Una scrittrice bergamasca ha vinto il Premio Divoc che ricorda le durissima esperienza pandemica. A Pradamano sono avvenute, infatti, le annunciate premiazioni del concorso Divoc, giunto ormai alla terza edizione, l’unico Premio esclusivamente dedicato ai non vaccinati contro il Covid-19, ideato dal filosofo friulano Emanuele Franz e promosso dall’Audax Editrice. Il concorso, presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles lo scorso dicembre, ha visto oltre cento iscritti da tutto il mondo, in particolare da Italia, Olanda, Austria, Germania, Romania e Perù. Lo scopo del progetto non è stato discriminare né invitare a non vaccinarsi, quanto ricordare il dramma delle limitazioni alla libertà subite durante la gestione della emergenza sanitaria.
Si è, dunque, aggiudicato il primo posto la scrittrice bergamasca Pasqua Teora con l’opera “Il diseguale dell’umano”, una raccolta di racconti che narra gli anni turbolenti della pandemia attraverso il linguaggio poetico, riuscendo a creare immagini profonde di quel periodo ancora vivido nell’esperienza di molti, cioè di chi non è disposto a dimenticare. Secondo classificato è, invece, il messinese Giuseppe Campolo con l’opera “L’amore occulto”, che invita alla scoperta di una resistenza interiore ed una disobbedienza verso qualsiasi potere coercitivo.
Moltissime le opere segnalate. Oltre cento le persone presenti alla premiazione. Numerosi gli interventi con testimonianze in prima persona dei drammi vissuti in quegli anni difficili con parole toccanti che sono entrate nei cuori di tutti. La grande affluenza del pubblico ha dimostrato che i cittadini non vogliono dimenticare la privazione delle libertà subita negli anni della gestione sanitaria, bensì reagire alla crisi non con la paura ma con il senso della appartenenza, del rito e della comunità. Sentiti i saluti dal presidente di giuria Angelo Tonelli, deciso e lucido l’intervento di Ugo Rossi, toccante infine, l’omaggio allo scrittore Francesco Benozzo, garante letterario del Premio Divoc, già candidato al Nobel per la letteratura, recentemente venuto a mancare. Apprezzati, infine, i saluti dell’europarlamentare Sergio Berlato che ha invitato i partecipanti, ma anche le istituzioni, a non smettere di chiedere verità e giustizia.
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In copertina, Emanuele Franz con la prima classificata Pasqua Teora e la giurata Lucia De Giorgio; all’interno, il filosofo friulano con Giuseppe Campolo giunto secondo.
Da “reclusi” a premiati: alle porte di Udine, oggi, la conclusione del concorso Divoc per i non vaccinati durante la indimenticabile pandemia scoppiata cinque anni fa. Sono in programma infatti, alle 17, a Pradamano, nella sede dell’associazione Libars, in Via Marconi 44/ b, le premiazioni del concorso stesso, giunto ormai alla terza edizione, l’unico e solo premio esclusivamente dedicato ai non vaccinati contro il Covid-19, ideato dal filosofo friulano Emanuele Franz, autore di clamorose proteste, e promosso dall’Audax Editrice. Il concorso, presentato anche al Parlamento Europeo di Bruxelles lo scorso dicembre, ha visto oltre cento iscritti da tutto il mondo: in particolare da Italia, Olanda, Austria, Germania, Romania e Perù.
Lo scopo del progetto, affermano gli organizzatori, non è discriminare né invitare a non vaccinarsi, quanto ricordare il dramma delle limitazioni alla libertà subite durante la gestione della emergenza sanitaria. Il concorso Divoc ha infatti una finalità filantropica laddove, a seguito del susseguirsi di decreti e regolamenti, e con l’obbligo del super “green pass”, ai non vaccinati contro il Covid-19, era stata esclusa, sistematicamente, non solo ogni vita sociale, ma, cosa ancor più grave, ogni vita culturale. In palio, oltre alla pubblicazione con Audax, anche una pregevole opera del mosaicista di fama internazionale Giulio Menossi. L’invito è aperto a simpatizzanti e a tutti gli interessati.
