Una nuova era geoeconomica? Domani un dibattito all’ente camerale di Udine

Per domani 23 maggio, alle 17.30, la Camera di Commercio Pordenone-Udine ha organizzato in Sala Valduga a Udine (ingresso piazza Venerio, 8) un incontro-dibattito che ha l’obiettivo di aprire una riflessione sul momento che stiamo vivendo, con un particolare focus sull’economia. Un’economia già provata da un biennio di pandemia globale, che ora si trova a fare i conti anche con la guerra in Ucraina, evento che sta già fortemente mutando gli equilibri geoeconomici e politici internazionali. Stiamo entrando in una nuova era? A intervenire, moderati dal direttore del Messaggero Veneto e Il Piccolo Omar Monestier, saranno Arduino Paniccia, presidente Asce Scuola di Competizione Economica Internazionale di Venezia, e Niccolò Locatelli, coordinatore di Limesonline, il sito internet di Limes.
L’incontro-dibattito, che sarà trasmesso anche in diretta streaming sul canale YouTube della Camera di Commercio, sarà introdotto dal presidente Giovanni Da Pozzo e chiuso dall’assessore regionale alle attività produttive Sergio Emidio Bini.
Per partecipare basta registrarsi inviando una mail all’indirizzo promozione.ud@pnud.camcom.it (fino ad esaurimento dei posti).

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio che domani ospiterà il dibattito economico in sala Valduga.

 

Imprenditorialità, formazione e scenari con Paolo Mieli al Giovanni da Udine

È un unicum a livello nazionale, l’unico corso di alta formazione erogato da un ateneo pubblico italiano per formare imprenditori e classe dirigente d’impresa: è il master Executive Mba dell’Università di Udine realizzato con Confindustria Udine. Oggi, 13 maggio, alle 19.30, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, si celebrano i 62 studenti delle tre classi che per prime hanno concluso un percorso di studio durato due anni e che hanno potuto così seguire corsi di altissimo livello incontrando prestigiosi docenti provenienti da tutto il mondo.
«Il master ha avuto un enorme successo tanto che in 3 anni abbiamo attivato 8 classi, una delle quali a Milano. I docenti di chiara fama che vi insegnano sono stati selezionati in Italia e all’estero per il loro alto profilo. La partnership tra Università di Udine e altre associazioni industriali nazionali ha consentito ai discenti l’accesso ad un ecosistema di relazioni ad alto potenziale», spiega il professor Marco Sartor, direttore del corso, iniziativa pensata per chi ha un impiego a tempo pieno e si svolge un weekend al mese per 300 ore.
Sul palco del Giovanni da Udine, il direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier intervisterà i tre class president, ovvero i rappresentanti delle rispettive classi del master che potranno raccontare la propria esperienza da studenti degli ultimi due anni. Si tratta di tre friulani: Cristina Matiussi, titolare della Engen Meccanica di Manzano, Cristian Marcis, direttore logistica in Bormioli Pharma, e Kelly Liva, responsabile pianificazione in De’Longhi. Riflessioni saranno affidate a Gianpietro Benedetti, Presidente del Gruppo Danieli e di Confindustria Udine, tre lauree honoris causa, una attribuita dall’Ateneo friulano.
A chiudere gli interventi, salirà sul palco Paolo Mieli, giornalista, saggista e grande esperto di politica e storia. Durante la lectio magistralis, presenterà il suo ultimo libro “Il tribunale della storia. Processo alle falsificazioni” in cui, da Fidel Castro a Mussolini, passando per Vittorio Emanuele III, Filippo V e perfino Gesù di Nazareth, spiega in cosa consista l’applicazione di un metodo «giudiziario» per una rivisitazione dei fatti e delle figure della storia. Tema quanto più attuale nel delicato momento storico internazionale che stiamo vivendo e che quindi sfocerà in una riflessione di Mieli sulla guerra in Ucraina. Al termine degli interventi ci sarà la vera e propria celebration in perfetto stile anglosassone: uno a uno i 62 studenti saranno chiamati sul palco dallo speaker per le foto di rito assieme al Magnifico Rettore dell’Università di Udine e per il tradizionale lancio del tocco.

