Il Rojale questa sera atteso a teatro a Remugnano con gli attori di Nimis

(g.l.) Dopo il recente successo di Attimis, la Compagnia teatrale di Nimis è attesa nel Rojale. Questa sera, 24 gennaio,, “La Beorcje”, diretta da Carla Monai, si esibirà infatti alle 20.45 nell’auditorium “Monsignor Giovanni Pigani” a Remugnano per presentare la stessa commedia in lingua friulana portata in scena nella sala Tristano d’Attimis. Si tratta, come è noto, di “Cuars n. 89” dell’emiliano Kramer Moggia. La serata, organizzata dal Comune di Reana del Rojale con la collaborazione dell’Associazione teatrale friulana, rientra fra le iniziative del Carnevale 2026 e sarà con ingresso gratuito.


Come si ricorderà, l’adattamento in friulano della commedia di Kramer Moggia aveva debuttato lo scorso autunno fra le mura di casa, ma subito dopo “La Beorcje” è stata invitata a proporlo anche in altre località, come Majano, Sevegliano e Attimis. E questa sera strapperà sorrisi e applausi agli spettatori del Rojale. Si tratta, infatti, di un lavoro divertente che gli attori di Nimis, appunto con la regia della maestra Monai, interpretano in modo brillante mettendoci tutta la passione che li anima.
«L’89 – si legge in una breve nota del Corriere dello Spettacolo – è il numero che la cabala assegna ai “cornuti” e che il falegname sogna assieme ad altri numeri. Il cornuto, secondo il sogno, è l’amico barbiere assai geloso. Il dilemma: se quei numeri uscissero? Si debbono giocare! La battuta chiave della commedia è: che si vinca o non si vinca la nostra vita, cambia fino all’estrazione? No! Perciò, fino a quel momento illudiamoci di vincere e facciamo baldoria. Ma se si vince il sogno è vero, per cui “figaro” è cornuto. Per la sua serenità, fortunatamente non vincono. Quei giorni, però, per gli amici degli amici fu un vero sollazzo. È proprio vero che: la vera amicizia ed una illusione ogni tanto rendono la vita felice».

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In copertina e all’interno due immagini della Compagnia teatrale di Nimis che questa sera si esibirà a Remugnano.,

“La Beorcje” di Nimis oggi inaugurerà la rassegna teatrale di Attimis riproponendo la bellissima commedia di Kramer Moggia. Poi altra replica a Reana

(g.l.) “La Beorcje” di Nimis avrà l’onore, oggi 17 gennaio, di inaugurare la 15ma rassegna teatrale di Attimis. Alle 20.30, nell’auditorium Tristano d’Attimis, la brillante compoagnia diretta da Carla Monai presenterà, infatti, “Corna n.89”, la commedia  in tre atti che aveva debuttato con grande successo in ottobre dinanzi al pubblico di casa – gremito il Teatro Juventus – e poi presentata, fra tanti applausi, anche fuori Comune. Lo spettacolo sarà successivamente portato in scena il 24 gennaio anche a Reana del Rojale. In entrambe le occasioni l’ingresso sarà libero.
“Cuars n. 89” è la versione in lingua friulana di una bellissima commedia di Kramer Moggia, autore nato a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, nel 1933. – «L’89 – si legge in una breve nota del Corriere dello Spettacolo – è il numero che la cabala assegna ai “cornuti” e che il falegname sogna assieme ad altri numeri. Il cornuto, secondo il sogno, è l’amico barbiere assai geloso. Il dilemma: se quei numeri uscissero? Si debbono giocare! La battuta chiave della commedia è: che si vinca o non si vinca la nostra vita, cambia fino all’estrazione? No! Perciò, fino a quel momento illudiamoci di vincere e facciamo baldoria. Ma se si vince il sogno è vero, per cui “figaro” è cornuto. Per la sua serenità, fortunatamente non vincono. Quei giorni, però, per gli amici degli amici fu un vero sollazzo. È proprio vero che: la vera amicizia ed una illusione ogni tanto rendono la vita felice».
Come detto, dopo l’impegno odierno, la compagnia di Nimis è attesa poi il 24 gennaio, alle 20.45, nell’auditorium Monsignor Giovanni Pigani di Remugnano, alla serata organizzata dal Comune di Reana del Rojale. Lo stesso giorno, tornando ad Attimis, si terrà la seconda rappresentazione della Stagione. Altri due spettacoli sono poi previsti il 7 e il 14 febbraio.

