Lilt Udine, attività intensa nonostante il Covid: venerdì torna la video-assemblea

Si riunirà venerdì 21 maggio, alle ore 17.30, ancora una volta – come già avvenuto nel 2020 – in videoconferenza, l’assemblea ordinaria dei soci della Lega Italiana per la lotta contro i tumori, Associazione provinciale “Elio ed Enrico Morpurgo” di Udine.
All’ordine del giorno, prima dell’approvazione del bilancio consuntivo al 31 dicembre 2020, la relazione del presidente ingegner Giorgio Arpino sull’intensa attività svolta lo scorso anno, nonostante le difficoltà e le limitazioni imposte della pandemia Covid-19, e la relazione al bilancio del collegio dei revisori dei conti.
La Lilt friulana, che opera a Udine dal 1925 (è una delle sezioni più antiche d’Italia), ha rafforzato anche nel 2020 la sua presenza sul territorio, attraverso le attività di prevenzione (primaria, secondaria, terziaria) e di ricerca, tutte erogate a titolo gratuito.

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In copertina, il presidente della Lilt Udine, ingegner Giorgio Arpino.

 

Porcia, da Karpόs un appello ad aiutare le donne colpite dal Covid col Ridoprìn Lab

Le donne sono le principali vittime delle crisi scatenate nell’ultimo anno dalla pandemia da Covid-19. Un conto non solo sociale, ma anche economico. Per fornire un aiuto concreto alle donne sul territorio, la cooperativa sociale Karpόs di Porcia lancia un appello a sostenerla attraverso lo strumento del 5 per mille che andrà destinato al nuovo progetto “Ridoprìn Lab”, il laboratorio al femminile con sede a Torre di Pordenone di recupero tessuti e oggetti che mira al reinserimento occupazionale di donne fragili. Richiamando il verbo friulano “Tornìn a doprâ” cioè “riusiamo”, il laboratorio mira a dare occupazione alle donne più fragili contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo dell’economia circolare, amica dell’ambiente, in cui si dà nuova vita a oggetti vecchi invece di gettarli nei rifiuti. Per devolvere il 5 per mille alla cooperativa sociale Karpόs è sufficiente firmare nell’apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale 01500940935.

Paola Marano

«Ci rendiamo conto che le donne – informa Paola Marano, presidente di Karpόs – sono le principali vittime economiche e sociali della pandemia ed è riflettendo su questa situazione che noi di Karpόs, cooperativa al femminile visto che ben il 60% delle persone che ci lavorano è donna, abbiamo scelto di destinare il 5 per mille al progetto “Ridoprìn Lab” che è incentrato sulla sostenibilità ambientale e sulla creazione di nuove opportunità lavorative per il reinserimento occupazionale di donne in situazione di svantaggio o ricomprese nelle fasce deboli».
Il nuovo laboratorio sartoriale “Ridoprìn Lab”, che come detto ha sede a Torre di Pordenone, nasce a distanza di un secolo dalla fondazione della Cooperativa dell’Ago ad opera di don Giuseppe Lozer, una delle figure più importanti della cooperazione del Friuli occidentale, che tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento, fu artefice di molte cooperative in aiuto alla popolazione locale.
«Dopo aver lanciato un appello ad aziende, negozi e privati a donarci del materiale di merceria o qualsiasi tipo di materiale tessile, anche confezionato, che non utilizzano più – ha aggiunto Paola Marano – per far partire il nostro progetto, ora chiediamo nuovamente il supporto ai nostri soci, amici e simpatizzanti e agli abitanti di Torre dove sorgerà il laboratorio, di devolvere il 5 per mille a favore della nostra cooperativa per dare concretezza a questo bellissimo progetto dedicato alle donne».
La cooperativa Karpόs vanta un’ultradecennale esperienza nell’ambito dell’attività di riciclo e riutilizzo dei beni a “a fine vita”, specializzata nella gestione dei rifiuti, conta 39 tra soci e dipendenti di cui il 52% svantaggiati.

