Grado rivive la tradizione del “Perdòn de Barbana” ricordando il voto del 1237: oggi il Sabo Grando e domani nella laguna ci sarà la bellissima processione di barche

di Giuseppe Longo

Correva l’anno 1237, piena età medioevale, quando Grado rischiò di essere colpita da una terribile pestilenza che aveva già devastato l’Aquileiese e l’entroterra della Bassa friulana. E quando l’isola riuscì a salvarsi, continuando tranquillamente la sua vita di piccolo borgo di pescatori, volle intravvedere nella sfuggita epidemia – una difficile esperienza che ci ricorda la nostra recente con il Covid – la Mano miracolosa della Vergine Maria alla quale si era rivolto, tanto che da allora ogni anno, la prima domenica di luglio, si rinnova un sentitissimo pellegrinaggio votivo a Barbana quale segno di gratitudine per lo scampato pericolo.


E così avverrà anche domani, quando la tradizionale processione di barche raggiungerà il famoso Santuario della Madonna in mezzo alla Laguna, dove sarà celebrata la solenne Messa di ringraziamento. Un altro rito si terrà alle 8 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia prima di dare il via al corteo aperto dalle festose note della Banda cittadina che accompagnerà la statua della Madonna degli Angeli, da domenica scorsa esposta in presbiterio, fino al porto mandracchio dove sarà accolta sulla Stella del Mare, la barca ammiraglia addobbata con le tradizionali ortensie e bandierine multicolori che aprirà la pittoresca processione nelle acque. Una curiosità: su questa imbarcazione, secondo un’antica tradizione, non possono salire donne perché il genere femminile deve essere rappresentato soltanto dalla Madonna. Ci sarà ovviamente l’arciprete in forma solenne rivestito dagli abiti prelatizi,  assieme ad altri sacerdoti, chierichetti e portatori della Madonna: il parroco di solito, prima di salire sulla barca, accoglie l’arcivescovo metropolita di Gorizia – Grado ricade, infatti, sotto la sua guida diocesana -, ponendogli sulle spalle la sua stola. Ma quest’anno monsignor Carlo Redaelli a quell’ora sarà a Trieste per concelebrare la Messa con Papa Francesco. Al ritorno da Barbana, verso le 13, la lunga cerimonia si chiuderà in Basilica con il Te Deum, l’antico salmo di ringraziamento che si canta la sera dell’ultimo giorno dell’anno. Per cui Grado, particolarità abbastanza rara, lo canta sempre due volte durante l’anno liturgico.
«È un giorno importante per la città di Grado che vive, in questa prima domenica di luglio, la processione votiva a Barbana! È un giorno di Festa – ha scritto su Insieme monsignor Paolo Nutarelli – dove emerge forte la devozione popolare dell’animo gradese e di tanti ospiti che, in questo giorno, si sentono di casa! ll nostro Papa Francesco ha detto: “Se volete sapere chi è Maria chiedetelo al teologo, ma se volete sapere come amare Maria chiedete alla gente. Il popolo vi dirà come amare, come amare la madre”. La Vergine Maria è prima di tutto la madre dei gradesi, è sempre presente, ognuno di noi è suo figlio, suo fratello e sorella. Dio è consapevole della carica emotiva di una madre, madre in terra ed in cielo. È la matrice della pietà popolare».
Una grande festa, dunque, quella del “Perdòn de Barbana”, con radici molto lontane. E che oggi, giorno della vigilia, sarà preceduta dal tradizionale Sabo Grando: oltre ai riti religiosi, ci sarà un genuino momento di festa soprattutto tra calli e campielli del centro storico, il “castrum gradense”: una festa popolare con musica e canti molto sentita dagli abitanti dell’Isola, ma anche da tanti turisti che sono attratti dalle belle tradizioni della località balneare. La quale, fra pochi giorni, vivrà un altro importante momento di festa, il 12 luglio, in occasione della memoria dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato. Nell’occasione, verrà riproposta anche la gustosissima “sardelada” in campo Patriarca Elia che pochi giorni fa ha ospitato con successo la terza edizione della Festa di Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale italiana. Ma per oggi fermiamoci al “Perdòn”. E diciamo in coro, assieme al capobarca: “In nome di Dio, avanti!”.

