Mediazione, duecento casi l’anno alla Cciaa Pn-Ud con un trend in costante aumento (anche degli accordi)

Sono più di 200 l’anno i procedimenti gestiti dall’Organismo di mediazione della Camera di Commercio Pordenone-Udine e il trend è in costante aumento: sono cresciute del 24% dal 2021 al 2023. Nel 2023 la mediazione è stata oggetto della riforma Cartabia, che da un lato ha ampliato le materie in cui è obbligatorio avvalersi di questo procedimento prima di agire davanti al giudice, includendone molte di interesse diretto per le imprese (franchising, contratti di rete…), dall’altro modificandone il procedimento e dunque nel complesso favorendo un effettivo uso dello strumento a favore di una giustizia partecipativa che possa essere frutto della scelta delle parti in causa, con un notevole risparmio di tempo e costi in capo alle parti rispetto alla giustizia ordinaria.
Accanto alla mediazione, l’arbitrato è tradizionalmente l’altro strumento che le Cciaa offrono alle imprese per una soluzione dei conflitti alternativa alla giustizia ordinaria. La differenza principale fra i due istituiti è che l’arbitrato si conclude comunque con un giudizio: il collegio arbitrale o l’arbitro decidono chi ha ragione e chi ha torto, mentre nella mediazione, come detto, sono le parti a discutere, guidate dal mediatore, per arrivare a un accordo che ponga fine alla controversia (oppure a decidere che questo accordo non è possibile). Proprio per promuovere maggiormente lo strumento dell’arbitrato, che comunque presenta significativi vantaggi per le parti in termini di tempo e permetterebbe di sgravare ulteriormente il peso sulla giustizia ordinaria, la Cciaa Pn-Ud ha promosso, come annunciato, un webinar specifico, nel quale sono stati anche illustrati i contenuti della convenzione che, dal primo gennaio di quest’anno, l’ente camerale friulano ha attivato con la Camera arbitrale di Milano proprio per la gestione integrata degli arbitrati. Una scelta che risponde alla volontà di rilanciare lo strumento, attraverso la collaborazione con la in-house della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che opera nel settore fin dal 1985 e gestisce con grande esperienza e qualificazione quasi la metà di tutti gli arbitrati italiani, avendo stipulato analoghe convenzioni con diverse altre Camere anche vicine al Fvg, come Treviso-Belluno, Padova, Venezia-Rovigo e Bologna.
«La volontà della Cciaa Pn-Ud – spiega a margine dell’incontro il presidente Giovanni Da Pozzo – è entrare in un network di sicura qualità e notorietà nazionale offrendo alle imprese e ai professionisti del territorio l’esperienza di Camera arbitrale Milano, con un regolamento conosciuto e adottato anche in territori vicini e disponibile in versione multilingue. Acquisiamo così anche la possibilità di promuovere lo strumento e fare formazione per consulenti di imprese, imprese e altri utilizzatori con un respiro nazionale».
Il legame con il territorio resta comunque prevalente, in quanto in Cciaa Pn-Ud continua a esserci un referente specifico cui rivolgersi per questa materia, gli atti di avvio della procedura e comunque tutti gli atti che possono essere depositati in forma cartacea si possono depositare anche in Camera di Commercio, così come le sedute arbitrali, che possono essere svolte anche in Cciaa. La nomina dell’arbitro è di competenza della Camera arbitrale Milano, ma è stato costituito un comitato scientifico con una sezione territoriale di competenza per i territori di Udine e Pordenone con il compito di segnalare a Cam professionisti idonei per il singolo caso a essere nominati in qualità di arbitri.
Tornando alla mediazione, l’Organo camerale informa che i dati dell’ultimo triennio ci indicano che anche la percentuale delle mediazioni concluse con accordo è in costante aumento per arrivare nel 2023 al 22% del numero delle mediazioni avviate. La percentuale, comunque, elevata del numero dei mancati accordi non va vista come un disvalore in assoluto: le parti, infatti, hanno avuto occasione di vedersi e di confrontarsi sulle questioni che le contrappongono. L’accordo potrebbe anche maturare in un secondo momento, spiegano in Cciaa.

