Ragogna e le sue due Pro Loco nei racconti di Dino Persello tra le note della fisarmonica di Pasqualino Petris

(g.l.) Dino Persello, come sanno tutti i suoi estimatori, ha una grossa passione per il ciclismo, sport che pratica personalmente e che interpreta nei suoi lavori teatrali, soprattutto in occasione dell’arrivo in Friuli del Giro d’Italia. O anche attraverso i recenti omaggi al grande Ottavio Bottecchia. Ma grandi sono la passione e l’attaccamento anche alla vita dei nostri paesi, animata spesso, e lodevolmente, dal lavoro di tante Pro Loco che si prodigano per il bene delle proprie comunità. E del lavoro di queste benemerite associazioni ha anche una notevole conoscenza professionale, avendo ricoperto per anni il ruolo di segretario del Comitato regionale Pro Loco d’Italia che ha sede a Villa Manin di Passariano. Ma che ha trattato anni fa anche in un suo bel libro dal titolo “Jo i soi di paîs”.
Un settore importantissimo, dunque, e sul quale il nostro attore e regista “indagherà” con lo spettacolo in programma oggi, 5 ottobre, alle 18.30, nella sede della Biblioteca comunale “Luca Petris” di Ragogna. A pochi chilometri da casa – vive a San Daniele, ma è originario della vicina Dignano – Dino Persello proporrà infatti “Ragogna Pro Loco’s”, un “racconto emozionale teatral-musicale tra generosità, profilo civico, aggregazione, volontariato e cultura del bello”. Come spesso avviene, sarà accompagnato dalle note calde e gioiose della fisarmonica di Pasqualino Petris. “Si tratta – anticipa lo stesso protagonista – del secondo appuntamento dell’importante progetto “Racconti di Comunità in… Collina”. Il soggetto peculiare sarà l’associazionismo, con centrali le due Pro Loco operanti all’interno della dinamica Comunità di Ragogna. Ne sentirete delle belle!”.
Ricordiamo, infine, che lo spettacolo rientra tra le iniziative della Comunità Collinare del Friuli ed è stato organizzato con la collaborazione del Comune di Ragogna. Per cui non resta che accogliere l’invito dei due enti locali e partecipare alla serata che si annuncia davvero promettente. Dino Persello, come sempre, non deluderà le attese!

EVENTO RINVIATO PER INDISPOSIZIONE

San Daniele, stasera Dino Persello “gioca in casa” riportando all’epoca del grande sacerdote-umanista Guarnerio d’Artegna

(g.l.) Dopo avere reso nuovamente omaggio al mito di Ottavio Bottecchia nella magica cornice di Villa Manin – davvero un pienone a Passariano! -, per Dino Persello è arrivata l’ora di “giocare in casa”. L’attore dà infatti appuntamento per questa sera, 25 settembre, nella “sua” San Daniele – ma è nativo della vicina Dignano, tra i sassi del Tagliamento – per dare vita a “Piacevolmente… intrappolati – Da Guarnerio ai giorni nostri storia del Loco-Osteria romantica La Trappola”.

Dino Persello e Pasqualino Petris.

Lo spettacolo si terrà infatti, alle 20, con ingresso libero proprio nella rinomata osteria enoteca di piazza Vittorio Emanuele II, nel centro storico della cittadina del prosciutto. Il monologo di Persello sarà intercalato dagli interventi musicali di Pasqualino Petris, il fisarmonicista che quasi sempre accompagna l’attore sandanielese nei suoi lavori teatral-emozionali.
L’odierna rappresentazione riporta all’epoca del grande sacerdote umanista Guarnerio d’Artegna (Pordenone 1410-San Daniele del Friuli 1466) il cui nome, come è noto, è “incardinato” nella storica Biblioteca Guarneriana che si affaccia su piazza del Duomo e che lui stesso fondò. Per cui sarà molto interessante ascoltare dalla voce di Dino Persello l’evoluzione della vita cittadina dall’epoca in cui Guarnerio era pievano di San Daniele, metà del Quattrocento, a oggi. Prendendo come punto di riferimento proprio La Trappola, i cui muri pare che siano stati edficati addirittura precedentemente, almeno un secolo prima dell’arrivo del grande prelato e uomo di cultura friulano.

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In copertina e qui sopra la Biblioteca Guarneriana di San Daniele con il ritratto del suo illustre fondatore.

