Confcooperative Alpe Adria in assemblea a Palmanova con il teologo Vito Mancuso. Si chiude la presidenza di Paola Benini

Sarà il tema del lavoro a essere centrale nel programma dell’Assemblea di Confcooperative Alpe Adria che si riunirà a Palmanova (Meeting Point) domani, 24 febbraio. Con due ospiti d’eccezione: il teologo Vito Mancuso (professore, scrittore ed editorialista del quotidiano La Stampa), che interverrà all’appuntamento con una riflessione su: “Fare cooperazione tra etica e impresa”, e la giornalista de IlSole24Ore Radiocor, Chiara Di Cristofaro (anche autrice del libro, insieme a Simona Rossitto, “Ho detto no. Come uscire dalla violenza di genere”), che modererà i lavori assembleari.
«Il pensiero del teologo Mancuso, autore del libro dal titolo: “Etica per giorni difficili” sarà da stimolo per tutti noi nella riflessione sulla funzione sociale della cooperazione – spiega la presidente uscente di Confcooperative Alpe Adria, Paola Benini –. Come far aderire l’etica all’economia è una bella sfida per chiunque svolga un’attività imprenditoriale in un contesto dove, assai frequentemente, la pratica economica spinta crea fragilità. I valori ai quali, da sempre, si ispira la cooperazione potrebbero rappresentare un buon antidoto per mettere al centro dell’agire economico il benessere delle persone anziché il profitto fine a sé stesso e raggiunto a ogni costo».

Vito Mancuso

L’incontro prenderà avvio alle ore 9.30 e si concluderà verso le 13, al termine del dibattito e delle votazioni per l’elezione del Consiglio Territoriale e del o della presidente che dureranno in carica per il prossimo triennio. Confcooperative Alpe Adria rappresenta 387 imprese con quasi 13.000 addetti, oltre 83.000 soci e ricavi per 693 milioni di euro, dei territori di Gorizia, Trieste e Udine.

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In copertina, la presidente uscente di Confcooperative Alpe Adria Paola Benini.

Confcooperative Alpe Adria, dopo 10 anni le società aderenti ritornano a crescere

Cooperazione in ottima salute nel Friuli Venezia Giulia e in piena ripresa dopo i danni causati dall’emergenza pandemica. Dopo dieci anni, il numero delle società aderenti a Confcooperative Alpe Adria è tornato, infatti, a crescere: l’inversione di rotta del 2022 ha visto l’adesione di 16 nuove cooperative. Nei dieci anni precedenti il loro numero si era ridotto del 30 per cento, passando dalle 562 del 2011 alle 395 del 2022. Il 37 per cento delle imprese rientra tra le Sociali, seguite da quelle Agricole e di Produzione e Lavoro (22 per cento). Sono questi alcuni tratti che caratterizzano l’andamento del settore aderente a Confcooperative Alpe Adria (nata nel 2022 dalla fusione tra le associazioni provinciali di Gorizia, Trieste e Udine), espressi dalla presidente Paola Benini e dal direttore Paolo Tonassi nel corso dell’assemblea annuale tenutasi a Udine. «La fusione tra le associazioni provinciali ha rappresentato un successo e si è svolta senza traumi o rallentamenti dell’operatività – ha detto la leader durante la sua relazione – e ha consentito di costruire un’associazione interprovinciale che ha conseguito risultati in termini di efficienza e coesione, ma soprattutto accrescendo la capacità di rispondere ai bisogni delle imprese cooperative».


Dopo il crollo del 2016, il numero degli addetti è in risalita, come pure il valore della produzione. Durante i lavori assembleari, i dirigenti di Confcooperative Alpe Adria hanno anche espresso preoccupazione per il “passaggio generazionale” delle compagini sociali, visto che solo il 7,8 per cento dei soci è sotto i trent’anni. Un tema affrontato nel proprio intervento da Alice Richter, presidente del Gruppo Giovani Cooperatori.

