“Poesia blu jazz”, oggi a Gorizia il libro di Rosinella Celeste da poco applaudita a Nimis per una poesia tutta sul Ramandolo

(g.l.) “Poesia blu jazz” è il titolo di uno dei libri più conosciuti e apprezzati di Rosinella Celeste Lucas, poetessa e scrittrice che abita a Fiumicello, nella Bassa friulana, ma le cui radici lontane sono nel Mezzogiorno d’Italia. Il volume sarà presentato questo pomeriggio, 28 febbraio, durante un incontro che si terrà alle 16 alla Vineria Decanter d’Arte e Territorio – Rooms Relais Art, in Borgocastello 3 a Gorizia, la città che da poco ha concluso l’esaltante esperienza internazionale, assieme alla contermine Nova Gorica, di Capitale europea della cultura 2025.
Tra le attività poetiche-letterarie di Rosinella Celeste Lucas un posto di rilievo occupano anche le liriche dedicate alle produzioni tipiche del Friuli e in particolare ai vini e ai loro vitigni. Una sua bella poesia dedicata al Ramandolo, il primo Docg del Vigneto Fvg, è stata declamata recentemente a Nimis tra gli applausi in occasione della Grande Verticale che la storica Città del vino ha organizzato con successo assieme alla coordinamento regionale delle Cdv nell’ambito del programma messo a punto per l’anno in corso.

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In copertina, la poetessa e scrittrice Rosinella Celeste Lucas con i suoi libri.

Luoghi, memorie, comunità: tra passato e futuro delle terre di confine. Due giorni di eventi a Trieste, Gorizia e Nova Gorica

Il 23 e 24 gennaio Trieste, Gorizia e Nova Gorica diventeranno il cuore di un percorso condiviso tra storia, memoria e dialogo. L’evento “Luoghi, memorie, comunità” – organizzato da Quarantasettezeroquattro nell’ambito del progetto europeo CERV Re4Healing: Crossborder Remembrance, Reconnection, Restoring and Resilience, guidato dall’Università degli Studi del Litorale di Capodistria – inviterà cittadini, studiosi, giovani e appassionati a esplorare insieme il passato dell’area transfrontaliera e a interrogarsi su come, oggi, esso venga vissuto, raccontato e trasformato dalle comunità che la abitano. Sarà un’esperienza che intreccerà visite guidate, incontri e momenti di confronto aperto, con l’obiettivo di costruire nuovi sguardi sul territorio e sulle memorie che lo attraversano, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra le comunità delle aree di confine italo-slovena e austro-slovena.

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La call degli artisti

C’è tempo fino a lunedì prossimo, 26 gennaio, per aderire alla call “Richiedo Asilo Artistico”: un invito rivolto ad artisti, collettivi e compagnie della scena performativa contemporanea che desiderano trovare tempo, spazio e ascolto per sviluppare nuovi progetti o vedere nuovamente accendersi lavori già debuttati. L’iniziativa è promossa da Quarantasettezeroquattro, nell’ambito del Festival In\Visible Cities, in collaborazione con PimOff e realizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Gradisca d’Isonzo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. “Richiedo Asilo Artistico” si propone, con questa sua dodicesima edizione, come un vero e proprio dispositivo di accoglienza artistica, capace di accompagnare la creazione contemporanea dentro contesti urbani, teatrali e comunitari.

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Il viaggio inizierà venerdì a Trieste. Nel pomeriggio, i partecipanti partiranno dal Giardino Pubblico per una visita guidata che attraverserà via di Cologna, piazza Oberdan e piazza Libertà, seguendo le tracce della memoria urbana e dei passaggi storici che hanno segnato la città. A seguire, nella sala dell’Iniziativa Centro Europea, si aprirà una tavola rotonda che metterà in dialogo voci diverse della comunità triestina. Sarà l’occasione per condividere riflessioni sul passato e su come la Trieste di oggi, nella sua complessità culturale e sociale, continui ad affrontarlo e rielaborarlo.
Sabato, poi, l’attenzione si sposterà a Gorizia e Nova Gorica. La mattina si aprirà con una visita guidata alla nuova mostra permanente “Gorizia, la città sul confine”, ospitata negli spazi di Epic a Nova Gorica, con percorsi disponibili in italiano e sloveno. Seguirà un momento di dialogo dedicato all’eredità di GO!2025, Capitale Europea della Cultura transfrontaliera, per interrogarsi su come questa esperienza abbia inciso sulla percezione del passato nelle genti dell’area di confine e su quali nuove prospettive potrà aprire nel rapporto tra storia, memoria e futuro. L’incontro sarà accompagnato da interpretariato simultaneo italiano-sloveno.
“Luoghi, memorie, comunità” è parte di un progetto più ampio che porterà alla realizzazione di un documentario plurilingue, pensato soprattutto per le giovani generazioni e che possa essere presentato in Italia, Slovenia e Austria non come punto d’arrivo di un percorso ma come strumento per stimolare ulteriormente il dialogo. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento posti. Prenotazioni su Eventbrite.

Tutte le informazioni sono disponibili su www.quarantasettezeroquattro.it

Volontariato a Grado, il suo prezioso ruolo nelle riflessioni di monsignor Nutarelli la Notte di Natale: “Serve agli altri, ma prima di tutto fa bene a me!”

di Giuseppe Longo

Il volontariato, più volte l’abbiamo osservato, è il “motore” che tiene viva una comunità: senza sarebbe impossibile realizzare tanti eventi e iniziative, a cominciare da quel grande Presepe lagunare che Grado, dopo il successo “mondiale” in Vaticano, ripropone in queste festività a Gorizia al termine della straordinaria esperienza di Capitale europea della cultura con la contermine Nova Gorica. E questa preziosa espressione della vita sociale ha avuto un’eco di rilievo anche nell’omelia che monsignor Paolo Nutarelli ha pronunciato la Notte di Natale nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, osservando quanto sia importante trovare «il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato».

