A Grado è calato il sipario sul Gresp al termine di un’estate che ha fatto crescere l’intera comunità. Arrivederci nel 2026

(g.l.) «”L’educazione è cosa di cuore”, ricordava San Giovanni Bosco: il Gresp lo ha dimostrato, trasformando due settimane d’estate in un’esperienza che ha fatto crescere bambini, ragazzi e l’intera comunità»: è il commento di don Paolo Nutarelli al termine del Gresp 2025 che ha animato l’Isola di Grado per una quindicina di giorni. Si è conclusa, infatti, con una serata di festa la Grande Estate Spes organizzata dal Ricreatorio di Città Giardino. Due settimane che hanno visto protagonisti bambini, ragazzi, famiglie, volontari e associazioni del territorio, in un percorso che ha unito attività educative, gioco, sport e momenti di riflessione.

La serata finale del centro estivo si è aperta con la celebrazione della Messa, nella quale durante l’omelia don Paolo – Donpi per i suoi ragazzi – ha richiamato tre parole chiave che hanno segnato l’intera esperienza: comunità, volontariato e rete. «Il Gresp – ha osservato – non è solo un’occasione di svago estivo, ma uno stile educativo che nasce da don Bosco e che aiuta a crescere come persone e come comunità, perché educare significa dare un cuore ai luoghi che abitiamo». Al termine del rito, oltre 300 persone si sono ritrovate per un momento conviviale semplice e partecipato: una pasta in piedi e i dolci condivisi dalle famiglie, che hanno trasformato lo Spes in una grande casa comune. La serata è proseguita con lo spettacolo finale preparato dai ragazzi e con le premiazioni delle squadre. Un momento atteso, vissuto con entusiasmo, con il quale si è ricordato a tutti che la vera vittoria sta nello spirito di squadra e nella gioia dello stare insieme.
Il Gresp 2025 ha visto anche la preziosa collaborazione di diverse associazioni locali, che hanno arricchito il programma con laboratori, attività e sport: un segno concreto di come a Grado la comunità sappia fare rete, mettendo a disposizione dei ragazzi energie e competenze diverse. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai giovani animatori, che con entusiasmo e passione hanno reso possibile l’intera esperienza. «La loro presenza – ha sottolineato don Nutarelli a conclusione del riuscitissimo centro estivo – è stata la dimostrazione di come il volontariato giovanile sia un investimento fondamentale per il futuro della città». Nell’occasione, è stata ricordata anche la vicinanza dell’Amministrazione comunale al progetto Gresp e delle realtà imprenditoriali locali che hanno aderito all’iniziativa dell’estate che volge al termine. E ora arrivederci a quella del prossimo anno, quando l’iniziativa oratoriana si ripeterà con altri progetti sicuramente entusiasmanti come quelli appena vissuti.

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In copertina e all’interno alcune immagini della bellissima festa finale del Gresp.

Grande festa a Grado per il “Perdòn de Barbana”. Ma monsignor Nutarelli osserva: la Notte Bianca stona la vigilia del Sabo Grando, meglio anticiparla

(g.l.) «Anticipiamo la Notte Bianca al venerdì sera. Lasciamo libero il sabato, perché possa essere vissuto come Vigilia vera: quella che prepara con il cuore alla domenica del Perdòn. Festa e tradizione non devono scontrarsi. Possono camminare insieme. Ma servono ascolto, attenzione, rispetto». Sono le parole con cui monsignor Paolo Nutarelli, arciprete di Grado, chiude una sua breve riflessione all’indomani del “Perdòn de Barbana”, la grande festa che si è rinnovata ieri con la tradizionale processione di barche, che ha portato la statua della Madonna degli Angeli dal porto mandracchio all’isoletta in mezzo alla laguna, e la Messa solenne presieduta dall’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli. La giornata dello storico voto cittadino – ricorda Grado salvata da un terribile morbo nel 1237 – è stata preceduta dal famoso Sabo Grando, la festa della Vigilia fatta di riti preparatori nella Basilica di Sant’Eufemia, concerto sul sagrato della Banda civica, musica e canti tradizionali. Ma quest’anno il tutto si è incrociato con la più moderna e mondana Notte Bianca, a proposito della quale il parroco ritiene opportuna qualche osservazione.

