Giubileo a Grado, pellegrinaggi sotto le stelle a Barbana. Ma anche tante altre proposte tra spiaggia, musica e cultura

Ultimi appuntamenti gradesi per l’anno del Giubileo. Si terranno, infatti, nelle date di lunedì 11-18 agosto e 1 settembre, i pellegrinaggi notturni al Santuario di Barbana. Lo storico edificio di culto dell’isoletta in mezzo alla laguna è stato infatti indicato dall’arcivescovo di Gorizia come uno dei luoghi giubilari dell’Arcidiocesi e monsignor Carlo Redaelli vi aveva aperto la “porta santa” il primo maggio scorso. E proprio prendendo spunto da questo evento, la Parrocchia arcipretale di Grado, in collaborazione con i monaci benedettini che da qualche anno curano la parte spirituale e liturgica della vita della famosa Chiesa mariana, ha organizzato una serie di pellegrinaggi giubilari notturni: un’opportunità davvero unica di vivere un’esperienza di fede intensa (con, anche, la possibilità di ricevere l’indulgenza) e suggestiva, in un luogo ricco di storia (le origini del Santuario risalgono al 582 d.C.) e spiritualità. Il programma delle giornate prevede alle 19.30 la partenza da Grado (apertura della biglietteria della motonave alle ore 19). Dopo l’arrivo a Barbana alle ore 20 è prevista la recita del Rosario con la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione. Alle 20.45 si celebrerà la Messa e, poi, ci sarà del tempo libero a disposizione dei pellegrini sino al momento della partenza per Grado prevista per le ore 22.15. In caso di maltempo i pellegrinaggi verranno sospesi. Nei prossimi giorni, comunque, l’Isola del Sole offre, a pellegrini e turisti, una lunga serie di eventi e occasioni di divertimento, cultura, natura, musica e teatro.

Martedì 12 agosto

Aperitivo in Riserva – Il Bus Natura parte da varie zone di Grado per raggiungere la Riserva naturale della Foce dell’Isonzo – Isola della Cona. L’escursione pomeridiana (a pagamento) prevede la visita guidata, l’ingresso alla Riserva e un aperitivo al tramonto presso il bar/ristorante della Riserva “Il Pettirosso”. Partenza da Grado ore 16.40, rientro ore 20.15.
“Amami”, martedì italiano in spiaggia – Presso lo stabilimento balneare Piper Beach (in spiaggia Costa Azzurra), tutti i martedì del mese, a partire dalle ore 22, con ingresso gratuito: DJ, musica dal vivo e aperitivo.
Laboratorio di ceramica con aperitivo – Lo stabilimento Git (ingresso 7, Top Bar) propone un aperitivo diverso dal solito, con buon cibo, drink freschi e un laboratorio creativo dove si può modellare e decorare un piccolo oggetto in ceramica (a pagamento), per scoprire il piacere di creare qualcosa con le proprie mani. I lavori verranno poi cotti nel laboratorio Asperitas e saranno pronti per essere ritirati dopo 10-15 giorni. Su richiesta possono essere spediti a casa. Dalle ore 17 alle 19.
Biagio Marin: l’infanzia perduta e ritrovata – Su testi di Biagio Marin, scelti e introdotti da Marina Bressan, lettura scenica di Tullio Svettini e Addis Brizi – Valsassina. Terrazza della biblioteca civica “Falco Marin”, alle ore 21.15. Evento gratuito a cura di: Associazione Grado Teatro APS e Centro ricerca turismo e cultura Odv.
SuperMegaShow – Evento gratuito interamente dedicato ai più piccoli che potranno divertirsi tra spettacoli di burattini, animazione, baby dance e giochi. In largo Punta Barbacale, a Grado Pineta, a partire dalle ore 21.15. Organizzato da: Andrea Mega.

