Nimis, questa sera alle Pianelle il tradizionale concerto di fisarmoniche: per la prima volta anche il violino

(g.l.) È ormai una bella tradizione che a Nimis la festa dell’8 settembre, nella quale si celebra solennemente la Natività della Madonna, sia conclusa nel Santuario delle Pianelle da un concerto di fisarmoniche. E così avverrà anche questa sera, alle 20 (ingresso libero), quando tornerà a essere protagonista il Gruppo fisarmonicisti Tarcento – Ensemble “Flocco Fiori”, diretto dal concittadino Massimo Pividori. Concerto che quest’anno, per la prima volta, vedrà anche la partecipazione del violinista Daniel Longo. Affascinante e suggestivo il programma che, in alcuni brani, fonderà la voce dello strumento ad arco con quella delle fisarmoniche. E i mantici dimostreranno ancora una volta la loro versatilità anche nell’esecuzione di pagine di musica classica o colta, sfatando il mito che siano adatti soltanto a momenti di musica popolare. Lo hanno già fatto nei numerosi concerti tenuti a Nimis dal maestro Pividori, ma soprattutto nell’annuale appuntamento che l’Ensemble “Flocco Fiori” regala ogni autunno nella sala teatro Margherita di Tarcento.


Daniel Longo, con “radice” paterna proprio a Nimis, si è laureato in violino al Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, dove ora sta sostenendo un nuovo corso di specializzazione in musica da camera. Il giovane musicista, 28 anni da poco compiuti, ha al suo attivo una importante esperienza orchestrale maturata all’interno della regionale Fvg Orchestra e dell’Orchestra “Thomas Schippers” che con la direzione del maestro Carlo Grandi ha appena tenuto un applauditissimo concerto a Gorizia, in onore del poeta Giuseppe Ungaretti, e poco prima a Villa Gallici Deciani, a Montegnacco, a conclusione della quindicina di appuntamenti della nuova edizione del Festival Schippers. Ma il musicista, che risiede a Trieste, ha suonato anche con altre formazioni, tra le quali emergono la Sinfonietta Fvg di Luisa Sello, l’Orchestra da camera di Pordenone e l’Ensemble Audimus. In agosto ha suonato a Cividale anche nell’ambito dei Corsi internazionali di perfezionamento musicale “Sergio Gaggia” nella formazione guidata dall’olandese Daniel Rowland. Infine, pochi giorni fa ha fatto parte dell’orchestra di Operaprima-Wien che a Pozzuolo del Friuli ha proposto con grande successo “Turandot”, una fra le più famose opere di Giacomo Puccini.

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In copertina, Massimo Pividori durante un concerto alle Pianelle; all’interno, il Gruppo fisarmonicisti Tarcento nello stesso Santuario e il violinista Daniel Longo.

Madonna d’Aiuto, a Corno di Rosazzo restauro tra memoria e devozione: oggi un viaggio nella storia del Santuario

di Giuseppe Longo

“La statua della Madonna d’Aiuto”. Il restauro come segno di memoria e devozione” è l’affascinante tema della giornata di studio che è in programma stamane, dalle 9.30, nel teatro parrocchiale “Lino Zucco” a Corno di Rosazzo. «L’incontro – come anticipa il parroco di Santa Maria del Rosario, don Antonio Raddi – sarà occasione per conoscere più da vicino la storia e il restauro della statua della Madonna d’Aiuto, prezioso segno di fede e identità per la nostra comunità, con contributi di studiosi e professionisti del settore».


Dopo i saluti dello stesso sacerdote e dell’architetto Paolo Coretti, che provvederà alla presentazione dei relatori e al coordinamento del convegno, seguiranno gli interventi del professor Alessio Persic, docente di Letteratura Cristiana Antica all’Università Cattolica di Milano (Origine e vitalità del culto mariano nel territorio compreso tra Cividale e Cormons e approfondimento delle motivazioni storiche e religiose che hanno determinato le emergenze cultuali rappresentate dalla devozione e dalle chiese dedicate a San Giorgio e San Martino a Visinale, Sant’Andrea a Sant’Andrat, San Leonardo a Gramogliano, San Michele ai Casali Gallo, San Giacomo Apostolo e San Biagio a Noax); professoressa Maria Visintini, storica e studiosa del territorio e scrittrice (Storia dell’edificio (“Da chiesiola a Santuario, descrizione dei principali arredi sacri e breve illustrazione degli ex voto maggiormente significativi); monsignor Sandro Piussi, direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Cultural dell’Arcidiocesi di Udine (Descrizione della statua in legno dorato della “Madonna d’Aiuto” e analisi iconografica di ciascuna delle sue componenti con riferimento anche alle immagini mariane presenti nei luoghi di culto del territorio circonvicino); dottor Domenico Ruma, restauratore beni culturali presso Laar srl (Analisi dello stato di conservazione della statua e descrizione dei possibili interventi di restauro); monsignor Loris della Pietra, direttore dell’Ufficio Diocesano per la Liturgia dell’Arcidiocesi di Udine (Il culto mariano tra spazi e riti. Spunti liturgico-pastorali). Al termine seguiranno gli interventi di saluto da parte delle autorità. La ricca mattinata di studio sarà, quindi, conclusa da un momento conviviale nello stesso teatro parrocchiale.


