Quaresima, da Grado e da tutto il Decanato a Gemona nel Santuario Antoniano più antico del mondo rinato dopo il terremoto di 50 anni fa

(g.l.) Quando si parla di Sant’Antonio, il pensiero corre immediatamente a Padova e alla sua celeberrima Basilica dove riposano le spoglie del grande “Taumaturgo” e che è pure uno scrigno prezioso di arte e di storia. Non tutti sanno, invece, che il Friuli vanta il primo Santuario Antoniano del mondo: è quello di Gemona, completamente distrutto dal terremoto di mezzo secolo fa e prontamente ricostruito anche se con un’altra fisionomia che conserva, però, importanti memorie dell’antico luogo sacro. Per quanto riguarda le origini del Santuario friulano, in una nota si ricorda che è «storicamente accertata la presenza dei Frati Minori in Friuli fin dall’inizio dell’Ordine. Un documento ufficiale del patriarca di Aquileia, Bertoldo, probabilmente del 1219, fa menzione esplicita dei Frati Minori, ai quali, insieme con i Frati Predicatori (domenicani), viene riconosciuta la facoltà della predicazione in difesa della fede cattolica dagli attacchi delle eresie dell’epoca».

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Il Credo ai ragazzi

Oggi, 1 marzo, durante la Messa domenicale delle ore 11.30 nella Chiesa di San Crisogono, a Città Giardino, i ragazzi del terzo anno di catechesi (prima media) riceveranno il Credo. «È un gesto semplice, ma molto grande: non è soltanto un foglio o una formula da imparare, è la Chiesa che affida loro le parole della propria Fede, perché lentamente diventino anche le loro», afferma monsignor Nutarelli. «In un tempo in cui non è facile annunciare il Vangelo, tra distrazioni, ritmi veloci e domande nuove, sappiamo però – aggiunge don Paolo – che la Fede non nasce solo dalla nostra bravura educativa o dalle attività pastorali. Noi possiamo preparare, spiegare, accompagnare… è lo Spirito Santo che tocca il cuore».

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E sabato prossimo, 7 marzo, da Grado partirà un pellegrinaggio decanale quaresimale diretto proprio nella “capitale del terremoto” e che si appresta a diventare anche il punto di riferimento regionale delle celebrazioni ufficiali del cinquantesimo anniversario di quella immane catastrofe che soltanto a Gemona causò la morte di quattrocento persone. «Qui Sant’Antonio – scrive monsignor Paolo Nutarelli su “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia in distribuzione oggi – si fermò per alcuni mesi: predicò, incontrò la gente e compì segni che lasciarono nella popolazione una profonda convinzione della sua santità. È una bella occasione per mettere insieme “fede”, “cultura” , “spiritualità” ma, soprattutto, un’occasione per rimettersi in cammino nel tempo di Quaresima».
Sarà possibile raggiungere Gemona con mezzi propri oppure in corriera. Per fruire del mezzo pubblico è necessario iscriversi all’Ufficio Parrocchiale nei giorni di apertura, fino ad esaurimento posti. Come detto, il pellegrinaggio quaresimale è stato organizzato dal Decanato Aquileia-Cervignano-Visco (Arcidiocesi di Gorizia) che comprende anche le Parrocchie di Grado e Fossalon, per cui è facile prevedere una folta partecipazione a questa giornata di riflessione spirituale nel nome di Sant’Antonio di Padova nella cittadina pedemontana che fu frequentata dal “Santo dei Miracoli” e che gli ha, appunto, dedicato la Chiesa più antica del mondo, più ancora di quella patavina che, come tutti sanno, è ben più famosa. Ma sarà anche una bella occasione per compiere una importante visita in una località fra le più significative della nostra regione, depositaria di una storia antica testimoniata da tante e preziose memorie, come il Duomo di Santa Maria Assunta e il Castello medioevale, beni storici completamente rinati dopo il sisma che li aveva ridotti in macerie o poco più.

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In copertina, la statua di Sant’Antonio tra i resti della Chiesa distrutta dal terremoto di 50 anni fa; all’interno, due immagini del nuovo Santuario di Gemona del Friuli.

Grado, imminente il via ai lavori di restauro del campanile della Basilica. Intervento conservativo anche per i preziosi mosaici del pavimento

di Giuseppe Longo

Imminente a Grado il via alle opere di restauro dell’imponente campanile della Basilica patriarcale. “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale oggi in distribuzione, riferisce infatti che dopo l’approvazione dei lavori conservativi da parte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e della Curia arcivescovile di Gorizia, “potrà prendere ufficialmente avvio un importante intervento di restauro che interesserà il campanile della Basilica di Sant’Eufemia, simbolo inconfondibile della nostra comunità ed elemento identitario del profilo della città”. Come si ricorderà, alla fine della scorsa estate era stata segnalata una caduta di frammenti dalla storica struttura, tanto che si era dovuto provvedere tempestivamente al transennamento dell’area sottostante al fine di scongiurare ogni rischio per la pubblica incolumità. Immediato, quindi, l’avvio della procedura, da parte degli uffici parrocchiali, per la richiesta delle verifiche di stabilità e per impostare l’iter burocratico inerente alla sistemazione di un bene così prezioso.

