Nimis, il ricordo dell’incendio ’44 e delle vittime dei Lager: anche da Lannach un omaggio alla memoria di Bruno Fabretti

di Giuseppe Longo

NIMIS – Un’assenza avvertita da molti, quest’anno, alla commemorazione del 29 settembre 1944, la incancellabile data in cui Nimis, per rappresaglia, fu data alle fiamme e che segnò la deportazione di tanti suoi figli, molti dei quali non fecero ritorno dai Lager. Bruno Fabretti riuscì invece a rivedere i propri cari e da allora decise di trasformare la sua vita in un continuo, ininterrotto messaggio di testimonianza per raccontare a tutti, soprattutto ai più giovani, l’orrore di quella drammatica esperienza.

Il discorso e la cerimonia al monumento.

Ma alla cerimonia di venerdì mattina, prima nel Duomo di Santo Stefano e poi nell’attiguo Parco delle Rimembranze dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le guerre e a quello dedicato alle vittime dei campi di concentramento, mancava proprio lui, che si è spento alla soglia dei cent’anni a metà luglio. Tuttavia, il commendator Fabretti era idealmente presente con due dei suoi figli, Anna e Giuseppe, ma anche attraverso le grate parole che ha dedicato al suo ricordo il sindaco Giorgio Bertolla e grazie al pensiero che ha avuto per l’amico di Nimis la comunità di Lannach con il suo borgomastro Josef Niggas. Dalla cittadina stiriana – gemellata nel nome di Rodolfo Zilli, artista di Nimis lassù emigrato fin da ragazzino – è giunto infatti, graditissimo, un cero con l’immagine proprio di Bruno Fabretti che è stato deposto dinanzi al cippo dei morti nei Lager che l’ex internato più conosciuto del Friuli volle realizzare nell’ormai lontano 1989, quarantacinque anni dopo le tragedie della seconda guerra mondiale scatenate dalla furia nazifascista per soffocare la fervente attività partigiana.

Messa, corteo e campana di Centa.


Come sempre, la giornata rievocativa è cominciata con la Messa di suffragio nella Chiesa comparrocchiale. «Non esiste una guerra giusta», ha ammonito monsignor Rizieri De Tina prendendo spunto dalla famosa pagina del Vangelo di Matteo in cui si parla di “occhio per occhio…” e facendo riferimento a quanto continua ad accadere nel mondo, a cominciare dalla nostra Europa. E poi ricollegandosi ai confini evocati da un pannello realizzato dai bambini, e posto dinanzi all’altare, l’arciprete ha messo in guardia contro le divisioni che creano sentimenti di rancore e di odio, fino a portare a conseguenze molto pericolose, spesso tragiche.

I figli di Fabretti  e bambini al cippo.

Al termine, la cerimonia civile dinanzi ai monumenti, nella quale si sono aggiunte anche le scolaresche proprio perché nei più giovani, come ha lungamente insegnato Bruno Fabretti, deve germogliare il sentimento di amicizia, concordia e pace. Dinanzi a rappresentanze delle forze dell’ordine, dei Comuni vicini e delle associazioni combattentistiche e d’arma – tra gli altri, c’era il presidente di Apo Friuli, Roberto Volpetti -, il sindaco Bertolla ha tenuto il discorso commemorativo, partendo da una breve rievocazione storica di quel 29 settembre e dei giorni che lo precedettero. «Come avevo detto a Torlano il 25 agosto – ha affermato il primo cittadino – ricordare vuol dire riportare nel cuore, quindi interiorizzare un concetto che ci permette di vivere pienamente ciò che rappresenta, diventando noi stessi esempio di pace con il nostro operato. È quindi compito nostro, e non di altri, agire in prima persona per mantenere la nostra esistenza in una situazione di concordia e di pace». Quello che aveva sempre perorato proprio il commendator Fabretti. «A lui dobbiamo riconoscere – ha infatti sottolineato Bertolla – che per molti anni ci ha ricordato e testimoniato questi tremendi fatti accaduti al nostro paese e ai nostri concittadini. Con la sua instancabile testimonianza, Bruno ha fino all’ultimo cercato di sensibilizzare le nostre coscienze affinché ci impegnassimo a non smettere di adoperarci per mantenere la pace».
Quindi il vicesindaco Sergio Bonfini ha letto i nomi delle vittime dei campi di concentramento, tutti scritti su una lapide accanto al cippo che le ricorda, e a ognuno di essi è stato dedicato un rintocco dell’unica campana della Chiesa di Centa risparmiata dal terremoto del 1976. Un ricordo intenso e sentito, anche se la partecipazione popolare è purtroppo sempre più esigua, che assumerà ancora maggior valore nel 2024 quando ricorrerà l’80° anniversario di quei tristissimi fatti. E ricordarli adeguatamente è proprio il lascito che ci ha affidato Bruno Fabretti.

