A Nimis ieri si è spento Bruno Fabretti ex internato e innamorato del paese: raccontò la guerra a migliaia di ragazzi

di Giuseppe Longo

Avrebbe tagliato il traguardo del secolo fra due mesi, esattamente il 15 settembre, ma non ce l’ha fatta. Il forte e generoso cuore di Bruno Fabretti, sopravvissuto ai traumi dei campi di concentramento – raccontati poi a migliaia di studenti! – e che l’ha sorretto in una vita così lunga e operosa, ha detto basta e ieri sera si è fermato, per sempre. Purtroppo, i festeggiamenti che ci sarebbero stati per i mitici cent’anni non ci saranno più. Nimis, il suo amato paese, ha appreso la triste notizia con vero dispiacere e lunedì, alle 17.30, gli darà l’estremo saluto, mentre domani, alle 20, si raccoglierà nel Duomo di Santo Stefano per la recita del Rosario in suo suffragio. Largo il cordoglio in tutto il Friuli.


Il commendator Fabretti è arrivato fino all’ultimo in ottime, invidiabili condizioni di salute, sempre lucidissimo, circondato dalle premure della sua Licia e dei figli Bruna, Carmen, Annamaria e Giuseppe – oltre che dall’affetto di una folta schiera di nipoti e pronipoti -, restando sempre attivo e attento alla vita del paese, tanto che, poche settimane fa, proprio la moglie mi aveva raccontato che avrebbe desiderato realizzare una nuova mostra con le sue innumerevoli fotografie nell’ambito della prossima sagra di settembre, sul prato della Madonna delle Pianelle (come non ricordare quelle, bellissime, allestite per anni). Oltre ad aver fatto, tra l’altro, la guardia giurata ed aver lavorato all’Ospedale militare di Udine, Bruno era infatti un fotografo di grande esperienza, una vera e propria “arte” la sua nel ritrarre paesaggi e avvenimenti scoperta fin da giovane, al ritorno dalla durissima esperienza nei Lager tedeschi. E in tutta la vita ha collezionato migliaia di immagini che oggi costituiscono una preziosa memoria storica del suo paese e del Friuli: molte ne aveva pubblicate nel voluminoso “Nimis un calvario nei secoli” che dette alle stampe una quarantina d’anni fa, quale supplemento a “Lis Campanelis – La voce del Friuli”, il periodico che Bruno Fabretti, giornalista pubblicista, aveva ideato, realizzato, scritto e diretto a lungo, facendosi apprezzare ovunque, in Italia e all’estero, soprattutto fra quanti erano lontani da Nimis e dalla “Piccola Patria”. Poi, una decina di anni fa o poco più, ne aveva curato una ristampa, in formato ridotto, ma con una selezione di argomenti e immagini che comunque era stata molto gradita. Perché entrambi i libri sono una vera e propria “miniera” di documentazione fotografica, alla quale anche io ho attinto tantissime volte per raccontare la Nimis di un tempo e che, purtroppo, non c’è più, complici anche i terremoti del 1976.
Ma oltre a tutto questo lodevole impegno professionale, il commendator Fabretti ha avuto anche un’attiva vita pubblica, contraddistinta dal tratto cordiale, gentile, sempre disponibile, pronto alla battuta. Del suo apporto hanno beneficiato il Comune – si impegnò molto anche per il gemellaggio con la stiriana Lannach nel ricordo del concittadino Rodolfo Zilli lassù emigrato -. le Pro Loco e i Comitati festeggiamenti (indimenticabili i Festival della canzone al Teatro Juventus), ma anche altre associazioni paesane. Fra queste, emerge la sezione ex internati che ha creato e sempre presieduto, raccogliendo tutti i compaesani, uomini e donne, che avevano avuto la fortuna di ritornare dai campi di concentramento ai quali erano stati avviati mentre Nimis veniva data alle fiamme alla fine del settembre 1944. E aveva voluto, proprio quando anch’io siedevo nella civica amministrazione, fine anni Ottanta, realizzare un cippo a ricordo delle vittime dei Lager accanto al monumento ai Caduti nel Parco delle rimembranze, di fronte al Duomo. E ogni anno non mancava alla cerimonia commemorativa del 29 settembre, quando teneva sempre un discorso rievocativo, mentre un rintocco dell’unica campana rimasta dalla Chiesa di Centa era dedicato a ognuno di coloro che purtroppo non hanno fatto ritorno alle loro case. Naturalmente era presente anche l’anno scorso e di sicuro ci sarebbe stato, novello centenario, anche quest’anno. Il destino, però, ha voluto diversamente.
Ma il commendator Bruno Fabretti non era noto soltanto a Nimis e nella zona pedemontana. Come già accennato, da molti anni, infatti, aveva dato vita a una intensa frequentazione nelle scuole di tutta la regione per raccontare ai ragazzi – ne ha incontrati, appunto, a migliaia! – le tragedie della guerra e la propria durissima esperienza nei campi tedeschi (principali quelli di Dachau, Neuengamme, Buchenwald), e non solo, nei quali aveva organizzato numerose visite anche con gli stessi studenti. Voleva, infatti, trasmettere ai giovani, ai futuri cittadini, i valori della pace, della libertà, della democrazia, ribaditi anche in un libro dedicato proprio alle atrocità dei Lager. Valori che, purtroppo, continuano a essere calpestati. Grazie Bruno per il tuo esempio. Mandi!