Mercoledì 13 agosto

Estate in Piazza – A cura dell’Associazione “Grado Teatro”, alle ore 21.15, ai Giardini Marchesan, verrà presentato lo spettacolo, a ingresso libero: “Sconfinando lungo l’Isonzo” per GO2025, della Compagnia “Gianfranco Saletta” di Trieste.
Wine & craft tour – Giro (a pagamento) di assaggi e “cicchetti” nelle osterie del centro storico di Grado con un focus sui famosi vini friulani. Tra una tappa e l’altra è possibile visitare alcune botteghe artigiane locali. Ritrovo alle ore 16.45 e conclusione alle ore 19.20.
Scoprire Gorizia e Nova Gorica – Alla scoperta della Capitale europea della cultura transfrontaliera 2025. Grazie al progetto di promozione “Crocevia d’Europa”, ideato dal Comune di Gorizia, accompagnati da guide esperte, si parte da Grado (gratuitamente) in un viaggio tra storia, natura e cultura: Gorizia, Nova Gorica, l’Isonzo, il Collio e molto altro. Partenza ore 8.30, rientro ore 13.
Grado tra mare e meraviglia – Visite guidate alla scoperta del centro storico di Grado (a pagamento), con partenza alle ore 21.00. Per prenotarsi: www.turismofvg.it/it/scopri-e-prenota-le-esperienze/alla-scoperta-di-grado-tra-mare-e-meraviglia.

Giovedì 14 agosto

Yoga al tramonto – Presso lo stabilimento Tivoli (a pagamento), potrai portare in equilibrio il corpo, la mente e lo spirito grazie alla pratica yoga guidata. L’Hatha Flow è uno stile frizzante, aiuta la mobilità e la fluidità del corpo per poi finire con un rilassamento distesi sulla sabbia. Inizio ore 20.00, con prenotazione obbligatoria.
Disco Bike Night Grado – Autentica divertente novità dell’estate 2025. Scoprire i luoghi più iconici di Grado (a pagamento) pedalando al tramonto (per circa 11 chilometri), accompagnati da una guida cicloturistica e da un cargo-bike che diffonde vari generi musicali lungo il percorso. Partenza alle ore 20.30.

Venerdì 15 agosto

Ferragosto, festa dell’Assunta – In occasione della solenne ricorrenza dell’Assunzione al Cielo di Maria, la Parrocchia arcipretale di Grado ripropone la tradizionale Giornata del Villeggiante. «Questa festa – ha sottolineato monsignor Paolo Nutarelli su Insieme, il bollettino settimanale in distribuzione da oggi – è anche occasione per dire grazie a quanti scelgono di trascorrere le vacanze tra noi: villeggianti ed ospiti che, con la loro presenza, arricchiscono la nostra Isola di incontri, amicizie e legami». Durante la Messa Internazionale delle ore 10.30, nella Basilica di Sant’Eufemia, la Corale Orchestrale “Santa Cecilia” eseguirà la “Missa Prima Pontificalis” di Lorenzo Perosi.

Per scoprire il programma completo e aggiornato degli appuntamenti è consigliata la navigazione del sito: www.grado.it/it/eventi-ed-escursioni.

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In copertina, il Santuario di Barbana in mezzo alla laguna di Grado; all’interno, la Basilica di Sant’Eufemia e ristorazione nel bellissimo centro storico.

Solstizio d’Estate, Messa e concerto nella bora dell’alba sul Lungomare di Grado. L’arcivescovo ai turisti e agli operatori: “Costruite legami di umanità e dialogo”

(g.l.) «Cari amici e ospiti della nostra terra, vi accolgo, con gioia, con le Comunità cristiane della nostra Diocesi, che in questo tempo si apre con rinnovato entusiasmo a chi, come voi, cerca insieme ad un meritato riposo, bellezza, cultura e spiritualità. Siete arrivati in un luogo in cui la meraviglia del creato incontra l’arte dell’uomo, dove le colline, il mare e le montagne sembrano cantare insieme la lode del Creatore». Si apre con queste parole il messaggio che l’arcivescovo metropolita, monsignor Carlo Redaelli, ha voluto rivolgere agli ospiti che in questo inizio d’estate cominciano a frequentare l’Isola di Grado e in particolare a coloro che stamane all’alba, nonostante il vento di bora impetuoso, non hanno voluto mancare al suggestivo incontro sul Lungomare Nazario Sauro dove era in programma l’annunciato e ormai tradizionale Concerto del Solstizio, preceduto dalla Messa per invocare dal Cielo una positiva stagione turistica, fatta di soddisfazioni economiche ma soprattutto di buona salute. Il rito è stato celebrato da monsignor Paolo Nutarelli che aveva accanto monsignor Mauro Belletti, amministratore parrocchiale di Fossalon e coadiutore nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia.

