Settimana Santa a Grado, l’ultimo “Sermon” e poi il Triduo Pasquale che condurrà alla Resurrezione

di Giuseppe Longo

GRADO – La Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, in questi primi giorni gradesi della Settimana Santa, ci regala tutto il suo splendore di gioiello antico e prezioso. Perché, oltre alla straordinaria bellezza dell’edificio sacro nel suo insieme, in occasione delle solenni Quarantore l’altare maggiore è stato trasformato, come da tradizione, in un trionfo di luci, dispensate da decine di candele, e fiori per accogliere l’Ostensorio che dal pomeriggio delle Palme è oggetto di adorazione pressoché continua. E sarà così anche oggi ultimo giorno di omaggio dei fedeli, sempre numerosi, con il terzo “Sermon” e il canto del “Miserere”, l’antichissimo salmo che riporta addirittura al biblico re Davide. Anche oggi a guidare la riflessione sarà il diacono Matteo Marega. «La Domenica delle Palme – ha osservato su “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli – ci fa entrare nella Settimana Santa e sconvolge subito la nostra logica umana. Lo fa presentandoci il Figlio di Dio che avanza a dorso di un asino. Lo fa mettendoci davanti alla croce sulla quale muore dopo essere stato condannato, schernito, colpito con violenza. Siamo invitati a provare lo stesso entusiasmo dei poveri, che quel giorno hanno riconosciuto in Gesù il Messia».


Conclusi i riti delle Quarantore, anche la Chiesa isolana si appresterà a vivere con intensità il Triduo Pasquale che introduce alla più grande festa della Cristianità. «Il Triduo Pasquale – riprende l’arciprete – è il momento centrale della liturgia della Chiesa, un momento che siamo chiamati a vivere con una singolare intensità e profondità d’animo. Se Cristo è risorto, se Dio si è mostrato più forte della morte, se Dio ha dimostrato che il suo amore è capace di perdonare anche di fronte alla Croce, allora si apre davvero, per ognuno di noi, una speranza che può guidare la nostra vita, renderci cristiani autentici, testimoni coraggiosi dell’amore di Dio che abbiamo incontrato. Il Triduo pasquale è il percorso di Fede che siamo chiamati a fare insieme per riscoprire la gioia del nostro essere cristiani e per rendere luminosa la nostra vita e la nostra testimonianza. L’invito cordiale è, dunque, a vivere tutti i momenti di questo Triduo che non sono tre celebrazioni ma un’unica celebrazione che abbraccia tre giorni! Lasciamoci, quindi, accompagnare dalla liturgia della Chiesa vivendo insieme la ricchezza di questi momenti: sarà vera Pasqua!».
Da Giovedì Santo via, dunque, al Triduo Pasquale che comincerà con la Messa dell’Ultima Cena per proseguire Venerdì Santo con i riti della Passione del Signore e concludersi Sabato Santo con la Solenne Veglia Pasquale. Riti che avranno poi il loro apice il giorno di Pasqua, quando alle 10 la Corale orchestrale “Santa Cecilia” intonerà la bellissima “Missa Eucharistica” di Lorenzo Perosi. Tutti gli orari sono comunque esposti in maniera dettagliata su “Insieme” e avranno sempre come punto di riferimento l’antica Basilica dominata dal possente campanile dell’Anzolo.

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In copertina, un momento della celebrazione in Basilica delle Quarantore dinanzi allo sfarzoso altare con il Santissimo (anche all’interno).

Grado, prima domenica di Avvento e festa di Santa Barbara con la gente del mare nella Basilica patriarcale

di Giuseppe Longo

GRADO – La “Preghiera del Marinaio” e la prima strofa della tradizionale e sentitissima “Madonnina del Mare” hanno concluso stamane, nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, la celebrazione della festa della Marina Militare nella ricorrenza gradese di Santa Barbara, la cui memoria è segnata in calendario nella giornata di domani. Un rito nel rito perché oggi è anche la prima domenica di Avvento e del nuovo Anno Liturgico, tanto che monsignor Paolo Nutarelli, nell’iniziare la Messa solenne – accompagnata come sempre dalla Corale diretta da Anello Boemo -, ha acceso la prima delle quattro candele (che stanno a significare proprio il numero delle domeniche che precedono il Natale) poste sulla scalinata del presbiterio.