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In copertina, il cero inviato da Lannach con l’immagine dell’ex internato Bruno Fabretti.

Donatori di sangue in festa a Nimis: “goccia d’oro” a Ermanna Comelli

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ottanta donazioni, un traguardo davvero importante, tanto da meritare il massimo riconoscimento dell’Afds, quello della “goccia d’oro”: ed è il premio che ha meritato Ermanna Comelli, già presidente della locale sezione, durante la Festa del donatore di sangue che si è tenuta a Nimis, sul prato delle Pianelle, nell’ultima giornata dell’Antighe Sagre des Campanelis.

Ermanna Comelli

Sara Vezzaro

L’annuale giornata del Dono è cominciata con la Messa celebrata nel Santuario da monsignor Rizieri De Tina, che per l’occasione ha indossato paramenti rossi come il sangue, proprio per dare significato alla festa e al gesto di altruismo che compiono i donatori a beneficio di quanti hanno bisogno di ricevere quel plasma prezioso. che spesso si rivela salvavita. Al termine del rito, dopo un saluto del presidente Danilo Gervasi e del sindaco Giorgio Bertolla – i quali, richiamandosi anche alle parole del celebrante, hanno sottolineato il valore del dono del sangue -, è seguito l’intervento conclusivo del consigliere provinciale Ivo Anastasino, quale rappresentante della zona Alto Torre, incarico che pure chi scrive si è sentito onorato di ricoprire una trentina di anni fa. Quindi la premiazione dei donatori più generosi.

Don Rizieri De Tina


Oltre al massimo riconoscimento di cui si è detto, sono stati annunciati tre distintivi d’oro per 50 donazioni ad Alessandro Antoniutti, Aldo Attimis e Francesco Comelli; tre d’argento a Giuseppe Comelli, Enrico Comelli e Dolores Canciani; due di bronzo a Kristian Comelli e Matteo Zaban. Questi, invece, i donatori che hanno ricevuto il diploma di benemerenza per venticinque prelievi: Simone Comelli, Sonia Picogna, Christian Pellarini, Vanessa Cussigh, Giada Cormons, Veronica Minati e Sara Vezzaro.

Aldo Attimis

Giuseppe Comelli

Conclusa la cerimonia, foto ricordo con tutte le sezioni consorelle intervenute con i labari dinanzi all’affresco di Giacomo Monai che racconta l’Apparizione della Madonna, sotto il pronao della Chiesa, prima di raccogliersi tutti alle tavolate allestite nel tendone dei festeggiamenti per il pranzo sociale che ha concluso veramente in bellezza la sentita e partecipata cerimonia, dandosi appuntamento al prossimo anno, alla 508ma edizione dell’antichissima sagra settembrina.

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In copertina, le sezioni Afds intervenute con i propri labari alla Festa del Dono a Nimis al Santuario delle Pianelle.

