Oltre 2500 Natività secondo la tradizione cristiana: ecco i Presepi delle Pro Loco rassegna che in Friuli Venezia Giulia cresce ancora nei paesi e nelle scuole

Oggi si celebra la grande festa dell’Immacolata Concezione, la più importante ricorrenza che precede il Natale. E allora quale occasione migliore, se non questa, per parlare anche di presepi. Nella sede della Regione Fvg, a Udine, è appena avvenuta, infatti, la presentazione di “Presepi Fvg – La tradizione che prende forma”, il maxi-contenitore degli eventi natalizi promossi dal Comitato regionale delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia. E per l’edizione 2025-2026 è stato scelto un tema quanto mai attuale: la celebrazione del mondo rurale e di chi vive in equilibrio con la terra. Un omaggio che prende spunto dalle celebrazioni delle Nazioni Unite per l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori e per l’Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici. Confermato il Giro Presepi (con oltre 2.500 allestimenti, tra cui 24 novità), i presepi in esposizione a Trieste nelle sedi di Consiglio e Giunta regionale e il Concorso per scuole dell’infanzia e primarie, come dire asili ed elementari.


PIETRO DE MARCHI – «Anche quest’anno – ha sottolineato il presidente del Comitato regionale Unpli, Pietro De Marchi – proponiamo un percorso che valorizza le Natività realizzate in ogni angolo della regione, in sintonia con le celebrazioni Onu dedicate al mondo rurale e alla donna agricoltrice. Pastori e contadine sono figure che parlano di lavoro, resilienza e rispetto per la Terra. Attraverso di loro riaffermiamo l’importanza della cura del Creato, un valore oggi più attuale che mai».

MAURO BORDIN – «Il progetto Presepi Fvg – gli ha fatto eco il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, ricordando che i presepi trasmettono i valori universali della cristianità – rappresenta da anni una delle espressioni più autentiche della nostra identità regionale. Attraverso centinaia di Natività realizzate con straordinaria dedizione da volontari, associazioni e famiglie, si raccontano i valori più profondi della nostra comunità: il senso di appartenenza, la solidarietà e la capacità di trasformare la tradizione in un ponte che unisce generazioni diverse. Il Consiglio regionale sostiene convintamente questa iniziativa perché è in grado di valorizzare l’intero Friuli Venezia Giulia, promuovendo cultura, turismo e coesione sociale. Il Giro Presepi non è solo un itinerario natalizio: è un viaggio attraverso la creatività dei nostri territori e la ricchezza delle loro comunità. A tutti coloro che contribuiscono a rendere possibile questa straordinaria rete di esperienze va il più sincero ringraziamento, con l’auspicio che sempre più persone possano scoprire e apprezzare la magia del Natale in Friuli Venezia Giulia».

SERGIO BINI – «Questa rassegna – ha commentato, invece, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini, sottolineando come il progetto leghi tradizione, comunità e promozione turistica della regione – ogni anno mette al centro la tradizione popolare e l’arte artigiana, valorizzando quelle piccole località che sono il cuore pulsante della nostra Regione. Dietro ogni Natività ci sono comunità che si ritrovano insieme, ci sono Pro Loco impegnate nell’animare i nostri borghi, ci sono mani sapienti che custodiscono i segreti delle produzioni tipiche. Per questo Presepi FVG, il Giro Presepi e la mappa interattiva sono molto più che un invito a visitare il Friuli Venezia Giulia: sono una testimonianza viva della ricchezza del nostro territorio e come tale trovano pieno sostegno da parte della Regione».
Guido Nassimbeni, vicepresidente di Fondazione Friuli, ha ricordato poi come il presepe esprima valori universali di fede, accoglienza, vita e comunità, plaudendo anche all’aspetto artistico del progetto. Interventi anche – nel dettaglio del Concorso riservato alle scuole – di Feliciano Medeot, direttore della Società Filologica Friulana, sugli aspetti didattici del fare il presepe nelle classi, e di Fabrizio Cedermaz, capo area Udine Civibank Sparkasse, sul sostegno a queste iniziative dedicate ai bimbi, mentre il segretario Unpli Fvg, Marco Specia, ha illustrato i numeri e le novità del progetto presepiale. Tanti i presepisti presenti, tra cui Lorenzo Boemo di Grado con una delle sue opere, mentre l’altro presepe esposto era di Massimo Gargaloni. Per il consiglio direttivo dell’Unpli Fvg era presente il consigliere Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa della Delizia.

PROMOTURISMO FVG – Presepi Fvg coinvolge diverse realtà del territorio, dalle Pro Loco alle altre Associazioni locali e Parrocchie, dagli Istituti scolastici alle Istituzioni del Friuli Venezia Giulia. Fondamentale anche l’aspetto turistico, con numerosi visitatori che vengono ad ammirare i presepi anche da fuori regione e da fuori i confini nazionali. Anche quest’anno la valorizzazione turistica rientra nel progetto “La Magia del Natale in Fvg” curato da PromoTurismo Fvg, attraverso la promozione e la divulgazione di itinerari presepiali tra i più suggestivi della regione, un percorso per tutti che si snoda tra rassegne adatte ad accogliere anche gruppi e comitive ed esperienze a misura di famiglia, con tante attività dedicate ai più piccini. Basti pensare che lo scorso anno si sono avute a visitare i presepi del Giro Presepi Fvg oltre 300 mila persone, come ricordato da De Marchi durante la presentazione.