Ricordiamo, infine, che uno degli ultimi atti di monsignor Andrea Bruno Mazzocato, prima di lasciare il suo incarico al nuovo arcivescovo Riccardo Lamba, era stato il decreto di erezione a Santuario diocesano della Chiesa della Madonna d’Aiuto. Tra le varie componenti comunali che si erano attivate per l’importante riconoscimento figurava anche il Circolo Culturale Corno che si era adoperato per questo esito felice attraverso l’invio di una lettera indirizzata all’arcivescovo d’intesa con il parroco Antonio Raddi, che aveva poi avviato l’iter canonico. Corno di Rosazzo è molto legata al luogo di culto mariano che, con questo pronunciamento dell’autorità religiosa, si è affiancato ad altri importanti centri mariani dell’Arcidiocesi, quali Madonna delle Grazie a Udine, Castelmonte sopra Prepotto, Monte Lussari a Tarvisio e Madonna delle Pianelle a Nimis.
Costruita in riva al torrente Corno nel 1655 sul luogo del rinvenimento di una statua della Madonna con Bambino, la Chiesa – alla quale si passava sempre davanti, prima della modifica del tracciato della strada statale (oggi regionale) – fu oggetto nei secoli di viva devozione. «Dedicato al culto mariano – informa una breve nota storico-artistica -, racconta una storia di salvezza che affonda le sue radici nel XVIII secolo e che ancora oggi viene ricordata con gratitudine ed affetto. La leggenda narra che il simulacro venerato nella Chiesa, una Madonna con Bambino in legno dipinto e dorato, venne portata dal fiume Corno durante una piena. Pare che quando la statua lignea fu ritrovata sulla riva, venne portata nella Chiesa parrocchiale. Poiché il giorno successivo la statua fu nuovamente trovata sulla riva del fiume, nello stesso punto dov’era arrivata, la popolazione decise di rispettare il suo volere ed erigere il Santuario in suo onore. Un altro fatto miracoloso legato al Santuario avvenne nel 1836. In quell’anno Corno di Rosazzo venne risparmiata dall’epidemia di colera che colpì l’intera regione e che continuò a decimare le truppe durante la Prima Guerra Mondiale. Poiché la malattia non si spinse oltre il confine della chiesetta, la comunità fece il voto di ringraziamento per la miracolosa prevenzione di Corno dal morbo. Quello stesso voto viene rispettato ancora oggi ogni anno dal 15 agosto all’8 settembre con la celebrazione detta il Perdòn». Cioè, in quel periodo che va dall’Assunzione di Maria in Cielo alla sua Natività, in pratica dalla fine all’inizio dell’anno mariano.

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In copertina, la statua della Madonna d’Aiuto; all’interno, la stessa in tutta la sua bellezza e due immagini dello storico Santuario a Corno di Rosazzo.

Nimis, nuovo finanziamento regionale per il ponte della Motta che collega con Povoletto: la ricostruzione è più vicina

di Giuseppe Longo

NIMIS – La progettazione per il nuovo ponte della Motta era stata avviata durante l’amministrazione del sindaco Giorgio Bertolla e ora con il finanziamento appena accordato al suo successore, Fabrizio Mattiuzza, potranno accorciarsi i tempi per la ricostruzione della struttura di fine anni Cinquanta che, attraversando il Cornappo, mette in collegamento i Comuni di Nimis e Povoletto a nord di Savorgnano del Torre. Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, il primo cittadino ha infatti comunicato che la Regione Fvg, a fronte dei costi lievitati, ha stanziato un ulteriore finanziamento di un milione e duecento mila euro che si somma a quello di oltre due milioni che aveva ottenuto già la Giunta presieduta da Gloria Bressani. Nel dare alla civica assemblea questa importante comunicazione, l’ingegner Mattiuzza ha rivolto un ringraziamento all’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti e ai consiglieri Morandini, Budai e Miani per aver condiviso l’importanza e l’urgenza della realizzazione.