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In copertina, la regista Carla Monai; qui sopra, “La Beorcje” al completo.

Chiandetti, grande storia dell’editoria creata dal nulla 65 anni fa da Luigi: bellissima festa a Reana anche per il mezzo secolo di Agenda Friulana segno di speranza e rinascita dopo il terremoto

di Giuseppe Longo

REANA DEL ROJALE – Volete sapere qual è un grande friulano? Non ci sono dubbi: è Luigi Chiandetti. Protagonista nella carta stampata e nell’editoria da una vita e che continua a esserlo, perché, pur alla soglia dei novant’anni portati meravigliosamente bene, non manca una giornata nella sua inseparabile Tipografia a Reana del Rojale, quella che ha costruito a piccoli passi ma senza fermarsi mai, dal nulla, con la sua amata Vilma. Lo conosco esattamente da mezzo secolo, a quell’epoca la sua era ancora un’aziendina di quindici anni di vita. E non c’era stato ancora il terremoto, ma erano gli anni in cui il Friuli, uscito dalle ferite dell’ultima guerra, cresceva in fretta e con entusiasmo. Poi, il 6 maggio 1976, la terribile mazzata del sisma, la paura di stare davanti alle macchine, con la porta era sempre aperta per darsela a gambe appena arrivava una nuova scossa. E in quel doloroso contesto, soprattutto per i mille morti che ha causato, è nata anche Agenda Friulana come segno di speranza, di quel “tigni dur e mai molà” di cui la gente friulana va fiera, tanto da realizzare in pochissimi anni una ricostruzione esemplare, conosciuta ovunque come “modello Friuli”. E anche Gigi è stato un artefice di questo miracolo – a quell’epoca era anche amministratore comunale – che ha fatto rinascere, crescere e incredibilmente progredire la nostra terra dotandola di infrastrutture pubbliche impensabili (basti pensare soltanto all’autostrada Alpe Adria e alla doppia ferrovia Pontebbana) e culturali, come l’Università di Udine o meglio del Friuli. E oggi la Cartostampa Chiandetti, capitanata dai figli Cristina e Alessandro con il prezioso apporto di Elisa, per la quale il nonno è veramente un faro di luce sempre acceso, è un’azienda fiore all’occhiello del Friuli, offrendo ogni giorno prodotti di alta qualità e precisione, grazie a tecnologie sempre più evolute, e all’alta professionalità di dirigenti e maestranze. Di cui proprio Agenda Friulana, che compie appunto mezzo secolo, è un bellissimo esempio, che meritava d’essere festeggiato nella magnifica serata che ha riempito il pur ampio auditorium “Monsignor Giovanni Pigani”, un altro grande rojalese esemplare nella storia della Chiesa e della musica nel nostro Friuli.

