Giornata della Memoria, domani una commemorazione in Università con il Club per l’Unesco di Udine

(g.l.) Fra le tante manifestazioni programmate in Friuli Venezia Giulia nella ricorrenza della Giornata della Memoria, merita una particolare sottolineatura quella indetta dal Club per l’Unesco di Udine per domani, 27 gennaio, alle ore 17, nell’Aula 1 di Palazzo Antonini, sede dell’Università degli Studi di Udine. L’omaggio all’Olocausto (Shoah) sarà aperto dal saluto introduttivo della presidente Renata Capria D’Aronco che poi cederà il microfono a Mauro Macale, presidente della Ficlu (Federazione italiana delle Associazioni e dei Club per l’Unesco) e del Club per l’Unesco di Latina, che porterà il saluto istituzionale. Seguiranno le relazioni che approfondiranno vari aspetti della importantissima tematica.
La serie sarà aperta da Adriana Ronco Villotta, giornalista, docente di Storia dell’arte, sostenitrice del Club per l’Unesco di Udine con delega in Docenza in Storia dell’arte, che tratterà il tema Giornata della Memoria e periodo storico-artistico. Di Orrore per l’Olocausto in una memoria che deve essere tenuta viva anche perché le tragedie non si reiterino parlerà invece Pietro Mastromonaco, scrittore con delega alla Letteratura nel Club per l’Unesco di Udine. mentre Maria Teresa Pirillo, scrittrice e pittrice nonché socia sostenitrice del Club per l’Unesco di Udine, tratterà il tema La Memoria. Infine, Maura Pontoni, editore de L’Orto della Cultura e socia del Club per l’Unesco di Udine, proporrà Ricordi di una bimba, figlia di un deportato.

—^—

In copertina, un’immagine del campo di concentramento di Auschwitz in Polonia.

Quei bambini ebrei della Shoah in un libro stasera in Biblioteca a Tarcento

(g.l.) Tarcento ricorda il dramma dell’Olocausto, il cui anniversario ricorre il 27 gennaio “Giornata della Memoria”, attraverso la presentazione di un volume sintonizzato proprio su questo doloroso momento storico di ottant’anni fa e oltre. “Ci sarà ancora domani questo cielo? Infanzie perdute, infanzie ritrovate ai tempi della Shoah” (Storia Kappa Vu) è infatti il titolo del libro di Fiammetta Bonsignore e Tiziana Menotti che sarà presentato nella sede della Biblioteca civica. L’appuntamento è fissato per questa sera, alle 18, nella sala di via Divisione Julia. L’incontro è organizzato dall’amministrazione comunale e beneficia della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine. Ci saranno letture a cura delle volontarie di Nati per leggere ed è annunciato pure un intermezzo musicale con il violino di Sara Tomasin. Con le autrici, interverrà anche la professoressa Alessandra Kersevan, editrice.


«Dieci storie vere – si legge in una anticipazione – che hanno come protagonisti bambini ebrei, tra Italia, Cecoslovacchia, Francia e Gran Bretagna, tra le leggi razziali, le deportazioni e i campi di sterminio. In qualche caso la salvezza. In un’Europa devastata dal nazifascismo e dalla guerra i semi dell’umanità non sono del tutto perduti, e individui e associazioni si mobilitano per salvare almeno i bambini. Storie conosciute come la razzia dell’ex ghetto di Roma del 16 ottobre del 1943 o la tragica fine dei bambini di Bullenhuser Damm nel 1945. Storie inedite come quella dei bambini salvati da Přemysl Pitter e dai suoi collaboratori a Praga e nella zona dei castelli boemi. Storie di bambini e adolescenti che vengono ospitati in Inghilterra, a Windermere e a Lingfield, dove ritroveranno la gioia di vivere e il sostegno di figure amorevoli che li aiuteranno a superare o a ridimensionare il trauma vissuto. E storie di bambini che scampati all’orrore sono stati ospitati in una colonia, a Selvino, che diventa luogo di rinascita e apertura verso un futuro. E poi l’intervista ad una bambina, oggi novantenne, che ha sperimentato cosa significa fuggire, nascondersi, avere paura e poi poter riemergere e continuare a sentire il sapore autentico dell’esistenza. “Ci sarà ancora domani questo cielo?” è la domanda che una tra le bambine e i bambini di cui qui si narra la storia si pone, dopo aver sperimentato l’assenza di cielo, la fame, la sete, la mancanza delle figure parentali, la privazione del gioco, quando si rende conto che qualcosa è cambiato. Adesso c’è un cielo, c’è un letto, c’è latte e pane, c’è un azzurro da poter guardare. “Ci sarà ancora domani questo cielo?” è il titolo più adatto per questo libro che tratta, attraverso racconti di storie individuali e collettive, dentro spazi italiani ed europei, in un contesto storico che va dal 1938 alla fine della Seconda guerra mondiale, l’infanzia e le sue connotazioni di dolore e sofferenza ma anche di resistenza e speranza».