E all’omelia l’arciprete si è richiamato sia al significato di questa domenica sia a quello della ricorrenza di Santa Barbara, attraverso la quale ha invocato protezione per i marinai e le loro famiglie. Mentre al termine del rito – al quale hanno assistito i vertici della Marina assieme al commissario straordinario del Comune isolano, Augusto Viola – ha acceso un cero anche alla Madonna esposta per la venerazione nella tradizionale novena che introduce alla grande festa dell’Immacolata Concezione dell’8 dicembre prossimo.
Ma dicevamo dell’inaugurazione del nuovo Anno Liturgico, che è stato dedicato a San Marco Evangelista, che è anche il patrono della piccola frazione di Fossalon. «Con la prima domenica di Avvento – ha scritto don Paolo, unitamente ai sacerdoti e ai consigli pastorali, sul numero speciale di “Insieme” diffuso nella festa di Cristo Re dell’Universo – inizieremo un nuovo Anno Liturgico. È il cammino del Popolo di Dio verso la Pasqua definitiva. Qualcuno, talvolta, ricorda che è “sempre la stessa cosa”…, ma si dimentica che, noi, non siamo quelli dello scorso anno», per cui «organizzare la vita pastorale di una Parrocchia sull’Anno Liturgico non è uno sfizio estetico, ma è il ripercorrere insieme, rivedendoli ogni anno in modo sempre più approfondito, i Misteri che caratterizzano la nostra vita di salvati».


Ricollegandosi, infine, alla dedicazione del nuovo Anno Liturgico all’Evangelista raffigurato con il Libro e il Leone, monsignor Nutarelli ha ricordato che «il culto a San Marco in terre venete è nato, con molta probabilità, a Grado e la “Trichora” (la cappella di San Marco suddivisa in tre ambiti e che si trova dietro l’altare del Santissimo Sacramento in Basilica), attesta l’antico culto dell’Evangelista, documentato a Grado da una iscrizione patriarcale dell’807, collocata nel Lapidario e precedente, di una ventina d’anni, l’arrivo del corpo del Santo a Venezia».

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli accende la prima candela dell’Avvento; all’interno, la predica, la Preghiera del Marinaio, l’omaggio all’Immacolata, autorità in Basilica e foto ricordo sul sagrato al termine della Messa solenne.

 

Grado, commosso addio a Tullio Troian uomo buono e generoso con la preghiera alla “sua” Madonna di Barbana

di Giuseppe Longo

GRADO – Sono i Portatori della Madonna di Barbana – quelli, che ogni anno accompagnano la statua della Vergine Maria con la suggestiva processione di barche allo storico Santuario della laguna – coloro che hanno voluto dedicare l’ultimo omaggio all’amico Tullio Troian. Le dolci parole della loro Preghiera hanno, infatti, concluso il rito di commiato celebrato martedì mattina per il generoso gradese, di 68 anni, trovato senza vita nelle acque di quel mare vicino a casa che tanto amava.

Tullio Troian

E questa associazione era soltanto una di quelle, numerose, che beneficiavano del suo apporto, sempre pronto ad aiutare, a dare una mano a chiunque avesse bisogno. Perché Tullio aveva d’oro quel cuore che probabilmente l’ha tradito, facendolo cadere nelle acque del molo Torpediniere. Come ha detto il figlio Manuel, con la voce rotta dalla commozione – durante un saluto e un grazie che ha voluto esprimere, anche a nome di mamma Orietta, alla folla che gremiva la Basilica di Sant’Eufemia, ma soprattutto a quanti si sono prodigati nella triste circostanza -, «papà non si tirava mai indietro, era sempre disponibile, il suo aiuto sempre pronto. Quando aveva un problema, faceva di tutto pur di risolverlo, con determinazione e tenacia, anche al costo di apparire testardo».