Presente all’appuntamento cooperativo anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, che ha aggiunto: «Ringrazio tutto il mondo cooperativo, nelle sue varie articolazioni, per il grande contributo dato nella precedente legislatura, che è stata complicata e durante la quale la Regione è intervenuta a più riprese per far fronte all’emergenza. C’è ancora molto lavoro da fare, ma il mondo produttivo regionale ha tenuto, contribuendo a quella crescita dell’economia regionale attestata anche dai dati ufficiali. Solo pochi giorni fa, la Cgia di Mestre ha pubblicato i dati dell’andamento regionale attestando che il Friuli Venezia Giulia, con il Veneto, è una delle Regioni di punta del Paese, sia per la crescita del Pil che per la tenuta occupazionale. La Regione, dunque, sarà un interlocutore attento alle necessità del mondo della cooperazione». Vannia Gava, viceministro all’Ambiente, nel suo videomessaggio, ha sottolineato la sfida della transizione ecologica: «Imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini – ha detto – si trovano in una fase in cui è fondamentale scegliere le strategie più promettenti e sostenibili per la transizione ecologica del Paese».

Un’organizzazione, quella di Confcooperative Alpe Adria, che è composta, oggi, da 395 imprese con oltre 82mila soci, quasi 13mila addetti per 565 milioni di euro di ricavi (dei quali, 344 milioni destinati al costo del lavoro). I settori più resilienti risultano essere quelli delle cooperative sociali e di quelle che si dedicano alla cultura e al turismo. La produzione e lavoro lascia sul campo il 52 per cento delle imprese e l’agricoltura il 34 per cento. «L’innovazione è un orizzonte al quale le imprese regionali, comprese quelle cooperative, devono guardare con sempre maggiore attenzione – ha aggiunto Paola Benini – e uno degli strumenti è certamente il Pnrr, ma la sua complessità rischia di non far intercettare le sue opportunità a molte cooperative e piccole imprese». E proprio al Pnrr è stata dedicata la seconda parte dell’assemblea durante la quale è stato presentato il libro: “Non perdere un euro: vincere la sfida del Pnrr e attrarre nuovi investimenti” alla presenza dell’autrice, Lydia Alessio-Vernì (direttrice generale Agenzia Lavoro & SviluppoImpresa Fvg; referente scientifica Cuoa per il Pnrr) e dell’economista Paolo Ermano, dell’Università di Udine, moderati dalla giornalista Rosalba Tello.

La vicepresidente nazionale di Confcooperative, Anna Manca, ha concluso l’assemblea: «Nelle sfide che ci attendono – ha sottolineato -, l’Associazione deve essere vicina alle cooperative offrendo servizi di qualità per fornire un supporto adeguato nei percorsi della transizione ecologica e digitale, ormai ineludibili, affiancando la crescita delle imprese e del territorio». Hanno portato i loro saluti il vicepresidente regionale di Confcooperative Fvg, Luigi Piccoli; il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, e il Sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni con il vicesindaco Alessandro Venanzi. Presente, fra gli altri, anche l’onorevole Debora Serracchiani.

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Bini che ha accanto il direttore Tonassi e la presidente Benini; all’interno, altre due immagini dell’assemblea.

Confcooperative Alpe Adria, l’occupazione in ripresa (+11,7) ma preoccupa il futuro