Monsignor Paolo Nutarelli

«Il volontariato – ha infatti osservato l’arciprete – è un tema sul quale spesso a voce alta ho riflettuto» e ha aggiunto: «Non solo facciamo fatica a fare volontariato, ma a volte vedo anche un po’ di stanchezza in chi lo fa. Perché spesso sono sempre gli stessi a “tirare la carretta”, mentre altri restano a guardare, da spettatori (e tutto diventa pesante…)». E, richiamandosi alla solennità che anche la Chiesa isolana stava vivendo, ha osservato che «lo stile di Dio è un altro. È uno stile che mi spinge ad alzarmi, nonostante tutto. Non perché manchino le difficoltà, ma perché il volontariato “fa bene” prima di tutto a me. Il volontariato serve a me, e proprio per questo poi, serve anche agli altri. Mi mette in movimento, dà un senso al mio tempo, dà un respiro più grande alla mia vita». Anche perché «chi resta solo spettatore, forse, non ha ancora scoperto fino in fondo il senso della propria vita. Perché la vita, quando la doni, diventa finalmente piena. E perché farlo? Perché il Paradiso lo abbiamo già ricevuto in dono. Non sprechiamolo. Fidiamoci di Dio. Buttiamoci. Facciamo nostro il suo stile. Saremo felici. Sarà vero Natale. Non solo stanotte. Sempre».
Dopo la lettura del Vangelo di Luca che racconta la Nascita di Gesù – “… Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia…” -, monsignor Nutarelli ha esordito affermando che «nel cuore di ogni uomo c’è una domanda di senso. C’è un desiderio che abita tutti: la vita non può finire qui, non può ridursi a ciò che vedo e controllo. E penso, a voce alta. Fin dall’antichità, le religioni nascono proprio come tentativo dell’uomo di dare una risposta a questo desiderio di infinito. Nella maggior parte delle religioni il movimento è sempre lo stesso: è l’uomo che deve impegnarsi, salire, purificarsi, meritare. Se fai abbastanza, forse arriverai. Se ti comporti bene, forse conquisterai il Paradiso. Che sia la scalata verso il Paradiso, l’illuminazione, la liberazione o una casta superiore, il movimento è sempre dal basso verso l’alto: se fai abbastanza, forse arriverai. Mi fermo… guardo ancora una volta il Bambino di Betlemme. Ed ecco: permettimi di affermare che il Cristianesimo rompe questa logica. Nel Cristianesimo non è l’uomo che raggiunge Dio, è Dio che raggiunge l’uomo. Il Paradiso non è una conquista futura, ma un dono già fatto. La vita eterna non comincia dopo la morte: comincia ora, perché Dio ha deciso di entrare nella nostra storia. E questo cambia tutto».
Don Paolo ha infatti argomentato: «Sapere che il Paradiso mi è già stato donato cambia la prospettiva con cui vivo. Non faccio il bene per guadagnarmi qualcosa, non “mi comporto bene” per paura di perdere la salvezza. Vivo in un certo modo perché ho ricevuto un dono, e da quel dono imparo a rileggere tutta la mia vita, con gli occhi di Dio. Il Natale dice esattamente questo. Natale non è il ricordo sentimentale di una nascita lontana. Gesù è già nato, è morto, è risorto. Natale è memoria viva di un Dio che non abbandona l’uomo, di un Dio che sceglie di stare dentro la storia, anche quando è fragile, confusa, ferita. Natale è nascita, sì. Ma vorrei che fosse per tutti noi un nuovo inizio». Per cui il parroco di Sant’Eufemia ha dedotto: «Oggi è un giorno di partenza per tutti. A dire il vero, spesso — e forse anche in questo momento — mi sento come San Paolo ad Atene, quando dopo una predica (anzi, un’omelia) meravigliosa e profondamente pastorale, la gente gli dice: “Ti sentiremo un’altra volta”. Spesso mi sento dire: “Belle parole… ma la vita è altro”. E allora mi domando: che cosa significa essere cristiani oggi? In un mondo dove la logica dominante è spesso l’opposto del Vangelo. A livello mondiale: se vuoi la pace, prepara la guerra… Ma anche a livello quotidiano: guarda dall’altra parte, mostrati forte, sii duro. È la logica del più forte, che alla fine porta sempre tristezza e solitudine. Sottovoce ma con fermezza e convinzione continuo a dirlo: Natale è contemplare lo stile che Dio ha con noi. Dio viene nel silenzio…. non ha bisogno di apparire. Dio viene nella semplicità…. smettiamo di essere complicati. Dio viene nell’essenziale. Essere cristiani, allora, non significa “fare i bravi”. Significa vivere secondo lo stile di Cristo. Ovvero lasciarsi abitare da una domanda Se Gesù fosse al mio posto, come reagirebbe? Come guarderebbe questa persona? Come starebbe dentro questo dolore? Come sceglierebbe di amare? E forse troveremo il coraggio di fare il primo passo verso quel familiare con cui c’è rancore — da una parte o dall’altra. E forse troveremo il coraggio di fare un passo di lato per affiancare. E forse troveremo il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato…».

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In copertina, il Presepe allestito dinanzi all’altare della Basilica di Sant’Eufemia.