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In copertina, la sede del laboratorio di  Karpόs a Torre di Pordenone.

Dalla Regione Fvg invito alle banche a sostenere le famiglie e le aziende

“Rafforzare le collaborazioni con il mondo bancario per attutire le ricadute negative della pandemia sul tessuto imprenditoriale, ma anche per costruire le basi di ripresa favorendo la ripartenza economica”. Lo ha detto l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, in collegamento in videconferenza con il nuovo presidente della Commissione regionale dell’Associazione bancaria italiana (Abi Fvg), Renzo Chervatin.
L’esponente della Giunta Fedriga ha confermato la volontà di portare avanti una collaborazione con Abi per trovare gli strumenti più adeguati per sostenere le imprese e le famiglie. “Soprattutto in questo momento – ha detto Barbara Zilli, come si legge in una nota Arc – è quanto mai necessario riprendere un’interlocuzione con l’Abi: l’Amministrazione regionale è pronta ad approfondire contributi di natura anche tecnica e ad utilizzare strumenti innovativi per agevolare il superamento di questa fase di difficoltà in cui versano famiglie e aziende. Auspichiamo che gli istituti di credito possano essere parte attiva e pronti per la ripartenza per le modernizzazioni e lo sviluppo del territorio anche in sinergia con gli interventi che la Regione potrà mettere in campo”.
L’assessore Zilli, esprimendo al neo presidente gli auguri di buon lavoro, ha evidenziato infine l’importanza dell’Abi nel promuovere la diffusione dell’educazione finanziaria e al risparmio. Sul punto sono previsti anche degli incontri formativi.

Barbara Zilli e Renzo Chervatin.

Cooperative Fvg, pandemia pesante per sanificazioni, aree lavoro e formazione

Pesante l’impatto dell’emergenza sanitaria sul sistema delle imprese cooperative nel 2020. In un’annata segnata da una domanda di servizi e prodotti depressa dalla crisi economica determinata dalla pandemia (solo 1 cooperativa su 10 ha giudicato alto il livello medio della domanda) le imprese cooperative hanno subito i pesanti oneri aggiuntivi determinati dalle misure di prevenzione del contagio. Lo svela un’indagine svolta dall’Ufficio studi di Confcooperative.
«Le cooperative hanno sostenuto costi per dpi e sanificazioni giudicati, sovente, come molto rilevanti. Anche perché le cooperative operano spesso in ambiti estremamente delicati quali servizi sociali, educativi, disabilità, case di riposo, dove gli operatori sono a contatto con soggetti fragili. I costi sostenuti sono stati in parte coperti dai contributi pubblici statali e regionali che sono intervenuti in questi mesi. Tuttavia, le imprese hanno dovuto operare – in mezzo a tutte le difficoltà determinate da misure di prevenzione, telelavoro e riorganizzazione degli ambienti di lavoro – in un contesto di notevole appesantimento burocratico. Più di un terzo delle nostre cooperative ha segnalato inoltre incertezza del mercato e confusione normativa come primi ostacoli ad un rilancio delle attività nel 2021», commenta Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg.
In particolare, nell’ambito delle sanificazioni e dei dispositivi di protezione individuale, il 70 per cento delle cooperative ha giudicato rilevanti i costi sostenuti: «Una situazione che ha spinto Confcooperative Fvg a intervenire, attraverso lo stanziamento di una linea contributiva dedicata da parte del nostro Fondo mutualistico», conferma Galluà. Pesanti anche gli oneri necessari ad adeguare gli ambienti di lavoro (solo una cooperativa ogni 20 non lo ha fatto): e per un terzo delle imprese cooperative i costi sono stati giudicati “rilevanti”. Importanti anche i costi di formazione e informazione del personale nell’ambito dell’emergenza pandemica, per il 49 per cento delle cooperative considerati significativi.
«Nell’immediato confidiamo nella veloce approvazione delle nuove misure di ristoro alle imprese, assolutamente urgenti, e l’accelerazione della campagna vaccinale per farci uscire dalla situazione di perdurante crisi – sottolinea Galluà -. Sul medio termine, è evidentemente necessario che nel sostenere le imprese si tenga conto delle lezioni che stiamo apprendendo in questi mesi: innovazione, infrastrutture digitali, information technology in azienda, il sostegno a questo tipo di investimenti è fondamentale sia per la competitività in azienda sia per erogare servizi all’altezza dei tempi in tutti gli ambiti, dal sociale – si pensi alla domotica applicata ai servizi agli anziani – alla logistica, al terziario».