Memoria, ricordi a Tricesimo e a Udine: Auschwitz, Giorgio Nissim e Gino Bartali

Giorni di celebrazioni in Friuli per ricordare l’Olocausto e gli orrori della Seconda guerra mondiale affinché siano di monito per lo spegnimento dei conflitti in atto e per la ricerca di una pace duratura. Tra oggi e domani si segnalano, pertanto, incontri a Tricesimo e a Udine.

TRICESIMO – In occasione del Giorno della Memoria, questo pomeriggio, alle 17, nella sala consiliare di Tricesimo sarà presentato “Auschwitz. Un ritorno”. Si tratta del documentario di Benedetto Parisi che racconta il famoso Lager polacco liberato il 27 gennaio 1945 dalle truppe sovietiche.

UDINE – Domani 30 gennaio, alle ore 18, nell’aula Pier Paolo Pasolini a Palazzo di Toppo Wassermann, via Gemona 92 a Udine, sarà presentato “Giorgio Nissim. La storia di un eroe ebreo toscano durante la Seconda guerra mondiale”. Nell’ambito del Giorno della Memoria, con l’omaggio a Giorgio Nissim sarà ricordato anche il grande Gino Bartali, a cura di Gianna Maria Tavoschi con letture di Andreina Tonello e canzoni eseguite da Piero Nissim. L’incontro è organizzato dall’Associazione dei Toscani in Friuli Venezia Giulia.

Entrambe le iniziative di commemorazione di quei tragici eventi beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

 

Shoah, Liliana Segre è cittadina onoraria di Grado

di Gi Elle

Liliana Segre, testimone diretta delle tragedie dell’Olocausto, è ora cittadina onoraria anche di Grado. E’ stata infatti accolta all’unanimità dal Consiglio comunale dell’isola la proposta dell’Amministrazione Raugna, promossa dall’assessore alle Pari opportunità Federica Lauto, di conferire alla senatrice a vita l’importante riconoscimento.
Come è noto, Liliana Segre – nata in una famiglia ebraica a Milano nel 1930 – ha insegnato con tenacia, nonostante il dolore che una simile rievocazione comporti, il valore della memoria e la capacità di sopravvivenza, dimostrando che ci sono obiettivi per i quali vale la pena battersi fino in fondo. E questo nella consapevolezza che l’odio, oggi così facile, è sempre in agguato.
“I continui episodi di razzismo – è stato sottolineato durante la seduta -, le scritte sui muri, i nuovi fascismi, le svastiche che, nonostante tutto quello che è accaduto, capitano ancora, sono eventi che si possono evitare solo se tiene viva la fiaccola della memoria, come Liliana Segre, assieme agli altri sopravvissuti, ci insegna a fare. E se non si cede all’indifferenza”.

L’assessore Federica Lauto.