L’evento è organizzato in collaborazione con vicino/lontano. L’ingresso in teatro è libero con prenotazione obbligatoria ed emissione (gratuita) del biglietto attraverso circuito vivatocket.it

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In copertina, il giornalista e scrittore Paolo Mieli è atteso oggi al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

 

Nasce in Fvg Confcooperative Alpe Adria: Trieste, Udine e Gorizia ora sono insieme

«Esprimo l’apprezzamento della Giunta regionale per il grande sforzo compiuto da Confcooperative che è riuscita a unire le esperienze territoriali di Trieste, Udine e Gorizia creando una rete più forte e raggiungendo un risultato non scontato. Una rete di cui sentiamo il bisogno in questo momento di ricostruzione auspicando il superamento della pandemia. Il mondo della cooperazione, in particolare quello della cooperazione sociale assieme al sistema istituzionale, è in grado di trovare soluzioni ai bisogni di salute dei cittadini. Le istituzioni devono utilizzare con maggior forza queste esperienze che, nella ricostruzione immateriale, post pandemia, possono ricoprire un ruolo di rilievo». Lo ha detto al teatro Miela, a Trieste, il vicegovernatore della Regione Fvg, con delega alla salute e alle Politiche sociali, Riccardo Riccardi, all’evento celebrativo per la costituzione di Confcooperative Alpe Adria, unione territoriale che nasce dalla fusione delle unioni delle ex province di Gorizia, Trieste e Udine della Confederazione cooperative italiane. La nuova realtà potrà contare su quasi quasi 400 cooperative, 80 mila soci, compresi i 55 mila delle Bcc, e 500 milioni di euro di fatturato.

Patuanelli con Riccardi e Gardini.


«L’integrazione socio-sanitaria e la sanità territoriale – ha aggiunto Riccardi – hanno bisogno della cooperazione e, in particolare, della cooperazione sociale. Continueremo a lavorare assieme guardando con interesse al rafforzamento nato con Confcooperative Alpe Adria». L’assessore si è soffermato anche sulla capacità di risposta del sistema cooperativo attraverso la cooperazione sociale «che – ha detto – considero insostituibile. È un sistema che deve giocare un ruolo da protagonista in questa fase di ricostruzione dopo la pandemia, una ricostruzione immateriale molto diversa dall’esperienza del sisma del ’76 e più complessa. In questa cornice, si inserisce la necessità di dare risposte anche ad una tensione sociale frutto delle conseguenze del periodo pandemico attraverso la grande esperienza della cooperazione, tramite la coprogettazione fondata sul principio della sussidiarietà». Il vicegovernatore ha, infine, auspicato una maggiore integrazione con il mondo della cooperazione sociale che, ad esempio, nella domiciliarità è in grado di offrire soluzioni significative.
Fra gli interventi della giornata, oltre ai saluti del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, di Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Venezia Giulia, e del presidente del Consiglio regionale del Fvg Piero Mauro Zanin quelli di Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria, Maurizio Gardini, presidente confederazione cooperative italiane, e Daniele Castagnaviz, presidente Confcooperative Fvg. Hanno partecipato in presenza il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli e, da remoto, il sottosegretario allo Sviluppo economico Anna Ascani. I lavori, moderati dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo Omar Monestier, sono stati aperti dal convegno “La mission cooperativa tra pubblico e privato, economia e benessere, territorio e reti comunitarie” con Leonardo Becchetti, dell’Università di Roma Tor Vergata, e Michele Dorigatti, direttore della Fondazione Don Lorenzo Guetti.

Un aspetto della sala.

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In copertina, Maurizio Gardini presidente della Confederazione cooperative italiane.

