A Nimis l’ultimo saluto a Maria Grassi deportata nei Lager assieme alla madre

di Giuseppe Longo

NIMIS – Aveva conosciuto la tremenda esperienza dei campi di concentramento in Germania ad appena quindici anni dove era stata deportata con la madre. Ma, a differenza di tanti altri compaesani, pure catturati in giovane età, ebbe la fortuna di ritornare e riabbracciare i suoi cari. E ieri, proprio per ricordare questa durissima esperienza nei Lager, sul feretro di Maria Grassi, spentasi a 95 anni, era stato deposto il fazzoletto tricolore con il simbolo degli ex internati. Lo stesso che lei portava con orgoglio e gratitudine per essere ritornata nella sua Nimis e che esibiva sempre alle cerimonie commemorative che la sezione presieduta dal commendator Bruno Fabretti, scomparso proprio in una giornata di luglio di un anno fa, collaborava a organizzare assieme alla civica amministrazione per ricordare l’incendio nazista del 29 settembre 1944, le vittime di quel tragico passato e, appunto, della deportazione.
In un caldissimo pomeriggio – simile a quello che, appunto, nel 2023 vide l’addio al suo presidente quasi centenario -, Nimis le ha dato l’ultimo saluto, durante il funerale celebrato nel Duomo di Santo Stefano da monsignor Rizieri De Tina. All’omelia, il sacerdote ha attinto alla pagina del Vangelo di Matteo appena letta, quella delle Beatitudini, per inquadrare la vita di Maria e per sottolineare il suo passaggio all’altra dimensione, quella dell’eternità. Al termine delle esequie, sul sagrato della comparrocchiale, è seguito l’ultimo omaggio con la benedizione della salma. Tutti si sono stretti attorno alle figlie Milena, Dolores, Isabella e Sabrina, oltre che ai generi, nipoti e pronipoti, dicendo “mandi” a una delle ultime superstiti della deportazione.

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In copertina, Maria Grassi scomparsa a 95 anni; all’interno, i funerale e il feretro con il fazzoletto tricolore degli ex internati.

 

 

L’addio ad Angela Bolognesi Barborini: Ribis, il Rojale e anche Nimis la ricorderanno con affetto e gratitudine

di Giuseppe Longo

REANA – Se c’è una persona che il Rojale, ma non solo, ricorderà con simpatia e riconoscenza, questa è Angela Bolognesi Barborini. Insegnante di italiano e preside per tanti anni, soprattutto nella vicina Nimis, ma attiva da sempre anche nel volontariato di Ribis, il suo amato paese, si è spenta serenamente proprio il giorno che compiva 91 anni. E ora mi fa malinconia e tristezza passare davanti alla sua casa, dove ero stato tante volte da quella professoressa che conoscevo dagli anni Sessanta, quando appunto aveva cominciato a salire a Nimis (anche se non è mai stata mia insegnante).  Ogni anno, infatti, mi chiamava puntuale a settembre per darmi dati e  informazioni per scrivere qualcosa sul giornale a proposito della Festa delle patate che la frazione di Reana organizza tradizionalmente a cavallo della ricorrenza del “Perdon dal Rosari”. E prima che andasse in pensione mi invitava frequentemente proprio alle Medie del mio paese per chiedermi di riferire sulla cronaca locale di problemi o iniziative didattiche.