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Domani il Corpus Domini

E domani mattina Grado celebrerà solennemente la ricorrenza del Corpus Domini, festività soppressa che, come è noto, era in calendario giovedì scorso. In tutta la mattinata nella Basilica di Sant’Eufemia sarà celebrata soltanto la Messa cantata delle 9 perché al termine si snoderà la tradizionale processione eucaristica per le vie dell’Isola con la benedizione finale al rientro nella Chiesa patriarcale.

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L’arciprete ha celebrato l’Eucarestia davanti al mare increspato e sotto un cielo aperto, già illuminato dal sole mattutino. «Un gesto semplice e profondo – ha raccontato don Paolo – per affidare al Signore l’Isola, i suoi abitanti e i tanti ospiti che la abitano in questi mesi». Le parole del sacerdote hanno ricordato che «la bellezza del creato non è solo uno sfondo, ma una chiamata: siamo parte dell’universo, non padroni ma custodi. All’uomo è stato affidato il creato – con le sue meraviglie, le sue fragilità, i suoi ritmi – perché lo custodisca, lo contempli, e ne riconosca il Creatore. Oggi davanti al mare che riflette il cielo – ha sottolineato -, riscopriamo che pregare all’aperto è anche un modo per rimettere Dio al centro del mondo. Un’estate benedetta comincia così: con gratitudine, stupore e responsabilità».
Al termine della Messa e prima dell’annunciato concerto è stato distribuito il citato messaggio dell’arcivescovo di Gorizia per l’estate 2025. Rivolgendosi ai turisti il presule ha detto: «Vi invito a lasciarvi toccare dalla bellezza dei nostri paesaggi, ma anche delle nostre Chiese, che non sono solo testimonianze artistiche e storiche, ma segni vivi di una Fede che attraversa i secoli e ci spinge, oggi e sempre più, ad attualizzare il Vangelo di Cristo. Ogni pietra, ogni affresco, ogni silenzio tra le navate è un anelito verso il Trascendente, un invito ad alzare lo sguardo, ad aprire il cuore». E ha aggiunto: «Quest’anno, Nova Gorica e Gorizia (Slovenia ed Italia) sono insieme Capitale Europea della Cultura: un evento che richiama l’anima profonda di questa terra di confine, dove i popoli si incontrano, i linguaggi si intrecciano e le culture si abbracciano. In questo contesto, la Fede cristiana continua ad offrire un contributo prezioso: quello della fraternità, della pace e della speranza che nasce dalla Risurrezione di Cristo. Un pensiero speciale va anche a tutti gli operatori del turismo, che con passione e dedizione accolgono, accompagnano e fanno conoscere le ricchezze del nostro territorio. Il loro lavoro è prezioso e contribuisce a costruire legami di umanità e dialogo». Monsignor Redaelli ha, quindi, concluso: «Vi auguro che questo tempo sia per tutti occasione di incontro, di arricchimento reciproco e di autentica gioia. L’anno giubilare alimenti nei nostri cuori la Speranza per un futuro di pace».

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In copertina e qui sopra due immagini della Messa celebrata all’alba davanti al mare di Grado da monsignor Nutarelli; all’interno, l’arcivescovo Redaelli.

Grado, dal “sogno” dell’illuminato monsignor Fain alla “pazzia” del parroco Nutarelli: dopo 30 anni il Ricreatorio Spes è una realtà sempre più bella

