Corpus Domini, la tradizionale processione di Grado anticipata dalla festa-concerto regalata giovedì dai medici-musicisti tedeschi

di Giuseppe Longo

GRADO – Finalmente ieri l’Isola di Grado, che conta già la presenza di molti turisti soprattutto di lingua tedesca, ha beneficiato di una splendida giornata di sole dopo gli abbondanti piovaschi che l’avevano preceduta. E oggi, stando alle previsioni meteo, dovrebbe esserci il bis. Quello che ci vuole per celebrare adeguatamente la solennità del Corpus Domini che, dopo la Messa cantata, vedrà snodarsi anche la tradizionale processione con il Santissimo Sacramento nelle vie del centro: campo Patriarca Elia, via della Corte, via Marina, Via Orseolo, viale Europa Unita, largo San Crisogono e via Gradenigo.

La festività odierna era stata anticipata giovedì – la giornata canonica della ricorrenza eucaristica, rinviata però alla fine degli anni Settanta, durante il pontificato di Paolo VI, alla domenica successiva – da un applauditissimo concerto in una gremita Basilica di Sant’Eufemia, protagonisti i medici-musicisti tedeschi in questi giorni nell’Isola d’Oro per il loro Congresso annuale: una bella consuetudine, quella di riunirsi per discutere dei loro problemi a Grado, che si ripete da quasi mezzo secolo. E nell’occasione, proprio nel giorno del Corpus Domini (che in Germania come pure in Austria è rimasto festivo), piace loro regalare un concerto di musica classica alla comunità isolana e ai suoi ospiti.
L’Orchestra Musica Medica – così si chiama la formazione strumentale – sotto la direzione del professor Rudolf Ramming ha così offerto un programma ampio e variegato nel quale hanno dominato bellissimi brani di Antonio Vivaldi, Wolfgang Amadeus Mozart e Joseph Haydn, ma anche di Gabriel Fauré e Felix Mendelsohn-Bartholdy, oltre che dei contemporanei Lewis Capaldi e Klaus Slibernagi, in alcuni dei quali sono state molto applaudite anche interpretazioni soliste con violino, violoncello e flauto, oltre che vocali con soprano e tenore, come è avvenuto nella stupenda composizione di Haydn. Ma il cantore è tornato sulla scena da solo al termine del concerto, quando il direttore Ramming ha voluto regalare un bis al caloroso pubblico che aveva riempito l’antica Chiesa patriarcale, tanto che numerose persone avevano dovuto accontentarsi di ascoltare i magnifici brani dal sagrato. Così, il solista tedesco ha interpretato “O sole mio”, la canzone napoletana notissima in tutto il mondo, scritta nel 1898 da Giovanni Capurro e musicata da Eduardo Di Capua. E quel sole evocato dai medici-musicisti d’Oltralpe finalmente è arrivato anche sull’Isola. Infine, il concerto è stato coronato dalle note coinvolgenti e festose di “Pomp and circumstance”. La famosa pagina di Edward Elgar era proprio intonata con l’importanza della ricorrenza che si celebra oggi con la dovuta solennità.
«Partecipando all’Eucarestia – ha sottolineato, infatti, monsignor Paolo Nutarelli – non solo ci nutriamo del corpo di Cristo, entrando in comunione con Lui, ma entriamo in comunione anche tra di noi. Mangiamo uno stesso pane, diventiamo uno stesso corpo. L’Eucarestia alimenta anche l’unità della Chiesa: è lo stesso sangue che scorre, la stessa vita che ci accomuna. Attraverso la celebrazione dell’Eucarestia diventiamo non solo consanguinei di Cristo, ma anche “fratelli di sangue” tra di noi».

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’applauditissimo concerto dei medici tedeschi nella Basilica di Sant’Eufemia.

 

Grado, monsignor Nutarelli fa il punto sui lavori al Ricreatorio Spes gettando le basi per la sua gestione

di Giuseppe Longo

«I lavori di adeguamento degli impianti del Ricreatorio Spes stanno procedendo e ci si augura di terminarli per la fine di luglio». Lo riferisce su “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli il cui sogno, passo dopo passo, si sta avverando, tanto che per i ragazzi di Grado si avvicina la data in cui potranno disporre di questa importante struttura a Città Giardino, completamente rinnovata, che volle edificare per loro l’indimenticato arciprete Silvano Fain poco prima della sua improvvisa scomparsa. All’inizio del mese,  riferivamo che si contava di aprire la parte esterna a fine maggio. «Purtroppo, causa il maltempo di questi mesi – osserva don Paolo -, i lavori esterni dello Spes procedono a rilento. Infatti, per stendere le resine, è necessario avere almeno cinque giorni continuativi di sole e non pioggia. Auguriamoci che il tempo possa, quindi, sistemarsi».