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In copertina, il segretario generale di Confcooperative Fvg Nicola Galluà.

Grado si prepara alla stagione piantando 25 alberi nel parcheggio della Sacca

(g.l.) Venticinque alberi per ombreggiare e abbellire il nuovo parcheggio della Sacca, a Grado che si sta preparando all’avvio della stagione turistica con la speranza che la pandemia allenti finalmente la presa. In questi giorni – come informa una nota del Comune – si sono infatti iniziati i lavori delle opere a verde nella struttura a raso di viale Martiri della Libertà angolo viale del Sole. E, a tale riguardo, l’assessore a Lavori pubblici, Urbanistica e Verde pubblico, Fabio Fabris, ha reso noto che l’intervento prevede la sostituzione del terreno di riporto esistente con terra vegetale, il rimodellamento della collinetta che affianca il parcheggio, la realizzazione dell’impianto di irrigazione e, appunto, la piantumazione delle alberature. In totale, verranno messi a dimora 25 nuovi alberi, e in particolare sette pini d’Aleppo, sette gelsi “fruitless”, un platano e dieci ulivi.
Nel contempo, sono cominciati i lavori per la sistemazione di riva Slataper, che prevedono la realizzazione di nuovi scivoli in corrispondenza dei passaggi pedonali, unitamente alla completa riasfaltatura della via. Inoltre, a seguito del rilevamento di alcuni difetti nell’opera eseguita nella scorsa primavera, in viale Cavarera l’impresa sta provvedendo al rifacimento di alcuni marciapiedi.

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In copertina e qui sopra ecco tre immagini dei lavori nel nuovo parcheggio della Sacca a Grado.

Pandemia, il Fvg nel 2020 perde 339 imprese femminili. Carente il digitale

Effetto pandemia anche sulle imprese femminili del Friuli Venezia Giulia, dove se ne contano oltre 300 in meno. E quelle rimaste risultano piuttosto impreparate al digitale che oggi, invece, è sempre più indispensabile. Nella nostra regione, ci sono 22.570 imprese femminili registrate, il 22,3% delle 101.220 complessive, percentuale che pone la regione leggermente (ma anche stabilmente nel tempo) sopra la media italiana, pari al 22%. Numeri che il Centro studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha elaborato appurando, nel confronto con gli anni precedenti, una generale tendenza al calo – come sta avvenendo in generale per tutte le imprese –, ma acuitasi in modo significativo proprio nel 2020, con l’unica eccezione di Trieste, che mantiene i numeri più costanti e spesso registra segni più.
Se in Fvg il calo dal 2015 era sempre piuttosto contenuto, tra il 2019 e il 2020 la regione ha perso addirittura 339 imprese femminili, un decremento riscontrato anche in generale nel Nordest e in Italia. E un calo che ha riguardato le imprese femminili in modo più forte: se le imprese in generale sono calate dello 0,6%, prendendo la sola componente femminile il calo è dell’1,5%, segno che l’emergenza sanitaria ha pesato soprattutto sull’attività imprenditoriale delle donne. Nel 2020 sono nate 1.093 nuove imprese femminili in Friuli Venezia Giulia, 405 in meno rispetto a quelle create nel 2019. E in netta diminuzione rispetto al 2019 sono state soprattutto le iscrizioni nel settore servizi di ospitalità e turismo, comparto che ha subito i colpi più pesanti dall’emergenza Covid, e a tasso di femminilizzazione più alto. Riguardo alle imprese attive, infatti, circa un quarto delle imprese femminili (23%, cioè 4.706 aziende) opera nel commercio, il 18% appartiene al primario (in particolare agricoltura), il 18,8% ai servizi alle famiglie (istruzione, sanità e assistenza sociale…), il 17% ai servizi alle imprese (trasporti, informazione e comunicazione, attività immobiliari, attività professionali …), il 7% all’industria.

