Grado, il grande Presepe di San Pietro in formato ridotto al Palacongressi. E oggi la benedizione di tutti i Bambinelli. Nuovo appello Ricreatorio Spes della Parrocchia

(g.l.) Dalla vigilia dell’Immacolata, tutti abbiamo potuto ammirare, tramite i mezzi di comunicazione tradizionali (carta stampata e televisione) e i modernissimi social, il grande, meraviglioso Presepe di Grado, allestito in Vaticano. Ma da ieri anche a Grado c’è la possibilità di vederlo, ovviamente in scala ridotta, al Palacongressi di Città Giardino dove è stata inaugurata la sala del “Presepe di San Pietro”, nella quale viene riproposta l’opera donata al Papa, e quindi alla Cristianità intera alla vigilia del Giubileo 2025: i riflettori del pianeta saranno puntati sulla Città del Vaticano, e quindi, con flash sicuramente anche sulla Natività in “Casòn”, in occasione della solenne apertura della Porta Santa la Notte di Natale. Un plastico insomma del Presepe che da una settimana, senza esagerazione alcuna, è il più famoso del mondo assieme a una mostra fotografica con le immagini che documentano i lunghi lavori di preparazione e di allestimento della grande opera che ha suscitato meraviglia, emozione e ammirazione in tutti, con unanimi complimenti e segni di gratitudine al folto gruppo di volontari che ha saputo tradurre in realtà il sogno cullato da anni da Antonio Boemo: quello di creare proprio in piazza San Pietro un angolo della Laguna di Grado, con la vita che vi si svolgeva un secolo fa, per collocarvi la nascita del Salvatore.

Artisti al lavoro per il magnifico Presepe.


La riproduzione del grande Presepe in Vaticano è dunque la regina anche delle tantissime Natività che ogni anno vengono allestite nell’Isola del Sole e che hanno fatto diventare Grado una sorta di “capitale dei presepi” del Friuli Venezia Giulia. E oggi nelle varie Messe – tra cui quella “granda” nella Basilica di Sant’Eufemia – saranno benedetti i Bambinelli che a Natale verranno deposti nei presepi allestiti anche nelle case.
L’Isola si prepara dunque a vivere le festività nel migliore dei modi e l’altra sera, ricorrenza di Santa Lucia, in Campo Patriarca Elia, il sagrato della Basilica, è stato acceso anche l’Albero di Natale durante una bella festa. In questi giorni, poi, monsignor Paolo Nutarelli ricollegandosi al fatto che «per Natale alcune nostre strutture riapriranno per vivere l’accoglienza di molti turisti», ha diffuso gli orari natalizi delle celebrazioni, ricordando, fra l’altro, che «la Santa Messa del giorno di Natale è solenne ed in lingua latina», invitando nel contempo a fare riferimento sempre a chiesagrado.org ed alle pagine social della Parrocchia. E ha concluso con un appello: «Ancora una cosa… So di essere sfacciato e chiedo scusa – ha scritto il parroco ai suoi concittadini “graisani” -, ma come amava dire don Bosco “mi rivolgo al vostro cuore per trovare un fattivo aiuto”. In questo ultimo anno abbiamo portato a compimento i lavori del Ricreatorio Spes… La spesa ingente è sostenuta solo dalle offerte dei privati… Abbiamo acceso un fido bancario per non mandare in estrema sofferenza la Parrocchia, ma questa operazione può riuscire solo con il contributo di tutti… Pertanto, chi volesse aderire alla raccolta fondi lo potrà fare portando il proprio contributo. Ogni goccia serve. Ogni contributo è ben accetto. Ne abbiamo bisogno».
Infine, ricordiamo che proprio oggi, alle 16, in Basilica ci sarà un invitante concerto natalizio con finalità benefica dal titolo “Unconventional Christmas Experience”. L’ingresso è a offerta libera e il ricavato – si annuncia nella locandina – sarà devoluto in favore del Ssd Disturbi del comportamento alimentare sede di Monfalcone-Asugi.

Le offerte pro Spes possono essere portate nell’Ufficio Parrocchiale,
in Via Gradenigo 14, negli orari di apertura, oppure inviate
attraverso bonifico bancario intestato a SOGNO SPES
IBAN: IT09L0887764590000000705335
indicando nella causale: SPES

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In copertina, una inquadratura del Presepe allestito dinanzi alla Basilica vaticana.