L’assessore Pierpaolo Roberti

Il sindaco Fabrizio Mattiuzza


La nuova opera andrà, dunque, a sostituire quella attuale che deve essere chiusa al traffico ogni volta che, in seguito a precipitazioni abbondanti, s’ingrossa il torrente sottostante. Una criticità quella del ponte della Motta che collega la borgata di Molmentet appunto alla citata frazione di Povoletto, che si sta dunque avviando alla tanto auspicata soluzione. Lo storico manufatto – ha quasi settant’anni – dimostra infatti sempre più la sua precarietà, tanto che aveva costretto proprio la Giunta Bressani a fissare drastiche limitazioni al traffico dei mezzi pesanti e ad avviare le pratiche per una nuova struttura.
Il ponte fu costruito negli anni Cinquanta del secolo scorso proprio per collegare i territori dei due Comuni nella suggestiva zona dove, sebbene sia territorio di Povoletto, i terreni agricoli sono per la maggior parte condotti da agricoltori di Nimis, come lo è pure la famiglia Tomada che gestisce lo storico Fogolâr della Motta. A quell’epoca, il traffico era molto limitato: pochissimi ancora i trattori, per cui i trasporti agricoli avvenivano quasi interamente a trazione animale. Dopo diversi decenni, però, la situazione è profondamente cambiata, il traffico è aumentato e anche i mezzi pesanti sono numerosi. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le piene del torrente che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. La più grave, come molti ricorderanno, era stata quella del 1991, quando le acque impetuose travolsero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado che viene chiuso a ogni grossa precipitazione). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte della Motta. Pertanto, il Comune di Nimis, in qualità di capofila, qualche anno fa aveva «inoltrato – come riferito a suo tempo dall’ex sindaco Gloria Bressani, oggi vice di Fabrizio Mattiuzza – domanda di contributo per il finanziamento della demolizione e ricostruzione dell’opera. Per la sua realizzazione la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023». Per cui ora sarà la civica amministrazione uscita dalle elezioni di aprile, dopo un anno di gestione commissariale, a concludere la progettazione, e quindi la realizzazione, di un ponte adatto ai nostri tempi, risolvendo così prima possibile un problema molto sentito.

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In copertina, il ponte della Motta come appariva stamane; all’interno, durante una piena del Cornappo.

A Chialminis festa per la Madonna delle Grazie: domani benedizione della “Pietra della Pace” con la Croce di Aquileia

(g.l.) Dopo le tante vittime e distruzioni dell’ultima guerra, che tra poche settimane saranno dapprima ricordate con la commemorazione dell’Eccidio di Torlano e poi con la rievocazione dell’Incendio di Nimis – 25 agosto e 29 settembre 1944 -, abbiamo avuto la fortuna di vivere da oltre ottant’anni in pace, un periodo così lungo che mai si era verificato prima. Ma, purtroppo, venti minacciosi soffiano sempre più forti, per cui invocare la pace è molto importante. E lo si farà anche domani dalla piccola Chialminis, sulla Bernadia.
Dalla frazione montana di Nimis salirà, infatti, al Cielo una invocazione affinché vengano allontanati i nuovi rischi di rottura degli equilibri mondiali con la benedizione della “Pietra della Pace” posta sul campanile della Chiesa di Sant’Elena Imperatrice rinata dopo il terremoto di quasi mezzo secolo fa. La lastra in marmo è stata scolpita dall’artista Ivan Gervasi: sopra la croce di Aquileia, dalla quale dipartono incorraggianti raggi di luce, è scritto: “pas”, “pace”, “mir”. Cioè la stessa parola, pace appunto, declinata in friulano, italiano e sloveno, le lingue che si parlano in questo angolo di Friuli, anche se per le località delle alte valli del Cornappo e del Torre è più corretto dire “po nasen” (a modo nostro), cioè il dialetto che si sente soltanto in quest’area geografica nel quale s’incrociano vari idiomi.
La cerimonia avverrà in occasione della tradizionale festa della “Madone di Grazie” della prima domenica di agosto che, dopo il “Bacio delle Croci” fissato alle 11 all’esterno del luogo sacro, vedrà la Messa cantata e la processione per le vie del paese. Un rito che segue quello che era stato celebrato domenica scorsa nella piazzetta di borgo Vigant, la località oltre Villanova delle Grotte – ma sempre in Comune di Nimis – famosa per il suo ciclopico Abisso. Insomma, due belle tradizioni che continuano, mantenendo in vita importanti pagine della nostra storia!