Crescono ricavi e occupazione nel mondo cooperativo dopo la pandemia, ma sale anche la preoccupazione circa i contraccolpi che costi energetici e congiuntura economica potrebbero avere nei prossimi mesi. Confcooperative Alpe Adria, l’associazione che riunisce 394 cooperative delle province di Udine, Gorizia e Trieste, diffonde i dati sull’andamento del comparto elaborati dal proprio Ufficio studi. A margine del consiglio direttivo di fine anno dell’Associazione, la presidente Paola Benini sottolinea i segnali di ripresa dopo due anni difficili segnati dalla pandemia e dai suoi riflessi sull’economia, ma non nasconde i segnali d’allarme: «La cooperazione ha realizzato una crescita importante con l’occupazione aumentata dell’11,7 per cento rispetto al dato pre-pandemia del 2019, e ricavi in crescita del 14,3 per cento. Numeri che, tuttavia, nascondono una situazione estremamente differenziata che vede soffrire, in particolare, le cooperative di più piccola dimensione, mentre tutto il mondo cooperativo ancora fatica a recuperare margini di redditività che permettano di guardare al futuro con maggiore tranquillità dopo che la pandemia ha eroso riserve e sottoposto a un forte stress sia la tenuta patrimoniale che quella occupazionale».

Paola Benini


I lavoratori delle imprese aderenti a Confcooperative Alpe Adria hanno comunque aggiunto le 12.742 unità con i ricavi a oltre 564 milioni di euro. I dati diffusi dall’Associazione indicano una crescita a due cifre in diversi comparti, in particolar modo tra le cooperative sociali (+21 per cento in ricavi, +14 per cento gli addetti, confermando il ruolo fondamentale e crescente delle cooperative nel settore del welfare pubblico e privato) e tra quelle di lavoro e servizi, con queste ultime in crescita del 13,2 per cento in ricavi e del 10,3 per numero di addetti.
Confcooperative non nasconde, però, forti elementi di preoccupazione per i prossimi mesi (i dati riguardano, infatti, i bilanci depositati dalle imprese nei mesi scorsi), a causa dell’incremento dei costi energetici e di approvvigionamento di materie prime, che stanno impattando in diversi settori, in particolar modo nel comparto agricolo e in quello del consumo, quest’ultimo colpito anche da un diffuso calo degli acquisti delle famiglie a causa del caro-bollette.
«Permangono le preoccupazioni per il possibile andamento dei costi operativi e degli investimenti nel primo semestre 2023 – sottolinea il direttore generale di Confcooperative Alpe Adria, Paolo Tonassi –, soprattutto se dovesse perdurare il quadro internazionale particolarmente critico con i suoi riflessi su materie prime, export ed energia. Da segnalare, inoltre, che il comparto culturale e turistico, quello più colpito dalla pandemia, ha ripreso ad assumere ma nel dato aggregato i ricavi, in crescita rispetto al 2020, sono ancora inferiori al livello pre-Covid del 2019».
Confcooperative Alpe Adria, intanto, guarda già al 2023: «Per i prossimi mesi puntiamo a una campagna per sostenere start up di nuove imprese e i workers buy out, cioè le trasformazioni in cooperativa di imprese in crisi o in fase di passaggio generazionale», conclude Paola Benini.

 