“Io sono Sinfonica”, gran finale domani a Gorizia per Fvg Orchestra con la Nona di Beethoven chiusura simbolica di Go!2025

Il gran finale di “Io Sono Sinfonica”, la prima stagione concertistica della Fvg Orchestra, è un inno all’Europa che chiude simbolicamente l’anno di GO!2025, un evento irripetibile per il Friuli Venezia Giulia con Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della cultura. Sarà infatti proprio Gorizia ad ospitare, al Teatro Comunale Giuseppe Verdi, il concerto di domani 21 dicembre alle 20.30 con La Nona di Beethoven, una delle vette assolute della musica, un’opera simbolo della cultura europea e, allo stesso tempo, una tappa fondamentale nel percorso artistico di ogni musicista.
Sul palco, assieme a Fvg Orchestra con la bacchetta del maestro Florian Krumpöck, pianista e direttore d’orchestra austriaco di fama internazionale, ci saranno il Coro del Friuli Venezia Giulia, il soprano udinese Annamaria Dell’Oste, il mezzosoprano Mariangela Zito, il tenore Antonio Siragusa, il basso Davide Procaccini e il Coro da concerto di Maribor.
La Nona Sinfonia, detta anche Corale, è l’ultima sinfonia di Ludwig van Beethoven, scritta fra il 1822 e il 1824, simbolo universale di unità e fratellanza tra gli uomini: il quarto e ultimo movimento, infatti, include i solisti e il coro sui versi dell’Ode alla gioia di Friedrich Schiller che, riadattato da Herbert von Karajan, è diventato l’Inno ufficiale dell’Unione europea. Con questo evento dal grande valore artistico e simbolico si chiude la prima stagione di Io Sono Sinfonica, cinque concerti che hanno spaziato dalla grande classica, al jazz e all’operetta e che hanno avuto un grande successo di pubblico nei teatri di Monfalcone e Udine per concludere a Gorizia. La rassegna esprime chiaramente il profondo legame tra la Fvg Orchestra e la sua terra, il Friuli Venezia Giulia, un’identità forte, che si traduce in una presenza autorevole sia a livello nazionale che internazionale, raccogliendo consensi sempre più numerosi, anche da parte del Ministero della Cultura. L’organizzazione della stagione non sarebbe stata possibile senza il sostegno della Regione Fvg e del main sponsor CiviBank.

I PROTAGONISTI

ANNAMARIA DELL’OSTE, soprano – Udinese, si è formata ai Conservatori di Udine e Parma con Jenny Anvelt. Dopo il debutto al Teatro Verdi di Trieste in Orfeo ed Euridice diretta da Peter Maag, ha inaugurato la stagione della Scala con Armide di Gluck sotto la bacchetta di Riccardo Muti. Interprete apprezzata in repertori operistici, sinfonici e cameristici, si è esibita nei maggiori teatri e festival italiani ed esteri, tra cui Scala, San Carlo, Maggio Musicale, Wiener Staatsoper, Covent Garden e Bastille, collaborando con direttori di fama mondiale come Muti, Mehta, Abbado e Pappano.

MARIANGELA ZITO, mezzosoprano – Si diploma in canto lirico e si laurea in Musica da Camera con lode al Conservatorio Duni di Matera, perfezionandosi poi all’Accademia di Santa Cecilia e alla Mascagni Academy. Debutta nel 2023 al Mascagni Festival e affronta ruoli di rilievo come Lola, Santuzza, Suzuki, Frugola, Zita, Ciesca, Maddalena, fino ad Amneris in *Aida* (2025) con regia di Katia Ricciarelli. Ha cantato in teatri come Carlo Felice, Goldoni, Politeama Greco e Petrarca, distinguendosi anche in attività concertistica, tra cui un evento per la Fondazione Pavarotti presso la casa museo Luciano Pavarotti.

ANTONIO SIRAGUSA, tenore – Tenore messinese, debutta nel 1996 come Don Ottavio e Nemorino dopo il premio al Concorso “Giuseppe Di Stefano”. Da allora si esibisce nei principali teatri del mondo, tra cui Scala, Metropolitan, Wiener Staatsoper, Opéra de Paris, Bayerische Staatsoper, Real di Madrid e Liceu, collaborando con direttori come Muti, Mehta, Oren e Mariotti. Raffinato interprete rossiniano, è celebre per il Conte d’Almaviva, ruolo d’elezione in numerosi teatri internazionali. Ospite regolare del Rossini Opera Festival, ha ampliato il repertorio a Verdi e Donizetti, distinguendosi in produzioni di grande prestigio.

DAVIDE PROCACCINI, basso – Nato ad Anzio, laureato in Archeologia alla Sapienza, intraprende il canto lirico nel 2011 dopo esperienze come bassista e la musica elettronica, formandosi con artisti come Nucci, Lepore e Gazale. Vincitore del Concorso Voci Nuove 2013 premiato da Bocelli, debutta nel 2015 al Festival Puccini in Tosca accanto a Daniela Dessì. Si esibisce in teatri italiani e internazionali, tra cui San Carlo, Filarmonico di Verona, Teatro Coccia, Teatro Sociale di Como, ROH Muscat, affrontando ruoli di basso profondo (Sarastro, Osmin, Commendatore, Sparafucile) e brillanti (Basilio, Bartolo). È attivo anche nell’opera contemporanea, con titoli di Alberto Colla, Lucio Gregoretti, Paolo Marcarini e Stewart Copeland.

