Artisti per il sociale in una mostra transfrontaliera Gorizia-Nova Gorica

Si apre venerdì, 17 marzo, al confine tra Gorizia e Nova Gorica il capitolo conclusivo della quarta edizione di Co.So! Artisti per il sociale, progetto artistico a cura di Elena Tammaro e Rachele D’Osualdo dell’Associazione culturale udinese Etrarte volto a sensibilizzare le comunità della regione e dell’area transfrontaliera rispetto ai temi della salute mentale, dell’inclusività e del benessere sociale. La mostra finale, che si inaugurerà dopodomani alle 18, nello spazio di Carinarnica (Erjavčeva 53, Nova Gorica, Valico di San Gabriele), presenterà le co-creazioni esito dei laboratori realizzati da tre artisti durante le residenze nelle comunità ospitanti di questa edizione. Il tema indagato quest’anno è stato quello della “marginalità”.
L’inaugurazione sarà preceduta da un incontro di divulgazione e scambio di buone pratiche, sempre ad ingresso libero, che si terrà dalle 14.30 alle 16.30 all’Xcenter di Nova Gorica (Delpinova ulica 20, 5000 Nova Gorica), centro sperimentale che promuove l’incontro tra creatività, innovazione, imprenditorialità, arte e formazione.

“Come Etrarte – commenta la presidente Rachele D’Osualdo – siamo felici di aver costruito una rete che affonda solide basi in regione, ma non esita ad aprirsi ad artisti e professionisti provenienti da altri luoghi d’Italia e dall’estero, perché è attraverso il confronto che si cresce. In Fvg, organizzazioni del mondo dell’assistenza sociosanitaria e diverse scuole hanno accolto con entusiasmo le nostre proposte, gli stessi artisti si sono messi davvero alla prova in contesti insoliti e sfidanti. Siamo convinte – continua – che la contaminazione tra diversi ambiti sia la chiave per il successo non solo di questo tipo di progetto, ma dell’intera società. Un desiderio? Che questi interventi possano avere un sostegno sempre più strutturale”.
Finanziato dalla Regione Friuli Venezia-Giulia, Co.So! Artisti per il sociale persegue l’innesco di cambiamenti, attraverso l’arte, nelle organizzazioni che operano nel campo della salute mentale e della disabilità, e nelle comunità territoriali di cui fanno parte. Esso si sviluppa attraverso una serie di incontri, tre residenze d’artista e laboratori che coinvolgono una fitta rete di professionisti della cultura, artisti, strutture del territorio, studenti e comunità locali.
Il doppio appuntamento a Gorizia, parte di una progettualità pluriennale coerente con le politiche del territorio, converge verso gli obiettivi di GO! 2025, coinvolgendo strutture e operatori culturali e sociali italiani e sloveni con attività artistiche che generano ricadute in termini di inclusione e coesione.

Gli artisti e le residenze

Francesco Zanatta ha vissuto e lavorato per una settimana con gli operatori e gli abitanti di Villetta 2.0 a Gorizia. Nel suo workshop La mano che sa vedere Zanatta ha condotto il gruppo a sviluppare, attraverso la pratica pittorica, una nuova prospettiva sulla realtà che ci circonda. Il coinvolgimento degli studenti della classe II A, Installatore di impianti elettrici, civili e industriali dell’Enfap di Gorizia ha ampliato i destinatari dell’attività ed ha permesso il confronto tra persone afferenti contesti diversi, ma coesistenti nello stesso territorio, aprendo le porte di Villetta 2.0 a cittadini esterni.

La residenza d’artista di Carolina Pozzi si è volta presso la Casa Teresa ad Aiello del Friuli. Home is where love is ha spronato utenti e operatori del centro a identificare e ritrarre “oggetti d’affezione”, pupazzi d’infanzia, oggetti del quotidiano, piccole cose inanimate a cui l’attribuzione di un legame affettivo conferisce una speciale vitalità. Gli oggetti sono stati ritratti individualmente, scomposti in forme elementari, e riassemblati in un grande collage dinamico e astratto.