GIRO PRESEPI FVG – Il “Giro Presepi Fvg”, giunto alla 22ma edizione, si presenta anche quest’anno come una vera guida alla scoperta delle Natività del territorio: una mappa georeferenziata (disponibile sul sito www.presepifvg.it) che raccoglie 172 siti censiti in Friuli Venezia Giulia, distribuiti in 101 centri tra capoluoghi, frazioni e località. I siti sono abbinati a utili indicazioni di quali siano fruibili liberamente nelle pubbliche piazze o chiese, mostre o esposizioni varie e quali siano adatti ai gruppi organizzati. Questi ultimi sono al centro dei progetti di turismo presepiale curati da PromoTurismoFVG “La Magia del Natale in Friuli Venezia Giulia” che vede 4 nuove iniziative in più rispetto al 2024 per un totale di 23 proposte. In totale, il percorso conta oltre 2.500 Natività visitabili in tutta la regione durante le feste (con ben 24 novità) a cui si aggiungono circa 1.000 presepi del Museo del Presepio di Trieste.

LE 24 NUOVE INIZIATIVE – Ecco quelle che entrano per la prima volta nel circuito Giro Presepi Fvg: Paluzza – Presepe in vetrina; Prato Carnico, Pesariis – Natale a Casa Bruseschi; Rigolato – Presepe 2025 “Il non finito” di Bruno Screm; Clauzetto – Il Presepe sull’albero; Clauzetto, Pradis – Presepe vivente alle Grotte di Pradis; Sesto al Reghena – Il Presepio di Mosaico 2025 all’Abbazia di Sesto al Reghena; Codroipo, Rivolto – Presepe della Chiesa di San Michele Arcangelo; Povoletto, Primulacco – Il Presepe di Primulacco; Pozzuolo del Friuli, Sammardenchia – Presepe della Chiesa di San Leonardo; Udine – Rassegna presepi al Museo Etnografico del Friuli (di API APS); Udine, Paderno – Presepe della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo; Varmo, Canussio – Rassegna presepi; Magnano in Riviera – Presepe di Daniele Revelant (Chiesa SS. Trinità); Prepotto, Castelmonte – Presepe della Cripta e mostra nella Sala del Rosario; Latisana – Rassegna presepi in Galleria; Latisanotta – Il grande Presepe di Via Trieste; Muzzana del Turgnano – Presepe della Chiesa di San Vitale Martire; Muzzana del Turgnano – Presepe storico religioso nel Parco degli Orbi; Muzzana del Turgnano – Presepe del canto “Oggi è nato”; San Vito al Torre, Nogaredo al Torre – Rassegna presepi a Villa Gorgo; Gorizia – Il Presepe lagunare di Grado ai Giardini pubblici; Gorizia – Rassegna presepi in San Rocco; Trieste – Presepe della Chiesa di Nostra Signora di Lourdes; Trieste – Rassegna presepi nel Borgo di Servola.
Gli itinerari sono suddivisi in 12 aree turistiche: Carnia; Cividale e Valli del Natisone e del Torre; San Daniele e Friuli Collinare; Gemonese; Gorizia/Collio/Monfalcone; Grado/Aquileia/Palmanova; Lignano Sabbiadoro; Montagna pordenonese; Pordenone e dintorni; Tarvisiano e Canin; Trieste e Carso; Udine e dintorni. Scendendo nel dettaglio, come detto, quest’anno il progetto “La Magia del Natale in Friuli Venezia Giulia” include 23 iniziative, ben 4 in più rispetto all’anno precedente. Tra le novità a Gorizia l’esposizione del Presepe Lagunare di Antonio Boemo (già in Piazza San Pietro in Vaticano nel Natale 2024); a Prepotto – Castelmonte il grande Presepe della Cripta del Santuario e la mostra presepi nella Sala del Rosario; a Sesto al Reghena l’esposizione di una parte del famoso Presepio di Mosaico negli esterni dell’Abbazia di Santa Maria in Silvis; a Udine, al Museo Etnografico del Friuli la rassegna presepiale a cura di Api Aps.

LE FAMIGLIE – Particolare attenzione è dedicata alle famiglie, con 16 iniziative “Family Friendly”, che offrono specifiche attività a tema dedicate ai bambini e alle famiglie. Tra queste, la rassegna “Natale a Sutrio. Borghi e Presepi”; a Cividale del Friuli il Presepe storico delle Suore Orsoline; a Poffabro la Rassegna presepi; a Malborghetto Valbruna il percorso Advent Pur; a Moggio Udinese la Rassegna Presepi presso la Torre Medievale e lungo la”Via dei Presepi”; a Polcenigo la Rassegna presepi “Magia di un borgo antico”; a Spilimbergo Il Presepio di Mosaico 2025; a Trieste Natale al Museo del Presepio; a Udine la Rassegna presepi presso il Museo Etnografico del Friuli; a Tarcento il presepe di San Francesco; a Tricesimo la Rassegna presepi “Tutti insieme sotto lo stesso cielo. Tricesimo Natale 2025”; il Presepe galleggiante di Latisana-Aprilia Marittima; la rassegna “100 Presepi Città Fiera” a Martignacco; a Fiume Veneto la Rassegna presepi; a Lignano Pineta il presepe di Lignano Pineta; a Muzzana del Turgnano Il Presepe del Canto “Oggi è nato”.

NOVITÀ DEL SITO WEB – Il sito web www.presepifvg.it presenta importanti novità. È stato inserito un campo feedback in ogni scheda presepe per permettere ai visitatori di lasciare il proprio voto e una recensione. Nelle schede del progetto “La Magia del Natale in FVG” è disponibile un questionario di gradimento per raccogliere dati statistici.
Sarà a breve implementata una sezione per votare il proprio presepe preferito nel Concorso Scuole, in collaborazione con i settimanali diocesani regionali – La Voce Isontina, Il Popolo, Il Domenicale di San Giusto e La Vita Cattolica – nonché il settimanale La Vôs dai Furlans.