I molti interventi in aula hanno sottolineato come la senatrice a vita, superstite della Shoah, sia un esempio di perseveranza, intesa non come semplice sottostare alle avversità della vita, ma come la difficile abilità di trovare ogni giorno un motivo per vivere e per resistere all’odio. Un esempio di resilienza, ovvero della capacità di trovare le forze di resistere di fronte agli urti devastanti della vita, anche laddove si pensava fosse inimmaginabile trovarle, recuperando la capacità di rimettersi in cammino anche laddove le gambe quasi non ci sono più, ma anche degli effetti devastanti che possono avere le scelte politiche sulla vita delle persone.
“Liliana Segre – è stato ancora osservato a Grado – ci insegna che la radice del male sta proprio nell’indifferenza, oggi così diffusa, in chi si volta dall’altra parte, e che il male non è compiuto solo da pochi e rari sadici ma che tutti possono compierlo, come di fatto è accaduto ai nazisti che mandavano a morire madri, padri, bambini nei forni crematori e poi tornavano a casa a giocare coi figli. Liliana Segre insegna ai nostri giovani, ma non solo, che è possibile, anche quando siamo distrutti, andare avanti, mettendo sempre una gamba davanti all’altra, come ha fatto lei resistendo alle incredibili marce della morte a cui è stata sottoposta assieme agli altri prigionieri, una volta giunta la Liberazione, quando i Nazisti tentarono di sgomberare i campi mettendosi in cammino con i prigionieri, evacuati, e sparando a chi cadeva e non riusciva ad alzarsi”.
“La storia di Liliana Segre e di suo padre – ha sottolineato l’Amministrazione civica isolana – ci mostra come tutto cambiò nella vita di moltissime persone da quel 14 luglio del 1938 in cui furono approvate le leggi razziali e che meriterebbe di essere chiamato come ‘Giorno della vergogna’. Dove all’umiliazione si aggiunse il dolore di vedersi voltare le spalle dal vicino o dalla compagna di classe, da chi fino al giorno prima, si credeva amico”.

Liliana Segre non è l’unica, per fortuna, testimone dei giorni della Shoah ma il Consiglio comunale di Grado ha deciso di assumerla come simbolo perché esempio vivente e concreto del nostro tempo, una donna che riesce ancora, nonostante il dolore che la rievocazione di simili orrori comporta a farsi portavoce instancabile di ciò che è successo e promotrice di pace. Che porta avanti i valori della memoria, nonostante come abbia detto lei stessa, da Auschwitz in realtà non si esce mai totalmente e se a noi tutto ciò non è capitato è perché abbiamo avuto la fortuna di non nascere in un periodo storico e in una famiglia ebraica in quel periodo storico.

“Liliana Segre – sottolinea infine l’Amministrazione guidata dal sindaco Dario Raugna che con l’assessore Federica Lauto ha promosso l’importante iniziativa – è simbolo anche in quanto donna, in un tempo in cui purtroppo non è ancora facile per una donna essere ascoltata e presa sul serio, soprattutto in certi ambienti come quello scientifico o quello politico, per esempio. Ci piace pensare – sottolinea l’amministrazione Raugna – che Grado, che è una città turistica, e una città dell’accoglienza, sia appunto una città accogliente che apre e non sbatte le porte e che possiamo far nostri i valori incarnati dall’opera di Liliana Segre, in un periodo in cui, tra l’altro, gli ultimi testimoni della Shoa stanno scomparendo. Fra pochi anni non ci saranno più testimoni diretti, per evidenti ragioni anagrafiche. E già oggi, forse, il racconto delle esperienze del nazismo di tutti i genocidi e i totalitarismi suscita una crescente indifferenza. Noi vogliamo ringraziare Liliana Segre per i suoi stimoli, come dice il Presidente Mattarella, a non rimanere inerti di fronte all’odio e al pregiudizio e anche noi, come i seicento Sindaci in marcia per la solidarietà con la senatrice Liliana Segre vogliamo dire: l’odio lasciamolo ai leoni da tastiera”.
E ancora: “Consideriamo Liliana Segre un tesoro nazionale e vogliamo onorare una donna che lavora in maniera indefessa per sconfiggere ogni intolleranza. Testimone di verità che va avanti “finché mi reggono le forze”, come dice lei (e come ha fatto nei campi di sterminio) e che si batte perché la memoria sia la nostra ricchezza e la nostra difesa, la riteniamo una cittadina illustre ed esemplare. Adottare questa delibera quindi è un gesto simbolico, ma va ben oltre il gesto in sè ed è un atto di testimonianza e di precisa presa di posizione contro l’odio“.

—^—

In copertina, Liliana Segre con il Presidente Sergio Mattarella.

(Foto Wikipedia)