È Alice Richter la nuova coordinatrice dei Giovani di Confcooperative Alpe Adria

Sono 203 i giovani nei consigli d’amministrazione delle 392 cooperative aderenti a Confcooperative Alpe Adria (l’articolazione territoriale di Udine, Gorizia e Trieste). Un piccolo “esercito” che comprende, in particolare, 35 presidenti di cooperative. Sono stati loro, nel corso di un incontro avvenuto a Udine, a eleggere il nuovo coordinatore del Gruppo Giovani Cooperatori: si tratta di Alice Richter, formatasi all’Istituto per l’Educazione alla Terra, un’organizzazione internazionale no-profit, costituita da una rete di volontari e organizzazioni impegnate nel campo dell’educazione ambientale. Oggi Richter è referente per le attività educative in natura della cooperativa triestina Querciambiente.
L’evento si inserisce nelle iniziative previste per l’Anno europeo dei Giovani indetto dalla Commissione europea. «Da alcuni anni nascono sempre meno imprese fondate e guidate da giovani, è un trend generale e le cooperative non fanno eccezione – commenta Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria – è per questo motivo che puntiamo a far conoscere, incontrare e crescere i futuri manager cooperativi. Tra le iniziative previste nel prossimo futuro c’è, ad esempio, l’avvio del nuovo Corso di aggiornamento universitario per dirigenti cooperatori in “Diritto e Gestione delle Imprese cooperative”, diretto da Anna Zilli, che partirà a febbraio presso l’Università di Udine ed è giunto alla seconda edizione».
«L’età media delle figure apicali delle cooperative italiane è di 54,8 anni. Nell’ottica del ricambio generazionale e del passaggio di competenze è quindi fondamentale la formazione dei futuri dirigenti», aggiunge il direttore di Confcooperative Alpe Adria, Paolo Tonassi. La formula cooperativa, comunque, continua a interessare e, anzi, nel 2022 si registra una crescita delle nuove cooperative: dopo le 11 costituite nel corso del 2021, nei primi 10 mesi del 2022 ne sono state costituite altre 14.
«I prossimi mesi – dice la neoeletta coordinatrice – rappresenteranno un esperimento, dedicato alla costruzione di un progetto di più lungo termine indirizzato a promuovere il movimento cooperativo e i suoi principi ispiratori, di cui il gruppo appena costituitosi sarà l’apporto trainante».
Il Gruppo Giovani cooperatori rappresenta i cooperatori under 40 presenti nei Consigli di amministrazione delle imprese aderenti. Con la loro azione, promuovono i valori del movimento cooperativo fra le giovani generazioni e nella società civile; puntano a rafforzare il ruolo dei giovani nelle imprese cooperative, in particolar modo ai livelli dirigenziali; sostengono, infine, il ruolo dei giovani negli organismi di rappresentanza del mondo cooperativo, a livello settoriale, territoriale e nazionale.

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In copertina, Alice Richter la nuova coordinatrice del Gruppo Giovani di Confcooperative Alpe Adria.

 

 

Imprese femminili e divario di genere: sono al via iniziative di Cooperazione Fvg

Le imprese femminili in Friuli Venezia Giulia sono il 22,4 per cento, ma la percentuale sale al 28,8 per cento per le cooperative aderenti a Confcooperative Alpe Adria. I numeri sono stati illustrati in occasione del Consiglio di presidenza dell’Associazione, riunitosi a Udine, che ha dedicato i suoi lavori al tema della parità di genere. Approfondendo l’analisi del peso della dimensione aziendale, poi, si può vedere come la media nazionale concentri il 96,7 per cento delle imprese femminili nella classe delle microimprese (0-9 dipendenti) e il 3,1 per cento tra le piccole (10-49 dipendenti). Dati che nella cooperazione vedono uno “slittamento” verso dimensioni maggiori, con il 57,8 per cento delle imprese femminili che si colloca nella classe delle medie imprese e il 4,8 per cento tra quelle medie e grandi.

Paola Benini


«Le donne cooperatrici si stanno progressivamente approcciando verso organizzazioni aziendali più strutturate e “dimensionalmente” importanti rispetto agli altri modelli societari», commenta Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria, che associa 275 imprese cooperative di tutti i comparti.
Il settore maggiormente rappresentato dalle cooperative femminili è quello dei servizi alla persona che comprende il 54,9 per cento delle imprese considerate. E, a caratterizzare le cooperative femminili, è anche la longevità: il 57,3 per cento ha almeno vent’anni.
«Anche se tra le cooperative i dati sono superiori a quelli delle altre imprese, il divario di genere è ancora elevato e le donne presidenti di cooperative sono ancora solamente il 25 per cento – sottolinea però Mirella Berdini, coordinatrice della Commissione regionale Dirigenti cooperatrici – ancora troppo poco, anche se facciamo meglio dell’insieme delle imprese». Proprio con l’obiettivo di far crescere una cultura imprenditoriale attenta alla parità di genere, Confcooperative Alpe Adria ha deciso di introdurre un servizio di consulenza per la certificazione di genere nelle cooperative aderenti: assai importante pure per partecipare alle tante progettualità previste dal Pnrr.