Confcooperative Pordenone da 70 anni: grande forza per reagire alla pandemia

(g.l.) «Confcooperative Pordenone rappresenta oggi quasi l’80% delle cooperative presenti nella provincia: 136 cooperative e 2 banche di credito cooperativo, 440 milioni di euro il valore della produzione e più di 7 miliardi la raccolta globale sommata agli impieghi delle banche di credito cooperativo; più di 60 mila i soci e oltre 7 mila gli occupati. Sono numeri importanti, riteniamo, in tempi di crisi, soprattutto perché riflettono una sostanziale tenuta del sistema. Un patrimonio di imprese presenti in tutti i settori dell’economia. Infatti, la cooperazione pordenonese si caratterizza per essere “trasversale” a tutti i settori, in quanto abbraccia il credito, l’agricoltura, il sociale, la distribuzione, la produzione, i servizi, l’edilizia, il sanitario. Confcooperative Pordenone è il luogo ideale dove queste cooperative possono incontrarsi, ascoltarsi e fare sintesi, creare spazi di comunicazione per costruire risposte adeguate a scenari in continua evoluzione. Le quattro principali attenzioni su cui stiamo puntando in occasione del 70mo di fondazione della nostra realtà sono un occhio alla storia ed alle nostre radici; e poi il ruolo delle donne cooperatrici; lo spazio per i giovani cooperatori; e infine, ma centrale, la cooperazione come fattore di sviluppo nella comunità». È, questo, il passo centrale della relazione celebrativa – “Facciamo impresa nella comunità dal 1951” è il suo titolo – tenuta ieri dal presidente Luigi Piccoli per ricordare i 70 anni di Confcooperative Pordenone che, erede della cooperazione di fine Ottocento e inizio Novecento, sorse nel 1951. Il convegno “La Cooperazione a Pordenone. I 70 anni di Confcooperative”, in Fiera, ha così permesso di fare un quadro non solo della storia ma anche della situazione attuale del mondo cooperativo provinciale, alle prese con la sfida del Covid-19 e con le dinamiche del mercato senza dimenticare mai i suoi fini sociali.

I presidenti Gardini e Piccoli.

«In questa terra ci sono distretti con una densità cooperativistica tra le più alte d’Italia – ha fatto eco a Piccoli il presidente di Confcooperative nazionale, Maurizio Gardini, ospite della importante giornata -: cooperative che in questi 70 anni hanno vissuto il periodo della ricostruzione e dello sviluppo, dalla povertà del dopoguerra a comunità orientate al futuro. La pandemia ha portato fratture sociali ma anche nuove sfide e opportunità, come per esempio i fondi del Pnnr, oltre a bisogni della società civile che anche qui a Pordenone troveranno risposta grazie alle cooperative».
«La Destra Tagliamento – ha osservato, dal canto suo, l’assessore regionale Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier – come dimostrano i dati, si manifesta ancora come un’entità territoriale dinamica e in controtendenza, in senso positivo, rispetto agli effetti del momento indotti anche dalla pandemia. È una realtà che se ha risentito della situazione causata dall’emergenza sanitaria, ha saputo ripartire subito adeguandosi alle mutate necessità della società e alle richieste e attese dei mercati, traguardando in prospettiva. Questo, com’è tradizione per il mondo della cooperazione e com’è tradizione del tessuto economico produttivo, che alla pari della cooperazione nel Pordenonese ha una tradizione ultrasecolare». «Il modello cooperativistico – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – tiene anche nel terzo millennio e resiste agli effetti della pandemia, anche se in alcune realtà del Friuli Venezia Giulia deve scontare le difficoltà nel poter individuare figure disponibili per la governance del movimento: una criticità alla quale riescono a sopperire tecnici e professionisti capaci. È a loro che si deve il successo di un modello nato dalla solidarietà e cresciuto adattandosi alle esigenze della società e delle realtà locali, nel quale la Regione continua a credere e al quale non manca di continuare ad assicurare l’appoggio necessario. L’elemento inconfutabile – ha concluso Zannier – capace di far emergere il Pordenonese tra le diverse realtà del Nord Est, è la capacità fare rete e sistema, mentre sul territorio altre aree si presentano disgregate forse perché gli stessi strumenti legislativi non più attuali rendono difficili i compiti di vigilanza e governo della situazione».