Ed è proprio questa sua instancabile disponibilità – che durante la sagra si manifestava anche con un aiuto diretto soprattutto nella rinomata cucina – che è risuonata il giorno del funerale nel Santuario che sorge a pochi metri dalla sua abitazione. Il celebrante ha voluto, infatti, che prima della sua predica fosse Aldo Bertoni, il presidente di “Chei da lis patatis”, a ricordare una persona così benemerita. E lui l’ha fatto con parole grate e commosse che hanno fornito al sacerdote spunti preziosi per sottolineare quanto sia importante saper collaborare, appunto come Angela, a favore di una comunità. E in questo la professoressa Barborini, come era da tutti conosciuta, si è sempre distinta. Così pure nella sua famiglia, come è apparso a chiare lettere dalle parole della nipote Alessia che a stenti ha trattenuto le lacrime: una grande nonna, ma anche una grande madre – con i figli Renata e Umberto – e compagna di vita con il suo Stefano, che l’aveva lasciata ormai tanti anni fa. E anche lui, in fatto di volontariato, era stato veramente esemplare. Ora Angela, per chi crede, è andata proprio a ritrovare l’amato marito, lasciando un luminoso ricordo nel suo paese e fra quanti l’hanno stimata, come ha avuto modo di sottolineare anche l’amico don Bepi Riva. Un ricordo che rimarrà indelebile fra quanti l’hanno conosciuta anche a Nimis dove fu proprio lei a volere, come mi ha ricordato un’amica venuta a salutarla, e che con lei aveva lavorato nella segreteria della scuola, che le Medie del vicino Comune fossero intitolate a Tita Gori, il pittore che è stato appena ricordato con la mostra di otto grandi tele a olio salvate dopo il terremoto e che ha lasciato opere anche nel Rojale.

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In copertina, la professoressa Angela Bolognesi Barborini spentasi a 91 anni e all’interno un momento del suo funerale.

Nell’antica Pieve i “gioielli” di Nimis: gli affreschi di Tita Gori si fondono con le otto tele salvate da Ottone dopo il sisma

di Giuseppe Longo

NIMIS – “Questi sono i miei gioielli” (Haec ornamenta mea), disse Cornelia, la madre dei Gracchi. Mi pare appropriato prendere in prestito la famosa locuzione latina per sottolineare quanto vivrà Nimis in questa settimana, a cavallo della ricorrenza dei Patroni Gervasio e Protasio (19 giugno) e che ha preso corpo e immagine ieri pomeriggio, quando, nell’antica Chiesa matrice, è stata inaugurata una bellissima mostra dedicata a Tita Gori (1870-1941) nella quale, a cura del Centro friulano arti plastiche, sono esposte otto tele a olio di grande formato, appartenute alla Chiesa di Santo Stefano e all’Asilo infantile (vittime della demolizione post-sismica) e che furono salvate e restaurate da Ottone, figlio dell’artista che era nato nella casa-osteria all’ombra del campanile della Pieve. E proprio dalla torre millenaria, alle sei in punto, si è levato un festoso scampanìo – “O cjampanis de sabide sere” avrebbe esclamato Luigi Garzoni, direttore anteguerra pure del Coro di Nimis – che ha fatto interrompere la ricca relazione di Francesca Totaro, ma che non ha affatto disturbato. Anzi il pubblico che affollava la Chiesa tanto amata da Tita Gori ha atteso pazientemente, ascoltando volentieri il gioioso e solenne concerto.

Monsignor Rizieri De Tina

Giuseppe Mareschi, commissario

Bernardino Pittino, Cfap

Ecco, allora, i “gioielli di Nimis” – tornando ai Gracchi, Caio e Tiberio – rappresentati proprio dalle otto tele salvate dal terremoto e dagli affreschi, medaglioni di Santi negli archi e scene evangeliche nel presbiterio, che l’artista di San Gervasio realizzò su incarico di monsignor Agostino Candolini, predecessore del pievano Beniamino Alessio. Opere che, proprio in questa importante settimana, si fondono in tutt’uno, offrendo gran parte di quanto è rimasto di Tita Gori nella sua Nimis, dopo la gravissima perdita di Centa che a 48 anni dal terremoto non sono ancora riuscito a metabolizzare. E né ci riuscirò, sono certo!

Una parte del folto pubblico.