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In copertina, Mirella Berdini coordinatrice della Commissione regionale Dirigenti cooperatrici.

 

Anche i negozi di vicinato in difficoltà: cooperative piegate dal caro-energia

I bilanci delle piccole cooperative di consumo sono a rischio, stretti fra l’incremento dei costi energetici e di quelli all’ingrosso di molti prodotti, da un lato, e un significativo calo dei consumi, dall’altro. L’allarme viene da Confcooperative Alpe Adria che associa 14 “negozi di vicinato” in provincia di Udine. Il calo dei consumi previsto nel 2022, indicano i dati monitorati dall’Associazione, potrebbe essere attorno al 7 per cento: «Se unito all’aumento dei costi fissi sopportati dalle piccole cooperative di consumatori, si tratta di un fenomeno estremamente negativo a carico di imprese che hanno anche una primaria funzione sociale, perché erogano un servizio fondamentale in tante comunità del nostro territorio», sottolinea Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria.


Qualche esempio. Il costo dell’energia elettrica, per la Cooperativa di Consumo di Premariacco (1.500 soci e 11,5 milioni di euro di fatturato nel 2021), è aumentato del 92,3 per cento nel primo semestre del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021. Il costo per kWh, da agosto 2021 ad agosto 2022, è cresciuto del 205 per cento. Il gas è aumentato, in un anno, del 189 per cento. «Stiamo adottando contromisure come la chiusura di alcune isole frigo, e stiamo lavorando per espandere l’autoproduzione aggiungendo un nuovo impianto fotovoltaico da 200 kW a quello, più piccolo, già esistente, ma si tratta di investimenti che scontano iter autorizzativi lunghi a cui, ora, si aggiungono anche interminabili tempi di attesa per la consegna dei materiali e la loro messa in opera», racconta Gianni Saccavini, presidente della cooperativa.
«Per noi il prezzo dell’energia è ormai diventato pari, come voce di costo, al personale: una situazione che non avevamo mai vissuto», aggiunge preoccupata Sonia Bartesaghi, presidente della Cooperativa Santa Maria Assunta di Forni di Sopra. I consumi, per loro, sono calati a settembre del 4,76 per cento rispetto allo stesso mese del 2021: «I consumatori – osserva – risparmiano perché anche loro devono far fronte al caro bollette».
Un quadro confermato da Maurizio Giorgiutti, della Cooperativa di consumo di Savorgnano del Torre: «Possiamo stimare il calo dei consumi nell’ordine del 10 per cento, mentre l’aumento dei costi energetici è tale che, ad esempio, nei due mesi di luglio e agosto 2022 abbiamo speso per l’energia quanto 8 mesi del 2021. Inoltre, continuano i problemi di approvvigionamento su alcuni prodotti che sono iniziati dopo lo scoppio della guerra, e solo in alcuni casi, come gli oli, sono tornati alla normalità».
Non è infrequente il caso, raccontano dalle cooperative, di aziende che comunicano l’impossibilità a consegnare i quantitativi richiesti o, addirittura, annunciano la chiusura di alcune linee produttive a causa degli elevati costi energetici causando la difficoltà a reperire alcuni prodotti sugli scaffali. «Stimiamo l’aumento dei prezzi di approvvigionamento nel settore alimentare nell’ordine del 10 per cento che, ovviamente, in un momento di crisi, non possono essere riversati sui listini se non in minima parte, e questo comporta un impatto drammatico sui conti delle nostre aziende», conclude Saccavini.

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In copertina, la Cooperativa di consumo di Savorgnano al Torre; all’interno, quella di Premariacco.