Weekend ecologico domani a Nimis, così il territorio sarà più pulito e accogliente

(g.l.) Anche Nimis ha a cuore il bene del suo ambiente che, paesaggisticamente, è uno fra i più belli e invitanti del Friuli. L’amministrazione comunale e la Pro Loco, al termine delle fatiche per la organizzazione dell’Antighe Sagre des Campanelis sul prato delle Pianelle – che, come è noto, quest’anno ha beneficiato di cinque giornate di tempo veramente splendido -, hanno organizzato un weekend ecologico che avrà il suo momento centrale domani. Infatti, se la manifestazione è cominciata già stamane coinvolgendo gli alunni delle scuole primarie da pochi giorni tornati sui loro banchi, le principali iniziative – con invito rivolto a tutta la popolazione – sono concentrate nella giornata di sabato. Il ritrovo è fissato alle 8 in piazza 29 Settembre, quindi partenza dei gruppi di pulizia per liberare vari angoli del paese  e ovviamente del Cornappo – il suggestivo torrente che bagna la località dopo essere sceso dal Gran Monte e aver attraversato Torlano – da cartacce, plastiche e altri rifiuti abbandonati con fare poco civile. A mezzogiorno ritrovo per tutti al campo sportivo per la pastasciutta preparata dagli alpini del Gruppo Ana di Nimis. Poi, una volta che sarà accontentato lo stomaco, la raccolta continuerà anche nel pomeriggio.

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In copertina e all’interno tre suggestive immagini del Cornappo il torrente che attraversa il territorio di Nimis.

 

 

Molti applausi alle fisarmoniche di Tarcento (e Nimis) alle Pianelle con il proposito di tornare nel 2024

di Giuseppe Longo

NIMIS – Potrebbe diventare una bella tradizione il concerto delle fisarmoniche in occasione della ricorrenza della Natività della Madonna, nell’ambito dell’Antighe Sagre des Campanelis che si è conclusa domenica scorsa sul prato delle Pianelle, a Nimis. Proprio con questo auspicio, espresso da più d’uno, si è chiusa infatti, la vigilia della festività, l’applauditissima esibizione del Gruppo fisarmonicisti Tarcento – Ensemble Flocco Fiori, sotto la direzione di Massimo Pividori.

I musicisti applauditi a fine concerto.


Il concerto ha bissato il successo di quello dell’anno scorso – per cui ci sono valide premesse affinché questa serata musicale diventi proprio una piacevole consuetudine settembrina – dando tono e contenuto alla vigilia della tradizionale festa mariana quest’anno senza richiami all’interno della plurisecolare sagra che, invece, è ripresa proprio nel giorno della Natività, confortata da un sole bellissimo che, peraltro, ha fatto compagnia – cosa abbastanza insolita – durante tutta la durata dei festeggiamenti.

Lucia Comelli

Fabio Bramezza

Nicola Rossi

Il team di fisarmonicisti – alcuni dei quali risiedono proprio a Nimis, come il maestro Pividori – ha offerto al folto pubblico un ricco programma anche di brani classici, di volta in volta illustrati dal direttore, attraverso trascrizioni molto apprezzate per lo strumento a mantice, che ingiustamente è ritenuto adatto soltanto per sagre e feste popolari. Oltre a esibirsi nella formazione d’insieme, il Gruppo ha offerto anche alcune applaudite interpretazioni solistiche di giovani impegnati, appunto, nello studio della fisarmonica – Gianni Passon, Monica Butazzoni, Francesco Novelli e Lucia Comelli -, accanto a veterani dell’ensemble, come Fabio Bramezza e Nicola Rossi, oltre che allo stesso maestro Pividori.
Alla fine del concerto scroscianti applausi per tutti i protagonisti, con il proposito, appunto, di un nuovo appuntamento fra un anno in occasione della 508ma edizione della sagra settembrina, ancora nell’accogliente atmosfera del Santuario delle Pianelle.

Folto pubblico in Santuario.

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In copertina, il maestro Massimo Pividori mentre interpreta un suo brano solistico.

Quando Tarcento viveva i suoi anni d’oro: libro e preziose cartoline d’epoca invitano a un “amarcord” in Biblioteca