IN CONSIGLIO E GIUNTA REGIONALE – L’arte presepiale impreziosirà anche le sedi istituzionali del Consiglio e della Giunta della Regione Friuli Venezia Giulia (piazza Guglielmo Oberdan e Unità d’Italia) con l’esposizione “Presepi Fvg in Mostra a Trieste”, una piccola mostra presepiale con una selezione di una ventina delle migliori opere della nostra regione.

CONCORSO TRA I BANCHI – Torna anche il progetto dedicato alle scuole del territorio, con la 21a edizione del “Concorso Presepi nelle Scuole Primarie e dell’Infanzia del Fvg”. Il tema riprende quello delle celebrazioni ONU 2026: valori universali come rispetto reciproco, cura del Creato, uguaglianza, inclusione, giustizia e pari dignità. L’obiettivo è tramandare la tradizione del presepe e far riflettere i più piccoli sul senso del Natale. La proposta punta a sensibilizzare gli alunni all’unicità del creato, all’uso di materiali naturali o riciclati e alla pratica di comportamenti responsabili per ridurre l’impatto ambientale. La realizzazione del presepe diventa così un’esperienza laboratoriale e partecipata, un momento di dialogo che aiuta i bambini – le donne e gli uomini di domani – a maturare i valori di rispetto, cura, protezione, inclusione ed equità.
L’adesione al Concorso è inserita nei programmi interdisciplinari delle scuole che ricevono un buono acquisto di materiale didattico grazie al contributo di Civibank Gruppo Sparkasse, l’attestato di partecipazione e, grazie alla collaborazione con la Società Filologica Friulana, pubblicazioni in lingua friulana utili ad arricchire la biblioteca scolastica. La cerimonia di premiazione si svolge in ciascun istituto vincitore, coinvolgendo alunni, insegnanti, famiglie ed enti locali. Il Concorso si arricchisce di altri due premi (buoni per acquisto di materiale didattico): quello dei lettori e telespettatori del settimanale La Vôs dai Furlans e Telefriuli e quello dei lettori delle quattro testate diocesane regionali Voce Isontina, Il Popolo, Il Domenicale di San Giusto e La Vita Cattolica che, quest’anno per la prima volta, collaborano con UNPLI FVG APS arricchendo ulteriormente il Concorso.

 

Tutti i progetti rientranti nell’iniziativa PRESEPI FVG. LA TRADIZIONE CHE PRENDE FORMA sono realizzati a cura dell’UNPLI Friuli Venezia Giulia APS – Comitato Regionale Pro Loco, con il sostegno della Fondazione Friuli, il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il patrocinio del Consiglio Regionale FVG, la collaborazione dell’Agenzia regionale PromoTurismoFVG, della Società Filologica Friulana, di 100 Presepi Città Fiera, di Ente Friuli nel Mondo e degli Operatori Volontari di Servizio Civile Universale, nonché con il contributo di Civibank Gruppo Sparkasse. Media partner Telefriuli, La Vos dai Furlans, Radio Punto Zero, il Paîs, la rivista Giro, La Voce Isontina, Il Popolo, Il Domenicale di San Giusto, La Vita Cattolica.

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In copertina e all’interno alcune immagini della presentazione di Presepi Fvg nella sede della Regione a Udine.

(Bluefoto)

Cooperative pordenonesi premiate a Roma per l’impegno nella sostenibilità

Premio nazionale per la cooperativa del settore spettacolo Claps di Pordenone: ha infatti ricevuto il riconoscimento al contest Sostenibilità cooperativa di Confcooperative, che ha visto partecipare 144 cooperative da tutte le regioni della Penisola. Riconoscimenti (Viticoltori Friulani La Delizia) e attestati (Futura e Karpos) anche per altre cooperative aderenti a Confcooperative Pordenone durante la Giornata della sostenibilità cooperativa svoltasi a Roma alla presenza del presidente nazionale Maurizio Gardini.
Premiata la foto con cui la cooperativa Claps ha voluto raccontare il periodo complicato vissuto da tutto il settore degli eventi durante la fase acuta della pandemia e di come da questo momento buio sia partita come risposta una buona pratica che ha fatto aumentare la presenza femminile nella propria attività di facchinaggio.
“Il settore dei servizi tecnici per lo spettacolo – spiega il vicepresidente, Davide Pettarini insieme al presidente Simone Del Mul – è stato uno dei più colpiti dagli effetti della pandemia da Covid-19. In particolare, chi lavorava nel facchinaggio, ruolo cruciale nella logistica di un evento e quindi in tutte le fasi di movimentazione del materiale tecnico e strutturale utile alla realizzazione di un concerto o di uno spettacolo, è rimasto del tutto privo di mansioni. Si trattava di un ruolo, per tradizione, al 99,9 % ricoperto da lavoratori di sesso maschile che, nella maggior parte dei casi, hanno trovato nuova occupazione in altri rami del settore della logistica. Quando anche il settore degli spettacoli ed eventi dal vivo è ripartito, abbiamo assunto nella nostra cooperativa alcune ragazze che volevano espressamente cimentarsi nel ruolo di facchino. Siamo stati felici di assecondare la loro scelta e di affiancarle ai nostri storici collaboratori in un settore che, a differenza di quanto potrebbe sembrare a prima vista, non è fatto solo di forza, sudore e muscoli in tensione ma necessita di decisioni rapide, di attenzione all’ascolto, di dialogo costante con tutte le figure che ruotano attorno a un meccanismo fluido e complesso come quello dell’allestimento tecnico di uno spettacolo. Sapevamo che lo sguardo femminile nel settore del facchinaggio avrebbe dato forza a un diverso modo di pensare e di osservare il lavoro e così è stato, perché grandi corpi servono a poco se non sanno muoversi con la sottile grazia dell’intelligenza”.
Riconoscimento speciale per il suo Prosecco Doc sostenibile Uva, raccontato in un emozionante video, per i Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa. Attestato di partecipazione anche per le cooperative Futura di San Vito al Tagliamento e Karpos di Porcia. “Un premio – commenta Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone – che riconosce l’impegno del mondo cooperativo del Friuli occidentale nel perseguimento, attraverso le proprie attività e nel rapporto con il territorio e sue comunità, dei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”.