 

Le Confcooperative Alpe Adria ricordano Piergiorgio Bressani

Piergiorgio Bressani, figura di spicco della politica friulana fino a raggiungere posizioni di responsabilità a livello nazionale, ma anche fine cooperatore. Dal 1966 al 1977, infatti, Bressani ha ricoperto la carica di presidente dell’Associazione Cooperative Friulane, rappresentanza della provincia di Udine della Confederazione Cooperative Italiane; la più importante Organizzazione di rappresentanza e tutela del movimento cooperativo che si ispira alla dottrina sociale cristiana. Per Bressani i principi della morale cristiana erano un punto cardine della sua azione, privata e pubblica che fosse.
La persona umana al centro dell’agire, un’azione che integrasse l’iniziativa del singolo con la realizzazione, su base volontaria, del libero principio associativo, la giustizia nei rapporti sociali, sono solo alcuni aspetti dell’opera di Bressani all’interno del movimento cooperativo.
«L’opera di Bressani – commenta Paola Benini presidente di Confcooperative Alpe Adria – si pone nel solco di quel processo di rinnovamento sociale e culturale degli anni ’60-’70 in cui gli aspetti della società italiana mostravano il segno di deficienze e squilibri strutturali sempre più profondi, dal che sorgeva l’aspirazione al conseguimento di una più sollecita e integrale giustizia nei rapporti sociali. Bressani era un attore principale di tale azione. Nel mondo della cooperazione – prosegue Benini – ha saputo integrare ai principi della dottrina sociale cristiana, quel processo organizzativo che ha consentito di portare il movimento a interpretare i cambiamenti in atto, valorizzando il socio di cooperativa come artefice del proprio successo professionale e personale, dando maggior forza al concetto di mutualità, creando nuove opportunità di lavoro e, quindi, di emancipazione, sviluppando un pensiero autonomo su saldi principi di eguaglianza ed equità, ma ricercando un ampio confronto con tutti».
«È stato un uomo di grande spessore e dalla spiccata sensibilità politica – aggiunge Gianpaolo Zamparo, ex segretario particolare di Bressani ed ex presidente dell’Associazione Cooperative Friulane -. Il suo modo di agire è sempre stato impostato nel massimo rispetto per il lavoro dei collaboratori. Nei suoi anni di presidenza, l’Associazione cooperativa ha avuto un grande impulso e sviluppo». «Bressani – conclude Paola Benini – è stato in grado di valorizzare il Movimento cooperativo, in seno a una società democratica, come elemento dinamico di espansione economico-sociale che ha saputo conseguire tutte le proprie mete attraverso forme idonee di integrazione orizzontale e verticale, con sempre la figura umana al centro».

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In copertina, l’onorevole Piergiorgio Bressani in una immagine che risale agli anni in cui era parlamentare.

“Sottobanco”, a Udine il bar cooperativo dello Stringher tutto gestito da studenti

Nasce a Udine un bar cooperativo tutto gestito da studenti. È stato infatti inaugurato ieri, all’Isis “Bonaldo Stringher”, il “bar didattico”, progettato e gestito dagli stessi allievi della scuola friulana. Un’iniziativa resa possibile dalla collaborazione instauratasi tra l’Istituto e Confcooperative, nell’ambito dei progetti di educazione all’imprenditorialità che l’associazione cooperativistica conduce nelle scuole di tutto il territorio regionale e che vede lo “Stringher” in prima fila. L’esperienza del “bar didattico” pone infatti l’Istituto all’avanguardia a livello regionale: qui l’attività di “simulazione d’impresa” vede gli studenti, in qualità di soci fondatori della “cooperativa scolastica”, gestire il bar interno – “Sottobanco” il suo nome -, che resterà aperto fino a inizio luglio. Soddisfatta la dirigente scolastica dello “Stringher”, Monica Napoli: «Sono particolarmente orgogliosa e soddisfatta di questa iniziativa, che vuole essere precursore di un progetto a più ampio spettro. Si tratta di un’esperienza che permette ai ragazzi di sviluppare le proprie capacità imprenditoriali e, nel contempo, di mettere in pratica le competenze acquisite in un contesto stimolante. In questi mesi abbiamo compreso che la scuola è più che mai luogo di aggregazione e di scambio e questo è il modo di fare scuola più adatto all’era contemporanea». Nel progetto sono stati coinvolti 18 studenti, delle classi 3^ A, 3^ B e 4^ A dell’indirizzo “Servizi di sala e di vendita”.