Il parroco “graisano” riferisce che oggi – oltre alla festa che celebra la Trinità introducendo alla solennità del Corpus Domini di domenica prossima, quando ci sarà anche la tradizionale processione con il Santissimo Sacramento – si ricorda San Filippo Neri, il «santo della gioia, dell’allegria e dello stare assieme», protettore dei giovani come il più famoso Don Bosco. «Affidiamo a lui e San Giovanni Bosco – afferma infatti monsignor Nutarelli – il nostro Spes perché possa, nel tempo, diventare un punto di riferimento per i nostri ragazzi». Proprio perché, secondo lui, il Ricreatorio dovrà essere un «laboratorio per la crescita dei giovani».
E mentre proseguono i lavori di ammodernamento, il parroco comincia anche a gettare le basi anche per il “dopo”. «Fin d’ora – afferma al riguardo – si comunica che, quando si riaprirà lo Spes, l’accesso sarà regolamentato da orari di apertura e chiusura. Infatti, in collaborazione con “Gradonoi odv” sarà attiva la sorveglianza dell’area durante l’apertura della struttura». Ricordiamo infine che è sempre attiva la campagna di raccolta fondi per i lavori al Ricreatorio – comporteranno una spesa di oltre un milione di euro -, per cui chi volesse aderire all’appello della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia lo potrà fare: portando il proprio contributo nell’ufficio parrocchiale; attraverso il bonifico bancario intestato a Sogno Spes. Iban: IT09L0887764590000000705335. Ovviamente, monsignor Nutarelli esprime gratitudine a chi sosterrà questa importante “impresa” per i giovani di Grado.

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In copertina e all’interno due immagini del progetto per i lavori di ammodernamento al Ricreatorio Spes di Città Giardino a Grado.

Grado, la Basilica di Sant’Eufemia fulcro di una ricca estate tra spiritualità e “bellezza” storica e culturale dell’isola

(g.l.) Invitante appuntamento musicale sabato prossimo, a Grado, nell’antica Basilica di Sant’Eufemia. Alle ore 20.30, inserita nel Festival  Udine Castello con tema conduttore “Angeli e Segrete”, l’Orchestra d’archi Naonis Donatello regalerà al pubblico, che sicuramente gremirà la bellissima Chiesa patriarcale dominata dal campanile con l’Anzolo, una serata di musica classica con brani, tra gli altri, di Antonio Vivaldi, il “prete rosso”: direttore Nurhan Arman, solista al flauto Luisa Sello, presidente degli Amici della musica di Udine che organizzano la importante rassegna.