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In copertina, “La forza di pensare al femminile” il lavoro di Claps premiato.

 

Tra i muri di Pioverno, l’autunno di Terenzano e il 1918 a Bevazzana

“Passeggiata tra i muri” è la invitante proposta che arriva da Pioverno, piccola frazione di Venzone, per oggi 5 novembre, con inizio alle 14.30. Il ritrovo sarà presso la sede della Pro Loco in via Cavazzo 9, quindi il percorso si svilupperà per circa due chilometri tra gli storici muri secco della campagna circostante realizzati nel tempo dai contadini a servizio dei terreni agricoli. L’iniziativa rientra fra quelle inserite nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e fa parte del Progetto muri poderali.

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L’Associazione Culturale “QuadranteArte”, nel contesto dei festeggiamenti di San Martino, patrono di Terenzano, con il patrocinio del Comune di Pozzuolo del Friuli, ha organizzato una Mostra d’arte collettiva di Pittura e Scultura dal titolo “I caldi colori d’autunno” che si terrà da oggi al 20 novembre. Inaugurazione sabato prossimo, alle 15, a cura della dottoressa Caterina Roia. Questi gli orari di apertura: oggi dalle dalle 18 alle 19; domani dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; domenica 13 novembre dalle 9 alle 19; sabato 19 dalle 16 alle 19; domenica 20 dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Domenica 13 novembre, inoltre, extempore (stesso titolo): ore 9 timbratura dei supporti,­ ore 17.30 premiazione; sarà ospite lo scultore Gianfranco Gasparotto che esporrà le proprie opere e lavorerà sul posto. Espongono: Banello Alfea, Bastianutti Carla, Bega Paola, Bernardis Armanda, Bin Elena, Cadeddu Roberto, Cattivello Katthy, Chiavon Paolo, De Sabbata Avelino, Esposito Vera, Ferluga Marisa, Galli Manuela, Jacuzzi Maria Oliva, Lirussi Paola, Marson Giovanni, Morassutto Vanilla, Nazzi Daniela, Nazzi Liliana, Picheo Anna, Praturlon Loreta, Qualizza Marina, Roccuzzo Victor, Roia Giampaola, Sillani Lucia, Tamos Bruno, Varagona Valeria, Zamburlini Lucia. Extempore: Bastianutti Carla, Bin Elena, Cadeddu Roberto, Morassutto Vanilla, Roia Giampaola.

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Oggi, nella cornice di Casa Allegra, in via Volton, 5, a Bevazzana, appuntamento alle 18 con l’incontro sul tema “I Guerra Mondiale 1914-18”, moderatore Vito Sutto. L’iniziativa è a cura della Galleria d’arte “La Cantina” di via Generale Radaelli, 6, a Latisana. Quindi, sabato prossimo, 12 novembre, alle ore 18, Giuseppe Sciuto presenterà il libro di Manuela Piovesan “L’uomo delle stelle”. Letture della professoressa Daniela Di Giusto, accompagnamento musicale di Giovanni Toniatti Giacometti e Gianni Favro. Infine, venerdì 18 novembre, alle 18, presentazione del nuovo disco “Classico in laguna” sonate veneziane anonime di fine ‘700, realizzato dal fortepianista Marius Bartoccini. Esecuzione dal vivo su un fortepiano originale del 1832. Opere in permanenza di maestri della galleria con mostra fotografica di Maria Tea Morello in corso fino al 18 novembre. Orari galleria: da lunedì a sabato dalle 17 alle 19; domenica e lunedì chiuso.

Ricordiamo che tutte queste iniziative beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine presieduto dalla professoressa Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, uno dei caratteristici muri a secco realizzati nella storia a Pioverno.

 

I medici Fvg della Fimmg sono pronti ad assistere i profughi in arrivo dall’Ucraina

Emergenza profughi dall’Ucraina: i medici di medicina generale, compresi quelli in pensione, pronti a dare la propria totale disponibilità. Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore) vuole fornire una concreta e fattiva opera professionale-assistenziale nei confronti di un popolo così duramente colpito in quella che l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ha definito come la crisi di profughi più veloce in Europa dalla Seconda guerra mondiale.

Fernando Agrusti


«Accogliendo con favore la decisione dell’Unione Europea di applicare la direttiva sulla protezione temporanea – spiega il presidente regionale del sindacato dei medici, dottor Fernando Agrusti – la Fimmg mette a disposizione la propria rete capillare e diffusa di medici di famiglia e continuità assistenziale, potenziata anche dalla disponibilità dei medici che hanno lasciato l’attività professionale per raggiunti limiti di età. Diamo quindi disponibilità a concordare con le autorità nazionali e regionali le ulteriori modalità organizzative per una efficace erogazione della indispensabile assistenza medica ai profughi di guerra dell’Ucraina».
Il tutto senza venir in meno nel proprio impegno nella lotta al Coronavirus e all’attenzione ai propri assistiti. «Pur nelle gravi difficoltà causate ancora dalla pandemia Covid-19 – aggiunge Agrusti -, che continua a provocare incrementi enormi dei carichi di lavoro, i medici della Fimmg non vogliono esimersi dal fornire il loro concreto aiuto, nelle normali sedi di erogazione del proprio servizio assistenziale o in sedi apposite delle loro Aggregazioni funzionali territoriali, senza distinzioni o differenza dell’assistenza erogata nei confronti dei propri assistiti».