Monsignor Paolo Nutarelli


«La Notte Bianca – afferma infatti don Paolo – è un’iniziativa contemporanea dove si vuole fare festa in maniera diversa. Non sono contrario alle feste, tutt’altro: la vita va celebrata, la Comunità va coltivata anche con la gioia e lo stare insieme. Ma credo sia giusto fermarsi un momento e riflettere sul quando e sul come. Scegliere il “Sabo Grando” – la vigilia del Perdòn di Barbana – per la Notte Bianca non è solo una sovrapposizione di eventi. È una scelta che, pur senza volerlo, toglie valore ad un momento che da sempre è vissuto con profondità, attesa e rispetto da tanti. Il Perdòn non è un evento “religioso” solo per i credenti: è parte della storia di Grado, è un gesto collettivo che unisce generazioni, che racconta chi siamo e da dove veniamo. Rompere il silenzio e il clima della vigilia con musica e divertimento fino a notte fonda non è solo una questione organizzativa: è una questione di rispetto. Il punto non è essere “contro”, ma cercare il giusto equilibrio. Le feste si possono spostare, le radici no. E allora, con spirito costruttivo e senza voler giudicare nessuno, sottovoce rilancio una proposta semplice: anticipiamo la Notte Bianca al venerdì sera». Per cui, conclude monsignor Nutarelli, «lasciamo libero il sabato, perché possa essere vissuto come Vigilia vera: quella che prepara con il cuore alla domenica del Perdòn».

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In copertina, la barca  ammiraglia vestita a festa che ha portato a Barbana la statua della Madonna degli Angeli.

Mentre Grado era invasa dai primi turisti Barbana ha festeggiato l’apertura della “porta santa” ricordando quella tremenda notte dei pescatori un secolo fa

di Giuseppe Longo

GRADO – Mentre Grado era impegnata nelle iniziali “prove” d’estate – veramente un pienone per il Primo Maggio che, come sempre, dà avvio alla nuova stagione turistica! -, a Barbana si è vissuta ieri mattina una giornata speciale con un triplo evento: l’apertura della “porta santa” nel Santuario mariano in occasione dell’anno giubilare e della ricorrenza di San Giuseppe Lavoratore, il rinnovo del voto dei pescatori a un secolo da quella tempesta in mare che li risparmiò, il ricordo del giovane Egidio Bullesi. Nel contempo, non potevano mancare un omaggio alla memoria di Papa Francesco e una preghiera per l’elezione del suo successore. Una mattinata che ha anticipato di un paio di mesi il tradizionale “Perdon” della prima domenica di luglio, ma che ha offerto una simile emozione per la bella opportunità, in una magnifica giornata di sole, di raggiungere l’isoletta in mezzo alla Laguna tanto cara ai gradesi e a tutto il Friuli. Come pure ai turisti, anche stranieri, soprattutto di lingue tedesca, presenti ieri in gran numero.


Lasciato il porto mandracchio, alcuni pescherecci – presente anche l’arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli -, hanno raggiunto in località Pampagnola la briccola con la statua della Madonnina del Mare che volle innalzare l’indimenticato monsignor Silvano Fain. E dopo il “saluto” alla Beata Vergine, hanno attraversato il ponte girevole, la cui breve chiusura aveva tuttavia creato lunghe file di autovetture in entrata e in uscita dall’Isola del sole, tanto era il movimento turistico di ieri mattina e poi per tutta la giornata. Tanto che la stessa cosa si è ripetuta al rientro del corteo di barche, prima del nuovo omaggio alla Vergine in Pampagnola.
I pellegrini con una folta rappresentanza dei pescatori di Grado e dell’Associazione marinai d’Italia, presente anche il sindaco Giuseppe Corbatto, sono quindi arrivati a Barbana dove, con una processione guidata dallo stesso presule, presenti l’arciprete di Grado Paolo Nutarelli, intervenuto con monsignor Mauro Belletti, che si occupa soprattutto della comunità di Fossalon, altri sacerdoti della zona, tra cui il parroco di Cervignano Sinuhe Marotta, e i benedettini brasiliani che da qualche anno si occupano del complesso monastico con il loro priore, Ângelo Alves de Oliveira. Dinanzi al portale del Santuario, proclamato Chiesa giubilare, è avvenuta, appunto, la suggestiva cerimonia di apertura della “porta santa” da parte dell’arcivescovo Redaelli. Poi, all’interno, è seguito il rinnovo della devozione dei pescatori gradesi per lo scampato pericolo di cent’anni fa. È stato Leonardo Tognon, con la consueta efficacia, a rievocare quella drammatica notte in mare raccontata dal grande quadro che venne realizzato dal pittore secessionista Joseph Maria Auchentaller: dopo aver invocato la Madonna di Barbana, ebbero salva la vita tutte le 315 persone che facevano parte della flotta di 56 barche da pesca. Un altro quadro dedicato al centenario è stato donato al Santuario dalla Cooperativa pescatori di Grado. Quindi, la celebrazione della Messa solenne, non solo per ricordare quella tremenda esperienza rinnovando il grazie a Maria, ma appunto per celebrare l’inizio dell’Anno Santo isolano che durerà, con la concessione delle indulgenze, fino a settembre, quindi tutti i mesi estivi che registrano il maggior afflusso di pellegrini e turisti.
Al termine del rito – accompagnato dalla Corale Santa Cecilia che, con la direzione di Anello Boemo, oltre a cantare la sempre bella Messa gregoriana, ha eseguito vari inni tra cui il Regina Coeli post-pasquale e il tanto amato Madonnina del Mare – sul sagrato è seguita, come detto, una breve ma significativa cerimonia per commemorare il venerabile Egidio Bullesi, il giovane marinaio di Pola, dell’Ordine francescano secolare, morto ad appena 23 anni nel 1929 a causa di una grave malattia.