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In copertina, il filosofo moggese Emanuele Franz durante una sua clamorosa protesta.
(g.l.) Mentre il Pust di Cergneu, liberato la vigilia dell’Epifania, scorrazza in lungo e in largo recuperando i tanti mesi di letargo trascorsi nel Cantun, a Nimis prosegue con successo la vendita dei biglietti della grande lotteria abbinata al Carnevale che dà appuntamento nei primi giorni di marzo, considerato che Pasqua quest’anno arriverà appena il 20 aprile. «La lotteria viene organizzata – si sottolinea sui tagliandi in vendita in tutti i negozi del paese – al fine di reperire fondi finalizzati al sostentamento delle iniziative dell’Associazione Pro Loco del Comune di Nimis». L’estrazione dei numeri fortunati avverrà, come sempre, nel tendone che sarà allestito in piazza 29 settembre, la sera di martedì 4 marzo, ultimo giorno di Carnevale, quello che in friulano è noto come “Carnevalon”.
Come l’anno scorso, il primo premio sarà rappresentato da una Fiat Panda fornita da Prontoauto che sarà esposta in piazza trenta giorni prima dell’estrazione; tutti gli altri nove premi saranno visionabili invece nella sede dell’Ufficio Turistico di Nimis. Così, il secondo premio sarà rappresentato da una Gift card di Città Fiera del valore di 1500 euro, mentre il terzo sarà una Smart Tv. Quindi gli altri premi saranno costituiti da un’Apple Ipad, da un cesto del valore di 250 euro composto da prodotti della Distilleria Ceschia, da un buono benzina all’Impianto Ip di Nimis, da buoni sconto ai ristoranti La Valanghe, Al Friuli e Al Torrente, e al negozio Niky’s Shop.
Tutta l’attenzione è quindi focalizzata proprio sul grande “Carnevâl di Nimis” che da molti anni rappresenta l’evento di maggior richiamo di tutto il Comune pedemontano, soprattutto in occasione della maxi-sfilata con presentazioni finale e e premiazione delle maschere partecipanti nella piazza centrale. Questo è stato confermato anche dalla ripresa che è seguita all’interruzione a causa della pandemia. E non sarà da meno quest’anno, per cui l’appuntamento è fissato nel fine settimana del 2 marzo con la conclusione, come detto, nella serata del 4 quando ci sarà, appunto, l’estrazione della bellissima lotteria.
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In copertina, ecco alcuni tagliandi della ricca lotteria del Carnevale di Nimis.
(g.l.)Per l’artigianato friulano la pandemia è, fortunatamente, soltanto un brutto ricordo. Il settore, infatti, è in piena salute con un boom di nuove iscrizioni: i settori più effervescenti sono estetica e artigianato artistico, mentre rallentano edilizia e termoidraulica. Il primo trimestre 2023 regala un ritorno alla natalità d’impresa con valori che non si registravano da oltre cinque anni. Tra gennaio e marzo, sono state 327 le aziende iscritte nel relativo albo della provincia di Udine, il numero più alto registrato dal 2017. Per la prima volta dal 2000 inoltre, nei primi tre mesi dell’anno, tradizionalmente caratterizzati da saldo negativo, la differenza tra imprese iscritte e cessate è stato invece positivo. Di poco, +3, ma positivo. «Un buon segnale dopo 23 anni il fatto che si torni a un saldo positivo nel primo trimestre dell’anno. Un segnale – commenta il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -, ma anche la dimostrazione di come il Covid almeno qualche cosa di buono, dietro il suo devastante passaggio, l’abbia lasciato. Mi riferisco alla voglia di intraprendere, che rivediamo finalmente nei giovani ma anche in quanti, non più tali, hanno deciso di reinventarsi e di aprire una propria impresa».