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In copertina, alcuni profughi in partenza dall’Ucraina colpita dalle bombe russe. (Foto Caritas)

 

Il Friuli con i suoi confini oggi a Ginevra. E Dj Tubet canterà nella parlata di Nimis

di Mariarosa Rigotti

Il Friuli, e precisamente la realtà dei suoi confini, soprattutto a Est, al centro dell’attenzione questa sera, 8 dicembre, nell’ambito di un convegno a Ginevra organizzato da The Graduate institute e ospitato alla Maison de la Paix. Nella città svizzera, saranno illustrati anche i contributi di due friulani: Stefano Morandini e Dj Tubet, al secolo Mauro Tubetti. L’evento è inserito nelle celebrazioni per il decimo anniversario della fondazione della Sezione di antropologia e sociologia dello stesso istituto e, come viene anticipato, sarà un’occasione per conoscere le ricerche effettuate sul campo del confine nord-orientale italiano, soprattutto in relazione ai cambiamenti in atto nell’area transfrontaliera. L’appuntamento, in quella che è una delle migliori scuole post-laurea al mondo nel campo delle relazioni internazionali e dello sviluppo economico,
vedrà impegnati ricercatori locali e internazionali a confrontarsi sul tema del progetto di studio, già finanziato dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica “National Borders and Social Boundaries in Europe: The Case of Friuli” che ha coinvolto prestigiose realtà partner: Istituto di alti studi internazionali e sullo sviluppo di Ginevra, Università di Lubiana, Università di Udine e la Binghamton University dello Stato di New York.

Stefano Morandini


A Ginevra, come detto, saranno presentati anche i contributi di due friulani: appunto Stefano Morandini, ricercatore dell’istituto, e Dj Tubet, il rapper di Nimis che, come è noto, nelle sue canzoni utilizza la lingua friulana, quella parlata nel suo paese. Entrambi, diversamente da programma, visto il periodo pandemico, non saranno però presenti.  Va sottolineato a proposito del friulano di Tubet, che sarà ascoltato via video, e che pure tutti i ricercatori renderanno plurilingue l’evento: infatti, si esprimeranno ciascuno in una lingua diversa, restituendo al pubblico anni di ricerca, ponendo altresì l’accento su quel nostro confine orientale a cavallo tra Friuli e Slovenia, rappresentato dalla cosiddetta Benecija. Così, «a trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, il confine del Friuli Venezia Giulia si fa meno grigio restituendo con le sue storie di frontiera un territorio che è stato: teatro di servitù e occupazioni militari vissute col timore dell’annessione alla Jugoslavia, luogo di sospetti verso slavi e comunisti, controllato da organizzazioni clandestine e scenario di un’industrializzazione mancata».
L’evento, come detto, sarà dunque incentrato sulla realtà dei confini del Friuli e vedrà la partecipazione di illustri relatori per presentare anni di ricerca sul campo. Per cui ci saranno Alessandro Monsutti, che introdurrà la serata (è full professor di antropologia dell’istituto e uno dei massimi esperti di Afghanistan e mobilità migratoria), e Jean-François Bayart, celebre politologo francese, ed ex direttore della ricerca al Centro nazionale francese per la ricerca scientifica, che si focalizzerà sull’età delle frontiere. Come anticipazione, viene spiegato che «non solo contrasti e tensioni sociali segnano la storia europea lungo le linee di confine, ma la definizione di frontiere rivela anche dinamiche di scambi, contaminazioni, che si articolano in queste aree di congiunzione tra realtà territoriali diverse». E poi il caso particolare del Friuli verrà esposto dallo stesso professor Monsutti «inserendo la storia antropologica contemporanea della nostra regione nel quadro più ampio dei confini nazionali e sociali in Europa».
Inoltre, ci saranno la proiezione e la discussione del documentario “Dietro la Cortina – Praforte: un arcipelago di memorie”, di cui è autore Stefano Morandini, «offrendo così uno spaccato sulla vita di confine tra Italia ed ex-Jugoslavia». Va sottolineato, a tale riguardo, che Morandini è un antropologo visuale e ricercatore sul campo nel progetto del citato istituto, componente del team di ricerca internazionale sui confini nazionali assieme ad Alessandro Monsutti.
A chiudere la conferenza saranno proprio le musiche del Dj Tubet il quale, come è risaputo, è autore di canzoni multilingue anche nel suo recente album “Fin Cumò” ed è apprezzato per la capacità di intrattenere il pubblico con i suoi freestyle. La lingua friulana, per la precisione il friulano nella variante di Nimis, il paese appunto di Tubetti, sarà così sentita anche in un contesto internazionale. E riguardo a questa occasione di far ascoltare i suoi lavori, il cantautore nimense non nasconde la propria emozione: «Sono felicissimo che si ascolteranno le mie canzoni a The Graduate Institute di Ginevra, una delle migliori scuole post-laurea al mondo nel campo delle relazioni internazionali. Sono onorato di poter far ascoltare la lingua friulana in una scuola che ha visto tra i suoi illustri allievi anche l’ex-segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan».

Ginevra e il suo lago.

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In copertina, ecco il Dj Tubet con la bandiera del Friuli storico.