Nuovo omaggio di Dino Persello al mito di Ottavio Bottecchia: lo ospiterà oggi la splendida cornice di Villa Manin

(g.l.) Avrà quale prestigiosa cornice niente meno che la splendida Villa Manin di Passariano lo spettacolo che oggi, 14 settembre, Dino Persello offrirà ancora una volta alla memoria del grande Ottavio Bottecchia, gloria del ciclismo italiano. L’appuntamento, con ingresso libero, è fissato infatti alle 17.30 nella Barchessa di Levante, nella sala riunioni del secondo piano. Il racconto emozionale, teatral-musicale del mito indiscusso di Bottecchia avviene nel contesto della mostra “Il ciclismo in Friuli Venezia Giulia”. Le parole dell’attore sandanielese, che sanno sempre toccare le corde del cuore, saranno intervallate dalle esibizione del tenore Andrea Binetti accompagnato dal pianoforte di Teo Luca Rossi, artisti che spesso impreziosiscono gli spettacoli di Persello. Il quale ha scritto: «Sono certo che a fine spettacolo avremo tutti amato di Ottavio Bottecchia la sua maglia gialla, la sua maschera di fango secco che si screpolava a ogni sorriso, le sue ciglia bianche, le sue labbra grigie, le sue mani nere, i suoi polpacci scorticati, i suoi muscoli che erano come il cordame corrosa dal sale di un galeone, di un museo del mare… la sua umanità e generosità fuori dal comune».

Dino Persello


Nuovo omaggio, dunque, di Dino Persello al ciclismo, sport che ha da sempre nel sangue. Una grande passione che ha assorbito dal padre e poi l’ha alimentata per tutta la vita. Un amore così grande che lo riversa ogni anno, anche nel suo fare teatro, quando in Friuli arriva, sempre attesissimo, il Giro d’Italia. E ora lo fa per onorare ancora una volta un grande del ciclismo tricolore, ma non il ciclismo d’oggi bensì quello degli albori, scritto con caratteri aurei nella storia dello sport sulle due ruote. Quello di un ciclista d’altri tempi divenuto leggenda e che quasi un secolo fa, a Peonis di Trasaghis, consumava l’ultimo atto della sua vita avventurosa, quella di un uomo che da qualche anno era il più forte ciclista del mondo!
«Ottavio di nome, ottavo di otto fratelli, chi dice muratore, chi dice carrettiere veneto-friulano, che esattamente un secolo fa (1924-1925) – racconta Persello -, si prese due Tour de France, comportandosi proprio come fa un contadino astuto, con la ragazza che vuole sposare, facendole una corte aspra e rude, dimenticando ogni cosa pur di conquistarla! Nel ’24, addirittura, corse in maglia gialla tutte le tappe, primo a domare le mulattiere di quel Tour. “Perseverai, resistetti, soprattutto… volli” disse dopo quelle vittorie. “Bottecchia Ottavio: A vae mi – O voi jo – Vado io” era il curioso avvertimento con cui il campione informava il gruppo, che sarebbe andato in fuga, e che rappresenta il titolo della mia rappresentazione».
«Raccontare di Ottavio Bottecchia – aggiunge l’attore – non sarà per niente semplice, tanti e profondi sono stati i momenti della sua pur breve esistenza. Ce l’ho messa tutta, la ricerca mi ha regalato enormi emozioni che non potranno fare altro che tradursi in un evento che contaminerà spiritualmente chi presenzierà a questo curioso e suggestivo racconto». Ancora Persello: «Ho volutamente evitato, costruendo questo lavoro, di entrare nelle vicissitudini e nei dettagli dell’incidente di Peonis del 3 giugno 1927, secondo me eccessivamente romanzato da alcuni addetti ai lavori. Ho la mia idea, me la tengo, perché mi dà serenità. Allo stesso tempo e, senza presunzione, sono certo che a fine serata avremo tutti amato Ottavio Bottecchia».

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In copertina, il grande Ottavio Bottecchia nei suoi tempi d’oro; qui sopra, il cippo che lo ricorda in Comune di Trasaghis.

San Daniele, il ricordo di Bottecchia e dello storico ciclismo tricolore oggi con Dino Persello e Andrea Binetti

(g.l.) Dopo le entusiasmanti serate dedicate al Giro d’Italia, che ovunque hanno fatto il “pieno”, oggi Dino Persello gioca in casa per ricordare un grande del ciclismo tricolore. Questo pomeriggio, alle 18, nel Palazzo del Monte di Pietà, in piazza Vittorio Emanuele II a San Daniele, presenta infatti “Bottecchia Ottavio A vae mi – O voi jo – Vado io”. Uno spettacolo già presentato in altre località, ovunque ripagato da un vero e proprio successo.

Dino Persello con Andrea Binetti

Protagonista, ovviamente, lo stesso Persello che è anche autore, come sempre, dei testi. Ma ci saranno anche due presenze conosciute, e apprezzate, nella cittadina collinare: il tenore Andrea Binetti (sempre molto applaudito al Politeama Rossetti di Trieste) e il pianista Teo Luca Rossi che intercaleranno le parole con cui l’attore friulano ricorderà il grande corridore nato a San Martino di Colle Umberto nel 1894 e morto nel Gemonese nel 1927. Il 3 giugno di 98 anni fa, Bottecchia fu trovato a terra agonizzante sulla strada tra Cornino e Peonis, piccola frazione di Trasaghis in riva al Tagliamento, nella zona dove lo sportivo veneto era solito allenarsi. Soccorso, fu portato all’ospedale di Gemona dove si spense alcuni giorni dopo. Era poco più che trentenne. Come molti sportivi ricorderanno, Ottavio Bottecchia fu il primo ciclista italiano a vincere il Tour de France, nel 1924. Che poi riconquistò anche un anno dopo.