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In copertina, l’arcivescovo Carlo Redaelli e monsignor Paolo Nutarelli al rito sul sagrato presente il sindaco Giuseppe Corbatto; all’interno,  la processione a Barbana, l’apertura della “porta santa”, l’arciprete di Grado, Leonardo Tognon durante la rievocazione, il rappresentante della Cooperativa pescatori e l’omaggio all’altare della Vergine Maria; infine, la Madonnina del Mare in Pampagnola.

Ricreatorio Spes, è in vista la soluzione per sbloccare i fondi del Comune di Grado. Soddisfatto monsignor Nutarelli: molto importanti per ultimare i lavori

di Giuseppe Longo

A Grado si sta finalmente avviando verso una soluzione positiva la questione dei 250 mila euro che la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia aspetta dal Comune isolano a fronte delle spese sostenute, con fondi propri, per la ristrutturazione della Basilica di Santa Maria delle Grazie. Monsignor Paolo Nutarelli ha, infatti, reso noto che in queste settimane è stato «avviato un confronto fra le parti (Amministrazione e Parrocchia) per dare continuità alla gestione del Ricreatorio con reciproca soddisfazione e con risvolti finanziari da formalizzare per delineare l’accordo».

Quei soldi, promessi alla Chiesa gradese nel 2021 ma non erogati, offrirebbero infatti una importante boccata di ossigeno nel percorso ancora da compiere per completare i lavori di ammodernamento delle strutture dello Spes, il Ricreatorio che volle edificare a Città Giardino l’indimenticabile arciprete Silvano Fain. Come si ricorderà, nei mesi scorsi c’era stata una bella festa per inaugurare quanto finora realizzato, ed è tanto. Ma non tutto, evidentemente. Infatti, «continua l’opera di ristrutturazione dello Spes che, per adesso, è sostenuta unicamente – ha scritto don Paolo sui social – dalle offerte dei privati. Un ringraziamento alla Bcc Venezia Giulia per il contributo di 7000 euro. A oggi la spesa sostenuta dalla Parrocchia per i vari lavori è di 676.572,68 euro». Per cui il parroco ricorda gli interventi realizzati nei primi tre lotti: campo fotovoltaico: pannelli e lavori edili; aree esterne: campo di calcio a 7, campo di basket, spogliatoi, giochi bimbi, area verde; edificio del Ricreatorio: climatizzazione, opere elettriche e aumento fornitura, controsoffitti.
Lavori che hanno comportato la spesa di cui si è detto, che rasenta i 680 mila euro, coperta «dalle offerte (euro 532.833,90) e dal fido bancario aperto per l’operazione Spes». Ma ora cosa resta da fare? «Nei prossimi mesi – anticipa monsignor Nutarelli – verrà completato il lotto 3 con la sistemazione dei serramenti e la pitturazione dell’immobile; i lavori del lotto 4 (sala polifunzionale “Monsignor Fain”) sono previsti (come da cronoprogramma) per il 2026».
Come emerge dai dati diffusi dalla Parrocchia di Sant’Eufemia, l’aiuto che la gente dì Grado ha dato all’arciprete per la ristrutturazione del Ricreatorio è stato molto generoso – appunto, oltre mezzo milione di euro! -, tuttavia don Paolo fa ancora affidamento su sensibilità e buon cuore dei suoi “graisani”, per cui chi volesse aderire alla raccolta fondi è ovviamente il benvenuto: «Ogni goccia serve», ha sottolineato ancora una volta il parroco. Le nuove offerte, unite ai fondi che in tempi brevi potrebbe dunque sbloccare la giunta guidata da Giuseppe Corbatto, nata dopo le elezioni amministrative dello scorso giugno, consentirebbero infatti di guardare con una certa dose di tranquillità al bilancio dell’intera operazione Spes. E, come dicevamo all’inizio, la «reciproca soddisfazione» raggiunta nel confronto avviato fra Civica amministrazione e Parrocchia ora lascia bene sperare.