Monsignor Paolo Nutarelli


Come scrive monsignor Paolo Nutarelli, il progetto si articolerà in due momenti distinti: «Fase 1 – marzo/giugno 2026 (appalto d’urgenza). Si procederà al restauro delle facciate esterne, dalla base fino alla cella campanaria, con particolare attenzione ai mattoni e gli inserti lapidei a vista che caratterizzano i prospetti del campanile. Saranno, inoltre, effettuate prove tecniche sulla meccanica dell’Angelo segnavento, elemento storico e simbolico che da secoli veglia sull’Isola». Quindi la Fase 2 che si svilupperà tra marzo e giugno del prossimo anno. «Riguarderà – precisa l’arciprete – il restauro degli interni ed eventuali interventi di consolidamento strutturale, nonché il rinnovamento delle scale e relativi piani di sbarco. Saranno interessate anche la cuspide, l’Angelo e le bifore della cella campanaria. È probabile che, al termine dei lavori, non sarà più possibile il passaggio delle auto nell’area adiacente al campanile, per garantire maggiore tutela e sicurezza del monumento. Si tratta di un intervento necessario per preservare un bene che non è soltanto di carattere monumentale ma profondamente spirituale e comunitario. Parallelamente, è in programma anche un intervento di restauro conservativo del prezioso pavimento musivo della Basilica. Attualmente si è in attesa dei necessari permessi da parte della Sovrintendenza e della Curia. Il costo stimato dell’intervento è di circa 30 mila euro, interamente a carico della Parrocchia».
«Prendersi cura della Basilica e del suo campanile – conclude monsignor Nutarelli – significa custodire la memoria, la fede e la storia di un popolo. Non è solo un cantiere: è un gesto di responsabilità verso le generazioni future». Non resta, quindi, che aspettare il prossimo mese quando scatteranno le prime procedure per la complessa operazione di restauro della torre, inconfondibile simbolo identitario di Grado anche se, purtroppo, da diversi anni non è possibile ascoltare il meraviglioso concerto delle sue campane, per cui la comunità e i tanti ospiti che si sono affezionati al ritmo delle tradizioni isolane devono accontentarsi di un suono registrato.

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In copertina, il campanile della Basilica e qui sopra i magnifici mosaici interni.

Grado, gli auguri della comunità ai nuovi ministri straordinari dell’Eucarestia. Monsignor Nutarelli: siete il sale e la luce. Il punto sui lavori al Ricreatorio Spes, sogno che si avvera grazie alla generosità

di Giuseppe Longo

GRADO – «Voi siete il sale, ma anche la luce», ha detto ieri sera, durante la Messa vespertina, l’arciprete di Grado rivolgendosi ai “ministri straordinari dell’Eucarestia”, appena nominati dall’amministratore apostolico e ormai arcivescovo emerito di Gorizia. E monsignor Nutarelli ha poi aggiunto: «Straordinari, non perché siete i più forti, ma per il prezioso ruolo a cui siete stati chiamati nell’ambito della nostra comunità. E questo vuol dire essere cristiani. Perché per esserlo non occorre fare grandi prediche, bensì essere aperti e accoglienti verso gli altri, pronti a offrire un aiuto a chi ha bisogno». Ed ecco spiegata anche la simbologia del sale, che insaporisce la nostra vita, e della luce, che la illumina con le parole del Vangelo.
A ognuno il vicario cooperatore monsignor Mauro Belletti ha consegnato un libretto che li aiuterà a prepararsi per l’importante compito che li aspetta. E, infine, dall’assemblea si è levato un caloroso e beneaugurante applauso per Rita Corbatto, Eliana Facchinetti, Virgilio Tognon, Monica Corazza, Patrick Miotto, Roberta Sabbadini, Caterina Vio e Lorenzo Florida. Don Paolo ha spiegato che «saranno chiamati a portare la Comunione agli ammalati, a quanti non possono partecipare alla Santa Messa ed a svolgere il servizio durante le celebrazioni liturgiche. Attraverso il loro servizio, il Signore si fa vicino a chi è nella prova, nelle case ed nelle nostre strutture assistenziali, portando consolazione, speranza e, soprattutto, la forza che nasce dall’incontro con Cristo». In pratica, un prezioso aiuto ai sacerdoti che non possono arrivare dappertutto.

I ministri straordinari con i loro sacerdoti.


Concludendo il rito nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, monsignor Nutarelli ha ricordato che questo pomeriggio, alle 17, sarà celebrata una Messa in suffragio dei numerosi defunti dello scorso mese di gennaio – ben diciassette sono i gradesi scomparsi – e ha fatto cenno a quel «grande sogno» al quale lui come parroco dell’Isola è molto affezionato: il rilancio dello Spes a Città Giardino. «Investire nel Ricreatorio – ha scritto, infatti, su Insieme in distribuzione questa seconda domenica di febbraio – significa compiere una scelta educativa chiara e lungimirante. Lo sforzo economico che la Parrocchia sta sostenendo in questi anni per lo Spes, nasce dal desiderio di offrire un punto di riferimento stabile per bambini, ragazzi e famiglie: un luogo sicuro, accogliente, riconoscibile, dove crescere insieme. L’investimento riguarda sia le strutture sia la gestione degli spazi, perché crediamo che i luoghi educativi abbiano bisogno di cura, attenzione e progettualità. È bello constatare come il Ricreatorio sia diventato sempre più un riferimento anche per le Associazioni della nostra cittadina, uno spazio aperto, condiviso, capace di favorire incontri, iniziative e collaborazione a servizio della Comunità».
«In questi giorni – ha aggiunto l’arciprete – sono iniziati i lavori dell’ultimo lotto (il quarto), con la sistemazione della Sala Fain che rappresenta un ulteriore passo nel cammino di valorizzazione del Ricreatorio: un intervento che completa un percorso costruito nel tempo, grazie alla fiducia ed all’impegno di molti. Un grazie sincero va alle tante persone che continuano a credere in questo progetto, sostenendolo con generosità ed all’Amministrazione comunale che ci è vicina e collabora nella gestione degli spazi, riconoscendone il valore educativo e sociale. Investire nel Ricreatorio significa investire nelle persone, nelle relazioni e nel futuro della nostra Comunità: un impegno che continua, perché educare oggi vuol dire seminare domani».
La Parrocchia di Grado ricorda, pertanto, la situazione economica che riguarda proprio la ristrutturazione del Ricreatorio Spes. Gli accrediti sul conto corrente dedicato ammontano a 444.003,10 euro e si riferiscono a contributi e offerte raccolte fino al 6 febbraio scorso. Lavori eseguiti per 788.636,02 euro, mentre la spesa complessiva prevista per i quattro lotti è di 1.183.500. Per cui chi volesse aderire ancora alla raccolta fondi è sempre il benvenuto. Lo potrà fare portando il proprio contributo nell’ufficio parrocchiale di via Gradenigo, oppure provvedere al versamento dell’importo attraverso il bonifico bancario intestato a SOGNO SPES IBAN: IT09L0887764590000000705335, indicando nella causale: SPES.
«Grazie a tutti… il progetto sta prendendo forma “sempre più” e speriamo che la generosità delle persone possa continuare. Ne abbiamo bisogno», conclude don Nutarelli, riconoscente per quanto la sua amata Isola ha fatto finora e sicuramente continuerà a fare, affinché questo «grande sogno» si trasformi via via in una preziosa realtà a favore della popolazione più giovane di Grado. Monsignor Silvano Fain dando vita alla costruzione del Ricreatorio pochi anni prima della sua improvvisa scomparsa, nel nuovo quartiere dell’Isola, aveva voluto investire tante energie a favore di bambini e ragazzi perché questi rappresentano il futuro della comunità. E l’attuale successore si è posto perfettamente in sintonia con l’illuminato arciprete, che fu anche il suo padre spirituale, credendo con tutte le forze della traduzione in realtà dell’importante progetto.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante l’omelia di ieri sera in Basilica.