L’artista Michele Tajariol è stato impegnato in una doppia attività laboratoriale: In mille pezzi è il titolo del workshop che ha coinvolto due classi dell’ISIS Pertini di Monfalcone e Cantiere dei Desideri, associazione teatrale di Fiumicello Villa Vicentina, che vede la presenza di persone portatrici di disabilità. Il percorso si è sviluppato nella scrittura collettiva di una narrazione, nella definizione di un personaggio composto da molteplici frammenti, riassemblati in una o più forme possibili. Un richiamo alla necessità di “rimettere assieme i cocci”, quando entriamo in crisi e sembriamo andare “in mille pezzi”.

L’allestimento della mostra, a cura di Altreforme di Udine, include i video realizzati da Claudio Cescutti, che ha raccolto immagini, gesti e parole degli artisti e dei partecipanti al workshop.

Capovolgere all’infinito ed Epicentrico: ultimi incontri a Fagagna e a San Giorgio

A Fagagna e a San Giorgio di Nogaro sono giunte alle battute finali due significative manifestazioni: “Capovolgere all’infinito” ed “Epicentrico”. Ecco in dettaglio cosa verrà proposto nella zona Collinare e della Bassa Friulana.

FAGAGNA – Si sta per chiudere il cerchio di “Capovolgere all’infinito”, un progetto ambizioso e importante che è stato finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia (presidenza del Consiglio dei Ministri) nell’ambito del bando “Educare insieme”, e che ha ricevuto anche il sostegno di Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini, il patrocinio del Comune di Fagagna e che vede Damatrà come capofila di una lunga cordata di partner e collaboratori. Il ciclo di incontri, ultima tappa di una progettualità a dir poco articolata – che ha maturato 10 mesi di attività, coinvolto attivamente oltre tremila persone su sei territori della regione Friuli Venezia Giulia, con un calendario di 60 iniziative – è infatti arrivato al suo ultimo incontro oggi, 2 dicembre, a Cjase di Catine, a Fagagna, alle 18: “Comunità educante è Pensieri per il futuro”. Marco Aime (che sostituirà Roberto Papetti, impossibilitato a esserci per cause di forza maggiore) cercherà di raccontare come, tristemente, la comunità abbia smesso di essere il nostro orizzonte sociale e psicologico. Dapprima per il passaggio a una società urbano-industriale e, più di recente, con l’avvento della rete, che ha sostituito qualità, conversazione e amicizia con velocità, community virtuali, tweet e like. Ma poiché il bisogno di comunità resta, perché non provare a ricostruire un “noi” fondato su autentici legami di prossimità? Capovolgere all’Infinito ha lavorato proprio per questo e il confronto con Aime, docente di antropologia culturale all’Università di Genova, offrirà senz’altro punti interessanti e non scontati.

Un incontro di “Epicentrico”.