Sipario sul Festival della Canzone Gradese vinto da Filippo Fabris: i giovani sono ancora attratti dalle tradizioni dell’Isola immortalate anche nelle foto storiche della famiglia Marocco

di Giuseppe Longo

Il giovanissimo Filippo Fabris, con la canzone “Dime de sì”, è il vincitore della 56ª edizione del Festival della Canzone Gradese, manifestazione che ha regalato, sabato sera, al pubblico che gremiva il Palacongressi di Città Giardino, una serata sicuramente indimenticabile perché, come avevamo anticipato annunciandola, non solo ha permesso a tutti di fare un salutare “tuffo” nell’antica tradizione orale della località lagunare, ma anche perché ha dimostrato ancora una volta quanto il concorso canoro – tutto “graisan” – sia amato dalle nuove generazioni che sono attratte dai valori irrinunciabili della “graisanità” e quindi assicurano d’esserne gelosi custodi e interpreti. E questo, per una comunità che crede in se stessa, è veramente bello!

Ecco i tre premiati del 56° Festival.

Inoltre, come è noto, il 56° Festival della Canzone Gradese è stato anche un incontro tra la tradizione fotografica dell’Isola e, appunto, quella canterina con le immagini storiche collezionate e conservate negli archivi della famiglia Marocco, che ha consentito a tutti di compiere un nostalgico viaggio nel passato della bellissima festa in musica. «Grazie a tutti coloro – ha scritto Laura in un post – che hanno apprezzato il libretto di sala con i testi delle canzoni a cui ho abbinato fotografie mie, di mio nonno Domenico, di papà Mauro e della mamma Alba». Oltre a questo, c’è stato anche l’applauditissimo ritorno della “Conchiglia d’Oro” dedicata ai più piccoli, proposta accolta subito con vero entusiasmo e che, ovviamente, ha tutti i numeri per essere ripetuta fin dalla prossima edizione. Perché, logicamente, anche questo è un modo per tenere ancorati i più giovani alla storia e alle tradizioni di una comunità culturalmente molto ricca e che aveva trovato nella “vose” di Biagio Marin la sua espressione più alta e genuina.
Ma torniamo ai risultati del Festival, ricordando che la vittoria è andata, appunto, al giovane Filippo Fabris con la canzone “Dime de sì” di cui è anche autore assieme a Mattia Troian per la parte musicale; secondo classificato, invece, Mattia Marchesan con “‘L tènpo no pol fermasse” su musica del compianto Sebastiano Corbatto e parole di Gian Marchesan; infine, la terza posizione per Cinzia Borsatti che ha cantato “Sans Soucis” di Marta Chiusso sia per il testo che per la musica.

La “Conchiglia d’Oro”.

Oltre alla fotografia del manifesto di Laura Marocco, premi speciali sono stati alcuni pannelli fotografici dell’Archivio Marocco rispettivamente di Alba Marchettot Marocco per la sezione “mamuli” (Coro “Conchiglia d’Oro” diretto da Violetta Gratton) a Luciano Cicogna, autore di parole e musica de “‘L carachì” premiato da monsignor Paolo Nutarelli; di Domenico Marocco per il Premio Cooperativa Pescatori consegnato da Luca Corbatto agli autori di Trampulin: Stefano Dovier e Alessandro Marchesan. Il sindaco Giuseppe Corbatto ha premiato, invece, Gian e Mattia Marchesan (canzone già seconda classificata ) con la fotografia su tela di Mauro Marocco come Premio Giuria di Qualità intitolato a Luciano Facchinetti (“Siego”), alla cui memoria è stato tributato un sentito omaggio: è stato presentato il video di una sua canzone interpretata da Simone Zentilin , che però non è potuto essere presente perché in volo alla volta del Brasile (partito dal palco del Festival, ora si esibisce sulle navi da crociera!). Alle premiazioni ha partecipato anche il presidente della Fondazione Carigo, Alberto Bergamin, che ha consegnato il riconoscimento alla terza classificata, Cinzia Borsatti. Grado Turismo ha rivolto, infine, «un grazie a Quelli del Festival: Fabio Marchesini, presidente, ed a Leonardo Tognon, che ha presentato la serata con professionalità e coinvolgimento. Grazie agli animatori del Ricreatorio Spes Grado che hanno collaborato per la raccolta e lo spoglio dei voti, all’orchestra e a tutte le maestranze coinvolte senza dimenticare gli sponsor». Ricordiamo, altresì, che durante una pausa dello spettacolo è stato proiettato un docufilm di Christian Natoli dedicato all’Isola di Grado su commissione della Regione Friuli Venezia Giulia.
E così anche questa edizione del Festival della Canzone Gradese è andata felicemente in archivio. Ma il pensiero dei suoi organizzatori è fin d’ora rivolta alla prossima. Perché questa manifestazione che, come abbiamo visto, ha superato ben cinquantasei anni di storia dimostra tutta la sua freschezza e il suo saldo attacamento nella comunità “graisana”. Insomma, una di quelle tradizioni da difendere, valorizzare e rinnovare nel tempo. E Grado dimostra costantemente in tutte le occasioni che scandiscono la vita isolana, a cominciare da quelle religiose, di saperle conservare gelosamente. Perché qualcuno ha detto, giustamente, che chi non conosce il proprio passato non può sapere neanche come sarà il suo futuro. E sicuramente anche “Biaseto” la pensava così.