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In copertina, Ottavio Bottecchia al Tour de France e qui sopra il cippo che lo ricorda a Peonis  di Trasaghis nel Gemonese.

Trasaghis, l’omaggio di Dino Persello a Ottavio Bottecchia asso del ciclismo che quasi un secolo fa incontrò la morte su una polverosa strada di Peonis

(g.l.) Dino Persello ha la passione del ciclismo nel sangue. L’ha assorbita dal padre e poi l’ha alimentata per tutta la vita. Un amore così grande che lo riversa ogni anno, anche nel suo fare teatro, quando in Friuli arriva, sempre attesissimo, il Giro d’Italia. E ora lo fa per onorare un grande del ciclismo tricolore, ma non il ciclismo d’oggi bensì quello degli albori, scritto con caratteri aurei nella storia dello sport con la bicicletta. Lo fa per rendere omaggio a Ottavio Bottecchia, in una località rimasta emblematica nella vita – ma in questo caso della morte – del campione.

Ottavio Bottecchia ciclista nella leggenda.

Sarà così una “prima assoluta” quella voluta dal sindaco di Trasaghis, Stefania Pisu, per la serata di domani, 26 ottobre, nella sala consiliare del Comune della Val del Lago, dove alle 20.30 sarà protagonista proprio l’artista sandanielese, originario di Dignano in riva a quel Tagliamento che lambisce anche questo territorio. Infatti, quasi un secolo fa (1927), a Peonis a poca distanza dal capoluogo, si consumava l’ultimo atto della vita di Bottecchia, da qualche anno il più forte ciclista del mondo!
«Ottavio di nome, ottavo di otto fratelli, chi dice muratore, chi dice carrettiere veneto-friulano, che esattamente un secolo fa (1924-1925) – racconta Persello -, si prese due Tour de France, comportandosi proprio come fa un contadino astuto, con la ragazza che vuole sposare, facendole una corte aspra e rude, dimenticando ogni cosa pur di conquistarla! Nel ’24, addirittura, corse in maglia gialla tutte le tappe, primo a domare le mulattiere di quel Tour. “Perseverai, resistetti, soprattutto… volli” disse dopo quelle vittorie. “Bottecchia Ottavio: A vae mi – O voi jo – Vado io” era il curioso avvertimento con cui il campione informava il gruppo, che sarebbe andato in fuga, e che rappresenta il titolo della mia rappresentazione».
Sarà, dunque, l’attore-autore e regista friulano, con la grande passione per il ciclismo, a presentare questo racconto emozionale teatral-musicale, accompagnato al pianoforte dal maestro Teo Luca Rossi e dal tenore, sempre applauditissimo nelle operette che interpreta, Andrea Binetti. «Raccontare di Ottavio Bottecchia – spiega Dino Persello – non sarà per niente semplice, tanti e profondi sono stati i momenti della sua pur breve esistenza. Ce l’ho messa tutta, la ricerca mi ha regalato enormi emozioni che non potranno fare altro che tradursi in un evento che contaminerà spiritualmente chi presenzierà a questo curioso e suggestivo racconto».
Ancora Persello: «Ho volutamente evitato, costruendo questo lavoro, di entrare nelle vicissitudini e nei dettagli dell’incidente di Peonis del 3 giugno 1927, secondo me eccessivamente romanzato da alcuni addetti ai lavori. Ho la mia idea, me la tengo, perché mi dà serenità. Allo stesso tempo e, senza presunzione, sono certo che a fine serata avremo tutti amato, di Ottavio Bottecchia, la sua maglia gialla, la sua maschera di fango secco, che si screpolava ad ogni sorriso, le sue ciglia bianche, le sue labbra grigie, le sue mani nere, i suoi polpacci scorticati, i suoi muscoli che erano come un cordame corroso dal sale di un galeone, di un museo del mare… la sua umanità e generosità fuori dal comune».

Teo Luca Rossi e Andrea Binetti

Dino Persello

«Un forte sostegno – conclude Dino Persello – mi verrà dato dall’elegante accompagnamento musicale dal maestro di pianoforte Teo Luca Rossi e dal tenore Andrea Binetti che, con le loro appropriate e suggestive interpretazioni, consentiranno al mio respiro delle preziose pause rigeneratrici». Che cosa aspettarsi, dunque? Senza dubbio un evento originale, profondo, intimo. La riscoperta di un grande personaggio che ha scritto la storia del ciclismo italiano. Proprio a Trasaghis, nella terra che ha pianto la sua prematura scomparsa.

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In copertina, Ottavio Bottecchia su una polverosa e dissestata strada di montagna. Alla sua epoca l’asfalto non esisteva…