Monsignor Paolo Nutarelli


Sarà questo, praticamente, l’appuntamento che inaugurerà il programma estivo della Parrocchia isolana che era stato definito durante la recente riunione del consiglio pastorale, convocata da monsignor Paolo Nutarelli, che aveva appunto preso in esame proprio l’imminente cartellone di eventi spirituali e culturali. «Sacramenti, accoglienza, condivisione – afferma don Paolo – sono quanto la Chiesa deve assicurare ad ogni persona che percorre il cammino della vita. La Fede non va mai in vacanza e la riflessione non può permettersi pause. Per tal motivo, occorre mantenere alto il livello delle opportunità, segno della nostra sensibilità cristiana. Il tempo delle vacanze può diventare il luogo dell’Annuncio della Fede». E ancora: «In particolare, la bellezza artistica delle nostre Basiliche ci invita ad alzare lo sguardo. Paolo VI, rivolgendosi agli artisti, dichiarava: “Questo mondo, nel quale viviamo, ha bisogno di bellezza per non affondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che mette gioia nel cuore, è quel frutto prezioso che resiste all’usura del tempo, che unisce le generazioni e le congiunge nell’ammirazione”. La bellezza – aggiunge l’arciprete di Grado – ci mette in comunione con qualcosa che è più grande di noi: è legata all’infinito e ci apre al mistero del mondo, per cui dà la voglia di essere migliore e quindi fa sentire migliore. Allora, c’è proprio da augurarsi che, nel nuovo millennio, si avveri quanto lo scrittore-profeta Dostoevskij affermava: “Il mondo sarà salvato dalla bellezza”».
Ma come si svilupperà l’estate nell’Isola d’oro, che richiama sempre una larga partecipazione anche da parte dei turisti? Indicativamente, partendo dal mese di giugno, verranno vissuti numerosi appuntamenti: il lunedì pellegrinaggi notturni al Santuario mariano di Barbana, incontri alla Cattedra di Elia e sulla Storia di Grado. Il martedì e il giovedì eventi culturali in Basilica. Il mercoledì, invece, spazio alla spiritualità con l’adorazione Eucaristica (dalle ore 20.30 alle 22.30), mentre dalle 21 alle 21.30 ci sarà una Lectio Divina). Quindi il sabato e la domenica le consuete celebrazioni parrocchiali, fra le quali emergono le varie solennità come la odierna Festa di Pentecoste e la ricorrenza del Corpus Domini, con la tradizionale processione con il Santissimo, del 2 giugno prossimo. Fra gli appuntamenti speciali si segnala il 21 giugno, giorno del Solstizio d’estate, la Messa che sarà celebrata alle 5, vale a dire al sorgere del sole, sul Lungomare Nazario Sauro. Il 28 giugno seguirà invece la già annunciata Festa di Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, mentre il 2 agosto e il 6 settembre ci sarà una Liturgia gradese alla Cattedra di Elia con l’accompagnamento della della Corale-Orchestrale “Santa Cecilia”.

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In copertina, la Basilica patriarcale di Sant’Eufemia a Grado fulcro della spiritualità e della cultura isolana; qui sopra, il meraviglioso interno.

La Festa di Avvenire farà il tris a Grado: alla piccola “agorà” rivolta ai giovani parlerà il cantautore Giovanni Caccamo protagonista all’Onu e in Vaticano

di Giuseppe Longo

Grado si prepara ad accogliere, per la terza volta, la “Festa di Avvenire”, il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica edito dalla Conferenza episcopale italiana e diffuso in tutte le regioni. La manifestazione, rivolta soprattutto ai giovani, si articolerà in due serate, il 28 giugno e il 2 luglio prossimi, ospiti speciali padre Paolo Benanti e il cantautore Giovanni Caccamo, protagonista anche nella recente festa di Azione Cattolica tenutasi in Vaticano, alla presenza di Papa Francesco. «Ritorna, anche quest’anno – informa “Insieme” diffuso proprio oggi -, la “Festa di Avvenire”, una piccola agorà voluta dalla Parrocchia, dal Comune e dal Consorzio in collaborazione con Promoturismo Fvg». Si tratta, infatti, di un appuntamento al quale tiene molto monsignor Paolo Nutarelli, in quanto, come nelle due precedenti edizioni, potranno uscire importanti messaggi da lanciare alle nuove generazioni.