Giovanni Da Pozzo

Le imprese femminili attive in Friuli Venezia Giulia sono invece 20.462 e la provincia Udine ne ha il 48,8%, Pordenone il 25,4%, Gorizia il 10,1% e Trieste il 15,7%. Si tratta di imprese con natura giuridica prevalente di “Impresa individuale”, ciò anche «collegato in parte al fenomeno dell’autoimpiego – spiegano al Centro studi –, in risposta alla necessità di trovare uno sbocco occupazionale, soprattutto per chi ha perso un lavoro oppure è precaria». Da segnalare, però, un deciso aumento della presenza femminile nelle società più strutturate. Se la crescita delle società di capitale nel complesso dell’economia Fvg è del 10,9%, la componente femminile registra una crescita del 19,2% tra 2015 e 2020 ed è evidente anche in termini di cariche (+8,4%) e, più nello specifico, di qualifiche (+11,3%).
Secondo un recente sondaggio effettuato da Eurochambres Women Network (il coordinamento permanente presso l’associazione delle Camere di commercio europee dedicato all’imprenditoria femminile) e diffuso da Unioncamere, realizzato fra 500 imprenditrici di 20 Paesi, in Italia come nel resto di Europa le donne imprenditrici chiedono soprattutto quattro tipologie di intervento: formazione e sostegno per cogliere la sfida del digitale; misure di supporto mirate alle loro esigenze; maggiore attenzione all’occupazione femminile; adozione di misure che non rendano vani gli sforzi compiuti durante la pandemia ma assicurino un trasformazione duratura del business.

Il sondaggio, al quale ha contribuito anche Unioncamere con il supporto della rete dei Comitati per l’imprenditorialità femminile delle Camere di commercio, mostra che per la metà del campione la pandemia ha avuto un impatto da forte a pesante sull’equilibrio vita-lavoro. Le donne, inoltre, si sentono impreparate al digitale e per questo vorrebbero poter accrescere le proprie competenze. Oltre il 70% delle imprese che ha risposto al questionario non aveva alcuna presenza online per la vendita di prodotti o servizi prima dell’emergenza sanitaria e il 46% si è affacciato alla “rete” proprio a causa della pandemia. La stragrande maggioranza si è trovata impreparata di fronte all’evoluzione digitale, dichiarando esplicitamente di aver intrapreso questa trasformazione con poca (52%) o addirittura nessuna (25%) competenza specifica. «Un fatto che come Camera di Commercio di Pn-Ud abbiamo sentito in prima battuta – spiega il presidente Giovanni Da Pozzo – e a cui abbiamo voluto dare immediata risposta anche con un’importante azione messa in campo dal nostro Comitato imprenditoria femminile, che ha riscosso un buon successo e che aprirà la strada a nuove iniziative nel tempo». L’ente camerale, tramite il Comitato, in pieno lockdown ha messo in campo un ciclo di webinar rivolti specificamente alle imprenditrici per aiutarle a gestire gli aspetti pratici della realtà d’impresa in situazioni di contenimento, ma anche per offrire loro vera e propria formazione al digitale. «Seminari online – ribadisce Cécile Vandenheede, presidente del Comitato che rappresenta le imprenditrici di oltre 20 settori produttivi di Udine e Pordenone – che hanno ottenuto subito una buona risposta e che hanno aiutato molte a fare il necessario “salto” verso il digitale, affiancandolo all’attività tradizionale e rafforzandola. Un’azione che sicuramente ci vedrà in campo con nuove iniziative».