A scattare l’istantanea sulla demografia delle imprese in provincia di Udine è l’Ufficio studi di Confartigianato Udine diretto da Nicola Serio, sulla base dei dati Unioncamere-Infocamere-Stockview, che ha pure classificato – incrociando tre diversi indicatori – le categorie artigiane dalle migliori alle peggiori in termini di evoluzione delle iscrizioni nell’ultimo anno. Ne deriva una classifica per certi versi inaspettata. A dispetto di una “stagione“ a dir poco ricca di contributi e bonus per il recupero degli immobili e l’efficientemento energetico, l’edilizia si piazza solo al decimo posto – con una variazione tendenziale (2023 su 2022) delle iscrizioni negativa di -19, ma con un saldo positivo nel primo trimestre di +24 e una differenza tra peso percentuale sulle iscrizioni nel 1° trimestre 2023 e stock delle imprese a fine anno scorso in aumento del +8%. Bisogna scendere più giù, all’ultimo posto della classifica, per incontrare i termoidraulici, protagonisti della conversione energetica che pure mettono a segno tre indicatori su tre preceduti da segno meno: -5 la variazione tendenziale tra il I° trimestre 2023 sullo stesso periodo 2022, -2% la differenza di peso sullo stock e -5% il saldo a fine primo trimestre.mDati che non sorprendono il presidente Tilatti: «Il boom dell’edilizia c’è già stato e dunque non mi stupisce il fatto che non siano le imprese di quel settore a essere oggi tra le più dinamiche in termini di nuove iscrizioni. Ritengo che il comparto edile abbia raggiunto oggi un suo equilibrio, dopo la stagione dei bonus, che speriamo si stabilizzi e consolidi».
Tornando ai dati sulle iscrizioni e cancellazioni, la serie storica elaborata dall’Ufficio studi mostra come nella prima decade del nuovo millennio sia stata spesso superata la soglia dei 400 ingressi nel primo trimestre, con un massimo nel 2007 pari a 444 iscrizioni (con però 616 cancellazioni), salvo poi calare negli anni successivi, fino al primo anno di pandemia (2020) quando si è scesi a 269 iscrizioni, per poi risalire fino a quota 327 nel corrente anno. In generale, negli “anni dieci” la dinamica complessiva della demografia delle imprese artigiane è risultata in calo con minori flussi sia in ingresso sia in uscita e un minor ricambio generazionale tra gli artigiani, caratteristiche di un regime di bassa pressione demografica tipico delle popolazioni “mature stazionarie”, con una struttura per età che sta invecchiando.
In questo quadro, come detto, l’evoluzione positiva delle iscrizioni, riscontrata anche nell’ultimo anno, non è omogenea all’interno dei diversi settori e per questo l’ufficio studi ha calcolato una classifica delle categorie artigiane, ordinate dalle migliori alle peggiori, sulla base di tre indicatori: la variazione tendenziale del flusso di iscrizioni tra il primo trimestre 2023 e il corrispondente periodo del 2022; la differenza tra il peso percentuale per categoria del flusso di iscrizioni nel primo trimestre 2023 e il peso percentuale delle categorie nello stock di imprese al 31/12/2022; il saldo demografico calcolato come differenza tra iscrizioni e cancellazioni di imprese artigiane nel primo trimestre del 2023.
Nelle prime quattro posizioni troviamo le categorie che vantano tutti e tre gli indicatori positivi: l’estetica, trainata dal boom di tatuatori e decorazione unghie, che registra +24 iscrizioni anno su anno (2023 su 2022) e un saldo di +31 tra iscrizioni e cancellazioni; l’artigianato artistico che cresce di +6 iscrizioni anno su anno e mette a segno un saldo positivo di +2 nel trimestre; i pittori edili e i grafici con i disegnatori tecnici, che a livello tendenziale crescono di 5 unità con un saldo positivo sul trimestre di +1.
Seguono sei categorie con due indicatori positivi su tre, tra cui – un po’ a sorpresa – il trasporto conto terzi di merci su strada, il legno ed affini, l’artigianato rurale con potatori e giardinieri, la nautica, i fotografi e l’edilizia ed affini, categoria che vanta il maggior numero di iscrizioni (93), seppure in rallentamento rispetto all’inizio del 2022 (112), con l’esaurirsi della forza propulsiva dei bonus e superbonus.