SAN GIORGIO DI NOGARO – Saranno due gli imperdibili spettacoli con cui si chiuderà, all’auditorium San Zorz, a San Giorgio di Nogaro, la prima entusiasmante edizione del festival teatrale “Epicentrico”: progetto socio-culturale per il territorio della Bassa friulana ideato dalla compagnia Brat e realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Pietro Pittini, Fondazione Friuli, i Comuni di San Giorgio di Nogaro, Gonars, Porpetto, Torviscosa, Kemira Italy spa; e in partenariato con Teatro e Critica, Artisti Associati, Css Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Slovensko narodno gledališče Nova Gorica, Comune di Castions di Strada, cooperativa PuntoZero, Università della Terza Età ‘Paolo Naliato’. Oggi, 2 dicembre, alle 20.30, il cartellone prevede la pièce dedicata a un pubblico di adulti: “(Quale) Inferno _ Instrumental” un viaggio senza cinture di sicurezza nell’Inferno dantesco con musica dal vivo composta ad hoc, a cui seguirà, domani, l’incontro con Angela Forti di Teatro e Critica. Sarà invece “Antonton”, spettacolo per l’infanzia del teatro nazionale sloveno di Nova Gorica, a chiudere, domenica, alle 16, Epicentrico: Antonton (l’attore Peter Harl) è un cuore puro che guarda il mondo con occhi da bambino, spingendo grandi e piccoli a usare di più la fantasia.
«Volevamo portare un terremoto culturale, creare connessioni, incontri, dialogo, attivare e stimolare, attraverso il teatro, chiunque, senza confini d’età, di genere, culturali o fisici. E siamo felici di esserci riusciti», hanno spiegato i direttori artistici della rassegna, Agata Garbuio e Claudio Colombo della compagnia Brat, che hanno proseguito precisando come si tratti «del primo passo verso un teatro che è parte della vita delle persone, per farle divertire e riflettere, per incontrarsi e stimolare una vita culturale e sociale sempre più viva».
Agli spettacoli (su 9 ben 7 erano prime regionali!) hanno partecipato oltre 600 persone. Numeri importanti per il territorio di San Giorgio di Nogaro che ha ospitato gli appuntamenti in occasione del mercato del sabato mattina e all’Auditorium San Zorz. «Grazie all’associazione Brat siamo riusciti ad avere una nuova e fresca rassegna teatrale – ha spiegato l’assessore alla cultura del Comune di San Giorgio di Nogaro, Alessio Cristin -. Partendo dalle scuole, passando per le strade e arrivando in auditorium l’intento era proprio quello di coinvolgere più persone possibili. Sono quindi riusciti a trasmettere il messaggio che il teatro può essere per tutti e di tutti». «Esprimo soddisfazione e apprezzamento per la felice riuscita del progetto teatrale Epicentro, che l’Amministrazione ha accolto da subito con interesse – gli ha fatto eco la collega Antonella Xodo -. Un progetto innovativo e originale nelle modalità delle varie rappresentazioni, recitate per strada e in teatro e che hanno riscosso una partecipazione entusiasmante soprattutto tra il pubblico dell’infanzia, confermando la valenza educativa e socializzante per tutta la Comunità, perseguita dal progetto». Un’attenzione particolare è stata rivolta ai più piccoli e all’attività laboratoriale (in collaborazione con Teatro e Critica) con il coinvolgimento oltre cento fra bambini e adulti residenti in diversi i Comuni della Bassa friulana.

 

In\Visible Cities oggi a Trieste alla scoperta del polo scientifico della Sissa

Due luoghi affascinanti, seppur molto diversi fra loro, saranno oggi al centro dei percorsi in cuffia con cui si inaugurerà, a Trieste, la nuova edizione di In\Visible Cities, che quest’anno parlerà anche sloveno. Il festival urbano multimediale – organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro, grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e parte della rete Intersezioni – porterà infatti i partecipanti alla scoperta della Sissa, uno dei poli scientifici d’eccellenza a livello nazionale ed europeo; e della Val Rosandra, attraversata dal confine tra Italia e Slovenia. Entrambi gli eventi saranno a ingresso gratuito, ma è raccomandata la prenotazione su invisiblecities.eu/invisiblecities22.

SISSA HOSTING – Si comincerà stamane, alle 11, e poi nel pomeriggio alle 18, con “Sissa Hosting” (prenotazioni su invisiblecities.eu/invisiblecities22), una performance teatrale itinerante con cuffie wireless del Collettivo lunAzione realizzata nell’ambito di Arti Relazioni Scienze. Un racconto al contempo documentaristico e poetico, frutto del confronto tra la comunità “ospitante”, gli artisti e gli spettatori “ospiti”. Sarà un’esperienza di esplorazione e scoperta degli spazi che ospitano la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati e della complessa e variegata comunità che la anima, attraverso un lavoro di drammaturgia sonora che parte da una ricerca sul campo. Il pubblico, che si incontrerà in via Bonomea 265, potrà fruire di una narrazione in cuffia composta dalle voci reali dei docenti, degli studenti, dei ricercatori, dei dirigenti e di tutti coloro che ruotano attorno agli spazi Sissa.

CONFINE STRANO – Sempre oggi, alle 17, e poi domani, alle 10 e alle 17, è invece in programma “Quando saremo di là dal confine/Ko bomo onkraj meje” (prenotazioni su invisiblecities.eu/invisiblecities22): una performance audio guidata in doppia lingua, italiano-sloveno, realizzata da Kepler-452 per il Sentiero dell’Amicizia, tra Bagnoli della Rosandra e l’ex-Valico di Bottazzo, che congiunge Italia e Slovenia. Attraverso lo strumento delle radio cuffie, la performance accompagna lo spettatore in una camminata attraverso il paesaggio. Un viaggio nelle storie comuni e straordinarie di un confine strano, intermittente, e nelle storie di una terra e delle persone che la compagnia ha intervistato, e che hanno prestato la propria voce alla performance. Ma anche un viaggio nella Storia con la S maiuscola, con i suoi movimenti lenti, talvolta sotterranei – carsici – del cui scorrere tutti noi siamo parte. Un viaggio in cui il pubblico sarà spettatore partecipe, attivo, parte di una comunità viaggiante bilingue.