Semplice, ma ricca di contenuti la cerimonia inaugurale, introdotta da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato l’importanza che il paese si ritrovi assieme al suo grande artista. Nel contempo, l’arciprete ha ringraziato tutti coloro che hanno consentito questa manifestazione. A cominciare da Ottone Gori, alla cui memoria è andato un deferente omaggio, e dai suoi figli, Caterina, suor Sara e Giancarlo, tutti presenti assieme ad altri numerosi discendenti di Tita: fra tutti, Luisa Tessitori, figlia di Lucia e del senatore Tiziano, innamorata dell’arte del nonno. Quindi ha portato un saluto il commissario straordinario Giuseppe Mareschi che ha il compito di “traghettare” il Comune di Nimis fino alle elezioni amministrative del prossimo anno, seguito dall’architetto Bernardino Pittino, figlio dell’artista autore del grande mosaico parietale che da 60 anni fa da sfondo all’altare nel quale sono raffigurati proprio i Santi Gervasio e Protasio. Il Cfap da lui presieduto ha infatti provveduto all’allestimento della mostra, fruendo della preziosa collaborazione dei coniugi Paganello che ne sono stati appassionati artefici. E nell’occasione alcuni artisti soci del sodalizio udinese hanno realizzato delle opere, pure esposte nella Pieve, che rileggono in chiave contemporanea i tratti e il messaggio di Tita Gori. Sono Adriana Bassi, Marisa Cignolini, Catia Maria Liani, Luigi Loppi, lo stesso Bernardino Pittino e Rinaldo Railz.

L’esperta Francesca Totaro


Al termine, la citata relazione della dottoressa Francesca Totaro, laureata in beni culturali, che ha proposto un affettuoso ritratto del trisnonno artista (nell’articolo sottostante il testo integrale del suo intervento). Della sua arte si occuperà in maniera approfondita domani, alle 20.30, nella stessa Chiesa, anche don Alessio Geretti, sacerdote ed esperto d’arte di grande fama per aver ideato e portato avanti da molti anni le stupende mostre di Illegio, a Tolmezzo. Questo il titolo della sua lectio magistralis: “Il mistero semplice: un Cristo di Cielo tra gente di Terra nella pittura di Tita Gori”. A domani!

I quadri di Tita Gori e degli artisti Cfap.

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In copertina, gremita la storica Pieve di Nimis per la mostra su Tita Gori.

Da domani nell’antica Pieve di Nimis grande mostra con i quadri di Tita Gori e le opere degli artisti friulani del Cfap

di Giuseppe Longo

Conto alla rovescia, a Nimis, per la mostra delle grandi opere su tela di Tita Gori allestita nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, che sorge proprio vicinissima alla casa dell’artista (1870-1941), il quale fu incaricato dalla Parrocchia di integrare le pitture interne nelle aree sprovviste di affreschi antichi. Come già annunciato, saranno esposti otto quadri a olio di grandi dimensioni che furono presi in custodia all’indomani del terremoto di 48 anni fa dal figlio Ottone: erano esposti nella sacrestia della Chiesa di Santo Stefano, in Centa, e nell’Asilo infantile, edifici entrambi danneggiati da quelle scosse indimenticabili, ma che finirono irrimediabilmente travolti dall’opera demolitrice della pala meccanica. E nella comparrocchiale c’era, purtroppo, il più vasto ciclo pittorico dell’artista scomparso 83 anni fa.