“Grado si sta progressivamente svuotando”: monsignor Nutarelli fa una preoccupata analisi all’inizio del nuovo anno commentando il calo dei residenti. “L’Isola non sia solo una meta turistica ma una Comunità abitata e abitabile”

di Giuseppe Longo

Centododici funerali, ripartiti esattamente a metà fra uomini e donne, contro 34 Battesimi (16 maschietti e 18 femminucce): è l’immagine che “fotografa” con nitidezza la situazione demografica di Grado. nell’ambito della Parrocchia di Sant’Eufemia, ma con proporzioni che di certo non dovrebbero discostarsi di molto se raffrontate con i dati anagrafici dell’intera comunità civile, comprese anche le realtà agricole rivierasche. Una situazione che viene affrontata e commentata con preoccupazione, all’inizio del nuovo anno, sul numero odierno di “Insieme”, il bollettino settimanale della Chiesa isolana.
«I dati demografici – scrive monisgnor Paolo Nutarelli – confermano una realtà ormai evidente: Grado si sta progressivamente svuotando. Il calo costante della popolazione non è episodico ma strutturale e, porta con sé, conseguenze sociali, lavorative ed ecclesiali sempre più marcate». Infatti, negli ultimi quattro anni i residenti sono passati dai 7861 del 2021 agli attuali 7389, di cui 6752 a Grado e 637 a Fossalon.

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Il ricordo di Arianna a Barbana

Nello scorso novembre si spegneva, a 88 anni, Arianna Cutti Nutarelli. Era la madre di don Paolo che, nella ricorrenza del suo compleanno, sarà ricordata oggi, alle 14.30, nel Santuario mariano di Barbana, dove sarà celebrata una Messa di suffragio. Parenti e amici si ritroveranno alle 13.45 all’imbarcadero di fronte all’Isola della Schiusa. Al termine del rito, alle 15.30, ci sarà il ritorno a Grado.

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«Tra le cause principali – analizza l’arciprete – vi è il costo elevato delle abitazioni e la quasi totale assenza di affitti annuali accessibili. Questo rende difficile, se non impossibile, per molte giovani coppie e famiglie costruire un progetto di vita stabile sull’Isola. A ciò si aggiunge la progressiva riduzione dei servizi basilari, che spinge molte famiglie a trasferirsi in centri vicini, più organizzati e vivibili tutto l’anno. Il rischio concreto è che Grado diventi sempre più e solo una città stagionale, vissuta come luogo di vacanza estiva più che come Comunità stabile». E poi il parroco aggiunge: «Un ulteriore elemento di riflessione riguarda il diffondersi delle convivenze. Sempre più coppie scelgono di non sposarsi, né religiosamente né civilmente, spesso non per mancanza di valori ma per ragioni economiche: oggi vivere il matrimonio comporta costi maggiori rispetto alla semplice convivenza. Su questo tema la società è chiamata ad una riflessione seria e non ideologica».
In qualità di responsabile della vita religiosa sull’Isola, monsignor Nutarelli trae poi delle conclusioni che riguardano direttamente la Chiesa. «Questa situazione – osserva, – ha ricadute dirette sulla vita pastorale. La Comunità cristiana, infatti, è chiamata a non limitarsi alla constatazione dei numeri, ma a rispondere con una pastorale di prossimità: accompagnando le giovani coppie, sostenendo le famiglie, dialogando con le nuove forme di vita affettiva e custodendo il senso di appartenenza. In un contesto fragile, la Chiesa è chiamata ad essere presenza viva e generatrice di speranza, perché Grado – conclude don Paolo – resti non solo una meta turistica, ma una Comunità abitata ed abitabile».
Concludendo l’analisi dei dati parrocchiali, “Insieme” ricorda che nell’anno passato ci sono state 17 Prime Comunioni e 24 Cresime (rispettivamente 30 e 28 nel 2024). E appena nove matrimoni, che nell’anno precedente erano stati quindici. Tornando invece ai funerali e ai Battesimi, nel 2024 gli addii cristiani erano stati 93 (per cui nel 2025 sono aumentati di ben diciannove unità), mentre 30 volte era stato amministrato il primo sacramento. Questo dimostra che nell’anno appena concluso, e salutato con il tradizionale Te Deum, c’è stato un piccolo incremento, l’unico dato positivo del panorama demografico della Parrocchia di Sant’Eufemia. Ma, evidentemente, troppo poco per poter arrestate quel costante spopolamento dell’Isola sottolineato da monsignor Nutarelli.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante la benedizione epifanica dei bambini nella Basilica di Sant’Eufemia.