FLORIAN KRUMPÖCK, direttore – Florian Krumpöck, pianista e direttore d’orchestra di fama internazionale, ha debuttato al Tonhalle di Zurigo con la Moscow Radio Symphony Orchestra e si è esibito in festival e sale prestigiose come Salisburgo, Bachfest, Musikverein e Herkulessaal. Allievo di Buchbinder e Leonskaja, descritto da Barenboim come “pianista meraviglioso”, ha affiancato alla carriera solistica quella direttoriale, guidando la Norddeutsche Philharmonie, il Volkstheater Rostock e collaborando con orchestre come Wiener Symphoniker e Philadelphia Orchestra. Dal 2015 è direttore del Kultur.Sommer. Semmering e dal 2024 Direttore Ospite Principale della FVG Orchestra.

CORO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA – Il Coro del Friuli Venezia Giulia, fondato nel 2001, ha tenuto quasi 600 concerti in Italia e in Europa, distinguendosi per la flessibilità dell’organico, dal piccolo ensemble al grande coro sinfonico. Ha collaborato con orchestre e direttori di fama internazionale, tra cui Muti, Leonhardt, Koopman e Bacalov, e con artisti come Bocelli, Tosca, Ermal Meta e Cristicchi. Ospite di prestigiosi festival (Monteverdi, Ravenna, MI.TO, Stresa, Musikverein di Vienna), dal 2016 collabora stabilmente con Mario Brunello. Tra gli eventi recenti spiccano Mahler al Musikverein (2022), Prometeo di Nono (2024) e il concerto transfrontaliero per GO!2025 con oltre 600 coristi provenienti dal Friuli Venezia Giulia e dalla Slovenia, sotto la direzione di John Rutter.

CORO DA CONCERTO DI MARIBOR – Il Coro da Concerto di Maribor, in Slovenia, fondato nel 2018 dal direttore e pedagogo vocale Aleš Marčič, riunisce cantanti da tutta la Slovenia: musicisti professionisti, solisti, docenti, studenti e coristi esperti. Nato per grandi progetti vocali e strumentali in patria e all’estero, ha collaborato regolarmente con Alois J. Hochstrasser e l’Interpannon Concert Society, esibendosi dal 2018 al 2022 nello Stefaniensaal di Graz con la Nona di Beethoven e in opere come Carmina Burana, La Creazione, Il libro dei sette sigilli e il Requiem verdiano. Nel 2022 ha partecipato al concerto di Andrea Bocelli a Lubiana e nel 2024 ha organizzato a Maribor il Concerto per la Pace con la Nona di Beethoven e la “Prayer for Ukraine” di Silvestrov.

La stagione Io sono Sinfonica è realizzata con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia e CiviBank; in collaborazione con il Comune di Monfalcone, il Comune di Udine, il Comune di Gorizia, il Teatro comunale di Monfalcone Marlena Bonezzi, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il Teatro Giuseppe Verdi di Gorizia, Associazione culturale Euritmica e l’Associazione internazionale dell’Operetta Friuli Venezia Giulia.

Le prevendite sono aperte su VivaTicket e alla biglietteria del Teatro Comunale Giuseppe Verdi. Prezzo speciale per gli abbonati della Fondazione Bon. Prenotazioni: biglietteria@fvgorchestra.it | tel. 351.9129211.

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In copertina, il maestro Florian Krumpöck; all’interno, Fvg Orchestra, Annamaria Dell’Oste e Coro Fvg.

Fisarmonicisti Tarcento, l’Ensemble di Massimo Pividori oggi a Gorizia per i Premi “Nadâl Furlan”. E domani a Billerio anche con il violino di Daniel Longo

(r.s.) Doppio impegno, tra oggi e domani, per l’Ensemble Flocco Fiori del Gruppo fisarmonicisti Tarcento. La “fisorchestra” diretta da Massimo Pividori questo pomeriggio, alle 17, sarà infatti protagonista nell’Auditorium della cultura friulana di via Roma, a Gorizia, per accompagnare la cerimonia di consegna dei premi “Nadâl Furlan”, storica manifestazione annuale organizzata come sempre dal Circolo culturale Laurenziano di Buja con la collaborazione del Comune collinare e il patrocinio di quello ospitante che sta vivendo, con Nova Gorica, gli ultimi momenti di quella straordinaria esperienza che è stata Go!2025 Capitale europea della cultura.

Domani sera, invece, i Fisarmonicisti tarcentini del maestro Pividori daranno vita al “Concerto dell’Immacolata” che si terrà, alle 20.30, nella Chiesa di San Giacomo Apostolo a Billerio. Annunciata anche la partecipazione del violinista Daniel Longo che aveva suonato con loro la scorsa settimana ad Attimis, in occasione della festa del patrono Sant’Andrea, eseguendo un bellissimo programma che era stato molto applaudito, tanto che sarà riproposto anche in questa nuova esibizione. Si tratta, infatti, di una “scaletta” di prim’ordine che attinge ad opere di eccelsi autori della grande musica come Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel – saranno eseguiti il famosissimo “Jesus bleibet meine Freude” e la “Pastoral Symphony” dal celeberrimo Messiah -, passando per nomi prestigiosi che hanno scritto brani proprio per lo strumento a mantice, fino a concludere con un grande del nostro tempo: Ennio Morricone. Otre che nella esecuzione d’insieme, alcuni brani potranno essere gustati anche nelle interpretazioni solistiche di Gianni Passon e Valentino Novelli, oltre che dello stesso Pividori. Il quale eseguirà in duo proprio con il maestro Longo un coinvolgente brano, “Czardas”, di Vittorio Monti. Il concerto di domani, con ingresso libero, beneficia del patrocinio del Comune di Magnano in Riviera al quale si è aggiunto anche l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, il maestro Massimo Pividori direttore dell’Ensemble Flocco Fiori del Gruppo Fisarmonicisti Tarcento; all’interno, immagini del concerto di Attimis con la partecipazione del violinista Daniel Longo.