Gli otto quadri sistemati su appositi supporti si “fonderanno” pertanto con gli affreschi di Tita Gori che si possono ammirare nei tre archi a sesto acuto della Chiesa e nel presbiterio regalando una meravigliosa immagine a quanti entreranno nello storico luogo sacro, le cui origini affondano nel VI secolo dopo Cristo, quando venne costruito un tempietto che via via si è evoluto fino a essere dotato del bellissimo campanile e a raggiungere le dimensioni attuali. Una iniziativa che la Parrocchia di Nimis – alla quale i discendenti dell’artista hanno deciso di riaffidare le otto opere che le appartenevano – ha opportunamente scelto di collocare a cavallo del giorno in cui ricorre la memoria dei Santi Gervasio e Protasio (19 giugno) protettori di Nimis, anche se la festa patronale vera e propria viene fatta tradizionalmente coincidere con la festività mariana dell’8 settembre celebrata a Madonna delle Pianelle.
In questa importante occasione gli otto dipinti tornano, dunque, a essere fruibili alla comunità nimense e a tutti coloro che amano l’arte. La inaugurazione della mostra è fissata per domani pomeriggio, alle 17.30, con l’intervento del parroco, monsignor Rizieri De Tina, del commissario del Comune di Nimis, Giuseppe Mareschi, del presidente del Centro friulano arti plastiche, Bernardino Pittino, e dell’esperta in beni culturali, Francesca Totaro, discendente di Tita Gori. Il Cfap di Udine ha infatti collaborato nell’allestimento della mostra, grazie all’interessamento dei coniugi Paganello, tanto che pure alcuni suoi artisti associati esporranno in questa occasione proponendo opere che rileggono, in chiave contemporanea, i tratti e il messaggio di Tita Gori: Adriana Bassi, Marisa Cignolini, Catia Maria Liani, Luigi Loppi, Rinaldo Railz e lo stesso Bernardino Pittino.
Una curiosità molto interessante: l’architetto Bernardino Pittino è figlio di Fred Pittino, il grande artista friulano nativo di Dogna che realizzò il mosaico, nella stessa Chiesa matrice all’epoca dei generali restauri dei primi anni Sessanta, con la raffigurazione dei Santi Gervasio e Protasio, della Madonna con Bambino e altri Santi, opera richiesta dopo la rimozione del vecchio altare (sostituito con l’attuale, semplice come richiesto dalla liturgia post-conciliare), ma che non evitò di dover sacrificare un affresco dello stesso Tita Gori che raffigurava il Trionfo dell’Agnello. Della pittura dell’artista di Nimis parlerà poi lunedì 17 giugno, alle 20.30, Alessio Geretti, sacerdote esperto d’arte divenuto famoso per le meravigliose mostre di Illegio. La sua sarà una vera e propria “lectio magistralis” dedicata alla figura e al messaggio che con la sua opera volle lasciarci Tita Gori.

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In copertina, una immagine di Tita Gori e all’interna una vecchia foto della Pieve di Nimis come la vedeva lo stesso artista che era nato all’ombra del suo campanile.

I boscaioli in gara a Monteprato: domattina il via alle prove di abilità

(g.l.) Stando alle previsioni meteo di stamattina, il maltempo che ha imperversato in questi giorni dovrebbe concedere una breve, debole tregua, sebbene le zone montane restino comunque a rischio di altra pioggia, anche temporalesca. E in questa cornice atmosferica Monteprato, la piccola frazione di Nimis adagiata sulle alture che sorgono alle spalle del monte Plajul, annuncia per domani, 2 giugno, data che ci ricorda pure la ricorrenza del Corpus Domini e la Festa della Repubblica, il Triathlon del boscaiolo, una giornata di gare di abilità con gli attrezzi da lavoro – all’insegna del motto “abbatti, srama e taglia” – che sono state precedute lo scorso fine settimana da un altro momento di festa, incentrato però sulla tradizionale ricorrenza della Madonna Ausiliatrice.
La giornata di domani, che propone anche una vendita di prodotti artigianali, comincerà alle 9 con l’apertura dei chioschi, mentre alle 9.30 prenderanno il via le iscrizioni sul campo di gara. Un’ora dopo ecco le prime prove del Triathlon, le cui eliminatorie seguiranno a partire dalle 14 dopo la pausa pranzo. Alla fine, la proclamazione del boscaiolo vincitore – il verdetto sarà dato dalla pesatura del materiale legnoso tagliato durante la competizione – con la cerimonia di premiazione. Info al numero 334.9291444.

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In copertina, un’immagine di Monteprato e qui sopra una gara di boscaioli.

Quelle vecchie foto di Antonio Grassi calzolaio-guaritore aiuteranno Nimis a “raccontare” la storia del secolo scorso

di Giuseppe Longo

NIMIS – Viveva a Udine, ma il suo cuore era sempre rimasto a Nimis. Tanto che del suo amato paese aveva messo insieme un vero e proprio archivio di fotografie e testimonianze del secolo scorso. Era Antonio Grassi, che qui ormai pochi ricordano, fratello minore del più noto Giovanni, entrambi calzolai della famiglia “Pacjeck”, ma il secondo conosciuto anche come “mago di Nimis”, perché tra una suola e l’altra era abile anche a leggere la mano e a scrutare nel futuro individuale o della comunità. Antonio, invece, aveva la dote non comune di “guaritore”, tanto che aveva inventato delle straordinarie “solette terapeutiche”, che risultavano efficaci per «combattere insonnia, nevrosi, artrosi cervicale, morbo di Burger e altri mali», come si legge in un articolo del Messaggero Veneto che informava della sua scomparsa, avvenuta a 76 anni. Infatti, in viale Volontari della Libertà, «la sua bottega era un ritrovo. Vi entravano in molti, durante una giornata, e non sempre per affidarsi alla sua abilità di calzolaio. Lui consigliava e curava».