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In copertina, la Chiesa di Chialminis: domani sul campanile sarà benedetta la “pietra della pace” scolpita da Ivan Gervasi.

Monsignor Visintini parroco di Cergneu assumerà presto anche la responsabilità delle comunità di Taipana e Monteaperta

(g.l.) Risiede a Nimis il nuovo parroco di Taipana e Monteaperta. Monsignor Marco Visintini, originario di Tricesimo (dove è nato nel 1955 e dove è stato anche arciprete), ha infatti appena ricevuto la nomina da parte dell’arcivescovo di Udine. Nel contempo, il sacerdote resta parroco di Cergneu (assieme a Monteprato e Vallemontana), comunità che si appresta a celebrare il patrono San Giacomo, la cui Messa solenne sarà presieduta venerdì prossimo, alle 19, proprio da monsignor Riccardo Lamba.
Una nuova importante responsabilità, dunque, per don Marco in quella Chiesa dell’alta valle del Cornappo che fu per lunghi anni guidata dall’indimenticabile Mario Totis, anche se va detto che, in via ufficiosa, da parecchio tempo si occupa delle due località montane. Della nomina ha dato notizia stamane l’Arcidiocesi di Udine, riferendo anche di altri importanti incarichi come quello nella citata comunità di Tricesimo, il cui arciprete Dino Bressan è prossimo alla partenza in quanto era stato investito nelle scorse settimane del prestigioso ruolo di vicario generale dell’arcivescovo: al suo posto arriverà don Nicola Degano (che si occuperà anche di Ara e Fraelacco). Don Bressan, in seguito al suo inserimento in Curia, lascerà anche la guida della Forania della Pedemontana che, dopo la riforma promossa dall’allora arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, aveva assorbito anche la storica Forania di Nimis.

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In copertina, monsignor Marco Visintini nuovo parroco di Taipana e Monteaperta.

Nimis, stasera il sindaco Mattiuzza presenta il programma quinquennale. Luca Bressani e Sergio Bonfini sono stati designati nuovi capigruppo consiliari

(g.l.) Terza seduta per il nuovo Consiglio comunale di Nimis dopo il rinnovo amministrativo dello scorso aprile che, come è noto, aveva visto l’affermazione della lista civica che candidava alla carica di sindaco l’ingegner Fabrizio Mattiuzza. E nella riunione di questa sera, convocata alle 20 nella sede municipale, il primo cittadino completerà il “percorso” post-elettorale con la presentazione degli obiettivi per il quinquennio appena cominciato. L’oggetto è inserito all’ultimo punto dell’ordine del giorno, prima di eventuali comunicazioni, al fine di dedicargli l’attenzione dovuta trattandosi degli intendimenti programmatici che la Giunta Mattiuzza intende realizzare da qui al 2030, tenendo fede a quanto enunciato durante gli incontri con gli elettori nel capoluogo e nelle frazioni. Ma in agenda ci sono anche l’approvazione della tariffa Tari, la tassa per la raccolta dei rifiuti, una variazione al bilancio di previsione e l’affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale con l’individuazione della nuova stazione appaltante.

Luca Bressani

Sergio Bonfini

Ma, come si diceva, sarà proprio il programma quinquennale a tenere banco, impegnando nel dibattito, dopo l’esposizione degli obiettivi da parte del primo cittadino, sia la maggioranza che l’opposizione che, nella precedente seduta, avevano costituito i rispettivi schieramenti consiliari. Erano stati perciò definiti i gruppi “Obiettivo Nimis”, per quel che riguarda la maggioranza, e “Uniti Nimis Riparte” per la minoranza. Quest’ultimo gruppo ha fuso le distinte liste che si erano presentate al voto amministrativo, vale a dire “Nimis Riparte” e “Chei Mancul Piês”. Nell’occasione, erano anche stati designati i rispettivi capigruppo, che hanno il compito di esserne portavoce, nelle persone di Luca Bressani per “Obiettivo Nimis” e Sergio Bonfini (che era candidato alla carica di sindaco) per “Uniti Nimis Riparte”.