(Foto Laura Marocco)

A Grado la grande solennità dell’Epifania anticipata dalla benedizione dei bambini e dall’emozionante concerto delle voci di Monfalcone nella Basilica di Sant’Eufemia

(g.l.) Sarà la “Messa pastorale” di Luigi Ricci a contrassegnare oggi, a Grado, la festività dell’Epifania di Nostro Signore che conclude il lungo ciclo delle celebrazioni natalizie. Il rito solenne sarà celebrato alla 10 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia e sarà animato dal Complesso corale orchestrale “Santa Cecilia”. Rito che ieri pomeriggio è stato anticipato da quello della tradizionale benedizione dei bambini e dei ragazzi, al termine del quale, al porto mandracchio, sono sbarcate le tanto attese “varvuole”, le streghe del mare che contraddistinguono, nell’Isola, la vigilia epifanica.

Ma in occasione delle feste di fine e inizio d’anno, Sant’Eufemia non ha ospitato soltanto appuntamenti religiosi legati al calendario liturgico che ha preso avvio proprio con l’Avvento, ma anche applauditissimi concerti come peraltro avviene tutto l’anno e soprattutto d’estate durante la stagione turistica. Una Basilica gremita, colma di pubblico ed emozione, è stata infatti la suggestiva cornice del concerto natalizio con i cori Overtwelve ed OndeMedie di Monfalcome che hanno accompagnato la foltissima platea in un vero e proprio viaggio nel mondo, attraversando culture, lingue ed emozioni diverse grazie alle musiche tipiche di queste festività. Canti gospel ed armonie moderne si sono così alternati a brani più tradizionali, dando vita ad un repertorio ricco e coinvolgente, capace di parlare a tutte le generazioni.
I due cori sono stati diretti da Francesca Moretti, con la collaborazione di Giorgia Tognon: entrambe con competenza e passione hanno guidato i bravissimi coristi valorizzando al meglio le diverse sonorità ed il percorso musicale proposto. Nel saluto finale, monsignor Paolo Nutarelli ha voluto esprimere un sentito ringraziamento ai due gruppi vocali, ai direttori ed a tutti coloro che hanno reso possibile questo appuntamento, soffermandosi in particolare su due aspetti significativi. Anzitutto, l’arciprete ha ricordato come la musica elevi lo spirito: per un pomeriggio, attraverso le voci ed i suoni, il mondo intero è stato a Grado, riunito in un’unica esperienza di bellezza e condivisione. In secondo luogo, ha richiamato l’attenzione sul valore educativo di quanto ascoltato: dietro ai due cori c’è un progetto serio e concreto che valorizza i giovani, li accompagna nella crescita e li aiuta ad esprimere talenti, impegno ed entusiasmo. Un concerto, dunque, che non è stato soltanto un evento musicale, ma un vero dono alla comunità isolana, ma non solo, capace di ricordare che il Natale passa anche attraverso l’arte, la bellezza ed il cammino condiviso. Un’ottima premessa, insomma, per un altro anno di grande musica tra le antiche suggestioni regalate dalla Basilica fondata dal Patriarca Elia.

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In copertina e all’interno immagini del bellissimo concerto animato in Basilica dai cori monfalconesi diretti da Francesca Moretti (con la collaborazione di Giorgia Tognon) dinanzi a un foltissimo pubblico.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Volontariato a Grado, il suo prezioso ruolo nelle riflessioni di monsignor Nutarelli la Notte di Natale: “Serve agli altri, ma prima di tutto fa bene a me!”

di Giuseppe Longo

Il volontariato, più volte l’abbiamo osservato, è il “motore” che tiene viva una comunità: senza sarebbe impossibile realizzare tanti eventi e iniziative, a cominciare da quel grande Presepe lagunare che Grado, dopo il successo “mondiale” in Vaticano, ripropone in queste festività a Gorizia al termine della straordinaria esperienza di Capitale europea della cultura con la contermine Nova Gorica. E questa preziosa espressione della vita sociale ha avuto un’eco di rilievo anche nell’omelia che monsignor Paolo Nutarelli ha pronunciato la Notte di Natale nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, osservando quanto sia importante trovare «il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato».