PROSSIME TAPPE – Il programma di In\Visible Cities proseguirà poi dal 2 al 4 settembre a Gorizia, dove il suo cartellone farà parte anche di “Scene Aperte” la rete creata con altri due festival che si terranno fra il capoluogo isontino e Nova Gorica nello stesso periodo: GOtropolis di Tnk Teatro – Nova Gorica, alla sua prima edizione, e Alpe Adria Puppet Festival, con il quale In\Visible Cities ha già collaborato in passato. Il Festival multimediale arriverà poi a Gradisca d’Isonzo (dal 7 all’11 settembre), tappa conclusiva e cuore pulsante di quest’edizione.

FESTIVAL URBANO MULTIMEDIALE – In\visible Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e da Go2025. Il Festival è realizzato in partenariato con Comune di Gorizia, Mittelfest, a.ArtistiAssociati, Css – Teatro stabile di Innovazione del Fvg, Compagnia Arearea, Cooperativa Puntozero, IoDeposito, Damatrà ONLUS, Gruppo78. ARS è un progetto del Comune di Gradisca d’Isonzo finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, in partenariato con Mittelfest, Kaleidoscienza, Sissa, OGS – Istituto di vulcanologia e geofisica sperimentale, WWF Area marina protetta di Miramare, Comune di Turriaco, Università di Nova Gorica, Zero Idee.

Info: https://invisiblecities.eu, Facebook, Instagram, segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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In copertina, una scena di Sissa Hosting la proposta odierna di In\Visible Cities.

 

Alla scoperta di atmosfere d’altri tempi con il Cta nella Gorizia “nascosta”

di Mariarosa Rigotti

Nuova proposta questo fine settimana, con “Gorizia Nascosta. Storie della Comunità ebraica e del confine”, quando si andrà alla scoperta del territorio goriziano con il teatro. Oltre che il 14 e il 15 maggio, l’occasione tornerà anche nel weekend successivo quando verrà proposto quanto rimandato la settimana scorsa causa maltempo. Un progetto firmato dal Centro Teatro Animazione e Figure, ideato e curato da Roberto Piaggio, direttore artistico del sodalizio, e Antonella Caruzzi.
Ma procediamo con ordine. Come viene anticipato dagli organizzatori, saranno due fine settimana dedicati alla storia e alle curiosità del territorio. A fare da “guida”, appunto, il Cta di Gorizia che, proprio attraverso il teatro, accompagnerà il pubblico alla scoperta (o riscoperta) del capoluogo isontino e di Nova Goricao. Sarà, spiegano, «un’occasione per approfondire la conoscenza di ciò che ci circonda, immergendosi in atmosfere di altri tempi, attraverso i racconti, la musica e le suggestioni del progetto».
Così, passando al cartellone nel dettaglio: domani, alle 15.30, e domenica, alle 11 e alle 15.30, ci sarà “Le voci del silenzio” partendo dal giardino della Sinagoga. Sarà «una camminata che accompagna lo spettatore nel cuore di una Gorizia antica, alla scoperta della storia della Comunità ebraica che proprio in quelle vie e in quegli edifici scrisse il suo percorso». Così, «si potrà così conoscere l’ex quartiere ebraico e la sua Sinagoga, il teatrino di Lele Luzzati e la storia di Esther; la casa natale di Graziadio Isaia Ascoli; la via Rastello, che è la più antica via di Gorizia, e le vicende del giovane Carlo Michelstaedter».
Mentre sabato 21 maggio, alle 15.30, e domenica 22 alle 11 e alle 15.30, come ricordano, appunto, dall’organizzazione, «viste le condizioni meteo avverse dello scorso fine settimana in cui era stato programmato, verranno recuperate le uscite del percorso “Dall’alto da lontano: corale di confine, incentrato sul difficile tema della frontiera». La partenza sarà da via della Cappella a Gorizia. Sarà quello che è stato definito, «un percorso a stazioni che sale come un pellegrinaggio lungo la via che conduce al Monastero di Castagnevizza affacciato su un panorama che abbraccia, dall’alto e da lontano, Gorizia e Nova Gorica, città divise fino a pochi anni fa da uno dei confini più discussi della storia del Novecento». Infatti, «in un giorno di settembre del 1947, apparve all’improvviso un muro che divise una città, i luoghi dell’infanzia, gli affetti, le case, le famiglie e le persone. Una storia fatta di eventi importanti e tragici, ma anche di aneddoti e di esperienze personali che fanno parte della memoria storica di queste zone».
Da aggiungere anche alcuni dati “tecnici” riguardo la durata del percorso teatrale: “Dall’alto da lontano: corale di confine” sarà circa un’ora e mezzo, mentre “Le voci del silenzio” sarà circa di due ore. E per l’ascolto ci saranno le cuffie, sanificate, fornite dall’organizzazione all’inizio del percorso stesso. Il costo è di 15 euro interi e 10 euro i ridotti. La prenotazione è obbligatoria chiamando i numeri 0481.537280 oppure 335.1753049. Inoltre, viene ricordato che sarà importante avere con sé un documento di identità. Mentre, per facilitare la procedura di registrazione, c’è l’invito a raggiungere il luogo di ritrovo 20 minuti prima dell’orario di partenza.