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In copertina, il sindaco Fabrizio Mattiuzza durante la seduta inaugurale del Consiglio.

“La parola nella musica”, concerto-lezione del rapper Dj Tubet domani mattina al Civiform di Trieste

Dj Tubet sarà protagonista domani a Trieste. All’interno del Progetto Incontri – Sezione Incontri Scuole, promosso dall’associazione Alea, si terrà infatti al Civiform un evento speciale dedicato al potere educativo della musica e della parola: una lezione-concerto con il rapper friulano e produttore musicale di riferimento per la Pedagogia Hip Hop in Italia. L’iniziativa, aperta al pubblico e rivolta in particolare a studenti e docenti, rappresenta un’occasione originale per avvicinarsi al mondo del rap, del reggae e della poesia in una prospettiva formativa e culturale.
Rapper e produttore attivo dal 1998, Dj Tubet ha fatto della contaminazione tra generi musicali – dall’hip hop al reggae, dal dub al funky-jazz – il suo marchio distintivo. È stato tra i primi in Italia a sperimentare tecniche rap basate sull’uso delle stesse vocali, raggiungendo nel 2021 il record di 15 sillabe al secondo in lingua friulana, che lo ha consacrato come uno dei rapper tecnicamente più veloci d’Italia. Con alle spalle esperienze artistiche pluripremiate (come la vittoria al Liet International con i R.esistence in Dub), Mauro Tubetti, originario di Nimis (Udine), è anche laureato in Psicologia socio-culturale e Scienze dell’Educazione, ed è oggi riconosciuto come uno dei pionieri italiani dell’approccio educativo al rap.
Durante il concerto-lezione, il pubblico sarà guidato in un percorso articolato che fonde ascolto musicale, analisi critica e sperimentazione creativa. La mattinata si aprirà con un’introduzione dedicata alla “tecnica parlata” nella musica, con esempi tratti dal reggae e dal rap, per aiutare i partecipanti a riconoscere e comprendere i linguaggi e i messaggi delle sonorità contemporanee. Ampio spazio sarà dedicato anche a una riflessione sulla musica Trap e ai contenuti spesso diseducativi che la caratterizzano, per promuovere una cultura dell’ascolto consapevole. In parallelo, si esploreranno le affinità tra il rap e la poesia, creando un ponte tra espressione musicale e letteratura: metrica, rime, figure retoriche e metafore come strumenti per comunicare emozioni, valori e pensiero critico. Ma il cuore dell’incontro sarà un momento interattivo di freestyle guidato, durante il quale Dj Tubet coinvolgerà i presenti in giochi di rime, esercizi di improvvisazione e mini-sessioni di scrittura musicale. Gli studenti potranno così vivere in prima persona il processo creativo del rap e sperimentare l’uso della parola come forma di espressione individuale e collettiva.
Ricordiamo, infine, che “La parola nella musica” è un evento gratuito, aperto al pubblico, pensato per studenti, insegnanti, educatori, appassionati di musica e cultura giovanile, e per chiunque voglia scoprire il rap come forma d’arte, di riflessione e di crescita.

Alea, Associazione Laboratorio Espressioni Artistiche aps è un’associazione no profit attiva nella promozione della cultura musicale attraverso eventi, corsi e collaborazioni con scuole, enti e istituzioni. Con il Progetto INCONTRI, ha sviluppato una rete internazionale con artisti e centri culturali in Europa, Asia e Americhe. Dal 2020 presenta le proprie ricerche artistiche e tecnologiche presso l’IRCAM di Parigi, uno dei principali centri mondiali per l’innovazione musicale.

Per info e aggiornamenti: www.associazionealea.com

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In copertina, il rapper friulano Dj Tubet in una foto di Valentina Venier.

A Zompitta oggi c’è il Summer Bazar: ecco cosa ci offre il verdissimo Rojale

(g.l.) Appuntamento con il Summer Bazar oggi a Zompitta, una delle frazioni più a nord di Reana del Rojale, prima di arrivare a Nimis. Nel verde di un giardino lambito dalle rogge, è annunciato infatti un giorno speciale con un «piccolo mondo da scoprire, fatto di mani che creano, storie vere e oggetti che parlano da sé», come annunciano gli organizzatori. Protagonisti della manifestazione, che si protrarrà fino al tramonto, l’Atelier Tiziano, Pg Bijoux, Maria Cristina Frascino, CenCeTak e azienda agricola Uccellins. E naturalmente sono presenti i celebri prodotti di “Scus dal Rojal”, fatti come una volta con i cartocci di granoturco. Insomma, un tuffo nella tradizione che si intreccia con la fantasia e lo spirito di iniziativa di quanti hanno dato vita a questa invitante giornata che si anima in via Pigani 53, al ricordato Atelier Tiziano.