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In copertina, la statua della Madonna degli Angeli che domani verrà portata a Barbana con la tradizionale processione di barche.

Festa di Avvenire alle ultime battute a Grado: questa sera sarà protagonista il cantautore Giovanni Caccamo

(g.l.) Ultime battute, ma sicuramente quelle più attese, per la terza Festa di Avvenire che in questi giorni ha animato l’isola di Grado. Oggi, infatti, ci sarà l’incontro sul tema  “Le parole che ci cambiano” che vedrà un dialogo tra il cantautore Giovanni Caccamo e Angela Calvini, giornalista del quotidiano cattolico: l’appuntamento è alle 21 in Campo Patriarca Elia, il sagrato della Basilica di Sant’Eufemia. Ricordiamo, al riguardo, che il giovane artista è ideatore e promotore del progetto culturale “Parola ai giovani”, presentato lo scorso 5 aprile al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a New York, nella sede dell’Economic and Social Council, nella sua declinazione internazionale Il Manifesto for change – Youth and future. Un concorso di idee, rivolto ai ragazzi di tutto il mondo, di ogni religione, identità di genere ed estrazione sociale, per creare insieme un manifesto culturale di cambiamento in occasione del forum internazionale dei giovani “Change the World Model United Nations” in collaborazione con Diplomatic Ong.
La Festa di Avvenire, come è noto, si era aperta venerdì scorso, presente un folto pubblico che ha applaudito il francescano padre Paolo Benanti, il quale ha intrattenuto la platea sul tema, ormai molto dibattuto, dell’intelligenza artificiale, un argomento fatto di luci e di ombre – come ha messo in guardia anche il Pontefice nel recente G7 della Puglia -, ma che proprio per questo merita di essere adeguatamente approfondito. E ora, appunto, questo atteso incontro con la musica e le parole di Giovanni Caccamo che recentemente ha avuto modo di far ascoltare la sua bella voce anche nelle stanze vaticane. Calerà così il sipario su questa terza edizione della manifestazione promozionale a favore del giornale della Conferenza episcopale italiana, voluta da monsignor Paolo Nutarelli, quale importante occasione di crescita per le nuove generazioni. «La presenza di Avvenire a Grado per il terzo anno consecutivo – si sottolinea, infatti, anche in una nota del giornale edito dai vescovi – conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori locali coinvolgendo i fedeli, ma soprattutto i giovani in un dibattito utile e costruttivo su temi di rilevante attualità».

L’incontro con  padre Benanti.

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In copertina, il giovane cantautore Giovanni Caccamo atteso questa sera a Grado in campo Patriarca Elia a fianco della Basilica.

A Grado oggi comincia la settimana del Perdòn de Barbana: si espongono i drappi mariani della tradizione che Giovanna confeziona e dona da 30 anni

(g.l.) Conto alla rovescia, a Grado, per la importante e sentitissima tradizione del “Perdòn de Barbana” della prima domenica di luglio. Oggi, infatti, comincia la settimana di preparazione al grande evento, tanto amato anche dai turisti, e vedrà la traslazione della statua della Madonna degli Angeli – quella che verrà portata nell’isoletta in mezzo alla laguna con la suggestiva processione di barche – dalla sua nicchia che si apre nella parete nord della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia al presbiterio, accanto all’altare maggiore, proprio per sottolineare il rilievo della ricorrenza mariana.

La Madonna degli Angeli.