La tavola rotonda.

I lavori – davanti a una platea con diversi consiglieri regionali, sindaci, amministratori e presidenti di cooperative – si erano aperti con la premiazione dell’unica cooperativa ancora attiva tra quelle fondatrici del 1951 – la Latteria di Palse con il presidente Giuseppe Zanetti – e una di quelle di più recente costituzione – la cooperativa di comunità Insieme di Meduno sorta da poche settimane, con la socia Anna Iogna che ha portato i saluti della vicepresidente Patrizia Marescutti -, oltre al neocostituito Gruppo giovani di Confcooperative Pordenone con il referente Luca Luison della cooperativa Il Piccolo Principe. Sul palco anche i sindaci dei due Comuni delle Cooperative della provincia pordenonese, Lavinia Clarotto (Casarsa della Delizia) e Michele Leon (San Giorgio della Richinvelda), realtà dal grande Dna cooperativo visto il numero di imprese presenti. Saluti istituzionali sono stati portati dal vescovo di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini, da Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg e portavoce regionale di Alleanza Cooperative Italiane, e dal consigliere del Comune di Pordenone, Massimo Drigo, che ha consegnato una targa commemorativa a Confcooperative.

I sindaci Leon e Clarotto.

La targa comunale di Drigo.

Premio a Luison.

Lo studio “La cooperazione pordenonese alla prova della pandemia: un dinamismo in trasformazione”, realizzato dal professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, ha quindi evidenziato come in generale la cooperazione pordenonese (che vale il 10% della forza occupazionale provinciale) guardi al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla vicina Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete dopo le sfide del Covid-19. «Il 71% delle associate di Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani di meno di 30 anni tra gli addetti, il 41% con lavoratori di origine straniera e il 60% ha donne in ruoli di responsabilità. In totale – ha spiegato il luminare – la cooperazione pesa per il 10% dell’intero panorama occupazionale in provincia di Pordenone. Livelli occupazionali che durante la pandemia sono rimasti stabili nel 65% delle cooperative, con un 23% che ha pure aumentato gli addetti. Per il secondo semestre 2021 ci si aspetta una crescita sul mercato interno per il 36,3% mentre chi esporta sta vivendo con preoccupazioni le tensioni internazionali. In generale, la cooperazione pordenonese guarda al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete. Mediamente ogni mese le cooperative intessono relazioni con oltre 3.600 famiglie, 110 associazioni di volontariato e 75 associazioni di categoria con cui costruiscono progettualità e interventi. Sotto il profilo economico sono in filiera con oltre 5.800 imprese e 1.600 fornitori. In altri termini, sviluppano un “PIL sociale” che non è conteggiato nelle stime dell’economia reale, ma senza il quale l’intera società (e di conseguenza l’economia) ne risentirebbe fortemente».

Premiati Palse e Meduno.


A seguire la tavola rotonda sul tema “La cooperazione fattore di sviluppo nella comunità”, moderata dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo, Omar Monestier, ha visto, oltre al citato assessore regionale Zannier, il vicepresidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti, il consigliere del Consorzio tutela Doc Prosecco e presidente di Confcooperative Belluno Treviso, Valerio Cescon, assieme agli stessi Piccoli e Marini, ragionare su stato di fatto e obiettivi futuri della cooperazione. Conclusioni, quindi, affidate al presidente nazionale Gardini.

Due settori della sala in Fiera.

Programma della giornata celebrativa a cura degli uffici di Confcooperative Pordenone guidati dal direttore Marco Bagnariol con il supporto della cooperativa Nuove Tecniche.
L’evento ha beneficiato del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e dei Comuni delle Cooperative Città di Casarsa della Delizia e Comune di San Giorgio della Richinvelda. Le iniziative sono state sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, Carac, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

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In copertina, l’intervento del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.