Monsignor Paolo Nutarelli

«Il volontariato – ha infatti osservato l’arciprete – è un tema sul quale spesso a voce alta ho riflettuto» e ha aggiunto: «Non solo facciamo fatica a fare volontariato, ma a volte vedo anche un po’ di stanchezza in chi lo fa. Perché spesso sono sempre gli stessi a “tirare la carretta”, mentre altri restano a guardare, da spettatori (e tutto diventa pesante…)». E, richiamandosi alla solennità che anche la Chiesa isolana stava vivendo, ha osservato che «lo stile di Dio è un altro. È uno stile che mi spinge ad alzarmi, nonostante tutto. Non perché manchino le difficoltà, ma perché il volontariato “fa bene” prima di tutto a me. Il volontariato serve a me, e proprio per questo poi, serve anche agli altri. Mi mette in movimento, dà un senso al mio tempo, dà un respiro più grande alla mia vita». Anche perché «chi resta solo spettatore, forse, non ha ancora scoperto fino in fondo il senso della propria vita. Perché la vita, quando la doni, diventa finalmente piena. E perché farlo? Perché il Paradiso lo abbiamo già ricevuto in dono. Non sprechiamolo. Fidiamoci di Dio. Buttiamoci. Facciamo nostro il suo stile. Saremo felici. Sarà vero Natale. Non solo stanotte. Sempre».
Dopo la lettura del Vangelo di Luca che racconta la Nascita di Gesù – “… Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia…” -, monsignor Nutarelli ha esordito affermando che «nel cuore di ogni uomo c’è una domanda di senso. C’è un desiderio che abita tutti: la vita non può finire qui, non può ridursi a ciò che vedo e controllo. E penso, a voce alta. Fin dall’antichità, le religioni nascono proprio come tentativo dell’uomo di dare una risposta a questo desiderio di infinito. Nella maggior parte delle religioni il movimento è sempre lo stesso: è l’uomo che deve impegnarsi, salire, purificarsi, meritare. Se fai abbastanza, forse arriverai. Se ti comporti bene, forse conquisterai il Paradiso. Che sia la scalata verso il Paradiso, l’illuminazione, la liberazione o una casta superiore, il movimento è sempre dal basso verso l’alto: se fai abbastanza, forse arriverai. Mi fermo… guardo ancora una volta il Bambino di Betlemme. Ed ecco: permettimi di affermare che il Cristianesimo rompe questa logica. Nel Cristianesimo non è l’uomo che raggiunge Dio, è Dio che raggiunge l’uomo. Il Paradiso non è una conquista futura, ma un dono già fatto. La vita eterna non comincia dopo la morte: comincia ora, perché Dio ha deciso di entrare nella nostra storia. E questo cambia tutto».
Don Paolo ha infatti argomentato: «Sapere che il Paradiso mi è già stato donato cambia la prospettiva con cui vivo. Non faccio il bene per guadagnarmi qualcosa, non “mi comporto bene” per paura di perdere la salvezza. Vivo in un certo modo perché ho ricevuto un dono, e da quel dono imparo a rileggere tutta la mia vita, con gli occhi di Dio. Il Natale dice esattamente questo. Natale non è il ricordo sentimentale di una nascita lontana. Gesù è già nato, è morto, è risorto. Natale è memoria viva di un Dio che non abbandona l’uomo, di un Dio che sceglie di stare dentro la storia, anche quando è fragile, confusa, ferita. Natale è nascita, sì. Ma vorrei che fosse per tutti noi un nuovo inizio». Per cui il parroco di Sant’Eufemia ha dedotto: «Oggi è un giorno di partenza per tutti. A dire il vero, spesso — e forse anche in questo momento — mi sento come San Paolo ad Atene, quando dopo una predica (anzi, un’omelia) meravigliosa e profondamente pastorale, la gente gli dice: “Ti sentiremo un’altra volta”. Spesso mi sento dire: “Belle parole… ma la vita è altro”. E allora mi domando: che cosa significa essere cristiani oggi? In un mondo dove la logica dominante è spesso l’opposto del Vangelo. A livello mondiale: se vuoi la pace, prepara la guerra… Ma anche a livello quotidiano: guarda dall’altra parte, mostrati forte, sii duro. È la logica del più forte, che alla fine porta sempre tristezza e solitudine. Sottovoce ma con fermezza e convinzione continuo a dirlo: Natale è contemplare lo stile che Dio ha con noi. Dio viene nel silenzio…. non ha bisogno di apparire. Dio viene nella semplicità…. smettiamo di essere complicati. Dio viene nell’essenziale. Essere cristiani, allora, non significa “fare i bravi”. Significa vivere secondo lo stile di Cristo. Ovvero lasciarsi abitare da una domanda Se Gesù fosse al mio posto, come reagirebbe? Come guarderebbe questa persona? Come starebbe dentro questo dolore? Come sceglierebbe di amare? E forse troveremo il coraggio di fare il primo passo verso quel familiare con cui c’è rancore — da una parte o dall’altra. E forse troveremo il coraggio di fare un passo di lato per affiancare. E forse troveremo il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato…».

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In copertina, il Presepe allestito dinanzi all’altare della Basilica di Sant’Eufemia.

A Grado oggi oggi Babbo Natale arriva in batela e accende la festa. E a Santo Stefano tutti alla Marcia del Panettone

Il “Nadal de l’Isola” anche quest’anno ha trasformato Grado in un magnifico borgo colorato e ricco di oltre 50 diverse proposte di intrattenimento, spettacolo e cultura. Ecco un rapido giro d’orizzonte su quanto offre la città turistica da oggi e in tutto il periodo delle feste.

Presepi nelle calli – La rassegna dei presepi coinvolge oltre 150 installazioni artistiche, piccole e grandi, realizzate da privati, scuole, associazioni e artigiani del territorio e di Austria e Slovenia, in gran parte ospitate al Palazzo regionale dei Congressi a Città Giardino. Molti, però, come da tradizione, saranno esposti nelle vie del centro storico, nelle calli, nelle vetrine, lungo il porto mandracchio e nelle frazioni di Fossalon e Boscat, oltre che ad Aquileia e a Terzo di Aquileia. Il tradizionale presepe galleggiante ha lasciato il posto, sempre in porto, all’ammirazione di una suggestiva Natività allestita sull’ammiraglia dell’Associazione Canottieri Ausonia, una proposta che unisce tradizione, identità marinara e creatività locale. La rassegna si svolgerà fino al 1° febbraio. Giornate e orari di apertura: dal 7 gennaio al 1° febbraio, lunedì e mercoledì dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 17; martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30; dal 24 dicembre al 6 gennio tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, con orario continuato.

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I solenni riti in Basilica

La Basilica patriarcale di Sant’Eufemia è pronta per ospitare le celebrazioni per la nascita di Gesù. Oggi, nella Notte santa di Natale, la Messa sarà celebrata alle 22, mentre domani il solenne rito del Giorno si terrà alle 10: in entrambe le occasioni sarà presente la Corale orchestrale “Santa Cecilia” diretta da Anello Boemo. In vista delle celebrazioni natalizie, monsignor Paolo Nutarelli ha diffuso su Insieme un messaggio. «In questi giorni, la liturgia ci invita a contemplare il mistero dell’Incarnazione come un diamante che riflette la sua luce da molteplici angolature. Nella notte e nell’aurora di Natale, lo sguardo si posa sul momento umile e luminoso della nascita del Signore: Dio entra nella nostra storia con la fragilità di un bambino. La Santa Messa del giorno ci conduce già oltre l’evento, per contemplare l’Incarnazione come dimensione permanente della persona di Cristo: il Verbo fatto carne rimane per sempre solidale con l’umanità. È un mistero che tocca il cuore dell’uomo, perché – come ricorda il Prefazio III – se il Figlio ha assunto la nostra natura, noi possiamo partecipare alla sua vita divina. Le feste della Santa Famiglia e della divina maternità di Maria ci permettono, allora, di sostare sul realismo dell’Incarnazione nella vita quotidiana di Nazaret, dove Dio ha condiviso la trama semplice e nascosta dell’esistenza umana. L’intreccio con l’inizio dell’anno civile ci ricorda che la venuta di Cristo non riguarda soltanto la storia d’Israele o la vicenda personale dei credenti, ma si estende all’intero universo. Il Figlio è venuto per rialzare il creato dalla sua caduta e ricondurlo al disegno d’amore del Padre (Prefazio II). È un orizzonte cosmico che abbraccia il tempo, la storia, l’anno che si apre. L’Epifania, infine – conclude l’arciprete -, proclama il desiderio di Dio di farsi conoscere: Egli è luce che chiama, attira, illumina ogni ricerca sincera. In questa festa la liturgia intreccia il cammino dei Magi con la teofania (=manifestazione) al Giordano e con il segno di Cana, come tre lampi che rivelano la manifestazione della gloria del Figlio».

