Grions del Torre ricorda Giusto Caenazzo a un secolo del suo lascito testamentario per l’asilo infantile: oggi un incontro protagonisti Gianni Borta e Nicola Cossar

L’Associazione Giusto Caenazzo Ets di Grions del Torre, nel Comune di Povoletto, celebra i cento anni dalla realizzazione del sogno del suo benefattore: la costruzione di un asilo infantile per la comunità, reso possibile grazie al lascito testamentario del 1912. Quel gesto lungimirante non fu solo un atto di beneficenza di Giusto Caenazzo, ma una visione di futuro, un’eredità di valori e opportunità che ancora oggi vive e si rinnova.
Il sodalizio, per celebrare questa ricorrenza, ha promosso due eventi culturali d’eccezione: oggi, 14 novembre, alle ore 18.30, si terrà l’incontro “La natura selvaggia di Gianni Borta” che dialogherà con il giornalista Nicola Cossar. Il pittore udinese, con 64 anni di attività e oltre 900 mostre all’attivo, è considerato un caposcuola dell’arte naturalistica italiana. La serata sarà arricchita dagli intermezzi musicali della strepitosa Barbara Errico, cantante jazz premiata con l’Italian Jazz Awards e nota al grande pubblico per la partecipazione a “The Voice Senior”. Sabato 29 novembre, sempre alle 18.30, sarà invece la volta di “Percorsi – Stefano Comelli”, artista che dialogherà con Alessia Tortolo. Intermezzi musicali di Irina Ovchinnikova al clavicembalo e Angelo Di Giorgio al salmoè.
Gli eventi si terranno nella sede di via Asilo, 2 a Grions del Torre, lo stesso immobile sorto proprio grazie al generoso lascito di Caenazzo, oggi diventato luogo di incontro, cultura e socialità. Il progetto “Radici e Futuro: Valorizzare il Friuli Venezia Giulia a Grions del Torre” è realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Povoletto e di Credifriuli.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare per ricordare insieme una storia che è di tutti e costruire insieme il prossimo futuro.

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In copertina, l’artista Gianni Borta (a sinistra) è atteso questa sera a Grions.

Un mosaico di Gianni e Matelda Borta per la storica anconetta di Ribis: oggi il dono dell’opera sacra alla comunità del Rojale

(g.l.) Un sabato tutto con Gianni e Matelda Borta, padre e figlia nonché artisti di fama. L’appuntamento è a Ribis, nel Rojale dove, a due passi dalla Chiesa mariana degli Oblati, da alcuni anni il pittore udinese ha ricavato il suo studio restaurando un vecchio caseggiato. E proprio sulla via del Santuario i due artisti hanno realizzato un bellissimo mosaico da inserire in una storica anconetta, al posto del Cristo oggetto di un atto vandalico, che sarà inaugurato alle 18. La cerimonia sarà presentata da Bettina Carniato e al termine seguirà una visita allo studio stesso «nell’elogio della pittura, come gesto completo, assoluto, appassionato», per citare le parole di Gianni Borta. Il laboratorio sarà aperto al pubblico anche nella giornata di domani con orario 9-12 e 17-20. Il pomeriggio in casa Borta verrà rallegrato dalle note del gruppo Jazz Society.
Suggestiva la descrizione che fa dell’opera di Gianni e Matelda il giornalista Nicola Cossar, amico degli artisti da lunga data: «Un disco d’oro a rappresentare il calice che celebra il sacrificio del Cristo per noi. Una rosa rossa racconta invece il sangue dello stesso sacrificio, ma anche il senso della resurrezione e della vita stessa, assieme al celeste del cielo che scende dall’alto come benedizione, memoria e speranza». E attingendo, ancora, alle parole di Cossar: «Le edicole votive sono piccole cappelle religiose, proteggono il luogo sul quale sono edificate. Tramandate da secoli nella cultura popolare che le considera come “casa del Signore” in un contesto tra il sacro e il profano ad assistere spiritualmente le persone che vi passano». Così, anche Ribis ritrova un suo simbolo che Gianni e Matelda Borta oggi donano alla comunità del Rojale.

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In copertina, il mosaico di Gianni e Matelda Borta realizzato a Ribis di Reana.

A Reana oggi una mattinata di solidarietà per l’Aism visitando la mostra di Borta dedicata ai fiori di Patagonia, Cina e India

(g.l.) Una mattinata dedicata alla solidarietà oggi, 3 maggio, a Reana. Dalle 10 alle 12 è annunciata, infatti, un’apertura straordinaria della Vetrina del Rojale di Remugnano (di fronte al Municipio) per un aiuto alla ricerca. La Pro Loco, a tale riguardo, annuncia: «Troverete le piantine aromatiche di Aism e potrete visitare la mostra di Gianni Borta che si chiuderà il 13 maggio. Vi aspettiamo!». Ricordiamo che Aism è l’acronimo di Associazione italiana sclerosi multipla, quindi il sodalizio umanitario impegnato nella lotta contro la grave malattia.


Nel contempo, come detto, potrà essere visitata anche la bellissima mostra allestita da Gianni Borta – di casa ormai nel Rojale, avendo da anni il suo studio a Ribis – che era stata inaugurata alla fine di marzo, quando nella sede della Biblioteca comunale, c’era stato anche un incontro con l’artista per un dialogo con il giornalista Nicola Cossar e la presentatrice televisiva Bettina Carniato. Titolo della mostra: “In viaggio per (dipingere) fiori: Patagonia, Cina e India”. «Un viaggio nel tempo, alla fine del mondo, ai confini dell’anima. Un incontro che lascia il segno, grazie alla bellezza dei fiori e all’emozione di centinaia di immagini colorate che escono dal block-notes di Gianni Borta per entrare nell’anima di chi legge».