Oggi è il CoopsDay, Confcooperative Fvg rilancia la legge sulle piccole comunità

La 27ª edizione della Giornata internazionale delle Cooperative (CoopsDay), istituita nel 1995 dall’Onu, nel 2021 cade proprio oggi 3 luglio ed è l’occasione per Confcooperative Fvg di rilanciare la proposta di legge sulle cooperative di comunità. Infatti, L’organizzazione cooperativa, da tempo, ha presentato all’Amministrazione regionale una bozza specifica di testo: «Diverse Regioni hanno già legiferato su questo tema (Lombardia, Puglia, Liguria, Abruzzo). E ricordo anche che al Senato è in discussione il Ddl Fenu (n.1650, “Disposizioni in materia di imprese sociali di comunità”). La nostra proposta considera le diverse soluzioni legislative adottate in altre Regioni e consideriamo possa rappresentare una buona base di partenza per un confronto che auspichiamo possa essere presto aperto per portare a conclusione l’iter legislativo in tempi rapidi, forse già entro l’anno – spiega Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg –, in quanto, la cooperazione di comunità, può contribuire positivamente al rilancio delle piccole comunità e a fornire servizi di prossimità altrimenti assenti in tante borghi di ridotte dimensioni».

Daniele Castagnaviz

I contenuti della proposta

Quali saranno, dunque, le caratteristiche delle cooperative di comunità? Saranno fondamentali, nell’individuare la qualifica di cooperative di comunità, l’identificazione con un territorio specifico di operatività, la partecipazione di soci dell’area territoriale di riferimento e l’attività svolta. Il fine delle cooperative di comunità, all’evidenza, è quello di contrastare i fenomeni di spopolamento, declino economico, degrado sociale o urbanistico. Non a caso, la proposta di Confcooperative Fvg prevede che la Regione riconosca le cooperative di comunità che nascono in comuni montani, piccoli comuni e aree urbane degradate. Le attività svolte potranno spaziare da interventi di riqualificazione, rigenerazione urbana e social housing, ad attività in ambito turistico, all’autoproduzione e autoconsumo di energia rinnovabile secondo la logica delle comunità energetiche, attività di somministrazione di alimenti e bevande in paesi, frazioni e quartieri che ne risultino sprovvisti; ma anche, per esempio, servizi di assistenza e supporto tecnico per servizi sanitari e servizi di telemedicina.
«Ma, soprattutto, la nostra proposta punta a gestire servizi che altrimenti non sarebbero erogati ai cittadini in assenza di prestazioni analoghe da parte di soggetti pubblici o privati – aggiunge il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà -, tra i quali la raccolta e il successivo invio della corrispondenza nei centri abitati privi di ufficio postale, previa apposita convenzione con il gestore del servizio postale; servizi bibliotecari; servizi di mobilità; vendita di generi alimentari e di prodotti di prima necessità; rivendita di giornali, quotidiani e riviste; ordine e consegna di medicinali».

Giornata internazionale

Le cooperative di tutto il mondo celebrano la Giornata delle Cooperative dal 1923, ma è dal 1995 che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato ufficialmente la Giornata internazionale delle Cooperative e ne ha istituito la celebrazione ogni anno il primo sabato di luglio. L’obiettivo del CoopsDay è quello di promuovere gli ideali del movimento cooperativo. La celebrazione di quest’anno sarà la 27ª edizione della Giornata internazionale delle Cooperative dal momento del suo riconoscimento da parte delle Nazioni Unite, con il tema: “Ricostruire meglio insieme”.

 

Cooperative Pordenone e crisi sanitaria: salvaguardati i livelli occupazionali

Anche in Friuli Occidentale il 3 luglio si celebra la Giornata Internazionale delle Cooperative riconosciuta dalle Nazioni Unite e giunta alla sua 27ª edizione. Tema di questo 2021 sarà “Ricostruire meglio insieme”: le cooperative di tutto il mondo mostreranno come stanno affrontando la crisi causata dalla pandemia Covid-19 con solidarietà e resilienza. Confcooperative Pordenone ha effettuato un’indagine interna su un campione delle proprie associate per capire quanto l’emergenza sanitaria abbia impattato sulla situazione occupazionale, alla luce anche del recente stop al blocco dei licenziamenti. Risultato: pur vivendo situazioni gravi, come quelle del settore turismo-spettacolo-asili (con anche il -70% del fatturato nel 2020) i livelli occupazionali sono rimasti stabili, confermando l’attenzione della cooperazione verso i lavoratori anche in caso di crisi.

Marco Bagnariol

«Non abbiamo indicazioni – analizza il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – rispetto all’ipotesi che, venuto meno il blocco dei licenziamenti, le cooperative adotteranno procedure di riduzione del personale. Anzi. La partecipazione mutualistica, ovvero il coinvolgimento reale di produttori e lavoratori nella conduzione delle imprese, dimostra il valore della cooperazione per l’economia sociale del territorio, con un’attenzione reale al valore della persona. Da quanto ci risulta, diverse cooperative hanno programmato nuove assunzioni. A fronte del calo dei fatturati ed alla contrazione delle marginalità molte cooperative reagiscono investendo sul capitale umano».

La sede pordenonese.