Monsignor Paolo Nutarelli

E la grande disponibilità verso il prossimo di Tullio Troian, la cui morte improvvisa ha scosso la comunità isolana, ma non solo – tante sono le persone che lo scomparso conosceva nella regione -, è stata sottolineata anche da monsignor Paolo Nutarelli, coadiuvato all’altare da altri due sacerdoti e da un diacono. «Questo è un momento di grande dolore per tutti, ma il suo ricordo di uomo buono e generoso deve aiutarci a superarlo», ha detto l’arciprete attingendo alle parole del Vangelo di Marco.
E proprio questo grato ricordo rimarrà indelebile nella gente di Grado, comunità che Tullio ha tanto amato e della quale sapeva moltissime cose. Troian, nelle ore lasciate libere dalla sua professione di fisioterapista, aveva infatti a lungo coltivato la passione del giornalismo e per anni aveva fatto il corrispondente dall’isola per il Messaggero Veneto – lo conobbi una trentina di anni fa, quando era attiva la redazione monfalconese -, collaborando anche con altri giornali, e per espletare questo suo impegno nel campo dell’informazione era sempre aggiornato e documentato su quanto accadeva nell’Isola, ma anche sulla sua ricca storia e sulle sue amate tradizioni. E, oltre a tutto questo, il volontariato che, nonostante i suoi problemi fisici, aveva un posto speciale nel cuore di Tullio e che lo vedeva sempre attivo e disponibile non solo fra i ricordati Portatori e i Donatori di sangue, ma anche in altre associazioni che hanno fatto dell’altruismo la propria bandiera. Un uomo buono e generoso, appunto, un esempio da imitare. Grazie Tullio!

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In copertina e qui sopra l’uscita del feretro dalla Basilica di Sant’Eufemia.

Festa del donatore di sangue a Grado con Messa in Basilica e convivialità nella sede

di Giuseppe Longo

GRADO – Messa solenne stamane, nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, per celebrare la Giornata del donatore di sangue della sezione di Grado associata alla Fidas Isontina. Il rito, reso ancora più intenso e partecipato dai canti, anche intonati alla felice circostanza, del Complesso corale e orchestrale “Santa Cecilia” – quello che solitamente accompagna le feste più importanti dell’anno liturgico -, è stato celebrato da monsignor Paolo Nutarelli, il quale ha messo l’accento sul significato del donare, partendo dall’esempio di Cristo che ha dato tutto se stesso immolandosi sulla Croce per la salvezza dell’umanità.

«Un uomo – ha sottolineato l’arciprete – deve saper donare, soltanto così completa il suo essere uomo. Che sia poi il dono del sangue o qualche altra espressione di vicinanza al prossimo, poco importa, basta che sappia cosa significa donare e lo metta in pratica!». Un concetto, quello dell’altruismo, messo bene in evidenza anche attraverso la lettura della “Preghiera del donatore”.
Al termine del rito, nella vicina sede sociale di Campo San Niceta, pieno centro storico, è seguito l’incontro dei donatori gradesi con le autorità cittadine, oltre a un momento di convivialità che ha concluso la bella giornata intonata ai valori della solidarietà. Come quella espressa nella iconografia che ritrae San Martino, la cui memoria ricorreva appena ieri, il quale donò metà del suo mantello per aiutare un povero a proteggersi dal freddo.

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In copertina e all’interno alcune immagini della Messa solenne di stamane in Basilica celebrata da monsignor Paolo Nutarelli.

Grado oggi in festa con l’antica Basilica per la sua dedicazione a Sant’Eufemia: Messa solenne con tutte le Associazioni

(g.l.) Festa grande oggi per la comunità parrocchiale di Grado, storica e famosa città turistica del Friuli Venezia Giulia che purtroppo ancora una volta si trova a fare i conti con i gravi danni causati da mareggiate e acqua alta, in questa nuova ondata di maltempo che sembra proprio non voler finire. Come già annunciato, si festeggia, infatti, la dedicazione della Basilica patriarcale a Sant’Eufemia con una solenne celebrazione che si terrà alle 10, accompagnata per la particolare circostanza dalla Corale orchestrale Santa Cecilia.

L’interno della storica Chiesa.


