tutto ciò che fate, ogni anno, e ogni giorno, per tenere alta la bandiera e promuovere l’identità e l’orgoglio di essere friulani».

«Ritengo sia importante creare momenti di riflessione sulla storia del Friuli, – ha sottolineato il presidente facente funzione dell’Arlef, Paolo Paron -, pertanto le celebrazioni della Fieste e la ricorrenza del 3 aprile sono fondamentali, in quanto ci consentono di andare alle nostre radici, ma con un occhio sempre rivolto al futuro e alle nuove generazioni. Oggi il 76% delle famiglie sceglie di far studiare a scuola il friulano ai propri figli, e così facendo anche di consentire ai più piccoli di conoscere il passato e le tradizioni del territorio in cui vivono». Paron ha utilizzato una metafora per sottolineare l’importanza e la ricchezza che portano tutte le minoranze: «Pensando alla nostra storia, tradizioni e lingua come a un grande albero, fatto di rami più giovani che crescono forti e di altri più vecchi, è facile immaginarci anche un grande bosco che raccoglie gli alberi raffiguranti tutte le minoranze d’Europa. È così che immagino il futuro dei nostri ragazzi, cittadini di un’Europa fatta di tanti popoli che coesistono nella loro unicità».
Anche Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, ha posto l’accento sull’alta percentuale di famiglie che scelgono il friulano a scuola per i propri figli, esprimendo la volontà di «una gestione nostra della scuola più autonoma». Ha poi sottolineato l’importanza di celebrare la Santa Messa in friulano e posto l’accento sulla predica durante la quale è stata espressa l’importanza dell’uso delle lingue minoritarie. Gomboso ha quindi ricordato due importanti anniversari: i 50 anni dalla morte di Tiziano Tessitori, uno dei padri della Friuli e i 60 anni dalla nascita della Regione Fvg.

Entusiasta il sindaco Sergon: «Le nostre splendide colline oggi hanno fatto da cornice a una giornata importante e questo è motivo di orgoglio per la nostra piccola comunità. Siamo felici di poter rappresentare l’identità friulana, molto forte in questo territorio. Un testamento culturale che abbiamo ricevuto e che stiamo portando avanti con determinazione. Dico forte, perché una comunità di 1600 abitanti che esprime un gruppo folcloristico quasi centenario (95 anni nel 2024), un coro polifonico che ha un repertorio anche in lingua friulana, scrittori, artisti e varie personalità che in questi anni hanno portato avanti la valorizzazione della cultura e della lingua friulana, per noi non è poco. È anche per tutte queste ragioni che siamo felici di ospitare qui, oggi, la Fieste de Patrie dal Friûl». Il primo cittadino, in chiusura, mostrando un lavoro fatto dai bambini della scuola dell’infanzia, ha anche ricordato: «Se noi istituzioni non tramandiamo l’identità e l’appartenenza ai bambini, facciamo qualcosa di sbagliato».

Walter Bandelj, presidente SSO, ha sottolineato: «È un onore aver ricevuto questo invito. Ritengo che l’incontro fra le comunità di minoranza sia l’unica via percorribile per ottenere i migliori risultati. C’è molto da fare, lo sappiamo, ma facendolo insieme sarà certamente meno complicato e ogni risultato – anche questo è bene ricordare – andrà a favore dell’intera la comunità del Friuli-Venezia Giulia».
Alfredo Sandrini, presidente KKV, ringraziando per l’invito e portando i saluti di tutte le comunità di lingua tedesca della regione, ha infine posto l’accento sull’unità del territorio che non è particolare solamente per «le sue caratteristiche morfologiche, ma anche perché riunisce tre culture e tre lingue base d’Europa. Queste tre comunità hanno un’unica missione, quella di trasmettere, per l’appunto, la lingua e la cultura alle nuove generazioni, affinché ci sia una continuità». AIl programma della Fieste è proseguito poi nel pomeriggio, dopo il tradizionale pranzo, offrendo agli ospiti la possibilità di visitare Villa Russiz e il Castello di Spessa.

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In copertina, il sindaco di Capriva Daniele Sergon mostra la nuova Bandiera del Friuli; all’interno, altre immagini della festa.