L’ente camerale a Udine.

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Vidimazione dei rifiuti
ora anche online

Da lunedì 8 marzo sarà attivo il servizio ViViFir per la vidimazione virtuale dei formulari per Identificazione dei Rifiuti trasportati. La normativa, in alternativa alla consueta modalità di vidimazione “fisica”, permette di produrre autonomamente il formulario con modalità informatiche, avvalendosi di un servizio in rete fornito dal sistema delle Camere di Commercio. Il servizio è disponibile all’indirizzo https://vivifir.ecocamere.it linkabile anche dal sito della Camera di Commercio www.pnud.camcom.it

Il servizio ViViFir genera il numero univoco da riportare sul formulario di identificazione del rifiuto, sostitutivo della vidimazione, in due modalità: “online”, accedendo al servizio per produrre un modello conforme al formato di legge, oppure “applicativamente”, connettendo il gestionale già usato dall’impresa al servizio. Questa doppia soluzione consente sia di soddisfare le esigenze delle imprese con elevati volumi di movimentazioni, sia di rendere autonome le microimprese con pochi trasporti all’anno. Le imprese possono produrre il formulario online autonomamente e in qualsiasi momento senza recarsi allo sportello della Camera di Commercio con riduzione dei tempi e dei costi, oltre che di impatto ambientale.

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In copertina, Cécile Vandenheede presidente del Comitato che rappresenta le imprenditrici di oltre 20 settori produttivi di Udine e Pordenone.

A Palazzolo gli uomini con scarpe rosse per fermare la violenza sulle donne

di Silvio Bini

Lunedì 8 marzo sarà la Festa della Donna. Ma cosa c’è da festeggiare in questo 2021? In Italia, i femminicidi sono stati già almeno 15 (due a settimana) e il brutale fenomeno che contraddistingue le nostre giornate distratte dalla pandemia è come il Covid-19, un nemico che non riusciamo a sconfiggere e nemmeno a contenere. Si inventano formule di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, le mimose per la festa, le panchine rosa, le scarpe rosse da indossare nelle manifestazioni di protesta o nelle giornate dedicate. Succederà anche in un piccolo paese della Bassa friulana, Palazzolo dello Stella, dove domani 6 marzo, alle 11, nel centro cittadino (via Roma, piazza Bini) ci sarà una manifestazione per coinvolgere le persone sul grave problema, invitandole a calzare le scarpe rosse.

Ma Art&Stella, associazione culturale effervescente, organizzatrice dell’evento, ha chiamato in causa gli uomini, perché forse è proprio la partecipazione degli uomini per bene un vero contributo nel contrasto alla violenza sulle donne. E Massimo Pitton, l’art-director di Art&Stella, ha ideato un’immagine davvero eclatante del convegno di soli uomini (anche se accompagnati da madri, mogli o compagne, fidanzate, figlie: non guasterà, anzi), “ intimando “ ai maschietti di indossare scarpe rosse. Potranno essere scarpe classiche o da ginnastica, anche vecchie e sgangherate, ma rigorosamente rosse. Una trovata sorprendente che non mancherà di interessare, anche se scarpe rosse da uomo non saranno facili da trovare. Magari potrebbe essere accettata una copertura di cartoncino rosso, messo a mo’ di galoscia, il fatto è che gli uomini che parteciperanno faranno un figurone, se non estetico, senza dubbio esemplare dal punto di vista etico e sociale. Il flash-mob avrà tempi molto stretti, circa cinque minuti, sarà naturalmente vietato l’assembramento e quindi si dovrà mantenere la distanza di sicurezza prevista fra le persone e indossare la mascherina.