di Giuseppe Longo

Nella vicinissima Nimis si è appena conclusa la pluirisecolare sagra di Madonna delle Pianelle. La festa, contraddistinta da sempre dal simpatico e dolce tintinnio delle campanelline di terracotta, era particolarmente “gettonata” prima dell’ultima guerra, quando in Friuli c’erano ancora poche sagre, e Udine vi partecipava in massa, tanto che venivano organizzate corse speciali del famoso “tram bianco”: giunto alla stazione di Tricesimo (dove oggi c’è il Terminal), i viaggiatori scendevano e fruivano di un apposito noleggio di biciclette per raggiungere Nimis con una salutare pedalata.
Ma quel tram, che i più anziani ancora ricordano, aveva il proprio capolinea a Tarcento, dove c’era stata una grande festa nel giorno della sua corsa inaugurale su quei binari che avevano raggiunto la cittadina nel 1927. Erano, quelli, gli anni d’oro dell’amena località attraversata dal Torre che scende, con acque cristalline, dalle cascate di Crosis e dai monti Musi, quando Tarcento aveva giustamente meritato il felice appellativo di “Perla del Friuli”. Per la città di Udine era come il Grinzing per Vienna, dove le famiglie facoltose avevano dimore di lusso in cui trascorrere periodi di villeggiatura in un ambiente di grande fascino e bellezza, racchiuso da quelle colline suggestive che la sera dell’Epifania si punteggiano di luce con i fuochi dei “pignarui” e che in primavera si rivestono di bianchi ciliegi in fiore, quelli che poi regalano le pregiate “duracine” protagoniste alla sagra di San Pietro a fine giugno.
E proprio a quegli anni d’oro è dedicata la mostra di cartoline d’epoca che potrà essere ammirata oggi, 15 settembre, alle 18.30, nella sede della Biblioteca civica, quando, a cura dell’amministrazione comunale, verrà presentato il libro “La cartella di fibra” di Renzo Frusi (Gianni Sartori Editore). Nell’occasione, brani significativi saranno letti da Elena Armellini.
Ma, appunto, accanto al libro, susciterà sicuramente interesse la esposizione su quella Tarcento che, purtroppo, non c’è più. Certamente, si tratta sempre di una bella e accogliente località, ma che evidentemente ha perso lo “smalto” di un tempo, complici, dapprima la seconda guerra mondiale e poi il durissimo colpo inferto dai terremoti del 1976. Una mostra, dunque, che non mancherà di incuriosire, facendo “assaporare” appunto quella che era la vecchia Tarcento, quando Villa Moretti nel suo splendore, dalla collina di Coja, dominava proprio sulla “Perla del Friuli”. Alla odierna iniziativa ha assicurato la propria collaborazione il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco, che non perde occasione per sostenere proprio quelle proposte che valorizzano l’immagine del nostro Friuli. E questa, dell'”amarcord” della vita tarcentina che fu, è senza dubbio una di quelle.

Le campanelline di Nimis.

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In copertina, una preziosa immagine del “tram bianco” arrivato dalla città di Udine nella piazza centrale di Tarcento.

“Sagre des Campanelis” al gran finale oggi a Nimis: difficile ricordare festeggiamenti con un sole così bello

(g.l.) I festeggiamenti di Madonna delle Pianelle, a Nimis, vantano oltre cinque secoli di storia, ma un tempo splendido, in tutte le cinque giornate, come quest’anno è sicuramente difficile da ricordare. E così, proprio in questa meravigliosa cornice di sole e di caldo quasi estivo, e con quella luce limpida che soltanto il mese di settembre ci sa regalare, va oggi in archivio l’Antighe Sagre des Campanelis.