Ci sono poi nove categorie con un solo indice positivo: alimentari, piastrellisti, meccatronici, carrozzieri e gommisti, odontotecnici, moda, acconciatori, Ict, servizi di pulizia e ferro e metalli. Infine, le ultime dieci posizioni con i settori che non hanno nessun indicatore positivo: noleggio con conducente, ottici ed affini, decoratori, cartellonisti, tassisti, arredamento, seggiolai ed affini, tra cui si segnalano tutte e tre le categorie del comparto di installazione e manutenzione degli impianti domestici ovvero impianti elettrici, elettronici e termoidraulici.
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In copertina, ecco un artigiano-artista del legno all’opera a Sutrio in Carnia.
A fronte del continuo aumento delle richieste di intervento per disturbi neuropsichici dell’età evolutiva, acuito dagli effetti della pandemia, si riduce la capacità di un’adeguata presa in carico terapeutico-riabilitativa, sia nei confronti dei minori che delle famiglie. È necessario, quindi, incrementare il sistema delle opportunità del territorio e sperimentare soluzioni che consentano di utilizzare le risorse economiche come investimento per la creazione di legami sociali e nuove occasioni di sviluppo locale: un sistema di welfare generativo per intervenire sulle fragilità individuali e, al tempo stesso, generare benessere e miglioramento sociale per tutta la popolazione.
Il progetto: “Passo dopo passo. Palestre di inclusione”, realizzato dalla cooperativa sociale Thiel in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (SOC Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), il Comune di Palmanova e con il sostegno della Fondazione Friuli nell’ambito del Bando Welfare, mira a realizzare concrete opportunità di inclusione dei minori con disabilità e delle loro famiglie attraverso la realizzazione di laboratori ludico-ricreativi, artistici e creativi aperti a tutta la cittadinanza. Il progetto, in partenza a fine marzo, prevede: laboratori (burattini, con Michele Polo e ceramica, con Simone Paulin) per bambini e bambine fra i 6 e i 10 anni; laboratori (mosaico con Musivaria, e fotografia, con Francesco Cecconi) per ragazzi e ragazze fra gli 11 e i 17 anni; laboratori (sartoria, con Sara Marson e lavoro a maglia, con Isabella Pontel) per adulti. Le attività si caratterizzano per una bassa soglia di abilità in entrata e risultano inclusive delle differenze fisiche, psichiche, cognitive e sociali di ciascuno dei partecipanti.
«Siamo felici di avviare le attività della nostra nuova sede di Palmanova (in Borgo Udine, 50) con un progetto aperto a tutta la cittadinanza – sottolinea il presidente della Thiel, Luca Fontana -. La nostra volontà è quella di connetterci con il territorio nell’ottica di favorire l’attivazione della comunità e la sua partecipazione, di catalizzare potenziali attori per future iniziative e realizzare progetti che promuovano il benessere dei singoli e della collettività».
La partecipazione alle iniziative del progetto è libera, aperta e gratuita. Per info e iscrizioni: telefono e whatsapp; 320.6512012; e-mail: anna.sabatti@coopthiel.it
Finalmente dopo il lungo stop dovuto alla pandemia, sabato prossimo 14 gennaio, dalle 15 alle 18, la Scuola materna parrocchiale paritaria “Maria Immacolata” ed il Nido integrato di Savorgnano del Torre, con sede in Piazza Ciani, tornano a invitare tutte le famiglie che vorranno visitarne le sedi e assumere informazioni per le iscrizioni relative all’anno scolastico 2023/24 che sono aperte da da domani, 9 gennaio, al 31 del mese, termine ministeriale, o a completamento dei posti disponibili. Sarà possibile comunque prendere visione della struttura tutti i giorni, previo appuntamento con la segreteria, per non disturbare lo svolgimento delle attività didattiche.
La Scuola materna della Parrocchia di San Michele Arcangelo, nella frazione di Povoletto, ha quasi raggiunto il traguardo degli 80 anni di attività all’interno della comunità cristiana di cui è da sempre il fiore all’occhiello. E i suoi dirigenti colgono l’occasione per ricordare tutti coloro che supportano da sempre la benemerita istituzione attraverso la propria opera di volontariato, per cui un doveroso ringraziamento va alle famiglie, a tutte le Associazioni, alla Fism, agli Istituti di Credito, agli Enti (Comune, Regione e Ministero) che hanno appoggiato e continuano a sostenere questa bella realtà anche attraverso donazioni e raccolte occasionali.