Padre Paolo Benanti

Entrambe le serate cominceranno alle 21 e si terranno in Campo Patriarca Elia, cioè il sagrato della Basilica di Sant’Eufemia. In caso di maltempo, invece, gli incontri si terranno all’interno della stessa Chiesa patriarcale. Il primo incontro, intitolato “Intelligenza artificiale: minaccia oppure opportunità da cogliere?” vedrà la partecipazione, appunto, di padre Paolo Benanti, presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale per l’informazione del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e di Stefano Fabbris, del Dipartimento Scienze Fisiche Tecnologie della materia del Cnr. Modererà l’incontro Andrea Lavazza, giornalista di Avvenire. «Sono un francescano del Terzo Ordine Regolare – si presenta padre Benanti -; sono nato il 20 luglio del 1973 e mi occupo di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. In particolare, i miei studi si focalizzano sulla gestione dell’innovazione: Internet e l’impatto del Digital Age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie. Cerco di mettere a fuoco il significato etico e antropologico della tecnologia per l’Homo sapiens: siamo una specie che da 70 mila anni abita il mondo trasformandolo, la condizione umana è una condizione tecno-umana».
Il secondo incontro, intitolato “Le parole che ci cambiano”, vedrà invece un dialogo tra il ricordato Giovanni Caccamo e Angela Calvini, pure giornalista del quotidiano cattolico. Il raffinato cantautore è ideatore e promotore del progetto culturale “Parola ai giovani”, presentato lo scorso 5 aprile al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite nella sede dell’Economic and Social Council, nella sua declinazione internazionale Il Manifesto for change – Youth and future. Un concorso di idee, rivolto ai ragazzi di tutto il mondo, di ogni religione, identità di genere ed estrazione sociale, per creare insieme un manifesto culturale di cambiamento in occasione del forum internazionale dei giovani “Change the World Model United Nations” in collaborazione con Diplomatic Ong.
«Presentare questo progetto nato in Italia all’Onu di fronte a 5 mila giovani provenienti da 142 Paesi è stato incredibile», ha raccontato ad “Avvenire” Giovanni Caccamo. «Troppo spesso – ha aggiunto – ci arrendiamo di fronte alle nostre fragilità, sopraffatti da un mondo virtuale che mette in onda vite perfette facendoci sentire inadeguati e mai all’altezza, ho detto nel mio discorso. Bach scrisse la sua “Toccata e Fuga in Re minore” a 20 anni. Michelangelo scolpì la Pietà a 23 anni e iniziò a dipingere la volta della Cappella Sistina a 33. È nostro dovere rimboccarci le maniche e chiederci quali possano essere i cambiamenti più urgenti e necessari nel nostro presente. Ogni sera – ha quindi proposto -, prima di addormentarci, sforziamoci di trovare almeno una decina di piccole, grandi cose che hanno reso la nostra giornata speciale e per cui imparare a dire “grazie”. Credere nella pace, ad esempio, significa imparare a sciogliere i conflitti della nostra vita; sforzarci di perdonare e chiedere scusa mettendo in circolo nuove dosi d’amore e gentilezza».
«La presenza di Avvenire a Grado per il terzo anno consecutivo – si sottolinea, infine, in una nota del giornale edito dai vescovi italiani – conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori locali coinvolgendo i fedeli, ma soprattutto i giovani in un dibattito utile e costruttivo su temi di rilevante attualità».

Il Campo Patriarca Elia e la Basilica.

“Avvenire” è il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica diffuso in tutto il territorio italiano. Con grande attenzione all’evoluzione della società, alla cronaca e all’attualità economica e internazionale, si distingue per gli ampi spazi di approfondimento grazie ai numerosi editoriali, alle ricche sezioni del quotidiano e agli inserti periodici. “Avvenire” è oggi al centro di un vero e proprio sistema editoriale che comprende oltre al quotidiano, con i suoi inserti dedicati a tematiche specifiche, un sito web con un servizio di lettura vocale degli articoli, accessibilità di lettura per persone con disabilità e siti verticali dedicati, newsletter settimanali tematiche, social con elevato tasso di engagement (Facebook, X, Instagram, Linkedin, YouTube), un canale podcast con mini serie dedicate, un canale WhatsApp per ricevere aggiornamenti in tempo reale, una App dove consultare il quotidiano digitale e tutte le sue edizioni locali (diocesane), il mensile Luoghi dell’Infinito, che racconta di arte, cultura e itinerari, una produzione libraria, che annovera anche una collana in collaborazione con Vita e Pensiero, il giornale di attualità per bambini Popotus, unico nel panorama editoriale, con un’ampia diffusione presso le scuole primarie italiane. «Le 100.470 copie diffuse ogni giorno (dato progressivo a dicembre 2023, in fase di certificazione Ads), la percentuale di abbonati più elevata tra tutti i quotidiani italiani e il trend di crescita della diffusione, costante e ininterrotto dal 2002, dimostrano che i lettori riconoscono ad “Avvenire” un livello di qualità molto alto, forte di un rapporto di fiducia che pochi altri quotidiani possono vantare», si osserva infine in una nota del giornale cattolico.

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In copertina, il cantautore Giovanni Caccamo in Vaticano assieme ai giovani del progetto “Manifesto per il cambiamento”. (Foto di Marco Anelli da”Avvenire”)

Grado, a fine mese pronti i primi campi (basket e minivolley) del Ricreatorio Spes. Un protocollo per la valorizzazione sottoscritto da Parrocchia e Comune

(g.l.) Martedì prossimo, a Grado, si farà il punto sui lavori di ristrutturazione del Ricreatorio Spes di Città Giardino, ma nel contempo si comincerà anche a parlare della gestione successiva della struttura parrocchiale. E questo avverrà nel corso della riunione del consiglio pastorale, convocato anche per la trattazione di altre questioni da monsignor Paolo Nutarelli in casa canonica alle 20.30.