La 507ma edizione della festa, molto amata dalle popolazioni delle valli del Cornappo, del Torre e del Rojale, ma anche da larga parte del Friuli – prima dell’ultima guerra, come raccontano le cronache del tempo, a Udine si organizzavano addirittura corse speciali del famoso “tram bianco” (fino a Tricesimo) per raggiungere la sagra sul prato delle Pianelle -, oggi vivrà dunque la sua ultima giornata, dopo la grande festa della Natività della Vergine Maria celebrata l’8 settembre. Tra le manifestazioni annunciate per oggi la Camminata con Fare Verde Fvg alla scoperta delle piante commestibili del territorio e per la tutela della natura (partenza ore 10.30) e la festa dei donatori di sangue che comincerà con la Messa in Santuario, alle 11, alla quale seguiranno le premiazioni dei soci benemeriti dell’Afds. Alle 13.30, mentre le cucine sforneranno i piatti della tradizione da accompagnare con i pregiati vini di Nimis proposti dalla fornitissima enoteca, ultima estrazione della tombola. Da ricordare, infine, che oggi ci sarà anche il passaggio del Saporibus, la nuova iniziativa proposta dal Consorzio delle Pro Loco Torre Natisone per la valorizzazione dell’enogastronomia della pedemontana del Friuli orientale.
Scende dunque il sipario sull’antica sagra settembrina che, come detto, sarà ricordata per la bellezza del tempo che l’ha contraddistinta, offrendo la possibilità di trascorrere qualche ora sul prato delle Pianelle, in un’oasi di verde e di tranquillità tra le più belle e accoglienti della nostra regione. Accanto all’amato Santuario, fondato nel 1467 dopo l’Apparizione della Madonna a due boscaioli del luogo, come raccontato dall’affresco di Giacomo Monai sotto il pronao della chiesa, e tra il suono delle campanelline di terracotta, oggi più colorate e lucide di un tempo, con scritte e nomi di persona, ma ugualmente suggestive, simbolo di una tradizione antica che ci auguriamo continui ancora a lungo. Almeno per altri cinque secoli…

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In copertina e all’interno le campanelline di terracotta; qui sopra, l’affresco di Giacomo Monai che all’ingresso del Santuario delle Pianelle racconta l’Apparizione della Madonna di tanti secoli fa.

Sagre des Campanelis, un ottimo avvio a Nimis tra tradizione e sostenibilità: niente plastica, questa è una “ecofesta”

di Giuseppe Longo

NIMIS – La “Sagre des Campanelis” di Nimis è antichissima, oltre cinque secoli di storia, quindi legata al passato e alle sue tradizioni, ma è anche aperta al nuovo, come alle esigenze dettate dalla sostenibilità ambientale. La sagra ha ottenuto infatti la qualifica di “ecofesta”, come dire che gli organizzatori si sono impegnati, e lo stanno facendo lodevolmente, a introdurre quegli accorgimenti che sono utili, anzi indispensabili, per rispettare il pianeta Terra, come ci ricorda spesso anche Papa Francesco impegnato in queste settimane ad aggiornare la sua famosa Enciclica dedicata alla bellezza e alla salvaguardia del Creato. Per questo chi si avvicina alla fornitissima ed attrezzata cucina – davvero esemplare nel panorama dei festeggiamenti all’aperto del Friuli! – non troverà più piatti, forchette e coltelli di plastica, ma stoviglie in carta pressata e altro materiale biodegradabile.

L’intervento di Anzil all’inaugurazione.


E proprio con questo “spirito” si sono aperti ieri sera, sul prato delle Pianelle, i tradizionali festeggiamenti settembrini che hanno il loro fulcro nella ricorrenza della Natività dell’8 settembre, quando Nimis vivrà la sua festa patronale. Grazie anche alle ottime condizioni meteo, foltissimo il pubblico della prima serata, fatto soprattutto da giovani che hanno apprezzato la proposta musicale “ritagliata” sulla loro età, mentre appunto la cucina faceva uscire invitanti piatti da abbinare ai vini dei colli di Nimis proposti dalla ben fornita enoteca, tra i quali un posto di riguardo ha il pregiato Ramandolo, prima Docg del Friuli Venezia Giulia.
In questa cornice, che appunto incrocia il nuovo con la storia e la tradizione, i festeggiamenti settembrini sono stati inaugurati al calar della sera dal vicepresidente della Giunta regionale, Mario Anzil, anche nella sua qualità di assessore alla cultura e allo sport, presenti con i dirigenti della Pro Loco del Comune di Nimis il sindaco Giorgio Bertolla e diversi esponenti della civica amministrazione. Ospite d’onore, tra le altre autorità della zona, la senatrice Francesca Tubetti, legata per le sue origini al paese pedemontano.
«È molto bello partecipare ad un momento sereno della comunità come è quello di un’antica sagra: qui a Nimis la tradizione affonda nei secoli, da più di cinquecento anni la “Antighe sagre des Campanelis” è una pausa lieta in cui la comunità si riunisce: ci sono anche prove difficili da affrontare, e la Regione per quanto possibile vi è di sostegno, ma è importante poter contare anche su eventi lieti come questo che rafforzano l’identità e il senso di unione che sono fondamentali per risolvere i momenti avversi». ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga.