«Sono state invitate – ha scritto monsignor Paolo Nutarelli nel foglio informativo settimanale “Insieme” – le Associazioni che operano nel campo della cultura e del volontariato sociale della nostra Grado». E l’arciprete ha poi aggiunto: «La Festa di oggi ci ricorda che ciascuno di noi è chiamato ad essere mattone per edificare la Comunità, anzitutto, con il sentimento dell’appartenenza e poi mettendo i propri carismi a servizio del prossimo».
La ricorrenza della Dedicazione cadeva, per l’esattezza, venerdì 3 novembre, ma trattandosi di giorno feriale a ridosso della festività di Tutti i Santi e della commemorazione dei Defunti, viene celebrata proprio oggi, appunto con la dovuta solennità. Già Cattedrale dell’antico Patriarcato di Grado, la Basilica paleocristiana in stilo romanico risale al sesto secolo dopo Cristo essendo stata consacrata nel 580. Come detto, è dedicata alla giovane martire Eufemia di Calcedonia, località dell’odierna Turchia. La Basilica è il massimo edificio religioso dell’Isola e nel Campo dei Patriarchi “convive” con l’altrettanto antica Chiesa di Santa Maria delle Grazie, altro bellissimo esempio dell’arte paleocristiana e romanica. Entrambi sono i gioielli storici di Grado maggiormente visitati, ma i riti vengono praticamente tutti celebrati proprio in Sant’Eufemia, la cui ottima acustica consente anche l’organizzazione di stupendi concerti di musica classica e sacra. L’ultimo dei quali ha offerto in settembre una splendida esecuzione del monumentale “Requiem” di Mozart dedicata a monsignor Silvano Fain, nel venticinquesimo anniversario della scomparsa.
Ricordiamo, infine, che Grado con le sue storiche Basiliche appartiene alla giurisdizione ecclesiastica dell’Arcidiocesi di Gorizia, creata assieme a quella di Udine in seguito alla soppressione del glorioso Patriarcato di Aquileia, le cui tradizioni sono ancora molto sentite nella vita religiosa delle comunità friulane.

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In copertina, un’immagine della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia con il campanile dell’Anzolo simbolo di Grado.

Grado, dopo la Madonnina del Mare la festa della Basilica patriarcale per la sua dedicazione a Sant’Eufemia

(g.l.) Primo novembre, solennità di Tutti i Santi, con i primi riti della tradizione dedicati al ricordo di chi non c’è più e che pure a Grado sono molto sentiti e partecipati. E con l’arrivo di novembre – passate queste festività, Natale sarà ormai a due passi! – è andato in archivio ottobre che dal punto di vista religioso si era aperto con la ricorrenza della Vergine del Santo Rosario, durante la quale la venerata statua della Madonna degli Angeli era stata portata in processione anche sul Lungomare per la “benedizione delle acque”.

La statua con i pannelli fotovoltaici.


Ma il rito che ha calamitato maggiormente l’attenzione è stato quello, una decina di giorni fa, dell’omaggio alla Madonnina del Mare. Una cerimonia che ha voluto ricordare quel 22 ottobre 1983 quando i “graisani” – spinti dallo slancio e dalla tenacia dell’indimenticabile monsignor Silvano Fain, di cui ricorre il venticinquesimo anniversario della scomparsa – realizzarono una statua in pietra della Madre di Gesù collocandola su una briccola nella laguna della Pampagnola, alle spalle dell’Isola d’Oro. Raggiunta con la “Regina del Mare”, la barca che guida il pellegrinaggio votivo della prima domenica di luglio a Barbana, a mezzogiorno monsignor Paolo Nutarelli ha recitato l’Angelus dinanzi a quell’immagine «tanto cara a tutti – sono le parole dell’arciprete – per ringraziare e rinnovare la devozione dei fedeli» alla Madonna che «protegge tutti i naviganti e ricorda tutti i dispersi in mare». Un Angelus, insomma, che proprio per il fatto di essere stato recitato a quarant’anni della realizzazione dell’opera, è entrato nella storia della comunità isolana, la quale ha già segnato sul calendario 2024 la data del 22 ottobre per ricordarsi dell’omaggio a quella Madonnina del Mare, posta in mezzo alla sua laguna – illuminata grazie a due pannelli fotovoltaici – e che ogni domenica, al termine della Messa “Granda”, viene onorata dal canto a piena voce di tutta la Basilica.
E a proposito della storica Chiesa di Grado, Cattedrale al tempo dei Patriarchi, dopodomani, 3 novembre, ricorre la sua Dedicazione a Sant’Eufemia. Per cui, rispettando una bella tradizione, domenica prossima – come informa “Insieme” il foglio settimanale della Parrocchia arcipretale – la ricorrenza sarà celebrata con la Messa solenne delle 10 animata dalla Corale orchestrale “Santa Cecilia”, «alla quale – ricorda don Nutarelli – sono state invitate le Associazioni che operano nel campo della cultura e del volontariato sociale della nostra Grado».