Il Ricreatorio Spes com’è…

«In queste settimane – riferisce “Insieme” -, i lavori di ristrutturazione continuano e ci si augura, tempo permettendo, di poter aprire la parte esterna a fine maggio. In questi giorni si stanno ultimando i campi di basket e minivolley e verrà completata l’impiantistica degli spogliatoi e dell’illuminazione dei campi. Contemporaneamente all’apertura dell’area esterna, inizieranno i lavori di adeguamento degli impianti dell’edificio. Per saldare i debiti, in questi ultimi giorni, la Parrocchia sta contraendo un mutuo: infatti, sul bilancio della Parrocchia “pesa” la ristrutturazione della Basilica delle Grazie (euro 250 mila) per la quale era stato promesso, nel 2021, un contributo dell’Amministrazione comunale».
Il foglio settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia si sofferma anche sulla situazione finanziaria dell’intervento nel Ricreatorio voluto da monsignor Silvano Fain trent’anni fa, poco prima della morte che lo colse improvvisamente. Sul conto corrente bancario dedicato ci sono poco più di 308 mila euro ((disponibilità, contributi, offerte raccolte al 2 maggio scorso), mentre ci sono lavori saldati per oltre 240 mila euro e l’intervento complessivo costerà 1.183.500. Per cui don Paolo, grato per quanto fatto finora dai gradesi, rinnova l’appello alla generosità, per cui chi volesse aderire alla raccolta fondi lo potrà fare: portando il proprio contributo nell’ufficio parrocchiale; attraverso il bonifico bancario intestato a Sogno Spes. Iban: IT09L0887764590000000705335. «Grazie a tutti – scrive il parroco -, il progetto sta prendendo forma “sempre più” e speriamo che la generosità delle persone possa continuare, ne abbiamo bisogno!».

… e come sarà presto.

Intanto, nel rispetto vicendevole di ruoli e di valori, la Parrocchia ed il Comune di Grado hanno sottoscritto – tramite l’arciprete Paolo Nutarelli e il commissario Augusto Viola – un protocollo d’intesa per la valorizzazione del Ricreatorio Spes che da sempre è luogo d’incontro ed è a servizio della comunità. «Sempre più – ha osservato, infine, il parroco – c’è bisogno di sinergia tra le istituzioni per trovare percorsi idonei per il benessere sociale e spirituale delle persone, in modo particolare dei giovani. Nel protocollo non ci sono novità, ma viene riconosciuto ciò che già viene fatto».

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In copertina, monsignor Nutarelli firma il protocollo con il commissario Viola.

A Grado il Primo maggio i pescatori torneranno pellegrini a Barbana ricordando il ciclone di un secolo fa

(g.l.) Dopo la grande festa di ieri pomeriggio, quando nella Basilica di Sant’Eufemia monsignor Armando Zorzin – l’ex parroco, oggi vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia, tornato per un giorno nell’Isola – ha amministrato il sacramento della Cresima a 28 ragazzi, la comunità di Grado vivrà un’altra giornata importante mercoledì prossimo – Primo maggio, Festa dei Lavoratori -, quando sarà rinnovato il Pellegrinaggio votivo dei pescatori a Barbana. Al tradizionale rito sarà presente una delegazione della Cooperativa Pescatori e tutta la comunità – annuncia “Insieme”, il settimanale della Parrocchia arcipretale – è invitata a partecipare. Il ritrovo sarà in porto alle ore 8.30 e, dopo la preghiera iniziale, risalendo il canale per andare proprio a Barbana, monsignor Paolo Nutarelli benedirà i pescherecci e le barche posizionati lungo le banchine, per cui sono invitati a partecipare tutti i possessori di natanti.
Con questo pellegrinaggio si ricorda uno scampato pericolo di quasi cent’anni fa. La notte del 3 giugno 1925 la flottiglia di pesca gradese, composta da ben 56 barche, venne infatti sorpresa al largo e travolta da un furioso ciclone. I marinai invocarono proprio la Beata Vergine di Barbana e tutti poterono fare ritorno incolumi alle proprie case, riabbracciati dalle loro famiglie. L’episodio è raccontato ancora oggi nell’ex voto pubblicato da don Paolo e che vi riproponiamo.
Una volta giunta a Barbana, la sicuramente folta comitiva assisterà alla celebrazione della Messa accompagnata dalla Corale “Santa Cecilia”. Il rientro dall’isoletta in mezzo alla laguna è fissata per le ore 12. Una bella manifestazione, dunque, che sarà soltanto un “assaggio” del grande pellegrinaggio del Perdon che si ripete ogni anno la prima domenica di luglio, quando Grado rinnoverà i suoi voti per la superata pestilenza del 1237.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli sulla barca diretta a Barbana durante il pellegrinaggio dei pescatori del 2023.