di Giuseppe Longo

Sebbene il sogno di costruire il Ricreatorio Spes, uno spazio a Città Giardino tutto per i giovani di Grado, fosse stato cullato da monsignor Silvano Fain, il merito della sua edificazione pietra su pietra va soprattutto a don Bruno Sandrin, allora cooperatore vicario dell’illuminato arciprete sceso in laguna dal Collio cormonese. Fu lui, infatti, che seguì passo dopo passo la realizzazione dell’opera, dal progetto all’innalzamento dei muri e alla loro copertura, fino a giungere alla sua inaugurazione che avvenne nell’ottobre 1994. E ora, il sacerdote – parroco di San Lorenzo Isontino – è ritornato nell’Isola della sua gioventù sacerdotale e per la festosa cerimonia organizzata dalla Parrocchia di Sant’Eufemia ha portato, inserito in una cornice, un pezzo del nastro inaugurale tagliato proprio trent’anni fa, alla presenza dell’allora arcivescovo Antonio Vitale Bommarco. Ieri c’era il suo successore, monsignor Carlo Redaelli, a benedire il Ricreatorio ristrutturato e ammodernato con i lavori voluti da don Paolo Nutarelli – “Donpi” per i suoi ragazzi – e che non sono ancora finiti, ma che con il buon cuore di gradesi e ospiti affezionati all’Isola d’Oro saranno portati a termine, traducendo in bellissima realtà il sogno di don Silvano ma anche quello del parroco attuale, Graisan fra i Graisani, formatosi proprio alla “scuola” dell’indimenticabile pastore.

Magnifica e molto partecipata la festa dello Spes in una mattinata piena di sole, alla quale erano presenti anche i vertici delle istituzioni cittadine con il sindaco Giuseppe Corbatto: «Una struttura – ha detto – che deve diventare il punto di aggregazione della comunità. Un sincero ringraziamento al vescovo, al parroco, alle associazioni e a tutti i volontari che hanno reso speciale questa giornata». Tutto è cominciato con la Messa celebrata nella Chiesa di San Crisogono: all’altare, il giovane don Matteo Marega – che aveva accanto l’arciprete Nutarelli e monsignor Mauro Belletti -, il quale prima di ricevere l’Ordine era stato per un anno pastorale apprezzatissimo collaboratore, soprattutto nell’attività dell’oratorio, proprio a Grado. Un giovane prete, consacrato appena nel maggio scorso, che è tornato con grande gioia fra i ragazzi e i giovani conosciuti nel 2021.
Al termine del rito, è seguita la cerimonia del trentennale – coordinata da Leonardo Tognon – proprio negli spazi, oggi resi ancora più accoglienti, del dirimpettaio Ricreatorio. Molto seguito e applaudito il discorso celebrativo di monsignor Nutarelli, il quale ha esordito dicendo che «Con grande gioia e un sentimento di gratitudine verso la Divina provvidenza oggi celebriamo i 30 anni del nostro Ricreatorio Spes. Il primo pensiero, permettetemi, va a monsignor Fain ed a don Bruno (oggi in mezzo a noi) perché, se siamo qui, è merito di chi ha sognato e, in senso molto concreto, di chi ha dissodato il terreno e seminato». E, richiamata la luminosa figura di San Giovanni Bosco ideatore proprio degli oratori, ha aggiunto: «Oggi celebriamo il trentennale dello Spes e della sua profonda e necessaria ristrutturazione. È il compimento del sogno di don Bruno e di tutti coloro che nel tempo hanno dato un’anima allo Spes. A tutte queste persone il nostro grazie perché hanno creduto in questa realtà oratoriana, fondandola prima e consolidandola poi, per permetterci oggi di attualizzare quei sogni e di farli maturare nel tempo. A noi il compito di portare avanti questo progetto! Con la costruzione di un oratorio la comunità cristiana trent’anni fa scommetteva sull’educazione! A distanza di trent’anni, siamo qui a confermare quella scommessa!».