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In copertina, il commendator Bruno Fabretti, 99 anni, davanti al monumento dedicato alle vittime dei Lager e all’interno con la moglie Licia Croppo alla cerimonia del 29 settembre dell’anno scorso.

Montagne in un libro a Pradielis, film d’animazione a Nimis e quadri a Reana

(g.l.) Tre proposte oggi, nel giro di pochi chilometri, a Pradielis, Nimis e Remugnano. Eccole pertanto in dettaglio.

LUSEVERA – “Alpi, Valli, Argalaz, Omi, Foran di Landri e Mangart”: è questo il titolo del suggestivo libro di Rita Zamarian e Vittoria Casamassima (Chiandetti Editore), che sarà presentato questo pomeriggio, alle 18.30, al Centro Lemgo di Pradielis, nell’Alta Val Torre. L’incontro sarà allietatto dagli interventi musicali alle fisarmoniche di “Petris&Sons”. L’iniziativa beneficia del sostegno del Comune di Lusevera e di Fare Verde Fvg, nonchè della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine.

NIMIS – Secondo appuntamento con “Cinema sotto le stelle” oggi a Nimis. Alle 21.30, sullo schermo allestito nel cortile della Biblioteca civica, in via Giacomo Matteotti, sarà proiettato il film Disney d’animazione “Encanto” del 2021, per la regia di Byron Howars. La serata, con ingresso gratuito, rientra appunto nel ciclo di cinema all’aperto programmato per i mesi estivi da Comune e Pro Loco di Nimis, Biblioteca comunale e OraNimis.

REANA – Alla Vetrina del Rojale, a Remugnano, sarà inaugurata questo pomeriggio, alle 17.30, la personale “I giardini di Eva” dell’artista Manuela Galli. La mostra, aperta già dal 30 giugno, potrà essere visitata fino al 30 agosto, il martedì dalle 10 alle 12 e il venerdì dalle 15 alle 18, oltre che per appuntamento telefonando al numero 349.4244611. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco del Rojale con il sostegno di CrediFriuli, Consorzio Pro Loco Torre Natisone e Comitato regionale Pro Loco d’Italia, e Comune di Reana del Rojale.

Un’opera di Manuela Galli.