Le offerte pro Spes possono essere portate nell’Ufficio Parrocchiale,
in Via Gradenigo 14, negli orari di apertura, oppure inviate
attraverso bonifico bancario intestato a SOGNO SPES
IBAN: IT09L0887764590000000705335
indicando nella causale: SPES

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In copertina, l’arcivescovo Carlo Redaelli con il sindaco Giuseppe Corbatto e il parroco Paolo Nutarelli alla festa inaugurale del Ricreatorio; all’interno, bambini e ragazzi impegnati nei giochi nelle strutture esterne dello Spes.

Grado, porte aperte oggi all’Asilo parrocchiale: le famiglie sono invitate a conoscere l’offerta formativa

(g.l.) Tempo di iscrizioni nelle scuole, anche dell’infanzia. Così, lo storico Asilo parrocchiale “Luigi Rizzo” di Grado ha organizzato per oggi, dalle ore 17, un pomeriggio di visite da parte delle famiglie a fine di illustrare loro l’offerta formativa della Scuola materna nella quale ci sono, fra l’altro, laboratori di lingue, musica, attività motoria, teatro e lettura. Un istituto benemerito che ha sempre ricevuto tutte le attenzioni dei parroci che si sono succeduti nell’Isola, fino all’attuale monsignor Paolo Nutarelli, il quale peraltro – essendo gradese di nascita – è un ex alunno dell’Asilo, quando alla guida della Parrocchia c’era l’indimenticabile arciprete Silvano Fain,
«Iscrivere il proprio figlio alla Scuola dell’infanzia – si sottolinea in una nota della Materna di via Marina – è una scelta estremamente importante che lascerà un’impronta significativa nel processo di socializzazione ed apprendimento dei bambini. Nelle ore passate a scuola, infatti, ogni bambino imparerà a conoscere se stesso attraverso il gioco, la sperimentazione e la relazione con i compagni e a maturare, giorno dopo giorno, il concetto di accoglienza e inclusione». Si aggiunge poi: «La nostra Scuola nasce in un contesto parrocchiale» e ha come finalità «la formazione integrale degli alunni in una visione cristiana e comunitaria della vita; coltiva, nel proprio interno, una collaborazione fattiva e cordiale con i relativi genitori che sono co-protagonisti, insieme ai loro figli, della vita scolastica». E ancora: «La nostra, attenzione, è una scuola pubblica (cioè aperta e tutti coloro che condividono le nostre finalità) ed è paritaria, cioè ha lo stesso valore ed organizzazione di quella statale, però non è di proprietà dello Stato, per cui vive grazie a quanto versano le famiglie e solo, in minima parte, con contributi pubblici. Ecco perché “da noi” si chiede una retta mensile un po’ più consistente: aiuta a sostenere la vita della scuola e viene completamente utilizzata per attività scolastiche, docenti, personale ausiliario, attrezzature didattiche e manutenzioni».
Da ricordare infine che, proprio nell’intento di ampliare ulteriormente l’offerta della Materna, a partire dall’anno scolastico 2025-2026 sarà aperto anche l’Asilo Nido in cui accogliere i bimbi più piccoli così da venire in aiuto delle famiglie impegnate con il loro lavoro.

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In copertina, l’ingresso dell’Asilo parrocchiale “Luigi Rizzo” in via Marina.

A Grado dopo i riti epifanici sipario sui tanti presepi. E oggi ultimo giorno anche per la “Natività” di Piazza San Pietro

(g.l.) Con la odierna festa del Battesimo di Gesù, si concludono le celebrazioni del lungo ciclo natalizio che è culminato anche a Grado con i riti dell’Epifania, tra i quali ha avuto particolare rilevanza, per il suo significato, la benedizione dei bambini che si è rinnovata domenica scorsa, vigilia epifanica, nella Basilica di Sant’Eufemia, con la partecipazione dell’arciprete Paolo Nutarelli e di monsignor Mauro Belletti.

La benedizione di bambini e ragazzi.