 

Quando il trauma diventa arte, oggi l’installazione fa tappa a Nova Gorica

Dopo la tre giorni pordenonese, a febbraio, l’installazione multimediale Ptsd fa tappa, oggi, al Mostovna di Nova Gorica (Cesta IX. korpusa 99A, 5250 Solkan). Il vernissage è in programma alle 17. A seguire un talk nel quale organizzatori e autori si confronteranno rispetto al processo creativo legato alla realizzazione delle opere multimediali. Concluso l’appuntamento sloveno, Ptsd riprenderà il suo viaggio tornando in regione per nuove tappe.

L’INSTALLAZIONE – Ptsd è un gioco di parole. È l’acronimo di Post Traumatic Stress Disorder (disordine da stress post traumatico), ma anche di Piattaforma Trans-Settoriale di Digital-art. Attraverso lo scambio di competenze e saperi tra ambiti disciplinari diversi quali l’artigianato, l’ingegneria del suono, le neuroscienze e le arti digitali, l’associazione Altrememorie – grazie al finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Zavod R.o.R, BridA, Casa dell’Arte, Spazio DoubleRoom, Comune di Pordenone, ExConventoLive, Associazione Sonic Pro, Zeroidee, Cas’Aupa, Ottagono, Menti Libere – ha cercato di indagare sul trauma, tematica assolutamente attuale e capace di aprire a riflessioni complesse quanto fondamentali. Questa esplorazione – realizzata grazie a una serie di incontri e interviste con neuro scienziati, psicologi e psicoterapeuti – è stata tradotta poi in chiave artistica con la costruzione di un particolare spazio fisico, sonoro e visivo costituito da 100 stativi di ferro che sorreggono 14 lampade e 8 speaker: Ptsd.

IL CERVELLO – Il pubblico si troverà di fronte alla rappresentazione astratta di un sistema cerebrale colpito dal disturbo da stress post traumatico. Potrà così comprendere (almeno in parte) grazie al linguaggio dell’arte, cosa succede a un cervello sottoposto a un evento inaspettato, improvviso, grave, che ha comportato lesioni psicologiche, violenze fisiche o sessuali, il rischio di morire. «Parliamo di trauma ma anche di individualità – hanno sottolineato gli ideatori del progetto -, innumerevoli storie ci raccontano di come uno stesso evento può avere effetti molto differenti su individui diversi. Il suo effetto traumatico dipende dalla resilienza del soggetto e la resilienza dall’equilibrio interiore. Il trauma, dunque, è qualcosa di fortemente impattante nel nostro modo di vedere il mondo, di vivere e di agire nella società e nella collettività».