Anche le fotografie di Laura Marocco testimoni della vita a Grado (con i testi di Biagio Marin) nel volume d’arte di Cristophe Solioz che oggi verrà presentato (dopo Parigi) a Nova Gorica

di Giuseppe Longo

Indubbiamente una gran bella soddisfazione per Laura Marocco vedere il suo nome sulla magnifica copertina del libro “Trieste, la litterature pour territoire”, dello scrittore e politologo svizzero Christophe Solioz, fresco di stampa a cura di Georg Editeur. Nel volume, 144 pagine di grande formato, compare infatti anche il frutto dell’estro professionale e artistico della gradese doc. La “signora del clic” è molto conosciuta e stimata nell’Isola del sole, ma non solo, per i suoi puntuali e ricchi servizi fotografici che documentano con taglio “giornalistico” e fedele i momenti della vita cittadina che nel libro d’arte affiora anche attraverso le intramontabili parole di Biagio Marin, il grande “Biaseto”, la “vose” della sua amata Grado. Laura Marocco è, infatti, discendente di una famiglia di fotografi che con il loro lavoro hanno messo a punto un archivio “monumentale” dedicato proprio alla luminosa storia isolana. E oggi lei è continuatrice di questa brillante tradizione, raccontando e testimoniando quanto di importante accade nella sua Grado. Con un lavoro apprezzato da tutti, anche da coloro che seguono questo blog che spesso si giova, con riconoscenza, delle immagini di Laura Marocco.

Laura Marocco e l’amata Basilica.


«Sono davvero onorata – afferma con soddisfazione e orgoglio la professionista “graisana” – per la presenza delle mie fotografie in questa pubblicazione». Il libro, che ha appena debuttato a Parigi, verrà presentato proprio oggi a Nova Gorica, la città confinaria che con Gorizia condivide la brillante e straordinaria esperienza di Capitale europea della cultura 2025. L’appuntamento è alle 19 nelle sale X Center. «Tutti siete invitati, spero possiate intervenire numerosi», aggiunge Laura. Inoltre, sempre da oggi, il volume sarà disponibile all’Antico Caffè San Marco di Trieste.
Come anticipa una breve nota illustrativa, il libro d’arte «propone un’esplorazione del campo letterario triestino inteso come arte del fare territorio, svelando una città che non compare su nessuna carta e la complessità triestina come spazio al tempo stesso “singolare plurale”, libero e aperto al futuro. Trieste è la sua letteratura. Per inoltrarsi in questa poetica dello spazio, un reticolo di testi invita in primo luogo a scoprire nel territorio triestino un tessuto costituito dagli scritti di Bobi Bazlen, Carolus L. Cergoly, Fery Fölkel, Anita Pittoni, Umberto Saba e Italo Svevo. Nella seconda parte, la cartografia dello spazio assume la forma di una costellazione di fotografie e saggi, i quali offrono uno sguardo inedito sulle pratiche letterarie del territorio intraprese da Boris Pahor, Biagio Marin, Scipio Slataper, Giani Stuparich e Paolo Rumiz. Tramite un accostamento testi e fotografie – progetti artistici realizzati da Marion Wulz, Mario Magajna, Laura Marocco, Anja Čop e Wanda Wulz danno inoltre corpo a un territorio che ognuno può fare suo».
Appuntamento, dunque, questa sera a Nova Gorica per brindare con Laura Marocco a questa sua bellissima affermazione. Complimenti e tanti auguri affinché con i suoi magici scatti ci regalino ancora tantissime immagini della sua e della “n0stra” amata Grado. Quella raccontata proprio da Biagio Marin!

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In copertina, ecco come si presenta il libro dello scrittore svizzero Christophe Solioz.

“Srotolare il confine”, da oggi Gorizia e Nova Gorica diventano con Migrart un unico spazio espositivo transfrontaliero

Menti Libere celebra i suoi dieci anni con un evento simbolico che sarà ospitato dalla Capitale Europea della Cultura 2025. Oggi, 17 ottobre, il collettivo – che dal 2015 raccoglie voci e segni delle migrazioni contemporanee attraverso rotoli di carta stesi lungo le rotte di tutto il mondo – trasformerà Gorizia e Nova Gorica in un unico spazio espositivo transfrontaliero grazie a “Srotolare il confine”, iniziativa realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito delle iniziative per Go!2025 e in collaborazione con diversi partner del territorio tra cui il Comune di Romans d’Isonzo.

L’INAUGURAZIONE – Alle 18 in viale D’Annunzio 3, a Gorizia, saranno presentati per la prima volta insieme i nove rotoli storici del progetto: quasi 300 metri di disegni e testimonianze raccolti dal 2015 a oggi tra Mali, Senegal, Uganda, Bosnia e lungo la rotta balcanica. Assieme ai metri del collettivo menti Libere saranno anche quattro artisti internazionali incontrati in questi dieci anni: Matteo Bompasso, Michele Cattani, Spartak Khachanov e Raffaele Saviano.

