Olimpiadi 2026: a Cortina i tecnici del Cio

di Giuseppe Longo

Cortina ora può dunque sperare di riavere le Olimpiadi invernali dopo settant’anni. Il centro dolomitico, come abbiamo appreso dalle recenti cronache, ha infatti superato il primo esame assieme a Milano per la candidatura ai Giochi 2026.  Le due città, come è noto, sono rimaste da sole in corsa, nonostante il rammarico del Coni, dopo il ritiro di Torino e le polemiche che hanno contrassegnato la rinuncia del capoluogo piemontese. E ora dovranno vedersela con Calgary, in Canada, e Stoccolma, in Svezia.

La conca di Cortina e lo stemma delle Olimpiadi 1956.

 

Dunque, non è detta ancora l’ultima parola, ma potremmo essere vicini al tanto agognato traguardo. Al quale guardano ovviamente con interesse anche gli operatori del Friuli Venezia dato che pure i poli sciistici della nostra regione potrebbero essere coinvolti nella programmazione. Anzi, il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha già espresso la sua gratitudine ai nostri operatori per aver annunciato la disponibilità a mettere a disposizione gli impianti locali, così da ampliare il pacchetto offerto da Cortina e dal Trentino Alto Adige. E, come si ricorderà, fin da subito gli albergatori friulani si erano detti entusiasti dell’allettante prospettiva che le Olimpiadi sulla neve possano tornare fra otto anni proprio nella conca ampezzana.

“Le Olimpiadi non sono mai facili perché abbiamo ad oggi due competitor che sono Calgary e Stoccolma, quindi siamo in tre a giocarci la partita”, ha detto ieri Zaia proprio sulla candidatura di Cortina – Milano alle Olimpiadi invernali del 2026 a margine di una conferenza stampa organizzata a Venezia. “Vi ricordo che a giugno 2019 il Cio deciderà – ha spiegato, come riferisce al riguardo Adnkronos -. Noi abbiamo già fatto partire il nostro roadshow e sono già iniziati i sopralluoghi del Cio. Dovremo essere presenti a Tokyo e andare in Australia per promuovere tutta la partita delle nostre Olimpiadi. Ma ce la faremo”.

Il governatore del Veneto Luca Zaia.

 

Intanto, i tecnici del Comitato olimpico internazionale hanno dato il via alle verifiche delle strutture già esistenti nelle località che si candidano a ospitare i Giochi sulla neve. Dopo i sopralluoghi a Milano e in Valtellina, la commissione sarà giovedì proprio a Cortina. Una fase fondamentale affinché possa proseguire l’iter che porterà al definitivo pronunciamento sulle tre candidature (Italia, Canada e Svezia) alla fine della prossima primavera.

—^—

In copertina, i cerchi olimpici a Cortina nel 1956.

—^—

< N.d.R. Seguiteci su Twitter https:/twitter.com/FriulivgC – @FriulivgC >

Olimpiadi a Cortina? La palla al Coni ma prenderà tempo

di Giuseppe Longo

Conto alla rovescia per la sede delle Olimpiadi invernali del 2026:

Cortina, Milano o Torino?

Gli occhi sono tutti puntati sul CONI che oggi, 10 luglio, si riunirà per chiarirsi le idee perché si avvicina il momento in cui dovrà essere indicata al Cio la località candidata dall’Italia per i Giochi che si disputeranno fra otto anni.
E che nel frattempo, nel 2022, si terranno in Cina.

Quindi ancora una sede asiatica dopo la recente edizione in Corea del Sud.
Il Triveneto aspetta con ansia le indicazioni che usciranno oggi dal Comitato olimpico nazionale presieduto da Giovanni Malagò.

Giovanni Malagò

Attende una risposta, ovviamente positiva, il Veneto che per primo si è mosso con il suo governatore Luca Zaia per mettere sul tavolo anche la candidatura di Cortina che ebbe già le Olimpiadi invernali nel 1956, ma anche il Trentino Alto Adige attraverso le sue Province autonome di Trento e Bolzano che hanno deciso di appoggiare la richiesta dei cugini della Serenissima.
E poi c’è anche la nostra regione, nella quale le Dolomiti continuano con espressioni meravigliose soprattutto a Forni di Sopra e nella ritrovata Sappada.
Come si ricorderà, dagli albergatori friulani era stato espresso subito un grande interesse per i Giochi 2026 perché potrebbero efficacemente coinvolgere anche i nostri poli sciistici con benefiche ricadute sulla montagna friulana che ha bisogno di nuovi stimoli per continuare a credere in un suo futuro.
E Zaia aveva molto apprezzato questo appoggio.
Oggi, dunque, cosa succederà?

Difficile prevederlo anche se da più parti in questi giorni si è fatto osservare che le chances di Cortina sarebbero sensibilmente aumentate.