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Winter Season – Sulla Spiaggia Imperiale, fino al 6 gennaio, torna la Winter Season 2025–2026: la spiaggia si trasforma in un bosco incantato tra luci e alberi addobbati. Cuore dell’esperienza è il bar Numero Uno della Git, aperto ogni giorno dalla tarda mattinata al tramonto, con lettini e coperte riscaldanti per ammirare il mare, una vasca idromassaggio riscaldata, una sauna da esterno e una seconda vasca idromassaggio fredda per il “dopo sauna”, piatti alla brace cucinati sullo “spolert” e un programma di eventi per grandi e piccoli. Dal 27 al 29 dicembre sarà possibile salire su una mongolfiera (a pagamento) e alzarsi in volo vincolato sopra la spiaggia. La Winter Season della Git rappresenta un’occasione unica per vivere il mare a Grado anche d’inverno, in un mix perfetto di relax, divertimento e tradizioni natalizie. Un’iniziativa che punta a consolidare l’Isola del Sole come destinazione turistica di eccellenza, capace di incantare in tutte le stagioni.

Altre proposte – Mercatini di Natale e Luna Park – Fino al 6 gennaio, in Largo San Grisogono, Giardini Oransz e Viale Regina Elena.
Oggi 24 dicembre – In porto mandracchio, alle ore 17, Babbo Natale arriva in batela, la tipica imbarcazione dei pescatori lagunari.
Venerdì 26 dicembre – La mattina di Santo Stefano, dalle 8.30 (con partenza ufficiale alle ore 10), da piazza Biagio Marin, si potrà partecipare alla nona edizione della Marcia del Panettone.
Mercoledì 31 dicembre – In piazza Biagio Marin, a partire dalle ore 22, Capodanno con Radio Gioconda e Dancemania Live Band. Tanta musica, divertimento e animazione.
Giovedì 1° gennaio – Al bar Numero Uno della Git, dalle 11, letture gratuite dei tarocchi, lotteria a premi e brindisi di Capodanno. Alle ore 17.30, al Palazzo dei Congressi, Concerto di Capodanno, con ingresso gratuito, fino a esaurimento posti.
Domenica 4 gennaio – Alle ore 16, nella Basilica di Santa Eufemia, a cura della Parrocchia arcipretale di Grado, concerto gratuito del coro “Overtwelve” di Monfalcone. In Porto mandracchio, dalle ore 18, spettacolo piromusicale: fuochi d’artificio a tempo di musica.Alle ore 19, in piazza Biagio Marin, concerto live gratuito di musica folk e celtica con il gruppo friulano “Corte di Lunas”.
Lunedì 5 gennaio – L’evento più atteso: “Arrivano le Varvuole”, rievocazione dell’antica leggenda delle streghe del mare, al calar della notte (dalle ore 17.45), al porto mandracchio con corteo itinerante e festa finale in piazza Biagio Marin. L’appuntamento è imperdibile perché unico nel suo genere, peculiare e proprio della sola Grado.

Ospitalità e Terme – Nell’Isola, molti i negozi e i ristoranti aperti durante le festività con la novità della riapertura delle nuove Terme marine, dopo un completo risanamento conservativo, a partire dalla seconda decade di dicembre.

Per informazioni e aggiornamenti su tutte le manifestazioni del “Nadal de l’Isola”, si consiglia di consultare il sito: www.grado.it

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In copertina, la Basilica di Sant’Eufemia a Grado è al centro delle festività natalizie.

E ora il Presepe lagunare di San Pietro (visto da tutto il mondo) Grado lo riproporrà a Gorizia. Un grande lavoro di tanti volontari lodati dalla Parrocchia: Associazioni “motore” della comunità

(g.l.) Il successo ottenuto dal bellissimo e grandioso Preseoe allestito da Grado un anno fa nella Città del Vaticano, ai piedi dell’obelisco di Piazza San Pietro, non poteva avere una storia finita con quelle festività natalizie. Anzi, al termine della mostra romana, i volontari che l’avevano realizzato con la guida di Antonio Boemo, proponendo un suggestivo scorcio della Laguna di un secolo fa, avevano annunciato che sarebbe stato proposto anche altrove. Troppo bello e importante, infatti, per non assicurarne una continuità. E dove poteva essere se non a Gorizia, il capoluogo provinciale giunto al termine di un anno straordinario da tutti conosciuto come Go!2025 Nova Gorica Gorizia Citta europea della cultura?
E così è avvenuto, tanto che sabato prossimo, 20 dicembre, a pochi giorni dal Natale, alle ore 17 verrà inaugurato il “Presepe lagunare di San Pietro”. «Per l’occasione – annuncia Insieme, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia, in distribuzione proprio oggi – abbiamo organizzato il pullman con partenza alle ore 15.30 dal Piazzale Carpaccio. Informazioni in Ufficio Parrocchiale fino ad esaurimento posti».
Il maxi-presepe inaugurato dall’indimenticabile Papa Francesco e ammirato, tramite gli schermi televisivi e la rete di Internet, da tutto il mondo, è il frutto il un grande, immenso lavoro del volontariato, un “motore” indispensabile espresso da sodalizi e associazioni che in una comunità lavora silenziosamente a beneficio di tutti a fianco delle pubbliche Istituzioni. Una espressione lodata sullo stesso foglio informativo da monsignor Paolo Nutarelli, il quale scrive: «Nei giorni che precedono il Natale, come da bella tradizione gradese, le Associazioni della nostra cittadina aprono le porte delle loro sedi per scambiarsi gli auguri. Sono momenti semplici, ma preziosi, in cui ci si ritrova, ci si guarda negli occhi e si riscopre quanto il volontariato sia davvero il tessuto vivo della nostra Comunità. Ogni associazione, con il proprio stile ed il proprio impegno, tiene insieme ciò che spesso rischia di sfilacciarsi: relazioni, attenzione ai più fragili, cura del territorio, passione per lo sport, la cultura, la solidarietà. Le Associazioni costruiscono ponti, generano appartenenza, fanno sì che la nostra città non sia solo un luogo dove vivere, ma una casa».