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli mentre raggiunge in barca la Pampagnola dove c’è la briccola con la Madonnina del Mare.

A mezzogiorno oggi a Grado l’Angelus in laguna dinanzi alla Madonnina del Mare che monsignor Silvano Fain volle nel 1983

di Giuseppe Longo

“… sul mare d’argento il pescatore contento passa e s’inchina alla sua Madonnina…”: sono alcune delle bellissime parole di “Madonnina del Mare”, la tanto amata canzone che ogni domenica mattina conclude a Grado, nella Basilica patriarcale, la celebrazione della Messa “granda”, sempre salutata all’ultima nota da un calorissimo applauso. E la Madonnina del Mare è anche quella posta sopra una bricola – nella laguna della Pampagnola, alle spalle dell’Isola d’oro – che ogni anno, la prima domenica di luglio, viene omaggiata durante il pellegrinaggio votivo con la suggestiva processione di barche dirette a Barbana.
E proprio stamane la Madonnina del Mare sarà al centro di un rito speciale che avviene a quarant’anni esatti dalla collocazione della statua: la recita dell’Angelus di mezzogiorno. Al termine della celebrazione eucaristica, una delegazione della comunità “graisana” – come informa monsignor Paolo Nutarelli su “Insieme”, il seguitissimo foglio settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia -, alle 11.30, con la “Regina del Mare” (la stessa che porta la Vergine in luglio a Barbana) raggiungerà la statua mariana «tanto cara a tutti per ringraziare e rinnovare la devozione dei fedeli», dinanzi a quella immagine che «protegge tutti i naviganti e ricorda tutti i dispersi in mare».
Era, infatti, il 22 ottobre 1983 quando la comunità isolana, peraltro sempre devota alla Madonna – e soprattutto dopo la scampata pestilenza del 1237 -, si prodigò per realizzare l’opera, spronata da monsignor Silvano Fain che Grado ha ricordato recentemente nel venticinquesimo anniversario della scomparsa. Bellissime le fotografie dell’Archivio Zuliani che, casualmente, ho trovato stamane sulla pagina Facebook di fan di graisani.com a corredo di un post pubblicato da Vinicio Patruno il 23 gennaio 2021. Documentano passo dopo passo, come dimostrano anche le immagini che ho selezionato, ritenendole fra le più significative, le complesse operazioni che furono necessarie per l’installazione della statua, tutte avvenute alla presenza dell’indimenticabile arciprete che, proveniente dalle colline di Cormons, era nell’Isola già dal 1957. E oggi il calendario ha voluto che il 22 ottobre cadesse proprio di domenica, per cui il quarantesimo anniversario della realizzazione della statua in Pampagnola avrà ancora maggiore risalto e significato. Un Angelus, insomma, che entrerà nella storia della comunità cristiana di Grado.

Madonnina del Mare

Al primo sole si desta la città della marina
e in un bel giorno risuona la dolce campana vicina
mentre sul mare d’argento il pescatore contento
passa e s’inchina alla sua Madonnina dicendole piano così:
Madonnina del mare non ti devi scordare di me
vado lontano a vogare ma il mio dolce pensiero è per te
Canta il pescatore che va:
Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà.

L’ultimo raggio di sole muore sull’onda marina
e in un tramonto di sogni la barca cammina
fra mille stelle d’argento il pescatore contento
sente nel cuore un sussulto d’amore, sospira pregando così:
Madonnina del mare non ti devi scordare di me
vado lontano a vogare ma il mio dolce pensiero è per te
Canta il pescatore che va:
Madonnina del mare con te questo cuore sicuro sarà.

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In copertina, monsignor Silvano Fain osserva la Madonnina del Mare appena finiti i lavori; all’interno, altre immagini della installazione della statua in laguna.