L’affare Olimpiadi venerdì scorso è infatti approdato a Palazzo Chigi per un parere, ma il governo Conte, forse per non scontentare nessuno e per non incrinare i rapporti tra Lega e Cinque stelle (come è noto, il Carroccio corre verso Cortina o Milano, i grillini invece propendono per Torino), ha deciso di non decidere, ha preferito non dire nulla di vincolante, se non di esprimere la raccomandazione che i Giochi invernali del 2026 – dicendosi d’accordo sulla candidatura italiana – si tenessero nella località che offre maggiori garanzie di economicità e di minor impatto ambientale.
E molti hanno letto tra le righe una preferenza per la già olimpionica Cortina che, come Zaia ha più volte sottolineato e documentato pure nel corposo incartamento inviato al CONI e al governo stesso a supporto della sua richiesta, ha i numeri, le strutture e le condizioni in generale, salvo modesti interventi, per avere Olimpiadi a “impatto zero”.

Ed è questa, infatti, la preoccupazione che deve avere risposta rassicurante: guai – lo sottolineavamo anche l’altro giorno – se i Giochi dovessero turbare la straordinaria bellezza delle Dolomiti, patrimonio dell’umanità!
Allora come andrà a finire?
Vedremo se prevarrà una scelta tecnica, come ha ripetutamente chiesto Zaia, o politica.
O se ci sarà un po’ dell’una e un po’ dell’altra, magari senza giungere ancora a una decisione.
Che forse, dalle indicazioni dell’ultima ora, è la cosa più probabile.
Per questo gli occhi del Triveneto, e quindi anche degli operatori friulani, oggi sono tutti puntati sul Coni.
Che però potrebbe prendersi ancora un po’ di tempo per riflettere, prima di restituire la palla a Palazzo Chigi perché è proprio qui che dovrà essere presa la decisione definitiva su quale città l’Italia dovrà schierare nella disputa planetaria.
In altre parole, dovrà essere presentata una candidatura credibile perché il Comitato olimpico internazionale la possa prendere in seria considerazione.

Olimpiadi sulle Dolomiti: anche il Friuli è entusiasta

di Giuseppe Longo
Cortina con le sue meravigliose Dolomiti, patrimonio Unesco dell’umanità, crede sempre più al progetto Olimpiadi invernali 2026 e aspira a ricoprire nuovamente quel ruolo di capitale dei Giochi che ebbe nel 1956.

Stanno infatti per scadere proprio in questi giorni i termini per la manifestazione d’interesse da inviare al Coni e il presidente del Veneto, Luca Zaia, è sempre più determinato a raggiungere l’ambizioso obiettivo in contrapposizione a Torino e Milano, avendo incassato anche l’appoggio del Trentino Alto Adige. Ma il progetto si allargherebbe anche alle Dolomiti friulane e agli altri poli sciistici della nostra regione, dalla quale, per bocca di Federalberghi – con la presidente Paola Schneider -, è stata subito espressa un’entusiastica adesione, appena appreso della sfida lanciata dallo stesso  Zaia alle altre località che intendono candidarsi.

“È confortante constatare – riferisce al riguardo una nota della Regione Veneto – come importanti categorie economiche del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e delle Province autonome di Trento e Bolzano abbiano reagito all’unisono, come un sol uomo, alla volontà di avanzare la nostra candidatura per le Olimpiadi invernali del 2026”. “Il coordinamento degli albergatori dei quattro territori deciso oggi – prosegue il governatore di Venezia riferendosi all’incontro che due settimane fa si era tenuto a Roma – risponde proprio a quell’ idea di “Olimpiade a impatto zero” che è l’idea fondante e la cifra identificativa della proposta di candidare la corona dolomitica. Chi meglio degli albergatori, titolari di una ramificata ed efficiente area ricettiva, può interpretare al meglio l’idea di una Olimpiade “diffusa, cioè di una Olimpiade che non necessita di “mostri” in cemento o di mega-strutture, ma semplicemente mette a disposizione di squadre, delegazioni internazionali e grande pubblico quegli impianti e quelle infrastrutture di cui è già ricco un territorio a vocazione turistica internazionale?”. “Ringrazio dunque la Federazione degli albergatori dei quattro territori e i loro rappresentanti” conclude Zaia, pensando a cosa potrebbe rappresentare per questo splendido angolo a Nordest il ritorno dopo 70 anni delle Olimpiadi invernali.
Per ora l’importante è crederci, poi si vedrà perché la decisione non spetta certamente ai territori che intendono candidarsi ma agli organi preposti, i quali però hanno già sottolineato come sia importante attendere anche la formazione del nuovo governo. E pure per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia sarà determinante l’appoggio che potrà essere espresso dalla Giunta regionale che uscirà dalle elezioni del 29 aprile.
 .
Cortina 1956 Olimpiadi Invernali