 

Nimis, stasera al via il cinema all’aperto: c’è “Grease” nel parco delle Pianelle

(g.l.) “Cinema sotto le stelle” a Nimis o meglio sotto i bellissimi e ombrosi alberi, considerata la suggestiva location che ospita la serata inaugurale della ormai collaudata manifestazione estiva. L’appuntamento è infatti per questa sera nel parco delle Pianelle, alle porte del paese arrivando da Tarcento o da Udine, noto a tutti per la presenza dello storico Santuario mariano e per la plurisecolare sagra settembrina. Alle 21.30 sarà proiettato “Grease”, il famosissimo musical di fine anni Settanta con John Travolta. L’ingresso è libero, come in tutte le altre serate.
La rassegna cinematografica, che rappresenta una bella e apprezzata tradizione per le calde serate d’estate – c’è soltanto da sperare che il bel tempo sia alleato! -, si svilupperà in otto tappe che, oltre al meraviglioso parco delle Pianelle, vedrà di volta in volta il loro allestimento nel cortile della Biblioteca in via Matteotti, il campetto sintetico dell’Oratorio parrocchiale (di fronte al Duomo) e, da quest’anno, anche la piazza della Chiesa di Chialminis. Un vero e proprio omaggio, che sarà sicuramente gradito, alla frazione più alta del Comune, sul monte Bernadia, dalla quale si scende, dopo un paio di chilometri a Villanova delle Grotte e quindi ancora un po’ più avanti all’Abisso di Vigant. La organizzazione dell’iniziativa vede insieme anche stavolta il Comune e la Pro Loco di Nimis, la Biblioteca comunale e Oranimis.
Tutte belle e di sicuro richiamo le otto pellicole in programma, quelle di giugno-luglio alle 21.30 e quelle di agosto alle 21, visto il progressivo accorciamento delle giornate. Dopo l’odierno “Grease”, verranno infatti proposti nell’ordine i film “Encanto”, “Banana Joe”, “Red”, “Avatar 2”, “Benvenuti al Sud”, “La fiera delle illusioni” e “Shining”. L’organizzazione informa che in caso di pioggia le proiezioni si terranno nella sala del Teatro parrocchiale, agli stessi orari. Durante le serate funzionerà anche un chiosco, ma soltanto con fresche bevande. Buona visione a tutti!

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In copertina, il Santuario delle Pianelle a Nimis con il suo meraviglioso parco.

 

Oggi Giornata mondiale del donatore di sangue: l’Afds Udine propone la (prima in Italia) “maratona di solidarietà”

(g.l.) “Dona sangue, dona plasma, condividi la vita, condividila spesso”: questo lo slogan scelto dall’Organizzazione mondiale della sanità in vista della Giornata mondiale del donatore di sangue che ricorre proprio oggi, 14 giugno. Nell’occasione, l’Afds Udine ha organizzato per la prima volta in Italia una importante “maratona di solidarietà” con 24 ore di prelievi ininterrotti che continueranno giorno e notte. “Allunga anche tu un braccio per aiutare chi soffre!”, è l’invito dell’Associazione friulana dei donatori di sangue. Per prenotarsi inviare una mail a segreteria@afdsud.it
Tra le iniziative organizzate invece a livello locale, da segnalare quella proposta a Nimis oggi stesso dall’amministrazione comunale in collaborazione con la sezione Afds. Dalle 19 alle 21 in piazza XXIX Settembre (in caso di maltempo nelle ex scuole elementari di via Matteotti) è infatti in programma “Ti dono… una serata”, incontro dibattito volto appunto alla sensibilizzazione al dono del sangue. Seguirà un rinfresco offerto dalle cantine del territorio. Saranno presenti anche Protezione civile, Croce rossa italiana Comitato di Udine, Infermieri.

segreteria@afdsud.it

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In copertina, ecco la locandina della invitante proposta di questa sera a Nimis.

