Pronto soccorso di Latisana, 26 domande di mobilità: l’allarme di Simona Liguori

di Silvio Bini

Simona Liguori (consigliere regionale di Cittadini) riporta in Aula la vicenda delle 26 domande di mobilità al Pronto soccorso dell’Ospedale di Latisana: «Sette dipendenti sono in procinto di lasciare effettivamente il servizio: l’assessore si preoccupi di risolvere la grave situazione denunciata dal personale. L’assessore si preoccupi dei disagi, reali e concreti, del personale e non si nasconda dietro alle formalità: delle 26 domande di mobilità che sono state presentate a fine febbraio, infatti, sette persone sono in procinto di lasciare il servizio, tra licenziamenti volontari, mobilità vinte e trasferimenti in altri reparti. Mentre si prosegue con audit e riunioni, ci ritroviamo vicini all’estate con un Pronto soccorso che non sa su quante unità di personale potrà contare».
L’esponente regionale dei Cittadini ha quindi rimesso sotto i riflettori la situazione del personale infermieristico del Pronto soccorso di Latisana. A distanza di un mese dalla replica dell’assessore Riccardo Riccardi – che aveva annunciato una serie di azioni per rimediare ai disagi denunciati dai lavoratori che avevano fatto domanda di mobilità – la rappresentante dei civici ha chiesto aggiornamenti sul caso.
«Evitiamo che altri infermieri lascino il loro posto e cerchiamo di prendere a cuore la loro situazione – conclude Simona Liguori -. E’ la prima volta che ci troviamo di fronte a tante richieste di mobilità annunciate dal personale di un unico reparto».

Simona Liguori

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In copertina, l’ospedale di Latisana: preoccupa la situazione dell’organico al Pronto soccorso.

 

Un sospiro di sollievo a Carlino per il “caso” Covid. E ora la Tari sarà ridotta

Dopo due mesi di sofferenze e di tensioni per il numero di positivi al Covid-19, che l’aveva trasformata in un “caso”, a livello regionale e non solo, la comunità di Carlino tira un sospiro di sollievo, ma non abbassa la guardia, proprio alla luce della recente esperienza e delle iniziative assunte per fronteggiare l’emergenza sanitaria. «Tra ottobre e novembre ci trovavamo con più di cento positivi al virus che a inizio dicembre nel nostro territorio erano ridotti a quindici», osserva il sindaco di Carlino, Loris Bazzo, che prova a tracciare un bilancio del recente passato e a guardare al futuro, più o meno immediato, presentando un’iniziativa del Comune a sostegno degli operatori economici. «Non abbiamo avuto bisogno di alcuna task force di super esperti e ovviamente non potevamo neppure permettercela – ricorda il primo cittadino – e pertanto abbiamo proceduto con una semplice ma determinata ordinanza sindacale: un provvedimento necessariamente restrittivo, che si è rivelato efficace e ha prodotto i risultati sperati, come possiamo vedere ancora oggi».

La piazza di Carlino.

«È stata una scelta difficile e per certi versi impopolare – aggiunge Bazzo – che infatti non è stata compresa e accettata immediatamente da tutti. Qualcuno ha contestato me e la maggioranza consiliare che sostiene la nostra amministrazione e addirittura c’è chi ne ha fatto una questione personale con me e addirittura con la mia famiglia. Avevo messo in conto possibili reazioni del genere, anche se la realtà, pure sotto questo profilo, si è rivelata più pesante del previsto. In ogni caso, nella forma e nella sostanza, era quella la scelta da fare. Da amministratori responsabili, dovevamo decidere e soprattutto decidere in un certo modo. Lo abbiamo fatto e credo di poter dire che abbiamo fatto bene».
«Perché l’ordinanza avesse successo era necessario che i cittadini la comprendessero e la osservassero con responsabilità e alla fine così è stato», sottolinea il sindaco, evidenziando che «un altro fattore fondamentale, che ha influito anche sulla condotta di ciascun individuo, è stato il contributo dei medici di base che per primi hanno intercettato la gravità dell’impennata del contagio in termini temporali e da subito si sono attivati per segnalare e arginare il fenomeno. Il loro presidio su Carlino, che comprende anche la conoscenza dell’utenza e del territorio in cui lavorano, è stato determinante».

La riflessione di Loris Bazzo si rivolge anche «al prossimo futuro e alle conseguenze dei nostri comportamenti». A questo proposito, il sindaco, che lavora come infermiere all’ospedale di Latisana, ribadisce il fatto che «per certi versi Carlino è stato lo specchio dell’Italia: abbiamo visto come il virus si diffonde velocemente, camminando sulle nostre gambe, ed abbiamo altresì riscontrato come i contagi siano stati immediatamente ridimensionati con le buone pratiche e il buon senso. Sulla nostra comunità si è concentrata un’attenzione mediatica che non ha precedenti, ma in qualche modo essa stessa ha contribuito a farci tenere alta l’attenzione contro il contagio e a farci raggiungere la condizione attuale, che ora dobbiamo mantenere ed ulteriormente migliorare».
Il “sindaco infermiere” lancia un messaggio di speranza a tutta la cittadinanza, che riguarda la salute collettiva e il suo miglioramento, e si riferisce anche alle categorie economiche, alle quali il Comune esprime la propria effettiva vicinanza, con un’iniziativa concreta. «Stanziando 15mila euro e ricevendone altrettanti dalla Regione – spiega Bazzo – puntiamo a ridurre e a dilazionare la Tari. Così gli operatori economici potranno pagare di meno e con più calma». Per saperne di più è necessario contattare il Servizio Tributi del Comune: 0431.687829 e tributi@comune.carlino.it

E il municipio.

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In copertina, Loris Bazzo il “sindaco-infermiere” del Comune di Carlino.