Due immagini dell’incontro in Biblioteca.

E proprio la sua preziosa raccolta fotografica farà da base al progetto “… e quelli di Nimis – Un viaggio nella Nimis di un secolo fa attraverso l’archivio di Antonio Grassi, archivi familiari e testimonianze d’oggi” messo a punto dalla Biblioteca comunale diretta dalla bravissima Angelika Pfister con la finalità di costruire una importante “memoria” storica del paese. Il progetto è stato presentato nel salone delle vecchie scuole elementari di via Matteotti, dove ha sede la ricca raccolta libraria, dinanzi a un folto numero di persone incuriosite dalla originale iniziativa. A ricordare il nonno, che volle essere sepolto proprio a Nimis – come del resto il fratello Giovanni, che ormai anziano e malato per anni era andato a vivere a Osoppo ospite del figlio -, Sabrina Tonutti, antropologa e quindi particolarmente sensibile al tema in questione, e Paolo Comuzzi della Cooperativa culturale Varianti che si occupa del progetto di ricerca storico-fotografica. Mentre la prima ha raccontato come, assieme alla mamma Graziella, sia venuta a conoscenza – quasi casualmente – della preziosa documentazione sul paese messa pazientemente assieme da Antonio durante tutta la vita, il secondo ha illustrato come si svilupperà il progetto della Biblioteca civica e le iniziative che vi potrebbero essere collegate, fra cui quella molto interessante, riassunta anche in un libro, realizzata dall’Associazione I Colonos a Villacaccia di Lestizza.
La parola ora passa, dunque, ai cittadini di Nimis. Tutti coloro che desiderano collaborare al progetto di ricerca – sempreché siano in possesso di materiale storico interessante – sono pertanto invitati a portare le immagini alla Biblioteca comunale, dove saranno scansionate e subito restituite. La prima data è quella di martedì prossimo, 21 maggio, dalle 17.30 alle 19. Ma poi ce ne saranno anche altre, con l’obiettivo, appunto, di creare una “storia fotografica” del paese del secolo scorso. Anche se non sarà un lavoro facile. Non va dimenticato, infatti, che il 29 settembre 1944 la maggioranza delle case venne incendiata dai nazisti per rappresaglia, per cui molti ricordi familiari o del paese, purtroppo, andarono irrimediabilmente perduti.

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In copertina, il calzolaio Antonio Grassi con le sue “solette terapeutiche”.

Nimis, grande ritorno di “Libero Sport” con la Bernadia vera protagonista. Ma ci sarà anche l’amata “Vignalonga”

(g.l.) Un grande ritorno per “Libero Sport Emozione e Natura” che dà appuntamento nel prossimo fine settimana a Nimis, con punto di riferimento il prato di Madonna delle Pianelle, lo stesso che a settembre accoglie la plurisecolare “Sagre des Campanelis”. Una vera e propria immersione nello sport e nel verde di queste colline e montagne – dove la Bernadia è la vera protagonista! – organizzata dalla Pro Loco del Comune di Nimis assieme ad Atletica Dolce Nord Est e a Maglianera, con i patrocini dei Comuni di Nimis, Lusevera e Tarcento, nonché dell’Unpli, l’Unione delle Pro Loco d’Italia delegazione regionale.
La manifestazione sportiva si articolerà in tre proposte, tutte molto invitanti: RandoBike Bernadia Trail Area, Cammina & Vola Bernadia e Vignalonga, l’amata camminata tra i ronchi del Ramandolo Docg giunta alla nova edizione. Si tratta, infatti, di un evento ludico motorio Fiasp organizzato per domenica prossima dall’associazione Atletica Dolce Nord Est aperto a tutti sul percorso permanente dedicato di 6,5 – 8 – 12 e 16 chilometri, per cui ogni partecipante sceglierà il tragitto che ritiene più adatto alle proprie possibilità e lo porterà a termine con il passo a lui più opportuno. Un’occasione unica per ammirare le bellezze dei territori collinari dei Comuni di Nimis e Tarcento nell’esplosione della primavera. Sono previsti anche dei punti ristoro.