IL CAMMINO – Conclusa l’inaugurazione-incontro il pubblico sarà invitato a partecipare a un cammino collettivo verso la Carinarnica, l’ex dogana, oggi presidio culturale sul confine, altra sede espositiva della mostra (visitabile fino al 25 ottobre, in entrambe le location tutti i giorni dalle 17 alle 19). Questo passaggio simbolico da Italia a Slovenia, a piedi, rappresenterà fisicamente l’idea di “srotolare” le frontiere, trasformando il confine da linea di separazione a spazio di incontro: «Con questa inaugurazione vogliamo ribadire che i confini possono essere cantieri culturali aperti, non muri – ha spiegato un portavoce del collettivo Menti Libere -. Camminare insieme da Gorizia alla Carinarnica è un gesto poetico e politico che incarna perfettamente lo spirito di Migrart». La serata si concluderà con un rinfresco offerto a tutti i partecipanti, un momento di convivialità per celebrare i dieci anni di un progetto che ha sempre messo al centro l’incontro umano e che ripartirà per un nuovo viaggio nei Balcani nel novembre 2025.

IL PROGETTO MIGRART – Nato nel 2015 da un’idea del collettivo Menti Libere, Migrart ha documentato attraverso rotoli di carta di 30 metri le storie e i disegni di migliaia di migranti incontrati lungo le rotte di tutto il mondo. Il progetto unisce arte partecipativa, attivismo e ricerca antropologica, trasformando la creatività in uno strumento di incontro e denuncia.

“Lenghis”, oggi anteprima a Udine (dopo quella presentata a Nova Gorica) per il Teatro delle lingue minoritarie

Una storia sul confine, sull’Europa della cortina di ferro, sulle menzogne familiari e collettive e sulle ossessioni legate alla memoria e all’identità. Dopo quella di Nova Gorica, la seconda anteprima di Lenghis – Festival dal Teatri des Lenghis Minoritariis, il primo Festival dedicato al Teatro delle lingue minoritarie realizzato dal Teatri Stabil Furlan con la collaborazione dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, è lo spettacolo Alla ricerca della lingua perduta / V iskanju izgubljenega jezika, in scena oggi, 16 ottobre. alle 20.45 al Palamostre di Udine. Lo spettacolo, in prima nazionale, nasce come seconda parte della trilogia Inabili alla morte/Nezmožni umreti, il progetto ideato da Giacomo Pedini per Mittelfest e realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.
Si tratta della storia, ambientata negli anni ’60, di due fratelli che, da giovani, hanno preso strade diverse e ora vivono ciascuno su un lato del confine italo-sloveno. Il primo era un fascista convinto, il secondo era un membro del movimento partigiano e ricopriva un incarico nell’amministrazione jugoslava. La storia inizia quando il primo ha un ictus e inizia a parlare nella lingua della sua infanzia, che il figlio non capisce, e l’unica persona che può aiutarlo è la governante che realizza il suo desiderio di incontrare il fratello. Per entrambi i fratelli e per la persona a loro più vicina, si tratta di un emozionante confronto con il proprio passato e con sé stessi. L’autore è Goran Vojnović, regista, eccellente romanziere e vincitore di tre premi Kresnik, mentre la regia è di Janusz Kica, un maestro di sofisticate messe in scena di testi classici e moderni, con protagonisti Radoš Bolčina e Aleš Valič.

Lenghis – Festival dal Teatri des Lenghis Minoritariis è il primo Festival dedicato al Teatro delle lingue minoritarie e viene organizzato a Gorizia nell’anno della Capitale europea della cultura Go!2025 con un programma lungo dieci giorni che fa incontrare e dialogare alcune tra le principali lingue minoritarie dell’Europa. Appuntamento, dal 23 ottobre al primo novembre con diciotto spettacoli, otto compagnie teatrali e oltre 30 artisti coinvolti che arrivano da cinque paesi dell’Europa: oltre all’Italia, da Slovenia, Croazia, Olanda e Spagna. Sono sette le diverse lingue che “saliranno” sul palco: friulano, sardo, frisone, catalano, albanese e anche sloveno e italiano come minoranza linguistica rispettivamente di Italia e Croazia.
Il Festival è organizzato dal Teatri Stabil Furlan con il sostegno della Regione Fvg, di PromoTurismoFvg, dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e del Comune di Gorizia, in collaborazione con Arlef. La base operativa del Festival sarà nella sede della Società Filologica Friulana di Gorizia in Casa Ascoli. E proprio nella sede della Filologica di Udine è stato presentato l’evento alla presenza del presidente del Teatri Stabil Furlan Lorenzo Zanon, del presidente e dal direttore di Ert, Fabrizio Pitton e Alberto Bevilacqua, della direttrice di Sng Nova Gorica Mirjam Drnovšček e di Massimo Somaglino, direttore creativo di Lenghis che ha illustrato il ricchissimo programma del festival.
“Abbiamo voluto fortemente questo festival – sottolinea il presidente del Teatri Stabil Furlan Lorenzo Zanon – siamo convinti che attraverso la collaborazione con altre realtà minoritarie italiane ed europee si possa costruire un importante lavoro di crescita e di confronto rispetto alle azioni che l’Unione Europea potrebbe mettere in campo per preservare e valorizzare meglio la realtà del plurilinguismo. È una prima edizione che vuole sfruttare l’occasione di GO!2025, ma il nostro obiettivo è di renderlo un appuntamento biennale e quindi organizzare la seconda edizione nel 2027, anno di Pordenone capitale italiana della cultura. In Fvg convivono tre minoranze linguistiche, friulano, sloveno e tedesco: un mosaico di culture che viene da lontano, importante esempio di convivenza che parla la lingua della pace e che è fondamentale valorizzare all’interno dell’Europa”.
Il programma è stato curato dal direttore artistico Massimo Somaglino: “Diciotto appuntamenti con spettacoli teatrali e musicali, 3 laboratori tenuti da altrettanti maestri internazionali, 16 incontri di approfondimento su esperienze di scena e di traduzione aperti al pubblico: mi sento di dire che il teatro, come è nelle migliori tradizioni, calerà su Gorizia, coinvolgendo speriamo la sua cittadinanza, perché tutti, grandi e piccoli, studiosi e curiosi, professionisti e appassionati potranno trovare nel programma del festival ciò che è più adatto per loro. Gli appuntamenti che compongono il ricco cartellone sono momenti di apertura verso il teatro di lingue e culture diverse – ha aggiunto Somaglino – sono tutte produzioni contemporanee e alcune di esse sono pensate proprio per Go!2025, formando una vera mappa del teatro europeo delle lingue minoritarie. Ma sono soprattutto i laboratori e gli incontri la vera anima di un festival come questo: Gorizia ed il Friuli come laboratorio linguistico ed artistico dove si incontrano esperienze differenti, tutte legate ai concetti di identità ed alterità, di appartenenza e di scambio”.