Monsignor Dino Bressan nominato vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine. Lascerà la guida della Pieve di Tricesimo e della Forania della Pedemontana

di Giuseppe Longo

Importante promozione per monsignor Dino Bressan, 68 anni proprio oggi, arciprete di Tricesimo, che diventa il numero 2 dell’Arcidiocesi di Udine. Monsignor Riccardo Lamba, che ne è titolare da poco più di un anno, l’ha infatti appena nominato vicario generale e moderatore di Curia. Il presule ha comunicato la sua decisione al clero diocesano riunitosi stamane ad Aquileia per il pellegrinaggio giubilare dedicato proprio a sacerdoti e diaconi. Il nuovo incarico – come informa la stessa Chiesa friulana – avrà decorrenza a partire dal 1° settembre, per cui da quella data monsignor Bressan lascerà le Parrocchie di Tricesimo, Ara e Fraelacco.

Nel contempo, dovrà rinunciare anche alla guida della Forania della Pedemontana quella che, in base alla riforma adottata qualche anno fa dall’allora arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, aveva assorbito le storiche Foranie di Gemona, Nimis, Tarcento e Tricesimo, istituendo le quattro omonime Collaborazioni pastorali che si aggiungono a quelle di Osoppo, Povoletto e Reana. Una decisione che lo stesso monsignor Lamba comunicherà direttamente anche agli operatori pastorali dei Comuni di Povoletto, Nimis, Attimis e Taipana che incontrerà questa sera nell’Oratorio di Povoletto.
Don Bressan prenderà il posto di monsignor Guido Genero che per raggiunti limiti d’età (classe 1947) lascia la seconda carica diocesana dopo quasi quindici anni di servizio a fianco del citato arcivescovo Mazzocato e ultimamente di monsignor Lamba. Come detto, il sacerdote, originario di Cussignacco, proprio oggi compie 68 anni essendo nato il 5 giugno 1957 a Charleroi, in Belgio, da una famiglia originaria di Cussignacco, popolosa frazione alle porte di Udine. Monsignor Bressan è parroco di Tricesimo, Ara e Fraelacco dal 2021 e dall’anno scorso è appunto vicario foraneo della Pedemontana: incarichi che da settembre passeranno in altre mani. L’Arcidiocesi di Udine, al riguardo, ha già annunciato che la nuova guida dell’importante Pieve tricesimana sarà resa nota nelle prossime settimane.

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In copertina, monsignor Dino Bressan; all’interno, il Duomo di Tricesimo.

 

Musica, inclusione e creatività stamane a San Vito al Tagliamento con Dj Tubet

Dj Tubet protagonista stamane a San Vito al Tagliamento. All’interno del Progetto Incontri, promosso dall’associazione Alea, è in programma infatti, alla Futura Coop Sociale, un concerto interattivo con il rapper e produttore musicale di Nimis, a partire dalle 10.30. L’evento è a ingresso libero.
Tra i pionieri della Pedagogia Hip Hop in Italia, Mauro Tubetti è noto per il suo stile unico che fonde rap, reggae e musica tradizionale friulana, e per la sua impressionante capacità di freestyle: fino a 15 sillabe al secondo, spesso in “marilenghe”. Il suo repertorio offrirà lo spunto per un dialogo con i partecipanti su tematiche linguistiche, sociali e interculturali, con uno sguardo attento ai messaggi veicolati dalla musica giovanile contemporanea, come la Trap.
Come detto, l’evento rientra nel Progetto Incontri che mira a promuovere la partecipazione attiva e la coesione sociale attraverso esperienze artistiche condivise, in linea con i valori di inclusione, cittadinanza attiva e cultura accessibile. Nel contempo, ricordiamo che Futura è un’impresa sociale impegnata nella creazione di percorsi di inclusione lavorativa e sociale per persone con disabilità e in situazione di svantaggio. Il concerto vedrà protagonisti proprio i ragazzi della cooperativa, coinvolti attivamente assieme al pubblico in un’esperienza musicale che unisce creatività, espressione personale e riflessione culturale.

Info: www.futuracoopsociale.it
www.associazionealea.com

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In copertina, il rapper friulano Dj Tubet in una foto scattata da Valentina Venier.