Le altre due proposte sportive sono invece programmate per la prima giornata, quella di sabato. Per quanto riguarda il RandoBike Bernadia Trail Area, si tratta di una manifestazione valida per il Trofeo Fedeltà Megaintersport. Il percorso si snoda sui sentieri riservati alla specialità cui sovrintende l’associazione Maglianera per un totale di ben 38 chilometri con circa 1200 metri di dislivello. La partecipazione è riservata ai tesserati Acsi, Fci e altri enti di promozione sportiva. La partenza avverrà dalle ore 9 e quindi comincerà l’avventura sulla invitante Bernadia – la montagna il cui territorio è diviso appunto tra i Comuni di Nimis e di Tarcento -; per ulteriori informazioni sul percorso, su modalità di partecipazione costi e iscrizioni ci si potrà rivolgere alla stessa Maglianera oppure a Id Chronos.
Cammina & Vola Bernadia è pure una manifestazione che ha quale punto di riferimento la tanto frequentata montagna, vero e proprio “paradiso” anche per gli sportivi che praticano il volo libero. Si tratta di un raduno non competitivo di parapendio specialità Hike e Fly. Gli organizzatori informano che si camminerà per raggiungere l’area di decollo a quota 730 metri – da dove si gode di un panorama impareggiabile sull’intero Friuli fino al mare – e poi via alla gara di precisione fino alla zona dell’atterraggio. Compatibilmente con le condizioni meteo, sono previsti voli in parapendio biposto, con iscrizioni sul sito www.vololiberofriuli.it (max 6-8 persone). Al termine del sabato sportivo ci sarà una serata con Piterpan 90210 con Marco Baxo e Lady Helen che promette un “tuffo nel passato”, vale a dire nel cuore degli anni 1990/2000 con la selezione dei brani dance pop più suonati di sempre.
Come detto, gli sportivi di Maglianera – che si distinguono sempre anche per l’encomiabile lavoro di pulizia e manutenzione dei sentieri boschivi – sono uno dei “motori” più importanti di «Libero Sport, la manifestazione – sottolineano – che ha visto per anni Nimis fulcro delle attività sportive della pedemontana udinese. Quest’anno rinasce in versione “test”, con 3 manifestazioni dedicate allo sport outdoor che qui regna sovrano. Noi di Maglianera, con la collaborazione degli amici di Asd Kicosys, abbiamo ideato la Bernadia Trail Area RandoBike, la prima edizione della randonnè fuoristrada Acsi nella Bernadia Trail Area». E al riguardo avvertono: «La Bernadia Trail Area è una manifestazione sportiva, non competitiva e di resistenza, che si svolge su un percorso obbligato da portarsi a termine in totale ed assoluta autonomia entro il termine massimo di 5 ore dalla partenza. I partecipanti dovranno considerarsi in “escursione individuale” e quindi in regime di totale auto-sufficienza, senza alcun supporto tecnico e senza alcun tipo di assistenza, nemmeno sanitaria da parte dell’Organizzazione. Le iscrizioni chiudono il 16 maggio, ma per pochi fortunati sarà possibile iscriversi anche il 18 maggio, il giorno della manifestazione, dalle 07.30 alle 8.45».
Della Bernadia Trail Area si occupa anche un ricco articolo con bellissime fotografie e grafici pubblicato sul numero 2 aprile-maggio del blog “Esplora & Ama Fvg” – che si apre con una stupenda panoramica sull’isoletta di Barbana nella Laguna di Grado – a firma di Massimiliamo Misdaris con introduzione di Lucia Braida, la responsabile del magazine. Una occasione che si è presentata in concomitanza della collaborazione che Maglianera ha assicurato per la stesura della guida del territorio di Tarcento da parte di Francesco Antonini – di cui avevamo riferito a suo tempo – e la realizzazione della mappa da distribuire fra gli esercenti della Trail Area. Un articolo che si può facilmente trovare «sul portale web della rivista, corredato dalle foto e dai QRCode che servono a vivere l’esperienza di visita del nostro territorio con notizie e approfondimenti mirati ed aggiornati. A voi il compito di “sfogliare” la rivista e farvi catturare dalle bellezze naturali presenti nel territorio e venire a visitarle utilizzando, perché no, l’applicazione Mowibike». E, allora, buon “Libero Sport” a tutti!