(Foto Archivio Zuliani, Grado)

La Parrocchia di Grado “investe” nel Ricreatorio Spes. Monsignor Nutarelli: laboratorio per la crescita dei giovani

di Giuseppe Longo

A Grado, esattamente a Città Giardino di fronte alla Chiesa di San Crisogono, c’è un edificio parrocchiale legato al ricordo di monsignor Silvano Fain, l’indimenticato arciprete scomparso venticinque anni fa e ricordato, nei giorni dell’anniversario, con una memorabile esecuzione del “Requiem” di Mozart nella Basilica patriarcale di Santa Eufemia. E’ il Ricreaorio Spes – che in latino significa speranza – e da alcuni giorni, attorno al tetto della “Sala Fain”, è stato montato il ponteggio per l’inizio del primo lotto di una importante ristrutturazione che prevede la realizzazione dell’impianto fotovoltaico per il contenimento della spesa energetica. Lo riferisce nel foglio settimanale “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli, ricordando che nei prossimi giorni verrà presentato ufficialmente «il progetto complessivo che, in base alle disponibilità economiche, proseguirà».
«Investire nel ricreatorio Spes è un passo importante per la Parrocchia!», afferma infatti il sacerdote gradese che ha in cura spirituale, apprezzatissimo, la sua comunità isolana dopo una decina d’anni trascorsi nel Collio goriziano, a Cormons, il paese proprio dal quale proveniva don Fain. «Perché farlo?», si chiede allora monsignore, ma che per molti è rimasto simpaticamente “Donpi” come lo chiamavano i giovani cormonesi. Ecco la sua spiegazione: «Si narra – afferma – che quando vennero a presentare a don Bosco il locale che egli stava cercando per poter realizzare il suo primo Oratorio, i proprietari erano convinti che lui volesse fare “un laboratorio per i suoi ragazzi”. Lui, subito, ne corresse la frase: “Non un laboratorio, ma un Oratorio!”. Così nacque il primo Oratorio della storia moderna. Questo scambio involontario di nomi fu in un certo senso “azzeccato”, perché gli Oratori di oggi si avvicinano molto all’idea di essere dei “laboratori” di proposte, che fanno bene alla vita di Fede ed alla crescita di un ragazzo. Attraverso la proposta di varie esperienze, l’Oratorio diventa veramente quel “laboratorio” dove vengono messi insieme gli ingredienti per la crescita globale di un ragazzo. Una persona, per crescere, ha bisogno di spazi, di tempi e di esperienze; ha bisogno di persone coetanee con cui misurarsi e confrontarsi ed adulti da cui prendere spunto; ha bisogno di mettersi alla prova, di accorgersi delle proprie potenzialità. E nel nostro Ricreatorio “Spes”… ci auguriamo che tutto questo possa avvenire!».
Nel notiziario parrocchiale, monsignor Nutarelli ricorda anche la festa della Madonna del Rosario appena celebrata solennemente. «Con la Processione di domenica scorsa – scrive infatti -, sebbene il bel tempo continui ad attirare nella nostra Isola numerosi turisti, abbiamo portato a compimento la stagione estiva nella quale la nostra Comunità cristiana ha cercato di dare il suo contributo. Più volte abbiamo ricordato che la nostra Parrocchia ha una vocazione particolare: quella turistica ovvero l’accoglienza dell’ospite. Chi viene in vacanza è libero dagli affanni della quotidianità e, quindi, è un terreno più che accogliente in riferimento al Mistero! Abbiamo cercato di essere una Comunità che accoglie e celebra (le diverse Sante Messe in Basilica ed in tutte le Chiese e cappelle della città e le varie Liturgie); una Comunità che testimonia e dialoga con il mondo (incontri culturali quali la “Cattedra di Elia” e le serate di “Avvenire”); una Comunità che attraverso l’arte si eleva al Trascendente (i concerti in Basilica). Tutto ciò è stato possibile – sottolinea l’arciprete – grazie alla disponibilità di tante persone che, a 36o gradi, hanno vissuto la dimensione del servizio nell’apertura e chiusura delle Chiese, nel canto liturgico e nella proclamazione della Parola, nell’accoglienza alle porte delle Chiese, specialmente nelle serate culturali, nel prezioso servizio di sacristi e nella pulizia delle Chiese. Senza di loro tutto sarebbe stato più difficile. Ovviamente tante cose sono state fatte ma sono sempre migliorabili. Nel dire grazie per quanto vissuto, nasce anche l’augurio – conclude monsignor Nutarelli – che, sia in estate che durante tutto l’anno, altre persone possano aggregarsi nel volontariato dell’accoglienza».

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante una recente celebrazione.