La sezione del Nido integrato, curata da educatrici abilitate, accoglie i bimbi dai 12 ai 36 mesi in locali a loro dedicati, strutturati in base alle normative vigenti. La Materna invece ospita, nell’ambito delle tre sezioni attivate, una cinquantina di alunni, dai 3 ai 6 anni, accuditi da cinque docenti abilitati, di cui quattro laici ed una religiosa. All’interno della Comunità delle Suore Francescane, da sempre presenti a Savorgnano, già da qualche anno è stata accolta una nuova giovane madre superiora, suor Francesca Fiorin, che si è subito resa disponibile per il laboratorio di religione fungendo da valido supporto alle sezioni della scuola. Il servizio mensa è interno ed è curato da una cuoca costantemente formata ed aggiornata.
«Vi attendiamo quindi a braccia aperte a Savorgnano», concludono i dirigenti ricordando che per ulteriori informazioni e chiarimenti si potrà telefonare allo 0432.666284 oppure inviare una mail a segreteriascuolamaterna@donbepi.it
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In copertina e all’interno due immagini degli accoglienti locali della Scuola materna parrocchiale di Savorgnano del Torre.
Dopo la pausa forzata dovuta alla pandemia, CrediFriuli ha riproposto l’organizzazione delle due giornate di prevenzione dell’ictus, in collaborazione con l’Associazione Alice Fvg, riservate ai soci della banca. In tale occasione, grazie alla presenza di personale sanitario qualificato, è stato possibile effettuare il controllo gratuito della pressione e sottoporsi a un ecocolordoppler.
I controlli offrivano la possibilità di verificare il livello di rischio e di ricevere indicazioni in merito ai comportamenti più appropriati per la prevenzione di questa patologia che è la seconda causa di morte dopo le malattie ischemiche. In Italia l’ictus è responsabile del 10 per cento di tutti i decessi e rappresenta la prima causa di invalidità. Ogni anno, nel nostro Paese, si registrano circa 90 mila ricoveri dovuti all’ictus cerebrale. I principali fattori di rischio per questa patologia sono: la pressione arteriosa elevata, il fumo, l’obesità, un’età maggiore ai 45 anni e la familiarità con la malattia.
«L’iniziativa viene ripetuta poiché, nelle passate edizioni, ha trovato vasto riscontro tra i soci – spiega il presidente di CrediFriuli, Luciano Sartoretti -. Lo stesso è successo anche con le date di ottobre, con oltre 100 adesioni, che replicheremo a inizio 2023, a Udine, poiché, in poche ore, tutti i posti disponibili per i controlli sono andati esauriti».
Le due giornate dedicate alla prevenzione dell’ictus, si sono svolte presso le filiali CrediFriuli di Cervignano del Friuli e di Reana del Rojale.
Come rendere attrattiva la propria azienda per nuovi lavoratori di cui si è alla ricerca? E come motivare i lavoratori attuali a rimanere in azienda attraverso un posto di lavoro stimolante? La pandemia ha determinato profondi cambiamenti nel mondo del lavoro, portando sempre più le persone a scegliere loro stesse l’azienda che meglio risponde ai propri bisogni, non solo professionali ma anche di vita. Un fenomeno che a livello internazionale è conosciuto come Great resignation, ovvero il periodo delle grandi dimissioni (dati recenti parlano di un 60% di dimissioni volontarie in Italia nel 2021, soprattutto tra lavoratori di età compresa tra 26 e 35 anni). E le imprese, che finora erano abituate – al contrario – a poter scegliere tra un gruppo ampio di candidati, devono mutare pelle nelle politiche occupazionali e provvedere ad aumentare il proprio appeal. Un problema sentito sempre più da aziende di piccole e medie dimensioni, che non sanno magari come “raccontarsi” sul mercato del lavoro patendo così la concorrenza delle grandi imprese.