COMPETENZE E SAPERI – L’installazione artistica è stata realizzata da Zeroidee grazie a figure professionali di ambiti e competenze diverse: Giovanni Chiarot e Matteo Carli – ideazione e sviluppo, Renato Rinaldi – supporto artistico, Mattia Piani – programmazione e sound design, Bruno Ribis – strutture metalliche, Simona Martino – supporti in legno, Tiziano Zaramella – montaggio e cablaggio, Soluzioni SRLS – supporto tecnico, Franco Fabbro, Cinzia Canderan, Luciana Palumbo, Ilaria Guarracino – consulenza scientifica in neuroscienze.

Ptsd raccontato con immagini e parole dagli autori: https://vimeo.com/678670532

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In copertina, ecco una veduta di Nova Gorica che oggi ospiterà l’installazione.

 

Cividale, sotto la lente Fvg-Slovenia Collio-Brda, Cultura ’25 e Portualità

Il futuro di Friuli Venezia Giulia e Slovenia deve essere uno scenario di programmazione condivisa e collaborazione strategica che abbraccia economia, turismo transfrontaliero, cultura, trasporti e leadership internazionale. L’Associazione Mitteleuropa e Mittelfest hanno organizzato per domani 31 agosto, alle 9.30, nella ex chiesa di San Francesco, il forum economico-culturale tra Fvg e Slovenia: «Si tratta di un momento di condivisione e confronto importantissimi per il futuro dei due territori, sia in uno scenario a lunga termine sia in vista dello storico appuntamento con il 2025 in cui Nova Gorica e Gorizia saranno, insieme, capitali della cultura europea». Ad affermarlo è Paolo Petiziol, presidente dell’Associazione Mitteleuropa e di Gect Go: «Sviluppo economico, protezione delle risorse naturali, promozione turistica e valorizzazione delle peculiarità culturali ed artistiche devono avere una visione “bifronte”, condivisa tra i due territori. Solo così si è vincenti nella nuova Europa».
La mattinata di lavori, infatti, prevede tre diversi tavoli di lavoro su altrettanti temi strategici per la cooperazione, lo sviluppo economico e la valorizzazione turistica di Friuli Venezia Giulia e Slovenia. Si comincia con l’incontro dedicato al Collio-Brda-Cuei, un patrimonio naturalistico ed enogastronomico unico che corre sulla linea di confine. Il tavolo di lavoro metterà i ferri in acqua per rilanciare la candidatura del Collio transfrontaliero come Patrimonio Unesco: un progetto condiviso e già perfettamente in linea con la strategia di collaborazione avviata per il 2025.
Presenti al tavolo e moderati da Diego Bernardis, presidente V Commissione Permanente Regione Fvg, saranno Franc Mužič, sindaco di Brda, Tina Novak Samec, direttrice Ufficio Turismo-Cultura-Giovani e Sport del Collio sloveno (Brda), Roberto Felcaro, sindaco di Cormons, capoluogo dei Comuni del Collio friulano e Martina Valentinčič, assessore Cultura e attività produttive di San Floriano del Collio-Občina Števerjan. Al centro del secondo tavolo c’è GO! 2025: la Capitale europea della Cultura 2025 Nova Gorica-Gorizia rappresenta un momento davvero storico per le due città transfrontaliere, ma, in realtà, investe tutta la Slovenia e l’intera Regione FVG con una serie di opportunità di crescita e valorizzazione senza precedenti che devono essere colte.
Roberto Corciulo, presidente di Mittelfest, modererà i lavori tra Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, Neda Rusjan Bric, responsabile di progetto Capitale europea della Cultura – Nova Gorica, Lucio Gomiero, direttore generale Promoturismofvg, Paolo Petiziol, presidente Gect Go-Ezts Go, con Tomaž Konrad, vicedirettore. «È fondamentale – commenta Corciulo – arrivare pronti al 2025 con investimenti in logistica, viabilità, strutture ricettive e con un programma condiviso al di qua e al di là del confine in modo da sfruttare al massimo il grande potenziale di un evento come questo, basti pensare al volano che è stato per Matera e per tutte le altre città che sono state capitali della cultura».
Nell’ultimo panel, sarà la portualità al centro del confronto tra Trieste e Capodistria, due porti molto vicini per le rotte che arrivano da Oriente che devono immaginare un futuro condiviso di sviluppo e opportunità. L’obiettivo deve essere quello di proporsi, insieme, come hub portuale del nord Adriatico per raggiungere una forte competitività internazionale. Ne parleranno, moderati da Paolo Petiziol, Vittorio Torbianelli, Segretario generale Autorità Sistema Portuale Alto Adriatico, Sebastjan Šik, Capo Dipartimento Pr Luka Koper – Porto di Capodistria, Vojko Volk, Console generale di Slovenia a Trieste.