Ecco la sede dell’Istituto scolastico.

Prima dell’inaugurazione ufficiale del bar interno, gli studenti hanno siglato l’atto costitutivo della cooperativa scolastica, simulando la costituzione di un’impresa vera e propria. A fare le veci di “notaio”, il presidente di Fondosviluppo Fvg (Fondo mutualistico della cooperazione), Giuseppe Graffi Brunoro. Attraverso la simulazione d’impresa, gli studenti dello “Stringher” hanno avuto la possibilità di selezionare la tipologia di servizi e prodotti da offrire, definire il brand del bar, valutarne la sostenibilità economica e impostarne un programma di promozione e marketing. Il tutto è avvenuto attraverso laboratori che hanno visto gli studenti accompagnati in questo percorso da formatori di Confcooperative. Presenti al taglio del nastro numerose autorità, oltre ai rappresentanti della cooperazione: il Commissario dell’Ente di decentramento regionale di Udine, Augusto Viola; l’assessore all’Istruzione del Comune di Udine, Elisabetta Marioni; nonché i rappresentanti di Orocaffè, sponsor e fornitore del bar didattico, e della Brigata alpina Julia, con cui lo “Stringher” ha instaurato una proficua collaborazione.

L’impegno di Confcooperative nelle scuole del Friuli Venezia Giulia è significativo, con 5.000 studenti coinvolti nell’ultimo anno scolastico: «L’attività del nostro settore “Educazione Cooperativa” cresce di anno in anno e testimonia una partnership con il mondo scolastico regionale che, per noi, è fondamentale per dinamismo e la competitività regionale e allo stesso tempo diffondere un modello di fare impresa sostenibile, democratico, e che trova la propria radice nel legame con il territorio e nelle relazioni sociali», ha commentato il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà. «La collaborazione con lo Stringher è motivo di soddisfazione per Confcooperative: la diffusione dei valori d’impresa cooperativi nelle giovani generazioni rappresenta una parte importante del nostro impegno sul territorio e un modo di contribuire a formare nuove generazioni di cooperatori», è il commento di Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria.

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In copertina e qui sopra due immagini della cerimonia inaugurale allo Stringher.

 

Confcooperative, scuola d’impresa per gli studenti del liceo “Percoto” di Udine

Gli studenti del Liceo “Caterina Percoto” di Udine si cimentano nel fare impresa. Due, nel dettaglio, le “imprese cooperative scolastiche” che in questi giorni sono state formalmente avviate nell’ambito di un progetto che vede la scuola udinese collaborare con Confcooperative. Gli studenti, infatti, 29 in tutto, divisi in due gruppi, stanno seguendo due progetti. La prima delle due idee di “business” si chiama Orientazigomo (originale perifrasi dalla parola orientamento) e vuole realizzare iniziative di orientamento rivolte agli stessi studenti.
La seconda, invece, riguarda l’avvio dell’attività di “Late spring night’s driz”, l’impresa scolastica che organizzerà il ballo di fine anno. A espletare la funzione di “notaio”, la presidente di Confcooperative Alpe Adria, Paola Benini: «Le cooperative scolastiche sono un modello con cui gli studenti delle scuole possono ripercorrere i passaggi necessari alla costituzione di un’impresa – spiega -, sia avvicinandosi a quelli più formali, come la costituzione di un Atto costitutivo “simulato”, sia con la predisposizione di un business plan. In questo modo, facciamo conoscere la forma d’impresa cooperativa ai più giovani ed essi si avvicinano al mondo dell’impresa. Attività fondamentale per “seminare” in un territorio come quello udinese dove, anche nel 2021, siamo riusciti a costituire 10 nuove cooperative».
«L’attività svolta in collaborazione con Confcooperative è fondamentale per creare un collegamento virtuoso tra scuola e mondo del lavoro: con questo progetto, inoltre, gli studenti sono portati a ragionare sulla complessità della forma d’impresa e sulle competenze necessarie a gestire e avviare un’attività economica acquisendo una più matura consapevolezza del mondo economico e del lavoro», spiega infine la dirigente scolastica del “Percoto”, Gabriella Zanocco.