 

Tilatti a Fedriga: sono pronti i ventidue ambulatori degli Artigiani per i vaccini

(g.l.) Anche in Friuli Venezia Giulia, l’uscita dall’emergenza sanitaria con la tanto auspicata ripresa dell’economia passa attraverso efficaci misure di contenimento della pandemia e un’adeguata campagna vaccinale. Nella quale quale anche gli artigiani sono pronti a dare un fattivo contributo, come è stato assicurato ieri dal presidente Graziano Tilatti. «Dinanzi alla comunicazione del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, ci sentiamo anzitutto caricati – ha detto infatti a commento dell’incontro virtuale avuto con il leader regionale – di un rinnovato senso di responsabilità. Le valutazioni del governatore ci trovano in perfetta sintonia: se è necessario chiudere si chiuda, ma con rigore scientifico, in particolare nelle zone con il più alto tasso di contagio. Confartigianato-Imprese Udine e tutto il sistema regionale di Confartigianato è al fianco della Giunta. La pandemia può essere battuta solo con un’accelerazione del piano vaccinale, accelerazione che siamo pronti a sostenere: lo abbiamo detto oggi al governatore offrendogli i nostri 22 ambulatori di medicina del lavoro sparsi in maniera capillare sul territorio».

Fedriga con Riccardi.

«Dopo il continuo decremento a partire dal 10 gennaio scorso di contagi e ospedalizzazioni con una costanza di presenze in terapia intensiva, nell’ultima settimana abbiamo invece assistito ad un’inversione di tendenza con un esponenziale aumento dei positivi e dei ricoveri. Per mettere in sicurezza il sistema sanitario e la popolazione, stiamo valutando delle nuove misure per tutta la regione e più restrittive per le zone più a rischio del territorio», ha detto Fedriga, presenti il vicegovernatore Riccardo Riccardi, gli assessori regionali all’Istruzione Alessia Rosolen, alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini e alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, durante gli incontri con i capigruppo in Consiglio regionale, l’Anci, i prefetti, i sindacati, le categorie economiche e l’Ufficio scolastico regionale. Si è trattato – come informa Arc – di riunioni in videoconferenza volute per aggiornare sulla situazione epidemiologica e confrontarsi con i soggetti istituzionali e non, sulle misure da adottare per il contenimento dell’emergenza anche alla luce dell’incontro telematico, della mattina, sul Dpcm per le misure anti-Covid alla presenza dei ministri per gli Affari regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, dell’Istruzione Patrizio Bianchi e alla Salute Roberto Speranza.

«Pordenone e Trieste sono ancora aree dove l’incidenza dei contagi non è esplosa – ha detto il governatore -, mentre l’indice è alto e preoccupante nelle ex province di Gorizia e ancora di più in quella di Udine». Gli incrementi sono dettati dalla diffusione delle varianti che colpiscono anche la fascia più giovane della popolazione e sulle quali sono necessari interventi di mitigazione. Verrà emanata un’ordinanza sul territorio, l’ipotesi è di procedere oggi, per farla entrare in vigore venerdì con misure di contenimento generali e più specifiche per i territori a rischio. «Non abbiamo assunto ancora alcuna decisione, ma dovremo intervenire anche nell’ambito scolastico sul quale pensiamo di applicare le restrizioni a partire da lunedì in maniera uniforme», ha precisato Fedriga, sottolineando comunque di attendere il nuovo Dpcm in cui è prevista, in zona rossa, la didattica a distanza (Dad) in tutte le scuole di ogni ordine e grado, mentre per la zona gialla e arancione la Dad sarà decisa dalle Regioni in due casi: qualora i contagi fossero superiori a 250 casi su 100mila abitanti nell’ultima settimana o in presenza di un aumento importante dei contagi.
«Servono misure rigorose, efficaci ma anche accettabili il più possibile – ha aggiunto il governatore -, perché la positiva applicazione delle misure di contrazione della libertà avviene quando vi è la più ampia condivisione possibile». Fedriga ha rimarcato la necessità di adottare misure per la tenuta del sistema sanitario, la diminuzione dei contagi oltre che la tenuta lavorativa ed economica all’interno dei limiti imposti dal contesto attuale.