Le “Voci del Brembo” stasera a Nimis cantano per l’Adunata degli Alpini

(g.l.) Nell’ambito delle tante iniziative indette in Friuli per l’Adunata nazionale degli Alpini, che raggiungerà il suo apice domani con la grande sfilata di Udine, si conclude in musica questa sera, a Nimis, la manifestazione “Alpini: non solo Adunata…” organizzata dal Gruppo Ana Nimis Valcornappo, presieduto da Sergio Meinero, con il sostegno dei Comuni di Nimis e Taipana, e con la collaborazione del coro “Voci del Brembo” e della Pro Loco Val Cornappo. Sarà infatti protagonista proprio il gruppo vocale maschile con la penna nera, proveniente dalla Val Brembo in provincia di Bergamo, del concerto che si terrà alle 20 nella sala dell’Oratorio parrocchiale. Al termine seguirà un rinfresco alla frasca Da Pasi.
Questo pomeriggio, alle 15, ci sarà invece una visita guidata per gli alpini ospiti alla distilleria Giacomo Ceschia, la più antica del Friuli essendo fondata nel 1886, con degustazione di grappe – celebre quella di Ramandolo -, liquori e dolci del territorio. Mentre, ieri pomeriggio era prevista una sosta con assaggio dei rinomati vini di Nimis, fra cui il dolce Ramandolo Docg, alla Cantina “Filippon”. Nel programma, notevolmente ostacolato dal maltempo, si annunciava infatti per ieri anche una serata a Monteaperta, animata dalle stesse voci degli alpini lombardi, e per stamane una salita al monte Bernadia per l’omaggio al Monumento Faro dedicato ai Caduti della Julia.

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In copertina e all’interno, coristi del “Voci del Brembo” che si esibirà questa sera.

 

Nimis, grato addio a Mario Ceschia esemplare nel volontariato di paese

di Giuseppe Longo

NIMIS – “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Monsignor Rizieri De Tina ha scelto le parole del Vangelo di Matteo, quelle che parlano delle opere di misericordia, per irrobustire la sua predica tutta incentrata sul volontariato e sulla sua importanza all’interno di un paese. E l’ha fatto per dare l’ultimo saluto a una persona che proprio del volontariato ha fatto un motivo costante della sua esistenza. Ieri pomeriggio, nel Duomo di Santo Stefano, a Nimis, sono stati celebrati infatti i funerali di Mario Ceschia, scomparso a 84 anni dopo una lunga malattia. Sul feretro il cappello di alpino, corpo a cui il defunto era sempre stato orgoglioso di appartenere.


Dinanzi a una Chiesa gremita, che si è stretta accanto ai familiari – in particolare ai figli Antonio e Michela, e idealmente alla moglie Pierina -, l’arciprete ha sottolineato le doti esemplari che hanno sempre contraddistinto l’operato di Mario, sia nella sfera privata – e quindi all’interno della sua famiglia – sia nel campo lavorativo, attraverso il mestiere di elettricista. Ma anche, appunto, nel volontariato, espresso con generosità nell’impegno civile, quale pubblico amministratore per lungo tempo e quale collaboratore nelle varie attività paesane, e nelle attività riguardanti la Parrocchia. “Il volontariato – ha sottolineato don Rizieri – è il vero motore di una comunità e Mario è sempre stato un suo esemplare interprete”.
Mario Ceschia sedette in consiglio comunale per quindici anni, tre mandati. Era stato eletto per la prima volta nel 1970 con il sindaco Guido Barchiesi; quindi una lunga collaborazione fino al 1985 con il successore Giovanni Roberto Mattiuzza (presente alle esequie), durante anni in cui, dopo il terremoto del 1976, fu richiesto il massimo impegno per dare vita alla seconda ricostruzione del dopoguerra. Ma nel contempo, non era mancato mai il suo apporto alle numerose iniziative del paese, organizzate da Pro Loco o Comitato festeggiamenti, anche attraverso il suo apporto professionale. Ricordo ancora quando, giovanissimo, allestiva negli anni Sessanta assieme agli altri colleghi elettricisti la meravigliosa illuminazione sulla cupola del Duomo da ultimare durante la tradizionale “Madone di setembar”, l’antica sagra che allora si svolgeva quasi interamente nel centro cittadino e proprio nella grande Chiesa voluta da monsignor Beniamino Alessio veniva allestita una famosa pesca di beneficenza a sostegno delle opere parrocchiali. Nel contempo, Mario era era sempre attivo e presente anche all’interno dell’allora Unione artigiani del Friuli, facendo sentire la sua voce a favore della pedemontana.
Al termine del rito, al quale ha partecipato anche il sindaco Giorgio Bertolla, un lungo corteo ha accompagnato la salma in cimitero. Avvenuta la tumulazione, il capogruppo Ana di Nimis, Roberto Grillo, ha letto ha “Preghiera dell’Alpino” dinanzi ai gagliardetti alzati in segno di saluto. Un vero peccato che Ceschia non abbia fatto in tempo a vedere, ovviamente attraverso la televisione, la grande Adunata nazionale che in maggio tornerà dopo tanti anni a Udine. Il destino, purtroppo, ha voluto che l’alpino Mario “andasse avanti” prima.