 

Grado, il parroco scrive agli operatori turistici: l’ospite non sia solo un cliente ma una persona di cui prendersi cura

di Giuseppe Longo

«Voi ed il vostro lavoro siete il volto della nostra Isola che incontra ed accoglie; è importante, quindi, rilanciare un turismo che pone al centro l’attenzione alla persona: l’ospite, il collaboratore ed il dipendente, perché chi arriva a Grado non sia solo un cliente ma una persona di cui prendersi cura». È questo uno dei passi principali della lettera che in questi giorni monsignor Paolo Nutarelli invierà agli operatori turistici dell’isola alla vigilia della nuova stagione estiva, per augurare loro una proficua attività.
«Carissimi “Operatori del turismo gradese” – esordisce don Paolo nel messaggio che porterà la data del 30 aprile 2024 -, il primo maggio, “in modo simbolico”, segna l’inizio di una nuova stagione turistica che interroga il nostro vissuto ed i nostri sogni. Come vostro Parroco, sento il bisogno di rincuorarvi e di testimoniare la vicinanza di tutta la Parrocchia al vostro prezioso lavoro. Vi ringrazio e vi incoraggio ad essere premurosi nell’ospitalità, attenti alla dignità delle persone, sensibili alle necessità dei più bisognosi. Mi permetto regalare, alla vostra riflessione, tre parole. Le prime due parole: Incontro ed Accoglienza». E su queste l’arciprete sviluppa il concetto già riportato, sottolineando appunto la necessità di «rilanciare un turismo che pone al centro l’attenzione alla persona».
«La terza parola: Sinergia. A tutti i livelli – prosegue il sacerdote “graisano” doc, rivolgendosi ai propri concittadini – siamo chiamati a fare squadra perché “il bello” che ci circonda, e di cui siamo custodi, ha bisogno di una Comunità che sappia fare rete per fare del nostro territorio, sempre più, un luogo di incontro e di spiritualità, nel senso più ampio. Rinnovo, nel rispetto degli ambiti, la mia disponibilità a collaborare, cercando di “trasmettere l’idea” di una Parrocchia che vi sta accanto come un’alleata e non come una realtà distante dal vostro vissuto, cercando di mostrare la nostra gloriosa storia, nata anche dal calore della Fede dei nostri padri!». E ancora: «Attraverso Voi desidero raggiungere tutti i nostri ospiti che soggiorneranno nella nostra Isola: possano sperimentare il calore della nostra gente, sempre disponibile e cordiale. Il mare e la laguna possano allietare le loro passeggiate e le nostre spiagge siano propizie alle loro vacanze. Soprattutto le nostre bellezze artistiche possano riempire il loro cuore e la loro mente».
«Cari Operatori Turistici e Collaboratori – conclude il titolare della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia – il Signore ricompensi abbondantemente le vostre fatiche, Vi protegga rendendo sicuro il vostro lavoro e Vi accompagni, sempre, insieme alle vostre famiglie. Vi affido alla protezione della Vergine Maria, che veneriamo come “Madonna di Barbana”. Invoco su di voi, sulle vostre famiglie e sul vostro lavoro la benedizione del Signore. E vi chiedo di pregare per me. Grazie! Buona Stagione Estiva!».
Monsignor Nutarelli, infine, aggiunge un paio di informazioni pratiche: «Nelle prossime settimane, come sempre, Vi invierò gli orari delle Celebrazioni ed il Calendario parrocchiale degli eventi; indicativamente in luglio, agosto e settembre in Basilica, martedì e giovedì, ci saranno sempre degli appuntamenti culturali o concerti: fate riferimento al nostro portale www.chiesagrado.org».

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante un rito nella Basilica di Sant’Eufemia (qui sopra, l’esterno).