Affollato ieri sera il prato delle Pianelle.

La sagra propone all’ombra dello storico Santuario – al centro del tradizionale Ottavario che introduce alla grande festa di venerdì prossimo – cinque giorni di intrattenimento con fascino popolare immutato, come il combattutissimo palo della cuccagna, pesca di beneficenza, mostre, avvenimenti sportivi e vendita delle simpaticissime campanelle in terracotta, il simbolo antico della sagra di Nimis, oltre a tante altre proposte. «Ai giovani di questa comunità va l’importante compito di mantenere viva con orgoglio questa tradizione nel futuro», ha auspicato l’assessore Anzil, concludendo il suo apprezzato intervento.
Dopo la serata tutta giovane di ieri, con Radio Piterpan Impatto, che ha registrato il “tutto esaurito”, quella odierna annuncia dunque un intrattenimento con Franco Rosso e la sua fisarmonica, che sarà preceduto da un torneo di morra – una novità per “Madone di Setembar” – e dalla presentazione di un libro. Fra poco invece, alle 13.30, ci sarà la prima estrazione della tombola. Quindi, dopo una pausa di alcuni giorni, utile ai tanti volontari per ricaricare le batterie, la sagra riprenderà proprio la mattina dell’8 settembre, mentre la vigilia ci sarà il concerto del Gruppo fisarmonicisti Tarcento Ensemble Flocco Fiori, diretto dal concittadino Massimo Pividori, che già l’anno scorso era stato molto applaudito in Santuario. La “Sagre des Campanelis” continuerà poi anche sabato prossimo per concludersi il 10 settembre, con tante altre invitanti manifestazioni. La giornata di domenica prossima sarà coronata anche dall’annuale Festa del dono, organizzata dalla locale sezione Afds.

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In copertina le campanelle di terracotta di un venditore di tanti anni fa e qui sopra alcune di quelle che vengono proposte oggi.

A Pradielis va in scena Artintor 2023 ovvero quando l’arte si allea con i “guardiani” per la difesa del Torre

(g.l.) “Artintor 2023” è il titolo della bella e importante manifestazione che I guardiani del Torre in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine hanno organizzato da oggi a domenica a Lusevera, capoluogo dell’Alta Val Torre. Sottotitolo della sicuramente originale proposta, e che ne svela anche gli obiettivi, è “Saper vedere per custodire il fiume”, come dire un impegno, che si auspica il più corale possibile, per salvaguardare l’ambiente in cui nasce, si forma e si sviluppa questo splendido corso d’acqua che sgorga dalle pendici dei monti Musi, nell’omonima borgata, e termina il suo percorso nell’Isonzo, dopo aver dato vita alle suggestive cascate di Crosis, aver attraversato Tarcento e quindi raccolto dapprima le acque del Cornappo, che scende da Taipana a Nimis, e poi quelle del Natisone che, nato sempre nel Taipanese nei pressi di Platischis, attraversa la valle di Caporetto, in Slovenia, appunto le Valli del Natisone, bagnando San Pietro e poi Cividale, Premariacco e San Giovanni, vi si inserisce tra Medeuzza e Trivignano Udinese.

La manifestazione si terrà nell’area festeggiamenti di Pradielis dove ci saranno installazioni di Land Art, musica, danze popolari, racconti folcloristici, oltre a laboratori per bambini e adulti aventi per filo conduttore la consapevolezza del territorio, quello appunto bagnato dalle limpide acque del torrente. L’apertura del Festival avverrà alle 18 con la cerimonia inaugurale che prevede anche la presentazione del Contratto di Fiume proposto proprio dall’associazione I guardiani del Torre. Quindi seguirà la presentazione degli artisti. Al termine, con inizio alle 20.30, racconti intorno al fuoco con Paolo Paron, esperto di folclore locale: intermezzo strumentale con l’arpa di Luigina Feruglio (è consigliato di portare un tappetino o cuscino). Numerose, poi, le proposte che seguiranno domani, sabato e domenica, per cui l’iniziativa è candidata ad avere un significativo riscontro di pubblico, grazie anche alle ottime condizioni del tempo che si annunciano per il fine settimana. All’insegna della “salute” dell’amato torrente Torre.