Riccardi ha ricordato due elementi di incertezza, in particolare il parametro dei 250 contagi nel provvedimento che il Governo ha assunto con il Dpcm e le indagini sulle varianti – «al 18 febbraio si registrava il 54% della variante inglese nel Paese che oggi significa aver superato il 60%» – e il dato del contagio sulla popolazione studentesca: «non è la scuola che determina il contagio quanto i movimenti dei giovani con le attività extra scolastiche». Riccardi ha ribadito il significativo incremento dei contagi nell’ultima settimana che «ci deve far valutare con attenzione quali scelte assumere» e ha evidenziato come «la colorazione del territorio sconta un ritardo di sette giorni: se pur siamo in zona gialla, il monitoraggio mostra una situazione di preoccupazione, in particolare per alcune aree del territorio».
Si tratta di dati che rischiano di far assumere provvedimenti tardivi secondo Riccardi e Fedriga: «L’Rt guarda ai 15 giorni precedenti, quindi nel prendere misure restrittive rischiamo di essere in ritardo così come nel caso inverso, per allentare i provvedimenti una volta che la situazione è migliorata. Nell’interlocuzione con il ministro Speranza la necessità di modificare questi parametri è stata segnalata».

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In copertina, il presidente degli Artigiani Fvg Graziano Tilatti durante la videoconferenza.

 

CiviBank supera la prova Covid: volano gli utili sostenendo famiglie e imprese

(g.l.) «Ci siamo trovati tutti ad affrontare una situazione che non potevamo prevedere: quello di marzo 2020 e del lockdown è stato un periodo che ha segnato profondamente tutto il Paese, a livello sociale ed economico»: sono le parole con cui Michela Del Piero, presidente di CiviBank, commenta il bilancio dello storico Istituto di credito di Cividale, maturato in un anno straordinario – in senso negativo, s’intende – ma che registra, nonostante tutto, solidità e redditività in espansione.
CiviBank, unica banca cooperativa indipendente, conferma dunque un trend di crescita anche nel 2020, nonostante le difficoltà generate dalla crisi economica derivante dalla pandemia. Il consiglio di amministrazione dell’Istituto cividalese ha approvato, infatti, gli schemi di bilancio al 31 dicembre 2020, con dati molto positivi: l’utile netto ha preso letteralmente il volo registrando un incremento del +148,2% rispetto al 2019, passando da 2,7 milioni di euro a 6,8 milioni. Ulteriore rafforzamento degli indici di solidità della banca che sorge alle porte della città longobarda: confermato il trend di crescita registrato negli ultimi anni rispetto alla solidità patrimoniale, con il Cet1 2020 che si attesta al 15%. Anche la qualità degli attivi migliora, con i crediti deteriorati che registrano una forte riduzione (-22,4% rispetto a dicembre 2019).
«C’è grande soddisfazione – afferma pertanto la presidente Del Piero – nel vedere dei trend positivi confermati perfino in questo contesto, nel quale CiviBank ha continuato a fornire sostegno alla clientela, fatta di famiglie e imprese. Grazie al grande impegno delle nostre persone, attraverso tutte le nostre filiali ed i collaboratori, siamo riusciti a rendere sempre più visibile il nostro supporto per il territorio».

Il direttore generale Mario Crosta.

Sostegno per famiglie e imprese – Il contesto del 2020 è stato eccezionale e imprevedibile, con necessità radicalmente mutate per famiglie e imprese. CiviBank ha confermato il proprio sostegno per territorio, con un +8,4% di finanziamenti erogati rispetto al 2019, per un totale di 661 milioni. In particolare le aziende del Nordest hanno trovato nella banca cividalese un valido sostegno per affrontare la pandemia: +19,3% di nuovi finanziamenti per le Pmi, per un valore totale di 485 milioni di euro. Il trend di supporto alle famiglie non è stato lineare nei dodici mesi: a fronte di una contrazione dei consumi e dei relativi finanziamenti per le famiglie nella prima parte dell’anno, il quarto trimestre 2020 segna una forte crescita, pari a 14,3% trainata in particolare dai mutui.