E in vista della grande processione votiva – con la quale l’Isola vuole rinnovare la sua riconoscenza per la fine della grave pestilenza che l’aveva colpita nel 1237 – molte famiglie esporranno sulle finestre e sui balconi delle case i caratteristici drappi della Madonna, alcuni dei quali sono delle vere e proprie opere artistiche. I drappi in gran parte sostituiscono le lenzuola bianche e le trine che si mettevano lungo il percorso dove si snoda la breve processione con la venerata effigie, cioè dalla basilica all’imbarco, e sulle case che si affacciano sul porto. Un tempo era così, ma oggi invece i drappi vengono esposti – ed è cosa bella da sottolineare – in tante abitazioni dell’isola non solo in centro e nella zona del mandracchio, ma anche all’isola della Schiusa, in Città Giardino e in Valle Goppion, a dimostrazione di quanto la ricorrenza sia sentita.
Per la gran parte, questi bellissimi drappi sono realizzati dall’artista e restauratrice Giovanna Marchetot che li confeziona gratuitamente di anno in anno da trent’anni a questa parte. «Gli ultimi ad essere “creati” – riferisce con gratitudine monsignor Paolo Nutarelli – sono i drappi della Madonna per il Ricreatorio Spes che in queste settimane ha riaperto parte degli spazi esterni: Maria è aiuto dei giovani, con chiaro riferimento a Maria Ausiliatrice, venerata da Don Bosco. Un grazie alla signora Giovanna – conclude l’arciprete – per quanto fatto in questi anni e per questo ulteriore dono!».
Al via, dunque, la settimana del Perdòn che culminerà con i riti del Sabo Grando – caratterizzato anche da un momento di genuina festa popolare soprattutto tra calli e campielli del centro storico, il “castrum gradense” – e, appunto, con la processione votiva aperta dalla Stella Maris con la statua della Vergine diretta a Barbana dopo che sarà stato pronunciato il tradizionale incitamento “In nome di Dio, avanti!”.

 

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In copertina, Giovanna Marchetot con don Paolo mostra il drappo donato al Ricreatorio Spes e dedicato a Maria protettrice dei giovani gradesi.

A Grado oggi il via alla terza “Festa di Avvenire”: con padre Paolo Benanti si rifletterà sull’intelligenza artificiale tra minacce e opportunità da cogliere

(g.l.) Ormai si parla sempre più di intelligenza artificiale e l’argomento – quando si affievoliscono le polemiche politiche o passano sott’ordine grandi temi come le guerre, i migranti e i loro drammi, nonché la violenza nelle città – forma occasione di dibattiti più o meno approfonditi su giornali ed emittenti radiotelevisive. E su questa importante tematica, fatta di luci e di ombre – probabilmente più le seconde, visto che l’uomo corre il rischio di finire in secondo piano, tanto da farsi “dominare” – si rifletterà anche a Grado in occasione della Festa di Avvenire che prenderà il via proprio oggi sviluppandosi poi fino al 2 luglio, quando ci sarà anche il cantautore Giovanni Caccamo.

Giovanni Caccamo


Oggi e martedì prossimo, sempre con inizio alle 21, si terranno infatti le due serate della terza edizione della manifestazione organizzata nell’Isola, nella cornice del Campo Patriarca Elia, la piazza antistante alla Basilica patriarcale di Sant’Eufemia. E stasera il tema sarà, appunto, “Intelligenza artificiale: minaccia oppure opportunità da cogliere?”: l’incontro vedrà la partecipazione di padre Paolo Benanti, presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale per l’informazione del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e di Stefano Fabbris, del Dipartimento Scienze Fisiche Tecnologiche della materia del Cnr. Modererà l’incontro Andrea Lavazza, giornalista di Avvenire. «Sono un francescano del Terzo Ordine Regolare – si presenta padre Benanti -; sono nato il 20 luglio del 1973 e mi occupo di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. In particolare, i miei studi si focalizzano sulla gestione dell’innovazione: Internet e l’impatto del Digital Age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie. Cerco di mettere a fuoco il significato etico e antropologico della tecnologia per l’Homo sapiens: siamo una specie che da 70 mila anni abita il mondo trasformandolo, la condizione umana è una condizione tecno-umana».
«L’incontro di venerdì – ha affermato al riguardo monsignor Paolo Nutarelli, arciprete di Grado – diventerà una bella occasione per riprendere anche le parole di Papa Francesco al G7, davanti ai grandi del mondo: restiamo umani e non deleghiamo il nostro futuro alle macchine. Per questo, di fronte alle sfide ed ai pericoli dell’Intelligenza artificiale, serve “una visione etica ed il primato della buona e sana politica” ed ancora “l’umanità è senza speranza se dipenderà dalla scelta delle macchine”, ha sottolineato il Pontefice». Alla manifestazione, rivolta soprattutto ai giovani, tiene molto don Paolo in quanto, come nelle due precedenti edizioni, potranno uscire importanti messaggi da lanciare alle nuove generazioni.