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Oggi il “Concerto di Natale”

«La musica eleva lo spirito», sottolinea ancora Insieme ricordando il “Concerto di Natale” in programma questo pomeriggio, alle 16, nella Basilica di Sant’Eufemia. Come già annunciato, sarà protagonista il Jess Trio Wien affiancato dalla flautista Luisa Sello, la cui presenza è costante a Grado, che proporrà pagine di Dvorak e Beethoven. Il concerto sarà a ingresso libero, grazie al supporto del Ministero della Cultura, della Regione Fvg e del Comune di Udine.

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«Anche la Parrocchia – prosegue l’arciprete, gradese fra i suoi gradesi – desidera dire il suo grazie: grazie per la vicinanza, per la collaborazione, per il sostegno reciproco che durante l’anno si traduce in progetti, iniziative, attenzioni condivise. Natale ci ricorda che Dio si fa vicino e nasce dentro la storia concreta delle persone: questo accade ogni volta che, insieme, scegliamo di mettere al centro il bene comune. Questi giorni siano, allora, un’occasione per rinsaldare legami, valorizzare il servizio discreto di tanti volontari e riconoscere che, nella trama quotidiana della città, siamo tutti fili della stessa tela. Buon cammino verso il Natale!».
E a proposito di presepi, l’odierno foglio parrocchiale di Grado invita tutti alla loro realizzazione. «Piccolo o grande non importa: ciò che conta è il segno! Costruire il presepe – si sottolinea – è un gesto semplice, quasi disarmante, che però ogni anno apre uno spazio di luce nelle nostre case e nei nostri cuori. San Francesco, a Greccio, non voleva “fare una scenografia” ma, vedere con gli occhi del corpo, l’umiltà del Dio che si fa bambino. Il suo presepe fu un atto d’amore, un invito a lasciarsi toccare dalla tenerezza di Dio. Insieme all’albero, regaliamoci, quindi, lo spazio per il presepe nelle nostre case. È un invito a ritrovare, accanto alle luci ed ai colori della festa, quel piccolo angolo che ricorda l’essenziale».
Infine, a tal riguardo, si ricorda che nelle celebrazioni eucaristiche di domenica prossima, 21 dicembre (ore 8.30 e 10 in Basilica e ore 11.30 a San Crisogono) – ed ovviamente nella Messa prefestiva di sabato – le famiglie, che costruiscono il Presepe sono invitate a portare la piccola “statuina” del Gesù Bambino. «Vivremo il gesto della benedizione – annuncia monsignor Nutarelli – e verrà consegnata una piccola preghiera da fare nelle proprie case». Infine, sempre per restare nel clima delle festività imminenti, si ricorda che con martedì 16 dicembre inizierà la tradizionale Novena di Natale durante la Messa vespertina delle ore 18.

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In copertina, un’immagine del grandioso presepe lagunare di Grado allestito in Piazza San Pietro lo scorso Natale.

Con l’amata “Madonnina del Mare” l’ultimo saluto di Grado ad Arianna Cutti mamma di monsignor Paolo Nutarelli

di Giuseppe Longo

GRADO – Non deve essere facile, neanche per un sacerdote sostenuto da una fede forte e cristallina, pronunciare un’omelia dinanzi al feretro della propria madre. E, invece, monsignor Paolo Nutarelli ieri mattina ha trovato la forza per farlo, nella Basilica di Grado, fra le tantissime persone che hanno voluto rendere omaggio ad Arianna Cutti, molto conosciuta e apprezzata nell’Isola, anche per essere stata a lungo responsabile dell’Ufficio postale, che si è spenta a 88 anni. «L’arcivescovo Carlo – ha confidato all’assemblea – mi ha proposto di parlare in ricordo della mamma, ma inizialmente gli avevo detto che non me la sentivo. Poi ho riflettuto e ho accettato con gratitudine l’invito». E pur con la voce spesso rotta dalla commozione il parroco, gradese fra i suoi gradesi, è riuscito a offrire un’immagine affettuosa e puntuale di una donna che ha speso tutta se stessa per la famiglia – peraltro rimasta vedova in giovane età di Alberto Nutarelli, morto nel 1990 in seguito a un incidente stradale -, il lavoro e la comunità. Il tutto alla luce di un grande amore in Cristo, che non ha mai vacillato ma che si è rinvigorito quando uno dei due figli ha deciso in incamminarsi sulla impegnativa via del sacerdozio, con la guida preziosa di monsignor Silvano Fain. Una fede che don Paolo ha più volte sottolineato, attingendo anche a quelle parole del Vangelo di Luca che ci spronano a tenere sempre «la lampada accesa» per non trovarsi impreparati al momento del distacco dalla vita terrena.