«Chiandetti rappresenta uno dei migliori esempi di impresa artigiana del Friuli Venezia Giulia: una realtà familiare capace di attraversare le generazioni, innovare senza perdere le proprie radici e valorizzare, attraverso il lavoro artigiano, la cultura e la memoria del territorio», ha sottolineato, infatti, anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenuto alla serata celebrativa per i 65 anni di attività della Tipografia Chiandetti e per il mezzo secolo di Agenda Friulana, presentata nell’occasione dalla giornalista Paola Treppo.
L’evento ha ripercorso la storia dell’azienda fondata nel 1960 da Luigi Chiandetti e il valore simbolico della pubblicazione annuale, nata nel 1976, appunto l’anno del terremoto, come strumento di speranza e custodia dell’identità locale, divenuta negli anni un vero e proprio scrigno di memoria collettiva. L’edizione 2026 prosegue questa missione culturale, arricchita anche da una rubrica dedicata all’Ente Friuli nel Mondo, guidato dal concittadino e sindaco emerito Franco Iacop. Nel suo intervento, l’assessore Bini – che ha voluto omaggiare Luigi Chiandetti con una targa ricordo che l’ha commosso – ha sottolineato anche l’impegno della Regione a sostegno del comparto artigiano del Friuli Venezia Giulia, «riconosciuto a livello nazionale per le proprie eccellenze locali e per l’abilità delle proprie maestranze». Inoltre, l’esponente della Giunta Fedriga ha rimarcato l’importanza del passaggio generazionale e il forte legame con la comunità di Reana e con il Friuli, che «hanno reso questa azienda un simbolo della friulanità in Italia e anche all’estero, vera e propria custode di tradizioni, storia e paesaggi del nostro territorio».


Alla bellissima serata, presentata con garbo e proprietà da Elisa Mauro (amministrazione e pubbliche relazioni) assieme a Gabriele Marcuzzi (settore commerciale), e impreziosita dagli “stacchi” musicali di flauto e violoncello “prestati” per l’occasione dai Filarmonici Friulani, sono intervenuti il sindaco di Reana del Rojale, Anna Zossi, il presidente di CrediFriuli Stefano Fruttarolo, il presidente di Confartigianato Imprese Udine, Graziano Tilatti, e il citato presidente di Friuli nel mondo. Tutti, pur con accenti diversi sintonizzati sulle rispettive competenze, si sono soffermati sulla vita e sugli indiscutibili successi collezionati in 65 anni di vita dall’azienda di Luigi Chiandetti. Il quale ne ha fatta veramente tanta di strada da quando l’ho conosciuto nel lontano 1975, quando riforniva di carta e buste intestate l’allora Centro regionale per il potenziamento della viticoltura e dell’enologia del Friuli Venezie Giulia, nel quale ero stato appena assunto, e veniva personalmente a portare quelle scatole, che rivedo ancora, man mano che le scorte si esaurivano. E un anno dopo Gigi, da sempre inesauribile fucina di idee e iniziative, dava vita proprio ad Agenda Friulana, alla quale tutti auguriamo almeno altri cinquant’anni di vita. Tutto è stato possibile grazie al suo entusiasmo e alla sua grandissima dedizione al lavoro assieme alla sua cara Vilma, che purtroppo non c’è più (l’avrebbe sicuramente commossa la festa di sabato), ma anche ai tanti, bravissimi, collaboratori di ieri e di oggi che alla fine sono saliti sul palco per una magnifica foto ricordo con il loro Gigi.

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In copertina, l’assessore regionale Sergio Emidio Bini mentre consegna la targa a Luigi Chiandetti; all’interno, la foto ricordo con tutti i dipendenti di ieri e di oggi, Paola Treppo che presenta Agenda Friulana numero 50, i musicisti dei Filarmonici Friulani, il saluto del sindaco Anna Zossi, le foto ricordo con Confartigianato e Friuli nel mondo, il saluto di Stefano Fruttarolo per CrediFriuli, il “patriarca” Gigi con la sua famiglia, con i figli Cristina e Alessandro e con l’amata nipote Elisa.

La Banda di Reana del Rojale ha 50 anni: stasera al via delle celebrazioni a Remugnano Dino Persello rievocherà la ricca storia dell’associazione musicale