Le cooperative aderenti a Confcooperative Pordenone danno lavoro a oltre 5 mila persone. Sono tante e diverse le storie che s’incontrano al loro interno, dalla persona che ha perso il lavoro di una vita e ha ora speranza per il futuro grazie ai progetti di agricoltura sociale passando ai laboratori socio-occupazionali per persone con disabilità e fragilità delle cooperative sociali. E ancora, professioni tendenzialmente dallo scarso potere contrattuale in quanto legate a contratti individuali che hanno invece trovato forza grazie all’aggregazione, come per esempio nelle cooperative di attori e maestranze legate allo spettacolo. Il tutto senza dimenticare i casi storici della cooperazione agricola, di consumo e del credito cooperativo. Tutte realtà che hanno saputo rispondere al meglio alle sfide poste dal Covid-19. «Questo perché – conclude il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – cooperazione e mutualità significano flessibilità e capacità di reazione di fronte alle difficoltà; i cooperatori pordenonesi, in particolare, sanno reagire individuando nuovi percorsi e progettando nuove attività. “Ricostruire meglio insieme” è davvero lo slogan che descrive al meglio il carattere dei nostri cooperatori».

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 In copertina, il presidente di Confcooperative Pn Luigi Piccoli.

Federsolidarietà Fvg e servizio civile: tanti posti per i giovani volontari

Sono nove i progetti di Servizio Civile Universale proposti da Federsolidarietà Fvg e messi in campo, tra il 2021 e il 2022, da tre Consorzi di cooperative sociali e culturali che offrono la disponibilità di alcune decine di posti nelle quattro ex province della regione. «Tutti i progetti sono reperibili sul portale che abbiamo realizzato appositamente www.serviziocivilefvg.it – spiega Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà Fvg -, unitamente ai riferimenti per prendere contatto e informarsi presso i tre Consorzi di cooperative accreditati alla presentazione dei progetti: Consorzio Interland (4 progetti), Consorzio Il Mosaico (3 progetti), Consorzio Leonardo (2 progetti). I giovani volontari, per questa formidabile esperienza formativa, potranno così cimentarsi negli ambiti dei minori in difficoltà, delle disabilità e delle fragilità sociali (alcune di queste acuite dalla pandemia), oltre che della formazione e della sensibilizzazione alla tutela ambientale».
Ogni singolo progetto è parte integrante di un più ampio programma di intervento che risponde a uno o più obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e riguarda uno specifico ambito di azione individuato tra quelli indicati nel Piano triennale 2020-2022 per la programmazione del Servizio Civile Universale. I progetti hanno la durata di 12 mesi e prevedono un impegno settimanale fisso (25 ore). Il volontario che prenderà servizio stipulerà un contratto con il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile e riceverà, direttamente da questo, un assegno mensile di 439,50 euro. Per presentare la propria candidatura c’è tempo fino alle ore 14 di lunedì 8 febbraio. Gli aspiranti operatori volontari, maschi e femmine, dai 18 ai 28 anni di età, devono presentare la domanda esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it, ma i referenti dei tre Consorzi guideranno i richiedenti nella procedura online.
«Il Servizio Civile è indubbiamente un efficace strumento per aiutare gli altri – chiosa Fontana – ma, al contempo, rappresenta un’autentica occasione di crescita personale e professionale per i giovani che vi si dedicano, oltre che una possibile opportunità di impiego futuro».

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In copertina, Luca Fontana presidente di Federsolidarietà Fvg.

 

“Biodiversità, Paradiso in terra”, video che ci fa amare l’ambiente

Cosa succede sulla Terra in 1 minuto? Utilizziamo 65mila barili di petrolio, si sciolgono 300mila tonnellate di ghiaccio e una specie vegetale o animale scomparirà entro i successivi 20 minuti. Un countdown che fa riflettere, scandito nella produzione del video “Biodiversità, Paradiso in terra” prodotta per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020 dalla campagna Spreco Zero, e da ieri gratuitamente disponibile su youtube al link sottoriportato. Realizzato da Europa Cultura, il video include interventi originali del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, dell’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore movimento Spreco Zero, del geologo Mario Tozzi, del climatologo Luca Mercalli, dell’antropologo Bruno Latour, dell’artista Veronica Pivetti e dell’esperta Fao Irene Hoffmann. Le voci narranti sono della giornalista Marinella Chirico e dell’attrice Marcela Serli, le musiche originali di Teo Limous, i testi di Daniela Volpe. In 14 minuti il video ci aiuta a fare il punto sul tema che le Nazioni Unite hanno messo al centro dell’impegno per il 2020, “super year of biodiversity”. Con la pandemia covid-19 il 2020 è diventato punto di svolta obbligato per il pianeta: ce lo ricorda appunto Andrea Segrè nell’editoriale scritto per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020.

“La terra è un paradiso, l’inferno è non accorgersene”, ecco l’editoriale di Andrea Segrè per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020. “La terra è un paradiso, l’inferno è non accorgersene”: l’aforisma di Jorge Luis Borges è tanto più vero oggi, nel tempo sospeso dalla pandemia, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Ambiente. L’ambiente, ciò che ci circonda – è infatti il participio presente ambiens del latino ambire che significa appunto circondare – svuotato dalla nostra pesante presenza si è ben presto ripreso il suo spazio. Lo spazio della nostra assenza lo ha ripopolato di animali e piante, una presenza che prima si nascondeva fino a sparire. La perdita continua di biodiversità, ovvero la scomparsa di molte specie vegetali e animali, ci ricorda la tragica combinazione fra la presenza dell’uomo e l’assenza del mondo vegetale e animale. È bastato un attimo, se contato con la metrica dell’evoluzione, e ribaltare la presenza con l’assenza per ripopolare quello spazio perso. Nel 2020, anno bisesto e funesto, siamo tuttavia a un punto di svolta obbligato: paradiso o inferno? Se il riscaldamento globale dovesse continuare con il ritmo attuale, entro la fine del secolo scatterà un allarme estinzione per il 73% delle specie animali e vegetali di tutto il mondo. Una scoperta però è confortante, anche se non è ancora il paradiso: la parola “ambiente” esce finalmente da qualsiasi concetto astratto ed entra con prepotenza nel lessico delle priorità della nostra vita.