Per far questo al Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone con sede a Maniago – hanno deciso di dedicare alla problematica uno dei punti della quinta edizione di “Nip Evolution”, progetto consortile che permette alle imprese insediate di confrontarsi sulle reciproche buone pratiche, discutere con esperti delle varie tematiche e partecipare ad attività di team building. Il tema sarà il primo di una serie e gli incontri partiranno a settembre.
«Nello specifico – spiega il direttore del Consorzio, dottor Saverio Maisto – siamo partiti da una delle domande che sempre più spesso negli ultimi mesi abbiamo condiviso con il gruppo di lavoro di Evolution, tema sempre più attuale e condiviso: come posso trovare nuovi lavoratori qualificati o come posso fare a tenere le figure che ho già e che sono ricercate e apprezzate da aziende concorrenti e non? Insieme a esperti del tema andremo a lavorare su come ormai l’aspetto retributivo, seppur sempre e comprensibilmente importante, non è più l’unico elemento che viene preso in considerazione dai lavoratori. C’è anche la necessità di lavorare in un ambiente che valorizzi le proprie conoscenze, che permetta di sperimentare e crescere, che permetta una equilibrata divisione del tempo tra il lavoro e la sfera privata, con maggiore flessibilità. Un luogo che dia possibilità di svolgere anche attività extralavorative, che veda come un’opportunità l’importanza del coinvolgimento del team nei progetti di sviluppo aziendale. Sono solo alcuni degli aspetti su cui cercheremo di dare una mano alle imprese».
Nel primo appuntamento del 27 settembre se ne parlerà con Francesco Venier, direttore dell’Exectuive Mba del Mib School of management di Trieste. Il nuovo ciclo di incontri vedrà anche trattare il tema della comunicazione pervasiva e del dialogo strategico, del lavoro in team e della leadership: in programma approfondimenti, visite aziendali e testimonianze di best practice.
«Nip evolution – aggiunge il direttore Maisto – parte dalle richieste concrete delle aziende del Consorzio di potersi confrontare e conoscere tra imprenditori dello stesso territorio. Nelle precedenti edizioni ha avuto un positivo riscontro su vari temi, come la comunicazione interna, la capacità a delegare e favorire il passaggio generazionale, sull’aumentare le opportunità per le donne in azienda e promuovere l’ascolto attivo e la critica costruttiva. Nel fare questo abbiamo ospitato anche testimonianze di giovani imprenditori o realizzato attività di gruppo, come quella di team building di un paio di anni fa. In pratica, abbiamo dato concretezza ai valori intangibili che ogni azienda ha e li abbiamo messi in condivisione: un percorso per nulla scontato e davvero innovativo, in cui ogni impresa ha donato qualcosa e appreso altro dai propri vicini».
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In copertina, partecipanti ad attività di time building al Nip negli anni passati.
È in pieno svolgimento la II edizione del progetto “CosìComeSei”, sostenuto dalla Fondazione Carigo e coordinato dalla cooperativa sociale Thiel, rivolto ai numerosi giovani che soffrono di disturbi alimentari (in aumento negli anni della pandemia), nell’area del Monfalconese. Il Progetto mette in campo un’idea innovativa al bisogno dell’équipe di orientarsi verso percorsi di attività di gruppo per rispondere al rilevante numero di persone attualmente in carico e ai diversi livelli di intensità di cura.
Luca Fontana
L’obiettivo principale di “CosìComeSei#2” è quello di fare in modo che le persone escano dall’isolamento, si confrontino, acquisiscano strumenti per gestire difficoltà emotive e relazionali usando diversi linguaggi espressivi (sartoria, mosaico) e beneficiando di attività di socializzazione e di sostegno educativo individuali, facendo in modo che i pensieri ossessivi del Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA) lascino man mano spazio all’acquisizione di abilità, con conseguente aumento della fiducia in sé stessi e della capacità di gestione autonoma di situazioni difficili e conflittuali.