La Messa esequiale è stata celebrata dall’arcivescovo Carlo Redaelli che ha voluto esprimere tutta la vicinanza della Chiesa isontina al parroco di Grado, al fratello Sergio e ai loro familiari. Con lui all’altare di Sant’Eufemia, oltre allo stesso don Nutarelli, il nuovo vicario generale Paolo Zuttion (che è subentrato a monsignor Armando Zorzin, già arciprete isolano), i concittadini monsignor Mauro Belletti e don Gianni Medeot, cappellano militare, oltre a numerosi sacerdoti e religiosi della Diocesi e del vicino Santuario di Barbana. Come detto, tantissimi coloro che hanno gremito – con il sindaco Giuseppe Corbatto e altre autorità cittadine – le storiche navate della Basilica che per Arianna Cutti, arrivata dall’istriana Albona nel lontano 1950, era come una “seconda casa”. Tante le persone giunte per il funerale anche da Cormons, il paese del Collio dove l’anziana è spirata, assistita amorevolmente dalle suore della Divina Provvidenza, e dove aveva seguito, una volta lasciato il lavoro, il figlio sacerdote, parroco per diciassette anni di quella popolosa comunità in cui era nato il citato don Fain. All’uscita del feretro, il coro diretto dal maestro Anello Boemo, dopo il canto con cui la liturgia finale affida l’anima nelle braccia del Padre celeste, ha intonato la suggestiva “Madonnina del Mare”, tanto amata da Arianna come da tutti i gradesi e pure dai tanti turisti che, frequentando l’Isola, si sono avvicinati alle sue bellissime tradizioni.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli pronuncia l’omelia dinanzi al feretro della mamma Arianna Cutti; all’interno, l’arcivescovo Carlo Redaelli mentre incensa la salma e il momento del commiato sul sagrato della Basilica di Sant’Eufemia.

Grado, perché così pochi bambini o ragazzi nei Cimiteri? Ecco la riflessione di monsignor Nutarelli il giorno dei Santi. “Vanno alle feste di Halloween, ma non sanno guardare in faccia la morte”

di Giuseppe Longo

«Da tempo mi colpisce il fatto che nei Cimiteri si vedano sempre meno bambini o ragazzi. Non è colpa loro — sia chiaro — è colpa di noi adulti, che per una strana idea pensiamo di proteggerli nascondendo la morte, o peggio ancora trasformandola in un gioco. Ieri era il 31 ottobre: ho visto bambini vestiti da scheletri, da zombie… e poi, quando nella vita vera arriva il dolore, non sanno più cosa farsene, di quella paura mascherata da gioco». Sono le parole con cui monsignor Paolo Nutarelli ha introdotto le sue riflessioni il giorno dei Santi – nella vigilia della commemorazione dei Defunti – durante il tradizionale rito nel Cimitero di Grado, che ha visto anche la suggestiva cerimonia dell’arrivo della Fiaccola alpina della Fraternità, presenti il sindaco Giuseppe Corbatto, pubblici amministratori, Forze dell’Ordine e rappresentanti delle associazioni cittadine. «Anche quest’anno – ha aggiunto l’arciprete, che aveva accanto don Gianni Medeot, il cappellano militare che torna sempre per le festività nella sua Grado – ho accompagnato famiglie nel lutto, e mi ha colpito vedere talvolta nipoti assenti ai funerali dei nonni, ma presenti alle feste di Halloween. Il mio sia chiaro non è una critica o un giudizio negativo a priori, ma mi chiedo: che cosa stiamo insegnando loro? La morte esiste, è parte della vita. Se non accompagniamo i piccoli a guardarla in faccia con verità, quando cresceranno rischieranno di crollare come alberelli senza radici. È un tema educativo, profondo, che ci interpella come genitori, come nonni, come Comunità».


Don Paolo aveva esordito sottolineando che «in questa giornata dei Santi, in questo luogo santo, siamo raccolti tra le tombe dei nostri cari. Ma se ci pensiamo bene, non siamo “tra i morti”, siamo tra i viventi: loro vivono in Dio, e noi camminiamo ancora nel tempo. È un incontro, quello di oggi, tra la terra e il cielo». E poi era entrato subito nel vivo delle sue riflessioni legate alla particolare giornata, tanto che ha detto «vorrei condividere con voi tre pensieri che nascono dal cuore, dal Vangelo e dall’esperienza di questi giorni». E il primo è stato proprio quello che «la morte non va nascosta ai bambini». Il parroco ha quindi osservato che il «Cimitero è un luogo di Comunità», aggiungendo che «qui ognuno dei nostri cari è parte della vita di molti altri» e che «la morte non è mai un fatto privato. Ecco perché è importante vivere questo luogo non come una stanza del cuore chiusa, ma come una piazza di memoria condivisa. Talvolta rischiamo di privatizzare la morte, di chiuderla dentro le mura di casa, mentre la morte — come la vita — appartiene a una comunità di relazioni. Il Cimitero, invece, ci ricorda che non siamo soli nel nostro dolore: il pianto, la preghiera, il ricordo diventano un gesto collettivo, che ci unisce». Infine, una considerazione alla luce della fede, perché – ha sottolineato monsignor Nutarelli – «siamo viventi tra viventi. Noi preghiamo per loro, e loro — credetemi — pregano per noi. Lo dice il Vangelo di oggi, quando Gesù proclama le Beatitudini. È la parola di chi non spegne la vita con la morte, ma la trasforma in eternità».


E ieri, come detto, anche Grado ha reso omaggio ai suoi morti, a cominciare da quanti hanno lasciato la comunità isolana nell’ultimo anno (1° ottobre 2024 – 30 settembre 2025). Lungo e triste l’elenco – un centinaio di defunti – pubblicato sull’ultimo numero di Insieme, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia. E a proposito della giovanissima Martire venerata a Grado, domenica prossima verrà celebrata la festa della Dedicazione della Basilica patriarcale. Il massimo Tempio isolano venne consacrato il 3 novembre del 579, quindi l’anniversario ricorre proprio oggi. Ma la celebrazione avviene tradizionalmente la domenica successiva che quest’anno cade il 9 novembre. Ma ne riparleremo.

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In copertina e all’interno, la cerimonia nel Cimitero di Grado presieduta da monsignor Nutarelli e che ha visto anche l’arrivo della Fiaccola alpina della Fraternità.

(Foto da ChiesaGrado – Insieme)