Ben 7 italiani su 10 (68%) sanno correttamente spiegare la “biodiversità” come “una molteplicità di specie animali, vegetali e microorganismi” e con altrettanta precisione 4 italiani su 10 collegano la perdita di biodiversità e l’alterazione degli equilibri ed ecosistemi a conseguenze rilevanti se non addirittura catastrofiche per l’abitabilità terrestre, come la pandemia covid-19. Solo 1 italiano su 10 (9%) ritiene che non valga la pena preoccuparsi, e che la perdita di biodiversità sia fisiologica nell’evoluzione degli ecosistemi, ma nell’insieme oltre i 3/4 dell’opinione pubblica hanno colto la serietà delle condizioni. Sono i dati del nuovo Rapporto #Biodiversità, I care 2020 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg, li diffonderanno oggi Fondazione Fico con la campagna Spreco Zero. L’indagine è stata condotta dal 27 al 29 maggio su 1000 soggetti in tutta Italia, secondo un campione statistico. Preservare la biodiversità, quindi, ma come? Secondo 1 italiano su 2 (50%) sono necessari e urgenti prodotti e detersivi a basso impatto ambientale, mentre per il 42% degli intervistati la strada è privilegiare la varietà di prodotti agroalimentari del territorio attraverso la spesa della famiglia. Soluzioni che dimostrano la comprensione dei pericoli in atto, e non di difficile attuazione. Molto resta da fare in vista degli Obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030, ed è questo il momento per uno scatto decisivo… verso il paradiso.

Info e dettagli: sprecozero.it

Il video “Biodiversità, Paradiso in terra” è gratuitamente disponibile su youtube al link  https://www.youtube.com/watch?v=wXjy6m_zUdI&t=626s

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In copertina, Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero.

I 100 anni di Onorcaduti e la Grande Guerra in chiave multimediale

A conclusione delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha dato avvio, con il fondamentale contributo di Intesa Sanpaolo, alla prima fase di “Fondazione CariGO GREEN³”, programma triennale per la valorizzazione del territorio isontino e uno sviluppo incentrato sulle sue forti vocazioni – natura, paesaggio, storia – attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e la reinterpretazione in chiave contemporanea del rapporto tra natura e fruizione turistica della memoria storica. Il progetto è stato presentato dalla presidente di Fondazione Carigo, Roberta Demartin, che è intervenuta a Roma, su invito dell’Alto Commissariato per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa, al Convegno per i 100 anni di Onorcaduti.
«La Fondazione ha creduto e crede fortemente in questa iniziativa che, in coerenza con le altre fondazioni italiane di origine bancaria, ha un approccio pluralista allo sviluppo e alla diffusione dell’innovazione sociale, promuovendo al contempo il patrimonio storico e culturale esistente con importanti risorse, in piena condivisione con gli enti preposti», ha sottolineato la presidente Demartin di fronte all’assise introdotta dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e dal commissario generale per le Onoranze ai Caduti, generale Alessandro Veltri; era presente anche il ricercatore storico Marco Mantini.

La presidente Demartin ha illustrato il progetto innovativo realizzato dalla Fondazione, con i partner progettuali Land e Ikon, sul Monte San Michele, uno dei luoghi che fu teatro della Grande Guerra e che è posto proprio sotto l’alta sorveglianza di Onorcaduti.
Oggi, a più di un anno dall’inaugurazione del Museo riallestito in chiave contemporanea e multimediale con un approccio esperienziale e immersivo, che ha incluso l’impiego delle più innovative tecnologie – dalla realtà aumentata alla realtà virtuale -, i primi positivi esiti dell’intervento sono evidenti nel crescente afflusso di visitatori e nei positivi riscontri forniti non solo dal pubblico, ma anche dai riconoscimenti a livello internazionale, dove spicca il World Summit Award promosso dalle Nazioni Unite, che ha premiato Ikon per la realizzazione di una delle 40 più innovative soluzioni digitali a livello mondiale applicate alla fruizione storico-turistica.

Il progetto ha suscitato grande interesse ed entusiasmante per gli intervenuti è stata la possibilità di testare al Convegno l’esperienza di realtà virtuale proposta al Museo del San Michele grazie all’utilizzo dei visori VR. Indossando visore e cuffie i partecipanti, tra cui lo stesso generale Veltri e alcuni delegati dell’Ambasciata americana, hanno potuto ripercorre momenti salienti e situazioni realmente accadute sul fronte del basso Isonzo ed essere letteralmente catapultati nelle trincee durante azioni di attacco, piuttosto che in momenti di vita quotidiana: un’esperienza immersiva esclusiva, unico esempio a livello internazionale di immersione a 360 gradi sulle linee del fronte della Grande Guerra.
«La nostra Storia non è un qualcosa che può rimanere relegato ai libri o agli esperti e cultori della materia – ha concluso Roberta Demartin -, ma deve essere vissuta attraverso gli insegnamenti che dobbiamo, noi adulti per primi, cogliere da essa e trasmettere ai nostri ragazzi, per dare loro gli strumenti corretti per costruire il futuro del nostro Paese. È questo per tutti noi che facciamo, a diverso titolo, parte di una comunità educante, non solo un compito ma un dovere, perché dimenticare sarebbe far morire di nuovo tutti quegli uomini che sul nostro amato Carso hanno sì combattuto, ma sono stati anche esempio di grande umanità».

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In copertina, l’intervento della presidente Demartin e all’interno immagini della prova dei visori VR.