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In copertina e all’interno l’addio a Mario Ceschia: la benedizione della salma in Duomo e la tumulazione seguita dalla “Preghiera dell’Alpino”.

 

 

Tarcento, ci sono oltre 10 milioni per il Distretto socio-sanitario del Torre: nasce anche una Casa della comunità

«Nonostante il periodo difficile che ha messo a dura prova il sistema in questi cinque anni di legislatura, abbiamo incrementato i fondi a favore della sanità territoriale di oltre dieci volte: continuiamo a investire somme straordinarie perché il cittadino possa sentirsi al sicuro, rassicurato e seguito nelle sue esigenze di assistenza e nelle sue domande di salute. In questo senso, le strutture territoriali giocano un ruolo fondamentale per intervenire dove serve e quando serve in maniera puntuale e appropriata». Lo hanno sottolineato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il suo vice con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenuti a Tarcento per la presentazione degli investimenti sulle strutture del Distretto socio-sanitario. All’incontro ha preso parte anche il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale, Denis Caporale, presenti i sindaci della zona Pedemontana. Oltre a quello di Tarcento, l’area di competenza comprende infatti i Comuni di Attimis, Cassacco, Faedis, Lusevera, Magnano in Riviera, Nimis, Povoletto, Reana del Rojale, Taipana e Tricesimo.
«Per la zona del Distretto del Torre sono disponibili oltre 10 milioni di euro, di cui 3 derivano da un ulteriore finanziamento regionale – hanno ricordato Fedriga e Riccardi -, parte di questa somma sarà impiegata per la realizzazione di una Casa della comunità per quasi 1,5 milioni di euro. Si unisce a questo sforzo quello che stiamo facendo per potenziare la telemedicina e per contrastare l’obsolescenza tecnologica di presidi e strumentazioni sanitarie».
Per il Distretto di Tarcento era già previsto, ed è in fase di progettazione avanzata, un intervento di ampliamento compresa la realizzazione di parcheggi (primo lotto), con successiva riqualificazione dell’edificio esistente (secondo lotto). Con l’intervento previsto nel Pnrr, i lavori del primo lotto comporteranno la realizzazione della Casa della comunità hub di Tarcento. L’ampliamento prevede, al piano terra, il centro di salute mentale; la continuità assistenziale/medici di medicina generale; prelievi, vaccinazioni, ambulatorio infermieristico, ufficio Afir; attese, servizi e spazi accessori. Al primo piano troveranno spazio, invece, gli ambulatori specialistici: cardiologico, chirurgico, Orl, dermatologico, oncologico, dermatologico, due per attività odontoiatrica, locale sterilizzazione. Il terzo piano ospiterà gli uffici direzione Distretto e la segreteria, e il punto unico di accesso e integrazione con i servizi sociali dell’ambito.