(Servizio fotografico di Setefano Covre Nuove Tecniche)

 

Fiera del Lavoro, grande successo a Udine. Farinetti ai giovani: viaggiate!

Ben 2.600 colloqui in presenza al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e 470 colloqui online: la Fiera del Lavoro Fvg organizzata da Alig (Associazione dei Laureati in Ingegneria gestionale) si conferma l’evento di riferimento per far incontrare domanda e offerta occupazionale, l’unico che ha unito modalità online e in presenza. Protagonisti i laureati in qualsiasi disciplina che hanno potuto incontrare, dal vivo o digitalmente, le oltre 70 aziende partecipanti, pronte ad offrire oltre 400 posti di lavoro nelle aree di competenza più diverse: ingegneria, informatica, economia, discipline scientifiche, ma anche aree umanistiche e giuridiche. «Abbiamo deciso di mantenere anche la modalità online – spiega il presidente di Alig, Marco Sartor – sia per venire incontro alle preferenze di alcune imprese sia perché la maggiore riservatezza garantita dal colloquio online è apprezzata da candidati con profili più senior: tra le aziende partecipanti, infatti, c’è chi ha scelto l’opzione online, chi ha scelto la fiera in presenza e chi entrambe le modalità».

I relatori al Giovanni da Udine.

A termine dei colloqui, c’è stato l’atteso momento di partecipazione e confronto per conoscere gli scenari d’impresa e il mondo de lavoro attraverso le testimonianze di alcuni protagonisti. «Sono molto orgoglioso della Fiera del Lavoro – ha commentato il rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton -, i ragazzi si mettono in gioco con le aziende che a loro volta si mettono a disposizione per dialogare in un contesto diverso, più aperto e stimolante: abbiamo estremo bisogno di interazione e condivisione dopo tutto quello che abbiamo vissuto».
«È bello vedere il teatro pieno di imprenditori e di tanti giovani – ha sottolineato l’assessore alle attività produttive del Comune di Udine, Maurizio Franz –, questo evento è davvero una grande opportunità di crescita, di lavoro e anche di rinnovata socialità».
Sul palco, il direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier, ha intervistato e premiato come ingegnere dell’anno Maria Stella Guglielmin, laureata in Ingegneria gestionale all’Università di Udine: dal 2000 lavora per il Gruppo Electrolux per cui oggi è senior purchasing executive (responsabile acquisti), a capo di un team di 10 manager nel mondo.

Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, ha quindi tenuto una “lectio magistralis”: a partire dal suo libro “Never Quiet, La mia storia (autorizzata malvolentieri)”, Farinetti ha parlato di spirito imprenditoriale, di immaginazione, di formazione e di fiducia, parola che ha ripetuto spesso come «valore fondamentale per poter crescere ed evolvere». Ha parlato di formazione, sottolineando come «l’iperspecializzazione sia un errore: se le strutture aziendali sono governate solo da iper specialisti, nascono conflitti e scarsità di fiducia. Fondamentale è invece avere competenze olistiche, che uniscano la tecnica alla cultura umanistica, proprio come ha insegnato Leonardo da Vinci». Farinetti ha poi spinto i giovani a viaggiare: «Chi, come noi, ha avuto l’enorme fortuna di nascere nel più bel Paese del mondo, deve andare all’estero e allontanarsene per comprendere appieno tutto quello che abbiamo e poi tornare per sfruttare quell’enorme potenziale. È un viaggio fatto di partenza, presa di coscienza, tornanza e restanza».

Il talk show moderato dal vicedirettore del TG5, Giuseppe De Filippi, ha ospitato quattro testimonianze per parlare di resilienza nello sport e nel mondo aziendale, con Marina Collautti di Generali, Alessia Rampino di Coram, Francesco Orlando di Fairplay e Antonio Fantin, nuotatore paralimpico. La consueta intervista condotta dagli studenti ha portato infine sul palco Rudy Zerbi, critico musicale, produttore discografico, conduttore radiofonico e televisivo.

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In copertina, Oscar Farinetti durante la sua “lectio magistralis”.