E con il finire delle feste cala il sipario anche sui tanti presepi che hanno raccontato la nascita di Nostro Signore – il Verbo che si fece carne – qualificando Grado a livello regionale. Proprio oggi, si conclude anche l’esposizione del Presepe monumentale che l’Isola ha allestito in piazza San Pietro, dinanzi alla Basilica vaticana: la diretta per l’Angelus ne ha appena rilanciato stupende riprese. Un’opera bellissima che ha riproposto un angolo di laguna, con il tipico “casòn”, di un secolo fa, le cui immagini hanno fatto il giro del pianeta attraverso i collegamenti in mondovisione in occasione della benedizione Urbi et Orbi e della solenne inaugurazione del Giubileo 2025 con l’apertura della Porta Santa la Notte di Natale, e dinanzi alla quale è sostato in preghiera e contemplazione anche Papa Francesco. Si conclude, dunque, una straordinaria esperienza per la comunità di Grado che ha avuto l’onore di rappresentare il Friuli Venezia Giulia – appena dopo due anni dopo quella di Sutrio – con la rappresentazione della Natività nella piazza più famosa del mondo. Chi non ha avuto l’opportunità vedere di persona il Presepe di Roma, ha potuto ammirarne la riproduzione in scala ridotta esposta al Palacongressi di Città Giardino.

Il Papa dinanzi al Presepe di Grado.

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In copertina, la Basilica patriarcale durante la bellissima cerimonia della benedizione epifanica dei bambini.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Grado, c’è anche il Santuario di Barbana fra gli otto “luoghi giubiliari” della Diocesi. Epifania, oggi la benedizione dei bambini e poi l’arrivo delle “Varvuole”

(g.l.) Anche il Santuario di Barbana sarà un “luogo giubilare” nell’Anno Santo appena cominciato. L’ha scelto l’arcivescovo di Gorizia assieme ad altre sette Chiese della Diocesi, tra cui la vicina Basilica patriarcale di Aquileia. Sull’odierno numero di Insieme – il notiziario settimanale della Parrocchia arcipretale di Grado – monsignor Paolo Nutarelli informa, infatti, che «per disposizione di Papa Francesco, le Porte Sante saranno solo quelle delle quattro Basiliche papali maggiori (San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura) e quella del carcere romano di Rebibbia. Nelle Diocesi ci saranno invece dei “luoghi giubilari”, che saranno meta di pellegrinaggio». Anche in questi luoghi sarà concessa l’Indulgenza secondo le indicazioni del Pontefice.

Il Presepe della Basilica di Grado.


A Barbana, che tutti conoscono se non altro per la tanto partecipata tradizione del “Perdòn” della prima domenica di luglio – quando la statua della Madonna degli Angeli viene accompagnata nell’isoletta con la suggestiva processione di barche – il periodo indicato da monsignor Carlo Redaelli è quello che va dal 1° maggio al 15 settembre, mentre ad Aquileia le disposizioni scattano proprio oggi, 5 gennaio, e le indulgenze saranno possibili fino al 24 dicembre, vigilia del prossimo Natale. Gli altri sei “luoghi giubilari” della Diocesi isontina sono, ovviamente, la Cattedrale di Gorizia, il Santuario della Rosa Mistica di Cormons, il Santuario della Marcelliana di Monfalconee, la Chiesa dell’Ospedale e quella di San Giusto, sempre a Gorizia, e il nuovo Cammino da Aquileia a Monte Santo.
Intanto, oggi, vigilia epifanica – in vista della solennità di domani 6 gennaio che chiuderà il lungo ciclo delle feste natalizie – bambini, ragazzi e famiglie sono attesi alle 16 nella Basilica di Sant’Eufemia per la tradizionale benedizione. Al termine della Messa, durante la quale sarà anche benedetta l’acqua (che poi ognuno potrà portare a casa) tutti si trasferiranno al porto mandracchio per il tanto atteso arrivo in barca delle “Varvuole”, le famose streghe del mare.
Ultimi giorni per poter ammirare anche i tanti presepi disseminati nell’Isola, dal Campo dei Patriarchi al Palazzo del Congressi di Città Giardino dove c’è anche una riproduzione, ovviamente in formato ridotto, del Presepe monumentale che i volontari gradesi hanno donato alla Città del Vaticano (dove sarà visitabile fino al 12 gennaio), allestendo in Piazza San Pietro una originale Natività ospitata all’interno di un “casòn” della Laguna, che in queste settimane ha suscitato un enorme interesse, facendosi conoscere ovunque – assieme alla stessa località di Grado – grazie ai collegamenti in Mondovisione, soprattutto in occasione della solenne apertura, a Natale, della Porta Santa e della Benedizione Urbi et Orbi. E in questi giorni dinanzi al Presepe “graisano” si è fermato in preghiera anche Papa Francesco.