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

Controversie, tutto ok in Friuli l’organismo di mediazione camerale

di Gi Elle

Diritti reali per il 23,33% dei casi, quindi locazioni (16,65%) e questioni condominiali (12,36%): sono questi in Friuli i principali pomi della discordia che vengono affrontati, con indubbi vantaggi fiscali, di tempi e di costi, alla Camera di commercio di Pordenone-Udine. Dal 1° gennaio 2017 al  30 settembre scorso, l’Organismo di Mediazione dell’ente camerale (riconosciuto fin dal 2011) ha  gestito complessivamente 793 procedure. Si sono tenuti circa 2.500 incontri, che hanno coinvolto più di 3 mila persone, assistite dai propri avvocati nelle mediazioni obbligatorie e talvolta affiancate da consulenti tecnici. La durata media delle procedure è inferiore ai 90 giorni nel 57,6% dei casi e i costi, inoltre, sono contenuti: bastano meno di 50 euro per l’avvio e si può giungere a conclusione con una spesa di circa 720 euro per controversie di valore inferiore ai 50 mila euro.
Sono questi alcuni numeri che descrivono sinteticamente l’istituto della mediazione sul territorio friulano, modalità di risoluzione alternativa delle controversie – strada obbligatoria per una serie di materie – e strumento che si rivela molto utile per cittadini e imprese, comportando dunque risparmi in termini di costi e di tempo, ma anche in termini di vantaggi fiscali, poiché l’accordo raggiunto è esente dall’imposta di registro (entro il limite di valore di 50 mila).

Il tema è stato al centro di un approfondimento a 360 gradi che l’ente camerale ha organizzato e ospitato in Sala Valduga, grazie alla collaborazione con Ordini e Collegi professionali e Scuola superiore di Magistratura. L’incontro ha consentito di affrontare tutti i principali aspetti della mediazione, servizio offerto dall’ente camerale tramite il suo Organismo accreditato dal Ministero della Giustizia. La mediazione offre infatti la possibilità di ricercare un accordo conciliativo, evitando un lungo processo civile, ma garantendone la stessa efficacia. La mediazione facilita poi il recupero del rapporto e, per esempio nelle controversie commerciali, valorizza l’immagine dell’impresa e fidelizza il cliente. Nella seduta di mediazione “i contendenti” si incontrano per trovare una soluzione condivisa, guidate dal mediatore, professionista accuratamente formato e preparato nella materia. Le parti possono utilizzare sempre la mediazione in qualsiasi vertenza sia civile che commerciale, ma in alcune materie, come detto, la mediazione è obbligatoria.
Dopo l’introduzione, in rappresentanza della giunta camerale, della componente Lucia Piu, di Ramona Zilli, presidente Ordine Avvocati di Udine, e Lucio Barbiero, presidente Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Udine, in una Sala Valduga davvero al completo, si sono alternati gli interventi del giudice Lorenzo Massarelli (La mediazione e il rapporto con il processo civile), del notaio Cosimo Cavallo (La trascrivibilità dell’accordo di mediazione vantaggi e agevolazioni fiscali), dell’avvocato e mediatore Federico Reggio (I confliggenti diventano protagonisti: come costruire l’accordo, alla ricerca della norma del caso). La conclusione è stata affidata agli interventi dell’avvocato Andrea Purinan (Il ruolo dell’avvocato in mediazione: aspetti procedurali e rapporti con l’assistito l’efficacia esecutiva dell’accordo) e di Alberto-Maria Camilotti,  presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti Esperti contabili di Udine (La mediazione per la competitività dell’impresa), con la moderazione del giudice Andrea Zuliani.

Tornando ai dati locali, la maggioranza delle controversie, sia civili che commerciali, affrontate in sede di mediazione risulta vertere, come dicevamo all’inizio, in materia di diritti reali per il 23,33% dei casi, quindi di locazioni (16,65%) e condominio (12,36%). La percentuale delle mediazioni il cui valore è compreso tra i 25 mila e i 250 mila euro è il 45%, mentre quelle da 250 mila a 2,5 milioni rappresentano il 5,67%, a dimostrazione che si risolvono conflitti anche di valore rilevante. Quando le parti hanno accettato di sedersi al tavolo di mediazione il tasso di successo è stato in costante aumento: nel 2017 su 171 casi di adesione della parte chiamata, 62 volte pari al 36% si è arrivati all’accordo, nel 2018 su 182 casi di adesione della parte chiamata, gli accordi sono stati 67 pari al 37% ed infine fino al 30 settembre 2019 su 116 casi di adesione della parte chiamata gli accordi sono stati 50 pari al 43% dei casi.

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In copertina e all’interno alcune immagini del convegno in Sala Valduga a Udine.