Madonna del Rosario, grande festa oggi a Grado che conclude la stagione estiva: processione con la Benedizione del mare

(g.l.) A Grado oggi ci sarà la Benedizione del mare, fonte di vita, sotto tutti i suoi aspetti, per la comunità. E la cerimonia avverrà durante la processione pomeridiana, con la statua della Madonna degli Angeli, che attraverserà oltre alle vie principali della città balneare anche il Lungomare Nazario Sauro.
Anche Grado oggi, come tante altre località in Friuli Venezia Giulia, festeggia infatti la Madonna del Rosario, ma anche la Giornata del Ringraziamento per la stagione estiva, come ha annunciato domenica scorsa monsignor Paolo Nutarelli, quando ha accolto solennemente in Chiesa la venerata statua. «Vogliamo, quindi, dire grazie per questa stagione – ha scritto l’arciprete su “Insieme”, il foglio informativo della Parrocchia isolana – fatta di incontri e di relazioni, di lavoro e di riposo, di sogni realizzati ma, anche, di difficoltà che dovrebbero aiutarci a crescere nel senso di Comunità e solidarietà».
Festa grande, dunque, che comincerà con la Messa solenne celebrata stamane, alle 10, nella Basilica di Santa Eufemia e che sarà animata per l’importante occasione dalla Corale Orchestrale “Santa Cecilia”. Quindi, nel pomeriggio, la seconda parte della tradizionale ricorrenza con la processione, alle 15, con l’antica immagine della Madonna degli Angeli che per tutta la settimana è stata esposta nel presbiterio per l’omaggio dei fedeli. La quale si snoderà al termine della Supplica alla Madonna di Pompei. Punto centrale del rito sarà, come detto, il passaggio del corteo sulla diga dove avverrà la Benedizione del mare suggellando così, dal punto di vista religioso, la stagione estiva che ormai anche a Grado si è appena conclusa.

 

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In copertina, l’antica immagine della Madonna degli Angeli e qui sopra il suo arrivo in Basilica domenica scorsa.

 

Grado, la Madonna degli Angeli in Basilica per la grande festa del Rosario che ricorda Lepanto

di Giuseppe Longo

GRADO – La prima domenica di ottobre, anche la comunità cristiana di Grado, con i suoi ancora numerosi ospiti, vivrà una ricorrenza importante: la Madonna del Rosario, la cui origine ricorda la battaglia navale di Lepanto del 7 ottobre 1571. Proprio in vista della tradizionale festività, stamane al termine della Messa cantata in latino, nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia ha fatto ingresso solenne la statua della Madonna degli Angeli, accolta da monsignor Paolo Nutarelli, il quale l’ha incensata dopo che l’arca è stata deposta nel presbiterio dinanzi all’altare maggiore. Qui resterà esposta alla venerazione dei fedeli per tutta la settimana.

Domenica prossima, dunque, alle 10 – come ha annunciato l’arciprete -, ci sarà, sempre in Basilica, la Messa solenne accompagnata dal Complesso corale-orchestrale “Santa Cecilia” di Grado, mentre alle 15 ci sarà la tradizionale Supplica alla Madonna di Pompei, seguita dalla processione, appunto con la statua della Vergine. “Attraverseremo – ha anticipato monsignor Nutarelli – le vie del centro, andando anche sulla diga per la benedizione del mare. Auspico pertanto una larga partecipazione”.
Al termine della Messa, la cantoria – che rende ancora più festose e partecipate le celebrazioni domenicali in quella che era Cattedrale al tempo dei Patriarchi – ha intonato il conosciutissimo e molto amato inno “Madonnina del Mare” che tutti cantano con tanta devozione a piena voce e che all’ultima nota salutano con il consueto fragoroso applauso.
Altri momenti importanti dunque per la Basilica di Sant’Eufemia che pochi giorni fa aveva ospitato, nel venticinquesimo anniversario della scomparsa, il doppio magnifico concerto dedicato alla memoria di monsignor Silvano Fain, l’indimenticato arciprete, con l’esecuzione da parte di Coro e orchestra “Città di Grado” della monumentale Messa di Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart. Una proposta, a conclusione di “Musica a 4 Stelle 2023”, molto apprezzata dal pubblico foltissimo che vi ha assistito in entrambe le occasioni.

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In copertina e all’interno l’ingresso in Basilica della statua della Madonna degli Angeli accolta da monsignor Paolo Nutarelli che poi l’ha incensata.