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In copertina, una splendida panoramica del Santuario di Barbana in mezzo alla Laguna con sullo sfondo la città di Grado.

Il Presepe di Grado lodato anche dal Papa. E non poteva esserci regalo migliore per i bravissimi volontari

di Giuseppe Longo

«All’ombra del grande abete, poi, il Presepe riproduce un “casone” della Laguna gradese, una di quelle case di pescatori che venivano costruite con fango e canne e dove gli abitanti delle “mote”, le piccole isolette lagunari, condividevano, durante il duro lavoro della pesca, le gioie e i dolori della vita di ogni giorno. Anche questo simbolo ci parla del Natale, in cui Dio si fa uomo per aver parte fino in fondo alla nostra povertà, venendo a costruire il suo Regno sulla terra non con mezzi potenti, ma attraverso le deboli risorse della nostra umanità, purificate e fortificate dalla sua grazia». Sono le parole che Papa Francesco ha pronunciato sabato mattina nell’Aula Paolo VI, prima dell’inaugurazione pomeridiana, vigilia dell’Immacolata, del grande Presepe che Grado ha offerto alla Città del Vaticano allestendolo in Piazza San Pietro. E non poteva esserci regalo migliore per i bravissimi volontari, artigiani e artisti, ma anche per i loro coordinatori, Adelchi Felice Quargnali, dei Portatori della Madonna di Barbana, e Antonio Boemo, che è stato anche l’ideatore della riuscitissima iniziativa e che ha quindi visto realizzato quel sogno meraviglioso che inseguiva da anni: quello che fosse anche l’Isola d’oro fra le località scelte per dar vita, quando possibile, alla scena della nascita di Gesù sotto l’obelisco più famoso del mondo. Parole che hanno riempito di gioia e di orgoglio anche la folta delegazione arrivata a Roma dal Friuli Venezia Giulia – circa cinquecento persone! – e che era guidata dall’arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli, dall’arciprete e dal sindaco di Grado, Paolo Nutarelli e Giuseppe Corbatto. Ma, come già riferito, c’erano anche, per la Regione Fvg, il presidente del Consiglio Mauro Bordin, il vicegovernatore Mario Anzil e l’assessore Fabio Scoccimarro.

«Circa il Presepe – ha osservato ancora il Santo Padre -, c’è un altro segno che vorrei evidenziare: i “casoni” sono circondati dall’acqua e per andarci ci vuole la “batela”, la tipica imbarcazione a fondo piatto che permette di spostarsi sui fondali bassi. E anche per giungere a Gesù ci vuole una barca: la Chiesa è la barca. Non lo si raggiunge “in solitaria” – mai –, lo si raggiunge insieme, in comunità, su quel piccolo-grande battello che Pietro continua a guidare e a bordo del quale, stringendosi un po’, c’è sempre posto per tutti. Nella Chiesa sempre c’è posto per tutti. Qualcuno può dire: “Ma per i peccatori?”. Questi sono i primi, sono i privilegiati, perché Gesù è venuto per i peccatori, per tutti noi, non per i santi. Per tutti. Non dimenticatevi questo. Tutti, tutti, tutti dentro». E una bella riproduzione della “batela” è stata donata al Vescovo di Roma dagli stessi Boemo e Quargnali.
Le parole del Pontefice sono state, dunque, il suggello di questo grande impegno che ha visto lavorare per un paio d’anni – e soprattutto in queste ultime settimane – una quarantina di volontari con tanta disponibilità ed estro creativo non comune, dando vita a un’opera che in questi giorni – ma fin dal momento in cui sabato sera sono stati accesi i riflettori – ha ottenuto unanimi apprezzamenti sia fra coloro che l’hanno ammirata di persona, sia fra le migliaia di persone che l’hanno potuta vedere attraverso i mezzi di comunicazione che hanno dato grande risalto alle realizzazioni di Grado e di Ledro, la cittadina del Trentino che ha portato nella piazza più conosciuta della Cristianità un Albero di Natale davvero gigantesco. E tantissime saranno quelle che potranno ammirare queste opere fino al 12 gennaio prossimo, in particolare durante le imminenti festività che saranno avviate la Notte di Natale dalla solenne apertura della “Porta Santa” che inaugurerà il Giubileo 2025.