Monsignor Paolo Nutarelli.


Il secondo incontro, intitolato “Le parole che ci cambiano”, vedrà invece un dialogo tra il ricordato Giovanni Caccamo e Angela Calvini, pure giornalista del quotidiano cattolico. Il raffinato cantautore è ideatore e promotore del progetto culturale “Parola ai giovani”, presentato lo scorso 5 aprile al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite nella sede dell’Economic and Social Council, nella sua declinazione internazionale Il Manifesto for change – Youth and future. Un concorso di idee, rivolto ai ragazzi di tutto il mondo, di ogni religione, identità di genere ed estrazione sociale, per creare insieme un manifesto culturale di cambiamento in occasione del forum internazionale dei giovani “Change the World Model United Nations” in collaborazione con Diplomatic Ong. «La presenza di Avvenire a Grado per il terzo anno consecutivo – si sottolinea in una nota del giornale edito dai vescovi italiani – conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori locali coinvolgendo i fedeli, ma soprattutto i giovani in un dibattito utile e costruttivo su temi di rilevante attualità».
Ricordiamo che “Avvenire” è il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica diffuso in tutto il territorio italiano. Con grande attenzione all’evoluzione della società, alla cronaca e all’attualità economica e internazionale, si distingue per gli ampi spazi di approfondimento grazie ai numerosi editoriali, alle ricche sezioni del quotidiano e agli inserti periodici. “Avvenire” è oggi al centro di un vero e proprio sistema editoriale che comprende oltre al quotidiano, con i suoi inserti dedicati a tematiche specifiche, un sito web con un servizio di lettura vocale degli articoli, accessibilità di lettura per persone con disabilità e siti verticali dedicati, newsletter settimanali tematiche, social con elevato tasso di engagement (Facebook, X, Instagram, Linkedin, YouTube), un canale podcast con mini serie dedicate, un canale WhatsApp per ricevere aggiornamenti in tempo reale, una App dove consultare il quotidiano digitale e tutte le sue edizioni locali (diocesane), il mensile Luoghi dell’Infinito, che racconta di arte, cultura e itinerari, una produzione libraria, che annovera anche una collana in collaborazione con Vita e Pensiero, il giornale di attualità per bambini Popotus, unico nel panorama editoriale, con un’ampia diffusione presso le scuole primarie italiane. «Le 100.470 copie diffuse ogni giorno (dato progressivo a dicembre 2023, in fase di certificazione Ads), la percentuale di abbonati più elevata tra tutti i quotidiani italiani e il trend di crescita della diffusione, costante e ininterrotto dal 2002, dimostrano che i lettori riconoscono ad “Avvenire” un livello di qualità molto alto, forte di un rapporto di fiducia che pochi altri quotidiani possono vantare», si osserva infine nella nota del giornale cattolico.

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In copertina, padre Paolo Benanti che stasera parlerà dell’intelligenza artificiale.

 

Grado, dalla tradizione di San Giovanni al “Perdon de Barbana”: conto alla rovescia nell’Isola per la festa più amata dell’anno

di Giuseppe Longo

GRADO – L’Isola di Grado è molto legata alla ricchezza della sua storia e delle sue tradizioni che vivranno il loro momento più alto fra una decina di giorni quando si rinnoverà il voto cittadino del “Perdòn de Barbana”. Un rito antico e molto sentito, non solo fra la popolazione residente, ma anche fra tantissimi turisti e ospiti fissi che hanno fatto di Grado una loro seconda casa, entrando così in sintonia con la vita e i ritmi della comunità isolana.
Il voto di Barbana è stato appena preceduto da un’altra bella celebrazione, ovviamente più contenuta come partecipazione ma non per questo priva di significato: la festa della Natività di San Giovanni Battista. Per l’occasione, le Messe sono state celebrate nello storico Battistero che sorge sul lato nord della Basilica di Sant’Eufemia, alle cui spalle si trova l’interessantissimo Lapidarium. Il rito del mattino è stato celebrato da monsignor Mauro Belletti il quale, ricordando la figura del “precursor Domini” – cioè anticipatore della venuta di Cristo che poi battezzò nelle acque del Giordano -, ha spiegato anche il significato della caratteristica ghirlanda di lauro con mele, pesche e albicocche posta sopra il battistero ottagonale: «Vuol sottolineare che tutti noi dobbiamo impegnarci affinché la nostra vita sia portatrice proprio di buoni frutti. I nastri rossi esprimono, invece, il sangue che il Battista ha versato con il suo sacrificio».


