A Nimis commosso addio a Elda Frezza che sarà ricordata per il sorriso e la dedizione al paese. E ora quel “Missus” della Chiesa di Centa lo canterà Lassù

di Giuseppe Longo

NIMIS – Sono passati moltissimi anni, una sessantina e anche più, ma ricordo ancora con nostalgia quel “Missus” di Candotti che Elda Frezza cantava con tanta dolcezza, prima di Natale, nella indimenticabile Chiesa di Centa. E il brano evangelico, messo in musica, dell’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria è soltanto uno dei numerosi canti sacri che, da sola o in coro, ha eseguito durante tutta la vita. Anche adesso, nonostante i suoi 87 anni, aveva ancora una bella voce che, però, si è spenta improvvisamente per sempre, suscitando largo cordoglio in paese e fuori, anche perché le sue condizioni di salute erano ottime e nessuno si sarebbe aspettato una fine così repentina. E ora quel “Missus” assieme alle numerose Messe latine di Perosi, Tavoni e Tomadini, ma anche alle villotte di Garzoni e Zardini, tra cui la tanto amata “Viva Nimis”, le canterà sicuramente in Cielo, come ha invitato a credere Gianni Paganello in un toccante saluto rivoltole al termine della Messa esequiale celebrata l’altro pomeriggio in Duomo, quando è andato al microfono staccandosi dal coro, diretto da Rita D’Andrea, che ha accompagnato tutto il rito e nel quale c’erano anche i vecchi cantori che con Elda hanno condiviso, lungo lo scorrere di tanti anni, la passione per la musica da Chiesa e popolare, dalla vecchia cantoria parrocchiale alla “Corâl des Planelis”, cui aveva dato vita don Luigi Gloazzo a fine anni Settanta appena arrivato a Nimis, al piccolo coro di Chialminis. La presenza di Elda Frezza era sempre garantita e la sua inconfondibile voce – «indimenticabile quando cantava con Tite Cjapen, già ai tempi di pre’ Corado», ha ricordato ancora Paganello – diveniva la colonna portante di ogni brano, fosse appunto in latino, italiano o friulano.


Ma la presenza nel coro era soltanto un aspetto della personalità di Elda Frezza, sempre animata da quel volto gioioso e sereno che tutti ricorderemo. «Erano due i tratti che hanno sempre contraddistinto la vita di Elda: il sorriso e la dedizione al paese», ha detto infatti monsignor De Tina nell’iniziare la predica che ha puntellato con una significativa pagina del Vangelo, scelta appositamente per la triste circostanza. La sua presenza nella comunità era costante, sia come supporto nelle manifestazioni pubbliche – soprattutto la “Sagre des Campanelis” e il “Carnevâl di Nimis” con il suo inseparabile secchiello con i biglietti della pesca di beneficenza o della lotteria – sia come aiuto alle persone che avevano bisogno di una mano o soltanto di una parola buona, o semplicemente di uno “strappo” in macchina. «Una presenza luminosa in quel volontariato ormai sempre più in crisi» – ha aggiunto don Rizieri – e che Elda aveva sempre assicurato anche nella sua vita lavorativa, come hanno rievocato con riconoscenti parole due anziani colleghi ospedalieri. «Il suo carattere aperto, sorridente, generoso e sempre ottimista ci era di stimolo e conforto», hanno detto fra l’altro, anticipando quanto sottolineato poi anche da Rita Monai nel suo affettuoso omaggio all’amica di tutti.
Tanti, infatti, coloro che sono venuti a salutare Elda Frezza stringendosi accanto al figlio Luigino e ai suoi familiari, riempiendo l’ampia comparrocchiale di Santo Stefano, ma la sera precedente anche la Pieve dei Santi Gervasio e Protasio dove era stato recitato il Rosario in suo suffragio. E che poi l’hanno accompagnata verso l’ultima dimora, mentre dal coro e dall’organo si levava delicatamente quel “Suspir da l’Anime” che a lei piaceva tanto. Perché era molto legata al paese e al Friuli, con le loro usanze e tradizioni, e non mancava mai di parlarmene, come l’ultima volta in cui l’ho incontrata, a Madonna delle Pianelle. “Mandi Elda, cumò cjante Lassù!”.

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In copertina, il volto sempre sorridente di Elda Frezza scomparsa improvvisamente a 87 anni; all’interno, monsignor De Tina mentre incensa la sua salma.

Nimis celebra l’Immacolata alle Pianelle, poi al calar della sera “accende” il Natale

(g.l.) Otto dicembre, festa dell’Immacolata Concezione che nel Santuario delle Pianelle è raffigurata in un grande affresco di Giacomo Monai. Una ricorrenza che a Nimis è celebrata, secondo antica tradizione, proprio in questa Chiesa che sorge all’ingresso del paese, dove anche stamane, alle 11, ci sarà la Messa solenne che, praticamente, dà il via alle celebrazioni di fine anno, anticipate dal “Missus” di Giovanni Battista Candotti (in musica la pagina del Vangelo di Luca che racconta l’Annunciazione)  che durante la Novena di Natale sarà cantato la sera nella Chiesa di San Mauro, più raccolta della Comparrocchiale.
Di fatto la festa odierna dà il via anche alle manifestazioni profane che fanno da corollario alla solennità del Natale. Già da ieri in piazza 29 settembre, sotto lo storico platano, è acceso un grande pannello con gli auguri della sezione locale dei donatori di sangue. E questo pomeriggio, dalle cinque, ci sarà il ritrovo nello stesso luogo dove, tra il suono della fisarmonica, avverrà l’accensione delle luci natalizie accompagnata da un brindisi con i rinomati vini di Nimis. L’incontro, come tutte le proposte del mese, è stato organizzato dall’amministrazione comunale assieme alla Pro Loco.
E di proposte durante queste settimane, che ci portano alle feste più belle e sentite dell’anno, ce ne sono diverse, a cominciare dalla gita programmata per domenica 11 dicembre a Bussolengo, in provincia di Verona, per la visita al Villaggio di Natale. Mercoledì prossimo, invece, alle 20 nella Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio concerto del Gruppo fisarmonicisti Tarcento – Ensemble Flocco Fiori, diretto dal concittadino Massimo Pividori, molto applaudito l’altra sera a Udine. Altro concerto, sempre nell’antica Pieve, si terrà il 18 dicembre, ma con musiche Gospel. Nella mattinata di quella domenica ci sarà  anche il Mercatino di Natale assieme a un’iniziativa a sostegno dell’Aism che si batte contro la sclerosi multipla. Il giorno precedente, sabato, ci sarà invece un pomeriggio con Biblioteca in piazza. Infine, venerdì 23 dicembre alle 15 è annunciato l’arrivo di Babbo Natale.
Sempre oggi, e poi fino al giorno dell’Epifania, sarà visitabile a Casa Comello, proprio sotto il platano di piazza 29 settembre, la mostra “Natale in cartolina” allestita da Anna Cumini assieme a un artistico presepe che si aggiungerà alle Natività delle Chiese, a cominciare da quella, sempre bellissima, del Duomo di Santo Stefano.

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In copertina, il Santuario di Madonna delle Pianelle a Nimis nella suggestiva cornice delle montagne con la prima neve; qui sopra, l’Immacolata Concezione nell’affresco dipinto da Giacomo Monai.