(g.l.) Ci sarà anche Dino Persello alla festa per i 50 anni della Banda musicale di Reana del Rojale, in programma questa sera, alle 20.45 nell’auditorium comunale “Monsignor Giovanni Pigani”, a Remugnano. La serata, con ingresso libero, beneficia del sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e dell’Anbima Fvg, oltre che della civica amministrazione. Lo spettacolo-concerto viene proposto in occasione dell’apertura delle celebrazioni per il mezzo secolo dalla rifondazione del complesso di ottoni, come dire che ci saranno nel corso dell’anno altre iniziative e invitanti proposte per sottolineare questo speciale anniversario che ci riporta al 1975, appena un anno prima del disastroso terremoto che devastò mezzo Friuli. Cinquant’anni di storia locale, con tantissimi ragazzi che negli anni si sono avvicinati alla musica, cogliendo gli inviti lanciati dai dirigenti dell’associazione guidata da Manolo Bon, facendo crescere e affermare la Banda, oggi formata da una cinquantina di musicisti che suonano sotto la direzione del maestro Flavio Luchitta. Mezzo secolo nel quale “indagherà” proprio Dino Persello, attore sandaniele innamorato del Friuli e riconosciuto specialista in queste ricostruzioni storiche che ci riportano all’essenza della nostra terra.

La Banda di Reana del Rojale oggi.

Il maestro Flavio Luchitta

L’attore Dino Persello

Ecco, dunque, qualche informazione storica, come ci viene proposta dallo stesso sodalizio musicale. «Correvano gli anni della grave crisi economica mondiale e della mancanza di libertà dovuta agli sviluppi politici del tempo. Di certo, anche Reana non si sottraeva alle influenze di questa situazione storica e la popolazione locale sentiva l’esigenza di ritrovarsi per trascorrere momenti di convivialità e per tentare di lenire le sofferenze provocate da quel particolare contesto. Fu proprio in questa situazione che nel 1931 si manifestò l’esigenza di creare un gruppo musicale che fungesse da centro di aggregazione e nello stesso tempo allietasse non solo le festività civili ma anche le ricorrenze religiose. Perché allora non creare una banda musicale? Per cercare di dare vita ad un complesso bandistico venne quindi costituito un comitato promotore formato da una quindicina di reanesi e presieduto da don Luigi Morgante. Successivamente, venne legalmente redatto lo statuto della banda musicale alla quale diedero la loro adesione, contribuendo anche finanziariamente, molti compaesani. Ben presto il neonato sodalizio, sotto la guida dei maestri Armando Molino e Ottelio Camellini, si consolidò fino a diventare una vera banda musicale. Essa funzionò molto bene fino allo scoppio della Seconda Guerra mondiale; questo evento infatti causò gravi difficoltà all’organico provocate dalla chiamata alle armi di numerosi suonatori. Negli anni Cinquanta la banda ridusse la sua attività e nel 1958 si sciolse lasciando un vuoto incolmabile nel paese fino al 1975, anno in cui venne rifondata tenendo conto di tre obiettivi fondamentali: promuovere la cultura musicale, poggiare su basi cristiane la sua presenza e aprirsi dal punto di vista sociale e civile all’interno del territorio rojalese. Da allora, la Banda musicale di Reana ha svolto la sua attività ininterrottamente ed oggi, grazie al lavoro del maestro Flavio Luchitta, del consiglio direttivo presieduto da Manolo Bon e dei musicisti, si attesta come una delle realtà musicali più vivaci e prestigiose a livello regionale».
Gli impegni affrontati in questi dieci lustri non si contano in regione, in Italia e all’estero, peraltro più volte gratificati da brillanti riconoscimenti anche internazionali, come il primo premio ottenuto nel 2014 a Riva del Garda. E pure attualmente la Banda rojalese mantiene un ricco calendario, dai concerti (tra i quali si ricorda quello annuale di Santa Cecilia, patrona della musica) all’accompagnamento delle celebrazioni civili e religiose. Inoltre, collabora costantemente con le realtà culturali circostanti, creando appuntamenti sempre molto apprezzati. Una bellissima realtà, dunque, tanto che pure l’odierno spettacolo-evento si annuncia molto promettente, per cui la proposta della Banda di Reana è proprio da cogliere al volo. Anche perché la presenza di Dino Persello, grande conoscitore di queste preziosissime presenze di paese, darà il valore aggiunto alla serata.