Focus sui giovani che non studiano e non lavorano: domani a Udine il Teatro del Silenzio invita a riflettere sul loro disagio

Un’intensa riflessione sul disagio giovanile, con un focus sull’emergenza dei “Neet”, i giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione: domani 6 agosto, alle 21, il Teatro del Silenzio propone a Udine, nella corte di palazzo Morpurgo, lo spettacolo “Il Mostro”, che si prefigge di stimolare la riflessione su dinamiche attuali quanto preoccupanti. Inserito nel programma di “Estate in Città” e finanziato dal Comune di Udine, l’evento impegnerà sulla scena l’attrice e autrice Federica Sansevero e la musicista Cristina Spadotto.
«Qualsiasi risposta al fenomeno – commenta Federica Sansevero – risulta inevitabilmente semplicistica, inadeguata a cogliere la complessità di una condizione che attraversa dimensioni psicologiche, sociali ed economiche, intrecciate l’una all’altra. Per dare loro voce abbiamo scelto una forma giocosa, capace di stemperare la tensione. Sul “palco”, così, ci sono una Neet in forma di mima – o meglio, di clown beckettiano -, una moderna piccola fiammiferaia, e una nonna sciamana, una presenza arcaica che porta con sé il richiamo al sacro, alla magia, alla poesia. Questa contrapposizione generazionale non cerca la facile opposizione tra passato e presente, ma esplora la possibilità di un dialogo tra diverse forme di sapere».

Ingresso libero, con prenotazione a federicasansevero@gmail.com

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In copertina, lo spettacolo teatrale di domani in una immagine di Ingrid Wight.

Debutta questa sera a Udine “Il Mostro”: un’anteprima sul disagio giovanile

Un anno di indagine e di studio del fenomeno dei “Neet” – in italiano “Né-né”, ovvero persone che non studiano, non lavorano e non cercano una formazione – è sfociato nello spettacolo “Il mostro”, accurata e inquietante fotografia del disagio giovanile “scattata” dal Teatro del Silenzio Aps, che proporrà l’evento scenico in anteprima oggi, alle 20.30, al Palamostre di Udine.
Scritto e interpretato dall’attrice Federica Sansevero, affiancata sul palco dalla musicista Cristina Spadotto, “Il mostro” – progetto finanziato dalla Fondazione Friuli e patrocinato dal Comune di Udine – spalanca dunque una finestra, attraverso il teatro di maschera e l’arte del clown, su un tema di stretta attualità e di alto interesse.
«In Italia – spiega Sansevero, che ha costruito molti dei suoi spettacoli partendo da casi di cronaca e dall’analisi di varie tensioni sociali – secondo fonti Istat i Neet (“Not engaged in education, employment or training”) sono un giovane su 5, nella fascia di età compresa fra i 15 ed i 29 anni; ci sono inoltre circa 70.000 hikikomori, termine giapponese che designa i giovani che decidono di vivere in disparte, reclusi, per bullismo subito o per paura del giudizio altrui. I due fenomeni, pur indipendenti, si sono acuiti con l’emergenza sanitaria, tanto che i dati – sul mero piano quantitativo – appaiono appunto “mostruosi”». “Il mostro” (sinonimo di solitudine, ansia, depressione, perdita di senso) si configura come una sorta di rituale per indurre gli adulti a maturare un pensiero non giudicante verso la parte oscura della gioventù, «che durante la crisi Covid – ribadisce l’autrice e attrice – ha subito un carico di ansia e di negatività che noi non possiamo immaginare».

Prenotazioni all’indirizzo mail federicasansevero@gmail.com

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In copertina, una scena dello spettacolo che sarà presentato stasera al Palamostre.