San Giovanni – aveva ricordato su “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli, che ha officiato invece nel tardo pomeriggio – è «l’unico Santo per il quale la Chiesa celebra sia la nascita, il 24 giugno, che la morte, il 29 agosto, privilegio riservato soltanto alla Madonna ed a Gesù Cristo». Nell’occasione, l’arciprete ha osservato che «il Battistero costituiva, e costituisce ancora per la Chiesa cattolica, il primo “gradino” dell’iniziazione cristiana, in quanto in esso veniva somministrato ai catecumeni, che avevano concluso un percorso di fede e di catechesi, il santo Battesimo, anticamente celebrato con il rito dell’immersione attraverso il passaggio all’interno della vasca con l’acqua benedetta che occupava il centro dell’edificio sacro. Un tempo questo sacramento veniva impartito dal vescovo e riguardava generalmente gli adulti convertiti al Cristianesimo» .
«La pianta dell’edificio – ha poi spiegato don Paolo – prevede una forma ottagonale con una vasca esagonale, secondo il modello della simbologia cristiana aquileiese, come la maggior parte delle strutture battesimali paleocristiane e medievali, e una piccola abside orientale. Esso si trova su un piano inferiore di oltre un metro rispetto al pavimento di Sant’Eufemia, pur essendo contemporaneo alla Basilica: artefici potrebbero esserne stati in parte sia il patriarca Elia sia il suo predecessore, Probino, il cui monogramma è inciso nella lastra frontale dell’altare ricostruito, al centro di una croce tra due colombe e due pavoni, simboli ricorrenti dell’anima e dell’eternità».
Passata quindi la ricorrenza del Battista, ora comincia il conto alla rovescia proprio per il “Perdòn de Barbana” della prima domenica di luglio, con la suggestiva processione di barche, che sarà preceduto da una settimana di particolare devozione mariana che comincerà già domenica prossima, 30 giugno, con la traslazione nel presbiterio, a fianco dell’altare maggiore, della statua della Madonna degli Angeli che durante tutto l’anno è venerata nella nicchia scavata sulla parete sinistra della Chiesa patriarcale. E questo avverrà al termine della Messa solenne delle 10.30. Quindi la settimana terminerà con i tradizionali riti vespertini del Sabo Grando che, a mezzogiorno, saranno invece preceduti dall’Angelus dinanzi alla Madonnina del Mare in mezzo alla laguna, in quella zona nota come Pampagnola. Dell’attaccamento alla Madonna dei “graisani” ha parlato in Basilica lunedì sera, appunto giorno di San Giovanni, il professor Matteo Marchesan, il quale si è soffermato sulla religiosità popolare che culmina proprio nella settimana del “Perdòn de Barbana”, quando Grado rinnova la sua riconoscenza alla Vergine Maria per la fine della grave pestilenza che l’aveva colpita nel 1237.

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In copertina, la ghirlanda di San Giovanni; all’interno, don Mauro durante la predica, due immagini del Battistero e la Madonna degli Angeli che sarà portata a Barbana.

Messa e concerto domani all’alba sul Lungomare di Grado: sarà l’anteprima del cartellone di Musica a 4 Stelle

(g.l.) Anteprima per “Musica a 4 Stelle 2024″ domani a Grado. Ci sarà, infatti, un “assaggio” della più importante manifestazione che riempie di musica l’Isola da oltre 40 anni. Come già annunciato, la partenza avverrà all’alba del 21 giugno con una nuova edizione del “Concerto per il Solstizio d’Estate”, l’evento che tanto riscontro ottiene annualmente con l’esclusiva formula di un’intera orchestra che si esibisce sul Lungomare Nazario Sauro. L’appuntamento con la musica è fissato alle 6, al termine della Messa che monsignor Paolo Nutarelli celebrerà alle 5, al sorgere del sole. Una levataccia, certamente, ma che regalerà emozioni e suggestioni uniche, in una location fra le più affascinanti dell’Isola d’Oro.