Infine le altre premiazioni.

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In copertina, Filippo Fabris mentre canta la sua “Dime de sì” che ha vinto il Festival.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Grado fa il pieno di… solidarietà con centinaia di Caritas che portano una benefica “invasione” nell’Isola

(g.l.) Grado fa il pieno di… solidarietà. Da ieri, infatti, nell’Isola c’è una “invasione” pacifica di oltre duecento Caritas diocesane, con più di 600 delegati, che partecipano al loro 44° Congresso nazionale in programma, come già annunciato, fino a giovedì 11 aprile. Tema dell’importante appuntamento “Confini, zone di contatto e non di separazione”. Al centro dei quattro giorni di lavori il Palacongressi di Città Giardino, anche se sono previste puntate a Gorizia, Nova Gorica e in altre località, come nella lagunare isoletta del Santuario di Barbana e nella vicina Aquileia per la visita alla Basilica poponiana.


Confini, dunque, zone di contatto e non di separazione. Come dimostra con efficacia anche quello tra Italia e Slovenia ormai pressoché inesistente, considerato che proprio Nova Gorica e Gorizia formano praticamente una “città unica” in Go!2025, il progetto che le vede affiancate per la Capitale europea della cultura del prossimo anno. “Se non ci fossero i confini saremmo tutti più poveri, privi di punti di vista diversi. I confini sono anche positivi, perché garantiscono una diversità e un approccio complesso al mondo”, ha sottolineato, infatti, l’arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana, Carlo Roberto Maria Redaelli. Il quale poi – come informa Sir – ha aggiunto: “Dobbiamo riconoscere che a volte ci sono confini tra uffici e servizi della Curia con il rischio di una pastorale frammentata e iniziative non coordinate che piovono sulle Parrocchie. Ci sono però tentativi interessanti di lavoro condiviso”. Ma il confine più arduo – secondo monsignor Redaelli – è “tra operatori e volontari Caritas e gli ultimi, perché siamo in due situazioni diverse, chi aiuta e chi ha bisogno di aiuto. Ma è un confine che va superato”. Per cui il presule propone di capovolgere i ruoli e invita a pensarci noi stessi “come gli affamati, gli assetati, gli stranieri che hanno bisogno di aiuto”.
Alla giornata inaugurale è intervenuto anche monsignor Francesco Moraglia, patriarca di Venezia – città che con Grado ha un legame storico speciale – e presidente della Conferenza episcopale del Triveneto, il quale ha sottolineato che “la Chiesa è immersa in una dinamica d’amore concreto e senza confini”. Ieri hanno parlato anche padre Luciano Larivera, direttore del Centro culturale Veritas di Trieste, e don Matteo Pasinato, docente di Teologia morale alla Facoltà Teologica del Triveneto.
Giorni importanti, dunque, per Grado, non solo come immagine proiettata all’esterno in quanto punto di riferimento di una manifestazione nazionale di grande rilevanza, ma anche per la sua economia in questo periodo ancora di bassa stagione, considerato pure che le recenti festività pasquali sono state ostacolate dal maltempo, causando un danno che il sole dell’Ottava non è certamente riuscito a sanare. Una boccata d’ossigeno, insomma, preziosa per i valori che incarnano le Caritas, ma anche per gli effetti positivi  che questa “invasione” benefica porta all’Isola d’oro.

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In copertina, l’arcivescovo di Gorizia e presidente della Caritas Italiana Carlo Roberto Maria Redaelli; all’interno un settore del Palacongressi di Grado nella giornata inaugurale di ieri.