L’arciprete di Grado è, quindi, passato alle doverose espressioni di gratitudine. «Qui, un ringraziamento desidero farlo al vescovo Carlo che, approvando il progetto, di ristrutturazione ci ha incoraggiato nel perseguire il sogno Spes. In questi mesi di riapertura, il Ricreatorio è diventato centrale nella vita della stragrande maggioranza dei ragazzi e di molte famiglie. Perché un oratorio oggi? Perché abbiamo bisogno di spazi in cui incontrarci e costruire, così, legami significativi. La nostra Parrocchia e la nostra Isola ne hanno molto bisogno! C’è un tessuto comunitario e fraterno da continuare a costruire. L’oratorio – ha sottolineato “Donpi” – dovrà servire anche a questo. Senza dimenticare ciò da cui parte e a cui tende il nostro agire: la persona viva di Gesù, che il cristiano incontra nella Chiesa, nella Parola e nei sacramenti. Uso uno slogan: uno spazio aperto a tutti, ma con lo stile del Vangelo. Il Crocifisso all’ingresso ne è la chiave di lettura. Oggi sento il dovere morale di ringraziare chi concretamente mi è stato accanto in questa “pazzia”: un grazie va ai membri del Consiglio affari economici ed al Consiglio pastorale che hanno approvato il progetto, all’architetto Michela Maricchio ed a tutte le imprese che in questi mesi hanno messo mano allo Spes! E penso a chi, nel silenzio e nella gratuità, tiene pulito ed in ordine il Ricreatorio: c’è spazio per tutti. Non abbiate paura di chiedere! Non abbiate paura di dare una mano! I lavori fatti sono tanti… e nei prossimi mesi proseguiranno, ma oggi dovevamo fare festa. Grazie a chi ha creduto in questo sogno. Possibile grazie solo alla generosità di gradesi ed ospiti che qui a Grado hanno il cuore».
E don Paolo ha dimostrato la portata di questo slancio generoso dell’Isola con dati concreti: «In questi due anni ho toccato con mano la sensibilità di tante persone: dai bambini ai nonni… abbiamo raccolto quasi 200 mila euro: non era scontato, non era facile. La Parrocchia in questo momento è fortemente esposta economicamente, ma confidiamo nella Provvidenza che continui a toccare il cuore delle persone e, mi auguro, delle istituzioni. Oggi facciamo festa (ringrazio chi si è reso disponibile per concretizzare tutti gli eventi e chi ha preparato il pranzo), ma affinché questo notevole sforzo intrapreso dalla Comunità gradese sia costruttivo, dobbiamo completare l’opera: abbiamo realizzato i muri, in questi mesi li abbiamo ristrutturati, ora costruiamo le persone. È la sfida della Parrocchia. È una sfida per la nostra Grado. Grazie a tutti!». E ora per il Ricreatorio Spes si apre, dunque, un nuovo importante capitolo, il terzo: quello della conclusione dei lavori per portare a termine quella che don Paolo ha, appunto, definito “pazzia”. Per completare, cioè, il progetto finalizzato a dare una moderna e più funzionale definizione al sogno di monsignor Fain e di don Bruno Sandrin, che ieri ha riabbracciato tanti che nell’Isola si ricordano ancora di lui.

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In copertina, don Bruno Sandrin e monsignor Paolo Nutarelli con il nastro inaugurale di 30 anni fa; all’interno, la Messa celebrata da don Matteo Marega, gli interventi del parroco, del sindaco Giuseppe Corbatto e la benedizione dell’arcivescovo Carlo Redaelli; altre immagini della bellissima festa e del Ricreatorio Spes con i suoi campi da gioco.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Monsignor Armando Zorzin torna Grado per amministrare la Cresima: fu arciprete nell’Isola per diciotto anni

(g.l.) Monsignor Armando Zorzin, arciprete di Grado per diciotto anni, tornerà presto nella comunità isolana con la delega dell’arcivescovo di Gorizia per amministrare il sacramento della Cresima a una trentina di giovani della Parrocchia. Il rito si terrà sabato prossimo, 27 aprile, durante la Messa delle ore 18.30 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia. «Sarà l’occasione – ha scritto su Insieme, monsignor Paolo Nutarelli – per, ancora una volta, stringerci a lui e ringraziarlo per il bene che ha riversato sulla nostra Isola».
Attualmente vicario generale dell’Arcidiocesi isontina, monsignor Zorzin arrivò a Grado pochi mesi dopo la morte improvvisa dell’amato arciprete Silvano Fain e rimase alla guida della storica Parrocchia fino al 2016, fino a quando cioè monsignor Carlo Redaelli lo volle a Gorizia quale suo più stretto collaboratore, con la qualifica appunto di “vice-vescovo”. Alla sua partenza  da Grado gli subentrò monsignor Michele Centomo che però rimase appena per un quinquennio titolare della Chiesa isolana protetta dai Santi Ermacora e Fortunato, la cui responsabilità da quasi tre anni è appunto affidata a don Nutarelli, il sacerdote concittadino che era impegnato a Cormons, sul Collio, dove era nato proprio don Fain.
Sarà dunque sicuramente un gradito ritorno, seppur per una sola celebrazione, per monsignor Armando Zorzin, ma anche per la comunità gradese che del sacerdote originario di Pieris conserva un ottimo e grato ricordo per quanto fatto durante i diciotto anni di permanenza nell’Isola.