Il grande concerto all’alba in riva al mare…


Ma – come ricorda il direttore artistico, maestro Giorgio Tortora – la vera partenza del Festival è prevista per il 9 luglio nella Basilica di Sant’Eufemia, con uno degli appuntamenti clou dell’intera stagione, ovvero il ritorno a Grado – dopo l’entusiasmante concerto dell’anno scorso – del grande violinista Stefen Milenkovic accompagnato dalla “Kamerata Novi Sad”- famosa compagine composta dai migliori violinisti europei – che presenterà un particolare programma con al centro i temi dei “Carmina Burana”, in una inedita trascrizione strumentale, la stessa che sta mietendo successi il tutto il mondo.
E sempre nella Chiesa patriarcale, proprio oggi, alle 21, ci sarà un nuovo concerto dopo quello di martedì che la Parrocchia ha offerto assieme all’Associazione Corale Città di Grado. Questa sera ci sarà dunque Note d’Estate con Gorizia Usci. Poi un altro bellissimo concerto sarà il 25 giugno con gli Amici della Musica di Udine.

… in attesa di Stefen Milenkovic.

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In copertina, la rotonda sul Lungomare Nazario Sauro che ospiterà Messa e Musica a 4 Stelle domani mattina a Grado.

 

A Grado omaggio a Sant’Antonio con la benedizione dei gigli. E poi la musica dei pellegrini con l’Ars Nova di Trieste

(g.l.) Momenti di grande paura, di vero terrore. Ma alla fine, fortunatamente – come ci hanno riferito stamane le cronache – tutto si è risolto per il meglio e i passeggeri assieme al personale di bordo della motonave Audace, una ottantina di persone, sono stati tratti in salvo al largo di Grado grazie ai tempestivi soccorsi, mentre lo scafo imbarcava acqua. Un vero sospiro di sollievo, dunque, per la comunità isolana che oggi si può ritrovare con uno spirito sereno a festeggiare il “suo” Sant’Antonio. Al termine della tradizionale tredicina, sarà infatti celebrata, alle 18.30, la Messa dedicata al Santo di Padova, durante la quale monsignor Paolo Nutarelli benedirà i gigli che ognuno vorrà portare nella Chiesa patriarcale. Ricordiamo che la statua di Sant’Antonio è collocata, sulla sinistra, proprio all’ingresso della Basilica.
Al calare della sera, poi, ci sarà un altro momento di spiritualità portato però dalla bella musica antica. Alle 21, nello stesso luogo sacro – che, come è noto, durante l’estate aprirà le porte a numerosi concerti -, prenderà il via una sicuramente bellissima serata protagonista l’Accademia Ars Nova di Trieste che presenterà “Stella Splendens – Meditazioni musicali sui passi dei pellegrini” che prevede l’esecuzione di musiche che vanno dall’Alto Medioevo alle porte del Rinascimento. Suonerà L’Aquilegia – con Teodora Tommasi arpa, flauto dolce e voce, e Federico Rossignoli, gitterm, ribeba e percussioni – che accompagnerà le voci di Camilla Solito, Alessia Galzignato e Claudia Graziadei. La manifestazione è inserita all’interno del progetto Ars Nova International Music Competition finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Ha inoltre il sostegno del Consorzio Grado Turismo e della civica amministrazione che, come è noto, è stata rinnovata attraverso le elezioni di sabato e domenica scorsi, ponendo così fine alla gestione commissariale assicurata dal mese di settembre dal dottor Augusto Viola. Il nuovo sindaco Giuseppe Corbatto è ora al lavoro per la formazione della Giunta municipale all’interno della quale – per rimanere sull’argomento trattato in queste poche righe – nominerà l’assessore con la delega alle attività culturali. Un ruolo importante e di prestigio per Grado, considerata la grande mole di iniziative che vengono organizzate, soprattutto durante l’estate, a beneficio di coloro che sono ospiti dell’Isola d’oro. Tra queste, un posto di primo rilievo spetta al ricco programma di Musica a 4 Stelle, diffuso proprio in questi giorni, e sul quale ci soffermeremo in dettaglio in altra occasione. Anticipiamo, però, che il via sarà dato con il suggestivo concerto del Solstizio d’Estate, sul Lungomare Nazario Sauro, all’alba del 21 giugno, al termine della Messa celebrata dall’arciprete.