Il Progetto, finanziato dalla Fondazione Carigo all’interno del bando “Welfare di Comunità 2021”, oltre alla Thiel coinvolge: il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina; Fenice Fvg – Associazione Onlus per la Cura e la Riabilitazione dei Disturbi Alimentari e l’Associazione Teatrale Cantiere dei Desideri.
In funzione da una decina d’anni, il Centro DCA, inserito nel Dipartimento di Salute Mentale dell’ospedale “San Polo”, unico per l’Isontino e uno dei 4 operativi in Friuli VG, nel 2020 ha dato un supporto di cura gratuito a 191 pazienti (in maggior parte donne), di cui 68 minori: unico servizio, per questa fascia d’età, offerto in regione. «Nel periodo post pandemico, il Centro DCA ha registrato un’impennata di richieste di presa in carico che ha imposto la necessità di pensare a risposte in grado di superare l’intervento individuale – spiega Luca Fontana, presidente della Thiel -. A questo proposito gli operatori specializzati del gruppo multidisciplinare del Centro, coordinati dalla psicologa Corinna Michelin, hanno adottato nuove strategie d’azione per mantenere i legami con i pazienti, alternando attività a distanza e in presenza per piccoli gruppi e sperimentando una serie di laboratori esterni, gestiti direttamente dai professionisti della cooperativa».
Le attività di “CosìComeSei#2” (che termineranno nell’agosto prossimo) vengono svolte sia all’interno del Centro DCA che in spazi a disposizione della cooperativa (presso la Collettiva48/MediaThiel di via IX Giugno), a Monfalcone, nell’ottica di creare una rete relazionale e fisica sul territorio.
Il bilancio 2021 de La Quiete chiude con un segno meno di 1.029.478 di euro: si è passati, infatti, da un fatturato di 18.111.100 di euro nel 2020 ai 15.672.501 del 2021. Approvato all’unanimità dal consiglio di amministrazione, il bilancio fa segnare una perdita fisiologica dovuta all’impatto della pandemia che però non va ad intaccare il patrimonio della Asp che resta di 8.943.000 euro: per pareggiare il conto di esercizio, infatti, sono state utilizzate le riserve di utili degli esercizi precedenti, pari a 1.170.000 di euro.
«Il 2021 è stato indubbiamente un anno difficile – spiega il presidente Alberto Bertossi -, scontiamo i costi dovuti alla pandemia (dispositivi dpi, sanificazione, pulizie), ma soprattutto la diminuzione dell’occupazione dei posti letto della casa di riposo che, nel picco più basso, ha fatto registrare 280 posti occupati a fronte dei totali 408, con una flessione del 18,8% su base annua. A differenza di altre realtà del settore il cui personale è appaltato a ditte esterne, gran parte del nostro personale infermieristico è dipendente della Asp, mentre gli Oss dipendono nella quasi totalità alla Fondazione Morpurgo Hofmann: per non mettere in difficoltà i lavoratori in un periodo già faticoso, non abbiamo chiesto cassa integrazione per nessuno».
All’emergenza Covid si sono aggiunti gli effetti dei lavori di efficientamento energetico dell’edificio centrale che sia affaccia su via Sant’Agostino (rifacimento del cappotto, sostituzione degli infissi e allargamento degli spazi interni dedicati agli ospiti): appaltati a novembre 2020 dal precedente cda e iniziati a maggio 2021, hanno portato via ben 40 posti letto.
«I lavori dovrebbero terminare tra un mese e le prospettive per il 2022 sono positive – continua Bertossi –, già l’ultimo trimestre 2021 ha dato segnali incoraggianti e, ad oggi, registriamo nuovamente la piena occupazione dei posti letto con una piccola lista d’attesa: ci aspettiamo quindi una gestione in linea con gli anni pre-Covid. Dati gli ottimi rapporti con la Regione e con l’Azienda Sanitaria, sono fiducioso che ci sarà la medesima attenzione già dimostrata per i ristori degli oneri di gestione della pandemia e per i posti letto non occupati, come già successo per quelli 2020 ristorati durante esercizio 2021».
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In copertina, un’immagine della Quiete la principale casa di riposo di Udine.