Madonna d’Aiuto, a Corno di Rosazzo restauro tra memoria e devozione: oggi un viaggio nella storia del Santuario

di Giuseppe Longo

“La statua della Madonna d’Aiuto”. Il restauro come segno di memoria e devozione” è l’affascinante tema della giornata di studio che è in programma stamane, dalle 9.30, nel teatro parrocchiale “Lino Zucco” a Corno di Rosazzo. «L’incontro – come anticipa il parroco di Santa Maria del Rosario, don Antonio Raddi – sarà occasione per conoscere più da vicino la storia e il restauro della statua della Madonna d’Aiuto, prezioso segno di fede e identità per la nostra comunità, con contributi di studiosi e professionisti del settore».


Dopo i saluti dello stesso sacerdote e dell’architetto Paolo Coretti, che provvederà alla presentazione dei relatori e al coordinamento del convegno, seguiranno gli interventi del professor Alessio Persic, docente di Letteratura Cristiana Antica all’Università Cattolica di Milano (Origine e vitalità del culto mariano nel territorio compreso tra Cividale e Cormons e approfondimento delle motivazioni storiche e religiose che hanno determinato le emergenze cultuali rappresentate dalla devozione e dalle chiese dedicate a San Giorgio e San Martino a Visinale, Sant’Andrea a Sant’Andrat, San Leonardo a Gramogliano, San Michele ai Casali Gallo, San Giacomo Apostolo e San Biagio a Noax); professoressa Maria Visintini, storica e studiosa del territorio e scrittrice (Storia dell’edificio (“Da chiesiola a Santuario, descrizione dei principali arredi sacri e breve illustrazione degli ex voto maggiormente significativi); monsignor Sandro Piussi, direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Cultural dell’Arcidiocesi di Udine (Descrizione della statua in legno dorato della “Madonna d’Aiuto” e analisi iconografica di ciascuna delle sue componenti con riferimento anche alle immagini mariane presenti nei luoghi di culto del territorio circonvicino); dottor Domenico Ruma, restauratore beni culturali presso Laar srl (Analisi dello stato di conservazione della statua e descrizione dei possibili interventi di restauro); monsignor Loris della Pietra, direttore dell’Ufficio Diocesano per la Liturgia dell’Arcidiocesi di Udine (Il culto mariano tra spazi e riti. Spunti liturgico-pastorali). Al termine seguiranno gli interventi di saluto da parte delle autorità. La ricca mattinata di studio sarà, quindi, conclusa da un momento conviviale nello stesso teatro parrocchiale.


Ricordiamo, infine, che uno degli ultimi atti di monsignor Andrea Bruno Mazzocato, prima di lasciare il suo incarico al nuovo arcivescovo Riccardo Lamba, era stato il decreto di erezione a Santuario diocesano della Chiesa della Madonna d’Aiuto. Tra le varie componenti comunali che si erano attivate per l’importante riconoscimento figurava anche il Circolo Culturale Corno che si era adoperato per questo esito felice attraverso l’invio di una lettera indirizzata all’arcivescovo d’intesa con il parroco Antonio Raddi, che aveva poi avviato l’iter canonico. Corno di Rosazzo è molto legata al luogo di culto mariano che, con questo pronunciamento dell’autorità religiosa, si è affiancato ad altri importanti centri mariani dell’Arcidiocesi, quali Madonna delle Grazie a Udine, Castelmonte sopra Prepotto, Monte Lussari a Tarvisio e Madonna delle Pianelle a Nimis.
Costruita in riva al torrente Corno nel 1655 sul luogo del rinvenimento di una statua della Madonna con Bambino, la Chiesa – alla quale si passava sempre davanti, prima della modifica del tracciato della strada statale (oggi regionale) – fu oggetto nei secoli di viva devozione. «Dedicato al culto mariano – informa una breve nota storico-artistica -, racconta una storia di salvezza che affonda le sue radici nel XVIII secolo e che ancora oggi viene ricordata con gratitudine ed affetto. La leggenda narra che il simulacro venerato nella Chiesa, una Madonna con Bambino in legno dipinto e dorato, venne portata dal fiume Corno durante una piena. Pare che quando la statua lignea fu ritrovata sulla riva, venne portata nella Chiesa parrocchiale. Poiché il giorno successivo la statua fu nuovamente trovata sulla riva del fiume, nello stesso punto dov’era arrivata, la popolazione decise di rispettare il suo volere ed erigere il Santuario in suo onore. Un altro fatto miracoloso legato al Santuario avvenne nel 1836. In quell’anno Corno di Rosazzo venne risparmiata dall’epidemia di colera che colpì l’intera regione e che continuò a decimare le truppe durante la Prima Guerra Mondiale. Poiché la malattia non si spinse oltre il confine della chiesetta, la comunità fece il voto di ringraziamento per la miracolosa prevenzione di Corno dal morbo. Quello stesso voto viene rispettato ancora oggi ogni anno dal 15 agosto all’8 settembre con la celebrazione detta il Perdòn». Cioè, in quel periodo che va dall’Assunzione di Maria in Cielo alla sua Natività, in pratica dalla fine all’inizio dell’anno mariano.