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In copertina, la statua di Sant’Antonio di Padova all’ingresso della Basilica di Grado.

I cori di Monfalcone e Staranzano questa sera nell’antica Basilica di Grado dove ci sarà un’estate con tanta bella musica

(g.l.) Dopo l’applauditissima serata con i medici-musicisti tedeschi, questa sera, alle 21, nuovo invitante appuntamento musicale nella Basilica di Sant’Eufemia, a Grado. Ci saranno la Corale Monfalconese Sant’Ambrogio, diretta da Franca Zanolla, e il Coro Edi Forza di Staranzano, con all’organo Dimitri Candoni.  Verranno proposti brani dal repertorio sacro e spiritual a cori separati; infine, a cori uniti, avrà luogo la prima esecuzione integrale assoluta della Messa di Mafaldo De Biasi.


Poi, in giugno, seguiranno altri concerti nell’antica Chiesa patriarcale, a cominciare da martedì prossimo, quando ci sarà il coro Artefiato di Gorizia, per poi proseguire il 13 giugno – ricorrenza di Sant’Antonio da Padova, in vista della quale la Parrocchia ripropone in questi giorni la tradizionale Tredicina -, il 18, il 20 e il 25. Ma numerose altre serate con tanta bella musica in Basilica sono previste anche nei mesi di luglio, agosto e settembre, come annuncia il programma che monsignor Paolo Nutarelli ha inviato in questi giorni agli operatori turistici dell’Isola nel quale, accanto ai vari riti settimanalmente presenti nella ex Cattedrale – ricordiamo, al riguardo, che il Papa nomina ancora i nuovi vescovi con l’antico titolo di Grado -, sono riportati anche tutti gli appuntamenti culturali, come quelli della Cattedra di Elia e l’ormai prossima Festa di Avvenire, oltre agli eventi tradizionali, tra i quali emergono il Perdon de Barbana del 7 luglio e la quasi immediatamente successiva (il 12) festa dei Santi Patroni Ermagora e Fortunato, quando ci sarà anche la gettonatissima Sardelada proposta dai Portatori della Madonna.
Ma spicca per la sua unicità anche la Messa che il 21 giugno, giorno del Solstizio d’Estate, verrà celebrata alle prime luci dell’alba (alle 5!) sul Lungomare Nazario Sauro. E proprio in questa incantevole e suggestiva cornice, seguirà dopo il sacro rito il Concerto inaugurale di Musica a 4 Stelle 2024 che, con la direzione del maestro Giorgio Tortora, accompagnerà per tutta la stagione turistica. Un programma bellissimo, reso pubblico appena in questi giorni e che merita una presentazione speciale.

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In copertina e all’interno due immagini della Corale monfalconese durante un concerto nella stessa Basilica di Sant’Eufemia (foto di Laura Marocco); qui sopra il coro di Staranzano.

Il grazie della Parrocchia di Grado al commissario Augusto Viola: l’amicizia continui dopo la bella collaborazione

(g.l.) Fra pochi giorni anche Grado andrà al voto per eleggere il nuovo sindaco che avrà il compito di guidare l’Isola nei prossimi cinque anni assieme alla civica amministrazione che sarà espressa dalle elezioni abbinate alle consultazioni per il Parlamento europeo. Con l’insediamento della nuova Giunta – ricordiamo che sono scesi in campo tre candidati primi cittadini (Giovanni Bredeon, Giuseppe Corbatto e Roberto Marin) a capo dei rispettivi schieramenti – terminerà quindi la gestione commissariale assicurata, dalla fine dello scorso settembre, dal dottor Augusto Viola. Al quale è andato un segno di gratitudine da parte della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia.