 

Alto Friuli, marginalità e progetto EM2: dopo due anni, in undici trovano lavoro

Trenta mesi di lavoro, tanto è durato il progetto europeo EM2 (Education in square marginality) ideato dalla coop sociale Cramars di Tolmezzo e realizzato in partnership con Confartigianato-imprese Udine con l’obiettivo di far uscire dalla condizione di doppia marginalità le persone che vivono in territori periferici e non riescono a trovare occupazione, che siano Neet o adulti poco qualificati. Il progetto ha coinvolto 11 Comuni dell’Alto Friuli (Ampezzo, Arta Terme, Cavazzo Carnico, Lauco, Prato Carnico, Preone, Ravascletto, Raveo, Resia, Socchieve e Villa Santina) e in 9 di questi ha portato a siglare 6 patti di comunità per un totale di 85 adesioni (17 Comuni, 26 aziende, 31 associazioni, un consorzio albergatori, il parco delle Prealpi Giulie e 9 privati).

Graziano Tilatti (Confartigianato)


I risultati della lunga e impegnativa attività, condotta parallelamente in Ungheria, Slovenia e Lettonia, i tre paesi partner del progetto finanziato con i fondi Erasmus+, sono stati presentati venerdì pomeriggio nel corso dell’evento conclusivo che ha visto partecipare in videoconferenza i vertici della cooperativa sociale e dell’associazione di categoria assieme ad amministratori locali, imprese e beneficiari. In tutto 41 questi ultimi che sono stati coinvolti, nel corso dei due anni e oltre di durata del progetto (prolungata causa Covid), in attività di orientamento e di bilancio delle competenze. Di età compresa tra i 20 e i 56 anni, con un’età media di 38 e una prevalenza di genere femminile (31 donne e 10 uomini), i beneficiari – tutti residenti in Alto Friuli – hanno potuto svolgere diverse attività, anche grazie all’importante risposta delle aziende che hanno aderito al progetto: 66 in tutto, di cui 9 ospitanti i tirocini e 26 firmatarie del patto. A valle del progetto, 11 persone stanno lavorando (oltre un quarto dei partecipanti). Tra queste la 24enne Alexa Del Bianco, assunta dalla cooperativa Rete Bike Fvg: «Quando ho intrapreso questo percorso non pensavo che sarei riuscita a trovare un lavoro e tantomeno che avrei fatto la barista. E invece eccomi qui. Faccio la barista e ho un contratto. Ringrazio tutto lo staff di Rete Bike Fvg. Il mio futuro? Spero di continuare a lavorare con loro».

Anna Micelli (Resia)


Soddisfatti i vertici di Cramars e Confartigianato Udine. «Il progetto EM2 dimostra come l’innovazione sociale sia possibile se il lavoro parte dalle persone, perché metterle insieme e sottoscrivere un patto le rende protagoniste di un cambiamento efficace e duraturo» ha detto la presidente di Cramars, Stefania Marcoccio. «Confartigianato è orgogliosa di aver contribuito a questo progetto – ha rilanciato il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti -, di aver fatto la sua parte nel ricreare un senso di comunità, una rete sociale che permette di reinserire al lavoro le persone più in difficoltà. Noi ci siamo, le nostre imprese anche». Anche in futuro, come auspicato dai sindaci e in particolare dalla prima cittadina di Resia, Anna Micelli. Una speranza, quella dell’amministratrice locale, che ha già trovato una prima risposta nella definizione di un memorandum tra Confartigianato e Cramars per il prosieguo della collaborazione a vantaggio dell’Alto Friuli, dei suoi Comuni, dei suoi cittadini e naturalmente delle sue imprese.

La videoconferenza conclusiva.

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In copertina, uno scorcio della Val Resia, unico territorio non carnico del progetto europeo.