—^—

In copertina, la statua della Madonna d’Aiuto; all’interno, la stessa in tutta la sua bellezza e due immagini dello storico Santuario a Corno di Rosazzo.

Che belle atmosfere natalizie a Tarvisio con la Schippers, tra l’irrinunciabile Adeste Fideles e il White Christmas arrangiato da Carlo Grandi. E ora replica a Muzzana anche con i valzer di Strauss

di Giuseppe Longo

TARVISIO – Che belle atmosfere natalizie calate in musica in una cornice storica molto suggestiva, qual è quella della gotica Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, e il paesaggio di Tarvisio imbiancato da una soffice neve. Riuscitissimo, e molto apprezzato, infatti, il concerto che l’Orchestra “Thomas Schippers” ha proposto nell’ambito del ricco programma messo a punto dal Comune montano per dare tono culturale, vivacità e allegria alle feste di fine anno che, nel capoluogo della Valcanale, sono sempre molto sentite e frequentate da chi sceglie questa invitante località prossima ai Tre Confini per le vacanze invernali: molto attesa, per esempio, è ora la tradizionale discesa dal Monte Lussari con fiaccole e sci ai piedi la sera di Capodanno. Una tradizione che si rinnova da oltre mezzo secolo e che è, via via, cresciuta diventando la fiaccolata più lunga delle Alpi con centinaia di partecipanti.


Vario e piacevole il programma predisposto da Carlo Grandi fatto ascoltare dopo il saluto di don Emanuele Paravano che da pochi mesi è alla guida della Collaborazione pastorale del Tarvisiano che fino alla recente riforma si riconosceva nello storico Decanato. Il sacerdote ha sottolineato l’importanza artistico-culturale della serata che si sarebbe snodata, attraverso una quindicina di brani, dal periodo barocco a quello romantico per finire al più vicino Novecento. Ma, nel contempo, ha messo in guardia dall’attribuire strani significati magici al Natale, privilegiando invece il mistero legato all’incarnazione del Verbo.
La scaletta della “Schippers” – archi e percussioni – si è quindi aperta con un magnifico brano di Johann Sebastian Bach che fa parte delle famosissime Variazioni Goldberg, seguito da un’altrettanto affascinante pagina che il finlandese Jean Sibelius scrisse proprio per le feste di Natale. E sviluppandosi poi in un avvincente itinerario che attinge alle tradizioni soprattutto della Mitteleuropa. Perfettamente intonato con il paesaggio “Eine Musikalische Schlittenfahrt”, il tintinnante viaggio in slitta composto da Leopold Mozart, il padre del ben più conosciuto Genio di Salisburgo, ma anche il tema musicale di “Adeste Fideles”, uno degli inni più amati della tradizione natalizia, soprattutto se cantato con il suo testo latino. E poi davvero coinvolgente, per la sua serenità e dolcezza, il “White Christmas” degli anni Quaranta nell’arrangiamento dello stesso maestro Grandi: un “Bianco Natale” che ci voleva nella cornice innevata che avvolgeva la parrocchiale tarvisiana. Insomma, un insieme di brani opportunamente scelto – fra cui anche la bella Suite di Jean-Philippe Rameau e il simpaticissimo “Syncopated Clock” dello statunitense Leroy Anderson -, premiato da calorosi applausi tanto che l’Orchestra ha voluto ringraziare la platea congedandosi con un bis di sicuro effetto, come le trascinanti “Danze Ungheresi” di Johannes Brahms. Un programma lodato, infine, anche dal vicesindaco e assessore comunale ai Grandi eventi, Serena De Simone, tanto da farle auspicare che ci possano essere altre possibilità di ospitare nella Valle l’Orchestra di Carlo Grandi.
E dopo l’Alto Friuli, a due passi dall’Austria e dalla Slovenia, il prossimo appuntamento è in programma domenica, l’ultima dell’anno, a Muzzana del Turgnano (ore 17.30, sala parrocchiale), quindi dalle montagne imbiancate alle pianure della Bassa a un tiro di schioppo dal mare. Laggiù la “Thomas Schippers”, che ricorda nel suo nome il famoso direttore d’orchestra americano scomparso a New York nel 1977, offrirà al pubblico rivierasco il programma tanto apprezzato a Tarvisio integrandolo, però, con qualche brano di benvenuto all’imminente 2025, come gli imperdibili valzer di Johann Strauss che ogni Capodanno ci deliziano dal Musikverein di Vienna.