Il programma del festival è diviso in tre filoni principali, gli spettacoli, i laboratori per attori e gli incontri e i convegni. Gli spettacoli saranno un vero viaggio tra storie, racconti e culture che si intrecciano grazie alle diverse lingue che si sovrappongono: c’è la messinscena tradotta in friulano dal frisone per raccontare la storia di un contadino diviso tra tradizione e modernità (Ce crodistu di fa’ – 24 ottobre alle 20.30); c’è l’incontro tra due donne, una friulana e l’altra slovena, di Drugačen svet /Un altri mont (26 ottobre alle 21), c’è il racconto d d’amore e di banditi di Istorias (27 ottobre) in cui la lingua sarda logudorese, la lingua della poesia, si intreccia con quella italiana, c’è L’Empestat/Il burlac (29 ottobre alle 20.30) in lingua catalana con sovratitoli in italiano.
I Laboratori si svolgeranno tra il 22 e il 31 ottobre e saranno tenuti da Claudio de Maglio, direttore dell’Accademia d’arte drammatica Nico Pepe, da Davide Carnevali, autore, regista, e artista associato presso il Piccolo Teatro di Milano e da Ivor Martinić, drammaturgo croato pluripremiato. Una confusione linguistica, una forma inventata, una crasi fra la lingua più forte (l’inglese) e la lingua più debole (il friulano) dà forma a Meet a mestri (incontra un maestro), ovvero l’occasione che il festival offre dare spazio al dialogo, alle domande, alla voglia da parte di artisti che hanno scelto percorsi autorali nel teatro e nella cultura, di raccontarsi, di spiegare le loro idee sull’arte, sul teatro, sulla loro poetica e sulla loro vita.
Come detto, nell’ambito del cartellone di Lenghis sono state programmate due importanti anteprime. Dopo quella al Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica – dove è andato in scena Tragùdia – Il canto di Edipo, pluripremiato spettacolo di Alessandro Serra recitato in grecanico, una lingua minoritaria parlata in un angolo remoto di quella che fu la Magna Grecia – la seconda anteprima si terrà, appunto, questa sera al Palamostre di Udine dove andrà in scena Alla ricerca della lingua perduta, scritto da Goran Vojnović, diretta da Janusz Kica, uno spettacolo prodotto dal Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica e organizzato ancora una volta dall’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia. Alla ricerca della lingua perduta è la seconda parte della trilogia Inabili alla morte/Nezmožni umreti, realizzata da Mittelfest per Go!2025 con il sostegno della Regione Fvg e ispirata al romanzo di Joseph Roth La cripta dei cappuccini. La prima ha avuto luogo il 14 novembre dello scorso anno proprio sul palcoscenico del Teatro Nazionale di Nova Gorica.
Due i convegni in programma: venerdì 24 ottobre, alle 18, in sala Riva Piazzutta è programmata l’Assemblee dai autores e des autoris pal teatri furlan, un incontro in ascolto delle idee e delle esigenze che girano nell’aria del teatro in Friuli, moderato dai rappresentanti di Mateârium e del Teatri Stabil Furlan sullo stato della drammaturgia contemporanea in Friuli, con la partecipazione di autori e autrici teatrali impegnati nella scrittura di oggi. Martedì 28 ottobre alle 11 (Auditorium della Cultura Friulana), SA-VOLTÂ – La traduzion pal teatri ta lis lenghis piçulis dedicato alla traduzione teatrale con drammaturghi e traduttori con Gabriele Zanello, Elisa Copetti, Axel Zanella, Davide Carnevali, Ivor Martiniç, Federico Scarpin, PierPaolo Piludu, Serena Fogolini, Jos Thie.

Per i biglietti: https://ertfvg.it/spettacoli/alla-ricerca-della-lingua-perduta-v-iskanju-izgubljenega-jezika/
Informazioni e programma completo: https://lenghisfestival.it/
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In copertina e all’interno, tre immagini dello spettacolo odierno e un momento della presentazione del festival a Udine.

Alpe Adria Puppet Festival, questa sera a Gorizia in prima nazionale “Nightflowers” con i tedeschi di Tübingen

Il teatro di figura continua a offrirsi in tutte le sue sfaccettature alla 34ma edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival di Nova Gorica e Gorizia, in programma fino a domani, 8 ottobre, in diverse location del territorio.
Oggi, martedì, il festival transfrontaliero propone un ricco cartellone che oltre a vedere protagonisti gli spettacoli del progetto Transport, reso possibile dal finanziamento del progetto Creative Europe, culminerà in serata al Kulturni Center Bratuž (ore 21) nella prima nazionale di Nightflowers, con la compagnia tedesca FigürenTheater Tübingen composta da Frank Soehnle e Søren Gundermann.