 

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In copertina, il panorama su Nimis e il Friuli che si gode praticando la Bernadia in bici; all’interno, una bella immagine della montagna paradiso di bikers e deltaplanisti e la Vignalonga sulle colline del dolce Ramandolo in una delle prime edizioni.

Nimis, grande successo per La Beorcje con Molière che ritornerà in ottobre. Ma già in giugno trasferta a Sevegliano

di Giuseppe Longo

A Nimis piace così tanto il teatro amatoriale in “marilenghe” che dopo due rappresentazioni primaverili dello stesso lavoro ce ne sarà una terza in autunno, come era già avvenuto l’anno scorso per “Colps di tamon”. Il libero adattamento della famosissima commedia di Molière, “Il malato immaginario”, sarà infatti riproposto il 12 ottobre, mentre l’8 giugno “La Beorcje” – la compagnia di casa diretta da Carla Monai e presieduta da Anna Maria Fattori – andrà in trasferta a Sevegliano, alle porte di Palmanova. Sempre in ottobre, il 19 e il 26, ci saranno invece due ospitate a Nimis: la compagnia della stessa frazione di Bagnaria Arsa chiuderà la mini-stagione autunnale, mentre il 19 saliranno sul palco gli attori di Buja.


«Due serate da pienone in Sala Juventus. La gente si è divertita e ha riso molto – commenta con soddisfazione la regista Monai -, in particolare il primo sabato; l’ultima sera c’era, invece, un pubblico più attento alle battute e che ha riso di meno, ma comunque ha apprezzato e si è divertito. Molto bravi tutti gli attori, in particolare Luca Bressani che, come protagonista, ha sostenuto i tre atti in modo esemplare. Merita, poi, una menzione Marisa Comelli che al debutto con noi ha sostenuto un doppio ruolo di sarta e medico, con vera maestria. E mi piace ricordare anche Giacomo Nimissutti che ha caratterizzato con originalità il suo personaggio, non facile da inquadrare. Bravissimi tutti in ogni caso, considerando che in tutte e due le serate non c’è stato un inciampo, né una sbavatura. Prossimo appuntamento, dunque, a Sevegliano l’8 giugno e con la rassegna a Nimis il 12 ottobre, mentre il 19 e il 26 ospiteremo gli amici di Buja e di Sevegliano».
E allora, tornando al “malato” di Molière, ricordiamo tutti i personaggi e gli attori che li hanno intepretati: Argante Luca Bressani, Beline Anna Maria Fattori (presidente della compagnia), Angjeliche Irene Cipriano, Tunine Ermanna Comelli, Beraldo Michele Cecconi, Cleante Nicola Bertolla, Nodar Giacomo Bertolla, Margarite Carla Monai (che è, appunto, anche la regista), dottor Gaudenzio Francesco Di Paola, dottor Diuretico Davide Gervasi, Tomas Giacomo Nimissutti, dottor Purgon Fabio Ceschia, Taier e Crepin Marisa Comelli. Tutti bravissimi, come hanno dimostrato il pienone in entrambi i sabati e i fragorosi applausi. Per cui arrivederci in ottobre.

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In copertina e all’interno della commedia rappresentata da La Beorcje a Nimis.