—^—

In copertina e all’interno tre immagini del concerto a Tarvisio dell’orchestra “Schippers” diretta da Carlo Grandi  e i saluti del parroco Emanuele Paravano e dell’assessore Serena De Simone.

Il problema autismo: Gregoris in cammino da Grado al  Lussari

Un cammino di 220 chilometri, dal mare Adriatico alle Alpi Giulie, per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulle sfide che, ogni giorno, affrontano le persone autistiche e le loro famiglie: Valentino Gregoris, artigiano di San Vito al Tagliamento, partirà lunedì 29 luglio dal santuario dell’isola di Barbana a Grado per raggiungere, lungo il Cammino celeste che unisce luoghi di fede del Friuli Venezia Giulia, l’8 agosto il santuario sul Monte Lussari a Tarvisio. Al suo fianco, con un aiuto concreto al progetto, Friulovest Banca e Confartigianato Pordenone, oltre a una serie di altre aziende e Comuni che hanno dato il loro patrocinio al progetto “Autismo Percorso di Vita”

Nella sede della banca, a San Giorgio della Richinvelda, si è tenuto un momento informativo prima della partenza, con la consegna da parte di Gregoris a Lino Mian, presidente di Friulovest Banca e a Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Pordenone, di un gagliardetto in mosaico realizzato dagli utenti dei laboratori curati dalla Fondazione Bambini Autismo. “Realtà – ha spiegato Gregoris – con la quale vorremo creare a Pordenone un centro per gestire le emergenze al quale le famiglie con figli autistici possano rivolgersi, come anche il nostro sogno è quello che ogni Comune si doti di uno Sportello autismo per aiutare le famiglie su come affrontare la situazione già dai primi tempi dopo la diagnosi”.
Diagnosi che, se realizzata in tempi rapidi, può essere fondamentale per gestire nel miglior modo possibile l’autismo. “Stiamo parlando – ha aggiunto Gregoris, anch’egli genitore di un bambino autistico –, secondo le più recenti statistiche, di 1 caso ogni 58 nuovi nati e di questi casi 3 su 4 sono maschi. Tra i 6 mesi e i 2 anni di vita si può già capire da alcuni segnali se si è di fronte a un caso di autismo. Ma spesso le famiglie non sanno cosa fare e a chi rivolgersi: questo racconterò nel corso di ogni tappa del cammino nei paesi che toccherò. Grazie a Friulovest Banca e a Confartigianato che hanno capito l’importanza del progetto”.

Assieme a degli accompagnatori e con una diretta social sulla pagina Facebook chiamata anch’essa “Autismo Percorso di Vita”, affronterà un dislivello positivo di 7 mila metri durante il cammino per una media di 20-30 km al giorno dandosi così anche il tempo di incontrare le persone lungo il viaggio per sensibilizzarle. “Siamo convinti – ha dichiarato Mian – nel sostenere questo progetto così importante, testimoniando ancora una volta come la nostra sia una banca attenta alle esigenze del territorio. L’approccio alle malattie sta cambiando: più informazione fa bene, per aiutare malati e loro famiglie nell’approccio con gli altri nella vita quotidiana”. “Gregoris è un nostro associato – ha aggiunto Pascolo – ma il nostro sostegno va oltre questo fatto, è un’attenzione a un problema rilevante per le famiglie coinvolte e che meritano per questo la massima sensibilizzazione”.
L’anno scorso Valentino Gregoris camminò per le stesse finalità ad Assisi. Queste le tappe del viaggio suo e degli amici che lo accompagneraranno: 29 luglio prologo in canoa da Belvedere a Barbana e da lì a Grado; 30 luglio Aquileia-Aiello; 31 luglio Aiello-Cormòns; 1 agosto Cormòns-Castelmonte; 2 agosto Castelmonte-Masarolis; 3 agosto Masarolis-Montemaggiore; 4 agosto Montemaggiore-Rifugio Ana; 5 agosto Rifugio Ana-Prato di Resia; 6 agosto Prato di Resia-Dogna; 7 agosto Dogna-Valbruna; 8 agosto Valbruna-Monte Lussari.

—^—

Da sinistra, Pascolo, Mian e Valentino Gregoris, pronto alla partenza.