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In copertina e all’interno due immagini dell’apertura della mostra di Gianni Borta.

L’ultrasecolare Presepe animato di Perteole ora avrà anche un bel libro per ricordare le piccole grandi storie di quel paese della Bassa friulana

di Nicola Cossar

RUDA – Perteole è cambiata. Il Friuli è cambiato. Il mondo è cambiato. Molti di noi si sentono disorientati, cercano uno scoglio cui aggrapparsi, una bussola che ci indichi una strada sicura, una stella che ci guidi e accompagni. Ad ogni Natale, nascita dopo nascita, quella stella speciale e unica l’accende per noi il Bambin Gesù. Che qui, nel profondo sud della Bassa, ha trovato quell’ospitalità che a Betlemme fu negata a Lui e ai suoi genitori. Da più di 100 anni, generazione dopo generazione, a Perteole arrivano centinaia e centinaia di bambini e adulti per rendergli omaggio, per salutarlo e per ammirare la splendida e fedele ricostruzione della Natività, dei personaggi, dei mestieri, dei luoghi, persino del firmamento racchiusi nel Presepe animato.


Quest’anno, poi, le festività indossano un “abito” in più, nuovo e speciale: un libro. Infatti, davanti all’altare della Madonna, dove nacque un secolo fa (forse anche prima) quel piccolo miracolo di devozione, amicizia, talento e artigianato artistico che tutta la regione conosce, visita e apprezza, domenica 15 dicembre, alle 15, proprio lì, nella parrocchiale di San Tommaso Apostolo, sarà presentato il prezioso volumetto che ne racconta la storia.
Scritto a più mani dagli eterni ragazzi del Presepe e corredato da una ricca serie di immagini, storiche e attuali, il libro ci accompagna in un lungo e affascinante cammino a tappe. Un mosaico di generazioni, volontariato, operosità, capacità, creatività, fede. Piccole grandi storie di un paese della Bassa, ma anche paradigmatiche di un “come eravamo” che ci manca molto, quegli ormai lontani anni fatti di attenzione per gli altri, di tenace spirito paesano e comunitario, plasmato da intelligenze ed energie felicemente unite attorno ad un unico e nobile obiettivo: testimoniare la visione del mondo che sa ritrovarsi con rispetto, stupore, devozione e gratitudine attorno alla capanna di Betlemme.

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Il Presepe animato di Perteole sarà visitabile, nei locali accanto alla parrocchiale (nella piazzetta da poco intitolata all’illustre musicista concittadino Tullio Pinat), dal 22 dicembre al 19 gennaio: domeniche e festivi dalle 10.30 alle 12 e dalle 14 alle 19; feriali (dal 23 dicembre al 4 gennaio) dalle 14 alle 19. Per comitive o gruppi numerosi è possibile concordare visite anche in giorni e orari diversi da quelli prestabiliti. Info: 349.0569736, 377.2827525 oppure 0431.998954; www.presepeperteole.it

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Una capanna che è diventata anche nostra. Sì, perché questo Presepe animato porta il nome di tanti perteolesi (tutti ricordati nel libro): dagli inizi subito dopo la Grande guerra di Ruben, Romeo e Bortul e dai primi rudimentali movimenti tra elettricità, acqua e umile meccanica fino al ritrovato stato di grazia e di pace dopo il secondo conflitto mondiale con la folta squadra guidata da Aldo, Mino, Gigjùt, Francesco e Ciso; e poi l’incontro e la sfida vincente con le nuove tecnologie che dal 1968 a oggi hanno aiutato Gianfranco, Mario, Gianpaolo, Gigi, Dante, Fabiano, Claudio, Giovanni, Mauro e tanti altri giovani a plasmare questo piccolo capolavoro di artigianato artistico.
Non sono mai stati soli, hanno sempre avuto al proprio fianco i parroci: don Francesco Spessot, don Giacomo Gregori, don Ennio Andreos, don Giampietro Facchinetti e don Flaviano Scarpin. E, attorno a tutti, l’affetto della gente che dalla vigilia di Natale e fino a metà gennaio li ha sempre premiati con una visita, con un complimento, con il sorriso silenzioso e stupito dei bambini. Del resto, come non rimanere ammirati di fronte alle centinaia di movimenti di statuine perfettamente e filologicamente vestite, di tanti personaggi intenti al lavoro e poi avviati a rendere omaggio al Bambino, all’alternarsi di giorno e notte con la perfetta ricostruzione (grazie a don Piero) del cielo stellato che si vedeva ai tempi di Gesù?
Tre epoche diverse, generazioni diverse si sono succedute, tanti cambiamenti hanno interessato il paese, il Friuli e il mondo. Eppure, in questo secolo (e forse più) il Presepe ha rappresentato per Perteole un punto fermo, una piccola stella fissa con cui orientarsi e ritrovarsi, stare di nuovo insieme, sognare e progettare insieme, imboccare insieme una strada più sicura. Magari mormorando a fior di labbra una breve e grata preghiera capace di riaccendere in tutti noi una luce antica che non tradisce.

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In copertina e all’interno immagini dello storico Presepe animato di Perteole riprodotto anche in una cartolina del 1931.