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In copertina, le sorgenti del Torre a Musi; all’interno, il torrente quando dà vita alle cascate di Crosis, attraversa Tarcento e poi il territorio tra Nimis e Zompitta.

 

A Zompitta riecco la “Fieste in te Tor” con invitanti proposte per oggi e domani

(g.l.) A Zompitta, una delle frazioni più a nord del Rojale, torna il simpatico appuntamento con la “Fieste in te Tor”, cioè la sagra che si svolge da trentasei anni proprio nel parco festeggiamenti realizzato fra il Torre, che con le sue limpide acque dei monti Musi scende da Nimis e Tarcento, e la roggia che “nasce” poco più a monte dallo stesso torrente. Organizzata dalla Pro Loco del Rojale oggi, 22 luglio, la prima proposta dal titolo “Il cunin e la bionde”, come dire gustosi piatti di carne di coniglio con fresca e spumeggiante birra, ottima per queste calde serate. I chioschi apriranno alle 18.30 e alle 21 è annunciato il concerto dei Dancemania.
Ma il grosso della festa è in programma domani, quando alle 9.30 prenderà il via il torneo Calcio tennis. A mezzogiorno apertura della cucina per il pranzo assieme ai donatori di sangue della sezione Afds di Reana. Alle 16.30 via alle iscrizioni a Color run, mentre la partenza avverrà un’ora dopo. Quindi, in serata intrattenimento musicale con Le Origini e alle 23 estrazione della tombola con invitanti poste in palio. Infine, fuochi d’artificio, con l’arrivederci al prossimo anno.

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In copertina, uno scorcio della frazione di Zompitta con la sua parrocchiale.

 

Weekend tutto con il minienduro a Nimis: alle Pianelle c’è il campionato italiano

(g.l.) Mentre cresce il tifo paesano per il quinto Torneo dei borghi di calcio – cominciato lunedì scorso, giungerà al suo apice la prossima settimana che sarà conclusa dalla finalissima di sabato 22 luglio -, Nimis vivrà tra oggi e domani la fase conclusiva di un’altra importante manifestazione sportiva, addirittura a carattere nazionale: il campionato italiano di minienduro. La manifestazione ha il suo punto di riferimento nel parco festeggiamenti delle Pianelle, che ieri sera ha ospitato anche la terza puntata di “Cinema sotto le stelle”, protagonista l’indimenticabile Bud Spencer, con relativa “fagiolata alla Trinità”.


Oggi, le gare si sono aperte già di buon mattino, apripista d’eccezione Lorenzo Macoritto, vincitore di sette titoli nazionali, campione europeo nel 2018 e vincitore del campionato mondiale Junior 1 nel 2021. E’ quindi seguita la partenza dei concorrenti delle classi 65 e 85 cc. Alle 14.30, invece, sarà dato il via al primo concorrente della classe 125 cc. Al termine seguirà la premiazione dei piloti partecipanti alle gare della giornata. Intensa anche la giornata di domani, domenica, quando i chioschi riapriranno già alle 8 del mattino e mezz’ora dopo ci sarà la partenza del primo concorrente. Anche in questo caso, al termine delle competizioni, avverrà la premiazione dei piloti che sarà coronata dal titolo di Campione italiano minienduro 2023 per le varie classi.
La manifestazione ha avuto un prologo nelle giornate di giovedì e di ieri, quando c’è stato un concerto-tributo agli Ac/Dc seguito dalle verifiche tecniche delle moto e amministrative per i piloti. Un weekend sportivo, insomma, sicuramente entusiasmante, anche perché favorito dalle ottime condizioni meteo. Sicuramente un’ottima e incoraggiante premessa per l’antica sagra settembrina che ha il suo fulcro proprio sul prato delle Pianelle.

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In copertina e all’interno immagini colte stamattina sul prato delle Pianelle che ospita il campionato italiano di minienduro.