Montagna dell’Alto Friuli: oggi online l’evento conclusivo contro le marginalità

Sarà online oggi 26 marzo, alle 17.30, l’evento conclusivo del Progetto EM2 – Education in Square marginality, cofinanziato dall’Unione europea e partecipato dalla cooperativa sociale Cramars e da Confartigianato-Imprese Udine assieme a partner di Slovenia, Lettonia e Ungheria. Il progetto punta a rafforzare la motivazione e a migliorare le opportunità lavorative di chi vive una doppia condizione di marginalità: personale, dettata dalle difficoltà di occupazione e da svantaggi fisici e psicologici, e geografica, dovuta a una localizzazione lontana dai centri urbani. In provincia di Udine ha interessato in particolare modo l’Alto Friuli, dunque la zona della montagna dove la marginalità geografica si accoppia spesso a scarse possibilità occupazionali. Due condizioni che si è cercato di superare attraverso un bilancio delle competenze e dell’autoconsapevolezza dei Neet (ovvero i giovani non impegnati nello studio, né nel lavoro, così come agli adulti poco qualificati alla ricerca di occupazione) e il coinvolgimento di istituzioni locali, apparati pubblici e sindacati stringendo un patto di comunità che ha chiamato ognuno di questi a fare la propria parte in un quadro di azioni congiunte finalizzate a migliorare la qualità di vita e le pratiche sociali del territorio.
Avviato a settembre 2019 e assolutamente innovativo poiché ha coinvolto al contempo istituzioni, aziende e comunità per raggiungere un obiettivo di crescita sociale comune, il progetto EM2 si è sviluppato in 26 eventi informativi che hanno visto la partecipazione di oltre 500 persone delle Terre Alte friulane.
Come detto, l’evento prenderà il via alle 17.30 in modalità online (per partecipare è necessario compilare il form scaricabile dal sito internet www.confartigianatoudine.com). Ai saluti introduttivi di Stefania Marcoccio, presidente della Coop Cramars, e del presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, seguiranno l’illustrazione del progetto a cura di Sara Danelon, responsabile di Em2 per Cramars, i saluti dei partner internazionali, il racconto Gian Luca Gortani, segretario dell’associazione di categoria, delle visite alle botteghe-scuola e ancora le testimonianze di un beneficiario del progetto, di una delle imprese coinvolte e ancora di un’amministrazione comunale. Per finire, sarà presentato il “Memorandum of understanding” che formalizza la futura collaborazione tra Confartigianato Udine e Cramars per nuovi, ulteriori progetti a favore di persone con fragilità occupazionali.

 

Pordenone, sostegno alle coop che assumono donne e disoccupati

Finanziamento al 100% di progetti di investimento di importo compreso tra 5 mila e 50 mila euro per realtà, cooperative comprese, che impiegano Neet (maggiorenni sotto i 29 anni di età che non lavorano né studiano), donne inattive e disoccupati di lunga data: si tratta del nuovo bando nazionale Invitalia chiamato “Selfiemployment” che mette a disposizione agevolazioni per l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali. Confcooperative Pordenone, con i suoi uffici, è a disposizione per supportare nella fase di presentazione delle domande, le quali vanno presentate online a partire dal mezzogiorno di lunedì 22 febbraio.

Marco Bagnariol


“Si tratta di un’iniziativa – spiega Marco Bagnariol, direttore di Confcooperative Pordenone – che permette di potenziare le risposte occupazionali per settori della popolazione che sono andati maggiormente in sofferenza a causa della crisi economica generata dall’epidemia di Covid-19. Donne e giovani sono stati i più colpiti e con il nostro supporto vogliamo dare la possibilità a quelle cooperative che hanno i requisiti, di accedere ai fondi”.
Si tratta di finanziamenti agevolati senza interessi, senza garanzie, rimborsabili in 7 anni con rate mensili che decorrono dopo dodici mesi dall’erogazione del prestito. I settori economici ammessi sono tutti quelli relativi alla produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising; ad esempio, sono compresi i settori del turismo (alloggio, ristorazione, servizi), servizi culturali e ricreativi, servizi alla persona, servizi per l’ambiente, servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione), risparmio energetico, energie rinnovabili e trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, ad eccezione dei casi di cui all’articolo 1.1, lett. c), punti i) e ii) del Reg. UE n. 1407/2013.
“Si tratta d’interventi – aggiunge il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – preziosi per sostenere l’occupazione nelle nostre cooperative, le quali già tanto hanno fatto a livello sociale durante questi mesi vissuti in emergenza. Una strada, quella dell’aiuto alle associate, che proseguiremo anche nel 2021, anno che speriamo a livello sanitario ci possa dare speranza con i vaccini ma che a livello economico sarà forse ancora più complicato di quello appena trascorso”.

Luigi Piccoli

Tutte le informazioni contattando Confcooperative Pordenone (telefono 0434/378700 e-mail: pordenone@confcooperative.it).

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In copertina, ecco la sede di Confcooperative Pordenone.