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In copertina e qui sopra Cividale durante il Mittelfest in due immagini di Luca d’Agostino.

30 Aprile: In FVG PD & 5s (dal 24,6% al 7,2%) si son presi un bel 2 di “Piken”

Ormai è chiaro: i Friulani si sentono più vicini ai cugini Austriaci ed Ungheresi che ai partenopei = spaghetti – pizza – mandolino e reddito di cittadinanza…

Trieste è più vicina a Vienna, Budapest che a Firenze, Roma, Pomigliano d’Arco…

Massimiliano Fedriga (57,1% ) è molto più in sintonia con Sebastian Kurz

e Viktor Mihály Orbán che ai “radical chic” da salotto/divano che son capaci solo di raccontarci frottole…

soprattutto (e questo è molto importante) per la percentuale altissima dei consensi che recentemente  tutti e tre hanno ricevuto …

praticamente un plebiscito che ha sancito l’insoddisfazione dei cittadini mitteleuropei nei confronti dell’Europa a imperio Merkel-Macron (al quale sino ad ora solo Theresa May ha saputo opporsi) ed alle nostrane politiche demagogico/truffaldine (Fornero, job act, buona scuola, invasione di selvaggi, disastri bancari, e via dicendo…) …
basta con il “gioco delle tre carte” !!

la gente non si accontenta più delle promesse , dopo una catastrofe pretende dai politici soluzioni e non balle !
Pretende risposte tangibili, efficaci, come dopo il terremoto del Maggio 76 !

Tirarsi su le maniche, sgomberare le macerie, seppellire i morti e ricostruirsi la vita !
Dopo anni di predominio ed arroganza della sinistra salottiera e fankazzista l’esigenza di fare, presto e bene, è impellente.
E’ possibile che la Serracchiani non sia nemmeno riuscita a finire la 3° corsia della Venezia-Trieste, per la quale Riccardo Riccardi si era speso con tutte le sue energie per iniziare ed accelerare la messa in opera dei cantieri ??
La sinistra ci deve spiegare perché si spende un patrimonio assurdo per fare un buco nelle Alpi Francesi e non si riesce a collegare Udine, Trieste, Gorizia con Ljubljana-Budapest (nemmeno la stazione di Gorizia con Nova Gorica che sono in pianura ed attaccate) ??
Per non parlare della pantomima sul ponte sullo Stretto di Messina che ogni volta che ne sento parlare mi girano gli “zebedei” !

La notizia già la saprete :
Massimiliano Fedriga, sposato, Leghista da sempre, (La sua storia politica inizia nel 1995, quando si iscrive alla Lega Nord con il consenso dei genitori perché ancora minorenne) Nato a Verona (1980) e cresciuto a Trieste,  laureato in Scienze della comunicazione (ha conseguito un master in gestione e analisi della comunicazione),

è il nuovo presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.

Salvini: ora andiamo a governare
«Dopo i Molisani, anche donne e uomini del Friuli Venezia Giulia ringraziano il PD per l’egregio lavoro svolto, e salutano Di Maio & Compagni. GRAZIE!!!!! #andiamoagovernare io sono pronto!».

Così su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini, commenta i risultati elettorali pubblicando la foto di una carta del 2 di picche dentro la sabbia.

Non so se Matteo conosca il tedesco ?   …ma io per quel po che ricordo associo il termine Piken all’ equivalente  per cui è giustamente famoso Rocco Siffredi !  >  intendesse forse dire ? :

“Stavolta vi siete presi un bel Piken nel **** ” !??

…ed a chi si riferiva ?  …a Renzi/Serrachiani e/o Giggino ??

Rocco Siffredi,  a Roma durante la presentazione del film ‘Matrimonio a Parigi’ di Claudio Risi.