Monsignor Armando Zorzin torna Grado per amministrare la Cresima: fu arciprete nell’Isola per diciotto anni

(g.l.) Monsignor Armando Zorzin, arciprete di Grado per diciotto anni, tornerà presto nella comunità isolana con la delega dell’arcivescovo di Gorizia per amministrare il sacramento della Cresima a una trentina di giovani della Parrocchia. Il rito si terrà sabato prossimo, 27 aprile, durante la Messa delle ore 18.30 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia. «Sarà l’occasione – ha scritto su Insieme, monsignor Paolo Nutarelli – per, ancora una volta, stringerci a lui e ringraziarlo per il bene che ha riversato sulla nostra Isola».
Attualmente vicario generale dell’Arcidiocesi isontina, monsignor Zorzin arrivò a Grado pochi mesi dopo la morte improvvisa dell’amato arciprete Silvano Fain e rimase alla guida della storica Parrocchia fino al 2016, fino a quando cioè monsignor Carlo Redaelli lo volle a Gorizia quale suo più stretto collaboratore, con la qualifica appunto di “vice-vescovo”. Alla sua partenza  da Grado gli subentrò monsignor Michele Centomo che però rimase appena per un quinquennio titolare della Chiesa isolana protetta dai Santi Ermacora e Fortunato, la cui responsabilità da quasi tre anni è appunto affidata a don Nutarelli, il sacerdote concittadino che era impegnato a Cormons, sul Collio, dove era nato proprio don Fain.
Sarà dunque sicuramente un gradito ritorno, seppur per una sola celebrazione, per monsignor Armando Zorzin, ma anche per la comunità gradese che del sacerdote originario di Pieris conserva un ottimo e grato ricordo per quanto fatto durante i diciotto anni di permanenza nell’Isola.

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In copertina, monsignor Armando Zorzin durante una solenne celebrazione a Grado.

Quando i confini uniscono e non dividono: giù il sipario a Grado sul convegno delle Caritas d’Italia

(g.l) Con una celebrazione eucaristica conclusiva, presieduta da monsignor Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina, a Grado è calato il sipario sul 44° Convegno nazionale delle Caritas d’Italia sul tema dei “Confini, zone di contatto e non di separazione”. Al Palacongressi di Città Giardino l’evento ha visto incontrarsi e confrontarsi per quattro giorni ben 613 tra direttori e membri di équipe provenienti da 182 Caritas diocesane di tutto il Paese.
Negli “orientamenti” finali il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, ha indicato le proposte di lavoro per continuare il cammino Caritas nei prossimi mesi. Richiamandosi al primo presidente di Caritas Italiana, don Giovanni Nervo, ha ricordato l’importanza di capire dove «poniamo i confini», che per Caritas non sono dei limiti, ma delle «zone di contatto», «luoghi in cui fare l’esperienza della presenza di Dio perché ci permettono di aprirci agli altri e di capire che c’è Qualcuno che può fare prima, durante e dopo il nostro servizio».

Gli oltre seicento partecipanti (di cui 138 giovani) da 182 Caritas diocesane, ripartendo da quanto emerso dal Convegno dello scorso anno a Salerno e guardando al Giubileo del 2025, hanno riflettuto insieme sul tema dei “confini” alla luce delle “tre vie” consegnate loro da Papa Francesco in occasione del 50° dell’istituzione di Caritas Italiana (1° luglio 1971): la via degli ultimi, la via del Vangelo, la via della creatività.
Il “confine” di questo 44° Convegno nell’Isola d’Oro è stato pensato – sottolinea Caritas italiana – «non come la linea che stabilisce un dentro e un fuori, ma come una porta, che permette di uscire e di entrare, che si può però anche chiudere e bloccare. Proprio il confine segna il punto di contatto tra centro e periferia: può essere o diventare luogo di incontro e di annuncio o elemento che crea distanza ed esclusione; dipende da come si usa la porta. Il Convegno si è svolto sul confine che scorre nei pressi di Grado e Gorizia, tra Italia e Slovenia, reso permeabile dalla comune appartenenza all’Unione Europea, che però rimane a sottolineare come le differenze debbano essere valorizzate, messe in comunicazione, rese feconde. Gorizia che, assieme a Nova Gorica, nel 2025 sarà Capitale europea della Cultura».
La “carità” (in latino “caritas”) è «attraversamento di confini», come ricorda monsignor Carlo Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana. «Tutti i confini, a cominciare da quelli che abbiamo nel cuore e nella testa…. Vogliamo farli diventare punti di incontro e di riconciliazione», ha sottolineato il presule.
«Il Vangelo – aveva commentato alla vigilia del convegno l’arciprete di Grado, monsignor Paolo Nutarelli – non è una notizia che si può chiudere in spazi e limiti, ma è notizia in movimento; il confine non è una linea tra dentro e fuori; è come una porta: permette di uscire e di entrare, ma si può anche chiudere e bloccare. E, mentre chiudi l’altro fuori, in realtà chiudi anche te dentro. Il confine segna, inoltre, il collegamento tra centro e periferia: può essere luogo di incontro e di annuncio o luogo di distanza e confinamento; dipende da come utilizziamo la porta. Molte sono le chiavi di lettura che la parola “confine” può dare».