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In copertina, monsignor Armando Zorzin durante una solenne celebrazione a Grado.

Quando i confini uniscono e non dividono: giù il sipario a Grado sul convegno delle Caritas d’Italia

(g.l) Con una celebrazione eucaristica conclusiva, presieduta da monsignor Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina, a Grado è calato il sipario sul 44° Convegno nazionale delle Caritas d’Italia sul tema dei “Confini, zone di contatto e non di separazione”. Al Palacongressi di Città Giardino l’evento ha visto incontrarsi e confrontarsi per quattro giorni ben 613 tra direttori e membri di équipe provenienti da 182 Caritas diocesane di tutto il Paese.
Negli “orientamenti” finali il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, ha indicato le proposte di lavoro per continuare il cammino Caritas nei prossimi mesi. Richiamandosi al primo presidente di Caritas Italiana, don Giovanni Nervo, ha ricordato l’importanza di capire dove «poniamo i confini», che per Caritas non sono dei limiti, ma delle «zone di contatto», «luoghi in cui fare l’esperienza della presenza di Dio perché ci permettono di aprirci agli altri e di capire che c’è Qualcuno che può fare prima, durante e dopo il nostro servizio».

Gli oltre seicento partecipanti (di cui 138 giovani) da 182 Caritas diocesane, ripartendo da quanto emerso dal Convegno dello scorso anno a Salerno e guardando al Giubileo del 2025, hanno riflettuto insieme sul tema dei “confini” alla luce delle “tre vie” consegnate loro da Papa Francesco in occasione del 50° dell’istituzione di Caritas Italiana (1° luglio 1971): la via degli ultimi, la via del Vangelo, la via della creatività.
Il “confine” di questo 44° Convegno nell’Isola d’Oro è stato pensato – sottolinea Caritas italiana – «non come la linea che stabilisce un dentro e un fuori, ma come una porta, che permette di uscire e di entrare, che si può però anche chiudere e bloccare. Proprio il confine segna il punto di contatto tra centro e periferia: può essere o diventare luogo di incontro e di annuncio o elemento che crea distanza ed esclusione; dipende da come si usa la porta. Il Convegno si è svolto sul confine che scorre nei pressi di Grado e Gorizia, tra Italia e Slovenia, reso permeabile dalla comune appartenenza all’Unione Europea, che però rimane a sottolineare come le differenze debbano essere valorizzate, messe in comunicazione, rese feconde. Gorizia che, assieme a Nova Gorica, nel 2025 sarà Capitale europea della Cultura».
La “carità” (in latino “caritas”) è «attraversamento di confini», come ricorda monsignor Carlo Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana. «Tutti i confini, a cominciare da quelli che abbiamo nel cuore e nella testa…. Vogliamo farli diventare punti di incontro e di riconciliazione», ha sottolineato il presule.
«Il Vangelo – aveva commentato alla vigilia del convegno l’arciprete di Grado, monsignor Paolo Nutarelli – non è una notizia che si può chiudere in spazi e limiti, ma è notizia in movimento; il confine non è una linea tra dentro e fuori; è come una porta: permette di uscire e di entrare, ma si può anche chiudere e bloccare. E, mentre chiudi l’altro fuori, in realtà chiudi anche te dentro. Il confine segna, inoltre, il collegamento tra centro e periferia: può essere luogo di incontro e di annuncio o luogo di distanza e confinamento; dipende da come utilizziamo la porta. Molte sono le chiavi di lettura che la parola “confine” può dare».

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In copertina, l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli, presidente nazionale di Caritas; all’interno, immagini del convegno tenutosi al Palacongressi di Grado.

(Foto Caritas Italia)