La performance, senza parole e aperta a un pubblico dai 10 anni in poi, vede affiancarsi teatro di marionette, burattini, oggetti e musica dal vivo. Un pianoforte è il mezzo a bordo del quale gli spettatori sono invitati a salire per compiere un viaggio alla scoperta di un mondo in cui gli oggetti assumono nuovi significati e raccontano storie che ridefiniscono la realtà, ammantandola di mistero e fantasia. In questo contesto, anche il pianoforte perde la sua pura natura di strumento musicale per trasformarsi in un congegno capace di rielaborare il passato e trasfigurare il presente, evocando l’apparizione dei singolari personaggi. Ecco, allora, comparire Frau von Goldberg, raffinata quanto inquietante figura inguainata in pelliccia e mistero. E poi un fiore-ballerina, un cavallo alato e altri personaggi: a circondarli una sequenza di suoni misteriosi e accattivanti che trasformano lo spettacolo in pura poesia, accompagnando il pubblico in una realtà irreale. Sul palco, Frank Soehnle laureatosi in Teatro di Figura alla University of Music and Performing Arts di Stoccarda e che ha partecipato in seguito a numerose produzioni, dedicandosi alla regia in spettacoli che uniscono spunti di arte visuale e performativa con testi classici. Accanto a lui, al pianoforte, Søren Gundermann che, dopo aver studiato all’Università di Potsdam e Varsavia, si è concentrato su tecniche di piano non convenzionali lavorando sulla musica sperimentale dedicandosi come compositore alla musica da teatro.
Lo spettacolo rientra nel progetto Art&Puppets, finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal Gect Go. I biglietti degli spettacoli, prenotabili alla mail organizzazione@ctagorizia.it o al numero 335.1753049, sono disponibili sul sito vivaticket. Per gli spettacoli ospitati all’EPICenter, biglietti solo su prenotazione chiamando al numero 0038651222105 (Communication Office GO!2025, lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17, sabato e domenica dalle 10 alle 18). Il festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Promoturismo, il patrocinio dei Comuni di Gorizia e Nova Gorica.

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In copertina, Nightflowers; all’interno, un’altra immagine dell’Alpe Adria Puppet Festival di Gorizia e Nova Gorica.

Puppet Festival, full immersion a Gorizia e Nova Gorica nel teatro di figura: saranno protagonisti otto Paesi europei

Un festival che ha sempre guardato oltreconfine e cercato la diffusione di un linguaggio internazionale: iniziato ieri, Puppet Festival di Gorizia e Nova Gorica proporrà fino all’8 ottobre una full immersion nelle diverse forme del teatro di figura coinvolgendo ben 8 Paesi europei. Curato dal direttore artistico Roberto Piaggio, il festival vedrà oggi, 4 ottobre, un focus sulla violenza di genere grazie all’incontro “Il teatro è donna”, previsto alle 10.30 nella sala Kubo del Gect, alla presenza dell’attrice e cantante Yael Rasooly che racconterà il suo spettacolo Edith &Me assieme alla giornalista culturale Margherita Reguitti. Accanto a loro, le operatrici di Sos Rosa Rossella Dolci e Caterina Di Dato che parleranno dell’importanza del teatro per il superamento dei traumi, focalizzandosi poi sulle attività dell’associazione.

In serata, lo spettacolo della stessa Rasooly – in programma alle 21 al Kulturni Dom – racconterà attraverso la musica e la recitazione come l’arte la passione per Edith Piaf siano state di supporto per affrontare difficoltà personali. Nel pomeriggio e in serata, prosegue intanto la “maratona” di spettacoli di Transport, progetto europeo di co-produzione triennale premiato da fondi della Commissione Europea nel programma Creative Europe. Le sei performance, che contano un’unica regia e un solo staff di produzione, attraverso il teatro iperrealistico in miniatura si interrogano sul significato dei trasporti nell’era della globalità, con un focus sull’impatto che lasciano sull’ambiente e sulle vite di ciascuno.
Il nuovo spazio EPICenter, sito in Piazza Transalpina, ospiterà il Lutkovno Gledališče Maribor (Slovenia) con lo spettacolo Cargo oggi alle 18 e alle 20, mentre nella sala Dom Franc Močnik andrà in scena alle 17 e alle 19 Connecting flights con il Białostocki Teatr Lalek (Polonia). Sempre oggi, alle 19, all’ArciGong si terrà la prima nazionale di Ex-tra, produzione Cta in cui Adriana Vasques, usando il teatro da tavolo, darà voce a tre donne alle prese con il trasloco. Il gran finale della giornata sarà, alle 22, il flashart di videomapping che animerà piazza Vittoria con le creazioni nate dal workshop Lighting Guerrilla curato da Strip Core/ Forum Ljubljana e realizzato nell’ambito del Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal Gect Go.
I biglietti degli spettacoli, prenotabili alla mail organizzazione@ctagorizia.it o al numero 335.1753049, sono disponibili sul sito Vivaticket. Per gli spettacoli ospitati all’EPICenter, biglietti solo su prenotazione chiamando al numero 0038651222105 (Communication Office GO! 2025, lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17, sabato e domenica dalle 10 alle 18). Il festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Promoturismo, il patrocinio dei Comuni di Gorizia e Nova Gorica.

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In copertina, una immagine di Cargo Transport; all’interno, di altri spettacoli.