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In copertina e qui sopra due immagini dell’incontro della presidente Paola Benini con gli studenti.

Donne e conciliazione vita-lavoro in Fvg: cresce l’attenzione delle cooperative

Cresce l’attenzione delle imprese cooperative verso le politiche di genere e le cooperatrici. Lo rende noto Confcooperative, in occasione dell’8 marzo, divulgando i dati di una ricerca condotta dal proprio Ufficio studi su un campione di 87 imprese cooperative del Friuli Venezia Giulia. Il 46 per cento delle cooperative afferma di impegnarsi “molto” o “moltissimo” sul tema della valorizzazione delle diversità di genere. «Solo pochi anni fa – commenta Paola Benini, coordinatrice della Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative Fvg – una percentuale di questo tipo sarebbe stata impensabile: negli ultimi anni c’è stato un netto passo avanti in termini di sensibilità delle imprese verso la questione. Ciò vale innanzitutto per il mondo cooperativo, dove le donne lavoratrici rappresentano circa il 52 per cento degli addetti. C’è, però, ancora una presenza troppo limitata delle donne ai vertici delle imprese».
Soltanto nel 25 per cento delle cooperative, infatti, le donne rappresentano la maggioranza degli amministratori: il 33 per cento delle cooperative, però, conferma di porsi l’obiettivo di una crescita del numero delle amministratrici nella propria impresa. «Un obiettivo che, però, deve essere confermato da iniziative concrete che vadano in questa direzione», spiega Benini, ricordando altresì che «gli imprenditori e le imprenditrici non possono essere lasciati soli sul tema della conciliazione vita-lavoro. Il problema gravissimo della denatalità, una cura attenta e competente dei nostri bambini e dei nostri anziani, non può e non deve ricadere solo sulle donne e sulle imprese più attente e illuminate. È un tema di benessere sociale e di costruzione del futuro che dovrebbe ossessionare la nostra classe dirigente politica».
Più attenzione alle politiche di genere. Su questo secondo fronte c’è ancora molto lavoro da fare. I dati sono, comunque, incoraggianti: il 51 per cento delle cooperative si sta impegnando per migliorare l’attenzione alle politiche di genere nei processi di selezione del nuovo personale, e il 57 per cento annuncia iniziative per lo sviluppo professionale delle lavoratrici. Sul tema della conciliazione vita-lavoro: il 63 per cento delle cooperative intervistate afferma di voler adottare un’organizzazione del lavoro orientata a favorire la conciliazione e il 50 per cento vuole sensibilizzare tutti i collaboratori sul tema delle pari opportunità. Infine, il 53 per cento delle imprese cooperative intende promuovere un particolare impegno per l’individuazione dei fenomeni di violenza di genere all’interno dell’organizzazione con messa in mora dei responsabili e tutela delle vittime. «Proprio il Friuli Venezia Giulia – ricorda infine Paola Benini – è stato, nel 2019, una delle prime regioni in Italia a dotarsi di un Protocollo tra sindacati e associazioni datoriali per il contrasto alla violenza di genere sui luoghi di lavoro. E una ulteriore spinta all’attenzione per la parità di genere potrà venire dalle clausole inserite nei bandi Pnrr». La parità di genere, infatti, è una delle priorità trasversali anche nei bandi del Pnrr: le imprese beneficiarie dei bandi, a esempio, dovranno promuovere l’assunzione di donne, giovani e disabili per una quota non inferiore al 30 per cento.

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In copertina, Paola Benini coordinatrice della Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative Fvg.