Grande festa oggi per il “supercampo” del Tennis club Nimis: i suoi giovani vogliono ringraziare i loro sostenitori

(g.l.) A Nimis, oltre al calcio, piacciono anche altri sport. E tra questi primeggia quello della racchetta, tanto che un gruppo di giovani volonterosi si è dato da fare per realizzare un attrezzato campo che sarà inaugurato proprio oggi. L’impianto sorge nella zona sportiva in riva al Cornappo, dove da oltre quarant’anni esiste il rettangolo per il calcio.
Questo pomeriggio, infatti, a partire dalle 13, ci sarà – come scrive Manuel Grassi che ha attivato un gruppo Facebook intestato proprio al Tennis club Nimis – una bicchierata informale, «così da dare a noi l’occasione di ringraziare tutti voi che ci avete “supportato e sopportato” in quest’idea e a voi di vedere e provare il restyling del nostro “supercampo”, ribattezzato amichevolmente “Atp Nimis 1000″».
Un gruppo di giovani, insomma, molto determinato e che ha creduto nella possibilità di tradurre in realtà il loro sogno. Ci hanno così creduto che ce l’hanno fatta, grazie anche al sostegno che hanno ricevuto per la loro impresa. Per cui oggi vogliono fare festa e ringraziare quanti sono stati loro vicini. E poi via alle partite, le racchette e le palline sono pronte!

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In copertina e all’interno alcune immagini del nuovo campo di tennis a Nimis.

Nimis domani torna a teatro: La Beorcje interpreta Molière con il suo “malato”

(g.l.) Due sabati a teatro a Nimis, domani e il 27 aprile, con la locale compagnia “La Beorcje”, diretta da Carla Monai. Nella sala dell’Oratorio parrocchiale, alle 20.45, sarà infatti presentata la commedia in tre atti “Il malato immaginario”, uno dei più celebri lavori di Molière (Parigi 1622-1673). L’opera del grande commediografo francese «narra – come informa la compagnia nimense – le vicende di Argante, il credulone beffato, un uomo ricco, che vive circondato da medici e farmacisti imbroglioni, perché si crede perennemente malato». E aggiungiamo soltanto un appunto su Molière: pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin, nacque a Parigi nel 1622 in un’agiata famiglia borghese; diventato avvocato, abbandonò presto la professione per dedicarsi interamente al teatro. Morì però in giovane età nel 1673, mentre recitava proprio nel “Malato immaginario”, quando fu colto da malore. Di quest’opera si ricorda anche una brillante versione cinematografica degli anni Settanta con Alberto Sordi e Laura Antonelli.
Questi i personaggi e gli attori che li intepreteranno: Argante Luca Bressani, Beline Anna Maria Fattori, Angjeliche Irene Cipriano, Tunine Ermanna Comelli, Beraldo Michele Cecconi, Cleante Nicola Bertolla, Nodar Giacomo Bertolla, Margarite Carla Monai (che è, appunto, anche la regista), dottor Gaudenzio Francesco Di Paola (presidente della compagnia), dottor Diuretico Davide Gervasi, Tomas Giacomo Nimissutti, dottor Purgon Fabio Ceschia, Taier e Crepin Marisa Comelli.
Dopo due anni di stop forzato, a causa della pandemia, è ripresa dunque a pieno ritmo l’attività della “Beorcje” con l’allestimento di commedie friulane, scritte proprio da autori della nostra terra in “marilenghe”, o anche tradotte a adattate come in questo caso, attingendo al testo di uno dei più famosi commediografi della storia. L’anno scorso l’attività post-Covid era, infatti, ripartita con “Colps di tamon” di Enzo De Rosa. Il successo era stato così esaltante, sia per il grande calore ed entusiasmo dimostrato dal pubblico sia per l’affollamento in ogni serata di quella che prima del terremoto era chiamata “Sala Juventus” – ma perché non più? -, che alle due rappresentazioni primaverili ne era seguita un’altra a fine ottobre. E stavolta il copione (visto che siamo in teatro…) sicuramente si ripeterà. Gli attori e la loro regista sono così bravi che il successo è assicurato.

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In copertina, un ritratto di Molière il grande commediografo francese seicentesco.