«Grande onore l’attenzione
di Papa Francesco per Fvg»

«Incontrare il Santo Padre e omaggiarlo con il volume dedicato al Monte Lussari, una delle meraviglie della nostra regione, è una fortissima emozione che si accompagna all’entusiasmo per l’ormai imminente scopertura del Presepe di Grado in Piazza San Pietro. Per la seconda volta nell’arco di pochi anni un Presepe realizzato in Friuli Venezia Giulia viene scelto per abbellire la più importante piazza della Cristianità in occasione delle festività natalizie: un grande onore che ripaga gli sforzi compiuti da tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del magnifico Presepe dell’Isola del sole, a partire dal curatore del progetto Antonio Boemo». È quanto ha affermato il vicegovernatore con delega alla Cultura, Mazio Anzil, al termine dell’udienza con Papa Francesco avvenuta nell’Aula Paolo VI del Vaticano, durante la quale l’esponente della Giunta Fedriga ha omaggiato il Pontefice con il volume “Il monte inondato di luce: Lussari” di Helmut Tributsch. Anzil ha rimarcato che «quest’anno il Santo Padre ha dimostrato un’attenzione particolare per il Friuli Venezia Giulia: a gennaio è stata annunciata ufficialmente la sua visita a Trieste di luglio, in occasione della cinquantesima Settimana sociale dei cattolici e ora il 2024 si chiuderà con il Presepe di Grado in Piazza San Pietro. Non possiamo quindi che esserne fieri e ringraziare il Pontefice a nome di tutti i cittadini della nostra regione». All’evento, che anticipava l’inaugurazione del Presepe prevista per il pomeriggio, hanno preso parte, tra gli altri, anche l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, sviluppo sostenibile ed energia, Fabio Scoccimarro,e il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, oltre a numerosi rappresentanti istituzionali del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, Antonio Boemo spiega a Papa Francesco come è fatto il Presepe realizzato da Grado prima di donargli una riproduzione della tipica “batela”. All’interno, il Pontefice dialoga con monsignor Nutarelli, il sindaco Corbatto e il presidente Bordin; infine, il Santo Padre durante il suo discorso e l’arciprete gradese con i generosi volontari isolani.

Qui sopra, il vicegovernatore Anzil dona il libro sul Monte Lussari al Santo Padre; l’assessore con il presidente Bordin e il collega Scoccimarro, e poi dinanzi al Presepe; la delegazione Fvg con il cardinale Alzaga, responsabile del Governatorato Vaticano.

Foto Ottica Marocco Grado
Enrico Cester
Regione Fvg

Il grande giorno di Grado è arrivato: stasera in Piazza San Pietro luci accese sul mega Presepe donato dall’Isola al Papa e che ricostruisce la Laguna

(g.l.) E alla fine il grande giorno è arrivato. Oggi, vigilia dell’Immacolata, a Grado, ma non solo, c’è infatti molta attesa per la solenne inaugurazione del mega Presepe allestito in Piazza San Pietro da una foltissima schiera di volontari isolani, capitanati dal giornalista Antonio Boemo, ideatore della bellissima iniziativa, e dal parroco Paolo Nutarelli. Dopo l’udienza concessa stamane da Papa Francesco a tutti i protagonisti della straordinaria impresa – che abbina alla ricostruzione di un suggestivo angolo di Laguna il gigantesco albero di Natale fatto arrivare in Vaticano dalla trentina Ledro -, nel pomeriggio alle 17, al calare della sera, ci sarà la cerimonia di inaugurazione e di illuminazione su uno spettacolo che si annuncia davvero emozionante. La cerimonia, come ha informato Vatican News, sarà presieduta dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
Uno spettacolo, dunque, sicuramente di grande impatto visivo che sarà sotto gli occhi del mondo intero, considerato pure che la Notte di Natale il Pontefice aprirà la Porta Santa dando il via alle celebrazioni del Giubileo che si snoderanno durante tutto il 2025. Ricordavamo nei giorni scorsi che il grande Presepe donato da Grado al Papa è ambientato nella bellissima Laguna ricca di oltre un centinaio di mote, cioè di piccoli isolotti, con la Natività che trova spazio all’interno di un casóne, la caratteristica costruzione di canne abitata un tempo dai pescatori. L’ambientazione che è stata scelta è quella dei primi anni del secolo scorso quando in Laguna abitavano ancora diverse centinaia di gradesi. Nel Presepe è stato, dunque, riprodotto l’ambiente attraverso la collocazione di una mota con il casóne, realizzato con elementi di legno, rivestito con canne palustri e protetto da lunghi argini, questi ultimi modellati a mano, pezzo per pezzo. Il Presepe è stato realizzato interamente da una quarantina di volontari, tutti professionisti, con capofila i Portatori della Madonna di Barbana. Hanno lavorato per lunghi mesi nell’Isola per preparare tutto l’occorrente e a metà della scorsa settimana sono scesi a Roma per la complessa operazione del montaggio sotto l’obelisco più famoso del pianeta. E ora sono stati raggiunti da una folta delegazione di gradesi guidati dallo stesso monsignor Nutarelli. Ma con loro c’è anche l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli, la cui presenza dà il giusto rilievo a questa importantissima iniziativa per Grado, ma anche per l’intero Friuli Venezia Giulia, che segue quella di due anni fa proposta dagli artigiani mobilieri di Sutrio, che ora fanno tifo per gli amici di Grado.
Sarà un grande spettacolo, dunque, la Natività ambientata in un “casòn” della laguna che si ispira a quello che da tanti anni viene allestito nel porto mandracchio con il suo ruolo di leader dei tantissimi presepi, pubblici e privati, che vengono allestiti nell’Isola d’oro e che hanno reso celebre Grado. In questi giorni sono circolate sui social delle “anticipazioni” ovvero delle immagini dei lavori top secret, davanti alla più importante Basilica della Cristianità, colte attraverso i droni. Ma è meglio aspettare di vedere l’allestimento in tutto il suo splendore nelle luci del tardo pomeriggio. Un vero e proprio fattore sorpresa atteso da tutti con trepidazione.