Vicinanza al territorio in tempi di pandemia – Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, CiviBank ha accolto 5350 richieste di moratoria su mutui e finanziamenti, per un importo complessivo di 723 milioni di euro. Di questi, 574 milioni sono relativi a richieste giunte dalle imprese, mentre il valore delle moratorie concesse alle famiglie si attesta a 149 milioni. Il “congelamento” di questi finanziamenti è una boccata d’ossigeno per tutto il tessuto sociale e produttivo, colpito duramente dal lockdown e dalle chiusure causate dal Coronavirus.

Fiducia dei clienti – Il patrimonio totale affidato alla Banca di Cividale (raccolta complessiva) si attesta a 4.232 milioni di euro, con una crescita del +10,7% rispetto al 2019 – un trend che conferma la fiducia dei clienti nell’Istituto e nella sua capacità di preservare e investire il risparmio. La liquidità su conti correnti e conti deposito (raccolta diretta) è incrementata del 13,8%, per un totale di 3.070 milioni di euro.

L’Istituto di credito – CiviBank è nata nel 1886 come Banca Cooperativa di Cividale. I suoi fondatori, visto lo spirito laborioso dei cividalesi e le necessità oggettive di un territorio che aveva bisogno di sostegno, hanno fondato l’Istituto ispirati dai principi del mutualismo e della cooperazione. Nel 2018 la Banca di Cividale diventa CiviBank, per celebrare le sue radici che affondano nella città di Cividale, ma anche per celebrare la centralità della comunità, tramite il suffisso “Civi”. “Bank” rafforza la mission aziendale e comunica modernità, futuro e apertura all’era digitale, prospettando un contatto con gli utenti sempre più diretto e trasparente. Oggi CiviBank è una società cooperativa per azioni con 16 mila soci-azionisti, oltre 600 dipendenti e con sportelli operativi in 8 province del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.

La sede centrale a Cividale.

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In copertina, Michela Del Piero presidente di CiviBank.

 

A Pordenone tasso zero a donne e giovani che costituiscono una cooperativa

Opportunità per nuove imprese costituite da donne e giovani: nello scenario socio-economico sorto dalla pandemia da Covid-19, nuovi progetti imprenditoriali potranno dare risposta al diritto al lavoro di numerose persone. Per coloro che volessero costituire una cooperativa, Confcooperative Pordenone mette a disposizione i propri uffici per accedere al bando nazionale “Nuove imprese a tasso zero”, incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori.
“Si tratta di una serie di agevolazioni – spiega il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – rivolte a tutti coloro i quali intendono costituire un’impresa, ma anche alle imprese già costituite da non più di 60 mesi. Previsti sia forme di finanziamento agevolato ad un tasso pari a zero della durata massima di dieci anni, che contributi a fondo perduto per un importo complessivamente non superiore al novanta per cento della spesa ammissibile. Siamo contattati costantemente da persone interessate a costituire una cooperativa e questo bando può essere di grande aiuto per nuove realtà che muovono i primi passi. Da parte nostra garantiamo il massimo sostegno nella fase di avvio attraverso i nostri uffici”.
Sono finanziabili le iniziative per produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; commercio di beni e servizi; turismo. Possono essere ammessi anche progetti riconducibili a settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, nella filiera turistico-culturale e relativi all’innovazione sociale.
La domanda va presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia. Tutte le informazioni contattando Confcooperative Pordenone (telefono 0434.378700 e-mail pordenone@confcooperative.it).
“La cooperazione – aggiunge il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – è un sistema economico capace di assorbire le crisi e salvaguardare fatturati, occupazione e reti sociali. Il coronavirus ha colpito duramente anche nel Friuli occidentale, specialmente in alcuni settori, ma non ci ha abbattuti e la nascita di nuove cooperative al femminile e giovanili potrà essere un concreto segnale di speranza”.

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In copertina, il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol; qui sopra, il presidente Luigi Piccoli.