«Prima d’iniziare la liturgia eucaristica che ci porterà a contemplare ancora una volta la presenza di Gesù in mezzo a noi nel Pane della Vita, in questo giorno del Corpus Domini – ha detto infatti domenica mattina, in Basilica, monsignor Paolo Nutarelli – era bello, nella nostra comunità cristiana, ringraziare il commissario straordinario del Comune di Grado che nei prossimi giorni terminerà il suo mandato in mezzo a noi. Nel rispetto dei ruoli e delle competenze abbiamo potuto collaborare per il bene della più ampia Comunità gradese, nel rispetto delle istituzioni. Gli facciamo dono di un’incisione che riprende l’Immagine della nostra Madonna degli Angeli volto a noi molto caro… I ruoli passano, le relazioni di amicizia possano nel tempo continuare». Si tratta, infatti, di una riproduzione della statua mariana che viene portata, attraverso la tradizionale processione di barche, al “Perdon de Barbana” che si rinnova ogni anno la prima domenica di luglio.
Un dono che il dottor Viola ha molto gradito e la sua consegna è stata sottolineata da un caloroso applauso, segno della riconoscenza di Grado per quanto il funzionario regionale ha fatto al fine di assicurare un corretto funzionamento della macchina municipale in attesa, appunto, delle nuove elezioni amministrative.

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In copertina e all’interno monsignor Paolo Nutarelli consegna il dono della Chiesa di Grado al commissario Augusto Viola.

Dopo le riflessioni di monsignor Nutarelli per il Corpus Domini l’Ostensorio attraversa benedicente le strade di Grado

(g.l.) Quella del Corpus Domini è una delle feste più belle e sentite dell’anno liturgico. E anche la comunità cristiana di Grado ieri mattina, beneficiando delle buone condizioni meteorologiche, l’ha vissuta con particolare intensità, rinnovando l’importante rito eucaristico istituito nel tredicesimo secolo.

«Oggi celebriamo – ha affermato monsignor Paolo Nutarelli, proponendo alcune riflessioni durante l’omelia pronunciata alla Messa solenne nella Basilica di Sant’Eufemia – il Mistero della presenza reale, concreta, attuale, salvifica di Cristo nell’Eucarestia: il Rabbì si rende accessibile, incontrabile, si fa pane del cammino, diventa cibo per l’uomo stremato. Se crediamo che il Maestro è presente, al di là della povertà del luogo e delle persone, tutto cambia». E l’arciprete ha aggiunto: «È vero: c’è gente che fa il bene senza bisogno di andare a Messa. Ma per me, cristiano, il Bene deriva dall’incontro con Cristo. È vero: la preghiera può essere personale. Ma l’incontro della comunità ci fa sentire ed essere Chiesa. È vero: non tutte le omelie brillano per attualità e concretezza. Ma è la Parola al centro, non la sua spiegazione». E ancora: «È vero: la domenica è il giorno del riposo. Ma il riposo è affare di cuore, non di sonno. Il Signore ci chiede di metterci in gioco. Il Dio che si fa pane ci chiede di diventare cibo per i fratelli. Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? È qui, Signore, vieni pure».
Al termine del rito – reso ancora più solenne e partecipato dalla Corale diretta dal maestro Annello Boemo -, si è snodata la processione con il benedicente Santissimo Sacramento, protetto dal tradizionale baldacchino, tra le note festose della Banda civica Città di Grado guidata dal maestro Nevio Lestuzzi. Musiche, preghiere e invocazioni si sono così levate nelle strade del centro attraversate dal sacro corteo: campo Patriarca Elia, via della Corte, via Marina, Via Orseolo, viale Europa Unita, largo San Crisogono e via Gradenigo, con il ritorno finale in Basilica per la benedizione con l’Ostensorio.
La prossima processione sarà quella della prima domenica di luglio, quando l’Isola di Grado celebrerà il tradizionale “Perdon de Barbana”: in quell’occasione, la statua della Madonna degli Angeli, dalla Basilica, sarà accompagnata in porto dove sarà imbarcata per raggiungere, appunto, l’isoletta in mezzo alla Laguna di Grado per la celebrazione della Messa al famoso Santuario mariano.

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In copertina, l’arciprete Paolo Nutarelli mentre incensa il Santissimo Sacramento sul sagrato della Basilica di Sant’Eufemia; all’interno, tre immagini della processione accompagnata dalla Banda di Grado.