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In copertina, il presepe del porto mandracchio al quale si ispira quello realizzato dai gradesi in Vaticano.

Intelligenza artificiale, quanto interesse a Grado per le parole di padre Benanti che ci hanno aiutato a capire meglio il futuro

di Giuseppe Longo

GRADO – Non poteva cominciare meglio la “Festa di Avvenire” che per la terza volta anima la vita cristiana e culturale di Grado nel primo scorcio dell’estate. Grazie anche alle ottime condizioni meteo, un folto pubblico ha infatti partecipato ieri sera in Campo Patriarca Elia – il sagrato della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia – all’incontro d’apertura dedicato al tema del giorno: l’intelligenza artificiale, tra opportunità e rischi. A parlarne, con grande efficacia e calamitando l’interesse dell’uditorio, un vero e proprio “luminare” in materia, il padre francescano Paolo Benanti, presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale per l’informazione del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e Stefano Fabbris, del Dipartimento Scienze Fisiche Tecnologiche della materia del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche.


A coordinare la serata – organizzata, come l’intero festival, con la regia del parroco Paolo Nutarelli – Andrea Lavazza, giornalista del quotidiano cattolico al centro della manifestazione che si concluderà il 2 luglio. «La presenza di Avvenire a Grado per il terzo anno consecutivo conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori locali coinvolgendo i fedeli, ma soprattutto i giovani in un dibattito utile e costruttivo su temi di rilevante attualità», ha sottolineato al riguardo il giornale edito dalla Conferenza episcopale italiana.
Martedì prossimo si terrà, infatti, l’annunciata esibizione di Giovanni Caccamo. Intitolato “Le parole che ci cambiano”, l’incontro vedrà un dialogo tra l’artista e Angela Calvini, pure giornalista di Avvenire. Il cantautore, come è noto, è ideatore e promotore del progetto culturale “Parola ai giovani” che ha presentato lo scorso 5 aprile anche al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a New York, nella sede dell’Economic and Social Council, dove ha proposto nella sua declinazione internazionale Il Manifesto for change – Youth and future. Un concorso di idee, rivolto ai ragazzi di tutto il mondo, di ogni religione, identità di genere ed estrazione sociale, per creare insieme un manifesto culturale di cambiamento in occasione del forum internazionale dei giovani “Change the World Model United Nations” in collaborazione con Diplomatic Ong.
Dopo l’incontro con padre Benanti – che dunque ha aiutato le tante persone intervenute a capire meglio che cosa ci aspetta, tra luci e ombre (illuminanti al riguardo le parole di messa in guardia di Papa Francesco al recente G7 in Puglia), con la diffusione dell’intelligenza artificiale – l’attenzione ora è tutta richiamata dalla serata di martedì, quella che vedrà appunto protagonista il cantautore applaudito recentemente anche in Vaticano. Se pure in quella occasione il tempo sarà buono – dopo la sfuriata annunciata, purtroppo, per lunedì – sarà un altro successo. Per cui anche la terza edizione della “Festa di Avvenire” avrà colto nel segno.

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In copertina, l’intervento di padre Benanti e all’interno due immagini del folto pubblico intervenuto alla “Festa di Avvenire”.