DISTRETTO DI TARCENTO

Attimis
Cassacco
Faedis
Lusevera
Magnano in Riviera
Nimis
Povoletto
Reana del Rojale
Taipana
Tarcento
Tricesimo

 

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In copertina, il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi intervenuti a Tarcento.

A Cergneu i canti della tradizione slovena coronano l’anno di ripresa per Cernedum

(g.l.) Nell’attesa che si risvegli il Pust, a Cergneu per sottolineare il clima natalizio che ci avvicina sempre più alle feste di fine anno stamane sarà ospite nella Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo il Coro sloveno di Trieste. Il gruppo vocale, che giunge nella frazione di Nimis grazie all’Associazione Don Eugenio Blanchini, accompagnerà la Messa delle 11 e al termine proporrà un concerto.
Una nuova, bella iniziativa, dunque, dell’Associazione culturale Cernedum, la quale corona così un anno importante che ha segnato una vera e propria ripresa dopo il lungo stop dovuto all’emergenza pandemica. La proposta precedente, un paio di mesi fa, era stata la suggestiva “Marcia delle 4 Stagioni”, organizzata dall’Asd Atletica Dolce Nord Est proprio in collaborazione con il sodalizio presieduto da Roberto Piccini. A fine luglio, invece, si era svolta con successo la tradizionale “Sagra di San Giacomo”, mentre l’area del Castello, a Cergneu Inferiore, aveva ospitato ancora in estate due invitanti serate con aperitivo e con la presentazione di un libro. Tutte proposte della stessa Cernedum che ora punta alla reintroduzione nel prossimo anno della bellissima rievocazione medioevale, sospesa come è noto proprio a causa dell’emergenza sanitaria.
Prima di tutto però ci sarà, come detto, la serata con il Pust che, la vigilia dell’Epifania, finalmente destato dal lunghissimo sonno, scorrazzerà per le strade di Cergneu dando il via all’allegria del Carnevale. Ma non corriamo troppo: per ora, fermiamoci al Natale e al suo clima suggestivo che si potrà assaporare proprio stamane ascoltando le belle voci del coro giuliano, il quale proporrà una serie di canti, liturgici e no, legati alla tradizione e alla cultura della vicinissima Slovenia.

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 In copertina, i resti del Castello di Cergneu e qui sopra la Sagra di San Giacomo.

Cornappo in piena, è urgente rifare il ponte della Motta: ci sono oltre 2 milioni

di Giuseppe Longo

Dopo la lunghissima siccità, anche a Nimis le piogge sono finalmente arrivate. E questo era avvenuto già nella fase di maturazione dell’uva, tanto da consentire una vendemmia eccezionale. Ma ora risultate anche troppo abbondanti. Le precipitazioni di ieri hanno infatti ingrossato di molto i torrenti e il Cornappo era così gonfio d’acqua da far chiudere temporaneamente il ponte della Motta che collega il paese pedemontano con Savorgnano del Torre, in Comune di Povoletto. Lo storico manufatto – ha infatti oltre 60 anni di vita – dimostra sempre più la sua precarietà, tanto che aveva costretto la precedente amministrazione a introdurre drastiche limitazioni al traffico dei mezzi pesanti e ad avviare le pratiche per una nuova struttura.
Esattamente un anno fa, riferivamo che sono disponibili oltre 2 milioni di euro per un rifacimento ex novo. Il ponte, costruito alla fine degli anni Cinquanta, appunto per collegare i territori dei due Comuni, proprio nella suggestiva zona dove, sebbene sia territorio di Povoletto, i terreni agricoli sono per la maggior parte condotti da agricoltori di Nimis, come pure la rinomata osteria – il Fogolâr della Motta – della famiglia Tomada. A quell’epoca, il traffico era molto limitato: pochissimi ancora i trattori, per cui i trasporti agricoli avvenivano quasi interamente a trazione animale. Dopo oltre 60 anni, però, la situazione è profondamente cambiata, il traffico è aumentato e anche i mezzi pesanti sono numerosi. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le piene del torrente, proprio come quella di ieri e che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. La più grave, come molti ricorderanno, era stata quella del 1991, quando le acque impetuose travolsero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado che da ieri è impraticabile). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte in questione.