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In copertina, l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli, presidente nazionale di Caritas; all’interno, immagini del convegno tenutosi al Palacongressi di Grado.

(Foto Caritas Italia)

Grado oggi corona la Pasqua con trenta Prime Comunioni e da domani ospitando tutte le Caritas diocesane d’Italia

(g.l.) Giornate importanti per la comunità cristiana di Grado al termine delle festività pasquali nelle quali, con grande partecipazione e senso di appartenenza, ha tenuto vive e salde le sue tradizionali consuetudini, a cominciare dai tre “Sermon” delle Quarantore che affondano nell’età patriarcale dell’Isola e dal dono del pane benedetto al termine della Messa solenne della Resurrezione. Oggi, infatti, “Ottava di Pasqua” o “Domenica in Albis”, ben trenta bambini della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia si accosteranno alla Prima Comunione durante la Messa che sarà celebrata in Basilica alle 11.30. «Iniziare i fanciulli all’Eucarestia – ha scritto su “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli – è molto più che prepararli alla Prima Comunione. È introdurli alla vita cristiana ed ecclesiale che trova nell’Eucarestia la sua fonte ed il suo culmine. Queste parole hanno ispirato l’itinerario eucaristico rivolto ai bambini che, accostandosi per la prima volta alla Comunione, sono invitati a riconoscere non solo la viva presenza di Gesù e del suo dono d’amore, ma anche il dinamismo che sostiene l’intera vita cristiana. Il cristiano, infatti, vive un’esistenza “eucaristica” nella consapevolezza che solo la vita donata è una vita compiuta e completa. La celebrazione eucaristica è la scuola e, nello stesso tempo, la condizione di possibilità per divenire capaci, con Gesù e come Gesù, di mettere a disposizione il proprio cuore, l’intelligenza, l’operosità per il bene degli altri, secondo il disegno di Dio. Se solo riuscissimo a capire…».

L’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli.


Domani pomeriggio, invece, prenderà il via a Grado (con alcune tappe importanti anche a Gorizia) il 44° Convegno nazionale delle Caritas diocesane che ha come titolo Confini, zone di contatto e non di separazione. “Non passare oltre senza fermarti” (Genesi 18,1-8): i lavori si protrarranno fino all’11 aprile. «Un’occasione importante e preziosa quella rappresentata dal Convegno nazionale – ha sottolineato monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana –, non solo per l’incontro tra tutti i delegati delle Caritas diocesane provenienti da tutta Italia, ma anche come occasione di conoscenza, condivisione e crescita del territorio». Quasi 700 persone saranno ospiti dell’Isola vivendo il Convegno al Palacongressi.
«Il Vangelo – commenta al riguardo don Paolo – non è una notizia che si può chiudere in spazi e limiti, ma è notizia in movimento; il confine non è una linea tra dentro e fuori; è come una porta: permette di uscire e di entrare, ma si può anche chiudere e bloccare. E, mentre chiudi l’altro fuori, in realtà chiudi anche te dentro. Il confine segna, inoltre, il collegamento tra centro e periferia: può essere luogo di incontro e di annuncio o luogo di distanza e confinamento; dipende da come utilizziamo la porta. Molte sono le chiavi di lettura che la parola “confine” può dare, ma comunque si ravvisa la necessità di fornire prospettive più che analisi sul passato. Il convegno ci deve aiutare a fare un passo oltre».

Il cero pasquale in Basilica.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli il giorno di Pasqua durante la distribuzione sul sagrato del pane benedetto ai fedeli al termine della Messa solenne.

(L’immagine è di Laura Marocco – Foto Ottica Marocco che ringraziamo)