«Fin dai primi tempi dell’insediamento di questa Amministrazione – ci aveva spiegato un anno fa l’allora sindaco Gloria Bressani -, si è manifestato il problema relativo alla sicurezza della viabilità del ponte della Motta che congiunge i Comuni di Nimis e Povoletto con traffico sostenuto anche da mezzi agricoli pesanti. Stante il continuo verificarsi di fenomeni atmosferici anche di grande intensità, il manufatto era una costante fonte di preoccupazione per le Amministrazioni coinvolte, per cui in sede concertazione per il riparto dei fondi regionali, il Comune di Nimis, in qualità di capofila, ha inoltrato istanza di contributo per il finanziamento della demolizione e ricostruzione dell’opera. Per la realizzazione dell’opera la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023».
Per cui ora sarà la nuova amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla a portare avanti la progettazione di un ponte adatto ai nostri tempi e quindi a dare seguito alla sua costruzione, risolvendo così prima possibile un problema molto sentito che si trascina da anni.

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In copertina, il Cornappo ieri in piena all’altezza del ponte della Motta; all’interno, il guado sommerso dall’acqua.

(Foto Comune di Nimis)

 

Torre Natisone, alla scoperta delle sorgenti del Cornappo sul Gran Monte

Alla scoperta delle sorgenti del Cornappo, il torrente che dall’omonima frazione di Taipana sul Gran Monte, disegnando un suggestivo e affascinante percorso, scende verso Nimis e ne attraversa il territorio prima di confluire nel Torre, nei pressi di Savorgnano, tra i Comuni di Povoletto e di Reana del Rojale.
Prosegue infatti il progetto finalizzato a scoprire, assieme a guide esperte, le Valli del Torre e del Natisone, tra vette, acque, foreste e storia. Si tratta, come è noto, dell’iniziativa turistica “I Sentieri della Pro Loco”, all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg, che trova in questa parte del territorio regionale la collaborazione di 13 Pro Loco che, coordinate dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža, pronte a offrire agli escursionisti emozioni uniche in angoli più o meno conosciuti del territorio. Coorganizzatori Wild Routes e ForEst.
Prossimo appuntamento l’11 settembre con, appunto, l’Anello delle Sorgenti del Cornappo. Escursione sui sentieri curati e mantenuti dalla Pro Loco Val Cornappo per scoprire le cascate più magnificenti lungo le sorgenti del Cornappo e tradizioni ed angoli nascosti del territorio nel Comune di Taipana. Al termine dell’escursione ci sarà la possibilità di riprendere le forze assaporando i prodotti locali presso un ristoro organizzato dalla Pro Loco.
Guida: Michele Germano
Difficoltà: Facile (5km per 200 di dislivello), adatto a bambini dagli 8 anni in su.
Durata: 3 ore
Ritrovo: ore 8:30 a Cornappo di Taipana, in piazza (https://goo.gl/maps/yWxAuwMFp57Pt8eYA); partenza ore 9.
Equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, crema solare, cappello/foulard, bastoncini da trekking (consigliati).
Prezzo: 15 euro intero – 7,50 euro ragazzi 12-18 anni accompagnati / gratis <12 anni accompagnati / Gratis FVG Card.
Prenotazione obbligatoria entro le 18 del giorno precedente l’escursione al cell 333.4564933 o torrenatisone@virgilio.it

Il torrente a Nimis: in fondo il Gran Monte.

 

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In copertina, una suggestiva cascatella alle sorgenti del Cornappo nei Taipanese.